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Bob1980

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  1. So anche però ora che la cosiddetta bella persona è quella che ho voluto vedere io ma che non è probabilmente così nonostante i suoi problemi.
  2. Non sono masochista ma per il resto hai perfettamente ragione e ti ringrazio perché sono anche quei tipi di commenti che cercavo e di cui avevo bisogno, anche se ne ero consapevole. Sto facendo il mio percorso terapeutico ed ho capito perchè è successo. Esco paradossalmente provato da tale rapporto, un pò triste perché non nascondo che alcuni bei momenti ci sono stati ma ne esco sopratutto molto più consapevole e cosciente di quello che sono i miei bisogni e di conseguenza di quello che voglio e non voglio più perché come dici, perché stare con una persona che non fa stare bene ? Grazie grazie grazie.
  3. Ho insisto probabilmente perché avendo vissuto io stesso da bambino la perdita di mio padre, ho sicuramente paura di un ulteriore "abbandono" così come è difficile per me abbandonare. Ho insisto anche perchè ero e sono tuttora convinto che sia dentro di sé una bella persona e che le sue manifestazioni di gelosia, egoismo, rabbia ecc... non sono altro che una sua incapacità a gestire e controllare una profonda sofferenza. Ho solo pensato che avrei potuto aiutarla a superare tale dolore ma non avevo capito che è sostanzialmente una borderline. Dopo un lavoro di psicoterapia, ho ormai il quadro completo di lei, di me e di tutto quello che è successo fra di noi. Sono nella fase di accettazione consapevole che non avrei potuto fare altro ne che sarebbe stato salutarlo per me (ne lei) continuare. Anche lei ha intrapreso un percorso di psicoterapia che sarà penso lungo, avrei solo voglia di scriverle di aver capito finalmente il suo malessere che ho preso per altro e sottostimato ma non lo farò perchè non è servito prima ne servirebbe ora, sopratutto devo pensare a me stesso e proteggermi. Grazie per la domanda molto introspettiva.
  4. Se per prendersi cura intendi essere a suo fianco nell'ascoltarla, capire insieme a lei le dinamiche, confortarla, spronarla e motivarla aiutarla, non vedere tutto nero, relativizzare e decolpevolizzare allora si. Le ho anche detto di farsi aiutare da uno psicologo. È chiaramente una persona che soffre ma io non sono uno psicologo anche se forse sono venuto a farlo inconsciamente. Le due cose che ho fatto di più oltre accettare sono state di farla relativizzare i suoi momenti di stress e rabbia e farle vedere il bicchiere mezzo pieno anziché vuoto per essere più serena e felice con se stessa e di conseguenza nel rapporto.
  5. Ciao, secondo me avete attraversato entrambi per diverse ragioni una crisi esistenziale che però no mi sembra fondata sul disinnamoramento reciproco, forse non vi siete parlati prima nel modo giusto e le hai messo un dubbio nella sua testa circa il tuo atteggiamento. È evidentemente confusa e vuole fare chiarezza, in questo la puoi aiutare dicendo di aver capito il motivo che vi ha portato a questa situazione e che ora ti allontani un pò per lasciarla respirare e riflettere. Insisti sul fatto che la aspetti ma che non cerchi altre relazioni nel frattempo così come dille che lei ti può chiamare quando vuole per sostegno o altro e che tu lo puoi e vorresti fare qualora lei lo volesse anche. Un sms ogni tanto per farle capire che ci sei ma senza pressare. Se vi amate ancora troverete un dialogo, magari ci vuole un pò e non sarà semplice ma lo troverete e se non lo troverete sarà perchè uno dei due non ama più l'altro o ha dei problemi che non riesce a risolvere ma francamente non mi sembra il vostro caso da quello che scrivi. È invece quello che mi è successo e che ho raccontato nel post dipendenza affettiva relazione tossica dilemma. Nulla a che vedere con te ma per dire che se ci si ama e non ci sono enormi problemi emotivi non risolti, ci si riconcilia secondo me. Potete in ogni caso chiedere un supporto Psicoterapia di coppia. Sù col morale forza.
  6. Ciao', Sono un uomo di 52 anni estremamente posato, tollerante e conciliante. Razionale ma sensibile, sempre aperto al dialogo nel cercare di capire l'altro, sono considerato e riconosciuto così da tutti. 6 mesi dopo la separazione con mia moglie , mi sono innamorato follemente di una donna che è l'opposto di me. Me ne sono innamorato perché sebbene intravedevo una persona potenzialmente strana nell'umore, volevo vedere in quella persona quello che non avevo ricevuto in 14 anni con mia ex moglie: affetto, gentilezza, dolcezza. 47 anni, senza figli ne amici, maniaca, insicura, frustrata, insoddisfatta, bloccata emotivamente, gelosa, intollerante, possessiva, isterica e piena di rabbia per un niente, costantemente alla ricerca di conferme e gratitudine che se non arrivano la mandano in bestia e le fanno tagliare ogni rapporto. Un carattere di m.... potremmo dire. Ora tutto questo fa secondo me parte di un innato carattere ma è stato condizionato da un passato difficile fatto di un trauma di 30 anni non elaborato che le porta sensi di colpa infondati e che ha successivamente condizionato le sue scelte nella vita le quali sono state ampiamente criticate e giudicate dalla famiglia con la quale non riesce ad imporsi subendo il giudizio della madre che non condivide le sue scelte sentimentali perchè sostanzialmente la vorrebbe sempre con se. Non ha avuto figli e la sua relazione più lunga di 2 anni data di più di 10 anni fa e si concluse con il rimprovero della madre che "l'aveva" avvisata e il padre che le disse che sarebbe stato l'ultima volte che l'avrebbero aiutata. Sono sicuro che non ha mai detto ai suoi di frequentare qualcuno nelle altre breve relazioni che ha avuto. Il rapporto con la madre è morboso, si chiamano 2 volte al giorno tutti i giorni. All'inizio il rapporto fu un reciproco colpo di fulmine che la porto a voler conoscere rapidamente mio figlio e progettare una convivenza, cose alle quali ho temporeggiato spiegando il perché, ossia conoscersi bene noi e prendere anche tempo per mio figlio, pensavo infatti di presentarglielo un pò alla volta dopo 6 mesi che poi diventarono 12 anni per via dei nostri continui litigi. Dopo 2 mesi e queste prime avvisaglie, ho scoperto un pò alla volta tutti i tratti caratteriali sopra elencati ed ho incominciato a subire attacchi verbali di ogni genere, critiche e giudizi personali circa la mia gestione del figlio e della separazione con mia ex moglie, mi accusava di non aver tagliato con il passato perché frequento ancora le 2 figlie della ex moglie che ho cresciuto per 12 anni e alle quali sono ancora molto legato, voleva andare a convivere ma non avrebbe accettato in casa la presenza delle 2 ragazze (che sono anche le sorelle di mio figlio) neanche per un caffè, ( difatti queste ragazze adulte non vivono con me, ho solo la custodia alterna di mio figlio). Mi ha accusato di tenerla nell'ombra quando non solo le ho presentato mio figlio dopo un anno ( e si erano anche accettati peraltro) ma anche mia madre mentre lei ha ammesso alla sua dopo 6 mesi la nostra relazione che fu naturalmente bocciata. Abbiamo litigato per 2 anni con frequenza mensile, allontanamenti e ripresa del rapporto sempre su mia iniziativa per farla ragionare dicendo sempre che se ci amiamo possiamo trovare delle soluzioni e dei compromessi, l'ho sempre ascoltata, sostenuta, spronata e dimostrato la mia comprensione. Lei si calmava e mi diceva non poter stare senza di me ma evidentemente non sta bene con se stessa e non accettava dentro di se certe così come subiva il parere contrario della madre. Dopo un anno ci fu la prima vera rottura che ammise alla madre che fu ben contenta e dopo esserci rimessi insieme non le disse più di noi salvo per capodanno e recentemente un aperitivo, la madre smise in quelle 2 occasioni di parlarle per una settimana facendole pesare nostro rapporto. In primavera oltre tutti i problemi le arriva un probabile burn out professionale, le propongo un week end al mare ed una settimana in agosto con mio figlio e sopratutto la invito ad ammettere a sua madre la nostra relazione se ci crede davvero ma ella va in tilt totale. Si allontana perché soffre a suo dire, non si ama ne può amarmi, dice di dover pensare a se stessa e di intraprendere una terapia EMDR per elaborare e rimuovere il trauma di 30 anni, mi accusa di averla tenuta nell'ombra e di aver aver subito e sopportato troppo la mia separazione giudiziale con mia ex moglia che mi ha in effetti stressato tanto ma che in primavera si conclude davanti al giudice, sono finalmente libero di ogni pensiero. Insomma non ce la fa più e mi lascia. faccio passare qualche settimane e tento di capire se ci sono ancora sentimenti da parte sua, in tale caso le dico di poter aspettare affinché risolvere i suoi problemi. Mi risponde con paradosso e ambiguità dicendo prima che non riesce più ad amarmi ne a vedere un futuro di coppia per poi dirmi che non può dirmi di non amarmi più perchè non lo pensa aggiungendo però che se la cosa mi può fare tranquilla allora me lo può dire. Le dico basta prese in giro e mi insulta pesantemente. La storia è finita un mese fa e le ho solo mandato una mail per dirle di capire la sua situazione ma che anche lei deve capire me, sa che potrà contare su di me se lo vorrà, non lo farà ne mi interessa ma io ho sempre chiuso le mie relazioni con rispetto, educazione e signorilità credo. Ho letto un pò di cose sulle persone narcisiste, borderline ed affette di Disturbo Stress Post Traumatico (DSPT) e la riconosco in tutto. Premesso che so perfettamente essere stato affettivamente dipendente da quella persona e che la relazione era tossica ed avrei dovuto stroncarla dopo 3 mesi, premesso che quella persona ha dei grossi problemi di varie natura che la fanno sicuramente soffrire, è possibile tuttavia che il suo stato le impedisca di chiedere scusa per gli insulti ( ce ne sono stati tanti e no lo ha mai fatto) mentre io l'ho sempre fatto dopo averla offesa un paio di volte in 2 anni a seguito delle crisi ? Possibile che non si renda conto che non solo l'ho sempre perdonata e aspettata e che chiedevo solo sincerità ? Il mio senso comprensivo mi ha fatto aspettare nella speranza che cambiasse qualcosa, quello razionale mi dice che per quanto uno abbia dei problemi non rifiuta il partner se lo ama ancora. Ecco, questa è la cosa più dura da mandare giù, questo dilemma che mi pensare che ad ogni modo era una relazione impossibile e dall'altro aver avuto a che fare con una malata. Un pò stronzetta però.
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