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Kaos87

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  1. Kaos87

    io e la mia personalità border

    buongiorno a chi leggerà...scusate sono nuova del forum e non ho ancora ben capito come funziona. mi chiamo Martina e da circa un anno sono seguita da una psicologa, la quale mi ha detto di soffrire di un disturbo di personalità borderline leggero.. ci tengo a sottolineare che non sono mai stata da un psichiatra e che non seguo nessuna terapia farmacologica. quando la mia psicologa mi ha letto che cosa è il disturbo di personalità borderline dal DSM , i suoi sintomi e le sue caratteristiche, mi ci sono ritrovata in ogni parola... anche nelle informazioni che ho preso da internet, insomma credo che ci abbia proprio azzeccato! :) all'inizio mi sono un po' spaventata, lavoro in ambito sanitario e ho sempre creduto che la malattia mentale sia sempre molto peggio della malattia fisica, però da un certo punto di vista mi sono anche sentita sollevata perché finalmente la mia insofferenza aveva un nome e una diagnosi... e di conseguenza anche una cura, o comunque un processo di gestione. fin dall'adolescenza sono sempre stata una persona irrequieta, anche se non ho ricordi di traumi nel mio passato ne a livello familiare ne a livello sociale.. credo che l'unica cosa che abbia infierito nel mio malessere sia stato il trasloco da un piccolo paese di montagna alla città quando i miei si separarono ... non ho mai amato quella città , non avevo molti amici e odiavo mia madre per avermi trascinato con sé. credo che questo sia stato un po' l'inizio di tutto. poi c'è stato l autolesionismo... non proprio fisico, ma l'abuso di droghe, il sesso estremo, rapporti sentimentali al limite . tutto questo è andato crescendo dentro di me dai 20 anni ad adesso che ne ho quasi 30... per non parlare della paura dei cambiamenti, della tendenza all'isolamento, della cattiva gestione sentimentale, del fatto di sentirsi inadeguata e però anche di non fare nulla per non esserlo. e infine, negli ultimi anni, la rabbia, le esplosioni di ira con cui distruggevo tutto e tutti quelli che mi erano vicini e quando questi si spaventavano e dicevano bassa ecco che appariva il senso di colpa e il terrore dell'abbandono, la paura di stare soli. convivo da circa 3 anni con un ragazzo e da quando sto con lui che il mio malessere è aumentato, ha preso una forma diversa.. sono passata dall'amore estremo alla svalutazione più o meno ciclicamente di questa persona, alla sua manipolazione, ad allontanarlo per poi rincorrerlo e riprenderlo pregando di stare con me.. per poi di nuovo svalutarlo, aggredirlo sia verbalmente che fisicamente con una rabbia che fa paura.. sopratutto un giorno dopo una lite furibonda , l ho insegui nel pianerottolo di casa con un coltello, e quando lui fortunatamente scappò, rientrata a casa mi impiantai più volte il coltello nella coscia, e quando suonarono alla porta, pensando che lui fosse tornato mi ritrovai davanti due carabinieri (sicuramente chiamati da un vicino che aveva sentito la lite ) i quali si trovarono davanti una scena agghiacciante ... sangue ovunque, la casa mezza distrutta e io come una pazza che avevo annodato un'asciugamano alla coscia, ovviamente pensarono ad un aggressione , li rassicurai dicendo che avevo fatto tutto da sola, ma mi portarono comunque in pronto soccorso... dello stesso ospedale in cui lavoro... non potete immaginare che umiliazione e che vergogna.. ammisi che soffrivo di autolesionismo e che rifiutavo la consulenza psichiatrica, qualcuno del personale mi riconobbe anche.. sta di fatto che usci da li con 20 punti e il giorno dopo ero operativa al lavoro, con una paura fottuta che qualcuno l'avesse saputo, che il mio lavoro ne fosse compromesso (amo il mio lavoro, su quello do davvero il meglio di me ). ovviamente il giorno dopo avevo un senso di colpa estremo verso il mio ragazzo che ne fu terrorizzato e che ovviamente voleva chiudere con me.. ma sopratutto ne ero terrorizzata anche io , continuavo a ripetermi "cosa hai fatto?" .. quando ho avuto quell'attacco di rabbia non ricordo nulla, non so quanto sia durato quell'episodio , non ricordo dell ospedale, dei punti del coltello che entra nella coscia.. ricordo solo tutto nero e la sensazione di menefreghismo totale verso me stessa e gli altri, tanto che penso che avrei potuto buttarmi sotto un treno senza tanto pensarci... ho perso completamente il controllo... ed è li che ho avuto paura e che mi sono messa in contatto con la psicologa.. ovviamente il mio ragazzo vive ancora con me, perché ho avuto paura che mi abbandonasse e l'ho manipolato perché restasse, ma ancora adesso passo intere giornate ad odiare la sua presenza a provare fastidio nei suoi confronti , eppure non riesco a separarmici ... fortunatamente non siamo sposati ne abbiamo figli ,quindi la soluzione non sarebbe difficile, ma ho quel blocco! quella paura di ritrovarmi completamente da sola.. per non parlare degli sbalzi d'umore, e della noia, del fatto di sentirsi inutile e però non fare nulla per cambiare. restare interi pomeriggi sul divano "perché non ho di meglio da fare" . Non ho amici, quelli che ho vivono lontani , ma non riesco nemmeno a farmeli , perché non ho il coraggio di uscire e di chiamare, che ne so, anche solo un collega per un caffè... ora sono di nuovo in un periodo di cambiamento... sto per affrontare un viaggio in solitaria e questo è un grande passo per me, e sopratutto ho preso coscienza di allontanarmi dal mio ragazzo.. inizio a immaginami come può essere stare da sola, e se devo dire che da una parte mi spaventa dall'altra mi fa sentire anche sollevata.. non sarà facile, per nulla questo lo so... sto seguendo un percorso con la mia psicologa e di cambiamenti sono riuscita a farne parecchi anche se dentro soffro ancora parecchio quello che mi chiedevo è se qualche terapia farmacologica potrebbe aiutarmi meglio ? ho sempre temuto i farmaci perché , in base alle mie esperienze passate, tendo a diventarne dipendente ... sono stata dipendente dall'ossicodone... e ora ne sono fuori, ma non potrò mai dirlo di esserlo per sempre... prendo halcion per dormire ... e a 30 anni credo nn sia proprio normale se qualcuno può aiutarmi mi farebbe un grosso piacere. ho veramente bisogno di confrontarmi con qualcuno .. qualcuno che magari è come me perché a volte mi sento molto spaesata e non so cosa fare intato vi ringrazio per l attenzione e scusate per gli errori, ho scritto di getto... sennò faccio fatica a mettere in ordine i pensieri Marti
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