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Generare processi inclusivi con il modello dell’intersoggettivismo relazionale e educazione emozionale

generare processi inclusiviSe un ragazzo si sente accolto, incoraggiato e “p e n s a t o” da insegnanti che valorizzano il suo rapporto con i compagni, è in grado di affrontare con fiducia e possibilità di successo i compiti di apprendimento che gli vengono proposti.
(Isabel Manzione, Annamaria improta & coll.)1 

Generare processi inclusivi implica la valorizzazione di processi intersoggettivi giacché la relazione educativa è intrisa di processi emozionali che non rappresentano una deviazione dalla norma, bensì una modalità organizzativa del contesto2.

Nel post precedente avevamo sottolineato comesia fondamentale l’inversione del modello tradizionale trasmissivo, per garantire il rispetto del bambini/adolescente e porsi nei suoi confronti come significativo modello di identificazione.

La valorizzazione della dimensione soggettiva del docente, delle sue credenze, del suo stile di insegnamento e della sua motivazione rappresentano, pertanto, un punto di partenza imprescindibile: ciascun partecipante ha bisogno di esercitarsi su ciò che in seguito chiederà agli altri, in primis agli studenti. L’auto - conoscenza, l'auto - accettazione, la creatività, la riflessione, il dibattito, il dissenso, la narrazione, l’etica nel lavoro di squadra e di rete, consentono la costruzione collaborativa tra adulti, per risolvere quelle tensioni, che non hanno confini, nella coppia studente – insegnante. Se un ragazzo si sente accolto, incoraggiato e“pensato” da insegnanti che valorizzano il suo rapporto con i compagni, è in grado di affrontare con fiducia e possibilità di successo i compiti di apprendimento che gli vengono proposti. Non si tratta di un ‘prima’ e un ‘dopo’ temporale, ma di una preoccupazione dell’adulto che determina una scala di priorità e di attenzioni: pensare è un'attività apparentemente intangibile che si realizza nell’interiorità del soggetto che connette idee, emozioni, affetti, etc.…

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Sebbene immateriale il pensiero tuttavia getta effetti concreti nei soggetti che pensano, dal momento che il pensiero costruisce intersoggettività, tanto nel pensante quanto nel pensato. Se qualcuno pensa l’altro mostra interesse verso di lui si realizza uno scambio intersoggettivo che permette ai soggetti di identificarsi l’un l’altro all’interno di un modello di comprensione e di partecipazione sociale. L’obiettivo è dunque ambizioso ma proficuo di implicazioni sociali che vanno al di là dell’ora di lezione: pensare l'altro riconoscendo e rispettando la sua soggettività.

Il riconoscimento della soggettività dell’altro nella relazione educativa sarà il punto di partenza delle riflessioni che riprenderanno in questo blog che riprenderà a settembre.

Al momento auguro a tutti buone e serene vacanze…

 

Note

1. Improta, A., Mansione, I. Carballo, S., Raschia, C., Salzano, A. M. & coll. “Educreando”. Proyecto de extensión: un’esperienza di gemellaggio metodologico per favorire un apprendimento stimolante e significativo tra le scuole della provincia di Buenos Aires in Argentina, e le scuole della provincia di Napoli e Milano. Relazione programmata nella sezione “Buone Prassi” al 11° Convegno Internazionale “La Qualità dell'integrazione scolastica e sociale”, Rimini, 3-5 novembre 2017.
Mansione, I., Improta, A., Carballo, S., Raschia, C., Salzano, A. M. & coll. Educreando: intersoggettivismo relazionale, ovvero, si vive nei rapporti e si cresce nelle interazioni: una ricerca metodologica tra le scuole della provincia di Buenos Aires in Argentina, e le scuole della provincia di Napoli e Milano. Relazione programmata nella sezione “Contributi scientifici” al 11° Convegno Internazionale “La Qualità dell'integrazione scolastica e sociale”, Rimini, 3-5 novembre 2017.

2. Carli, R. & Paniccia, R.M. (2003). Analisi della domanda. Bologna: Il Mulino.
Carli, R. & Paniccia, R.M. (1999). Psicologia della formazione. Bologna: Il Mulino.

 

 


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