Vai al contenuto

Jambi

Membri
  • Numero di messaggi

    26
  • Registrato dal

  • Ultima visita

Jambi's Achievements

Newbie

Newbie (1/14)

0

Reputazione comunità

  1. Uuuuhm....e da che altro dipende? Dal caso? Dalle circostanze? Sentiamo...
  2. Jambi

    domanda a uno psicologo

    E tu ste , non attaccarci interventi inutili...ti conosco da più tempo di quanto tu creda, e il tuo modo apparentemente sincero di scrivere non mi incanta.
  3. Jambi

    domanda a uno psicologo

    Oh per favore, mio...non cadermi in questo pseudo-cripticismo da due soldi...mi sembri un ragazzo con la testa sulle spalle, e hai meno di dieci anni in più di me. Non cercare di fregarmi, Se sai rispondere, bene , se no , non rifilarmi sciocchezze , ok?
  4. La relazione tra personalità, comportamento e stato di salute è stata evidenziata in ambito clinico già da qualche tempo. La medicina riabilitativa e la neurologia del comportamento basano buona parte del loro assetto terapeutico su questa conoscenza. Una della componenti che sembra essere di maggiore importanza è proprio quella delle relazioni sociali...una persona con delle "reti sociali" molto ampie e ben strutturate ha minori probabilità di attuare comportamenti a rischio per la salute, e quindi di ammalarsi. Qualora si ammali, può godere di un sostegno pratico ed emotivo molto solidi. Questo fatto ha due conseguenze principali: l'incoraggiamento e la solidarietà di molte persone portano il paziente a sentirsi più accudito e protetto, e quindi a sperare maggiormente nella buona riuscita della terapia medica, ad avere maggiore fiducia in essa e a seguirla con notevole rigore. In secondo luogo , il sostegno psicologico di altre persone causa anche delle reazioni psicofisiologiche molto positive per l'organismo. Un altro spunto di riflessione interessante è quello della propensione a trattenere le proprie emozioni ( personalità di tipo C , giusto?). E' da qualche tempo che penso che tutte le attività che aiutino ad esprimere ed incanalare le proprie emozioni siano una ottima cura per buona parte dei disturbi psicosomatici. Non so se esistano studi scientifici al riguardo. A me viene in mente la recotazione, che a mio avviso può aiutare moltissimo a risolvere problemi come Tic, gastrite, psoriasi eprobabilmente molto altro.
  5. Jambi

    domanda a uno psicologo

    Certo, ma come puoi percepire in modo del tutto "non pensante", se teniamo conto del fatto che la percezione è già di per sè stessa una forma di pensiero? Dobbiamo cambiare l'idea di percezione. Dunque , di cosa parliamo quando parliamo di percezione?
  6. Jambi

    domanda a uno psicologo

    Se supponiamo che la Verità sia presente immediato , allora essa effettivamente non è conoscibile. Il nostro cervello affronta in tempo reale solo alcune delle cose che percepisce. Altre le immagazzina nelle linee essenziali e decide dopo cosa farne, a seconda delle occasioni. Molto banalmente , quando tu "perecpisci"- con qualunque senso - qualcosa , in realtà hai già ampiamente filtrato e ristrutturato ciò che hai percepito. Non penso sia del tutto corretto dire che il pensiero "accumuli" - o cerchi di accumulare - tutto ciò che incontra. Attua un processo molto più complicato e intelligente: cerca di inferire delle costanti generali, scartando ciò che gli sembra invalutabile ma mantenendo una certa soglia di attenzione verso gli imprevisti più "di spicco". In questo senso , la bottiglia non è mai piena...non si accumulano "oggetti psichici" , ma strutture psichiche che si consolidano a seconda delle conferme che ricevono, pur rimanendo modificabili e integrabili tra loro. E' certamente vero che il pensiero tende il giudizio. D'altro canto , è fisiologicamente vero che anche le percezione pura senza pensiero logico e cosciente alla base tende ugualmente al giudizio. Noi possiamo, in alcuni modi , modifcare la percezione che abbiamo della realtà - sia interna che esterna , se vogliamo mantenere la distinzione-...è pur vero che il nostro cervello fa sempre da filtro , non possiamo percepire nulla se non tramite una intepretazione data dal nostro sistema cerebrale. Noi non riusciamo a risolvere determinati problemi non necessariamente perchè non li comprendiamo, ma perchè forse tali "problemi" - come la violenza o altro - sono stati promossi dalla evoluzione e ci hanno aiutati a sopravvivere (sembra paradossale , ma non lo è). Altri problemi , probabilmente , non riusciamo a risolverli perchè effettivamente non li comprendiamo....e questo certamente mette in luce i limiti di tutti i tipi di psicologia - scientifica e non - elaborati fino ad ora.
  7. Jambi

    domanda a uno psicologo

    Se supponiamo che la Verità sia presente immediato , allora essa effettivamente non è conoscibile. Il nostro cervello affronta in tempo reale solo alcune delle cose che percepisce. Altre le immagazzina nelle linee essenziali e decide dopo cosa farne, a seconda delle occasioni. Molto banalmente , quando tu "perecpisci"- con qualunque senso - qualcosa , in realtà hai già ampiamente filtrato e ristrutturato ciò che hai percepito. Non penso sia del tutto corretto dire che il pensiero "accumuli" - o cerchi di accumulare - tutto ciò che incontra. Attua un processo molto più complicato e intelligente: cerca di inferire delle costanti generali, scartando ciò che gli sembra invalutabile ma mantenendo una certa soglia di attenzione verso gli imprevisti più "di spicco". In questo senso , la bottiglia non è mai piena...non si accumulano "oggetti psichici" , ma strutture psichiche che si consolidano a seconda delle conferme che ricevono, pur rimanendo modificabili e integrabili tra loro. E' certamente vero che il pensiero tende il giudizio. D'altro canto , è fisiologicamente vero che anche le percezione pura senza pensiero logico e cosciente alla base tende ugualmente al giudizio. Noi possiamo, in alcuni modi , modifcare la percezione che abbiamo della realtà - sia interna che esterna , se vogliamo mantenere la distinzione-...è pur vero che il nostro cervello fa sempre da filtro , non possiamo percepire nulla se non tramite una intepretazione data dal nostro sistema cerebrale. Noi non riusciamo a risolvere determinati problemi non necessariamente perchè non li comprendiamo, ma perchè forse tali "problemi" - come la violenza o altro - sono stati promossi dalla evoluzione e ci hanno aiutati a sopravvivere (sembra paradossale , ma non lo è). Altri problemi , probbailmente , nascono invece , non riusciamo a rislverli perchè effettivamente non li comprendiamo....e questo certamente mette in luce i limiti di tutti i tipi di psicologia - scientifica e non - elaborati fino ad ora.
  8. ...Avere "sintomi di depressione" non significa essere tristi , abbattuti, un po' demotivati o apatici. E' altra cosa. Significa, per esempio , avere momenti di totale scoraggiamento e disinteresse per le cose, crisi di pianto immotivate con una certa frequenza, serie difficoltà a fare quasi qualunque cosa per mancanza grave di motivazione, avere un rapporto squilibrato con il cibo, e non solo occasionalmente...ho citato solo degli esempi. Non sono sintomi di cui soffrano tutti. Un discorso analogo si può fare per l'ansia. Dici che si tende a "dare del patologico con troppa facilità"...tu conosci i criteri per diagnosticare una sindrome depressiva? E quelli per diagnosticare un problema di ansia?
  9. In natura non esiste la cattiveria...beh, in natura esistono lo stupro, l'omicidio lento (o tortura), l'umiliazione sociale, la pedofilia , l'infanticidio e altre cose simili. Può non essere semplice spiegare questo genere di comportamenti in ottica di soppravvivenza, ma alcuni ci hanno provato. Mi viene in mente un esempio abbastanza buono che faceva un biologo evoluzionista a proposito della violenza sessuale: secondo lui esistono sostanzialmente due tipi di stupro, uno finalizzato alla riproduzione, non alla violenza pura...e un l'altro, invece , finalizzato alla distruzione , che generalmente si conclude con l'uccisione della persona stuprata. Potremmo aggiungere anche lo stupro per "umiliazione" ( per esempio nelle carceri ). Qual'è esattamente il fine di uno stupro che si conlude con l'assassinio di una persona? In che modo un atto simile può essere letto in termini di "sopravvivenza"?
  10. Jambi

    SUICIDIO

    Boh , immagino che abbiamo due modi di vesri di vedere le cose ( se il termine "prospettive filosofiche" non ti aggrada). Tu dici di osservare ciò che è e di ripeterlo...credo che questa sia un'affermazione ingenua. Anche gli antichi osservavno il cielo e dicevano "Il Sole gira intorno alla terra"...e in effetti , viene una gran voglia di pensarla così , pur sapendo che non è così. Quindi non mi fiderei troppo delle "osservazioni", no? Non capisco come tu possa non concordare sulla seconda frase..anche osservare le cose è un modo di esperirle...e se tu non Desiderassi osservarle , non lo faresti. Circa il suicidio, io penso che in realtà non sia riconducibile ad una sola possibile "causa" psicologica...uno stato di infelicità senza desideri , secondo me, può chiamarsi depressione cronica...e tale stato raramente induce al suicidio, a ben pensarci. Sono più d'accordo, se proprio bisoagna trovare una causa generale, con l'idea che il suicidio derivi dalla frustrazione di un desiderio molto forte...talmente forte da essere divenuto il motivo unico e insostituibile della propria esistenza. Oppure, altra ipotesi, un evento che mina improvvisamente alle fondamenta una qualche personale "certezza assoluta" che riteniamo importante ( per esempio, una persona che di punto in bianco si sveglia con il volto sfigurato può sentire il desiderio di suicidarsi ). Terza e ultima ipotesi , la paura o convinzione che , se non ci si suicida , si rischia di andare incontro a qualcosa di molto peggiore.
  11. Jambi

    SUICIDIO

    "Volete solo i perchè..." ...Cos'è questa uscita in stile "santone"?? E comunque, io voglio solo la tua opinione, non mi aspetto che mi sveli l'intima verità dell'Essere ( certo , se la conosci , mi fa pure piacere saperla...si sa mai .. può tornare comoda ). Comunque, capisco quello che dici-almeno credo-...però non sono del tutto d'accordo...innanzitutto , credo sia vero che, mentre sei nel pieno del tuo desiderio, manchi di consapevolezza piena...ma è proprio l'esperienza del desiderio che ti porta in seguito a sviluppare consapevolezza , secondo me. In secondo luogo, credo personalmente che Essere e Divenire siano inscindibili...immagino si tratti di prospettive "filosofiche" diverse. Credo che anche l'asceta o il monaco che vivono in apparente stasi e privazione, in realtà siano mossi da un desiderio fortissimo e indomabile. Ma questo temo che esuli dai confini di questo topic
  12. Jambi

    SUICIDIO

    Perchè no? Voglio dire, come mai una persona che comprende la vita e che è "consapevole" (in che senso esattamente?) non dovrebbe mai volersi suicidare?
  13. No no , affermazione troppo tosta per me...ed è troppo comodo prendere una decisione in proposito...mi tengo il dubbio e tanti saluti|
  14. Per la verità , se non sbaglio, gli abitanti dei paesi nordici bevono quantità prodigiose di alcol...senza contare che la loro musica sembra ispirata dalla Morte in persona - per quanto io l'adori , non si può dire che sia allegrissima...-...ma non so come e quanto c'entri il fattore "luce" in tutto ciò
×
×
  • Crea nuovo/a...

Informazione importante

Navigando questo sito accetti le nostre politiche di Politica sulla Privacy.