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Laura2607

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  1. Laura2607

    Riprendere la terapia?

    Ciao a tutti!Sono una ragazza di 22 anni, ho sofferto di attacchi di panico per molti anni. Sono iniziati all’età di 11 anni e non so per quale motivo. Mia madre decise di portarmi da una psicologa ma io non parlavo, passavamo l’ora in silenzio e quindi dopo due incontri la psicologa decise di sospendere, ci riprovai dopo qualche anno con un’altra psicologa ma il finale fu lo stesso.All’ età di 16/17 anni, dopo un forte attacco di panico, fui io a chiedere a mia madre di andare in terapia.Anche con questa volta non riuscivo a parlare ma lui non mi chiuse la porta in faccia dopo 2 sedute, andammo avanti per parecchio tempo, voleva davvero aiutarmi.Le sedute erano monologhi, lui mi parlava e io ascoltavo, provava a farmi delle domande ma io niente, non riuscivo a rispondere a domande che riguardassero la mia sfera personale, le uniche domande a cui rispondevo riguardavano la scuola. Pensavo che la terapia avrebbe dovuto farmi stare meglio, invece uscivo di lì ogni volta peggio.Dopo 1 anno circa ho deciso di non andare più.Per alcuni anni ho visto questa scelta come un fallimento, sentivo di aver perso del tempo e di aver fatto perdere dei soldi ai miei genitori. Provavo rabbia, ero arrabbiata col mondo intero e soprattutto con lo psicologo perché le cose che mi avevano detto mi risuonavano in testa continuamente anche se ormai non ci vedevamo più.Da un po' di tempo gli attacchi di panico sono spariti e non mi capita più di svegliarmi nel cuore della notte perché sento la tachicardia. Questo è quello che pensavo di voler ottenere con la terapia, ma invece ho capito che l’ultimo psicologo aveva ragione, il problema non era l’ansia, il problema era il fatto che io non fossi felice e che non riuscissi a parlare con nessuno.Aveva ragione, sono sola e non sono felice, la mia vita è fatta solo di studio. Non ho delle vere amiche, non ho mai avuto un fidanzato, non ho una persona con cui confidarmi… Ho pensato che gli attacchi di panico siano spariti proprio perché ho preso consapevolezza delle cose che mi diceva quando andavo in terapia.Oggi ho capito che a 17 anni avevo paura, avevo paura di trovarmi sola e senza amici e di scoprire di essere fuori di testa, avevo paura di quello che potevo scoprire di me stessa se mi fossi guardata dentro. Davo la colpa allo psicologo come se ciò che veniva fuori dalla terapia era colpa dell’analisi ma la verità è che quei problemi erano già dentro di me e io avevo soltanto paura di vederli.A volte sento il bisogno di tornare da lui e provare a dirgli queste cose, da troppo tempo aspetto che le cose cambino ma non cambiano mai, a volte penso che per far cambiare le cose debba partire proprio dal parlare con qualcuno e per questo vorrei ricominciare.Però ho paura che la storia si ripeta per l’ennesima volta, spesso arrivavo in terapia che avevo tantissime cose da dire e invece niente mi bloccavo. So che sarebbe così anche se decidessi di tornare, quando ho davanti qualcuno non riesco a parlare di me. Forse perché mi vergono, a volte mi chiedo come si faccia ad avere una vita così a 22 anni, sempre a casa e senza mai aver avuto un fidanzato.Cosa mi consigliate?
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