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towerfun

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  1. Buongiorno a tutti, è la prima volta che scrivo su un forum di psicologia, ma ho davvero bisogno di un aiuto. Sono un ragazzo giovane (under 30), ma già sposato. Mi giudico piuttosto responsabile e serio, ma io (e di conseguenza anche mia moglie) abbiamo un grosso problema coi miei genitori. Il fatto è che il loro matrimonio è obiettivamente una farsa. La situazione è quella tipica di una persona, mia madre, legatissima ai propri genitori che mette in cima alla sua lista di priorità e un'altra, mio padre, che ha da sempre accettato passivamente la cosa, anzi ha adottato una modalità che definirei passivo-aggressiva. Altri problemi derivano dalle loro indoli, dotate di scarso senso pratico e decisione, venate di chiari disturbi ossessivo-compulsivi. Un esempio è che, dopo che hanno rubato loro in casa, si sono praticamente ridotti a vivere con le tapparelle del bagno e della cucina perennemente abbassate. Hanno messo (inutili) chiavistelli ovunque. Mio padre invece è sempre stato misantropo, non ha volutamente rapporti con nessuno (né ex colleghi, né familiari propri né familiari di mia madre). E'perennemente agitato e ripete le cose (tipo "lavati le mani", "lavati le mani" etc etc). Mi ha sempre trattato come un poppante, mostrando piena sfiducia in me e nelle mie capacità. Si crede furbo e geniale, ma non ha alcuna intelligenza relazionale e tratta malamente persone che non gli fanno nulla di male e viceversa. Avendo una casa di proprietà che si rifiuta di manutenere bene ed eventualmente di affittare, io e mia moglie ci siamo spesso scontrati con lui non capendo le motivazioni dietro le sue scelte che riteniamo profondamente irrazionali. D'altra parte mia madre, pur gentile e generosa con noi, appare aver sviluppato un rapporto totalmente astioso col marito, al quale concede piccole gratificazioni (del tipo "sai cucinare bene"), criticandolo, e spesso controllandolo, in tutte le scelte importanti. Lei si disinteressa totalmente dei beni e delle proprietà di lui e viceversa. Anzi, appare sottomessa del tutto a un fratello che, a propria volta, cerca di manovrarla e metterla contro di me per ragioni di puro interesse, sfruttando la sua debolezza e la difficoltà nei rapporti tra i miei due genitori. In mio padre sospetto ci sia una forte componente edipica perché stima tuttora la madre defunta che però non lo trattava affatto bene e forse in mia madre ha cercato un rapporto simile, ossia di dominazione sulle proprie scelte. La cosa che più mi fa adirare di lui è la sua inettitudine che abbina a sfiducia ingiustificata nei miei confronti. Un esempio: io e mia moglie abbiamo sistemato e pulito la sua casa inutilizzata spiegandogli punto per punto cosa andrebbe migliorato. Non solo ci siamo spaccati la schiena ma abbiamo speso per sistemare alcune cose, anche se lui ha entrate molto maggiori rispetto alle nostre. Bene, non ci ha neppure ringraziati. In un caso precedente era anzi "impazzito" andando a riferire tutto a mia madre che, a propria volta, mi tratta da bamboccio e la cui frase preferita è "occupati delle tue cose". Passando a mia madre, pur essendo una donna austera e dotata di valori (quantomeno priva di vizi), sembra preferisca persone viziate e viziose come i miei cugini, figlio del fratello, a me che sono sposato, conduco una vita semplice ma sana e ho un lavoro decente. A dire il vero, ci disinteresseremmo totalmente di tutta questa loro ingarbugliata situazione, non fosse che così facendo mettono a rischio anche il patrimonio che erediteremmo. Non scambiatela per avidità, ma io e mia moglie siamo semplicemente attaccati alle proprietà anche per una ragione affettiva e di "cultura": non desideriamo che le proprietà si degradino e mediteremmo un domani di metterle a frutto. Invece, mia madre con la totale sottomissione al fratello, lui sì smanioso di soldi, e mio padre con la sua sciatteria e incuria, temo ci lascino un pugno di mosche. E questo sarebbe un peccato anche per il futuro della nuova famiglia io e mia moglie abbiamo formato. Per concludere, sembra che mia madre e mio padre si divertano a scaricare le loro ansie e frustrazioni su di me, ossia un ragazzo che, finché è stato con loro (18 anni) hanno sempre tenuto sotto una campana di vetro e poi, fortunatamente, ha trovato una propria strada indipendente e una capacità autonoma di giudicare la realtà. Non scambiatemi per egoista e poco grato nei confronti dei miei, ma capite bene che molte loro reazioni sconcertano me e mia moglie perché le trovo assurde, irrazionali e patologiche. Chiedo quindi un consiglio su quale comportamento adottare con loro, dato che si rifiuterebbero in ogni caso di sottoporsi a qualsiasi visita psicologica o psichiatrica.
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