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  1. Periodicamente torna il Mostro. Quello che pensavo fosse morto e sepolto dalla piena accettazione della mia situazione, ogni tanto si rifà vivo e mi assale, e giù malessere e attacchi di pianto. Sono figlio monoparentale (avevo 4 anni quando è morto mio padre), mia madre mi ha chiuso in casa per anni e sono stato bullizzato da un fratello maggiore per altrettanti, credo fino ai 12/13 anni. Ho avuto sempre difficoltà a relazionarmi con gli altri, sia da bambino che successivamente da adolescente. Da adulto le cose sono leggermente migliorate. Ho lasciato casa per andare a studiare fuori a 19 anni, in realtà l'ho fatto solamente per cercare la salvezza. A quell'età avevo pochissimi amici, non uscivo quasi nulla, e soffrivo come un cane, chiedendomi ogni giorno il perchè di tutto questo, perchè proprio a me. Senza trovare risposta. I tempi dell'Università sono stati un po' meglio, ma tutti i rapporti sociali, così come adesso, sono sempre stati influenzati dai traumi dell'infanzia. Non sono mai riuscito a relazionarmi con le ragazze, e vedere i miei amici che avevano successo con loro rappresentava per me una forma di sconfitta e dolore. A quei tempi ho preso realmente coscienza della situazione. Ho iniziato a leggere libri sulla depressione, sull'autostima, senza però riuscire a trovare una reale soluzione. Solo tardi, dopo i 30 anni, ho pensato di farmi aiutare da un professionista, ma dopo poche settimane ho interrotto tutto a causa di quella sensazione di accettazione che periodicamente provo nei confronti della mia situazione e che mi fa stare quasi sereno. Ma poi torna il Mostro. E giù pianti. Non ho praticamente mai avuto nessuna relazione con l'altro sesso, un blocco totale, e adesso sento una voglia matta di voler bene a qualcuna e sentirmi voluto bene. Nella mia testa invento storie inesistenti che mi aiutano a placare quel malessere derivante dalla realtà nuda a cruda. Immagino di essere voluto bene, ed è una sensazione bellissima. La cosa incredibile che tutto questo non ha quasi influenzato la mia vita professionale, mi sono laureato e adesso vivo all'estero con un buon lavoro. Ma devo sempre combattere contro il Mostro. E in più inseguo quella voglia di amore, amore del quale pensavo non avere bisogno per tutto il resto della mia vita. Ma non è così. Vi chiedo un aiuto, la patologia della quale soffro ha un nome? Sono più di una? C'è qualcosa che si può fare? Grazie per l'attenzione.
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