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  1. Ieri
  2. mia moglie ha un amico speciale, confida a lui tutto quello che succede nella nostra casa dalle nostre liti, ai tradimenti, a cosa fare con i bambini, ecc. insomma tutto, io lo sospettavo e lei ha sempre negato fino a quando non ne ho avuto la certezza, tant'è che l'ho accusata di tradirmi con lui per gettare un sasso nello stagno e vedere cosa succede, la risposta è stata negare nel modo più assoluto, però non ha mancato di riferire all'amico la vicenda e sono ormai settimane che mi sbeffeggiano con ironia su questo aspetto alle mie spalle, perché sono venuto a saperlo. io sconcertato non so che cosa credere, ma perche portare fuori dalla coppia pure le cose più intime, anche se solo con un amico "speciale", sia una forma di tradimento, o affinità elettiva, o una dipendenza, come se si sente forzata a dire tutto o in obbligo a dire tutto aiutatemi voi a capire o a inquadrare di cosa si tratta.
  3. Vi scrivo dalle Marche, ho 44 anni e sono sposato da 14 anni. Sto con mia moglie dall'ultimo anno del Liceo, una vita. Abbiamo una figlia di 12 anni. Da tempo la situazione di coppia vivacchia; non ci sono stati tradimenti (non che mi risultino), il sesso è al minimo sindacale (una a settimana per abitudine di entrambi, che spesso oramai sento solo come sesso e basta) e il tempo libero passato insieme è di scarsa qualità. A mia moglie piace una vita casalinga (come a sua madre) mentre a me piacerebbe passare più tempo libero all'aperto, vita sportiva o cmq visitare sempre posti nuovi. Mia figlia si appiattisce sempre sulle posizioni di sua mamma e quindi la vita famigliare è molto poco "dinamica", una situazione che non giudico piacevole, un po' come se sentissi che sto buttando via il mio/nostro tempo libero che potremmo dedicare con svaghi più entusiasmanti della tv. Da fidanzati non era così, ma dopo il matrimonio e la nascita di mia figlia le nostre idee sul tempo libero hanno subito una progressiva divergenza. Ho provato tante volte a coinvolgerle cercando di entusiasmarle con proposte di uscite ma il tutto con risultati scarsi o cmq molto radi nel tempo. Ho sempre più il dubbio di volere la separazione per rifarmi una vita ma sono anche combattuto tra mille dubbi: - forse sto cercando troppo e ne troverei un'altra che alla fine sarebbe come mia moglie o peggio? - forse non ho il coraggio di separarmi perchè, nonostante la casa sia la mia, finirei fuori di casa io? (Non sono ricco quindi anche questo è un problema) - forse penso troppo a me stesso e a divertirmi e dovrei adeguarmi a fare il marito/padre di casa? Vi chiedo un consiglio; sento ogni giorno che passa come un giorno perso. Grazie
  4. Nik96

    Continue crisi lavorative

    Buongiorno, Ho 24 anni e lavoro in un'azienda di consulenza informatica da 4. Tempo indeterminato, pagamenti puntuali e tutto "perfetto". Perfetto tra molte virgolette perchè mi pagano 40 ore alla settimana ma forse ne lavoro 10/15. Penserete che è una dream life: lavori consegnati sempre con largo anticipo, poche pressioni, etc. si, forse a 50 anni andrebbe bene questa vita. Non sono mai stato una persona pigra, anzi mi da terribilmente fastidio non fare niente infatti quando non lavoro vado a fare foto, leggo e da poco ho iniziato a suonare il violino. Ho lavorato in una multinazionale per 2 anni quindi vita frenetica, cambiando azienda (sono da poco meno di 1 anno nella mia attuale) mi sono ritrovato da super carico a scarico e questo mi sta disturbando non poco perchè mi piacerebbe dedicare più tempo alla pratica del violino ma ho solo 1 ora al giorno la sera. Questa "noia" aziendale mi ha portato a pensare di cambiare completamente settore per principalmente una ragione semplicissima: non riesco a stare fermo e seduto sulla sedia per più di 1 ora. Sembra una banalità ma penso che dietro a questa semplicissima cosa, ci sia tutta una questione psicologica che mi sta distruggendo giorno dopo giorno. Più che altro fino a 1 anno fa pensavo: vorrei diventare un manager, mi piace gestire le persone. Oggi dico: a 40 anni non mi ci vedo a lavorare ancora per un'azienda. Non credo alla pensione, la vedo più come una terra promessa e nel 2020 ci sono 10 mila modi per fare 4 soldi in più (anche online). Il mondo sta sempre di più puntando a lavorare in maniera autonoma e questo non lo dico. Prima di aprire questa discussione, ho cercato su internet altri pareri e chiesto consiglio anche ad amici e tutti dicono: sei fortunato ad avere un indeterminato e zero "sbatti". Non cambiare. io non riesco a credere a queste parole e voglio cambiare adesso perchè sono sicuro che se a 40 anni lavorassi ancora in azienda, potrei potenzialmente suicidarmi perchè ormai è tardi. Questo mi genera non poca ansia e mi sembra di buttare via del tempo prezioso in un'età che è perfetta per innovare, creare. In quest azienda ci sono diverse persone in partita iva ed ogni tanto li vedo che passano in azienda, danno qualche fattura e se ne vanno. La mia idea non è lavorare meno ore ma avere diverse aziende con cui collaborare così da vedere più cose contemporaneamente (imparare di più), essere più libero di gestirmi il tempo perchè se alle 9 ho voglia di suonare 1 ora, sono libero di farlo... poi magari lavoro 1 ora in più dopo. Questo è un problema di questa azienda perchè questa continua "non fare una mazza" o meglio, fare solo quando il cliente chiama, mi ha portato (da ormai 4/5 mesi a questa parte) a stare fermo sulla sedia a guardare il monitor senza poter fare nemmeno gli affari miei... Ho avuto il coraggio di andare a dire al mio capo dei progetti (non il capo dell'azienda) che alla settimana, forse lavoro il 20% delle 40 ore settimanali previste dal contratto perchè i progetti sono stati fatti e quello che mi limito a fare è rispondere al cliente quando ha bisogno ed i nostri clienti non sono così pressanti. Mi ha risposto che eh, si ti capisco... dai ora arriveranno altri progetti... Questa frase è la stessa che mi ha detto 2 mesi fa quindi è chiaro che mi ha risposto a caso giusto per farmi sperare (cosa che ha sempre fatto anche la mia vecchia azienda perchè quando chiedevo di farmi spostare di progetto mi dicevano "si dai, ora vediamo... ci sono nuove opportunità a breve"... è passato 1 anno). Mi sono chiesto: perchè dovrei lavorare 15 ore alla settimana per un'azienda ed esserne pagato per 40? E' controproducente ed il restante tempo potrei lavorare su altre tecnologie od addirittura suonare il violino visto che mi sta iniziando ad entusiasmare
  5. Ultima settimana
  6. Buonasera gentile staff...sono mesi che sto con il mio attuale ragazzo e all'inizio andava tutto bene, io mi sono completamente esposta, lasciata andare ero sicura, anche se vabbè per carattere (insicuro ai limiti dell'impossibile per delusioni passate) avevo sempre paura eh, però mi sono fidata...Prima di stare con me lui è stato per anni con la sua ex con il quale è rimasto in buoni rapporti e fino a qua non ho mai trovato nulla di male in questo, anche perché appartengono alla stessa schiera di amici quindi sarei stata anche stupida a dare problemi...Io ho sempre cercato di "familiarizzare "con lei per non creare disagio o imbarazzo al mio ragazzo anche se confesso che la situazione per me è stata sempre un po' complessa e particolare da affrontare però per amore si fa...Con il tempo sono però successe tante ma tante cose che mi hanno piano piano ferita profondamente, delusa ma ci sono "passata sopra"fino a qualche settimana fa in cui ho scoperto una conversazione tra i due in cui lei richiedeva di vedersi da soli e lui ha acconsentito assicurandole che non appena avrebbe avuto modo si sarebbero potuti vedereMi è caduto il mondo addosso, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, si sono accentuati dubbi su dubbi, paure, ossessioni, pensieri intrusivi che da mesi mi torturano, è come se non provassi più niente per niente e per nessuno, dalla mattina che apro gli occhi sono invasa da ansia, dubbi, domande e paure e poi passa dopo un po' aver preso le pasticche prescritte.Sono in cura da una psicologa del comportamento cognitivo e da uno psichiatra che mi ha prescritto una terapia (Da inizio febbraio a ieri CYMBALTA 30 MG+ mezzoXANAX 0.5 LA MATTINA E UNO LA SERA, da oggi cymbalta 60 +1xanax la mattina e 1 la sera) sono 3 settimane che le prendo, già sto un pochino meglio ma ho sempre queste paure, dubbi, pensieri come se non amassi più il mio ragazzo, che non ci voglio stare ecc ma non è cosi, io voglio starci insieme ma ho come una sorta di muro, non so spiegare, sono distrutta...poi da dopo un episodio accaduto a natale 2019, non grave, ma che mi ha ferita e in cui erano protagonisti il mio ragazzo e la ex, appena ho iniziato a star male con la depressione non so perché, da dove e come mi è venuta l ossessione per un tizio che conobbi prima di conoscere il mio ragazzo ma non mi piaceva assolutamente anzi mi metteva ansia, non mi piaceva per niente, zero ma aveva idee sull amore, su cosa fare per una ragazza e con una ragazza che a me piacevano molto ma dette da lui, mi dava fastidio, le vedevo come cose pesanti, come.ansia anche se bellissime e quindi non lo più voluto vedere,...però il cervello me lo fa venire in mente con immagini e frasi che mi mettono ansia, paura perche io voglio solo il mio ragazzo e basta, vorrei sposarlo un gg e farci una famiglia. Il mio ragazzo è particolare non è un uomo smielato che ha molti gesti espansivi ecco e nello stato in cui sto il mio cervello ,non so perchè mi dice quando lui non fa determinate cose,"quello però avrebbe fatto cosi".cioè io vorrei che il mio compagno avesse le stesse accortezze,ideologie e comportamenti di cui mi parlava quel tizio che a me faceva senso,non ci starei mai con uno come quello.è possibile che un trauma e una delusione da parte di un ragazzo con cui stai e con cui ti sei lasciata andare, dopo vari episodi in cui ti ha ferita profondamente, possa avermi fatto venire questa depressione con disturbi ossessivi e intrusivi cosi forti?e assenza di emozioni e sentimenti per tutto e tutti?
  7. Ciao a tutti, Sto chiedendo aiuto per non fare errori e nello stesso momento per sentirmi più libera. Sono da molti anni con il mio compagno e la sua è una famiglia meravigliosa ma ci sono delle cose che mi rendono molto nervosa in quanto mi fanno sentire oppressa nei momenti in cui li vivo. Loro sono sbituati a dare e ricevere aiuto in continuazione. E' una cosa bellissima perché ciò crea delle solide relazioni fondate sulla fiducia e sull'amore. Ma quando è eccessivo diventa soffocante. Anticipo la mia richiesta con un po' del mio percorso... Ho vissuto un periodo abbastanza difficile in cui mi sono trovata in un vortice depressivo dal quale sono riuscita ad uscire (anche se forse non ancora del tutto), solo perché sono una testa dura. Ho scelto con forza di seguire ciò che sentivo di fare ed ora sto ottenendo ottimi risultati. Vedo il cambiamento che c'è stato e sono fiera di me. Alcune scelte sono state dificili ma fondamentali per consentirmi di andare avanti. Da quando mi ero totalmente chiusa in me stessa, piano piano, con i miei tempi ed al momento giusto sono riuscita ad aprirmi di nuovo alla dimensione delle relazioni ma sto riscontrando fortemente una resistenza. Fin da piccola sono cresciuta sentendomi sempre sola nel cuore e nella mente, genitori separati, mamma un po' accondiscendente ma innamorata di me pazzamente e io la ringrazio per questo perché mi ha dimostrato cosa sia l'amore incondizionato, papà invece non c'era mai e quando c'era mi sentivo sempre sbagliata in ogni cosa che facevo o dicevo, infatti non riuscivo mai a esprimere un mio pensiero senza sentirmi rispondere seccamente e con fastidio. Non ho mai percepito un amore incondizionato da parte sua ma solo la sensazione di non essere alla sua altezza. Il mio rapporto con lui è quello che mi ha sempre causato problemi di autostima (questo è ciò he ho capito fino ad ora analizzando i miei rapporti nei limiti che ora posso raggiungere, ma son perfettamente che le persone sono un arcobaleno di sfumature e di conseguenza di motivazioni, per questo motivo non voglio crocifiggerlo ma nemmeno giustificarlo), e quello che so per certo è solo ciò che ho sempre provato dentro di me e quali sono le consegueze che quelle esperienze emotive hanno avuto e che hanno tuttora. Questo sentirmi sempre sola mi ha consentito di diventare indipendente emotivamente, dato che non riuscivo mai a fare affidamento su chi avevo più bisogno. Ho acquisito la capacità di imparare ad arrangiarmi e di trovre una soluzione, in un modo o nell'altro. una dell cose che posso dedurre è che la sofferenza mi ha fatta crescere ma nello stesso momento sento che proprio quegli atteggiamenti bruschi li ho acquisiti anche io ed io non voglio essere come mio papà. Qui arriviamo al punto. Dopo il tentativo di uscire dalla depressione ho iniziato a rientrare in contatto con qualcuno e per prima, dopo mia mamma, ho messo in gioco la famiglia del mio compagno. Un disastro. Ciò che mi ha spinta a chiudermi ancora di più in me stessa quando tentavo di riaprirmi è stato il "soffocamento" nell'avere sempre e continuamente aiuto dalla famiglia del mio compagno, anche quando non lo chiedevo, ed il soffocamento di richieste da parte di mia suocera perché da sola fa ben poco, anche se sarebbe capacissima. Loro amano stare sempre in compagnia, io amo la solitudine. Siamo di due visioni completamete opposte. Alla fine, mi sono allontanata di nuovo. La mia paura era quella di perdermi di nuovo, di ricadere in quel vortice così fitto con il timore che non ne sarei più uscita. E' stato un istinto di sopravvivenza ed io di solito quando ho paura, scappo. Non potevo permettere di lasciar rientrare nella mia vita qualcuno che non sarebbe stato in grado di capire. Una delle cose che ho imparato è a non raccontare nulla di me a qualcuno che non è interessato. Se è interessato e maturo da farti sentire a tuo agio, chiede se hai voglia di parlare ed aprirti. Ecco a me non è successo con loro, hanno dato per scontato che io avessi bisogno di ciò di cui loro avevano bisogno. Siccome non avevo nessuna voglia di sprecare tempo a spiegare qualcosa nel momento sbagliato, ho preferito lasciar perdere e dedicarmi completamente a me stessa. A me piace approfondire le questioni se trovo qualcuno abbastanza maturo con il quale è possibile aprire una sana e piacevole conversazione. Ma se l'egoismo infantile è ancora presente in molti adulti, allora significa che non sono pronti a comprendere qualcosa sul quale non hanno mai ragionato in profondità. Nel tempo da quando mi sono chiusa fino ad ora, ho sempre dimostrato di essere disponibile se cera bisogno naturalmente, ma nei limiti. Dimostravo di essere presente per le cose importanti e per tutte le altre se potevo, evitavo, avevo bisogno di pensare a me stessa ed al mio futuro che in quel momento e tuttora sono la cosa più importante. Finché non sento di avere ottenuto un posto nel mondo e nella società continuerò non potrò essere felice e di conseguenza non potrò nemmeno rendere felici gli altri. Non avrei nulla di felice da condividere. Ora piano piano sta ricominciando la situazione precedente. Ma voglio troncarla subito sul nascere. Non voglio fare l'errore di dire sempre si e mai di no, come facevo prima. Mia suocera ha iniziato un nuovo progetto, che implica l'esistenza di una piattaforma online per pubblicare contenuti che piacciono a lei. Con il computer non è brava e tantomeno con le piattaforme dei siti internet. Io lo facevo molti anni fa ed ora devo riprenderci la mano. Le ho già preparato dei video per farle vedere come si fa ma non li guarda (ha affermato di avere paura di sbagliare) e mi ha chiesto se glielo faccio e vedere dal vivo e se glielo guardo fare. Perfetto, sono felicissima di farlo, ma non deve diventare una abitudine quella di chiedere aiuto. Deve imparare a trovare soluzioni da sola, non può sempre aspettare che ci sia qualcuno che le da la risposta o che le fa trovare il piatto pronto. Facendo così non imparerà mai e dato che lo ha scelto deve imparare a prendersene le responsabilità. E' abbastanza giovane ed è perfettamente in grado di acquisire nuove conoscenze, deve solo imparare a darsi da fare. Lei non ha mai studiato e ciò che le manca è comprendere l'importanza di farlo e sconfiggere ogni giorno la fatica che ne comporta. Essendo che non voglio agire come ha agito mio papà nei miei confronti, chiedo un consiglio su come posso agire al meglio per insegnarle o trasmetterle l'importanza di imparare a fare da sola senza chiedere in coninuazione aiuto o almeno senza dover esserio io a farle il lavoro affinché lei se lo trovi pronto. Anche perché il suo progetto perderebbe di valore e di suo non ci sarebbe più nulla. Io cercherò di spiegarle queste cose in un modo gentile e gliele dirò più volte ma so di essere di fronte ad una personalità alla quale mancano molte parti da costruire. sinceramente non voglio questa responsabilità. C'è qualche esperto in materia di approcci relazionali che ha qualche linea guida che potrei usare come spunto? E' una persona che non sa gestire le critiche in maniera matura ed adulta, come potrei muovermi? almeno da potermi sentire libera di non dovermi occupare pure delle sue cose, visto che ho già molta carne al fuoco. Grazie infinite in anticipo
  8. Ciao a tutti, Sto chiedendo aiuto per non fare errori e nello stesso momento per sentirmi più libera. Sono da molti anni con il mio compagno e la sua è una famiglia meravigliosa ma ci sono delle cose che mi rendono molto nervosa in quanto mi fanno sentire oppressa nei momenti in cui li vivo. Loro sono sbituati a dare e ricevere aiuto in continuazione. E' una cosa bellissima perché ciò crea delle solide relazioni fondate sulla fiducia e sull'amore. Ma quando è eccessivo diventa soffocante. Anticipo la mia richiesta con un po' del mio percorso... Ho vissuto un periodo abbastanza difficile in cui mi sono trovata in un vortice depressivo dal quale sono riuscita ad uscire (anche se forse non ancora del tutto), solo perché sono una testa dura. Ho scelto con forza di seguire ciò che sentivo di fare ed ora sto ottenendo ottimi risultati. Vedo il cambiamento che c'è stato e sono fiera di me. Alcune scelte sono state dificili ma fondamentali per consentirmi di andare avanti. Da quando mi ero totalmente chiusa in me stessa, piano piano, con i miei tempi ed al momento giusto sono riuscita ad aprirmi di nuovo alla dimensione delle relazioni ma sto riscontrando fortemente una resistenza. Fin da piccola sono cresciuta sentendomi sempre sola nel cuore e nella mente, genitori separati, mamma un po' accondiscendente ma innamorata di me pazzamente e io la ringrazio per questo perché mi ha dimostrato cosa sia l'amore incondizionato, papà invece non c'era mai e quando c'era mi sentivo sempre sbagliata in ogni cosa che facevo o dicevo, infatti non riuscivo mai a esprimere un mio pensiero senza sentirmi rispondere seccamente e con fastidio. Non ho mai percepito un amore incondizionato da parte sua ma solo la sensazione di non essere alla sua altezza. Il mio rapporto con lui è quello che mi ha sempre causato problemi di autostima (questo è ciò he ho capito fino ad ora analizzando i miei rapporti nei limiti che ora posso raggiungere, ma so perfettamente che le persone sono un arcobaleno di sfumature e di conseguenza di motivazioni, per questo motivo non voglio crocifiggerlo ma nemmeno giustificarlo), e quello che so per certo è solo ciò che ho sempre provato dentro di me e quali sono le consegueze che quelle esperienze emotive hanno avuto e che hanno tuttora. Questo sentirmi sempre sola mi ha consentito di diventare indipendente emotivamente (anche se ci può portare a dei risvolti negativi), dato che non riuscivo mai a fare affidamento su chi avevo più bisogno. Ho acquisito la capacità di imparare ad arrangiarmi e di trovare sempre una soluzione, in un modo o nell'altro, in un tempo o in un altro. Una delle cose che posso dedurre è che la sofferenza mi ha fatta crescere ma nello stesso momento sento che proprio quegli atteggiamenti bruschi li ho acquisiti anche io ed io non voglio essere come mio papà. Qui arriviamo al punto. Dopo il tentativo di uscire dalla depressione ho iniziato a rientrare in contatto con qualcuno e per prima, dopo mia mamma (che mi ha lasciato un po' di spazio per riprenderemi), ho messo in gioco la famiglia del mio compagno. Un disastro. Ciò che mi ha spinta a chiudermi ancora di più in me stessa quando tentavo di riaprirmi è stato il "soffocamento" nell'avere sempre e continuamente aiuto dalla famiglia del mio compagno, anche quando non lo chiedevo, ed il soffocamento di richieste da parte di mia suocera perché da sola fa ben poco, anche se sarebbe capacissima. Loro amano stare sempre in compagnia, io amo la solitudine. Siamo di due visioni completamete opposte ma nonostante lo sapessero, non ci davano importanza. Alla fine, mi sono allontanata di nuovo, se le parole non funzionano non mi resta altro che usare i fatti. La mia paura era quella di perdermi di nuovo, di ricadere in quel vortice così fitto con il timore che non ne sarei più uscita. E' stato un istinto di sopravvivenza ed io di solito quando ho paura, scappo. Non potevo permettere di lasciar rientrare nella mia vita qualcuno che non sarebbe stato in grado di capire. Una delle cose che ho imparato è quella di non raccontare nulla di me a qualcuno che non è realmente interessato. Se è interessato e maturo, sa farti sentire a tuo agio, chiede se hai voglia di parlare ed aprirti. Ecco a me non è successo con loro, hanno dato per scontato che io avessi bisogno di ciò di cui loro avevano bisogno. Siccome non avevo nessuna voglia di sprecare tempo a spiegare qualcosa nel momento sbagliato, ho preferito lasciar perdere e dedicarmi completamente a me stessa. A me piace approfondire le questioni se trovo qualcuno abbastanza maturo con il quale è possibile aprire una sana e piacevole conversazione. Ma se l'egoismo infantile è ancora presente, allora significa che non sono pronti a comprendere qualcosa sul quale non hanno mai ragionato in profondità. Nel tempo da quando mi sono chiusa fino ad ora, ho sempre dimostrato di essere disponibile se c'era bisogno naturalmente, ma nei limiti. Dimostravo di essere presente per le cose importanti e per tutte le altre se potevo, evitavo, avevo bisogno di pensare a me stessa ed al mio futuro che in quel momento e tuttora sono la cosa più importante. Finché non sento di avere ottenuto un posto nel mondo e nella società, non potrò essere felice e di conseguenza non potrò nemmeno rendere felici gli altri. Non avrei nulla di felice da condividere ed il tempo passato insieme sarebbe tempo che non saprei godermi. Ora piano piano sta ricominciando la situazione precedente. Ma voglio troncarla subito sul nascere. Non voglio fare l'errore di dire sempre si e mai di no, come facevo prima, però non voglio più agire scappando come prima, perché ho iniziato a trovare maggiore sicurezza in me stessa e voglio agire in modo maturo. Mia suocera ha iniziato un nuovo progetto, che implica l'esistenza di una piattaforma online per pubblicare contenuti che piacciono a lei. Con il computer non è brava e tantomeno con le piattaforme dei siti internet. Io lo facevo molti anni fa ed ora che ho scordato come si fa, devo riprenderci la mano. Le ho già preparato dei video per farle vedere come si fa ma non li guarda (ha affermato di avere paura di sbagliare) e mi ha chiesto se glielo faccio vedere dal vivo e se poi glielo guardo fare. Perfetto, sono felicissima di farlo, ma non deve più diventare una abitudine quella di chiedere aiuto. Deve imparare a trovare soluzioni da sola, non può sempre aspettare che ci sia qualcuno che le da la risposta o che le fa trovare il piatto pronto. Facendo così non imparerà mai e dato che lo ha scelto deve imparare a prendersene le responsabilità. E' abbastanza giovane ed è perfettamente in grado di acquisire nuove conoscenze, deve solo imparare a darsi da fare. Lei non ha mai studiato e ciò che le manca è comprendere l'importanza di farlo e sconfiggere ogni giorno la fatica che ne comporta. Essendo che non voglio agire come ha agito mio papà nei miei confronti (anche perché io non sono sua mamma), chiedo un consiglio su come posso agire al meglio per insegnarle o trasmetterle l'importanza di imparare a fare da sola senza chiedere in coninuazione aiuto o almeno senza dover esserio io a farle il lavoro affinché lei se lo trovi pronto. Anche perché il suo progetto perderebbe di valore e di suo non ci sarebbe più nulla. Io cercherò di spiegarle queste cose in un modo gentile e gliele dirò più volte ma so di essere di fronte ad una personalità alla quale mancano molte parti da costruire. Sinceramente non voglio questa responsabilità. C'è qualche esperto in materia di approcci relazionali che ha qualche linea guida che potrei usare come spunto? E' una persona che non sa gestire le critiche in maniera matura ed adulta, come potrei muovermi? almeno da potermi sentire libera di non dovermi occupare pure delle sue cose, visto che ho già molta carne al fuoco. Grazie infinite in anticipo
  9. Figlio unico, senza padre... Non voglio restare solo, non voglio. Ho 46 anni, ormai... VI PREGO, VOGLIO USCIRE DA QUESTO INCUBO!!!
  10. In precedenza
  11. Quello che hai scritto è totalmente uguale alla mia stessa situazione solo che per me è ancora più difficile perché sono disabile.
  12. Ciao a tutti mi chiamo Gabriele. Ho 25 anni. Nella mia vita sono sempre stato il classico timido del gruppo, quello che sta molto in silenzio, che parla solo se sa le cose o se è interpellato ( senza stare la ad inventare c*****e solo per attirare su di se l'attenzione) , senza una personalità dirompente. Mi ritengo un ragazzo normale, né bello né brutto, sono abbastanza alto ( 180 cm) e con un fisico normale ( né palestrato né sovrappeso). Fino al periodo dell'adolescenza questo mio carattere non mi sembrava un grande problema , ma adesso la situazione si sta facendo pesante. Con l'avanzare dell'età, sento sempre più il bisogno di trovare una persona, una ragazza, a me affine non necessariamente a livello di interessi ma a livello di personalità. Credo di averla trovata questa persona, ma sono completamente bloccato. Non ho mai avuto una ragazza, mai uscito con qualcuno, mai avuto un primo appuntamento. Ho paura anche solo a provare un approccio per paura del rifiuto e di essere deriso. Non so proprio provarci, non che ci abbia mai provato eh, ma quando sono con qualcuno che mi interessa mi blocco e non so mandare avanti una conversazione, cosa che quando sono in mezzo ai miei amici mi riesce abbastanza bene. Sento quasi un senso di imbarazzo che si viene a creare. Se avete dei consigli o dei semplici pareri io vi ascolto e vi ringrazio anticipatamente.
  13. Non sapendo come cancellare il mio post ho rimosso il contenuto.
  14. Dovete essere sinceri tra di voi, se lui ti fa una domanda di quel tipo tu non dovresti negare, se lo fai di rado lo fai. Io credo che lui ti ha detto che va in quel locale per farti ingelosire proprio perché a te "il pensiero che mi lasci mi fa andare fuori di testa". Parlatevi sinceramente e senza filtri e forse risolverete.
  15. Buongiorno. Conosco un amico in rete con cui parlo frequentemente. Soffre di DDI ed è depresso. Non va da nessuno psicoterapeuta e non prende farmaci. Continua a parlare di voler morire entro breve. Qualcuno mi potrebbe dare consigli per capire come fare per aiutarlo?
  16. Buonasera a tutti, vi scrivo perché ho disperatamente bisogno di aiuto ma non so a chi rivolgermi..ho più che altro necessità di un parere esterno, di un consiglio. Ho ventun'anni, sono di un paesino sopra Firenze e sono fidanzata da un anno circa con un ragazzo meraviglioso, un paio d'anni più grande di me che abita a Poggibonsi (80 km da me). Sono innamorata persa di lui, ma purtroppo ci sono stati degli episodi che hanno fatto vacillare il nostro rapporto..abbiamo rischiato di lasciarci molte volte, ma io stessa non riesco ad immaginarmi senza di lui. Lo ritengo veramente l'unico amore della mia vita..Questa premessa è per dire che gliene ho fatte di tutte.. il giugno scorso abbiamo avuto un litigio orribile da cui siamo usciti esausti perché mi ero scambiata dei messaggi un po' ambigui con un mio collega di lavoro, molto più grande di me, con cui avevo un rapporto di amicizia anche se lui un po' ci provava con me. Inutile dire che quando ha visto quei messaggi, che ha scoperto guardandomi nel telefono, si è sentito tradito da me. Io non ne avevo intenzione però, tutt'oggi non so dare ne a lui ne a me una spiegazione per quei messaggi un po' coloriti che gli ho scritto..eppure per questa persona non ho mai provato nulla e mai mi è interessata. Sono riuscita lentamente a recuperare la sua fiducia fino ad oggi. Solo che adesso c'è stato un nuovo scivolone da parte mia..sabato scorso mentre eravamo in macchina per tornare a casa sua dopo una cena, non ticordo in quale contesto mi chiese se io avessi mai fatto dei commenti tipo "che figo" se vedevo qualche bel ragazzo in giro magari mentre ero con le mie amiche. Io ho negato, perché veramente è una cosa che faccio molto di rado se non mai. Il nostro discorso è finito così come è iniziato non appena siamo tornati a casa, era perlopiù scherzoso. Ieri mi ha detto, dopo aver passato una giornata senza rivolgermi la parola, di aver preso il mio cellulare mentre ero in bagno e aver cercato nelle mie principali chat la parola "figo" e mi ha inviato uno screen della mia chat con una mia amica in cui le scrivevo che ero in palestra e che c'era un figo, tatuato e che era da morsiInutile dire che era una conversazione di mesi fa di cui io neanche mi ricordavo perché neanche gli davo importanza, e vedermela lì sotto al naso, la prova che io invece a volte commento quando vedo un ragazzo particolarmente bello, mi ha fatto sentire una merda, un vermeÈ rimasto malissimo per questo, e ciò ha fatto riaffiorare il brutto episodio di giugno. Non si fida più di me, non sa neanche lui se vuole lasciarmi..me me ha dette di tutteMi ha detto che stasera va in un locale lì dalle sue parti e che gli ha riscritto una che ci prova con lui. io non so cosa fare, sono disperata..mi sento una cretina perché non capisco cosa ci sia di sbagliato in meEppure io questo ragazzo lo amo all'infinito, avevamo dei piani insieme e il pensiero che mi lasci mi fa andare fuori di testaSento di non poter vivere senza di luiLo so, sono ridicola ma per favoreHo bisogno di un consiglio, di qualcosaHo bisogno di capire cosa c'è che non va in me e cosa posso fare per rimediare Grazie..
  17. Sono una donna di 35 anni, separata con due figli di 11 e 9 anni. Fine settembre tramite amici comuni conosco questo ragazzo padre single di 33 anni, con un bambino di 6. Ci siamo piaciuti immediatamente, abbiamo iniziato a frequentarci assiduamente, tutto travolgente e spontaneo soprattutto. Conoscendoci comprendo anche la sua storia di vita... È il secondo di tre fratelli... Il padre venne a mancare che lui aveva quasi due anni, la madre ovviamente si prendeva cura dei primi due come riusciva non essendo gente benestante... lui e il fratello maggiore dai 5 ai 10 anni crescono in un convitto tornando a casa solo il fine settimana, lui in questo frangente sin da piccolo doveva fare tutto da solo, vestirsi, lavarsi etc... Tornando nella realtà della sua casa dopo la fine delle elementari e vivendo in un quartiere abbastanza degradato prende varie strade non propriamente belle e cresce un po' allo sbando anche perché nel frattempo la madre ebbe il fratello più piccolo e la situazione economica non era cambiata. Passa la sua adolescenza in questo modo sbandato... Circa 10 anni fa si mette insieme a quella che è la sua ex compagna e madre di suo figlio. La madre viene a mancare improvvisamente per un aneurisma 4 mesi prima che nasca il figlio, quindi rimane orfano. Lui aveva un grande amico, per lui era come un fratello... Lo trovano pochi mesi dopo il battesimo del bambino (di cui era stato padrino) morto in casa, si era sparato. Per lui ennesimo toccare il fondo. Con la compagna non ha una bella storia... Come la maggior parte delle storie andate male. Fatto sta che il fratello della compagna muore improvvisamente in un incidente in scooter e anche se non avevano ottimi rapporti per lui è un'altra bastonata. Si lasciano due anni fa. A lui rimane SOLO suo figlio. La nostra storia come ho scritto prima sembra decollare a mille... Di punto in bianco cambia atteggiamento e non lo sento più per un paio di giorni dopo i quali mi racconta che la sua ex ha presumibilmente un tumore e che comunque rimane la madre di suo figlio, lui non torna con lei ma ha paura per il figlio e vuole stargli più vicino dal momento che già lo vede poco. Io lo capisco ma riesco a farlo ragionare sul fatto che una cosa non esclude l'altra e la nostra frequentazione continua... Al punto da mangiare e dormire assieme ogni giorno (la settimana in cui io non ho i bambini) e comunque iniziare a frequentarci anche con i bambini che si adorano. Lui ha un carattere un po' particolare che però dato il suo passato non mi è sembrato poi così "sbagliato". Un giorno per caso trovo un messaggio di una ragazza ma obbiettivamente non mi faccio tante paranoie... Lui era sempre con me, non aveva nulla da guadagnare a stare con me se non debiti e responsabilità e comunque il messaggio non era nulla di sconcertante. Mi viene riferito da gente che lo conosce che da quando sta con me lo vedono sereno ed equilibrato... Lui che è sempre stato quello da storie facili.. Fatto sta che passa il capodanno con me i miei figli e i miei genitori (il suo era con la mamma) noi ci vediamo sempre. Una sera vado a mangiare da lui con mio figlio e addirittura mi avvisa che doveva passare una sua amica (che poi conosco) giusto per dirmi di non pensare male se la trovavo lì... È stato anche premuroso in questo. Quella sera suo figliolo ha un malessere, come se fosse un attacco di panico ma lo attribuiamo a varie cose, il bambino si addormenta e io vado a casa. Il giorno dopo vengono loro da me a pranzo, andiamo dai miei a bere il caffè e al bambino succede ancora questa cosa. Lo porta a casa e la sera vanno in pronto soccorso perché succede di nuovo. Esami di routine e viene fuori un valore alterato a cui però non danno molto peso al momento. Il lunedì vado da lui, tutto normale, mangiamo, dormo lì e la mattina andiamo a lavoro. Martedì sera finiscono di nuovo in ospedale. Da lì è quasi "sparito" del tutto. Lo lascio tranquillo perché so che è spaventato e concentrato sul bambino. Quando lo cerco è freddissimo ma risponde sempre e mi dice che mi vuole bene ma per lui ora c'è solo suo figlio. Io cerco di spiegargli che posso essere un suo appoggio, che voglio esserlo ma sembra non percepire la cosa. Dimentico di dire che lui è sempre riuscito ad esternare i suoi sentimenti solo in momenti in cui era "brillo"... Diversamente non riesce. Io l'ho visto piangere mentre mi raccontava della sua vita ma sempre in occasioni in cui se così si può dire "avevamo bevuto " un po' di più.. Lui mi ha sempre detto "a me hanno tolto tutto". Fatto sta che due settimane fa esce con amici e ci sta che abbia bisogno di sfogarsi perché i malesseri del bambino ci sono ancora ma migliorano a quanto pare. Mi aveva spiegato che attribuivano questi malesseri a stress portato dalla separazione dei genitori. Anche se gli esami non avevano potuto ripeterli a causa di influenza e mali di stagione perché sarebbero comunque stati alterati. La mattina dopo che esce con gli amici (quindi aveva bevuto) mi chiama perché vuole vedere me... Parliamo, mi spiega la situazione e mi dice anche che però nonostante il bambino mi voglia bene non vuole che lui abbia una fidanzata e che per un po' non possiamo vederci con i bambini perché giustamente il suo ha difficoltà ad accettare questa cosa e mi dice che "piano piano" glielo spiegheremo. Io ho a casa sua molte mie cose e gli chiedo cosa devo farne. Lui vuole che restino lì. Io mi sfogo un po'... Piango davanti a lui non perché non capisco la situazione ma perché l'attesa di quei giorni è stata devastante. Sparisce di nuovo e io di nuovo non capisco più niente. Qualche giorno fa mi sveglio e trovo sul suo profilo fb un post romantico della ragazza del messaggio a cui lui mette un cuore. Dò di matto e lui mi dice che noi non siamo fidanzati ma CONTINUA A RIPETERMI IN OGNI MESSAGGIO CHE LUI MI VUOLE BENE MA NON PUÒ AVERE UNA RELAZIONE. Passa qualche giorno e c'è uno scambio di messaggi da persone civili nel quale lui "nega il post" come se non volesse dire ciò che io immagino anche se sembra abbastanza palese... Mi dice che non sa cosa io abbia percepito e che lui non ha nessuna donna e non ne vuole perché ha tempo solo per suo figlio (che nel frattempo non sta bene ancora e lo so per certo) ma anche in questo messaggio mi ripete che mi vuole bene davvero e che si è allontanato perché se lui non può darmi quello che io merito perché ha altre priorità preferisce non esserci e che non ha né tempo né spazio per amare nessuno, solo suo figlio, il suo unico desiderio è vederlo di nuovo come prima. Oggi trovo un altro post simile sul suo profilo... Sempre lei che non per essere presuntuosa ma so essere una poco di buono. Oltretutto lui una notte fece una sorta di "regressione psicologica" con me dove mi disse che era tempo che non stava così bene e che entrando a casa mia si sentiva finalmente a casa, sentiva il calore di una famiglia e non lo sentiva da anni, da quando c'era ancora la mamma, proiettava suo figlio nella nostra vita dicendo "sono sicuro , anzi certo che ci saranno tanti bei momenti tra noi, saremo al completo con i nostri bambini, impazziremo ma saremo felici". Ora io mi faccio mille domande... Perché ho letto qualche articolo sulla "paura d'amare" e lo rivedo in gran parte delle cose... Lui mi ha sempre detto che la sua paura è che le cose belle finiscono perché nella sua vita è sempre finito tutto. Nei momenti in cui lui riusciva ad esternare i suoi sentimenti lui voleva me. Sto soffrendo tantissimo ma sono anche tanto preoccupata per lui perché non credo lui voglia questa persona ma è meno impegnativo probabilmente a livello sentimentale stare lì... Io credo di aver a che fare con una persona fragilissima anche se da fuori sembra tutt'altro. Sicuramente forte perché ha dovuto superare tante prove nella vita ma altrettanto fragile. Dimenticavo di aggiungere che prima che il bambino avesse questo episodi lui stava cercando casa nel mio paese. Potrebbe essere arrivato a fare questo perché lui è realmente innamorato e non potendomi vivere come vuole nega a se stesso di esserlo? Potrebbe essere un vero philopobico? O narcisista patologico? Perché credo che se avesse voluto davvero liberarsi di me non capisco il continuo ribadire di volermi bene davvero o il dirmi che ho percepito male il post. Avrebbe potuto sfruttarli per liberarsi di me. So che è molto lungo ma vorrei una vostra opinione. Grazie mille.
  18. A me invece con grave malattia genetica, tracheostomia e invalidità al 100% riconosciuta lo stato mi nega assistenza personale (mi spetterebbero almeno 10 ore giornaliere) e infermieristica, tutto pesa sulla mia famiglia e anche su di me che dopo qualche anno ho iniziato a soffrire di ansia e attacchi di panico quando rimango da solo anche per soli 5 minuti e poi perché i miei genitori sono anziani e se dovesse succedere qualcosa mentre sono solo con uno di loro io rischio la morte perché non sono autosufficiente e non posso parlare.
  19. Ciao , io cerco di dire la mia e magari sentirvi meglio , ho una malattia gravissima (sensibilita' chimica multipla, ogni sostanza chimica mi toglie ossigeno e arrivo al collasso,devo stare in ambiente bonificato),lo Stato mi nega le cure perche' ancora neanche e' riconosciuta e dovrei fare un percorso legale lungo per arrivare fino alla Corte Europea dei diritti dell'uomo per vedermi riconosciuti i miei diritti, non ho soldi,non ho figli,non ho compagno,non ho una famiglia che mi sta accanto,sto cosi' da anni e ora ne ho33.. magari vi passa la depressione a vedere la mia penosa situazione ;)
  20. Io mi sento esattamente come te. Ho 2 figli e non ho più voglia di vivere fondamentalmente. Soffro di depressione. Non faccio quasi niente. Ti capisco. Io ho sempre fatto fatica a vivere sempre problemi angosce. E mi chiedo quanto incoscente sono stata a mettere al mondo due creature.... Mi sento schifosa orrenda. Parlo pochissimo. Non capisco perché proprio io sono cosi incapace a vivere... Forse non ti sonond aiuto ma almeno sai di non essere sola. Un abbraccio
  21. Bella situazione difficile, abbi fiducia, è ancora un bambino di due anni e col tempo capirà che sei troppo importante per lui, dovrebbe essere naturale che abbia un rapporto più forte con la mamma visto che sono stati legati insieme per 9 mesi ed la prima persona con cui è stato a contatto fisicamente, provate a mettervi d'accordo con tua moglie per dividervi i compiti (ovviamente lei dovrebbe tenersi fuori dalla vista del bambino, dovete essere solo tu e lui per fargli capire che può fidarsi di te) , sempre che non avete problemi tra di voi. Forse dovreste consultare un neuropsichiatra infantile che potrebbe capire il motivo per cui il bambino non ti vuole ma come ho già detto lui è ancora piccolo e col tempo potrebbe migliorare il vostro rapporto.
  22. Buongiorno, chiedo scusa se per caso questo argomento è stato già affrontato in altri post. Sono padre di un bambino che ha compiuto 2 anni lo scorso Novembre. Da un pò di tempo sento un senso di esclusione dal rapporto stretto che egli ha con mia moglie. Lei per motivi di tempo riesce a fare con lui tutte le operazioni quotidiane, dal biberon di mattina al bagnetto e la messa a letto la sera. Ho provato gradatamente ad essere presente durante questi momenti (p.e. durante la lettura della classica fiaba della buonanotte) ma lui mi manda via e vuole rimanere solo con la mamma. Questo accade anche quando lo vestiamo, vuole essere vestito solo dalla mamma e mi esclude continuamente. Sto passando un brutto periodo in tal senso ed ho il timore di non riuscire a recuperare questi momenti per me perduti. Chiedo consigli su come affrontare questa fase e come migliorare ed instaurare un rapporto di complicità con mio figlio. Grazie.
  23. Buongiorno mi presento sono Alessandro e ho quasi 21 anni Mi piacerebbe chiedere un’opinione su una cosa che ogni tanto mi crea problema Da quando sono nato non ho mai chiamato i miei genitori con mamma e papà è quasi come se sentire quelle parole mi creasse ansia e faccio fatica anche a scriverle Premetto che ho sempre avuto un buon rapporto con loro. Da che cosa può essere dato questo problema? Ha un nome? Capita solo a me? Grazie a tutti spero possiate aiutarmi
  24. Salve ho 20 anni, stessa età del mio ex, dopo 3 anni di relazione mi lascia 4 mesi fa dicendo da un giorno a un altro,di voler stare solo che se pensa ad una relazione si scoccia,e di stare bene così. Parliamo che il giorno prima era tutto nei limiti delle normalità, mi amava,voleva stare con me...(premetto che nell'ultimo periodo ero diventata molto ossessiva,lo opprimevo,chiamavo i suoi colleghi di lavoro per sapere dove stava, era un periodo decisamente no dove lo allontanavo spesso, anche nell'arco dei 3 anni ho avuto alti e bassi cioè momenti in cui lo volevo poi no dovuti a le mie insicurezze e al fatto che volessi sempre essere sicura al 100% di quello che provavo) ci tengo a dire che il giorno in cui mi ha lasciata si parlava di un suo lavoro fuori Paese che io non ho minimamente accettato in quanto per me tutto ruotava attorno alla relazione (comportamento decisamente sbagliato).Ci siamo sentiti quasi tutti i giorni dopo la rottura, lo chiamavo lui diceva di amarmi ma che non mi vedeva ora in un futuro,ci siamo anche visti e nel vederci si faceva accarezzare diceva che lo capivo dentro, che le mie carezze gli facevano bene che non si faceva accarezzare da chiunque, ma che ora non le voleva nemmeno da me,mi riporta a casa e mi abbraccia non so quante volte dopo avermi detto che non voleva..io inutile dire che in 4 mesi quasi 5 l'ho cercato una volta a settimana minimo, siccome 10gg dopo la rottura usciva con una nuova comitiva in cui c'era anche una ragazza che ha conosciuto a lavoro quindi ogni volta che uscivano storie di lei su instangram gliele inviavo dicendo che mi aveva mentito che se centrava lei lo poteva dire.Ho saputo poi che le accarezzava le gambe,la facevasedre in braccio, tutte cose che lui ha ammesso ma affermando sempre di non avere intenzione di stare con qualcuna,che vuole stare solo, mi ha anche ammesso che parlano e che sono usciti da soli. Ora mi chiedo che senso ha ammettere tutte queste cose e non dirmi che state insieme?non sono mai uscite foto compromettenti o cose di questo tipo.Lui po è partito per lavoro e anche lei ma in un hotel diverso (anche se una sola volta si sono visti),è arrivato a bloccarmi su whatsapp, cosa che non avrebbe mai voluto fare,è diventato estremamente social,dalle foto lo ritrovo cambiato quasi come se non lo riconoscessi,prima di partire si è visto con lei e il giorno seguente con gli amici ed io l'ho visto ero in macchina e lui si affacciò dalla sua macchina verso di me, ora non so se mi aveva riconosciuta. Altro cambiamento è che da quando lo cercavo all'inizio in cui era piu disponibile è diventati decisamente duro e freddo, ora non so se è perche l'ho sempre cercato o perche si è consolidata la sua scelta,in quanto lui assume questo atteggiamento di sicurezza riguardo il suo non ritorno ( dicendo non torno indietro,cred che puo succedere ma non lo voglio,se mi dovessi mancare ti cercherei nonostante il tempo passato,quando parlavo di possibilità io dicevo in generale...insomma contraddittorio) ,Inoltre prima di partire lo contattati in maniera amichevole e mi disse che sarebbe partito così gli chiesi se gli andava un caffè, prima accettò poi iniziammo a parlare di nuovo di ritornare insieme e mi disse che era inutile ora prenderlo visto che quello che dovevamo dire lo avevamo fatto qui sopra. ( e le uscite con questa ragazza gia c'erano se ti frequenti con una non accetti il caffè con me)Non mi ha mai cercata, continua a mettere like a questa ragazza che è molto ''aperta'' anche in amicizia nel senso chiama amore a tutti, si butta addosso a tutti, commenta a tutti.Detto questo io comunque ho capito i miei errori e sto facendo un grosso lavoro su me stessa mi accorgo che alcuni miei atteggiamenti lo hanno sicuramente fatto sentire sminuito,o quando mi lasciò lo strattonai ero aggressiva nei limiti eh, però era un periodo in cui ero più arrabbiata con me che con lui è un' altra su cui ho lavorato in quanto capitavano momenti in cui buttavo cose per aria nell'ultimo periodo volevo magari parlargli con calma, chiedergli cosa ci fosse che non andasse ma riuscivo solo a parlare in modo arrabbiato , in più una volta capitò che ci allontanammo per una settimana e lui disse che gli ero mancata ma non mi cercava perche era convinto che lui non fosse quello che volevo, ha sempre fatto discorsi sul suo sentire di ''non riuscire'' nelle situazioni sentimentali, è molto chiuso, ha difficoltà ha parlare dei suoi sentimenti.( questo accade nel corso dei tre anni) nonostante i miei errori prima magari mi davo la colpa ora no,nel senso che riconosco i miei errori ma riconosco anche il fatto di essere migliorata chequella di prima non esiste piu, e non so se lui in me veda solo quello che c'era prima,non mi giustifico dico solo che non sono problemi irrecuperabili sempre se anche questo lo abbia fatto allontanare di base il motivo della rottura NON LO SO LE MIE DOMANDE SONO COME POSSO FARLO PENTIRE DI AVERMI LASCIATA? COME POSSO FARGLI VEDERE I MIEI MIGLIORAMENTI PERSONALI NONOSTANTE L'ASSENZA DI UN DIALOGO? E SOPRATTUTTO COSA NE PENSATE VOI? UNA PERSONA CHE DI PROFESSA DECISA SICURA PUO CAMBIARE IDEA? IN QUANTO NON MI HA MAI DETTO DI NON AMARMI, AD ECCEZIONE DI QUANDO IO GLIELO CHIEDEVO IN MODO DA FARGLI INTENDERE CHE DOVESSE DIRMELO, MA IL GIORNO DOPO SE LO CERCAVO LA SUA MOTIVAZIONE ERA ''VOGLIO STARE SOLO'' OPPURE DICEVA ''NON SO SE VUOL DIRE CHE NON TI AMO VEDIAMOCI PER CAPIRE '' E POI DISDICEVA DICENDO CHE LA VOGLIA NON CI STAVA MA PUTUALMENTE NON PARLAVA MAI DI NON AMORE ANZI LE ULTIME VOLTE CHE GLIEL'HO CHIESTO MI DAVA L'IMPRESSIONE DI RISPONDERE COME PER TROVARE LE PAROLE PIU' EFFICACI VERE O MENO CHE SIANO PER NON PARLARE CON ME, L'ULTIMA VOLTA CHE CI SIAMO PARLATI GLI CHIESI COME FACESSE A NON GUARDARE MAI INDIETRO E LUI MI DISSE '' NON LO SO CHE DOMANDA E...NON MI GUARDO INDIETRO SIAMO DIVERSO'' GLI CHIESI COME FACESSE A BUTTARE VIA LE PERSONE CHE ALLORA QUANDO DICEVO CHE CON O SENZA ME LA SUA VITA NON AVEVA NESSUN CAMBIAMENTO E LUI INDISPOSTO ALMENO QUESTA E STATA LA MIA IMPRESSIONE MI DISSE '' ABBIAMO FINITO?'' CHIEDENDO RISPOSTA MI DISSE '' EH CHE DEVO DIRE HO UNA DOTE NATURALE A BUTTARE LE PERSONE''CHIEDO SCUSA PER LA LUNGHEZZA MA SONO ABBASTANZA DISPERATA PERCHEì VORREI UN SUO RITORNO AH DIMENTICAVO CHE QUANDO STAVAMO INSIEME ALL'INIZIO LUI PARLAVA TUTTI I GIORNI CON UNA SUA AMICA E LE METTEVA QUALCHE LIKE, IO LO SAPEVO NON MI HA MAI NASCOSTO NULLA IN GENERALE PROPRIO MI HA SEMPRE DETTO TUTTO, SOLO CHE A ME DAVA FASTIDIO E LE DISSI DI SMETTERE
  25. Franzi

    Dubbi università

    Ti ringrazio della tua opinione. Mi hai dato uno spunto... P.S. Sono una donna xD
  26. nissav

    L'apparenza inganna

    Peppe, grazie per il tuo commento. E' vero che bisogna fregarsene del giudizio degli altri, ma purtroppo ci condizionano...
  27. Yes1

    Intimo femminile

    Ma se ha un ragazzo gli piace indossare l'intimo femminile!! Ma precisiamo che ha lui piacciono le donne!! E per il momento può solo indossare quello e più avanti anche vestiti!! Ma non può dire niente ha nessuno ha solo incominciato con la sua ex fidanzata e adesso ha lui piace appena può l'intimo ma le mutandine tanga ho perizoma sempre cosa deve pensare che è una femmina in un corpo maschile o cosa grazie!!
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