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Contemporaneamente - Luci ed ombre del Millennio

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Quante Parole negli anni Zero

Quante Parole negli anni Zero“Il secolo è ormai maggiorenne” sussurra il viaggiatore temporale, colui che erra a ritroso negli ultimi diciotto-diciannove anni, alla ricerca delle Parole chiave di questa contemporaneità.

Ed ecco che si spalancano Aperture - porti dialoghi possibilità.

Ecco che la Cultura diventa un coltivare territori dell’anima, il che è un concetto ben diverso dal riferirsi ognuno al proprio orticello. È un provare a darsi il cambio in una narrazione che si fa Dialogo, incontro a due voci anche quando si è collettivamente sradicati ma ancora speranzosi, desideranti, impegnati a cercare nuove appartenenze - qui, sulla terra, e ora - con un compito comune, necessario al conscio collettivo.

“Insegnare l’identità terrestre”, d’altronde, è no dei “sette saperi” fondamentali della nostra epoca secondo il grande filosofo e sociologo Edgar Morin. Sette sono i passaggi fondamentali di un percorso educativo che ci riguarda tutti, ci coinvolge oggi per poter dire Futuro. Si può parlare di una “cittadinanza terrestre” e non soltanto di una appartenenza locale? L’idea di un destino che afferra l’intero pianeta dovrebbe essere, secondo l’autore del saggio pubblicato nel 2000, la base dell’insegnamento moderno. La nostra è un’era “planetaria” che si snoda nello spazio di tutti i continenti portando con sé una crisi condivisa.

Se il destino della terra riguarda tutti gli uomini, diventa allora importante portare Dialogo, Senso-Significato anche attraverso il teatro, la musica, le proposte creative.

Diventa basilare. Urgente.

È proprio quel che cerchiamo di fare Paolo Enrico Archetti Maestri, leader dello storico gruppo Yo Yo Mundi, ed io con “Le Parole degli anni Zero”, il Reading fatto di poesia, canzoni, ballate, note, filastrocche, lettere, nomi, aggettivi, elementi trovati a bordo di una bizzarra macchina del tempo che viaggia a singhiozzo soltanto negli anni che vanno dal 2000 al 2019.

Andiamo dentro e fuori i Confini delle relazioni. Perché “senza confini Io e Te non ci siamo ma se i confini sono troppo ‘confine’ non possiamo muoverci e siamo prigionieri, qual è il confine giusto per il corpo per due corpi l’amore umano è con o senza confini e l’infinito?”

Andiamo avanti e indietro nei giorni e nei mesi di un passato prossimo e di un presente venturo per riconoscere il simile e differente, entrambi coabitanti di questo mondo strano che è Adesso, qui e ora, là dove “nell’illusione della conoscenza un’opinione qualunque fa giurisprudenza.”

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Andiamo, Esploratori, Migranti. Cantiamo quello che vediamo, la consapevolezza del nostro occidentale modus operandi: “noi che svuotiamo l’Africa di risorse e ricchezze, distruggendola, e poi ci stupiamo se gli africani vengono a chiederci il conto, se arrivano in Europa a cercar cibo e fortuna invece di rischiare di morire in un continente devastato e, spesso, inospitale e non solo per ragioni di clima.”

Andiamo avanti, con la nostra macchina del tempo che fa le bizze, e scopriamo Notizie Fake, “andiamo tutti a fanfake, tutti sappiamo distinguere un cavallo da un asino, ma quattro internauti su cinque non sanno distinguere una notizia vera da una falsa”, e poi, lettera dopo lettera, parola dopo parola, riprendiamo la via più consapevoli, tra Pace e Guerra, tra l’Io e l’Altro, tra Paura collettiva e sguardo di Coscienza che si apre al futuro.

Paolo Enrico Archetti Maestri. Musicista, compositore, leader degli Yo Yo Mundi.
Valeria Bianchi Mian. Psicoterapeuta, psicodrammatista, scrittrice.

Un Reading teatral-musicale in alfabeto. Le tappe di un periplo che tesse l’inquietudine e il disincanto del mondo contemporaneo.
Paolo Enrico Archetti Maestri e Valeria Bianchi Mian tracciano un sentiero di coscienza sulla scena, tra brani musicali, poesie e filastrocche, monologhi e confessioni.

È un percorso seguito ‘alla lettera’ dalla A alla Z per un alfabeto fuori dalle righe che va a comporre il dialogo tra lo Spirito e l’Anima del nostro tempo e avvia una conversazione in guerra e pace oltre la superficie del narcisismo epocale, dell’indifferenza tra un Selfie e un Like, per costruire – lettera dopo lettera, parola dopo parola – un incontro empatico mai definitivo tra le istanze opposte del Terzo Millennio.
Il pubblico è invitato a suggerire parole nuove, le parole degli anni Zero, per le rappresentazioni successive.

Questo giovedì, 4 aprile 2019, alle ore 21.30 “Le Parole degli anni Zero” debutta a Torino. Si muoverà, speriamo, in tutta Italia.

https://www.molodililith.it/calendario/3102-le-parole-degli-anni-zero.html?date=2019-04-04-21-30#.XKJkN5Foaf1

 

 

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