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I blog di Psiconline

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Parliamo di Psicologia insieme ai nostri amici online...

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Lo studente e la cipolla

cipollaNegli ultimi giorni imperversa in rete una significativa citazione di Daniel Pennac: "I nostri studenti [...] non vengono mai soli a scuola. In classe entra una cipolla: svariati strati di magone, paura, preoccupazione, rancore, rabbia, desideri insoddisfatti, rinunce furibonde accumulate su un substrato di passato disonorevole, di presente minaccioso, di futuro precluso. Guardateli, ecco che arrivano, il corpo in divenire e la famiglia nello zaino. La lezione può cominciare solo dopo che hanno posato il fardello e pelato la cipolla. Difficile spiegarlo, ma spesso basta solo uno sguardo, una frase benevola, la parola di un adulto, fiduciosa, chiara ed equilibrata per dissolvere quei magoni, alleviare quegli animi, collocarli in un presente rigorosamente indicativo".

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Psicologia ed emergenza profughi

Essendo una psicologa con precedente laurea , ed esperienza di lavoro, in medicina, sono molto facilitata nelle situazioni di emergenza.

Infatti sia sulle navi che sul Mediterraneo cercano di salvari i profughi dai naufragi, sia nell'accoglienza che si svolge al loro sbarco, non è mai presente "uno psicologo", ma un medico sì.

In questo mio primo intervento vorrei presentare la situazione di Milano, tappa fondamentale per i profughi che sbarcano nell'Italia del sud e poi cercano di raggiungere i vari paesi europei. Sono quelli che chiamiamo "profughi transitanti". Siriani, Eritrei, Sudanesi, Etiopi.

Dopo molte peripezie, a Milano è nato l'HUB, un centro di accoglienza e smistamento profughi di eccellenza. Negli ultimi due anni ne sono transitati circa 70.000, e accoglierli non è stato facile, finche non siamo arrivati all'HUB.

Attualmente si va dai 50 ai 500 al giorno, dipende dagli sbarchi. Naturalmente non tutti hanno bisogno del medico, ma molti di loro sì, soprattutto perché portano sul corpo le ferite esiti delle torture che hanno subito in Libia. E da lì si parte, perché se è facile, ma non sempre, medicare una ferita del corpo, non lo è altrettanto medicare quella dell'anima. Sono pochi quelli che sono riusciti a sfuggire alle torture. E con loro essere psicologi è una grande opportunità.

Si ha il desiderio di ascoltarli, anche nei giorni successivi, di valutare la gravità del loro malessere psichico, di dare consigli per il futuro, che loro stessi richiedono. E poi si seguono a distanza, attraverso facebook, che quasi tutti hanno.

Si parte quindi dall'emergenza per costruire un rapporto terapeutico "modernizzato". Una domanda di sostegno che arriva dalla Norvegia, dalla Germania, da Calais, da Londra.

Medicina, psicologia ed internet. Questo è il mondo in cui viviamo.


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La #buonascuola (2)

labuonascuola1Continuando il discorso intrapreso la scorsa settimana è chiaro che le difficoltà che la scuola incontra quotidianamente sono molteplici e spesso la scuola non riesce ad essere sempre al passo con le esigenze del mondo contemporaneo, ma non basta una legge a trasformare un’istituzione e dei docenti anacronistici in  insegnanti aggiornati e al passo coi tempi.

La buona scuola la fanno gli insegnanti “appassionati” che, come Robin Williams, riescono a cogliere “l’attimo fuggente” per rendere straordinaria la propria vita e quella dei loro studenti,   che riescono a loro volta ad appassionarli e a coinvolgerli facendoli innamorare della scuola e della vita.

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La #buonascuola (1)

labuonascuola1La legge 107 del 2015 denominata “la buona scuola” è balzata agli onori della cronaca negli ultimi mesi.

Le semplici parole con cui è stata designata la legge sono state scelte con cura, in quanto sono di facile comprensione per tutti ma racchiudono una realtà molto articolata.

La scuola, infatti, non è un’istituzione astratta ma è un sistema complesso  e, “come tutti i sistemi complessi, … è costituita da un grande numero di elementi semplici, interconnessi fra loro, in molteplici modi e con dinamiche non lineari; il comportamento dei singoli elementi risulta generalmente ben definito, prevedibile, ma dalla loro interazione può emergere un comportamento globale diverso, difficile da interpretare. Un sistema complesso opera in modo che non si può spiegare come somma delle sue parti, e quindi neanche scomponendo le parti per un’analisi delle varie componenti, ma richiede un approccio sintetico globale. L’esperienza di tutti gli operatori, personale Ata, docenti e di tutti i dirigenti ci dice che la scuola è una somma di variabili fortemente dipendenti ed interconnesse, che interagiscono fra loro, cambiando il peso, l’influenza effettiva dei vari fattori” (Ferretti, L., Chiappa, I., 2013).

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Il suono della campanella

campanellaIl suono della campanella è quello che molti studenti sentiranno in questi giorni, che sancisce la riapertura delle scuole e che nella nostra memoria ha un significato simbolico: ci ricorda l’inesorabile trascorrere del tempo che segnava il passaggio da un’ora all’altra, da un’ora entusiasmante ad una noiosa o terrificante … giacché la scuola  non è solo un luogo di apprendimento ma soprattutto di … emozioni e relazioni.

È indubbio che l’esperienza scolastica rimanga impressa nella memoria di ciascuno, a dispetto del tempo, che cancella tante cose ma conserva i “ricordi di scuola”.

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