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Contemporaneamente - Luci ed ombre del Millennio

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La volpe nell'anima - Kitsune, Renart e il Piccolo Principe

La volpe nell'anima Kitsune Renart e il Piccolo PrincipeLa caccia alla volpe, la caccia alla volpe in tana, la rossa pelliccia di volpe, la volpe fulva che disturba i cacciatori in autunno, che uccide le galline nel pollaio. La volpe grigia che scappa e si nasconde nella nebbia che avvolge il bosco. Immaginale, la volpe è amica del Piccolo Principe. È la fanciulla Kitsune, ingannatrice. Nel Roman de Renart la volpe è trickster, è l’astuzia. La volpe compare in mezzo ai cespugli. Attraversa di corsa un sogno, una poesia e un romanzo: l’afferri solo se lei si fa afferrare. Se l’ascolti, se la accogli, ti rivela idee geniali.     

L’immagine della volpe risuona da tanto tempo nella mia anima. Quando mi capita di leggere poesie o racconti che parlando di questa rossa ‘signorina’, mi appassiono subito al tema. Seguo volentieri la sua coda. Mi addentro nel folto della foresta.

Qualche tempo fa, la volpe è apparsa nel sogno di una mia paziente, che chiamerò ‘Sara’.

Siamo io e lei, sedute l’una di fronte all’altra, sul finire di un colloquio di psicoterapia. Sara, una bella donna sulla cinquantina, ha sognato una volpe fulva che, viva e vegeta, si accoccolava intorno alle sue spalle come un collo di pelliccia e raccontava storie interessanti senza usare parole: una volpe ‘amica’. L’animale ‘guida’ di Sara offre alla stessa una serie di narrazioni, idee, spunti di riflessione da sviluppare nelle sedute successive. Con Sara ‘giochiamo’ la volpe onirica attraverso lo psicodramma duale, un metodo davvero utile per esplorare i sogni nel corso di una seduta individuale. Drammatizzare un contenuto inconscio permette di scoprire alcuni tra i misteriosi messaggi che si celano dietro il velo di una immagine; elementi che prendono spunto dalla relazione terapeutica, stimoli che provengono dalle fiabe di un lontano passato, memorie collettive di fiere boschive, gli occhietti furbi tra le foglie autunnali: ecco che la volpe ci riguarda un po’ tutti/e, poiché appartiene alle narrazioni dell’anima. Porta consiglio, la volpe dei sogni, e regala al sognatore una forza del tutto particolare. Mette in gioco l’astuzia del trickster  che si riflette nella nostra stessa furbizia, ma non disdegna la cura della fragilità che si cela dietro l’apparenza.

A dispetto della sua sfrontata bellezza di ingannatrice in fame perenne, di predatrice da cortile, di ladruncola di uova, la volpe è uno degli animali che realmente subisce, nella nostra realtà contemporanea, la crudeltà dell’essere umano. ‘Proteggere la volpe’ e ascoltare le sue ‘parole senza parole’ è un compito psicologico ma anche un po’ alchemico. Si tratta di una protezione che, oggi come oggi, gli animali ci chiedono in qualità di creature viventi - fuori – e, contemporaneamente, simboliche - dentro la psiche.

Parrebbe quasi di udirlo, il grido di Madre Natura tra i cigolii delle macchine, nelle meccaniche dell’Io del Terzo Millennio, negli scenari distopici dentro i quali viviamo.

“Una guida importante, la mia volpe”, sussurra la paziente e parla di quel musetto affilato che sa affascinare

Qualche anno fa scrivevo: “Si tratta di un animale ritenuto tanto magico quanto spesso è temuto. Nella cultura popolare, la rossa volpe appare come un essere fiabesco, ma è concretamente perseguitata perché abile cacciatrice, nonché uccisa brutalmente - per sport più o meno regali o per vendetta - da ben altri cacciatori e dai contadini. In alternativa, è desiderata, è ambita per la sua pelliccia, e quindi allevata, sfruttata e scuoiata; da possibilità di essere animale-guida diventa accessorio da indossare” (estratto da un mio articolo del 2017 - Blog: Barlumi di coscienza su Blogspot.com).

Carlo Collodi ci ha regalato l'immagine di un brigante-volpe: il malvivente che inganna Pinocchio, perfettamente accoppiato al gatto. Nelle storie più antiche, in molti racconti, leggende e fiabe tramandate in lungo e in largo per tutto il mondo, la volpe mette in mostra gli aspetti più truffaldini di se stessa. Secondo questa linea della tradizione folkloristica, la volpe è il trickster, ovvero il Briccone divino.

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Il Briccone-Imbroglione è uno spirito mercuriale, appartenente alla zona di confine tra gli opposti terra e cielo, mondo vitale e infero. Si tratta di un personaggio che nella mitologia greco-romana ha a che fare con il ben noto Hermes/Mercurio - il messaggero degli dei, dio della parola, dell'eloquenza e dell'inganno, del commercio e degli scambi, dei viaggiatori e anche dei ladri. Conoscitore degli incantesimi più complessi, l'astuto Mercurio aiuta un altro ben noto e scaltro personaggio a liberarsi dalle mire della maga Circe: stiamo parlando di Ulisse.

Lo spirito Mercurio è anche il ligamentum alchemico, l'elemento di connessione tra gli opposti fisso-volatile, maschile-femminile, e partecipa ad entrambe le nature.

Carl Gustav Jung nomina il Briccone più volte nelle pagine della sua immensa opera. Questo personaggio appare nelle storie pubblicate negli anni '40 dal dottor Paul Radin, storie che narrano degli indiani Winnebago (Hero Cycles Of The Winnebago - I cicli dell'eroe dei Winnebago). L'Ingannatore appartiene ad una fase potremmo dire "adolescenziale" dello sviluppo dell'archetipo dell'eroe, un livello che va di pari passo con quello culturale, collettivo, e con l'evoluzione dell'individuo sulla strada della vita. Il suo mutar di forma non è trasformazione ma travestimento, mutevolezza senza coscienza. Eppure, egli è il fondatore della civiltà: gli indiani Winnebago credono che Briccone, grazie al dono del Rito magico, sia colui che ha dato il via alla Storia.

Un ruolo decisamente importante per la nostra volpe.

Le storie di animali antropomorfi sono numerose e attraversano i secoli, prima oralmente poi dipinte sui manoscritti fino al cinema moderno e ai cartoni animati (basti pensare a Robin Hood ma anche al contemporaneo Zootropolis). Il Roman de Renart è una raccolta di racconti satirici in versi scritti in rima baciata e dipinti principalmente da Pierre de Saint-Cloud (XII°-XIII° secolo), con storie di animali che si comportano come uomini. La volpe Renart è la vera protagonista, in danza tra inganno e saggezza. Partendo da Esopo e attraversando il medioevo troviamo numerose avventure nelle quali sono gli animali a "fare il mondo" e a tessere le trame fino ai giorni nostri.

KITSUNE - LA RAGAZZA VOLPE

Nella mitologia giapponese, la volpe è una ragazza. Kitsune, la volpe, assume sembianze animali o umane a seconda delle situazioni. Si inserisce nel filone delle donne divine teriomorfe che, di volta in volta, a seconda dei contesti culturali e narrativi assumono forma serpentina, come - esempio tra tutti - Melusina - o di uccelli differenti e variegati…

Per la psicologia analitica (junghiana), l'Anima, la quale è un elemento psichico fondante ed è connessa alle parti istintuali della personalità. L’Anima ci parla attraverso le immagini simboliche nei sogni, nelle fiabe, nei miti e nelle leggende: appartiene alla psicologia dell'uomo come controparte femminile interiore, ma è indubbiamente aspetto del Sé in ogni donna che intraprenda il proprio percorso di coscienza; è danza di volti e composizione dinamica, poliedro che la guida dal centro della personalità.

La figura di Kitsune è associata all'inganno (là dove la seduzione appare come inganno) ma anche alla relazione speciale di una creatura magica con un essere umano. Alcune Kitsune si sposano con uomini comuni, che non han nulla di mitologico, così come avviene nelle leggende europee delle spose fatate. Come, appunto, la fata Melusina, moglie di Raimondino, la volpe si unisce all’essere umano per rinnovare la congiunzione con l'Anima.

Kitsune è di certo astuta, ma sarebbe riduttivo associare solamente questa caratteristica alla bella volpe. La scaltrezza aiuta ciascuno di noi a districarsi nel sottobosco del quotidiano, a svelare piuttosto che a ordire gli inganni che vengono tramati contro di noi (così come Mercurio aiutò Ulisse). Questo aspetto dell'intelligenza è la nostra ‘volpe interiore’: una creatura spirituale, piena di valore.

Dialogare con la volpe ci offre spunti di saggezza, intuizioni uniche. In Giappone la volpe è magica, associata a poteri straordinari. Può aprire nuove vie alla conoscenza profonda di sé.

La volpe come compagna immaginale ci guida al di là del testo, ci conduce negli interstizi tra le parole, tra le righe nei non detti, nei non scritti.

"L'essenziale è invisibile agli occhi..." (Antoine De Saint-Exupéry)

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Ogni azione nel nostro quotidiano è supportata dalla saggezza, una saggezza che passa attraverso la possibilità di utilizzare anche il guizzo della furbizia, l'astuzia, l'intelligenza che afferra al volo l'idea. "L'anima saggia sta nell'enigma", scrive Jung, e nella furbizia mercuriale: nel fare coscienza, la volpe ci aiuta ogni giorno. Se l'Io si mostra rigido, l'anima ci porta l'altra parte, furbescamente, se siamo in contatto con l'inconscio, ci guida a leggere tra le righe. La volpe può aiutarci a non eccedere nell'uno o nell'altro senso. La sua non è la furbizia del furbastro ma del furbetto. Rappresentante dello spirito vivo, è un'astuta abilità e un'astuzia abile a maneggiare la parole senza deprivarle dell'anima. Le risorse della volpe sono strumenti che fan parte delle nostre ricchezze interiori.

Da conoscere e allenare, qualora non siano ancora buone abitudini.


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Alcuni paragrafi di questo articolo sono tratti da un mio scritto del 2015 (dal mio blog personale) - Valeria Bianchi Mian
immagine Kitsune by DablurArt on DeviantArt

 

 


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