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utente129

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messaggi di utente129

  1. 1 ora fa, kinapsy91 dice:

    Dal mio umile parere ritengo che il nostro unico scopo sia vivere la vita al meglio, in maniera serena e consapevole per se stessi

    Poi, se raggiunto questo traguardo che assicuro non essere così scontato, il secondo potrebbe essere quello di condividere la propria meraviglia interiore con un altro Essere, il quale potrà certamente essere un figlio. Non si dovrebbe vivere in funzione di avere un bambino, non si dovrebbe pensare a se stessi come un'incubatrice vivente pronta ad azionarsi al momento giusto stabilito da convenzioni sociali. Non tutti sono spinti unicamente dal bisogno di fare figli, ed essere in grado di ammettere "non sono in grado di fare la madre/padre", "non voglio avere figli perchè il mondo che lasciamo è troppo brutto" lo trovo molto più nobile di chi fa figli per accontentare qualcuno/qualche convenzione sociale per la quale è nostro compito procreare. A volte è meglio dichiararsi inadatti/non pronti/non desiderosi, che contribuire a crescere una futura persona in un ambiente insano. Ma questo è sempre un parere personale...

    In questa fase il problema è proprio questo. Capire cosa si vuole realmente in mezzo a mille stimoli.

  2. 11 minuti fa, Gazza dice:

    1- adottare un figlio non è come partorirlo, non sarà mai figlio tuo. 

    2- Ma hai idea di quanto costi adottare un figlio tramite adozioni internazionali? E per quanto riguarda le adozioni nazionali c'è tanta di quella burocrazia e i tempi di attesa sono così lunghi che non vale la pena nemmeno tentare. Aggiungerebbero un calvario a quello che già stanno passando.

    Utente129, non voglio entrare nel merito dei problemi di fertilità della tua compagna, ma non vi hanno proposto un congelamento degli ovociti? Come intervento è meno invasivo di quello che sembra, e potrebbe essere una soluzione per avere più tempo e non dovere necessariamente prendere decisioni affrettate.

    Se ne è parlato ma purtroppo, stante la situazione, non ci sono i presupposti.

  3. 10 ore fa, kinapsy91 dice:

    Sinceramente penso che se, prima di tutto, non si stia bene con se stessi, questo implica l'essere anche in prima persona felici, non si possa stare con qualcun altro, tantomeno un figlio. Personalmente mi sembra che oggi il sano "egoismo", e vorrei poter utilizzare un'altra parola per parlare del Ben-Essere indivuduale, venga additato come un "peccato". Va bene l'altruismo, la comprensione, l'empatia ect, ma ANNULLARE se stessi per la felicità altrui mi pare alquanto assurdo e masochista. Prima o poi con una forma mentis del genere di rischia di implodere/esplodere. 

    Posso comprendere che la situazione sia molto delicata e che vi siano molte sfumature, ma pensare di star bene in prima persona, per poter star bene con gli altri (e quindi far star bene anche gli altri), per me è  imperativo, specialmente in previsione di una famiglia. 

    =) 

    Mah sai io ho una ragionevole certezza di stare molto bene con me stesso.

    E' solo che lei rappresenta una occasione più unica che rara, e questo mi fa riflettere. Ma siamo poi cosi sicuri che io non lo voglia mai questo erede?

    La situazione è perfetta. Ci amiamo, siamo giovani e sani (in generale), abbiamo entrambi i genitori (i miei anziani ma ancora in gamba), entrambi lavoriamo a tempo indeterminato, abbiamo soldi da parte, case di proprietà.

    Ieri sera abbiamo parlato, lei mi ha detto che io rifuggo da tutto ciò che è "definitivo" e "per la vita". La mia è solo paura, sia di  avere un figlio che di non averlo. Lei crede che se lo cercassimo e non riuscissimo, mi dispiacerebbe e probabilmente la lascerei per non chiudermi la porta.

  4. 5 ore fa, kinapsy91 dice:

    In questa discussione sono totalmente d'accordo con Lis. 

    Non si tratta di dire le solite frasi di luogo comune, ma un figlio stravolge la vita, sia con un'accezione sia  positiva che talvolta meno. 
    Oggi avere un figlio è una SCELTA, si sceglie di assumersi tale responsabilità. 
    Al tuo posto preferirei fermarmi, prendere del tempo, rifletterci molto bene.

    Nelle ultime frasi ne parli come una scelta determinata maggiormente dal senso di colpa, un "sacrificarmi per lei e la sua felicità"...Alla tua di felicità chi ci pensa? Ha provato lei a chiedere a te quale sarebbe il tuo sogno più grande?

      Scusa tanto ma a me questi non sembrano i presupposti per mettere al mondo un bimbo ed amarlo...

    In ogni caso ti auguro il meglio!

    Un abbraccio  

     

    51 minuti fa, Hope82 dice:

    MI SEMBRA UN PO ESAGERATA QUESTA AFFERMAZIONE!!!!!!!

     

    mi spiace ma non sono d'accordo. conosco gente che è 100 volte meglio di altra che si è moltiplicata...............

     

    certa gente andrebbe proprio sterilizzata.

     

    Si è vero, chi te lo fa fare se non sei convinto? Non ha senso considerarla come "tappa obbligatoria" della vita.

    Rischiamo di essere infelici tutti e "3".

    @kinapsy91 infatti "alla mia felicità chi ci pensa". Mi sento dare dell'egoista. Voi che ne pensate?

     

  5. 2 ore fa, Lis dice:

     

    Probabilmente io sarò la voce fuori dal coro ma, appunto perché stiamo parlando di un bambino, non mi sembra una buona idea fare questo passo senza convinzione.

    Un figlio non chiede di essere messo al mondo ma, una volta che decidi di farlo, devi amarlo, rispettarlo e aiutarlo almeno fin quando non sarà in grado di cavarsela da solo, sei pronto? Se si allora ben venga ma altrimenti...

    Hai ragione, è proprio quello che è difficile da capire.

    Mi piace la mia vita attuale ma chissà, magari fare il padre mi piace ancora di più, al di la dei dubbi che ho.

    Forse non è ancora il momento, credo che se lo volessi veramente non avrei dubbi.

    Credo che ora mi confondano ulteriormente il senso di colpa e la paura di perdere lei.

  6. Buongiorno a tutti,

     
    Sono un ragazzo di 35 anni, e sono fidanzato (da un mese convivente) con una ragazza di 29 da due anni circa. In realtà la storia è iniziata allora ma abbiamo avuto un'interruzione di circa 7 mesi (io ero riluttante alla convivenza, cosa che lei non ha accettato) e siamo tornati insieme da 6 mesi circa.
     
    Amo la solitudine, nei mesi in cui non stavamo insieme sono stato solo, molto solo, ed è stato un periodo bellissimo. Quindi la coppia è certamente un aspetto positivo della mia vita, andiamo molto d'accordo e ci vogliamo bene ma non ho mai, veramente mai desiderato altro, mi sento "a posto" cosi, anche perché ho mille interessi e quindi stimoli.
     
    Purtroppo la mia compagna è affetta da un problema che la sta portando precocemente, molto precocemente, verso l'infertilità. Con tutta probabilità il suo "tempo" è già esaurito o comunque le possibilità di una gravidanza naturale sono estremamente scarse.
     
    Lei mi ha informato del suo problema fin dall'inizio della nostra relazione e purtroppo, rispetto alle aspettative e risultanze iniziali, la situazione clinica è precipitata negli ultimi due mesi. Ora spinge molto per tentare comunque, giustamente dal canto suo, dato che la maternità è il più grande sogno per lei. Io purtroppo da questo lato non ci sento granché, sono molto centrato su me stesso e non mi sento di intraprendere un percorso che io interpreto come un forte limite, invece che come stimolo. Dopotutto in vita mia non ho mai avuto il desiderio di avere figli, diciamo che non mi sono mai visto come padre. Non per paura o insicurezza rispetto al ruolo in se, credo sarei in grado, ma proprio non mi va, non mi alletta, e a volte provo rammarico per chi padre già lo è (dal mio punto di vista ovviamene) osservando la vita che fa.
     
    Ora nutro un fortissimo senso di colpa nei suoi confronti, sto male, veramente male. Non è che abbia preso sotto gamba la cosa, da quando so del suo problema (quasi da subito, come dicevo) non faccio che pensarci e mi interrogo però forse avrei dovuto comportarmi diversamente lasciandola subito, oppure non tornandoci insieme successivamente. Ma non c'è lo fatta, il sentimento per lei è stato più forte. Sono stato un codardo. Ogni sua lacrima è come una pugnalata al petto.
     
    Ad ogni modo sono perso in un limbo. Da una parte non voglio figli, dall'altra il pensiero di non provarci nemmeno mi sembra un immenso tradimento  e lei non lo merita, è una persona meravigliosa. Mi viene anche l'idea di sacrificarmi e di provarci, anche solo per renderla felice. Dopotutto pur rimanendo fermo il fatto che i tempi ci sono crollati addosso, devo ammettere che colpe ne ho, eccome, e forse dovrei prendermi le mie responsabilità.
     
    Aiuto.
     
    Grazie.
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