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I blog di Psiconline

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Parliamo di Psicologia insieme ai nostri amici online...

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Medico, psicologo, guaritore

Medico psicologo guaritoreLa psicologia transculturale ha un suo senso; ne sono più che convinta, e anche l’etnopsichiatria, ci mancherebbe! Penso a Maire Rose Moro, Tobie Nathan e al sempre grande George Devereux, tanto per citare alcuni maestri indiscussi.

Sono convinta però che se mettiamo insieme più “funzioni” i disturbi fisici o psichici sono più comprensibili a tutti e i risultati possono essere più veloci ed evidenti.

Psiche e corpo sono una cosa sola nell’essere umano e la cultura è il sangue che circola nelle vene, non si può lasciarla da parte. Lo vediamo con un esempio.

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Psicologia e fiabe africane

fiabe africaneIl mio primo lavoro come psicologa è stato quello che ho svolto in un ospedale psichiatrico. Circa 30 anni fa. Allora ragionavo come Freud, o Jung, non avevo molti altri maestri. Che sono ancora maestri, per carità!

Ma essi non potrebbero proprio aiutarmi nel capire quello che prova un ragazzo di 25 anni, proveniente da un Paese sub-sahariano, che ha solo 25 anni ed ha visto la sua giovane moglie scomparire tra le onde del Mediterraneo. Però ha avuto in fretta la sua diagnosi: disturbo post traumatico da stress.

Peccato che la diagnosi fatta giustamente da uno psicologo istituzionale, non abbia portato a grandi progressi nella relazione con lui. E’ rimasto a fissare il vuoto, senza aprire bocca, per circa sei settimane. Forse anche perché lo psicologo non parlava la sua lingua.

Io l’ho conosciuto al di fuori dei circuiti istituzionali.

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Il coraggio delle madri

il coraggio delle madriHo sempre ammirato il coraggio delle madri che intraprendono, da sole, i lunghi viaggi verso l'Europa per portare in salvo i loro figli.  

Qualche sera fa, ero rientrata in casa da pochi minuti, quando sono stata richiamata in piena notte,  per una emergenza all' Hub.
" È' arrivata in stazione una signora con sei bambini", mi ha detto Gianluca, che è sempre presente, giorno e notte, nella struttura. " Il più piccolo ha solo 15 giorni e alla mamma sembra che non stia bene"
" Cosa fa, ha gli occhi aperti, mangia, si muove..." Facevo delle domande per capire come orientarmi, ma era troppo complicato. Per di più la signora parlava solo arabo, e la traduzione non era il massimo.

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I vissuti degli psicologi verso gli immigrati

rifugiati milanoOgni giorno vengono scritti tantissimi articoli sull'immigrazione. Un fenomeno che certamente attrae l'interesse anche di noi psicologi.

Quello che mi colpisce di più però è il modo tragico in cui i processi migratori attuali vengono descritti, sopratutto da quelli che vengono considerati degli "esperti".

Ovviamente non parlo dei naufragi, o delle file di uomini, donne, bambini, che arrivano ai confini di Serbia e Macedonia, e si trovano davanti al filo spinato.

Sulla politica di chiusura delle frontiere gli psicologi possono dire e fare ben poco, credo.

Ma sui 90.000 profughi che sono passati da Milano,possiamo invece dire alcune cose che, sul versante psicologico, vanno un po' in controtendenza.

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Uccellini che si perdono: Tesfay

tesfayMi viene spontaneo chiamare così tutti i ragazzini di età fra i dodici ed i quindici anni che rappresentano uno dei problemi cruciali dell'immigrazione attuale, anche se l'età dei minori non accompagnati secondo la legge arriva fino ai diciotto anni.

Mi viene spontaneo chiamarli così perché sono tutti ragazzini che hanno l'aria di uccellini che si sono perduti in un mondo più grande di loro. Sorvolo sulle "grandi ONG" che se ne occupano, e sui grandi numeri che vengono riportati. Parlo solo di quello che vedo tutti i giorni, da due anni. Purtroppo i minori non accompagnati sono tantissimi, tutti maschi.

Nessun ragazzino minorenne è arrivato tutto solo dalla Siria, ma ne sono arrivati in tantissimi da Eritrea, Somalia, e paesi dell'Africa sub sahariana. Quasi tutti mentono sulla loro età e si spacciano per maggiorenni, anche se è evidente che sono poco più che bambini. Hanno la strana convinzione che il dichiararsi maggiorenne dia automaticamente diritto ad una accoglienza agevolata. Cosa non vera. Al contrario, il trattamento che devono avere come minori garantisce loro invece una maggiore protezione, anche se spesso questo non avviene.

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