Pubblicità

Contemporaneamente - Luci ed ombre del Millennio

0
condivisioni

Scrivimi. Corrispondenze e altre parole d'amore...

titolo - articolo di valeria bianchi mianScrivimi, quando il vento avrà spogliato gli alberi…” – così cantava Nino Buonocore nell’ormai lontano 1990 e di certo con “scrivimi” intendeva davvero il tracciare parole con una penna in mano, in nero o magari blu su bianco, sopra un foglio di carta da lettere.

WhatsApp non era ancora nato. Messenger neppure. L’accesso al web non era ancora di massa, non era per tutti.

L’anno scorso (2018) la casa editrice Piano B ha pubblicato una raccolta di corrispondenze amorose davvero coinvolgenti, dal titolo “Lettere d’amore di uomini e donne straordinari”. Ho avuto il piacere di leggere questo bel libro in estate e mi sono ritrovata in danza con le voci di Cicerone, Ovidio, Abelardo ed Eloisa, Pietro Bembo e Lucrezia Borgia, Elisabetta d’Inghilterra, Cartesio, Voltaire, Rousseau, Goethe, Mozart, Schiller, Napoleone e con tantissimi altri personaggi che straordinari lo sono davvero, che hanno fatto la Storia delle storie d’amore. Amori fatti di sogno e di incubo, di bellezza e di sofferenza, di desiderio imperioso o delicato… Fanno quasi sorridere le parole che troviamo in una lettera di Karl Marx alla sua amata Jenny von Westphalen, la compagna compagna e crocerossina, si direbbe, quasi madre - la signora Marx, d’altronde, non era quel che si dice donna affettiva, ma affettuosa e ‘devota’ con il filosofo è Jenny, per contro.

E l'amore non per l'uomo di Feuerbach, non per il metabolismo di Maleschot, non per il proletariato, bensì l'amore per te fa dell'uomo nuovamente un uomo.

I due vivranno una storia d’amore lunghissima e tormentata, soprattutto per lei, e soprattutto a causa delle grandi difficoltà economiche, della dedizione all’alcol e alle gonnelle di Karl e della sua battaglia ideale Rivoluzionaria. Sempre supportato da Jenny nel proprio percorso di vita e filosofico, Marx unirà strettamente la propria esistenza a questa donna-Anima. Moriranno a distanza di due anni l’una dall’altro.

Manchester, 21 giugno 1856.

Mio caro tesoro, ti scrivo ancora perché sono solo e perché mi inquieta tenere continui dialoghi mentali con te senza che tu ne sappia nulla, o che mi possa rispondere. Un'assenza momentanea fa bene, perché quando si è presenti le cose sembrano troppo uguali per distinguerle. Persino le torri da vicino hanno proporzioni nanesche, mentre le cose piccole e quotidiane, considerate da vicino, crescono sin troppo. Così è per le passioni. Così è con il mio amore. Il mio amore, appena sei lontana, appare per ciò che è: un gigante in cui si concentra tutta l'energia del mio spirito e tutto il carattere del mio cuore. E l'amore non per l'uomo di Feuerbach, non per il metabolismo di Maleschot, non per il proletariato, bensì l'amore per te fa dell'uomo nuovamente un uomo. Mia cara, tu sorriderai e ti chiederai come mai tutto a un tratto divento così retorico. Ma se potessi stringere il mio cuore al tuo cuore ti bacerei e non direi nulla. Poiché non posso baciare con le labbra sono costretto a farlo con il linguaggio e le parole. In realtà, molte donne sono a questo mondo e alcune di esse sono belle. Ma dove lo trovo un volto nel quale ogni tratto, anzi ogni piega, risveglia i ricordi più grandi e dolci della mia vita? Nel tuo viso soave, io leggo perfino le mie sofferenze infinite, le mie perdite irreparabili. Regalo ai bramini e a Pitagora la loro teoria della rinascita e al cristianesimo la sua teoria della Resurrezione. Addio tesoro mio. Ti bacio migliaia di volte insieme alle bambine.

Pubblicità

Scrivere lettere d’amore fa bene, diciamolo. Ci fa bene pensare di fare e dire. È un canale nel quale scorre la preziosa aqua permanens degli antichi alchimisti, lo spirito Mercurio, legame della comunicazione tra amanti, tra Sole e Luna.

Un altro scenario amoroso. Siamo nel 1502. Pietro Bembo, cardinale e umanista italiano, poeta degli Este, conosce Lucrezia, figlia illegittima del cardinale dei Borgia futuro Papa Alessandro VI, quando lei è già moglie di Alfonso d’Este, il terzo marito. Se ne innamora. Le scrive. Lucrezia risponde; chiede di riferirsi a lei con le iniziali F.F., misteriosa sigla che suggella la relazione segreta. Forse platonica, forse… no.

Pietro mio”, scrive Lucrezia, “circa el desiderio vi assicuro che il nostro cristallo, che cusì meritatamente se po reputar e chiamare, non altro posserne dire o trovarne. Non forsi mai per nisun tempo igualato. E questo basti. Il mio nome da qui avante sarà… F.F.”.

Cara F.F.”, risponde lui, “Egli mi giova che ogni giorno pensiate con accorte invenzioni qualche cagione per accrescere il mio fuoco, sì come oggi avete fatto con questo, F.F. Con ciò che poco fa cingeva la vostra lucidissima fronte, la vostra treccia. Di voi faccia Amore giusta vendetta, se siete altra nella fronte di quel che siete nel cuore. Io ardo, luce della mia vita. Bacio quella dolcissima mano che m’ha morto... Pietro.

Lucrezia: tre mariti (di cui uno assassinato, poveretta), tanti amanti, otto figli illegittimi, bellissima castellana. Trentanove anni di vita decisamente… intensa. Una donna particolare, Lucrezia, dal momento che l’epoca non offriva libertà alle fanciulle: possiamo dire che lei ne afferra un certo quantitativo, di libertà, a modo suo, nonostante le manovre del padre e del fratello ai suoi danni, nonostante gli obblighi obbligati.

Quanti intrighi, quanti misteri, le corti.

Mia signora e amica”, scrive invece Enrico VIII ad Anna Bolena, “io e il mio cuore ci rimettiamo nelle vostre mani, pregandole di raccomandarci al vostro favore, sperando che l'assenza non smorzi il vostro affetto. Lontano è pure il sole, e tuttavia il suo calore è tanto più ardente. Così accade del nostro amore, adesso che siamo lontani l'uno dall'altra. Datevi, vi prego, corpo e cuore, a me che sarò, come sono stato sin qui, vostro lealissimo servitore. Questo, dalla mano del vostro servo e amico, Enrico Rex.

Il re si rivolge con queste parole alla sua ‘amata’ prima di rinchiuderla nella Torre per poi farla decapitare. Le scrive ancora, chiedendole di confessare un presunto torto e di pentirsi. Lei – immaginiamone il volto fiero e disperato – risponde:

Signore, il disfavore di vostra grazia e la mia prigionia mi sembrano fatti così strani che davvero non so più cosa scrivere o di cosa scusarmi. Mi mandate un messaggio per chiedermi di confessare la verità, per ottenere di nuovo il vostro favore (…) Nessun principe ha mai avuto moglie più leale di me. Mai, nella mia acquisita regalità dimenticai che tutto sarebbe potuto crollare poiché la mia elevazione aveva base solo nel vostro amore, e la minima alterazione sapevo sufficiente a trasferire quell’amore su un altro più giovane oggetto. (…)Concedetemi un processo pubblico, vi supplico. Per quel che c’è stato tra noi. La mia verità non teme vergogna. Non commettete questo peccato”.

La storia ci dice che il peccato verrà invece commesso.

Enrico VIII regna sull’Inghilterra e l’Irlanda dal 1509 fino alla sua morte, quasi quarant’anni dopo. Tra gli amori, un amore segreto e poi il matrimonio con lei, Anna Bolena: un rapporto che ha ub ruolo diretto nello scisma d’Inghilterra. Anna, madre di Elisabeth, viene decapitata il 19 maggio 1536 dopo che intrighi di corte le fanno perdere il favore di Enrico.

Pubblicità

Nel mese di febbraio di quest’anno, 2019, ho portato in scena il nuovo Reading teatrale a cura mia e di Ivo De Palma – doppiatore e insegnante di doppiaggio – dal titolo “La frenesia delle pause – corrispondenze d’amore e morte”. È un lavoro basato proprio su queste stupende lettere – un excursus specifico, con esempi estrapolati dalle mille possibilità in base a tematiche chiave: il desiderio, l’amore-odio, la gelosia e il possesso, il tradimento, la dipendenza affettiva, la scelta, la separazione, la morte e poi, di nuovo, il desiderio. Lo abbiamo presentato per la prima volta nell’atelier torinese degli artisti Marco D’Aponte e Gloria Fava (in coppia nella vita come nell’arte) ed è stato un piccolo successo, davvero coinvolgente, che ha offerto spunti di riflessione comune per la ricchezza del materiale proposto.

Sul tema gelosia, per esempio, possiamo dire che oggi come all’epoca di Wolfgang Amadeus Mozart, che si tratti di ‘nastri’ o di messaggi inviati in chat, le emozioni che infiammano l’animo umano si somigliano.

Carissima, amatissima amica - mi permetterà almeno di chiamarla così - non mi odierà al punto da non poter essere più considerato suo amico, e lei mia amica. E se anche non vuole più esserlo non potrà vietarmi di volerle bene, amica mia, come ormai è mia abitudine. Pensi bene a ciò che mi ha detto oggi. Malgrado tutte le mie preghiere mi ha dato per tre volte il benservito. Per me non è così indifferente, perdere l'oggetto amato, e non sono tanto impulsivo, irriflessivo e irragionevole da accettare il suo addio. Il mio amore è troppo grande per fare un passo del genere. (…) La prego, dunque, di riflettere. Di ripensare ai motivi di questa sgradevole vicenda. Consistita nell'avere io criticato che lei fosse stata così sfacciatamente avventata da dire alle sue sorelle - nota bene, in mia presenza - di essersi lasciata misurare i polpacci da un… giovanotto!

Passano gli anni, l’innamoramento tra W. A. Mozart e Constanze Weber si trasforma in matrimonio. Inizialmente lui si incapriccia della di lei sorella, soprano nelle sue opere, ma Aloysia Weber gli preferisce un impresario teatrale di fama. Amadeus non serba rancore per la donna e dopo qualche anno comincia a corteggiarne la sorella più giovane, Constanze. Dal matrimonio nascono sei figli, due soli dei quali arrivano all’età adulta. Anche per le frequenti gravidanze, Constanze attraversa lunghi periodi di spossatezza e malattia. Ma… quello della gelosia è un fuoco persistente: ancora Mozart scriverà lettere nelle quali inviterà la moglie a non dare credito a eventuali spasimanti.

La separazione, altro argomento. Perdersi. Dividersi e morire. Riprendere se stessi coccio a coccio. Un viaggio che giorno dopo giorno, anno dopo decennio, ci conduce verso le relazioni moderne, alla Contemporanea Piazza delle possibilità di scelta, gli imprevisti e le opportunità del nostro secolo, ora è qui, dove e quando non tutto è dato, scontato. La follia, la frenesia, la personalità disturbata, lo spirito poetico, l’incertezza che avanza e conduce.

Perché non ho baciato le tue ginocchia?scrive Sibilla Aleramo a Dino Campana.

“Avrei voluto fermare quell’automobile tornare all’imbarco a piedi nella notte… che c'è il tuo petto per questa bambina stanca. Tornare. Come una bambina.”.

L’unione, passionale, sanguigna, l’abbiamo estratta dalle parole di due tra i miei scrittori preferiti, con una riflessione sul linguaggio erotico: Anais Nin e Henry Miller. Di seguito, uno sguardo sulle lettere di “Storia di una passione”, edito da Bompiani, testo che raccoglie la corrispondenza amorosa dei due dal 1932 al 1953.

Il fatto che, sul taxi, tu mi abbia chiesto: Sei ricco, Henry? Sì, Anais, sono ricco! L'uomo più ricco del mondo. Sono ricco perché conosco Anais Nin. Mio dio, quanto desidero vederti a Louveciennes, vederti in quella luce dorata della finestra, col tuo vestito verde Nilo, il tuo volto pallido. Fa' che i tuoi capelli svolazzino. Esponili al sole. Fa' tornare il colore. Ti amo come sei. Amo i tuoi lombi. Il pallore dorato. La curva delle tue natiche. Il calore dentro di te. I tuoi succhi. Anais, Ti amo tanto, ma tanto! Sono qui seduto a scriverti con una spaventosa erezione. Sento la tua bocca morbida serrarsi su di me. Ti rivedo qui in cucina che ti sollevi la veste e ti siedi su di me, e la sedia che si sposta sul pavimento tum, tum, tum. Penso soprattutto di essere un po' sbronzo. Ti chiederò di fare l’impossibile. Che cosa sia, non lo so.”

Pubblicità

E tra gli analisti, per la prossima puntata del Reading, sarà mia cura inserire alcuni estratti dalle lettere di Sigmun Freud all’amata Marta Bernays: “Mia dolce fidanzatina, se solo potessi vedere com’è bello qui, e come sarebbe ancor più bello, senza confronti, se tu fossi qui con me. (…)”. Naturalmente, non potrà mancare uno sguardo al bellissimo “Diario di una segreta simmetria – Sabina Spielrein tra Jung e Freud”, di Aldo Carotenuto, edito da Astrolabio.

È un testo che personalmente ho letto non senza provare emozioni forti – i brividi, addirittura – tanta è la potenza delle parole che Sabina (in anima e corpo) ha scritto. Le parole di Jung all’amata, in un primo momento, furono escluse dalla pubblicazione, tranne nell’edizione tedesca. Gli studi sul controtransfert erano ancora più che agli albori, ma certamente quella ‘segreta simmetria’ aprì canali importantissimi di riflessione analitica.

Ti chiederò l’impossibile.

Che cosa sia, non lo so.

La verità in questo caso è soltanto degli amanti.

 

Fotografia di Emanuele Pensavalle da
“La frenesia delle pause – corrispondenze d’amore e morte”
con un ‘appunto’, ovvero un Vermeer molto famoso, il dipinto noto come “La lettera”.

 

 

Pubblicità



 

Il computer antiquato e gli animali mai visti
Il progetto Educreando. Azioni educative e metodol...
 

Commenti

Già registrato? Login qui
Nessun commento ancora fatto. Sii il primo a inserire un commento
0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Quanto sei soddisfatto della tua vita?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Gelosia o invidia? (1551968137…

Flow, 24     Buongiorno, ho 24 anni e sono sposato. ...

Problemi con la biologia marin…

JIM87, 32     Buongiorno ho frequentato il corso di laurea magistrale di biologia marina all'Università di Padova e dopo vari problemi con un pro...

Relazione di coppia patologica…

Matilde, 39     Salve, da qualche anno convivo con un uomo che giunti al secondo anno si è trasformato. Inizialmente ero un po' più fredda io for...

Area Professionale

Articolo 8 - il Codice Deontol…

Prosegue con l'articolo 8, anche questa settimana, su Psiconline.it il lavoro di commento al Codice Deontologico degli Psicologi Italiani a cura di Catello Parm...

Articolo 7 - il Codice Deontol…

Proseguiamo su Psiconline.it, settimana dopo settimana, il lavoro di commento al Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, a cura di Catello Parmentola e di...

Elementi di Diritto per lo psi…

In questo articolo forniremo dettagliatamente alcuni elementi basilari di diritto per lo psicologo clinico che si trovi chiamato ad operare direttamente nel con...

Le parole della Psicologia

Dismorfismo corporeo

L’interesse sociale nei confronti del Disturbo di Dismorfismo Corporeo (BDD) è cresciuto solo recentemente nonostante sia stato documentato per la prima volta n...

Cataplessia

E’ un disturbo caratterizzato dalla perdita improvvisa del tono muscolare durante la veglia, solitamente causata da forti emozioni. La debolezza muscolare tipi...

Alloplastica

tendenza mentale a trasformare l'ambiente ed il prossimo. È un effetto della condotta che consiste in modificazioni esterne al soggetto, in opposizione a mod...

News Letters

0
condivisioni