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  1. Ieri
  2. Se hai paura di quel che penserebbero i professori, pensa a tutte le persone intorno a te, non hai mai conosciuto studenti più vecchi di te? Magari sui trent’anni o quaranta? A chi importa la tua età? Chi ti conosce davvero? Di certo non un professore che ti vede una volta per fare esame. Non fossilizzarti su quello che potrebbero pensare gli altri, anche i più critici sono da ignorare, perché non ti conoscono e vali più degli anni in cui ti prendi una stupida carta che certifichi le tue conoscenze. Fatti forza, so che non è facile, credimi, lo capisco e ti sono vicina. Ma pensa a quel che vuoi, se desideri continuare, mettici tutta te stessa e fallo per te. Non per uno stupido voto, ma per la tua conoscenza, per il tuo futuro, per quel che desideri diventare. In bocca al lupo per qualsiasi cosa. Te lo auguro di tutto cuore.
  3. Ti prego, pensa a te stessa. Pensa a crearti una stabilità economica tutta tua, per non dipendere mai da nessun altro se non te. Credo sia piuttosto chiaro che il vostro rapporto sia strettamente passionale, intenso ma forse poco profondo. State bene e male separati, ma forse è il caso di sopportare un po' di dolore per ritrovare la tua libertà? che ne pensi? Mi dispiace ti senta in questo modo. Ma se non stai realmente bene con tutta questa situazione, trova il modo di uscirne. Sono del parere che non bisogni mai rinunciare al proprio bene, qualsiasi cosa voglia significare, anche voltare le spalle a chi ci vuole bene, non possiamo farci nulla, la verità è il miglior segno di rispetto nei confronti di chi abbiamo davanti, chiunque questo sia. Non credo ci sia nulla di male nell'aver una relazione aperta, o con qualcuno di più grande o con figli, ma questo va bene quando stai bene in prima persona, se tutte queste dinamiche possono farti soffrire anche solo un minimo allora devi lasciar andare questo rapporto, perché forse rischia di diventare tossico. Un giorno potrebbe voltarti le spalle e farti andare via, quando davvero non avrai più chance di farcela da sola ed autosostenerti. Adesso puoi fare ed avere tutto ciò che desideri. Non rinunciare alle tue necessità soggettive.
  4. Secondo me sei una persona forte, ci vuole coraggio a capire cos'è che ci fa paura ed il perché. Credo possa aiutarti riprendere la consulenza, non avendo altri con cui sentirti a tuo agio pienamente per parlare del macigno che senti dentro, ma ti consiglierei di tutto cuore di iniziare con qualcuno online piuttosto che in qualche studio di persona per sentirti più al sicuro, ci sono diverse compagnie molto affidabili, che ti permettono anche ti provare con un colloquio iniziale prima di pagare la consulenza. Compilando dei questionari iniziali il tuo profilo viene definito sempre più nel dettaglio e successivamente vieni direzionato ad un esperto che potrebbe essere più affine con te stessa. Potrebbe funzionare magari, te lo auguro davvero. Se posso essere sincera con te, non capisco il senso di molte cose in questo folle, folle mondo. Ma non credo tu abbia qualcosa che non vada, e mi dispiace che sia così sensibile da non riuscire a vedere che da sola puoi vivere benissimo, con ciò non fraintendermi, non nego che i rapporti sociali siano importanti. Credo solo che tu non sia riuscita a trovare le persone giuste per te, ed a volte è meglio aspettare piuttosto che farsi andare bene quello che ci capita. Sono convinta che comprendere questo possa esserti ulteriormente di aiuto, ma capisco non sia facile. Nonostante tutto, non sei sola. E' pieno di persone splendide come te che aspettano di essere solo conosciute. E se senti di esser troppo "vecchia" e di esserti persa la vita fino ad adesso, ricorda che hai solo ventidue anni, studiare è importante, capire chi sei è importante. Focalizzati su te stessa prima che sugli altri. C'è sempre tempo per iniziare e provare qualsiasi cosa.
  5. Ultima settimana
  6. Mi dispiace immensamente per questo tuo sentimento. Non credo assolutamente tu abbia qualcosa di sbagliato, e forse dovresti iniziare a convincertene. So quanto sia difficile e all'apparenza impossibile. Ma la tua vita dipende solo da te, soprattutto avendo la fortuna di esser riuscito, in un mondo come quello odierno a raggiungere una stabilità che ti permetta di non farti mancare economicamente nulla. Questa situazione tuttavia credo che ti abbia portato a riflettere eccessivamente su quella che è la tua relazione. Le tue insicurezze sicuramente nascono da dei traumi infantili che sicuramente non sono facili da sconfiggere, ma in questi casi penso sia necessario imparare a conviverci, non smettendo mai di pensare che non è una tua colpa, non scegliamo di nascere, da chi o dove. Siamo quel che siamo anche grazie alle nostre scelte, ma è un privilegio aver il permesso di scelta. Forse sto andando un po' fuori tema, mi dispiace, spero comunque che il messaggio che voglio darti ti risulti chiaro: Non c'è un modo di risolvere in maniera assoluta le cose (ogni cosa), devi lavorarci pian piano, e devi sfogarti con la tua compagna, aprendoti esattamente come ti sei aperto qui, senza accusarla di alcunché o facendole alcun interrogatorio. Se state insieme è perché ti ha scelto, e se le cose dovessero mai finire, un altro uomo per lei o un'altra donna per te non sarebbero mai il motivo della separazione ma solo l'ennesima conferma che sia tutto finito. Perché per mettere gli occhi su qualcun altro ed abbandonarvisi significa non avere un porto sicuro al ritorno dal proprio partner "ufficiale". Capisco anche che l'umanità abbia una natura poliamorosa in verità, che ci stimoli il nuovo, il proibito, altre persone, tuttavia in un rapporto così duraturo e senza incomprensioni come il vostro c'è fiducia, e se lei volesse una relazione differente, magari aperta, penso che te ne parlerebbe o che te ne avrebbe parlato in passato. Dopo dieci anni c'è quella confidenza tale da poter parlare di qualsiasi cosa. Credi in te stesso. Non hai nulla che non vada. Sarai figlio dei tuoi genitori, ma non sei loro, non lasciarti influenzare da ciò che ti hanno costretto a vivere. Prendi respiro e ricomincia dai loro errori, tu per primo conosci le conseguenze a cui portano. Sii forte. Non sei solo.
  7. Laura2607

    Riprendere la terapia?

    Ciao a tutti!Sono una ragazza di 22 anni, ho sofferto di attacchi di panico per molti anni. Sono iniziati all’età di 11 anni e non so per quale motivo. Mia madre decise di portarmi da una psicologa ma io non parlavo, passavamo l’ora in silenzio e quindi dopo due incontri la psicologa decise di sospendere, ci riprovai dopo qualche anno con un’altra psicologa ma il finale fu lo stesso.All’ età di 16/17 anni, dopo un forte attacco di panico, fui io a chiedere a mia madre di andare in terapia.Anche con questa volta non riuscivo a parlare ma lui non mi chiuse la porta in faccia dopo 2 sedute, andammo avanti per parecchio tempo, voleva davvero aiutarmi.Le sedute erano monologhi, lui mi parlava e io ascoltavo, provava a farmi delle domande ma io niente, non riuscivo a rispondere a domande che riguardassero la mia sfera personale, le uniche domande a cui rispondevo riguardavano la scuola. Pensavo che la terapia avrebbe dovuto farmi stare meglio, invece uscivo di lì ogni volta peggio.Dopo 1 anno circa ho deciso di non andare più.Per alcuni anni ho visto questa scelta come un fallimento, sentivo di aver perso del tempo e di aver fatto perdere dei soldi ai miei genitori. Provavo rabbia, ero arrabbiata col mondo intero e soprattutto con lo psicologo perché le cose che mi avevano detto mi risuonavano in testa continuamente anche se ormai non ci vedevamo più.Da un po' di tempo gli attacchi di panico sono spariti e non mi capita più di svegliarmi nel cuore della notte perché sento la tachicardia. Questo è quello che pensavo di voler ottenere con la terapia, ma invece ho capito che l’ultimo psicologo aveva ragione, il problema non era l’ansia, il problema era il fatto che io non fossi felice e che non riuscissi a parlare con nessuno.Aveva ragione, sono sola e non sono felice, la mia vita è fatta solo di studio. Non ho delle vere amiche, non ho mai avuto un fidanzato, non ho una persona con cui confidarmi… Ho pensato che gli attacchi di panico siano spariti proprio perché ho preso consapevolezza delle cose che mi diceva quando andavo in terapia.Oggi ho capito che a 17 anni avevo paura, avevo paura di trovarmi sola e senza amici e di scoprire di essere fuori di testa, avevo paura di quello che potevo scoprire di me stessa se mi fossi guardata dentro. Davo la colpa allo psicologo come se ciò che veniva fuori dalla terapia era colpa dell’analisi ma la verità è che quei problemi erano già dentro di me e io avevo soltanto paura di vederli.A volte sento il bisogno di tornare da lui e provare a dirgli queste cose, da troppo tempo aspetto che le cose cambino ma non cambiano mai, a volte penso che per far cambiare le cose debba partire proprio dal parlare con qualcuno e per questo vorrei ricominciare.Però ho paura che la storia si ripeta per l’ennesima volta, spesso arrivavo in terapia che avevo tantissime cose da dire e invece niente mi bloccavo. So che sarebbe così anche se decidessi di tornare, quando ho davanti qualcuno non riesco a parlare di me. Forse perché mi vergono, a volte mi chiedo come si faccia ad avere una vita così a 22 anni, sempre a casa e senza mai aver avuto un fidanzato.Cosa mi consigliate?
  8. Buongiorno. Lui è molto più grande di me, da qualche messe vivo praticamente acasa sua, con la mia chiave e le mie cose in bagno. Lui separato con i figli già grandi. L’altra settimana ho scoperto che ha iniziato a corteggiare un’altra donna. Due cene in ristoranti di lusso, rosse. Tra di noi non ci sono stati problemi grossi , apparte qualche scenata di gelosia mia dovuta alla ingerenza continua delle sue ex. Lui è molto molto aggiato quindi è molto cercato da donne di poca sostanza. Quando ho saputo del nuovo corteggiamento mi è cascato il mondo addosso. Sapevo che non mi amava ma la speranza che potrebbe cambiare idea mi ha sempre fatta andare avanti in questa pazzia. Adesso capisco che tutto ciò non capiterà mai. Non abbiamo mai ufficializzato il nostro rapporto, non ne abbiamo parlato della natura di questa relazione ma pensai che tutte le sue attenzioni, la sua presenza, la sua cura nei miei confronti fosse qualcosa di più. Abbiamo discusso e lui vedendo quanto stessi male cerco di tranquillizzarmi. Mi scrisse il giorno dopo dicendomi che sta bene con me ma lui nei rapporti è irrequieto e curioso e che la nuova donna è pura curiosità. Che non vuole un’altra storia adesso perché in primis ci sono io, che dovrei pensare alla differenza d’età e che dovrei farmi una famiglia un giorno ma non con lui perché il suo l’ha già dato, che per me lui c’è e che mi aiuta e che mi vuole tanto bene. Cercai di andarmene ma lui mi fermo . Fu lui sempre a cercarmi nella giornata dopo ed anche serata ed a preoccuparsi del perché non ero già rientrata quando lui arrivò acasa . Io dipendo da lui al momento, emotivamente ed anche economicamente . Senza sto male. Ho sempre avuto rapporti di dipendenza emotiva ed adesso mi sento intrappolata. Non so cosa fare, non so come comportarmi, l’idea che potrei perderlo mi fa star male a tal punto di pensare di accettare il fatto che lui va a frequentare altre donne. Sto andando in tilt. Vi prego aiutatemi.
  9. Buongiorno, scrivo un sunto del tutto:ho 29 anni, sono fuoricorso da 5 anni, a giurisprudenza...Non sono mai stata bocciata agli esami, ma non ho più studiato, non ho più avuto stimoli obiettivi nè voglia dal 2° anno in cui ho dovuto affrontare vari problemi personali anche di salute, da lì ho iniziato a bloccarmi, prima dando poche materie in un anno, per poi darne una, e così via sino ad arrivare a non fare più nulla.Vorrei darmi una smossa ma mi sento bloccata a livello psicologico, penso ai prof che vedrebbero che al 5° anno fuori corso devo ancora sostenere materie del 2° anno, provo vergogna e sono intimorita da questi giudizi, quindi mi blocco e non ho stimoli per presentarmi agli esami, e forse neanche per studiare.. penso di essere troppo grande, penso non troverei lavoro, penso che non mi realizzerei proprio perchè già quasi trent'enne...vorrei tanto ritrovare gli stimoli, perchè vorrei avere un bel lavoro, magari non da avvocato o notaio, ma un lavoro soddisfacente che mi dia una vita "tranquilla".. voglio a tutti i costi essere indipendente economicamente, non sono una di quelle che vorrebbe sposarsi e fare casalinga e mamma, vorrei una vita mia, anche per una questione di orgoglio personale e per non dare delusione ulteriore alla mia famiglia, già delusa per i miei insuccessi.. Ho sempre voluto e pensato ad una vita in carriera, è ciò che ho sempre sognato, ma ora mi sembra tutto sfumato e mi sento una vera fallita.. Capisco il mio sia un problema psicologico e non so come affrontarlo nè come superarlo..
  10. giuliasofia21

    presentazione

    Ciao, sono Giulia e mi sono appena iscritta, un saluto a tutti
  11. Buongiorno a tutti, chiedo il vostro supporto perchè non so più cosa fare. Il prossimo passo sarà la consulenza psicologica di un professionista. Cercherò di essere, per quanto possibile, il più breve e chiaro possibile. Sono un insicuro, da sempre. Cresciuto in una famiglia dove venivano stimolate più le ansie delle cose piacevoli, una madre completamente incapace di amare che ha fatto fare per 25 anni una vita di inferno a noi e mio padre, accusandolo di ogni tipo di relazione extraconiugale (sempre infondate). Ho sviluppato, durante tutta la mia infanzia, un senso di insicurezza gigantesco, sempre a cercare l'approvazione da qualcuno che mai arrivava, anzi. Sempre critiche e insulti, se i compiti erano sbagliati erano botte, se portavo a casa una nota erano botte. Mi sono ritrovato a sviluppare un senso autocritico gigantesco, capace di punirmi ogni qualvolta senta di aver sbagliato qualcosa o deluso qualcuno (spesso con ansie e privandomi del cibo). Inoltre venivo coinvolto nei litigi dei miei, a 10 anni venivo svegliato per andare con loro in salotto, ascoltare le ragioni di entrambi e stabilire il verdetto. Così da sempre, fino al loro divorzio, avvenuto per me in età ormai matura (18 anni). Ne deriva che tutto questo si è ribaltato sulla mia vita sentimentale. Non sono in grado di fidarmi dell'altra persona, temo che chiunque là fuori viva per farmi del male. Non riesco ad abbandonarmi al sentimento, non riesco a concepire la condizione di "amore incondizionato" anzi, vivo di paranoie, di ansie. Devo avere tutto sotto controllo, devo avere continue conferme che per l'altra persona sia tutto ok, che non sia arrabbiata con me o in qualche modo delusa. Perchè se è arrabbiata con me o delusa certo mi lascerà per un altro. Se in casa, per mille motivi, sbaglio qualcosa e la mia compagna (molto attenta all'ordine e alla pulizia) si arrabbia e mi "sgrida" ecco che cado nel vortice del senso di colpa e della punizione. Entrambi abbiamo cambiato contemporaneamente lavoro e le nostre vite si sono stravolte, in meglio certo, finalmente la tanto desiderata stabilità economica che però mi ha portato ad una instabilità emotiva senza precedenti. Stiamo insieme da quasi 10 anni, conviviamo da quasi altrettanti, mai avuto problemi di sorta se non i classici problemi di coppia, mai un dubbio, mai un sospetto. Ora, ripeto, con i nuovi lavori abbiamo trovato due situazioni diametralmente opposte: io in un ambiente più sereno rispetto al precedente ma molto poco stimolante, colleghi collaborativi ma freddi e distaccati, e lavori da fare che molte volte mi risultano difficili e che, per paura di sbagliare, comincio al solito a sgridarmi e punirmi per non essere in grado o fare abbastanza. Lei ambiente giovane, dinamico, colleghi giovani e simpatici, perlopiù maschi, con alcuni dei quali, specialmente uno, si è creato un rapporto di complicità che mi infastidisce. Ovviamente lei nega qualunque coinvolgimento sentimentale, ma io non le credo. Ed eccomi trasformato in un detective, cerco messaggi, chiamate, stalkero pagine dei social in cerca della prova definitiva del tradimento, che non c'è. Vivo male con lei, ogni volta che mi parla di sto tizio sbotto, mi chiudo, comincio a piangere. Esco letteralmente di testa. Vivo un complesso di inferiorità nei confronti di questo signore, che vedo come più simpatico e spigliato, più leggero, mentre io sono il compagno, la routine, l'abitudine. Lei, dopo mesi così, giustamente mi dice che non sa più cosa fare per farmi capire che non c'è nulla, che è stanca e che è tutto nella mia testa. So che è così. Ma non riesco, da ormai 6 mesi, a far passare questo senso di ansia perenne con cui convivo dalla sveglia alla messa a letto. Non voglio rovinare tutto ed ho bisogno di una mano. Grazie
  12. Salve, sono una studentessa fuori sede , e vivo con le mie quattro coinquiline di cui una ha deciso all'ultimo momento di cambiare casa e quindi io e le altre ci siamo impegnate per trovare una sostituta, così abbiamo scritto un annuncio e tra le tante ragazze interessate solo un paio ci danno la disponibilità immediata. Ci siamo viste tutte e 5 per conoscerci e accordarci concludendo la pratica. Già da questo primo incontro erano emerse determinate sue caratteristiche , ovvero sottolinea spesso di essere introversa, con pochissimi contatti, che evita il contatto con la gente ecc.. ecc. Questo però non ha influenzato la nostra scelta. Appena arrivata in casa con i bagagli, si è mostrata si seria, ma tutt'altro che introversa : molto amichevole, parla molto di sé e dei suoi fatti personali e ama raccontare cose in generale. Il giorno dopo il suo arrivo , è il mio compleanno e decido di invitarla anche se di fatto, non la conosco. Lei mi chiede il perché di questo invito e io le rispondo che mi avrebbe fatto piacere. Ci metto un po' a convincerla perché inizia a farmi discorsi del tipo: '' Non so se venire perché ho paura di sentirmi esclusa, sono introversa, ho difficoltà a parlare con altre persone ecc''. Ci avviamo io e lei verso questo bar dove avrei festeggiato il compleanno e nel tragitto abbiamo un po' parlato per conoscerci. Più che altro ha parlato lei. Benché fosse la prima volta in assoluto che parlavamo ( era arrivata da appena un giorno e non avevamo avuto occasione di conoscerci perché lei se ne è andata subito a dormire ) mi ha detto molte cose di sé, rendendo i suoi discorsi un po' incoerenti tra loro. Da: '' Io sono una ragazza chiusa, ho difficoltà ad aprirmi…..'' è arrivata a parlare de significato dei suoi tatuaggi o del suo rapporto con la famiglia e della sua vita in generale. Insomma, mi è sembrato un po' strano che una persona che diceva di essere chiusa, inserisca nel discorso cose o fatti che fanno pensare tutto il contrario. Comunque, arriviamo in questo bar e ci troviamo con gli altri invitati. La situazione è piacevole, lei ha parlato quasi tutta la sera con dei miei amici (alla faccia della chiusura!) e io mi sono sentita sollevata perché avevo paura di escluderla. Nel mezzo della serata mi ha anche regalato un suo anello significativo in segno di ''amicizia', dicendomi che con me si trovava molto bene. Fin qui tutto ok. Passa qualche giorno. Lei entra in camera mia dicendomi che la ex coinquilina che aveva sostituito, le ha chiesto di fare un aperitivo per poi andare in agenzia immobiliare per sistemare le ultime scartoffie del trasferimento, chiedendomi anche il il perché di questo aperitivo. Io le rispondo che è un'ottima occasione per parlare e conoscere qualcuno, infatti lei accetta. Premessa: Con la mia vecchia coinquilina ( tale Giulia) non abbiamo avuto un gran rapporto, ci siamo scontrate più volte. Un po' per i suoi modi di fare schizzinosi un pò per il suo approccio con gli altri e con l'ambiente. Ero sicura di starle antipatica. A dire il vero, non è che ci piacesse molto ma comunque ci siamo salutate con la massima tranquillità con l'intenzione di fare addirittura una cena di nuovo tutte insieme nella sua nuova casa. Insomma, dopo questo fatidico aperitivo mi chiede di accompagnarla a fare la spesa e mentre giriamo tra i reparti io le chiedo come era andato l'aperitivo con la mia vecchia coinquilina. Lei risponde che Giulia le ha parlato malissimo di me e delle altre coinquiline, riportando fatti negativi che sono accaduti o che erano soliti accadere in casa nostra, tra cui anche difetti di ognuna di noi , tipo essere disordinate , essere farle (cosa non vera) e tante altre cose sciocche che non sto ad elencare. Appena mi ha raccontato queste cose ci ho creduto subito e sinceramente non ci sono rimasta più di tanto scioccata, visto che Giulia per prima, non si è trovata bene in casa e comunque sapevo di non andarle a genio. Quindi il fatto di parlare male di noi, ci stava tutto, anche se, non la facevo così sciocca da raccontare tali cose a una ragazza nuova che avrebbe preso il suo posto di lì a poco. La sera stessa decidiamo di raccontare l'accaduto anche alle altre coinquiline. Che si arrabbiano abbastanza dal momento che alcune cose che sono state riportante non sono del tutto vere. La nuova coinquilina , non so perché , mi sembrava compiaciuta nel raccontare la situazione. Forse mi sbaglio. Ogni tanto se ne usciva con : '' Mi dispiace e non vorrei creare disagio tra voi per avervi raccontato tutto ciò he mi ha detto Giulia''. noi la rassicuravamo. Qualche giorno dopo,una delle ragazze decide di scrivere a Giulia chiedendole spiegazioni. Ovviamente Giulia smentisce il tutto, cosa normalissima, ce l'aspettavamo, così decide di scrivere a tutte noi, chiedendo un chiarimento e cercando di spiegarci che tutto quello che ci aveva riportato la nuova coinquilina erano falsità, o meglio, mezze verità un po' colorate e ampliate. Al che, Giulia scrive anche alla nuova coinquilina, continuando ad affermare che tutte quelle parole non erano uscite dalla sua bocca, ricevendo risposte del tipo: '' a me non importa nulla'' e '' non voglio avere a che fare con gente come te''. Quindi, la versione della nuova coinquilina è che , Giulia, ex coinquilina non soddisfatta della sua permanenza e delle coinquiline decide di sputtanarci e di raccontare tutte le ''cose negative'' che accadevano all'interno della casa, per farci un dispetto e per avvertirla dei possibili disagi che avrebbe dovuto affrontare. Ma lei è stata così intelligente da non crederle e da riferirci tutto. Versione di Giulia: Innanzitutto, è stata la nuova coinquilina che ha insistito di fare questo aperitivo insieme a Giulia, anche se lei ha detto il contrario, ovvero che Giulia ha insistito per vedersi. (cosa appurata, perché giulia mi ha mandato gli screen dei messaggi con lei) Nulla di ciò corrisponde al vero. Si, le ha parlato delle discussioni e delle cose sconvenienti riguardo la casa e gli spazi, ma solo perché la ragazza nuova glielo aveva chiesto e si era lamentata di alcune cose. Per il resto le ha parlato bene di noi e del fatto che le mancavamo come coinquiline. Morale della favola, Giulia sembra dire la verità, anche perché sono andata a parlarci io stessa faccia a faccia e sembrava molto sincera e la nuova ragazza si sarebbe inventata tutto,ovvero che Giulia ha insistito per vedersi (gli screen dimostrano il contrario) e che le ha parlato male di noi per metterci in cattiva luce. In realtà pare sia successa la cosa opposta. Ma perché mai? Vorrei capire che tipo di persona è una che si inventa certe cose e a discapito di una persona che neanche conosce. Che senso ha? Qualcuno può spiegarmi lo scopo di questo atteggiamento? Perché se potrebbe adottarlo anche con noi la cosa mi preoccupa un po', anche perché dobbiamo conviverci. Perché dice di essere una persona chiusa e poi ti racconta morte e miracoli della sua vita ? Sarà forse una mitomane?....Magari è per questo che non ha amici , mi sembra strano… Vorrei capire che tipo di persona è per sapermi comportare nei suoi confronti e cercare di capire se è una persona cattiva che cova odio, o solo frutto di un condizionamento. Fatto sta, che ci sono le prove scritte (screen) che lei ha detto una bugia. Ora bisogna capirne lo scopo. Grazie in anticipo per tutte le vostre risposte...se ce ne saranno.
  13. Salve. In genere i test psicologici sono disponibili da Organizzazioni Speciali di Firenze e vengono venduti solo a psicologi. Cerca il loro sito su Google.
  14. Ravasio psico

    Test psicometrici

    Buongiorno. Sono una Psicologa di Bergamo. Volevo chiedere... È possibile noleggiare test psicometrici??? Dove posso reperire informazioni in merito??? Grazie. Elena
  15. hai sbagliato forum credo..per i racconti erotici prima porta a destra
  16. Salve a tutti sono un ragazzo di 22 anni e sono in una situazione di confusione, vi racconto un po' la situazione attuale sono fidanzato da quasi 4 anni e non capisco se quello che provo per lei é affetto o é amore ... Racconto un po' dicendo che si tratta della mia prima relazione seria iniziata a 18 anni per gioco, conosciuti e frequentati per due mesi mi sono innamorato di lei non per il suo corpo ma bensì per il suo comportamento , il sentirsi amato per la prima volta , i baci ovunque come i primi fidanzamenti adolescenziale diciamo ...conosciuti e frequentati per 2 mesi era il momento di ritornare in patria. Ero follemente perso e la voglia di rivederla era altissima... Non vi ho detto che si tratta di una relazione a distanza quindi potevamo vederci solo il weekend. I primi due anni devo dire che li abbiamo passati molto bene ,ci siamo conosciuti sempre di più e provo sempre un sentimento che mi piaceva , insomma adoravo stare insieme a lei e non potevo farne a meno. Dal terzo anno mi ero messo in testa che la distanza non era più cosa per me, questa sensazione era iniziata quando volevo capire come era vivere vicini, condividere quelle piccole cose ; in quel periodo vedevo molti miei amici che condividevano con la proprio/a lei o lui momenti o semplicemente anche andare a prendere un caffè insieme, e sentivo che a me questa cosa mancava molto. Non potevo quindi condividere con la mia ragazza tutto il tempo che desideravo ed era poco il tempo limitato , ecco cosa mi mancava . In quell anno ho conosciuto una ragazza senza che lei sapesse nulla, il fatto é che tra impegni e università e tutto la relazione era diventata fiacca , é vero che ero sempre contento di vederla ma non ero soddisfatto, non mi era concesso andarla a trovare durante la settimana così ho optato per altro (questo é un mio pensiero che avevo nella testa , ma non ero sicuro dei quello che stavo facendo ) insomma non stavo cercando una ltra ragazza, ma cercavo compagnia durante la settimana. Senza farlo apposta ho conosciuto questa ragazza, si é un é creata subito una amicizia anche se l' intento era quello di provarci un po' per gioco ( una sorta di flirt) continuando si é creata una forte amicizia. Ammetto che non stavo cercando un altra persona, la consideravo per lo più un amica ,però di fatto mi sentivo meglio con lei che con la mia ragazza. Mi spiego meglio la sentivo e la chiamavo tutti i giorni e parlavamo di qualsiasi cosa, siamo usciti anche più volte insieme per andare a prenderci un caffè o mangiare insieme ... Ho capito però che mi stavo troppo affezionando a lei e trascurando la mia ragazza, convinto che non fosse la cosa giusta e sentivo che anche se non c' era ancora qualcosa per la mia ragazza , avevo preso una scelta quella di chiudere i rapporti con questa amica, pensando che il problema fosse lei , che mi impediva di non amare a pieno la mia ragazza. Nei mesi successivi infatti ho ritrovato nuovamente quel sentimento che avevo per lei come nei primi mesi di fidanzamento.
  17. vi siete visti 3 volte in un anno..mi chiedo, la vostra conoscenza esattamente su cosa si basa?
  18. In precedenza
  19. Ciao ragazzi, sono una studentessa di psicologia al primo anno di magistrale (in neuroscienze e riabilitazione neuropsicologia a cesena) e mi stavo chiedendo se al termine del mio percorso per me sarà possibile accedere a un lavoro in ambito psicologico che non necessariamente sarà quello neuroscientifico o neuropsicologico... Mi rendo conto che per il primo serve un dottorato e x il Secondo una specializzazione (almeno x diventare formalmente neuropsicologo), ma nel caso io volessi qualcosa di diverso? A me piacerebbe l ambito forense e criminologo (solo che qui a Bologna non ci sono magistrali al riguardo e io ho avuto troppa paura di allontanarmi da cesena a causa di esperienze mie e ansie mie). Non sto dicendo di non essere contenta, neuro è sempre stata la mia intenzione, ma vorrei poi almeno seguire un percorso non strettamente clinico o in ambito di ricerca. Mi piacerebbe molto il master in psicopatologia e neuropsicologia forense a Padova... Ovviamente è un'idea ma secondo voi sarebbe possibile avendo la mia formazione? Scusate la lunghezza... Accetto qualsiasi critica e consiglio. .. Grazie in anticipo
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  24. Ciao, scrivo qui per esporre un problema che ormai va avanti da moltissimi mesi. Da un giorno all'altro ho iniziato ad avere forti sbandamenti e vertigini, a cui è seguito un forte attaco d'ansia o di panico che mi ha fatto correre all'ospedale. Qui, svolti tutti gli esami del caso non mi è stato diagnosticato nulla. Per sicurezza mi hanno fatto fare ulteriori analisi come ecocardiogramma, esami del sangue, della tiroide ecc. Tutto nella norma. Il problema è che queste sensazioni sono contunuate, mutando nel tempo. Essendo una persona molto, ma molto, ipocondriaca ho effettuato altri accertamenti - tac alla testa, ecc - e anche in questo caso tutto negativo, con i medici che in coro mi hanno ripetuto che si tratta di una grande forma di ansia e stress. In effetti il tutto è cominciato dopo un mese esatto dalla morte di un mio parente che amavo moltissimo, una morte inaspettata che mi ha causato grande dolore. In contemporanea si sono susseguiti - e continuano tutt'ora - diversi problemi legati al lavoro, dove mi sento frustrato e come "legato", impossibilitato nel migliorare la mia vita lavorativa. Come detto prima questi "sintomi" sono mutati nel tempo, se inizialmente erano giramenti e capogiri poi, complice l'ipocondria, si sono mutati in vari dolori qua e la per il petto, per la testa ecc, aumentando ancora di più la mia ansia e la mia paura di avere qualcosa. Ora sono in una fase in cui queste vertigini e senso di sbandamento sono diminuiti, scomparendo quasi del tutto, lasciando spazio però ad altri fenomeni. Credo si tratti per lo più di attacchi d'ansia o di panico: mentre sono - o almeno tento di esserlo - tranquillo e rilassato guardando un film, leggendo un libro, o facendo una passeggiata con li amici di colpo sento come un "flash" di improvvisa e immotivata paura, come una stretta allo stomaco, come un macigno che mi colpisce. La cosa dura un secondo, non di più, ma è come un fulmine a ciel sereno che arriva e non ti aspetti ma ti sconvolge. Questo mi accade diverse volte, con alcuni giorni dove di questi "attacchi" ne posso contare fino a una decina. Dopo un periodo in cui non ho avuto questi sintomi - non sapete che bello - essi sembrano essere tornati, portando con se anche degli attacchi di paura e ansia: quando mi succedono questi "flash" poi inizio a sentirmi spaventato, in ansia, il cuore batte più veloce, mi sembra di sentirmi male, di lasciarmi andare, e non riesco a calmarmi, ho paura di avere qualcosa e che io stia per avere un malore. Anche se provo a distendermi e a rilassarmi la sensazione, anche se attenuata, rimane e spesso mi tocca ricorrere allo Xanax, prescrittomi dal mio medico, per calmarmi, cosa che effettivamente avviene dopo una 20 di minuti dall'assunzione del farmaco. Dite che sia il caso che io mi rivolga a uno psicologo ? per farmi dare un aiuto per uscire da tutto questo. La mia grande paura data dall'ipocondria è che io abbia qualcosa al cuore. Ho fatto diverse visite ed esami e tutti sono risultati nella norma. Eppure la mia paura rimane: e se hanno sbagliato a fare l'esame ? e se non si sono accorti di qualcosa e invece ho un problema al cuore ? e se tutto questo stress mi sta facendo ammalare ? sono queste, e tante altre, le domande che mi porgo in continuazione, notte e giorno. So che non dovrei, e che dovrei dare fiducia a quello che mi hanno detto i medici, però la paura è tanta, anzi tantissima, e non riesco a calmarmi e a ficcarmi in testa che non ho nulla e sto bene. Non so se sia legato alla mia "fobia" per il cuore, ma il parente che è deceduto - anziano e malato da molto tempo - io sono convinto che sia venuto a mancare proprio per qualche problema legato al cuore. Magari è solo un caso, oppure è la mia mente che sta collegando le due cose, facendomi pensare che anche io, come lui, possa avere un problema simile.
  25. Marco87

    Burn out da lavoro autonomo

    Una cosa è certa: Svegliarsi la mattina per andare a svolgere un lavoro che non ti piace per nulla è veramente frustrante e odioso. Perché non cerchi un altro lavoro? Inizia a mandare cv in giro e vedi cosa succede. Non c’è niente di male e devi trovare la forza perchè altrimenti continuerai a trovarti in questa orrenda situazione: uno sforzo ora per una vita migliore poi.
  26. Marco87

    Cocaina e alcol

    Ciao, mi ritrovo a scrivere qui per raccontarvi la mia storia. Sono circa 12 anni che faccio uso di cocaina e alcool nel weekend. È nato come gioco con i miei amici e poi è diventata un abitudine fissa. ora sono stanco. Non voglio più fare queste cose ma purtroppo non è facile, soprattutto perché il mio problema è l’alcol: dopo che ingerisco una certa quantità di alcol parte la scintilla che mi porta alla ricerca della cocaina. dovrei quindi eliminare totalmente alcol ma non è facile, inizio sempre con degli ottimi propositi ma poi a causa sicuramente della mia debolezza ci ricasco e dinuovo tutto da capo. devo circondarmi di persone positive e buone ma al giorno d’oggi non è facile. aiuti o consigli da dare?
  27. Ciao a tutti! Premetto che io non Sono la classica "sfigata" (anche se è sbagliato etichettare le persone cosí) anzi devo dire che comunque Sono anche Bella dai. Il punto è che non mi piace uscire molto, cioè alcuni Della Mia età vanno in discoteca Al sabato sera fino alle 3 del mattino...ma, io mi chiedo che grande voglia hanno i loro genitori a venirli a prendere a quell'ora? Cioè, le loro esperienze potrebbero farle benissimo quando avranno la loro macchina...che senso ha andare in Disco e dare disturbo ai tuoi cosí da giovani? Anche a me piace la musica e uscire, ma non trovo necessario farlo tutte le sere. Anzi, non lo faccio quasi Mai. Ma io Alla fine sto bene cosí...cioè dopo una settimana stancante a scuola sinceramente io sto benissimo a casa a riposarmi e dormire. È cosí tanto strano? I rapporti umani e sociali Alla fine li ho a scuola, nell'autobus che uso per andare e tornare a scuola...non capisco coloro che dicono "la scuola ti toglie la Vita sociale": già solo che hai delle amiche e ci stai parlando, o che qualcuno ti presenta una persona cosí a caso è già vita sociale...o sbaglio? Cioè se non l'avessi non parlerei proprio con nessuno. Io alcuni miei coetanei non li capisco proprio. Poi boh anche a me piace festeggiare e ballare, ma sto benissimo anche senza. Se dovessi andare in Disco lo farei solo per rimorchiare. Voi che ne pensate?
  28. In questo periodo mi sta pesando molto questo argomento: una ragazza Bella è sempre popolare? Perchè cioè, io lo ammetto che Sono Bella (non voglio vantarmi assolutamente, se volete vi allego una foto), me lo dicono in molti, peró non Sono popolare. In realtà non so se il mio nome sia molto diffuso in giro, ma io ho poche amiche. Zero amici maschi. Ho molti conoscenti. Non vado in discoteca, non mi ubriaco, non fumo e non Sono "t****" come la maggior parte delle tipe. E non penso nemmeno di essere superficiale..anzi io a volte penso troppo, do troppa importanza alle cose e magari mi illudo pure. Peró Sono stra buona e gentile, anche se molti pensano che io me la tiri perchè sto sulle mie..ma in realtà è cosí solo perchè Sono riservata e un po' timida. Non ho molto tempo per uscire perchè devo studiare (faccio il linguistico) e appunto non vado in discoteca il sabato sera come molti. Mi apro solo con le persone con cui mi trovo bene, e Sono poche. Infatti non ho Mai avuto un fidanzato. Invece vedo che tutte le altre ragazze molto belle Sono amiche con tutti, se la tirano, vanno sempre in discoteca ecc...ma Sono io l'unica anormale? Ve lo chiedo perchè molti mi sottovalutano solo perchè Sono Bella e non faccio queste cose, tipo mi considerano "diversa" ? A me pesa molto questa cosa...che ne pensate?
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