Vai al contenuto

Tutte le attività

Aggiornamento automatico di questo flusso dati     

  1. Ieri
  2. Stavo valutando Gli psicoterapeuti della mia zona per iniziare una terapia. Mi chiedo se vale la pena spendere 70 anziché 50 per una terapeuta più esperta. Ho già affrontato terapie in passato con terpeuti agli esordi, quindi di fascia di prezzo bassa, ma che non mi hanno aiutato. Forse questo dipendeva anche da me. Pareri?
  3. Salve a tutti sono un ragazzo di 21 anni che frequenta l'università e voglio parlarvi di un problema che mi "tormenta" da ormai diverso tempo, 3 anni più o meno. Questo problema riguarda la mia vita sentimentale/sessuale che reputo abbastanza insoddisfacente e non so come uscirne. Sono un ragazzo normale, come tutti gli altri, conosco tante persone, molte delle quali mi stimano, e ho un gruppo di amici con cui sono letteralmente cresciuto fin da bambino. All'età di 10 anni ho perso mio padre e sono cresciuto con mia sorella maggiore e mia madre, la quale ha fatto sempre di tutto per non farci mancare nulla, facendo sia da madre che padre. Ritornando al discorso, il mio problema principale è quello di non riuscire a mettermi in gioco, provarci con una ragazza, a meno che questo non avvenga quando sono in discoteca e/o quando sono ubriaco, ciò infatti mi aiuta ad essere più "sfacciato". In passato, durante il pieno della mia adolescenza, ero innamorato follemente di una ragazza con cui volevo iniziare una relazione seria, ma sia per inesperienza che per il mio aver agito troppo istintivamente ho ottenuto il risultato opposto, è stata una bella delusione ma col tempo me ne sono fatto una ragione. Per il resto mi sono approcciato giusto con un paio di ragazze ma senza andare mai oltre dei semplici preliminari. Di questa mia situazione non faccio un dramma assoluto, ma molto spesso capita che mi soffermo molto a riflettere di tutto ciò, mi deprimo molto e non riesco a trovare una soluzione, dopodiché smetto di pensare e ritorno a condurre la mia vita normalmente, ma so che questa non è la soluzione per affrontare i miei problemi. Ormai mi sono convinto che riuscirò a sbloccarmi da questa condizione solamente quando mi sarò laureato, avrò trovato un lavoro e avrò una mia indipendenza sia economica che sociale, ma non voglio assolutamente aspettare tutto questo tempo buttando via gli anni migliori della mia giovinezza. Ed è questo il nocciolo della questione, associo i miei problemi alle mie condizioni economiche molto umili, ho la patente ma non guido e non ho una macchina tutta mia (tecnicamente potrei usare la macchina di mia madre e solamente la sera, ma in seguito a un banalissimo incidente non si fida più a lasciarmela) mentre invece tutti i miei amici ne hanno una propria (altra situazione che mi deprime molto) e quindi penso chi mai mi vorrebbe frequentare se non ho né una macchina né i soldi per portare a cena una ragazza? Su questo aspetto della mia vita dunque mi sento inadeguato, non all'altezza, quasi una nullità e di conseguenza mi precludo la possibilità di approcciarmi con una ragazza o semplicemente provarci, anche via chat. E nel frattempo vedo diversi miei amici che hanno una fidanzata o che frequentano altre ragazze. Sarò sincero e magari potrò sembrarvi materialista ma in questo momento della mia vita non sto cercando il vero amore, la ragazza della mia vita (che ben venga) , ma vorrei semplicemente divertirmi e frequentare quante più ragazze possibile. Non ne ho mai parlato con nessuno di questo mio problema ed esteriormente mai nessuno penserebbe a tutto ciò, e mi capita anche di dover fingere di essere qualcuno che in realtà non sono, sia con amici che con familiari. Tuttavia, caratterialmente sono forte e come detto prima non mi lascio sopraffare da questi miei brutti pensieri e continuo la mia vita normalmente, ma quando mi prendo le mie pause di riflessione entro in un tunnel in cui non riesco a trovare la luce. Ormai sono arrivato a un punto della mia vita che non riesco più a sostenere e a rileggere quanto scritto mi viene quasi da piangere a causa di questo mio senso di insoddisfazione. Questo è un vero e proprio sfogo che non ho mai fatto con nessuno e potrei scrivere ancora tanto altro. Spero che siate arrivati a leggere fin qui e di non avervi annoiato troppo. Tuttavia credo che non riuscirò a trovare la risposta definitiva che cerco parlandone solo su internet, ma ho bisogno del vostro aiuto, dei vostri consigli e dei vostri punti di vista per affrontare questi miei problemi e al momento trovo più facile aprirmi a degli "sconosciuti" che a persone che conosco.
  4. Lisa.amy

    Ho bisogno di aiuto

    Vai in plaestra ? Secondo me andarci ti aiuterebbe e potresti fare anche nuove amicizie. Poi se hai voglia potresti incominciare l'Università, se invece non ti va potresti comunque fare dei corsi di aggiornamento, o in generale corsi, per trovare un lavoro che ti piace. Se hai qualche talento o ti piace qualche attività (ad esempio nello sport, nella pittura o nella musica) potresti iscriverti ad un corso in base ai tuoi gusti. Puoi scegliere tu da quale di queste cose elencate partire, quale fare o se farle tutte. Ti porteranno via del tempo e ti faranno conoscere anche gente nuova cosi che tu possa riprendere in mano la tua vita. Riguardo all'ansia so che è difficile ma devi affrontarla, se è per quello che pensano gli altri non ti preoccupare, anche io per molto tempo e tutt'ora penso sempre a cosa possano pensare gli altri di molte cose che faccio ma alla fine molto spesso agli altri non frega nulla di quello che fai e in ogni anche davanti a delle critiche bisogna imparare a fregarsene, anche se è difficile lo so.
  5. Io, prima di prendere una decisione definitiva, ti consiglio di prendere un appuntamento con il suo psicologo, spiegargli la situazione e chiedergli cosa è meglio per te e per lei. Essendo lui la persona che si occupa di questa ragazza dovrebbe saperti dare delle giuste indicazioni.
  6. Lisa.amy

    Non capisco quello che provo

    Sono una studentessa e sto per compiere sedici anni. Ho una prof di italiano, molto più grande di me, che stimo molto e a cui sono molto affezionata. Ho paura però che il prossimo anno non avrò più lei in italiano. In questi giorni in cui la scuola sta finendo mi sento malissimo al pensiero di non averla più, mi viene da piangere e penso a lei continuamente. Quando sono con lei mi sento in imbarazzo e mi vengono i brividi, a pensare a lei mi viene una sensazione strana vicino allo stomaco e darei qualsiasi cosa per attirare la sua attenzione. Io penso di essere etero, non mi è mai capitato che mi piacessero le donne, ma questa situazione mi confonde. Il problema è che non capisco se quello che provo è amore o solo affetto, è una sensazione forte che non ho mai provato per nessun'altro e il fatto di non riuscire a capire cosa sia mi turba molto. Voi cosa ne pensate? Vi prego se sapete qualcosa ditemelo ho molto bisogno d'aiuto ma non so a chi altro chiedere perché mi vergogno....
  7. Quello che sento? Una enorme vacuità, quando ormai ho capito che la donna che amavo e con cui ho passato 3 lunghi anni di intense emozioni, in un rapporto che non poteva dirsi una "relazione stabile", perché non lo era, non ci eravamo mai accordati affinché lo fosse e prima che arrivasse la mia fatidica richiesta, la domanda-promessa un po’ insicura da parte mia (il solito timore del rifiuto) "Vuoi essere la mia donna?" tra di noi c’era un’intensa condivisione e sintonia emotiva. Purtroppo a quella domanda che le posi la sua risposta fu che non voleva avere una relazione, salvo poi ritrattare dopo 4 mesi ed acconsentire ad una relazione a distanza, perché nel frattempo mi ero spostato di città, lontano da lei, per studio e lavoro e fra tutti questi motivi anche per la mia voglia di dimenticarla, di pensare ad altro e non starci troppo male dopo quel rifiuto. Ci sentivamo ogni giorno al telefono, mille chiamate, parlando di tutto, raccontandoci di tutto, ore ed ore intere al telefono, stavamo portando avanti quella "relazione stabile" che prima lei aveva rifiutato durante la mia vicinanza, questo prosegue per due mesi. Succede che ovviamente avevo organizzato un mio viaggio per passare da lei un po’ di tempo. Quindi scendo da lei, passiamo insieme un po’ di giorni (pochi giorni perché sarei dovuto risalire presto.. discesa a cui ne sarebbero seguire ovviamente altre), mi sembrava tutto più o meno tranquillo, passammo giorni felici ed intensi di emozioni, sesso assolutamente normale e soddisfacente ecc.. invece capitò un fulmine a ciel sereno che non mi sarei mai aspettato. Durante il viaggio del mio ritorno su, mi manda una foto del suo braccio sinistro in cui si vedono dei tagli che si era fatta da poco, io molto spaventato non sapevo che cosa diavolo fosse successo, provo a chiamarla e non mi risponde, subito dopo leggo un suo messaggio in cui mi dice che non vuole essere chiamata, al che cerco di capire in tutti i modi che cose fosse capitato, perché avesse fatto una cosa simile. Il giorno dopo mi scrive che in realtà non mi ha "mai amato" e che sperava di innamorarsi di me perché era molto affezionata, capii allora che tutti quei mesi per lei erano stati un "tentativo di innamorarsi", cosa che non mi aveva mai detto esplicitamente o perlomeno implicitamente e questo mi fece davvero male, constatare che avesse vissuto tutti quei mesi così senza neanche farmelo sapere, anche in qualche modo, nel modo più lontano possibile, ma che almeno potesse trapelare.. e dello scatenamento emotivo che la portò a tagliarsi ed a farmi vedere quelle foto non so bene come spiegarmelo, forse in questo modo voleva allontanarsi da me, era la manifestazione di un intenso e penosissimo conflitto con se stessa? Mi disse allora che in realtà capitava che si facesse questi tagli già da tempo, che in passato aveva già messo in atto questa pratica, e che inoltre aveva tentato il suicidio due volte.. scoppiai a piangere, com’è possibile che non ero riuscito a percepire profondamente tutta questa sofferenza? Mi sentii anche abbastanza egoista perché avevo messo davanti a tutto quanto la nostra relazione e non sapevo con che profondità lei stesse vivendo tutta questa sofferenza, certo a volte "lamentandosi" diceva "Voglio morire" ma lo diceva anche sorridendo e scherzando, come fosse un gioco, od una frase ad effetto, come per suscitare un certo sarcasmo in chi la ascoltava, colpendo ed attirando attenzione per questa frase detta all’improvviso, senza che nessuno dei presenti potesse aspettarselo.. e lei diceva che lo faceva per questo.. Le consigliai immediatamente di rivolgersi ad uno psicologo, che altro potevo fare? Diventare io il suo psicologo? Non sarebbe servito a nulla.. mi disse che doveva parlarne con la madre. Ne uscii abbastanza distrutto da tutta questa storia, come se fossi diventato cieco perché non sapevo più che cosa credere di tutto quello che avevo vissuto con lei, delle sue emozioni, mi sembrava tutto distanziato, distaccato, come se emergesse tutta una parte di cui non sapevo nulla, come se dalla punta dell’iceberg (lei come l’avevo conosciuta) stesse venendo fuori una parte di lei più profonda e molto caotica, ambigua ecc.. ed io chi ero per lei? Non più il suo amante, ero il suo migliore amico? Avevo un ruolo paterno? Capii allora che era grande la confusione dei ruoli, un giorno magari potevo essere il suo amante, il giorno dopo ero invece il suo migliore amico e non più suo amante, il terzo giorno magari non ero per lei più il suo amante e nemmeno amico, ma uno sconosciuto, e poi di nuovo il ciclo infinito.. non era mia responsabilità farle da psicologo e del resto la relazione la ruppe lei e per mesi non ci sentimmo. Passano mesi (due) e un giorno mi scrive che nonostante tutto non ha mai incontrato nella sua vita una persona vera come me, di lì (ed a questo punto, con il senno di poi rinnovato, non posso far altro che rimproverare me stesso) ricominciamo a sentirci, mi dice che “si sta facendo aiutare da uno psichiatra che le aveva detto di prendere varie cose, medicine, psicofarmaci” (mi specifica melatonina, non essendo esperto non so bene perché proprio questo le diede), in questi mesi sapevo che avrei dovuto mantenere le distanze, questo nella mia ragione era chiarissimo, sapevo di non dovermi fare coinvolgere di nuovo, eppure il sentimento ha prevalso nonostante credessi di tenerlo a bada con la ragione ma evidentemente non era così.. mi dice che la relazione “fra di noi sarebbe stata perfetta”, che “io sarei stato perfetto” e che forse la differenza di età era ciò che la frenava (lei ha 3 anni più di me. Io 24 e lei 27). Scopro che adesso si sta frequentando con un altro, mi dice che sta “provando e che non sa come andrà” Io non so cosa risponderle, sono molto combattuto, non pensavo di starci così male per queste sue parole, pochi giorni dopo mi manda un messaggio in cui mi dice che “non si sente più in una relazione con quest’uomo da un po’ di giorni” e che ha bisogno di molte altre cose ed è convinta che “non troverà mai la persona giusta” e che altrimenti preferisce stare da sola, inoltre scrive che non sa nemmeno lei di cosa ha bisogno.. dopo altri due giorni vedo che ancora pubblica sue foto con questo ragazzo, come se la relazione stia andando a gonfie vele.. mi sono ri-allontanato definitivamente, combattuto assai perché la amo ancora (purtroppo) ed adesso sono ancora molto confuso ed addolorato, troppo vicino a tutto questo e non so bene come spiegarmelo.. Adesso non so, ci sarebbero moltissime altre cose da dire, ma ho avuto un rapporto con una persona “borderline“? Non amo le etichette, le diagnosi totalizzanti, ma da quello che ho scritto potrebbe forse emergere? Io purtroppo me ne sento dipendente, fatico assai a distaccarmene e so che questa è una mia responsabilità, la responsabilità mia di guarire da tutto questo caos e trambusto.
  8. Ultima settimana
  9. Fenix

    Ho bisogno di aiuto

    Salve a tutti. Mi trovo in un momento difficile della mia vita e ho pensato che confrontarmi con qualcuno mi potrebbe aiutare. Ho 26 anni e ho passato gli ultimi 3 anni a casa senza studiare nè lavorare. Gradualmente ho ridotto le mie interazioni sociali al minimo, e ultimamente non esco quasi proprio mai. La mia vita è stata un lento declino. Soffro d'ansia da quando ero molto piccolo, e la situazione è peggiorata molto poi a 14 anni in seguito a un'esperienza traumatica,che mi ha generato una depressione. Finite le scuole superiori mi sono iscritto all'università, ho fatto due anni con molta fatica, e poi non so neanche perchè ho smesso gradualmente di frequentarla e non ci sono più andato... Le relazioni che avevo le ho quasi tutte interrotte. In pratica mi sono rovinato la vita da solo. Scrivo qui perchè veramente sono stufo di stare così, è il momento di dire basta e affrontare la situazione una volta per tutte. Parlare con altre persone della mia vita mi aiuta a uscire per un pò dalla mia testa e tornare nella realtà. Nelle vita ho perso così tante cose belle per non si sa bene per quale motivo. Grazie a chi risponderà e mi aiutare a fare chiarezza o perlomeno a parlare un pò.
  10. Spesso il problema è che bisogna capire se la persona che si tiene di fronte e nel caso del ragazzo con cui stai, se lo ami veramente. Il problema non è solo tuo ma capita a tani.
  11. Mitico

    Solitudine

    Non ci sta nessuno?
  12. Ciao Martina, mi chiamo Grazia, ti ho letto ogni parola, ogni sensazione. Le persone non possono comprendere davvero il senso di inadeguatezza che si prova, quando ci si è dentro. Al contrario di te ho avuto un passato turbolento, troppe delusioni e troppi conflitti in famiglia. Quando mi hanno diagnosticato il DBP ho passato l'inferno. Accettare che ci fosse qualcosa di sbagliato in me, non è stato semplice. Sono passati tre anni e per qualche assurdo motivo ho sentito l'esigenza di cercare qualcuno che capisse. Proprio come hai fatto tu.
  13. Ciao, so che è passato molto tempo. Ti dico la mia nel caso possa essere utile. la tua situazione mi sembra molto grave e per l età e le potenzialità che hai (ti definisci bella e intelligente) non penso che tu voglia arrenderti. Io ho avuto una grandissima crisi depressiva più o meno alla tua età per problemi legati a una ragazza a cui tenevo. ci sono tanti motivi per cui si può inciampare ma accade. non riuscivo più a camminare tanti erano i dolori somatici che avevo. purtroppo è depressione mista ad ansia e se anche hai fatto dei tentativi questa è una malattia. quando si è malati si va dal medico non ci sono alternative. io ho preso antidepressivi al tempo per due anni prima di andare da un terapeuta a stampo psicoanalitico. Mi era stato consigliato dal mio medico di base ma mi rifiutavo fin quando mi sono detto le devo provare tutte prima di arrendermi. forse i tuoi genitori anche in questo caso non capiscono l importanza che tu debba essere curata! Non lo fare per loro ma solo per te. Devi portare fuori il tuo dolore in seduta e cicatrizzare un po' di ferite per riuscire a sostituire stati d animo terribili con stati d animo positivi. chiedi al tuo medico di base che te ne trovi uno a stampo analitico e riprova. pretendi sostegno economico per queste cure dalla tua famiglia (non so se hai un reddito tuo). Anche questo è un modo di dire non mi sta bene che non vi rendiate conto di come sto! poi ci vuole un po' di fortuna nel trovare un professionista valido. Forse non l hai ancora trovato e non dovresti essere tu a trovarlo che sei la persona malata. Se hai un medico di base di lunga data rivolgiti a lui o a qualcuno di cui hai fiducia. Ricordati che la depressione è una malattia da cui ci si riprende, con alti e bassi si, ma si può tornare ad avere fiducia e speranza. Soprattutto all inizio però non se esce senza un aiuto. hai tutto il tuo futuro davanti non mollare! ciao e in bocca al lupo
  14. Anna1234

    Futuro lavoro

    Ciao ragazzi! Sono nuova e volevo confrontarmi sul futuro lavoro di psicologo... per chi è già fuori dall'università o per chi ha già fatto esperienza... come è andata? Quali sono state le vostre esperienze a livello lavorativo? Quanto tempo prima di lavorare? O semplicemente... quali pensate possano essere le prospettive ? Grazie raga
  15. In precedenza
  16. Anonimo1

    Film mentali

    Ciao! I film mentali se li fanno tutti e a qualunque età per il fatto che conduciamo un tipo di vita che in qualsiasi momento ci può andar bene ma non è ciò che desideriamo nel profondo. Il desiderio stesso è una forma d'amore nei propri confronti. Anche solo immaginare uno scenario perfetto senza poterlo vivere nella realtà ci procura delle emozioni forti paradossalmente molto più autentiche e reali di quelle che diciamo di sentire nella vita reale. Forse anche dopo un rifiuto da parte dell' oggetto del nostro film mentale si continua imperterriti a fantasticare perché l'accettazione di un'idea che non potrà mai realizzarsi ci procura un forte dolore e come meccanismo di difesa continuiamo a rifugiarci nel nostro sogno che rappresenta un po' la zona di comfort che ci siamo costruiti. La mancanza di autostima può portare a far scelte di cui ci pentiamo in un secondo momento e come conseguenza a fare film mentali su determinate situazioni che non possono più verificarsi. Il desiderio è di natura positivo (ci innalza, ci motiva, ci fa sperare) ma siamo sempre noi esseri umani a svalutarlo nel momento in cui ci aggrappiamo ad esso come ad un'ancora di salvezza dimenticandoci di vivere pienamente il presente. Credo sia come dici tu, siamo così scoraggiati già in partenza che ci aspettiamo inevitabili delusioni. Per non doverle affrontare preferiamo aggirare la cosa rincorrendo obiettivi più alla nostra portata e finendo poi col farci i film mentali su ciò che sarebbe potuto essere. Accettare il rischio e buttarsi per non finire un giorno attanagliati dai sensi di colpa, questo è una lezione che ho imparato a mie spese. E' piacevole rifugiarsi nei film mentali ma si rischia di finire come le mosche nel miele.
  17. Salve, Tre anni fa ho conosciuto un ragazzo (che chiamerò X) di cui credo essermi innamorata quasi subito. Ci siamo sentiti per un po' finché non abbiamo smesso di scriverci definitivamente. Lui ha due anni in meno di me. Forse per l'età, forse per il timore di ricevere un rifiuto alla fine mi sono messa con un altro ragazzo che mi faceva la corte in quel periodo. Siamo stati insieme 1 anno e poi ci siamo lasciati. Oltre ai vari motivi, tra questi c'era il fatto che pensavo ancora ad X. Così l'ho ricontattato e, dopo esserci dati appuntamento, una sera gli ho confessato i miei sentimenti chiedendogli chiarimenti su cosa ci fosse stato tra noi anni prima. Mi ha spiegato che all'epoca per lui era stata una cosa così e che non capiva perché fossi così presa. Ho passato un periodo buio. Non trascorre molto tempo che conosco un altro ragazzo della mia università con il quale ho una storia tutt'ora; mentre sono con lui sono contenta e lo ero anche prima, ma fino a pochi giorni fa. Mi trovo al volante e all'improvviso ad un incrocio lo vedo alla guida della sua macchina. Sono certa fosse lui. Il cuore prende a battere all'impazzata e mi sento pervasa da una sensazione stupenda. Ora sono davvero confusa, è possibile amare due persone contemporaneamente? Perché mi fa ancora questo effetto quando lo vedo? Non ci siamo mai spinti oltre la semplice conversazione eppure provo questi sentimenti per lui che mi pare siano addirittura cresciuti nel tempo. Come posso fare per dimenticarlo? Io voglio andare avanti.
  18. Mi ritrovo perfettamente in quello che hai descritto: ci sono giorni/piccoli periodi in cui il cervello é lucido e riesco a fare discorsi e ragionamenti sensati e profondi. Altri giorni invece non connetto. Il cervello dice *bleep* Error 404: oggi non ti esprimi. Tu sei riuscito a risolvere in qualche maniera? Sapere che cos'è che rende così deboli nelle conversazioni?
  19. Vali

    Depressa cronica

    Vorrei aver la forza di affrontare sfide francamente è una sfida stare a questo mondo con tutto quello che sta succedendo! già quella mi pare una sfida immensa non essendo ne ricca ne famosa ne niente . senza persone di cui potersi fidare è molto dura . Quando impari a contare solo su te stessa e ad un certo punto non hai più nemmeno fiducia in te ... è un punto di non ritorno . a meno che credessi nei miracoli .. decisamente no .
  20. sei ancora viva??
  21. Christiann

    ????

    Io soffro di derealizzazione o dep da piu di un anno ho preso psicofarmaci che non mi facevano alcun effetto se non collaterale Avevo la musica in testa ma la mia testa la creava non veniva da fuori potete immaginare l orrore del dolore che provavo tutti i giorni Adesso incredibilmente é passato smettendo di premdere psicofarmaci e capendo che non era psicosi ma dev o dep che adesso devo stabilire da un nuovo medico Come xxxx faccio raga é incredibile La mattina mi sveglio e vivo in una gabbia fino la notte mi sono perso e lo so ma non riesco a tornare é come se cercassi qualcosa non ci sono mai le parole per spiegarlo come se dovesssi estrapolare dalla mia testa lo stress o qualcosa o inserire qualcosaltro non riesco a visuallizzare i mie pensieri sembro un xxxx di orologio tic tac senza mai fermarmi riesco anche a visualizzare immagini dei miei pensieri come se fossero riflesse Come se mi trovassi sempre in una via di mezzo tra la parola e il pensiero e tra la mia testa e i miei occhi non so neanche piu se sono o se saro e chi sono e perche
  22. Pierlu

    Depressa cronica

    Mi dispiace, cerca di trovare il bandolo della matassa e iniziare da quello, non è semplice lo so ma le cose si cambiano a poco a poco datti piccole sfide e cerca di affrontarle Prova a Risalire il fiume No dal centro dove la corrente molto forte ma aggrappandoti nei lati dove la pressione è più bassa
  23. Plodyo

    Crisi di identità

    Ciao a tutti, sono un ragazzo di 36 anni e mi trovo in questo periodo di isolamento forzato molto tempo da solo in casa, vivo all'estero e la mia famiglia è lontana. Non che abbia mai avuto una vita sociale particolarmente appagante però in questi momenti mi manca proprio una rete di stabile di relazioni su cui contare anche solo per fare due chiacchiere. Sto iniziando a stare sempre più male, mi rendo conto di quanto la mia vita e i traguardi che ho raggiunto dal punto di vista professionale, così anche il mio modo di vivere in generale, siano stati frutto di eventi esterni, di scelte imposte dalla mia famiglia, dalle persone che mi stavano attorno dalle aspettative che ho sempre visto gravare su di me come dei veri e propri traguardi da superare per ottenere approvazione, accettazione degli altri o un riconoscimento di validità come persona. Le cause di tutto questo sono tante e includono l'educazione famigliare, esperienze di rapporti interpersonali non sempre basati sulla fiducia e il rispetto, disturbi alimentari in adolescenza, atti di omofobia sempre in adolescenza, etc. etc. Il mio meccanismo di difesa sin dall'infanzia è stato appunto quello di fare in modo di sfuggire più che potessi ai giudizi negativi delle persone esterne, violenze fisiche e psicologiche e inserimento nel "gruppo" per sentirmi anche io degno di avere una vita che più che mai desideravo "normale", cioè come vedevo che le persone attorno a me avevano. Il risultato è che ora, cresciuto ed essendomi reso conto di tutto questo mi trovo in crisi profonda, la mia vita professionale non mi appaga, non ho una vera e propria passione, non ho quasi nessuna stima dei miei colleghi di lavoro e continuo (più per abitudine che per desiderio di miglioramento) a confrontarmi continuamente con il prossimo, dove chiaramente dal confronto esco sempre perdente. Al di là di tutto questo si aggiunge l'angoscia di capire che non è di certo questa la strada per trovare il mio "posto nel mondo" o il mio proposito di vita, ma la strada è guardarsi dentro, ascoltarsi. E' che proprio al non mi riesce, non sono mai stato educato a questo e probabilmente quando l'ho fatto in passato è arrivato immediatamente il giudizio negativo di altre persone o di eventi che mi hanno subito riportato sulla strada che avrei dovuto percorrere ma mi rendo conto non essere la mia. Ho evitato la sofferenza per così tanto tempo che ora ritrovandomi senza di questa è come se la mia ragione di esistere venisse meno e sono completamente incapace di capire chi sono e cosa voglio da me stesso, dal mio futuro, dalla mia vita. A riflessioni così profonde sono arrivato grazie a un percorso di psicoterapia che sto facendo da due anni, mi rendo conto che c'è ancora tantissima strada da fare e nel mio profondo sono ancora convinto che per me non ci sia speranza. Qualcuno di voi ha qualcosa da dirmi su questa mia condizione? Anche voi ci siete passati? Come vi siete sentiti? Siete riusciti a cambiare? Un saluto
  24. Pierlu

    Ragazzi ho un po di problemi

    Ciao a tutti ragazzi sono un ragazzo di 30 anni, con la dislessia,del sud italia e ho dei problemi che non so come risolvere. Ad oggi ho una specie di astenia che mi ha portato a una depressione latente vorrei fare le cose in velocità ma non riesco perché non ho né la forza ne la volontà di farle, ho preso diversi farmaci di magnesio caffeina e tanto altro però i risultati sono stati veramente poco efficaci Il mio cervello si fissa su alcune cose, invece di fare le cose importanti, ad esempio cerco delle fesserie che ho perso incecce di sistemare il pc. faccio sempre le stesse cose, mi lamento sempre che vorrei vivere una vita diversa, essere una persona più dinamica, con più amici che sa parlare bene con gli altri però tutto questo non è possibile in quanto io sono una persona con pochi amici al lavoro non riesco ad essere dinamico a casa cerco di fare tante cose ma con scarsi risultati, Infatti poi mi metto su Facebook e mi sfogo sul cibo. Tempo a dietro ero 100 kg poi ho iniziato a fare attività fisica e mi sentivo bene ho perso 20 kg poi mentre che andavo a correre Ho iniziato ad avere un orticaria che non riuscivo a controllare e da li é iniziato degli esami per un sospetto lupus e da quelli non è emerso nulla, Infatti ad oggi ho ripreso di nuovo tanto peso e non riesco a correre non per l'orticaria ma per il fatto del astenia Ho anche dei problemi sulla concentrazione Infatti per lavorare al PC devo mettere della musica classica e non sempre ci riesco, ho anche dei problemi a leggere però questi penso siano dovuti alla dislessia. Se faccio delle attività manuali come le faccende di casa di norma devo avere la musica della radio che mi fa compagnia perché sennò non riesco a farle. Alle volte ho pensato di avere qualche problema a livello neurologico o fisico perché certe volte quando provo a fare le cose in velocità al lavoro mi tremano le mani e divento più impacciato e tutto ciò mi porta ad avere un malessere interiore, ne ho parlato diverse volte con i medici di queste cose però come dicevo su i risultati sono stati integratori qualche esame al sangue. Vorrei cambiare la mia vita ma non so da dove iniziare, so quali sono i problemi ma non so come risolverli, le giornate vorrei che passassero in maniera diversa, vorrei essere padrone di me stesso invece non riesco. la mia giornata passa col fare sempre le stesse cose e sinceramente e vorrei iniziare a risolvere qualche problema ma non so da dove iniziare, se qualcuno di voi ha anche solo qualche problema di questi e lo ha risolto mi scriva nei commenti grazie in anticipo.
  25. camsora

    La mia situazione

    Vi racconterò la mia storia.Sono stato da sempre un bambino particolare, ricordo che in prima elementare mi facevo la pipì addosso in classe.. Ho sofferto di enuresi notturna fino a 13 anni di età.. La mia vita si è sempre basata sui videogiochi, mi sono costantemente sentito un passo indietro rispetto a tutti sul piano sociale, dell'umorismo e dell'intraprendenza. Il tutto si è acuito durante la scuola media in cui ho sviluppato una cifosi, che ha comportato delle prese in giro continue dalle persone e accentuato l'isolamento sociale.. A scuola non ho mai avuto problemi, ho sempre studiato(più per paura dei rimproveri dei miei che per piacere personale), non ho mai trovato una disciplina scolastica interessante, i miei mi hanno sempre messo la pressione di essere il primo della classe e mi riusciva sempre.. Mai uscito durante l'adolescenza se non per andare a scuola, le estati le passavo sempre davanti ai videogiochi per 8-10 ore al giorno.. Ho sempre pensato che mi sarei potuto riscattare con lo studio e avrei ricoperto una posizione di prestigio che mi avrebbe fatto avere la considerazione degli altri mai ricevuta.. A 19 anni provo il test in medicina e lo passo... Tuttavia mi rendo conto la storia è diversa. Mentre al liceo ero il primo della classe studiando 1 ora al giorno qui non funziona allo stesso modo... Inoltre non avendo mai avuto una ragazza tutti i miei sforzi si concentrano su averne una.. E dopo un mese ne trovo una, che si rivela una psicopatica... Ci sto 5 anni, non avendo mai il coraggio di lasciarla per non restare di nuovo solo.. E così dai 19 ai 25 anni do' solo 12 esami su 36... Stare con lei mi porta delle problematiche enormi(manipolazioni psicologiche, continue spese di soldi per cui devo chiederne continuamente ai miei)... A 25 anni mi lascia.. Allora provo a riprendere in mano la mia vita, penso che nel giro di 4 anni potrei laurearmi ed essere medico... Ma mi rendo conto che la mente non è quella di quando avevo 19 anni.. Lo studio stressante di medicina mi provoca ansia, pensieri di suicidio, cefalea con aura visiva.. Per cui inizio una terapia con uno psichiatra... In tutto ciò con profondo dolore dei miei decido di lasciare l'università... Passo un anno a stare in casa a giocare ai videogiochi e guardare anime.. Entro nel mondo del cosplay, dove trovo tante persone con le mie stesse passioni e problematiche. . Quest'anno ho deciso di iscrivermi in scienze della formazione primaria perché è un settore in cui si lavora facilmente e perché con i bambini la mia fobia sociale non si manifesta... Nel primo semestre ho dato tutti gli esami con la media del 29... È ovvio che la difficoltà è molto più bassa rispetto a Medicina... Però spesso penso al passato, al fatto che potrei aver sprecato un'opportunità.. Alterno periodi in cui sto bene ad altri in cui mi sento un totale fallimento.. Immagino cosa possano pensare gli altri, che gente che al liceo andava peggio di me si è laureata in 6 anni in medicina... Dopo essere stato lasciato dall'unica ragazza avuta non sono più riuscito ad attrarne altre.. Tutte rifiutano di uscire.. Dal punto di vista della fobia sociale tendo sempre a scappare da tutte le interazioni, noto che gli altri cerebralmente sembrano andare ad una velocità doppia se non tripla nelle interazioni sociali.. Analizzando la mia famiglia mio padre è una persona che non ha mai concluso nulla nella vita, totalmente insicuro, si è sempre fatto mettere i piedi in testa da tutti.. Mai reagito con forza di fronte alle situazioni.. Totalmente imbranato in tutte le attività manuali(anche avvitare una lampadina).. Non ha personalità, non ha amici.. Mia madre invece è sempre stata apprensiva a livella patologici(ancora oggi che ho 26 anni si preoccupa se esco la sera, se mangio, se prendo freddo) e mi ha impedito di fare esperienze in età adolescenziale che mi avrebbero fatto maturare a livello caratteriale.. Ecco questa è la mia situazione.. Spesso vado avanti per inerzia, mi chiedo se abbia senso vivere oppure no.. Alterno momenti di normalità ad altri di profondo sconforto... Non ho amici se non pochi nerd come me che sento molto saltuariamente
  26. camsora

    Vi espongo la mia situazione

    Vi racconterò la mia storia.Sono stato da sempre un bambino particolare, ricordo che in prima elementare mi facevo la pipì addosso in classe.. Ho sofferto di enuresi notturna fino a 13 anni di età.. La mia vita si è sempre basata sui videogiochi, mi sono costantemente sentito un passo indietro rispetto a tutti sul piano sociale, dell'umorismo e dell'intraprendenza. Il tutto si è acuito durante la scuola media in cui ho sviluppato una cifosi, che ha comportato delle prese in giro continue dalle persone e accentuato l'isolamento sociale.. A scuola non ho mai avuto problemi, ho sempre studiato(più per paura dei rimproveri dei miei che per piacere personale), non ho mai trovato una disciplina scolastica interessante, i miei mi hanno sempre messo la pressione di essere il primo della classe e mi riusciva sempre.. Mai uscito durante l'adolescenza se non per andare a scuola, le estati le passavo sempre davanti ai videogiochi per 8-10 ore al giorno.. Ho sempre pensato che mi sarei potuto riscattare con lo studio e avrei ricoperto una posizione di prestigio che mi avrebbe fatto avere la considerazione degli altri mai ricevuta.. A 19 anni provo il test in medicina e lo passo... Tuttavia mi rendo conto la storia è diversa. Mentre al liceo ero il primo della classe studiando 1 ora al giorno qui non funziona allo stesso modo... Inoltre non avendo mai avuto una ragazza tutti i miei sforzi si concentrano su averne una.. E dopo un mese ne trovo una, che si rivela una psicopatica... Ci sto 5 anni, non avendo mai il coraggio di lasciarla per non restare di nuovo solo.. E così dai 19 ai 25 anni do' solo 12 esami su 36... Stare con lei mi porta delle problematiche enormi(manipolazioni psicologiche, continue spese di soldi per cui devo chiederne continuamente ai miei)... A 25 anni mi lascia.. Allora provo a riprendere in mano la mia vita, penso che nel giro di 4 anni potrei laurearmi ed essere medico... Ma mi rendo conto che la mente non è quella di quando avevo 19 anni.. Lo studio stressante di medicina mi provoca ansia, pensieri di suicidio, cefalea con aura visiva.. Per cui inizio una terapia con uno psichiatra... In tutto ciò con profondo dolore dei miei decido di lasciare l'università... Passo un anno a stare in casa a giocare ai videogiochi e guardare anime.. Entro nel mondo del cosplay, dove trovo tante persone con le mie stesse passioni e problematiche. . Quest'anno ho deciso di iscrivermi in scienze della formazione primaria perché è un settore in cui si lavora facilmente e perché con i bambini la mia fobia sociale non si manifesta... Nel primo semestre ho dato tutti gli esami con la media del 29... È ovvio che la difficoltà è molto più bassa rispetto a Medicina... Però spesso penso al passato, al fatto che potrei aver sprecato un'opportunità.. Alterno periodi in cui sto bene ad altri in cui mi sento un totale fallimento.. Immagino cosa possano pensare gli altri, che gente che al liceo andava peggio di me si è laureata in 6 anni in medicina... Dopo essere stato lasciato dall'unica ragazza avuta non sono più riuscito ad attrarne altre.. Tutte rifiutano di uscire.. Dal punto di vista della fobia sociale tendo sempre a scappare da tutte le interazioni, noto che gli altri cerebralmente sembrano andare ad una velocità doppia se non tripla nelle interazioni sociali.. Analizzando la mia famiglia mio padre è una persona che non ha mai concluso nulla nella vita, totalmente insicuro, si è sempre fatto mettere i piedi in testa da tutti.. Mai reagito con forza di fronte alle situazioni.. Totalmente imbranato in tutte le attività manuali(anche avvitare una lampadina).. Non ha personalità, non ha amici.. Mia madre invece è sempre stata apprensiva a livella patologici(ancora oggi che ho 26 anni si preoccupa se esco la sera, se mangio, se prendo freddo) e mi ha impedito di fare esperienze in età adolescenziale che mi avrebbero fatto maturare a livello caratteriale.. Ecco questa è la mia situazione.. Spesso vado avanti per inerzia, mi chiedo se abbia senso vivere oppure no.. Alterno momenti di normalità ad altri di profondo sconforto... Non ho amici se non pochi nerd come me che sento molto saltuariamente.
  27. Vali

    Depressa cronica

    Voglio solo ubriacarmiSono depressa da anniOdio la genteNon mi fido più di nessunoSono ingrassata ( pare che la gente sia improvvisamente attenta a quello che ingerisco)Faccio schifo a tuttiNon sono laureata ho sempre lavorato come commessaAdesso sono fuori dall‘’ItaliaCon il mio compagnoMa ci sto solo perché non ho nessuno da cui andareForse mi ama davvero ( ha attraversato oceani e continenti per me e è andato contro la sua famiglia ) o forse non mi amaForse si stancheràCome tutti gli uomini del resto.Gli serve solo un buco alla fineUna donna che si prenda cura di loroMa io sono una depressa e pessimista cronicaNon vedo più il lato bello della vita da anni. In nulla!Vivo perché bisognaHo provato ad ammazzarmi una volta da piccola con il phon nella vasca : non ha funzionato!Ho provato a bere molto e prendere insieme pastiglieNulla !Sembra che non mi sia concesso nemmeno di morire..Ho una terrazza e penso continuamente a buttarmi ma odio l’idea di non crepare o non subito sul colpo. Almeno morendo vorrei evitare il dolore!!!!Sento dolore dentro da tutta la vitaVoglio una morte indolore almenoVoglio smetter di dover fare piani progettiNon voglio assolutamente nulla più in questa vita.Le sole due cose belle rimaste sembrano essere mangiare e fare sesso ( anche se come ho detto sono ingrassata perciò so che non gli piaccio più come prima e sono ormai convinta che alla fine per quello che vogliono gli uomini ..un buco vale l’altro !!)Lo scrivo solo per sfogarmi. Non mi aspetto più aiuti ormai Magari Chissà un giorno troverò il coraggio di ammazzarmi in qualche modo
  28. Salve, vi scrivo per un aiuto, dei consigli o quello che è, giusto per sentire una vicinanza qualsiasi, mi sento assolutamente solo. Ho avuto una relazione per 3 anni, tra vari tira e molla ho perso pezzo per pezzo amici e la stima di familiari, che non vedevano di buon occhio lei, quasi sempre per giusta causa lo devo ammettere, è stata una relazione "marcia" carica di ossessioni, mancanze di rispetto, non potevo stare con i miei amici, ero sempre bersaglio di offese nonostante la tranquillizzassi, sotto casa durante la notte, faceva appostamenti, minacce, offendeva me e i miei parenti in continuazione, ho sempre tradotto la cosa come se mi volesse solo per sé.. e ad oggi non ho più nessuno, la mia famiglia lo sento che mi sta accanto per inerzia, non mi da nessun aiuto, nessuno più mi chiede da tempo nemmeno come sto, ma non sono qui per questo. Vorrei capire cosa c'è che non va in me, cosa fa di me una persona facilmente dimenticabile, perché sono così facilmente sostituibile per lei, perché mi ha trattato così, perché lui si ed io no. Tra i vari tira e molla lei ha sempre trovato un altra persona, non è la prima volta che ci stacchiamo, mi sono sempre portato appresso l'amore che provavo per lei e che probabilmente provo tutt'ora dopo 2 mesi dalla rottura. Ora sta con un altro, non riesco ad andare avanti, nonostante quello che dicevano gli altri e quello che ho passato non riesco a dimenticarla, credetemi per quello che mi ha fatto dovrei essere felice, non riesco ad esserlo, non riesco a capire o a non pensare a lei che sta bene con lui, ed io che ci ho sempre provato con tutto me stesso non mi sono mai ritrovato nulla. 2 mesi fa ci siamo lasciati, la settimana dopo già stava con lui, foto ovunque, ha sempre fatto così. È stata una donna importante per me e non riesco ad andare avanti, perché con me non è stata bene, perché vedeva tutti quei difetti in me, cos'è che non va in me?! Perché lui si ed io no? Non ho mai ricevuto una carezza!!!! Una foto!!!!! Nulla!!!! Ho perso tutto, ho perso lei, ho perso me stesso nella relazione, ho perso la stima, ho perso qualunque cosa. Mi sento invisibile agli occhi di tutti, soffro di ansia e attacchi di panico, fantastico sulla mia morte spesso e volentieri e penso che siano più felici senza di me. Guardavano male lei, ero io il problema? Cosa ho fatto? Non capisco!!! Mi sento vuoto. È Da dicembre dall'inizio della nostra crisi che non faccio nulla, poi è venuta anche la quarantena, faccio lavoro-pc e così via ogni giorno da dicembre, non riesco ad uscire. Dovrei essere felice che sia uscita dalla mia vita, mi ha fatto sempre tanto male durante la nostra relazione, eppure mi manca sempre di più, perché succede questo? Che problema ho? Ero io a causare le sue reazioni? Non mi meritavo quello che sta avendo lui? Non voglio per forza un consiglio, se vi posso chiedere una cosa anche se leggete spassionatamente lasciatemi un messaggio, anche un puntino minuscolo senza scriverci niente,mi farebbe piacere, almeno qualcuno mi avrà ascoltato. Grazie.
  1. Carica più attività

Pubblicità



  • Newsletter

    Vuoi tenerti aggiornato sulle nostre ultime novità?
    Iscriviti
×
×
  • Crea nuovo/a...

Informazione importante

Navigando questo sito accetti le nostre politiche di Politica sulla Privacy.