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Maria2594Ang

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  1. Ciao, Ci tengo a sottolineare che non sono un'esperta né di psicologia, né di relazioni, ma la mia situazione è così vicina alla tua, che mentre leggevo ho pensato di averlo scritto io. Ho la tua stessa età e sono in una relazione dalla stesso tempo in cui lo sei tu. Faccio anche io, come te, dipendere tutto da lui ed elimino tutto ciò che potrebbe dargli fastidio. Il mio segreto in questi mesi, per gestire ogni situazione, è stato quello di immedesimarmi: "se fossi al suo posto questa cosa mi darebbe fastidio?". secondo me è un metodo valido per venirne fuori e per rispettarsi. Il problema sai perchè nasce? Perchè sono l'unica della coppia a farlo. Mi sento spesso il fanalino di coda, quella che deve capire... in realtà in questa condizione ci mettiamo noi, perchè non è assolutamente richiesta. Se abbiamo dei dubbi, delle perplessità, sono convinta che dovremmo chiedere. E loro ci risponderebbero perchè ci tengono! Spesso ci teniamo tutto dentro e alimentiamo i dubbi. La nostra testa che già da sola spazia alla grande è sovraccarica di pensieri che amplificano i problemi. Dovremmo chiedere, così senza farlo pesare, cosa fanno, chi sentono, cosa li preoccupa e se hanno voglia di parlarne (anziché rivolgersi ad un'amica oppure ad un social), ma non con la pesantezza di chi ne è ossessionata, ma in maniera serena, per fargli capire che noi vogliamo il meglio per entrambi, per la coppia. Sono sicura che il dialogo aumenterà la fiducia. Io la comprendo questa paura di perderlo, questo attaccamento morboso, la paura di fare un passo falso e che tutto possa finire. Ma dicono che col tempo andrà meglio, che lui ci darà le certezze che ci servono...per il resto il dialogo, quello aiuterà!! Saluti, Compagna di sventure :)
  2. Ciao, ho 22 anni e da circa 5 mesi mi sono fidanzata per la prima volta vera nella vita. Dopo un periodo di transizione in cui annunciare il fidanzamento al gruppo di cui entrambi facciamo parte è stato parecchio difficile, per problemi interni legati al passato, siamo arrivati ora ad una condizione di quasi normalità, in cui quantomeno tutti "sanno". Gestire una relazione non è mai facile, specie quando è la prima e hai 22 anni. Ammetto che lui sia più bravo di me, se così si può dire, a gestire il suo tempo tra lavoro, calcio, amici e me. Il problema sorge a me, che vivo un periodo della mia vita in cui sto completando gli studi, non ho lezioni e ho davvero pochi amici, in quanto la maggior parte hanno deciso di completare gli studi altrove e quel gruppo di cui facevo è sempre meno il mio. Ho tanto tempo, ma non riesco ad organizzare ugualmente nulla perché faccio dipendere la mia organizzazione dai suoi impegni, che non sono, tra l'altro, mai noti anzitempo. Il problema, poi, di cui già sono cosciente, è amplificato dal fatto che una delle poche amiche rimaste in città (non molto presente in realtà, ma che non ha risparmiato giudizi duri, non richiesti) ha notato la cosa e ha iniziato a farmela pesare, nell'unica occasione in cui dopo mesi si è fatta sentire e si è scontrata contro la mia organizzazione sempre tanto confusa. La situazione è parecchio pesante. Come posso fare per gestirla meglio? Grazie, Maria
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