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I blog di Psiconline

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Parliamo di Psicologia insieme ai nostri amici online...

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La delusione dopo l'arrivo

delusione dopo arrivoCome sappiamo il fenomeno migratorio sopratutto dal continente africano sta assumendo negli ultimi tempi forme molto difficili da sostenere. Sottolineo innanzi tutto che la maggior parte dei migranti non proviene da paesi in guerra, per cui sono già predestinati a non avere il permesso di soggiorno. Personalmente non saprei cosa suggerire per fermare questa interminabile catena umana. Non sono d'accordo ne' con la chiusura delle frontiere, ne' con il ritiro delle navi della Marina Militare Italiana, sostituite da quelle della guardia costiera libica.

Mi rendo però conto che l'arrivo in Italia rappresenta sia la fine dei loro sogni, sia la fine di quello stralcio di vita che avevano raggiunto al loro Paese.

In questo periodo più che mai ogni giorno le varie Prefetture ci chiedono posti letto per i nuovi arrivi. Qualche giorno fa uno di questi gruppetti si è presentato dicendo: "Vogliamo il cellulare, l'orologio e la crema per il corpo"! Venivano tutti dal Sudan.

Ora dovreste vedere cos'è il Sudan! Un paese terrificante, il più povero che io abbia mai visto, dove i sopravvissuti alle guerre muoiono di fame, di malattie, di stenti.

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Dalla parte dello psicologo

dalla parte dello psicologoSono tanti argomenti dei quali si può parlare che riguardano il settore delle relazioni umane di cui io mi occupo, cioè l'immigrazione. Negli ultimi mesi però il fenomeno immigratorio, le leggi che vengono emanate per contrastarlo, i trattati che vengono fatti con i paesi dai quali i migranti provengono, e molti altri avvenimenti che si svolgono in luoghi ben lontani da noi, mettono tutti gli operatori in serie difficoltà.

Ci troviamo ad affrontare con grande fatica le problematiche che i nostri ospiti ci portano giorno dopo giorno.

Per quanto riguarda gli aspetti psicologici, non possiamo più dire che " qualcuno" ha dei problemi, ma dobbiamo ammettere che " tutti" hanno dei problemi. Perché? Perché tutti, ma proprio tutti, sono passati dalla Libia e sono stati imprigionati e torturati.Possiamo parlare certamente di Disturbo da Stress Post Traumatico, per tutti, anche se a livelli diversi.

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Etnopsichiatria e identità culturale

etnopsichiatria e identità culturaleNon sono mai stata una grande intellettuale, nonostante io abbia potuto godere della vicinanza di una grande Maestra e amica,  la Dott.ssa Rosalba Terranova Cecchini.

Anche il nostro libro “Accogliere il migrante. Tecniche di psicologia transculturale in situazioni di emergenza”, è nato dall’incontro fra la teoria (sua) e la pratica (mia).

Nel libro si parlava di un’esperienza di accoglienza iniziata nel 2011 e terminata nel 2013.  Ebbene, in questi ultimi tre anni il panorama dell’immigrazione è completamente cambiato e credo che quasi niente di quell’esperienza si possa ritrovare in tutto quello che è successo dal 2013 a oggi.

Innanzitutto è cambiato lo scenario politico nella sua globalità.

Guerre e rivoluzioni si susseguono a non finire; ci sono paesi che non esistono più e altri da cui le popolazioni fuggono tutti i giorni.

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Schiavi d’amore

schiavi damoreIn questo caso parliamo di violenze particolari, quelle delle donne sugli uomini e quelle di gruppo attuate sui singoli migranti. Mentre l’Italia sta portando avanti i suoi assurdi patti con la Libia, noi continuiamo ad ascoltare i racconti dei profughi che sono riusciti ad arrivare nei nostri centri di accoglienza.

E dobbiamo riconoscere che le cose in Libia vanno sempre peggio.

Non ci si abitua mai alla violenza e tante volte, quando ascolto i racconti dei ragazzi che sono stati torturati in Libia, sento che mi vengono le lacrime agli occhi. A volte me le asciugo, senza vergogna, a volte faccio finta di guardare da un’altra parte, fino a che il momento più brutto è passato. E poi torno a guardare il viso tragicamente immobile del ragazzo che ho di fronte. Sì perché le violenze subite hanno scavato solchi così profondi nell’anima da rendere quasi inespressivo quel viso e quel corpo.

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Sono un'anima persa

anima persaE’ molto difficile in questo periodo scrivere qualunque cosa che riguardi i migranti. Da un punto di vista politico assistiamo a una tragedia assolutamente inumana: gli accordi che l’Italia ha fatto e continua a fare con la Libia per arrestare in qualche modo i viaggi verso l’Italia.

Parlo solo dell’Italia, perché l’Europa è dura, rigida, vuole essere cieca ed estranea a quanto succede in altre parti del mondo.
Che le cose vadano sempre peggio lo si constata nei vari centri di accoglienza.

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