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Joe7

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  1. Joe7

    AGORAFOBIA

    Salve. Il mese di Novembre scorso, ciò che pensavo fosse stato un attacco di panico, in realtà era un attacco epilettico che confusi. Adesso prendo farmaci e tutti ok. Da piccolo avevo gli attacchi epilettici e mi svegliavo direttamente in Ospedale. Le uniche crisi che ricordo sono quelle che mi hanno segnato. Una a 14 anni al primo superiore davanti al pc. Mi svegliai in Ospedale, era tutto bianco e pensavo fossi all'altro mondo, non vi dico il panico al risveglio, menomale il Prof. mi tranquillizzò perché anche lui epilettico (che casualità :)) La seconda quando ero all'uni ed avevo 26 anni, mi capitò, dopo un periodo di forte stress quando non prendevo più farmaci, da un gommista e l'ultima, ma di pochi secondi, a Novembre. Avendo poi una Mamma molto apprensiva che non mi ha fatto affrontare la paura ma tenuto in casa perché non volevo uscire, ha contribuito a questo sentimento di evitamento e chiusura. Nonostante tutto mi sono Laureato e esercito la libera professione. I miei unici viaggi sono stati con la scuola a 18 anni al Nord, con la mia Fidanzata a Gallipoli e poco altro ancora, nulla di che. Sogno di viaggiare ma ho paura di farlo, un bel controsenso no ? Vorrei uscirne, non ce la faccio più e sto perdendo un sacco di occasioni e non vorrei rischiare di perdere pure il mio amore. Non è certo facile starmi vicino durante i miei momenti no. Ho paura dei luoghi affollati e di allontanarmi. Devo dire che già prima questo episodio avevo timore ad allontanarmi ma non avevo sintomi cosi forti. Mi vengono brividi, affanno, sudo, calore anche se fuori ci sono zero gradi ed inizio a tremare. La mia prima volontà è quella di scappare da li e far ritorno a casa. Io sono del Sud e sono un Libero Professionista, devo per forza di cose vedere persone, girare e questo mi crea molto stress. Ultimamente mi è capitato di ricevere una proposta lavorativa al Nord, nel Veneto. Il sol pensiero di stare li per giorni mi crea un forte stress ed ansia ed il primo pensiero è quello di rifiutare ma poi so che la prenderei male e lo considererei come l'ennesimo atto di vigliaccheria, anche se all'inizio penso che starei bene per il pericolo scampato. Quando sono in prede all'ansia mi agito, respiro a fatica, sudo, bocca secca, nodo in gola, le gambe tremano e mi sento in confusione, stordito. Quando il collega mi ha parlato di questo lavoro, ciò che sarebbe dovuta essere una bellissima notizia e dove sarei dovuto essere entusiasta, l'ho presa come quando ti chiamano perché è venuto il tuo turno per l'intervento chirurgico. Anche la mia fidanzata mi crea pressioni e vorrebbe che accettassi. Il guaio è che io penso in continuazione a come potrei sentirmi a stare a 1000 km da casa e a dirigere un cantiere. La mia situazione economica poi non mi permette di fare troppo lo schizzinoso e sento molto la pressione addosso. Avete presente quando vi trovate ad un bivio e dovete scegliere ed anche in fretta? Ecco ! Inoltre mi dice che ce l'ho sempre avuto questo evitamento perché dice che da solo non volevo mai andare da nessuna parte. Io non vorrei affrontare una situazione cosi radicale ma in maniera progressiva a poco a poco. Ma è anche vero che certi treni passano una volta sola e non si può sempre dire no per paura o chissà cosa. Desidero vivere la mia vita appieno e no bloccata come adesso. Che mi consigliate di fare? Grazie anticipatamente !
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