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  1. Today
  2. La fine di un amore è un lutto, forse il lutto più comune e frequente che possa capitare agli esseri umani. Una psichiatra svizzera, Elisabeth Kübler Ross, anni fa ha proposto il modello delle "cinque fasi" di elaborazione del lutto che, a mio parere, ne rispecchiano perfettamente il decorso: negazione ( non può essere che non mi voglia più bene ), rabbia ( non è giusto che mi tratti così dopo tutto l'amore che ci siamo scambiati ), contrattazione ( forse è possibile riallacciare in qualche modo la nostra storia ), depressione ( faccio schifo io, per questo mi ha lasciato/a ), accettazione ( l'ultima tappa che, finalmente ci riporta alla vita ). Da notare che non è detto che le cinque fasi si susseguano in ordine cronologico, possono anche alternarsi in modo casuale e, a volte, anche essere presenti contemporaneamente nello stesso individuo. Come vedete, le vostre reazioni alla fine di un amore non sono affatto "uniche" e particolari, ma assolutamente normali e comuni a tutti gli esseri umani. Questa considerazione non vale certo a lenire le sofferenze del "lutto", ma magari può servire a dare la consapevolezza che, prima o poi, arriverà la quinta fase, l'accettazione, E l'inizio di una nuova avventura. Auguri a tutti/e.
  3. Non ho letto tutto il thread sviluppatosi da ben 4 anni ( troppo lungo ), ma un consiglio mi sento di darlo a tutti: discutere su Internet di consigli spicci di vita o di piccoli disturbi psicologici va benissimo, lo faccio anche io, ma quando si tratta di patologie serie, c'è solo il professionista a cui bisogna ricorrere e demandare pure ogni discussione in merito. Ogni altra scelta potrebbe essere foriera di conseguenze anche gravi per chi legge.
  4. L'autrice di questo messaggio ha scritto per l'ultima volta due anni fa e non ha mai risposto ai messaggi di altri utenti. Che sia narcisista o meno, si può comunque sicuramente affermare che non è interessata a discuterne sul forum.
  5. Avere incubi è una esperienza comune a tante persone e, di per sé, non significa nulla. Una possibile spiegazione per un sonno così agitato, però, potrebbe essere che tu soffri di apnee notturne, disturbo molto frequente ed associato al russamrnto. Se pensi che questo possa essere il tuo caso, parlane col tuo medico, altrimenti non ci ornaste più,
  6. Un consiglio a tutti quelli che si trovano in situazioni simili: cercate una associazione di volontariato ( ce ne sono tantissime, sicuramente una anche nella vostra città o paese ), quelle associazioni che si occupano di aiutare gli ultimi, quelli che hanno fame, non hanno una casa, le persone non autosufficienti, i malati... Mai come in casi come questi, aiutare gli altri in modo concreto aiuterà anche voi, darà un senso alla vostra vita, vi aiuterà ad aprirvi al mondo e a "lavorare" con altre persone.
  7. Purtroppo hai ragione, un uomo veramente interessato non lascia passare tutto questo tempo, in particolare all'inizio di una relazione. La cosa più probabile è che durante quel vostro primo ed unico incontro non sia "scoccata la scintilla" e lui adesso non sappia gestire la situazione per paura di ferirti... Mi spiace.. Ma pensa sempre che, come si dice in questi casi, "chiusa una porta si apre un portone": il mondo là fuori è pieno di ragazzi interessanti, troverai sicuramente la tua anima gemella.. Mille auguri.
  8. Yesterday
  9. Cecilia97

    Voglio morire

    Avere un rapporto sessuale non risolverà i tuoi problemi. Quello che dobbiamo fare è trovare il coraggio di non vergognarci di essere più fragili delle persone che ci stanno attorno. Non tutti riescono ad affrontare le difficoltà della vita in modo risoluto e rimettersi in piedi in un niente, per alcuni la difficoltà maggiore sta nel trovare la forza di provare a lottare e ci possono volere anni per farlo. Io sono come te, ho iniziato a stare male e ad isolarmi verso i 15 anni e da allora non sono più riuscita ad instaurare amicizie, il che mi portava a passare le giornate da sola. Ormai mi sono abituata così tanto alla solitudine che quando la gente cerca di avvicinarsi inevitabilmente allontano tutti. Gli ultimi anni di liceo ho iniziato a fare assenze su assenze perché non riuscivo più ad affrontare la minima difficoltà, per me ogni piccolo ostacolo diventava un muro invalicabile. Così ho lasciato la scuola e ho vissuto l'anno peggiore della mia vita sentendomi la peggio merda dell'universo, incapace di reagire alla vita. Dopo qualche anno sono riuscita a prendere il diploma e poiché i sensi di colpa per aver lasciato la scuola non mi lasciavano in pace, ho preso la decisione di andare all'università per ricominciare da zero in un'altra città. Che te lo dico a fare, mi sento ancora così, come se non fossi fatta per stare al mondo, come se non meritassi nemmeno di sprecare ossigeno. Quando sento le notizie di cronaca nera mi sento addirittura in colpa: perché loro che volevano vivere sono stati privati della vita e io che non sono capace di apprezzarla sono ancora qui? Ma nonostante tutto, mi rendo conto che oggi sono più forte e che riesco ad affrontare cose che prima non avrei mai immaginato di affrontare. Quando guardo indietro e mi rendo conto di aver fatto un passo in avanti, anche se piccolo, ciò mi dà coraggio e mi mantiene ancorata a questa esistenza. So che non passerà mai, qualunque scelta o svolta possa prendere la mia vita mi porterò dietro questo macigno che si chiama depressione. Non c'è niente che possiamo fare se non accettarla come una parte di noi e imparare col tempo a volerci bene e trattare noi stessi piuttosto che con odio, come tratteremmo un amico caro che soffre: con comprensione e gentilezza. Se solo ci riuscissimo sempre.
  10. Ultima settimana
  11. Rimango sempre stupefatta e basita dai cosiddetti leoni da tastiera e non so se siano i cliché sul BPD o la litania di sottofondo, ma ho perso innumerevoli punti di quoziente intellettivo. Provo un incommensurabile sdegno per il modo in cui esponete in pubblica piazza un argomento tanto delicato, suggerendo al prossimo di evitare come la peste individui che affrontano quotidianamente difficoltà che neanche immaginate e il loro destino infausto e liquidando i loro problemi seri con un pizzico di psicologia a buon mercato. Personalmente anche io sono affetta da un disturbo borderline di personalità, ma contrariamente a voi, conosco a menadito l’argomento, mentre voi vi dilettate nel criticare senza alcuna cognizione di causa, ciò è pleonastico. Non vi avanza un po’ di umanità?
  12. Buongiorno a tutti. Ho bisogno dei vostri consigli su una situazione che mi sta logorando. Sono uscita una sera con un uomo che mi aveva corteggiato a lungo telefonicamente. È stata una serata bellissima, ma praticamente dal giorno dopo lui (che è proprietario di un'azienda vinicola) ha iniziato la vendemmia e da quel giorno è impegnato all'inverosimile. Non ci siamo più visti (sono passati già 12 giorni) e ci sentiamo meno di prima, anche se tutti i giorni. Mi dice che vuole vedermi e che non vede l'ora che questo periodo lavorativo finisca....ma io mi sto logorando e non vivo più!!! Non posso credere che un uomo veramente interessato, come dice di essere, lasci passare così tanto tempo senza vedermi. Pensavo che avrebbe fatto i salti mortali e che si sarebbe liberato una sera costi quel che costi, invece i giorni passano e lui continua solo a dire che passato questo lavoro recupererà tutto il tempo perso. Ma davvero un uomo interessato può stare anche un mese senza vedermi??? Io non riesco a crederci e mi sto sentendo davvero male! Aiutatemi a capire!
  13. Peppe9927

    Voglio morire

    Ti capisco, io a 27 anni ho una brutta malattia che da un paio d'anni dopo un peggioramento imprevisto mi ha portato a passare gran parte delle mie giornate sul letto con un tubo nella trachea, non ho una donna, non ho mai avuto nemmeno mezzo rapporto sessuale e nell'ultimo anno sono diventato ansioso fino ad avere qualche attacco di panico quando resto anche 5' da solo in casa. PS Spero vivamente che non hai fatto qualche caxxata durante questi 9 giorni dalla pubblicazione del post.
  14. Non sono esperto ma ho letto che fare sogni terrificanti può dipendere da molte cose come una cena pesante o da quello che si è visto/sentito/fatto durante la giornata. Anche a me alcune volte è capitato di farne di terrificanti. Comunque se vuoi stare tranquillo devi cercare l'interpretazione del tuo sogno anche se molti non credono a queste cose. .
  15. Credo che l’autore di questo messaggio non si sia informato adeguatamente su quanto va trattando. Gli consiglio di andarsi a vedere la differenza tra narcisismo overt e covert, e scoprirà che invece le cose possono benissimo combaciare.
  16. Salve, sono approdata su questo forum penso per cercare conferme, ho vissuto per dieci anni con il mio compagno che aveva avuto problemi grossi di tossicodipendenza. È difficile riuscire ad essere sintetica perché vorrei che le persone leggessero questa storia e qualcuno potesse dirmi cosa ne pensa, anche se razionalmente già lo so. Lui aveva quest’aria indifesa ma al tempo stesso sembrava così determinato nel voler cambiare vita, anche se beveva e diventava violento ed aggressivo. Dopo tornava ad essere come un bambino ferito ed io cercavo di consolarlo nonostante il suo carattere irascibile e abbastanza violento. È capitato che in un momento di rabbia mi desse uno schiaffone con violenza o un cazzotto o mi gridava ed io avevo una paura terribile...però nonostante questo io l’ho sempre visto come una persona molto fragile e sola Ed una delle persone più buone che abbia mai conosciuto, Lui ha una famiglia ricca e un po’ arrogante ed io sono senza una mia famiglia e figlia unica , ho perso mia mamma a 13 anni e mio padre ha portato in casa a vivere con noi la sua segretaria lo stesso giorno in cui mi ha detto che mia mamma era morta.Ho cercato con tutta me stessa di stargli vicino nonostante tutto, ho lasciato il mio lavoro per uno più vicino a lui, poi lui ha iniziato una sua attività con amici di famiglia e mi ha chiesto di lavorare con lui , cosa che ho fatto, ho preso anche dei prestiti per sostenerlo nel suo lavoro che era ormai l’unica risorsa. Poi tutto è andato a rotoli perché lui aveva di nuovo iniziato a fare uso di eroina e cocaina ed io mi dovevo occupare di tutto o quasi...l’ho seguito in ogni sua idea perché pensavo gli servisse per potersi riprendere ma non è successo, per 6 anni non abbiamo più avuto rapporti sessuali, ci siamo isolati da tutti, Poi sono riuscita a chiudere questa storia che mi aveva lasciata in pezzi, tachicardia e tensione continue, ma pensavo continuamente a lui ed avevo paura che gli potesse accadere qualcosa . Nel frattempo avevo intrapreso un altra storia con una persona abbastanza anaffettiva. Intanto il mio ex è entrato in comunità dopo che si era devastato con l'uso Delle sostanze, lo sono andata a trovare in clinica e non riusciva neanche a camminare per i farmaci che gli davano, ed era gonfissimo, poi la comunità. Poi mi telefonava dicendomi che mi amava tanto e che tutto quello che stava facendo era per me, io come al solito non potevo fare a meno di vederlo indifeso, più di prima, ho interrotto la storia che avevo per stargli vicino...lui ora è ad 800 km di distanza , ed anche se beve un po’ ,è ancora sotto metadone e prende stabilizzatori dell’umore mi chiede di andare da lui , mollare tutto, e non capisce la mia paura, anzi è offeso se gli dico che non è così semplice mollare tutto, lui dice che non capisce qual’e Il problema , che sono sola ho un lavoro precario e nulla da perdere, invece io sto pagandomi il mutuo di una piccola casa che ho comprato prima di uscire con lui e fortunatamente mi sono rimboccata le maniche e resa indipendente...lo sono andata a trovare ma ho sentito odore di alcol, penso avesse bevuto o non so , magari una mia paranoia, ma lui ha iniziato ad essere insistente ed una volta abbiamo discusso e lui si è ubriacato e mi ha detto che è stato perché abbiamo litigato, io mi sono sentita in colpa, qualsiasi cosa faccio mi preoccupa che lui ci possa stare male, gli ho inviato un messaggio in cui gli ho detto che così è un rapporto distruttivo, che abbiamo una dipendenza reciproca e dobbiamo imparare a camminare con le nostre gambe...ma il distacco è doloroso... per questo ho voluto raccontare questa storia, se qualcuno ci si identifica...non so...sono confusa...se gli chiedo cose che a lui non vanno si incupisce e stranisce...però io mi sento in colpa...però c’ Una parte di me che dice che non è giusto...che devo tenermi stretto quello che ho conquistato... grazie a chi leggerà e vorrà dirmi cosa ne pensa
  17. Diglielo ma senza dire che gli hai nascosto il problema, che tanto poi se ne accorgeranno comunque da soli quando noteranno che fai difficoltà a leggere oppure, cosa peggiore, lo verranno a sapere per mano dei tuoi professori di scuola, non devi mica dire: "Mamma/Papà è da un paio d'anni che credo di essere miope e adesso mi servono gli occhiali". Te lo dice uno che aveva la vergogna di mettersi gli occhiali un bel po' di anni fa. Non sottovalutare il problema che hai, comunque tra un'anno sarai maggiorenne e potrai fare la visita oculistica e prendere gli occhiali senza bisogno dei tuoi genitori.
  18. Earlier
  19. ...o per meglio dire: non ho più la fame di un tempo! Premetto che mi alleno come un forsennato (2/3 ore al giorno) e dopo, quando mangio, raggiungo quasi subito il senso di sazietà. Sto diventando anoressico oppure lo stomaco si è rimpicciolito e, quindi, ho bisogno di meno calorie? Inoltre, devo ammettere, che il cibo non mi attira più come un tempo. Un tempo il cibo lo amavo proprio, (peso record raggiunto 150kg). Oggi peso 68kg. Non sento di essere malato, però mi piacerebbe come sfida scendere al di sotto dei 60kg. Mi conviene provarci, visto che attualmente riesco a gestire piuttosto bene la fame? Grazie a tutti.
  20. Ma a che ti vuoi affezionare scusa? Agli attrezzi?!? Non ti conviene, sono freddi e scomodi. Inforca piuttosto una bicicletta e vai in giro a caccia di endorfine! Ti sentirai moooooolto meglio, evita i luoghi chiusi mi raccomando, altrimenti starai pure peggio. E che xxxx!
  21. Mi chiamo Martina e ho 23 anni mi è stata diagnosticata la fobia sociale un anno fa.. e dopo diverse sedute da uno psicologo la situazione non è cambiata ho un lavoro che non mi appaga, sul posto di lavoro sto male.. tanto che a volte ho bisogno proprio di prendermi un giorno di respiro (dove riesco anche a stare in pace da sola), vorrei tanto cambiarlo se non avessi questa ansia che mi blocca. Ho tante idee che si smontano non appena arriva nella mia testa un problema di qualsiasi tipo.. vorrei provare ad andare in palestra da sola, cercare di non dipendere e soprattuto di non affezionarmi C’è tanta voglia ma allo stesso tempo sono bloccata dal non riuscire a fare, e questo mi fa star male Non so da dove dovrei iniziare
  22. Buongiorno.. e che lo sia davvero! sono un ragazzo, ormai adulto, di 38 anni che soffre di ansia e depressione dovute all'attività lavorativa che svolge. E' un'attività che ho sempre svolto malvolentieri, che mi insegue anche nei giorni e negli orari non lavorativi e turba h24 la mia serenità. Svolgo questa attività da più di 7 anni, con grande fatica, stando in ufficio almeno 8 ore al giorno... lavorandone però solo 2-3.. sono diventato un procrastinatore seriale... non riesco a lavorare... e ciò sta portando ulteriori difficoltà e al moltiplicarsi dell'ansia di fare "casino"... Faccio l'amministratore di condomini. Ma non sono un amministratore di condomini. Non riesco a mollare l'attività poichè non trovo un'alternativa e non ritengo possibile rimanere senza un'entrata economica dopo che mi son sposato ed ora sono anche padre da pochi mesi. In passato son sempre riuscito a "scamparla" arrivandoci con la forza dei nervi. Ora mi sto proprio lasciando andare in caduta libera. Ho paura del burn out, del non ritorno... di fallire con l'attività... e di conseguenza di perdere la mia famiglia. Non riesco a trovare motivazioni per combattere, neanche mio figlio riesce a darmi quella marcia in più di cui avrei bisogno. Ho coinvolto mia moglie in questo mio disagio che però non percepisce pericoloso e tossico così come lo vivo perennemente. Son sempre riuscito con la forza a non influenzare il tempo passato in famiglia con le mie preoccupazioni ma ora non ci riesco più e i giorni di "festa" li vivo spesso in piena apatia... con l'ansia del lunedì. Non ho la forza di chiudere questa esperienza di fallimento ed intraprenderne una nuova. Per questo chiedo aiuto. Grazie per l'attenzione
  23. io ho perso il ragazzo con cui sono stata felice a causa mia. Aveva bisogno di star tranquillo per risolvere alcune sue problematiche che gli impedivano di vivere serenamente. E' un ex, ci stavamo rifrequentando cercando di conoscerci meglio. Aveva accettato di rivedermi nonostante la sua situazione psicologica. L'unica cosa che mi chiedeva era di ripartire con calma, senza ansie perchè psicologicamente non riusciva a reggere. Bene, ho trasformato una situazione difficile ma comprensibile ed affrontabile in un incubo. L'ho esasperato, gli sono stata addosso come non mai a causa di mie insicurezze, l'ho assillato con domande e controlli. Per un pò ha cercato, per quanto possibile di tranquillizzarmi, ma alla fine, l'ho perso. Non vuole più sentirmi, ho peggiorato la sua situazione. Gli creo ansia. Sono stata un'egoista, non sono stata in grado di stargli vicino. Ho accettato la realtà e la vivo malissimo. Non me lo perdonerò mai.
  24. Certo che puoi comprare direttamente le lenti in un centro ottico, mica ti mandano i carabinieri a casa per avvertire i tuoi... Però dovresti cominciare a capire che scappare e nasconderti non è il modo migliore per affrontare i problemi ( oggi gli occhiali, domani un'altra cosa ). La tua famiglia non è un qualcosa da cui ti devi difendere, ma, al contrario, un sostegno indispensabile per la tua crescita.
  25. Se hai un lavoro, e quindi un reddito, a 27 anni hai il sacrosanto diritto di "uscire dal nido". Magari, la soluzione ideale sarebbe avere una amica/collega con cui dividere un appartamento: questo da un lato ti permetterebbe di dividere anche le spese e dall'altro tranquillizzerebbe in parte pure i tuoi perché saprebbero che non sei completamente da sola.
  26. A me sembra che non sia solo un problema di difficoltà nei rapporti sessuali, ma proprio un problema di sussistenza della coppia. Sei sicura che valga la pena mantenere in vita una storia che mi sembra non abbia più molto da dire?
  27. Ciao a tutti, Sono a letto da sola e come al solito non riesco a prendere sonno. Il mio compagno, come lo scorso sabato, è ad una festa con i suoi amici e so già che tornerà a casa alticcio, per non dire sbronzo, con un alito agghiacciante e per non sentirlo russare mi toccherà andare a dormire sul divano. Questo prologo solo per introdurre il fatto che da più di un mese non ci sfioriamo neanche. Stiamo insieme da tre anni e da due conviviamo. Lui non è mai stato un fenomeno di altruismo a letto e, mentre all'inizio sono stata molto paziente e ho ritenuto opportuno dargli tempo per migliorare, adesso sono veramente stanca. Gliene ho parlato in tutti i modi, per mesi ho fatto di tutto per tenere viva la passione, sono sempre stata molto fantasiosa, non ho nessun limite o tabù su quello che si può fare a letto quando c'è intesa. Ma è arrivato ormai il momento di ammettere che tra di noi l'intesa non c'è. Lui è completamente disinteressato, almeno sembra, al fatto che io raggiunga l'orgasmo. Il rapporto classico tra noi, finché si faceva, era sesso orale io a lui, poi subito penetrazione e al massimo 5 minuti di rapporto. Sempre al sabato o alla domenica mattina. Sempre a letto. Lui non mi tocca, non fa sesso orale perché dice che non gli piace, non ha un minimo di fantasia. Nemmeno mi bacia con la lingua perché, a suo dire, non è una cosa che gli viene spontanea. Parlarne ha peggiorato solo le cose perché lui si è chiuso a riccio ed evita l'argomento come la peste. Se provo ad affrontare la cosa io, lui scarica la responsabilità su di me perché non accetta di mettersi in discussione o di dover cambiare il suo modo di fare. Per lui in pratica il problema sono io che ho perso l'interesse e che non mi faccio andar bene le cose. Sinceramente non so più che pesci prendere. Consigli? Grazie ❤
  28. Ciao a tutti! Vorrei chiedere un consiglio per capire come rapportarsi in famiglia: sono la primogenita in una famiglia numerosa e vivo ancora in casa con loro. Sono la pecora nera, paragonata sempre alle mie sorelle (in campo comportamentale, hobbistico e affettivo); semplicemente, non sono accettata per come sono. Di questa cosa mi sono accorta già da tempo, ma non gli ho dato mai importanza. Ora, all'età di 27 anni, con un lavoro e il forte desiderio di avere un luogo mio (ed un domani, mettere su famiglia), questa mancanza sta fortemente uscendo fuori, manifestandosi con nervoso (da parte mia) e risposte a tono (da parte di mia madre). Ho provato a sollevare il problema, a far capire che vorrei se non essere accettata e appoggiata, almeno non affondata o trattata come una bambina incapace di ragionare. La risposta è stata completamente negativa. Oggi questo discorso è uscito anche con una mia sorella, a casa per la pausa universitaria. Lei dice che dopo le nostre discussioni, una volta mamma le ha detto che non si sente apprezzata per quello che fa. Premetto che questo discorso è stato affrontato anche con mia madre ma senza esito, in quanto il mio desiderio di "lasciare il nido" non è una mancanza di apprezzamento nei suoi confronti. E per lasciare il nido e sistemare casa, da sola non posso, stando al suo ragionamento... Se avessi un uomo potrei. E così, ora mi trovo qua a scrivere chiedendo a voi un consiglio su come comportarmi e sull'atteggiamento migliore da tenere. Ringrazio in anticipo a chi risponderà
  29. Vincent93

    Voglio morire

    Ciao a tutti, sono nuovo... Sono un ragazzo di 26 anni, che a quanto pare piace alle ragazze, anche se non sono altissimo, né muscoloso, ma in compenso sono molto intelligente. Potrei scrivere un libro sul perché sono stanco di tutto e vorrei farla finita, ma scriverò le cose più rilevanti... Ho un rapporto pessimo con i miei genitori, se ne fregano di ogni cosa, anche quando mi vedono triste come se avessi visto la morte in faccia, sono solo capaci a rompermi le scatole, e questo non fa altro che far aumentare la mia rabbia che cova dentro me; sono sempre solo, non ho amici, e per questo ho trascorso l'intera estate chiuso in casa, buttato nel mio letto a cercare d'ammazzare il tempo con il telefono, anche se questa situazione cambierà appena non appena apriranno le scuole, perché frequento un corso serale. Alla mia età non sono ancora riuscito ad avere una macchina, e questo mi crea non pochi problemi, dal lavoro, allo spostarmi in generale, al pensare che quella ipotetica ragazza che mi piace, possa preferire un altro piuttosto che me, perché lui, a differenza mia, può portarla al cinema o da qualche altra parte, e ovviamente in tutto questo i miei se ne fregano, e tutto ciò mi pesa molto. Ho molti rimpianti della mia infanzia, perché ho trascorso la mia adolescenza da depresso: non avevo amici, stavo tutto il tempo davanti alla play e dai 17 anni in su anche al pc e scambiavo la notte con il giorno, perché avevo delle fragilità psicologiche che quasi mi costringevano a stare in casa, mentre tutti gli altri ragazzi della mia età si realizzavano, studiando, ed io, ogni mattina, prima di andarmene al letto, sfinito dalla nottata trascorsa al pc o alla play, li guardavo dalla finestra di casa mia, mentre salivano sul treno per recarsi a scuola, ecco perché a 26 ancora frequento un corso serale. Ho tantissimi rimpianti e pentimenti sul mio passato, rimpianti e pentimenti che ogni giorno della mia vita pesano sempre più, come un grosso macigno sulla schiena, che nascondo banalmente con un sorriso... Non ho mai avuto un rapporto sessuale completo, e ciò mi pesa davvero tanto, perché anch'io vorrei poter avere una relazione stabile e duratura, dove oltre ad avere un normale rapporto sessuale, vorrei vivermi la vita con la mia ragazza. Tante volte penso che morirò senza mai aver avuto un rapporto sessuale completo, lo so, è banale, ma ci penso sempre... Come se non bastasse, da qualche giorno sto davvero, davvero male, perché a causa dei genitori della mia ragazza, non la sento da quasi una settimana e il non sapere se sta solo aspettando che le acque si calmino per cercarmi o non mi vuole più, mi manda in collera, per questo faccio appena un pasto in tutto il giorno, sto perennemente buttato sul letto, piango in sogno e tanto altro. Mi sento solo, mi sento come se nessuno mi sopportasse, come se non andassi bene a nessuno, come se non facessi parte di questa società, ecco perché dormo il giorno e sto sveglio la notte, ecco perché sto sempre giù, ecco perché credo sempre di meno sull'umanità, ecco perché piano piano mi sto spegnendo, ecco perché sono quasi apatico, ecco perché preferirei dormire, dormire e dormire, ecco perché vorrei farla finita... Non riesco a vedermi in un normale futuro con una compagnia, ma da solo, schiavo della solitudine e in grossi problemi economici. L'unico modo che uso per evadere da tutto questo è il porno, per quei pochi minuti riesce a farmi distrarre, ma non sapete quanto vorrei poter fare l'amore con una ragazza vera...
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