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liliana

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    luna
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    filosofia, letteratura, pscologia
  1. In taluni passi mi rivolgo a S., in altri a coloro che hanno iniziato il topic. Non travisiamo: fra di noi si determinò un concatenarsi di eventi spiacevoli che alimentarono altri eventi. Ogni volta che lui cerca di scusare o meglio analizzare i propri errori, rinvanga i miei come se i miei fossero una concausa dei suoi. Questa è una mia conclusione, nel senso che personalmente la recepisco in questo modo e invece di sentirmi "gratificata" di veder finalmente riconosciuta la mia ragione, m'arrabbio poichè non mi sembra il caso di ritrovarmi l'elenco delle miei peccati. Forse semplicemente questa mia conclusione è determinata dalla perdita di fiducia nei suoi confronti. E' mia opinione che se, ad un certo punto, ci fossimo seduti davanti ad una tazzina di caffè per discutere senza andare oltre, invece che scriverci, telefonarci, accusarci, ci saremmo feriti molto meno, è mia opinione che se non fossi stata tanto debole nell' accettare la pausa invece che chiudere com'era mia intenzione (non molto forte però) avrei avuto un ottimo psicoterapeuta da ricordare e meno problemi. Infondo ogni esperienza per bella o brutta che sia ci porta a crescere, almeno spero! Lui, sono sicura, è un ottimo psicoteraputa, ma è anche un essere umano, ha sbagliato, ma ritengo che il suo lavoro lo svolge bene e con passione. Penso che accada sovente di commettere errori soprattutto a coloro che ci mettono troppa passione. Fai solo attenzione farfalla62: innamorarsi è già un rischio, innamorarsi del proprio psicologo è un doppio rischio........pensa prima a te stessa e auguri!
  2. Scusa S. ho estrapolato solo alcune parole dal tuo post e quindi ho compreso erroneamente quello che intendevi esprimere. Mi sono permessa di formulare un consiglio nonostante non desideravo più partecipare al forum, comunque affinchè non venga travisata la mia storia e per amore di verità vorrei precisare alcuni punti: 1. non ero e non sono innamorata del mio expsic, verso di lui ho provato affetto come lo provo nei confronti dei miei amici e amiche, non ho mai lontanamente avvertito attrazione fisica nei suoi confronti nonostante in quel periodo avessi la necessità di una conferma della mia femminilità: ero e sono sposata e allora avevo una pseudo storia (tanto per chiudere quei cerchi che ricorrono spesso nella mia vita) con il mio ex ragazzo, troncata da me sul nascere; 2. dopo un anno di terapia proficua ho avuto il sospetto che l'innamorato fosse lui e lo chiesi direttamente senza tanti giri di parole, decisi pure di chiudere l'analisi, ma fui convinta a prendermi solo una pausa di 4 mesi, poi durò ancora 1 anno saltuariamente e spesso mi sentii investita del suo ruolo. Le sue risposte e giustificazioni furono molto confuse e passarano dal inno al mistero, ad altre in contraddizione. 3. lui apparentemente agì secondo la corretta deontologia: "lei", nessun incontro all'esterno dello studio, anche se ricevetti regali e lettere (lo scambio fu reciproco); 4. non mi sono mai sentita dipendente dalla sua figura, quello che dovevo risolvere era stato risolto in un anno, avevamo interessi comuni di natura intellettuale; 5. ritengo che in una relazione terapeutica esista una dualismo di "aiutare e ricevere aiuto", di "gratificare e sentirsi gratificati", è necessario che questo dualismo sia perfettamente bilanciato, lo squilibrio creerebbe solo danni. L'io egocentrico/narcista dello psicologo, anche il tuo S., per quanto possa conoscerti dal tempo in cui venimmo pesantemente attaccate, è particolarmente spiccato. E' il lato che compensa un lavoro molto duro dal punto di vista emozionale per una persona, per la sua stabilità; 6. personalmente pecco anch'io di un io egocentrico/narcisista , pecco pure di testardaggine nel verificare l'esattezza delle mie opinioni; 7. il rapporto terapeutico è un campo saponato, i limiti per quanto stabiliti dalla deotologia sono molto labili, basta poco per valicarli e in quel caso imputo una maggior responsabilità al terapeuta non al paziente, spetta al terapeuta non commettere errori che finirebbero per creare danni anche gravi nel paziente; 8. si può usare il "Lei", non incontrarsi al di fuori del contesto nel quale nasce il rapporto, ma il paziente in quanto tale (la sofferenza arcuisce il sentire) percepisce lo stato confusionale del proprio terapeuta, non vedo nulla di male, se il rapporto è sano, incontrarsi all'esterno, 9. non è mia intenzione mettere in croce una persona che con me si è dimostrata debole, mentre può essere stata e sicuramente è un ottimo terapeuta con altre. 10. ciò che non sopporto è il riconoscimento dei suoi errori giustificandoli sempre con i miei anche a distanza di anni, non ultimo alcuni mesi fa. Questo mi fa incazzare di brutto! Sono consapevole dei miei errori non occorre che mi vengano rifacciati come concausa di errori altrui: infondo ero una paziente. Desideravo portare la mia eperienza affinchè altre non commettessero gli stessi errori: ho sbagliato, è giusto non lasciarsi influenzare e seguire la propria strada.
  3. Siamo liberi di sbagliare. Ho espresso le mie opinioni. Ritengo che fra l'essere e il sentirsi spesso esiste una grande frattura e il sentirsi è condizionato dal rapporto con l'altro e non con se stessi anche se noi pensiamo che dipenda da noi, questo soprattutto quando s'intraprende l'analisi. La ricerca dell'equilibrio va oltre una relazione terapeutica e penso che l'analisi sia solo l'imput per intraprendere quel viaggio. Personalmente non mi fiderei di un psicanalista che da adito alla possibilità ad un altro tipo di rapporto e non si tratta di paura, di rinunciare a vivere qualcosa che potrebbe essere bello, si tratta oggettività, di una visione distaccata. S. non ritiene giusto interrompere la terapia, per quanto possa aver compreso, e sarei d'accordo, sono sempre stata per l'assoluta chiarezza, però normalmente in una simile situazione non esiste chiarezza, perchè non può esserci se il terapeuta si lascia coinvolgere esageramente da un paziente (quante volte è risuonato in me l'inno al mistero, il mistero che odio, detesto e mi confonde. Sarebbe stato diverso se il mio terapeuta non avesse avuto una spiccata sublimazione per il mistero). Quindi l'unica soluzione è l'abbandono della terapia, il troncare un rapporto che di deforma ed esce dai recinti che la deotologia impone, giustamente. In quanto al "lei" lo trovo assolutamente formale, assurdo come se nella propria debolezza lo psicoterapeuta s'attaccasse ad una fasulla ancora di salvezza Ho parlato in virtù della mia esperienza, memore di quanto ho sofferto e sono caduta in basso poi per incarnare ciò che lui pensava di me. Ci si sente forti e invece quel sentirsi forti e solo il vestito da "festa" che l'analisi ti fa indossare. Ho sempre trovato giustificazioni per lui e poche per me, ho accettato e compreso la sua debolezza, non la mia. Si può essere un paziente interessante, ma prima o poi arriva un altro paziente più interessante che gratifica "l'io egocentrico" dello psicanalista e allora sono "cavoli amari", lavoro gettato alle ortiche. Grazie Mau, sto bene fisicamente nonostante tutto, don't worry, psicologicamente non molto, potrei sempre decidere di togliermi di mezzo. Esiste un detto "quando il troppo stroppa": sono giunta a questo punto. Magari domani posso pensarla diversamente, oggi no.
  4. Non saprei esattamente a chi rivolgermi se a farfalla62 o a penny, però, nonostante non ami dispensare consigli, mi sento in dovere di esprimerne uno qui: (ho visto che esistono ben due topic sullo stesso argomento + o -) "Rompete ogni tipo di contatto con simili terapeuti, può anche essere, anzi, credo che agiscono in buona fede e non preterinzionalmente, ma vi troverete ferite. In questa relazione siete la parte più debole, per quanto possiate sentirvi forti, la loro cecità vi distruggerà e quello che di buono la terapia ha prodotto sarà vano e aleatorio, solo un'illusione. Posso comprendere il loro essere umani, profondamente umani con tutto il corollario di debolezze, ma non è giusto che siate voi a pagare lo scotto di quest'umanità e.....lo pagherete a vita! Vi comprendo, una simile esperienza l'ho vissuta pure io, anche se da parte mia e posso parlare solo per me sentivo più un'affinità d'interessi. Nessun tentennamento, nessun altra seduta.........è la soluzione migliore! Lo dico con tutto il cuore, quasi un decennio dopo ne subisco ancora le conseguenze! Non siate deboli, miopi come lo sono stata io.........chiudete!" Auguri
  5. Ciao, prova anche te a inserire la tua foto nell'avatar personale. Un modo per farsi conoscere e fare nuove amicizie. Un saluto, Alessandro Martinelli.

  6. per rain: il cerchio no è possibile chiuderlo altrimenti finiremmo di crescere, sono d'accordo con te, ma i cerchi insiti nel grande cerchio debbono essere chiusi altrimenti generiamo caos. per datango: grazie per la tua disponibilità, ma declino l'invito a parlarne per diversi motivi. 1) era un messaggio diretto ad un'unica persona che forse lo leggerà e forse non lo leggerà perchè è quel cerchio che rimane aperto - è meschino usare simili espedienti, ma anche gli "strizzacervelli li usano" a volte. Chiamiamola provocazione: hai voglia "d'intrupparti" in una provocazione? 2) perchè, dopo tanti anni a scorazzare in questo forum, ho imparato che è meglio non aiutare gli altri sull'onda emotiva delle nostre esperienze, si finisce per esserne esageratamente coinvolti, sovvertendo la propria stabilità. Spesso se finiamo qui è per chiudere un cerchio, uno dei tanti. 3) non mi sento sofferente psicologicamente, anzi la rabbia che avverto genera forza in me e in questo momento ho solo necessità di forza interiore. Ho la capacità di guardarmi dentro distaccatamente e forse, anche se non voglio confessarlo, possiedo la mia buona dose d'ironia coniglia... di tanto in tanto. Lascio decantare il colpo, chissà non ne nasca un "vino pregiato", le celluline vaganti hanno come definizione "metastasi ossea". Terribile, no? Solo però per i non addetti! Io le immagino e ci parlo: vediamo chi vince, per ora sembro il "fiore della salute" Ho intenzione di essere ancora citata in lezioni universitarie come esempio di quanto la psiche possa influire sul corpo! 4) aver scritto nel forum dopo quasi un anno o forse più non significa che desideri ritornarci. Mi difendo come posso! Partecipando sarei vittima in cerca d'aiuto o crocerossina e non m'indentifico nè nell'una figura nè nell'altra. 5) Prendete la mia provocazione come argomento generico: è vero che spesso la malattia allontana, poichè il confrontarci con la malattia altrui fa emergere determinate nostre debolezze che spesso neghiamo. Aloah
  7. Non so quanto tu possa conoscermi, è molto che non intervengo in questo forum, pensavo che la mia entità fosse sfumata e smarrita. Sì, esiste una ciclicità negli eventi della mia vita e non credo solo nella mia. Il mio malessere psichico è un granello di polvere rispetto alla malattia e forse è proprio accentuato dalla malattia. Questo cerchio incompiuto è strettamente legato alla mia malattia, ne esistono altri cerchi incompiuti che la mia testardaggine mi conduce a chiudere, non mollo mai fino a che non raggiungo il mio scopo. Servono le conclusioni mie personali? Non credo, penso più che sia necessario un confronto quando un rapporto, quel relazionarsi ha inciso sulla vita profondamente. Oltre ad essere testarda, sono puntigliosa, ho una spiccata tendenza a perorare le mie ragioni quando sono convinta d'essere dalla parte della ragione e infine sono arrabbiata, molto arrabbiata. Pensi che sia umano? Pensi che sono anomarle se mi s'informa che dopo otto anni esistono delle "celluline" maligne che vagano nelle mie ossa? Pensi che non accada di guardarsi indietro e fare bilanci? Esiste un racconto, credo di Sartre, nel quale è descritta l'ultima notte di alcuni condannati a morte, mi rispecchio in loro. Ho lasciato spazio esageratamente all'ottimismo in questo otto anni, oggi mi ritrovo realista, cinica ed egoista, sanamente egoista, almeno spero. Vorrei possedere delle certezze, forse è per questo che tendo a chiudere cerchi per crearmi certezze. p.s.: visto il saluto "i conigli" sono più ironici, io non ci riesco.
  8. La malattia spesso isola l'individuo. Esiste l'isolamento come scelta e l'isolamento subito, esistono entrambi ed entrambi divengono problemi che solitamente incidono profondamente sulla sensibilità del malato, sullo spirito con il quale affronta la malattia. Eppure possiamo notare una differenza sostanziale: mentre dall'isolamento scelto è possibile uscirne e risulta una fase + o - breve dell'accettazione, anzi della assimilazione della nuova situazione, dall'isolamento subito non c'è scampo, lo si subisce e basta, si può solo accettare superando il dolore, il senso di tradimento, l'umiliazione, la sensazione di essere diversi, si può cercare di comprenderlo. Così mi sento. Ho superato la fase di decantazione/assimilazione, mi sono rituffata nel mondo, molti si sono allontanati da me, qualcuno in particolare, qualcuno che dovrebbe comprendere la dinamica delle reazioni/azioni, dovrebbe e invece non comprende nulla, si atteggia a perfetto conoscitore della psiche umana, ahimè, non riesce altro che pasticciare e aggiungere pasticcio ad antichi pasticci, spero solo con la sottoscritta e nessun altro. Ancora una volta nella mia debolezza, mi riscopro forte, determinata, ma ancora una volta, anche se penso d'aver compreso non riesco ad accettare, dentro di me avverto una punta di rancore/dolore, non vorrei, ancora una volta questo rancore/dolore fa crescere in me sensi di colpa per essere tanto disumana nella mia misera umanità. In quanti momenti ho avuto la sensazione che il cerchio si fosse chiuso e invece rimane aperto, inesorabilmente aperto! E le colpe che mi sono state addebitate non solo apertamente, ma anche tacitamente, appartengono a me o rappresentano alibi per tacciare la consapevolezza del pasticciaccio perpetrato a mio danno? Perchè sento l'esigenza di scusare, capire? Perchè? Perchè non posso accettare che si possa ferire non solo volontariamente, ma anche involontariamente? Perchè? Perchè ho tante persone che mi amano, che mi accettano, persone fantastiche e finisco di tanto in tanto nel perdermi soffrendo in questi pensieri?
  9. Chi dice che il cesso non sorride la sua bocca è spalancata in una goliardica risata ride dell'ante ride del retro accoglie i suoni trombosi con poesia e nella sua bellezza immacolata accompagna ogni giornata se poi un quadro vuoi attaccare appendilo bene cade a scoreggiare anonimo
  10. abbracciare Nello quando desidera suicidarsi, così i suoi amici sono fregati e non possono sparare xxxxxxx
  11. liliana

    Il Sesto Senso...

    IL SESTO SENSO E' NORMALITA', FA PARTE DELLA NOSTRA ANIMALITA' ASSOPITA NEL TEMPO. Esistono persone molto più sensibile dell altre che riescono a percepirlo, esistono momenti particolari ed esiste anche un allenamento che aiuta a recuperarlo. Ascoltarsi, ascoltare il proprio corpo, la propria anima che non sono distinti ma profndamente legati l'uno all'altro.
  12. C'è un detto veneto "se noi xe mati no li volemo" C'è liliana che detesta le bici sì, sei matto finirai per trombare la bici finirai per pensarla femmina e fargli il bagno nella vasca ricoperto di schiuma se non lo fai già Te la porterai nel letto e le racconterai i tuo pensieri quelli di oggi e quelli di ieri. Se non lo fai già....... ti cedo una montagna per un pezzo di mare: baratto equo! :D
  13. Un saluto privato lo gradirei, dopo la bacchettata di oggi silmildavide! E poi aspetto una tua poesia, altrimenti posto la prima che conobbi delle tue, qui, dove mi pare........... Ultimamente mordo, ma domani mi coccolo alle terme....un giorno per me! Maurizio un bacione a te e un abbraccio a tua moglie: ho il sospetto che dietro la sua aria angelica sia una donna molto forte e....prendilo per un complimento! BUONE VACANZE E TANTA GOGLIARDIA (tiè lo scrivo così prof tanto come ho scritto ho superato la fase di azzurro - un giorno ti racconterò). A settembre a Roma da "Aio e Oio" al Testaccio. :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D
  14. "La capanna dello zio Tom", letto a 8 anni: per mesi avevo difficoltà a dormire. So che da allora la mia maestra e i miei genitori controllavano attentamente le mie letture.
  15. Scusate la mia profonda ignoranza, ma chi sarebbero questi due che definite "cretini"? Io non guardo la Tv............eccetto qualche film e documentario storico! Non è che siano più "cretini" coloro che li pubblicizzano anche semplicemente parlandone?
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