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  1. deltaz

    Agorafobia

    Anch'io sono nuovo e concordo che su questo argomento ci sarebbe da fare molta chiarezza e non andrebbe sottovalutato e sarebbe bello vi fosse dedicato un po' di spazio. Io ne soffro come accompagnamento fobico degli attacchi di panico e ho sentito dire spesso in trasmissioni televisive delle vere superficiali stupidaggini su questa patologia. E' vero che ha una profonda soggettività ma banalizzarlo riportando le poche misteriose guarigioni miracolose mi sembra eticamente scorretto anche perché è un problema veramente serio e sarebbe giusto ne venisse diffusa la reale importanza. E' una patologia non poco invalidante.
  2. Ciao! Io ti consiglierei di consultare uno specialista. Credo abbastanza probabile che i tuoi problemi fisici stiano influendo più del dovuto sulla tua visione del mondo lasciando forse troppo che condizionino la qualità della tua vita ed è comprensibile ma al tempo stesso da evitare e prolungare la situazione psicologicamente potrebbe servire solo a consolidarla. Già credo tu sia bravissimo a renderti conto di aver imboccato una via discutibile dunque metà della risposta te la stai già dando da solo e forse ora ti serve solo un aiuto per cambiare direzione. Il pensiero negativo è alla base di tanti problemi ed è capace di innescare un effetto a cascata che può diventare difficile fermare più o meno come la risata contagiosa ma al contrario. Non sono uno psicologo ma solo ho anch'io i miei bei problemi psicologici da tantissimi anni e so che a volte capita che tutto diventi un cane che si morde la coda, un primo problema ne scatena un secondo e il secondo alimenta il primo e il primo alimenta a sua volta ulteriormente il secondo e via così. La mia del tutto personale opinione è che da quello che dici forse non sei patologico ma ti consiglierei di consultare qualcuno per capire se stai sviluppando qualche comportamento patologico oppure no. Se hai questo dubbio non sottovalutarlo, verificalo subito. Ciao Tiz
  3. Ciao a tutti. Tenterò d essere breve ma non sarà facile. Tutto è iniziato quasi 20 anni fa quando sono esplosi i miei attacchi di panico. Gli attacchi di panico si sono manifestati con agorafobia come accompagnamento fobico. A seguito di questo la mia fidanzata che chiamerò "L" mi ha lasciato dopo 11 anni passati praticamente in simbiosi e senza mai una litigata. Lei non ammetterà mai di avermi lasciato per questo ma so bene che è così. Le mie esperienze amorose sono sempre state di lunga durata ma sempre finite male. I miei attacchi di panico hanno letteralmente rovinato la vita. Sono un musicista da quando ho iniziato a studiare a 8 anni e ho sempre viaggiato, suonato ovunque fatto mille e mille cose e ad un tratto mi sono ritrovato agorafobico e rinchiuso in una piccola parte di mondo. Un giorno 11 anni fa ho conosciuto "S" una ragazza dominicana alla quale voglio davvero molto bene, tuttavia sono iniziati una serie infinita di problemi. Lei non aveva modo di venire in Italia perché extracomunitaria. Due anni fa finalmente abbiamo trovato il modo di farla arrivare in Spagna con un lavoro ma per una questione di permessi si è ritrovata a dover denunciare un avvocato truffatore e incredibilmente la Spagna la trattiene pur essendo lei la truffata, questione che non si spiega ma la giustizia spagnola è veramente poco raccomandabile. Nel frattempo il tribunale le ha dato comunque modo a tratti e a norma di shenghen di venire finalmente qui in Italia. Nel frattempo ho perso i miei genitori con i quali avevo un rapporto molto forte ai quali devo davvero tantissimo tranne per una carenza d'affetto, non volontaria ma data solo dal loro carattere, affetto che ho sempre cercato fuori dalla famiglia dunque per me la mia fidanzata è sempre un punto di riferimento forte e importantissimo come lo è "S" adesso. Ho un fratello e due sorelle ma siamo tutti davvero molto diversi e non abbiamo un rapporto veramente stretto, anzi...Io vivo da solo e sento qualcuno di loro una volta ogni 2 - 3 mesi. Alla fine di tutto questo mi ritrovo ora letteralmente solo. I parenti è come se non li avessi, i miei genitori per ordine naturale delle cose non ci sono più e ho un solo affetto e un solo amore nella vita, "S" che in più è lontana e con la quale qualche giorno fa ho litigato pesantemente. In verità in 11 anni abbiamo passato insieme pochissimo tempo e ci siamo sentiti per almeno 4 ore al giorno tutti i giorni e pare che l'ultima volta che è stata qui abbia notato qualcosa di me che le condiziona ogni volta il giudizio sulle cose che dico. Io so bene che si sbaglia perché alla mia età so bene come sono e so anche bene cosa passa per la mia testa quando dico qualcosa ma non esiste modo di farle capire che si sbaglia, anzi, si arrabbia perché dice che chi si comporta male sono io e non ammette mai di commettere errori,non l'ho mai sentita farlo in 11 anni, un tratto che io posso anche accettare (non mi aspetto la perfezione da nessuno) ma se questo mina il nostro rapporto non so davvero come risolverlo Lei non parla italiano, sono io che parlo spagnolo tuttavia per quanto lo parli bene non sono madre lingua dunque ammetto che forse qualche volta potrei esprimermi con una forma non precisamente corretta ma quando lo uso come giustificazione lei risponde che però quando voglio parlo perfettamente. Ammetto anche le mie spigolosità caratteriali, so che alcune cose della mia vita si deve stare attenti a come si toccano tuttavia sono una persona riflessiva e dopo un primo istante in cui emerge la mia impulsività sono immediatamente pronto a rivedere e accettare qualsiasi idea e opinione, non necessariamente condividerla ma senza dubbio accoglierla. Insiste col dire che dico sempre quello che so come un'enciclopedia umana ma è ovvio che se parlo io parlo di quello che so io, delle mie idee e delle mie opinioni. E' l'unica persona al mondo che abbia e abbia mai avuto un problema simile con me e non so veramente come uscirne. In verità non so neppure se il nostro rapporto sia ancora in piedi o meno in questo momento ma so anche che "S" è l'unico legame affettivo che ho con questo mondo. Dico sempre che è tutto ciò che mi rimane ed è effettivamente così e in verità la amo davvero molto al punto che per aiutarla in Spagna dove ora ovviamente ha anche problemi economici mi sono ridotto a vivere con il minimo indispensabile anche perché sono fatto male ma sono fatto così e quando arrivo ad amare qualcuno do il 100% di me stesso. Gli amici sono sempre solo dei pagliacci, quando ho bisogno di loro spariscono tutti, quando hanno bisogno di me mi sono tutti intorno come mosche perché sanno che li aiuto sempre e non so tirarmi indietro, Pesino "S" mi considera un po' fesso in questo senso ma cosa devo fare? So bene come sono, e non sono ipocrita, non so fare "l'amicone" con le pacche sulle spalle e i falsi sorrisi ma sono sempre disponibile per gli amici anche se non amo ubriacarmi il sabato sera o buttare il tempo al bar. In questo momento persino "L" Con la quale ho riallacciato i rapporti un anno fa circa e con la quale ci siamo resi reciprocamente conto di avere un rapporto incredibilmente forte, più forte di una normale amicizia, colei che mi ha detto: "Nessuno al mondo mi conosce quanto mi conosci tu" è scomparsa, anzi, ancora peggio, non è scomparsa del tutto, ai miei messaggi e richieste di aiuto risponde con emoticons che sembrano avere l'intento di dileggiarmi. Da un istante all'altro le poche persone che avevo intorno sembrano essersi trasformate in portatori sani di cattiveria gratuita e anche se forse non traspare molto dalle mie parole sono alla disperazione, alla canna del gas, in un buco profondo senza scale o corde per uscire e questa volta non so davvero come ne uscirò. Scusate! Non sono riuscito ad essere breve. Ci avrei scommesso. Grazie Tiz
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