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  1. Past hour
  2. Spesso mi tocca non esser me stessa. Qui tutti giudicano tante cose. Se esco con una giacca sciupata, se metto due calze di colore diverso,....senza trucco...stanno tutti attenti a queste cose stupide. Vorrei vivere in un posto dove non mi tocca stare sempre in tiro, manco se fossi a Milano sempre col tacco 12. Maledizione!
  3. Qualcuno di voi vuole scrivermi? Possibile che a nessuno piaccia parlare? 

  4. Vorrei capire una cosa. E' un effetto delle medicine che molta gente prende? E' uno stile di vita? E' il fatto di passare le nottate davanti la tv o a giocare? Ho notato che molte persone ( non mi riferisco a coloro che escono presto da casa per lavoro, compresa io) la mattina si svegliano tardi o tardissimo. Come mai? Io anche se ho un giorno di riposo sto sveglia al massimo alle 8-9 e mi attivo subito e faccio sempre qualcosa, dentro o fuori casa. Invece come mai tutte queste persone dormono fino all'ora di pranzo o addirittura fino al pomeriggio. Non sono mai stata una dormigliona io e al massimo la sera faccio mezzanotte, oppure anche se vado oltre, la mattina sto in piedi lo stesso ad una certa ora. Non so come si fa a dormire fino al pomeriggio. Forse sono certi farmaci che portano questa eccessiva sonnolenza?
  5. son stufa marcia di stare qui, di pensare a cosa fare o non fare, di pensare a come andare, di pensare a.....vorrei dormire come fa il mio gatto

  6. Yesterday
  7. Sono anni che non so più cosa voglia dire essere serena...mi sento sempre inadeguata in tutto quello che faccio. Ho un lavoro che mi fa sentire frustrata perché mi rendo sempre più conto che non sono brava a svolgerlo, anzi mi sembra di fare danni...inoltre ho due bambini, di cui uno autistico, quindi oltre allo stress di dovermi dividere tra lavoro e famiglia devo anche convivere con la sofferenza di avere un figlio con handicap. A volte penso di avere una maledizione addosso perché ho l'impressione che mi vada tutto storto! Vorrei tanto farla finita, ma so che non posso neanche pensarci perché ho due figli piccoli che hanno bisogno di me, o forse sono semplicemente troppo codarda per un passo del genere...scusate lo sfogo, ma la mia vita mi è sempre più insopportabile e mi sento sempre più senza via d'uscita. Sentivo il bisogno di sfogarmi, anche se so che nessuno mi può aiutare.
  8. Salve, mi è capitato di leggere un paio di volte che Jung ritenesse che l’uomo possa ‘aumentare’ il suo grado di coscienza. Che ne pensate? A me è un concetto che lascia perplesso, come se alcuni uomini possano elevarsi “biochimicamente” rispetto ad altri. Grazie...
  9. Una persona che va con prostitute e poi con una “amica” precauzioni i meno e pericolosa per se e soprattutto per gli altri.
  10. Buongiorno a tutti, scrivo qui perchè mi sento annegare. Sono separata da 6 mesi, dopo 2 anni di "separati in casa"; lui non ha mai fatto nè da padre, nè da marito, ma da quando finalmente è uscito dalla porta, faccio fatica ancora di più: abbiamo una figlia di 5 anni e mezzo, la cui gestione è sempre e solo stata mia, solo che adesso devo far fronte anche alle reazioni di lei se il padre non viene, al camminare sulle uova così che non percepisca troppo fastidio, al modo in cui comunicare certe cose per non minare la serenità del padre che altrimenti tende a "fare ripicche". Lavoro, sono pendolare, e sono STANCA. La parte peggiore di tutto questo è la mia reazione: grido, grido fortissimo davanti ai suoi capricci, perdo la pazienza dopo un po' che cerco di dirle le cose con calma, ma grido come una pazza. Ogni tanto scappa anche qualche sculacciata, di cui mi pento immediatamente, ma scappa. Vorrei solo trovare il modo di farmi ascoltare e soprattutto di gestire più serenamente questi momenti di follia e caos incontrollato. Grazie per i consigli che vorrete darmi
  11. Ciao sono Giulia di 45 anni e vorrei semplicemente chiedere se secondo voi è possibile disinnamora si, come dire, a comando. O meglio con un percorso terapeutico che miri a far crollare la stima dell'amato.....sono 10 anni che non me lo levò dalla testa.
  12. Ultima settimana
  13. Ciao a tutti, sono un ragazzo di 32 anni e da circa tre mesi sto vivendo un autentico incubo. Dal nulla, mentre mi trovavo in compagnia di amici ho iniziato a non stare bene: faticavo a concentrarmi, avevo la sensazione di "lasciarmi andare", di svenire, di cadere. Faticavo a rimanere concentrato e in generale mi sentivo in modo strano, come se avessi la testa vuota, leggera.Come se galleggiasse oltre che a strane sensazioni come se stessi vivendo un qualcosa di non vero, come in un videogioco. Da allora mi sono recato più volte al Pronto soccorso e ho svolto diversi esami: dall'ecocardiogramma alla TAC alla testa, passando per RX, esami del sangue, della tiroide, elettrocardiogramma ed consulto con un neurologo. Tutto negativo. I sintomi, però, continuano e tutti mi hanno indicato come possibile causa lo stress e l'ansia. Effettivamente tutto è iniziato dopo un periodo di forte stress a livello lavorativo - con diverse delusioni e arrabbiature - oltre che alla perdita di una persona a me cara che ho visto praticamente andarsene con i miei occhi. Sono una persona molto sensibile e anche molto ipocondriaca e in questi ormai tre mesi mi sono fatto mille film mentali su cosa potesse essere il problema. Nonostante i medici che mi hanno visitato mi abbiano detto che si tratta di puro stress io sono in ansia perenne, come un peso sullo stomaco, che mi fa sempre temere di avere qualcosa o di star male da un momento all'altro. Purtroppo questa situazione mi attanaglia per gran parte della giornata e non mi fa più vivere serenamente e non riesco a trovare una via di fuga da tutto questo. Ho notato questi sintomi accentuarsi in determinate condizioni come quando mi trovo in luoghi chiusi molto luminosi e con tanta gente - come un supermercato - o in luoghi chiusi e scuri come ristoranti e quant'altro - mentre sembrano diminuire e a volte sparire in ambienti aperti e luminosi come parchi e giardini o in giornate - rarissime ormai - dove mi sento particolarmente felice: i festeggiamenti del mio compleanno con tutta la famiglia, una bella gita fatta in compagnia di mia madre e dei miei cari ecc: tutte situazioni, a ben vedere, dove la mia mente è occupata da momenti felici e i pensieri non volano a questi strani sintomi. Come detto poco fa, infatti, le giornate felici per me ormai sono un lontano ricordo: la mia mente è perennemente fissata su questi sintomi e sulle possibili cause e quindi vivo sempre come se fossi in una gabbia. Da quando ho vissuto il lutto di quella persona cara, poi, ho notato che sono diventato quasi totalmente apatico: le volte che sorrido in una giornata sono rarissime o quasi nulle, non trovo più nulla che mi appassioni, che mi dia gioia. Il lavoro non mi da più stimoli, anzi, lo vivo come un fastidio. Addirittura poco tempo fa a livello lavorativo ci sono stati dei grossi errori - non da parte mai ma che comunque mi coinvolgono - che potrebbero avere grosse ripercussioni: un tempo sarei andato nel panico più totale, rimuginando sul da farsi, mentre ora il nulla più completo, come se non fosse accaduto niente, come se non mi interessasse: si può dire che il giorno dopo al "misfatto" mi ero già dimenticato di tutto. Come vedete la situazione e ingarbugliata e complessa, mi dareste qualche consiglio su come uscirne da tutto questo ?.
  14. Ospite

    Bugie

    Buongiorno a tutti, non so se questo è lo spazio giusto, ma vorrei parlare con qualcuno del fatto che dico bugie. Le dico per coprire le mie ansie, per risultare meglio rispetto a quello che sono e per giustificare il fatto che faccio ciò che voglio. Le dico al mio compagno. E vengo puntualmente beccata. Ho bisogno d'aiuto. Grazie
  15. Grazie per la tua risposta. È quello che farò. Puoi essere più chiaro in questa frase? occhio perchè a lungo andare manifestare sempre il bene come fate voi si trasforma, senza rendersene conto, in qualcosa di più.. Grazie
  16. Salve mi chiamo Andrea e ho 31 anni. Convivo da 6 anni con la mia fidanzata (29anni) che ha 2 bambine da una precedente relazione fatta di aggressioni sia fisiche che mentali esercitate dal suo ex. La sua infazia è stata disastrosa, una madre divorziata che l'ha portata in giro per il mondo cambiando casa e compagno di frequente e un padre che vive all'estero troppo buono per impartire regole di vita. Nonostante queste caratteristiche che non credo possano fare di un figlio di mafia, un mafioso, abbiamo passato i primi anni della nostra storia positivamente. L'ho presentata ai miei genitori ed è stata accettata, sia lei che le figlie, con tranquillità anche se i miei "abbastanza logicamente" avrebbero preferito un percorso differente. Si sono resi disponibili nell'aiutarci con le bambine nonostante mia madre avesse un lavoro mattiniero (4:30am), andando a prendere la piccina al nido alle 16:00. In un paio di volte ha avuto un colpo di sonno in macchina per la troppa stanchezza. Passavamo spesso a mangiare dai miei e la mia fidanzata ha sempre cercato di frequentarli. A distanza di 2 anni c.a. abbiamo deciso di acquistare casa e sono comparsi i primi schrezi: i miei genitori ci hanno dato dei soldi, io ne avevo da parte, un mutuo da stipulare, la mia fidanzata non aveva soldi. Ho pensato d'intestare al 100% a me, pensando di dare una forma di tutela a chi aveva investito e non rischiare problemi con riscossori, ma questo è stato visto come una mancanza di fiducia. Premetto che la mia fidanzata ha carattere estremamente determinato e quando si pone degli obiettivi difficilmente desiste fino a raggiungerli. Ha un uso straordinario delle proprie capacità psicologiche a volte rigirando i concetti che tentavo di esprimere come atti di una mia critica nei suoi confronti. La casa ora è al 50/50 e ho saputo che ad una cena con un amico, quando non ero presente, ha riferito che se l'avessi presa al 100% io, avrebbe preparato le valige. Il problema successivo è nato con i conti correnti, considerando fondamentale una garanzia di stabilità economica per la nuova famiglia che si era creata (era la prima volta che avevo figli, anche se non miei) ho pensato di mantenere tutto diviso aprendone uno insieme per far fronte alle spese. Preciso che la mia paura principale era equitalia. Da molti anni a questa parte il mio stipendio entra sul condiviso ma lei non percepisce reddito. Molte sere nei weekend andavamo in discoteca e le bimbe (4-8anni) restavano a casa da sole, le ho detto che mi creava problemi saperle senza di noi, ma ha risposto che aveva la necessità di rilassarsi ballando e di stare con me. Ho assecondato la sua richiesta. Ha avviato delle attività in proprio (nonostante fossi scettico) senza trarne un vero profitto e ho lasciato fare. E' stata all'estero per 1 mese per rinnovare della documentazione (potenzialmente si poteva fare dall'Italia) ma ho lasciato stare perchè ritenevo dovesse avere il proprio relax dopo un percorso di vita non proprio piacevole. Io e i miei genitori abbiamo accudito le bimbe. Mentre era via è stata invitata da mia sorella, con la quale ha instaurato un gran rapporto di amicizia, ad un'esperienza con i cani che la portava via per 1 settimana c.a. dopo solo 1 settimana dal suo rientro in Italia. Anche qui non mi sono opposto per le stesse motivazioni, nonostante non fossi contento per il troppo tempo passato distante da me e le bimbe. Mia sorella mi chiamò per capire se mi desse fastidio e le ho detto come la pensavo, nonostante questo chiese un parere anche a mio padre che rispose dicendo che se fosse andata con la mia fidanzata non ci avrebbe più tenuto le bambine (atto che disse poi di non aver intenzione di fare). Al rientro in Italia la mia fidanzata fece un casino perchè riteneva che la mia famiglia avesse deciso per noi (atto che ho rimproverato a mio padre nonostante capissi per quale motivo l'avesse fatto) e che mia madre l'abbia definita una cattiva mamma (l'ho rimproverata perchè non si dice). Da qui i rapporti tra loro e la mia fidanzata si sono deteriorati e per ogni occasione importante (Natale, Pasqua, ecc) non voleva vederli e nemmeno che andassi a trovarli. "Loro hanno sbagliato e loro vengono a chiedere scusa" a me diceva "se tu vai da loro vuol dire che non mi difendi e vuoi stare con loro invece che con me". I miei genitori ci hanno invitato a cena mandandomi un sms e la mia fidanzata non ha voluto andare perchè secondo lei avrebbero potuto scrivere a lei invece che a me. Durante queste tensioni ha detto che non voleva vedere i miei e non averci a che fare e se io fossi andato avrei mancato di rispetto a lei. Alla luce di questo ha accolto (anche se non condivisa) di fare una IVG su mia richiesta (nonostante io le abbia sempre manifestato la mia voglia di avere un figlio) perchè per me eravamo ancora nel pieno della ristrutturazione, condizioni economiche instabili, attriti non risolti con i miei genitori che si ripercuotevano su di noi (le ho ammesso di aver errato). Dopo 6 mesi ha aperto un suo bar, i miei genitori, nonostante ci fossero attriti, le hanno prestato soldi e lì ha conosciuto un uomo, padre di famiglia e fidanzato, che ha asserito che per lei avrebbe mollato tutto. Hanno iniziato a vedersi in orari lavorativi, io l'ho scoperto, ne ho parlato e ha detto che non ci ha fatto nulla ma che lui le ha promesso qualcosa che non vedeva in me: "farebbe di tutto per me". Io penso che se ti tengo le bimbe come fossero nostre qualcosa lo faccio per te... Dopo qualche settimana parla con questa persona e interrompe la frequentazione. Mia sorella partorisce e andiamo in ospedale, le cose sembrano sistemarsi, tra loro si accordano su quando trovarsi per vederle a casa e il giorno fissato mia sorella mi contatta per disdire dicendo che ha troppo casino e ha bisogno di quiete. La mia fidanzata si arrabbia perchè mia sorella non contatta direttamente lei ma lo fa tramite me. Io sminuisco la cosa ma vengo visto come quello che parteggia per i miei e non capisce. Qui di nuovo si rompono i rapporti tra loro. A un pranzo mia madre mi chiede "vieni su da tua sorella?" con la mia fidanzata presente, io le rispondo di no e insiste di nuovo. A questo punto la mia fidanzata con fare aggressivo risponde che saremmo andati a trovarla solo quando mia sorella si scuserà. Qui mia madre sbotta e afferma che non verrà al nostro matrimonio in progetto a breve. Io difendo la mia fidanzata e rispondo a tono a mia madre. Si rompono i rapporti tra loro. Da lì a qualche settimana la mia fidanzata mi chiese cosa volessi fare per il matrimonio e le rispondo che avrei voluto parlare tutti insieme per risolvere la questione. Lei mi risponde che sarebbero dovuti venire loro a chiarire e che ci sposavamo solo se rinunciavo ai miei. Io ripeto la mia soluzione ma è irremovibile, il matrimonio salta. Da qui inizia un periodo pieno di rancore verso i miei, dove afferma l'indifferenza di mia madre verso di me, che se mi volesse bene verrebbe a parlare. Mia sorella una fallita. Io non mando fuori dai cxxo i miei e non difendo la mia famiglia. Arrivo a pensare che possa aver ragione nel suo ragionamento psicologico ma sentendo i miei capisco che non ce l'hanno con lei. Purtroppo la mia compagna affronta i problemi chiudendosi a riccio e in più occasioni ha mandato messaggi pieni di rancore/cattiveria ai miei genitori e mia sorella. Questi purtroppo creano chiusure. Siamo andati dallo psicoterapeuta che ha affermato che la mia compagna affronta le divergenze senza avere sfumature oltre al bianco/nero, che ha solo il suo punto di vista e tanta rabbia. Questa dott.ssa si è presa una bistecca dalla mia fidanzata perchè è stata ritenuta di parte avendo Lei 2 figli maschi. Ora ci stiamo lasciando e sono in preda ai sensi di colpa. Lei continua a scrivermi su cosa io non abbia fatto per dimostrarle il mio amore, per aver permesso agli altri d'interferire, per non averla difesa. Sua figlia più grande non sta bene con lei perchè la ritiene troppo cattiva e sebbene io non sia nessuno vuole stare vicino a me (badare che non sono permissivo). Io mi sento oppresso dai sensi di colpa... potevo fare qualcosa di diverso? La mia fidanzata nel momento in cui si scontra con qualcuno lo allontana per sempre.
  17. https://www.researchgate.net/publication/319444846_Interpersonal_Reactivity_Index_IRI
  18. Earlier
  19. LA MIA TESTIMONIANZA COME RICEVO IL MIO MARITO: Mi chiamo Rose, vengo dalla Norvegia, voglio condividere la mia storia qui online su come ho ottenuto il mio ex marito con l'aiuto di un grande uomo che mi ha lanciato un incantesimo entro 24 ore mio marito è tornato da me, il suo nome è Dott. Ade. Ho sentito qualcuno condividere la sua storia sulla Radio riguardo al dottor Ade su come quest'uomo l'ha aiutata con tutti i suoi problemi, così l'ho subito contattato per aiuto perché sono stato truffato troppe volte da persone false, ma immediatamente quando ho contattato il dott. Ade lui ho fatto un incantesimo per me e mi ha detto che mio marito tornerà da me entro 24 ore, questo è per me un miracolo, mi sono fidato di lui e ho aspettato, e in 24 ore mio marito mi ha chiamato al telefono e ho chiesto a med di perdonare Lui e oggi sono felice di dirti che mio marito è tornato da me e che viviamo entrambi felici. Per favore voglio la parola per aiutarmi a ringraziare il Dr Ade per il suo grande lavoro nella mia vita, ho fatto un accordo con lui per informare il mondo sul suo buon lavoro, è per questo che sto condividendo la mia storia per le persone che mi aiutano a ringraziarlo per quelli che ha bisogno di aiuto per contattarlo anche per aiuto, ha il potere di portare felicità e dare soluzione a qualsiasi tipo di problema lo raccomando a chiunque abbia bisogno di aiuto è al 100% originale e qui ci sono le sue informazioni di contatto per chi ha bisogno del suo aiuto . Email: adetempleofsolution@gmail.com. Chat WhatsApp o Viber: +27710187753.
  20. Ciao Fenix87, sono un tuo coetaneo...sono sollevato ma al contempo triste di incontrare una persona giovane come me su questo forum...vuol dire che stiamo male...ma siamo dannatamente giovani!! Io credo che sia maledettamente difficile accettare questa sofferenza, questo senso di continua inadeguatezza...mi sento sbagliato, malato, rotto.... E' difficile accettare questa situazione e lo è ancor di più tentare di porvi rimedio...soprattutto quando uno vede intorno a sé altri coetanei che non stanno facendo una vita così di merda... Io anche sono seguito da 8 mesi da un terapista...il mio problema è il lavoro...non mi riesce proprio di andare a lavorare...ho una laurea ma dopo essermi laureato mi sono letteralmente fermato...perchè non credo abbastanza in me stesso e mi sono fatto lasciare a casa innumerevoli volte...non c'è nulla che mi interessi fare e non mi sento in grado di are nulla... Eppure vedo i miei coetanei che fanno gli avvocati, i dentisti, i medici ecc....e io non penso di poter nemmeno sistemare degli scaffali in un supermercato senza fare casini... Tu in cosa vorresti specializzarti?
  21. Salve, non credo di essere il solo a provare, anzi, a non provare più amore ma solo bene... Spiego meglio: dopo 20 anni di matrimonio con prole ho ceduto ad un'altra donna di 14 più giovane. Purtroppo non è stata una scappatella ma la consapevolezza di esser arrivato al capolinea con mia moglie...ora ex. Ora non riesco più ad amare, pur che abbia un'altra relazione non riesco più a sentire amore. Bene si, ma amore no. La mia nuova compagna vorrebbe più attenzioni, più coinvolgimento...convivenza...io al solo nominare queste parole rabbrividisco.. Sono solo io? Qualcuno prova un qualcosa di simile come a me?
  22. Ciao, se posso, ti consiglio di interrompere con lui i rapporti sessuali per via della tua situazione sanitaria. Anche se credo che lui prenda delle precauzioni quando va con le occasionali. Capisco che è difficile a farsi, devi essere sincera e dirgli la verità, ossia che te sai. Non devi giudicarlo, devi solo pensare alla tua salute. P.S. occhio perchè a lungo andare manifestare sempre il bene come fate voi si trasforma, senza rendersene conto, in qualcosa di più. Un saluto...
  23. Ti posso consigliare di guardare i video di Jordan Peterson su youtube, a me hanno aiutato moltissimo.
  24. Buongiorno, ho 42 anni e divido un appartamento con un caro amico. Ho da poco scoperto che questa persona ha l'abitudine di fare sesso a pagamento, con le prostitute insomma, non per strada ma all'interno di locali/appartamenti, (si trovano tantissimi annunci on line). Lui non sa che io lo so. Questa cosa a me ha sconvolto, soprattutto perché qualche volta, anche se di fatto non formiamo una coppia per volere comune, finiamo per avere dei rapporti sessuali, dormiamo insieme, ci abbracciamo e manifestiamo il bene che ci vogliamo. Oltre alla preoccupazione per questa persona, che chiaramente non è esattamente chi pensavo, sussiste una preoccupazione sanitaria per questa promiscuità che ignoravo completamente, ho un problema di salute che mi costringe ad assumere immunosoppressori e quindi sono esposta maggiormente a infezioni o malattie varie. Avete consigli da darmi? Come affronto la situazione? Che persona ho davanti? Vorrei avere un punto di vista esterno. Grazie a chi mi vorrà rispondere.
  25. Sento di amarla ma per molto tempo addietro non credo di averglielo dimostrato a dovere in quanto ho sempre dato per assodato il suo sentimento nei miei confronti. Inoltre lei sostiene di non essere stata accettata per quello che è. Ora quando glielo dico e dimostro lei è fredda e spenta... Grazie per l'ascolto
  26. Buonasera, vorrei un vostro consiglio su un problema che sto vivendo da alcuni mesi a questa parte. Sono una donna di 30 anni e ho, da quasi due anni, una relazione con un uomo molto più grande di me, di 60 anni. Viviamo a distanza, perché io sono di Bari e lui di Roma. All’inizio della nostra frequentazione lui era entusiasta e mi diceva che era interessato alla convivenza. Io ho iniziato con i piedi di piombo, soprattutto perché venivo da una delusione sentimentale e avevo paura di soffrire di nuovo. L’anno scorso salivo da lui una volta al mese per 4 o 5 giorni al massimo, poi per tutta l’estate non ci siamo visti perché a casa sua stavano facendo dei lavori e non essendoci il condizionatore soffro molto il caldo. Lui mi ha chiesto diverse volte in quei mesi di salire per andare a trovarlo perché gli mancavo, ma io mi sono rifiutata e lui ci è rimasto male ovviamente. Dopo l’estate sono tornata da lui e ho scoperto che mi mancava troppo e ho iniziato a restare da lui per più giorni, una settimana o dieci. Verso Novembre gli ho espresso il mio desiderio di allungare i tempi di convivenza, anche ad un mese, perché ho sempre avuto come obiettivo finale la convivenza e ho capito di amarlo davvero. Qui sono iniziati gli scontri. A Natale mi ha concesso di stare da lui un mese, ma una volta lì abbiamo ripreso questo argomento dolente, abbiamo litigato e io, sentendomi rifiutata, sono scesa dopo una settimana mia sponte. A questo punto ho iniziato a covare sospetti sul suo scarso interesse nei miei confronti e ho insistito ancora di più su questo punto, ottenendo solo l’effetto opposto. Ora mi dice che lui non mi vuole fissa a casa sua, perché vuole i suoi spazi e per il momento è d’accordo massimo sulla mia permanenza da lui per due settimane al mese e che poi col tempo si vedrà di arrivare gradualmente ad un mese di convivenza. Forse è tutto molto confuso, anche nella sua testa perché, anche se ora mi dice che non mi vuole fissa a casa sua, in alcune occasioni mi ha detto che non si sposerebbe mai ma al massimo può convivere. Quindi l’opzione della convivenza la considererebbe eventualmente... A me del matrimonio non interessa francamente, ma vorrei sbloccare la questione convivenza e non so più come fare. Qualcuno può darmi qualche consiglio? Grazie a chiunque vorrà rispondermi.
  27. Allora io ho 39 anni lei 42. Stiamo assieme da circa 8 anni e abbiamo una figlia meravigliosa di 4. La nostra storia è stata sempre all'insegna delle novità e dell'entusiasmo. Abbiamo fatto grandi viaggi, anche con nostra figlia, vissuto esperienze intense ma soprattutto abbiamo scelto una vita unita e al di fuori dei classici schemi casa-routine-lavoro. Io per lei ho sempre rappresentato il massimo e nel corso degli anni non ha mai mancato di dimostrarmelo. Ora, circa due mesi fa, mi dice che la nostra coppia non funziona, che il rapporto non è equilibrato e che ruota troppo attorno alle mie esigenze ed ai miei umori. Lei non si sente capita ma soprattutto accettata per com'è. È stanca e non si sente bene. Preciso alcuni fattori che chiaramente hanno influito. Da 4 anni lavoriamo assieme (anche se ora abbiamo deciso di separarci lavorativamente), circa un anno fa le hanno diagnosticato una forma di epilessia che la costringe a prendere un farmaco quotidianamente. Infine abbiamo una situazione economica precaria. Io mi ero accorto ben prima che le cose non erano salde. Meno sesso, nervosismi continui da parte sua e sempre più insoddisfazione. Ora che è uscito tutto non riesco a gestire la situazione. Non facciamo sesso da due mesi, lei dice di non averne voglia, abbiamo iniziato una terapia di coppia e non so dove ci porterà. La nostra intimità è al palo. Discutiamo molto degli stessi argomenti senza fare alcun progresso. Passiamo molto tempo assieme per via della figlia ma non c'è mai serenità. Io sono diventato improvvisamente ossessionato dall'idea della fine della relazione che mi spaventa molto e, dall'altro lato, mi pare che l'unica soluzione sia mettere la parola fine alla storia. Lei dice di amarmi ancora ma che le serve tempo per rimarginare le ferite. Cosa devo fare? Accetto tutti i consigli
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