Vai al contenuto

oscar

Membri
  • Numero di messaggi

    2129
  • Registrato dal

  • Ultima visita

messaggi di oscar

  1. Sto mettendo in forse il continuare la terapia. Vedo una persona a me vicino raccogliere i frutti della sua di terapia, facendo progressi enormi. E io dopo un tot di mesi sono al palo. Bloccata ai soliti pensieri di merda. Si, lo psicologo è riuscito a darmi delle indicazioni utili, nel quotidiano posso aver fatto qualche miglioramento. Ma la mia testa è tale e quale. Il suo modo distorto di funzionare non è cambiato di un millimetro. Sarò impaziente, ma se penso che questo processo potrebbe richiedere anni e anni...li davvero comincia lo sconforto! tu hai postato un brano di Fabiola De Clercq: 20 anni di analisi, 4/5 ore la settimana...La stessa S. ha parlato di terapie di anni... Ma ci rendiamo conto: 20 anni! Ma anche se fossero 10.

    Io non metto in dubbio che ci voglia questo tempo per risolvere gravi problemi, metto in dubbio la democraticità della psicoterapia. Perché io sto facendo i salti mortali, i giochi di prestigio, per pagarmi questa psicoterapia...e non posso pensare di poter prolungare questa situazione di sistematica rinuncia a tutto per 10 anni. Se mi viene una carie, per esempio, sono nei xxxx: non mi posso permettere dentista e psicologo insieme! Se una persona è ricca (e la maggior parte dei pazienti del mio psicologo lo sono) può permettersi di aspettare, di affrontare un percorso sapendo che durerà anni, soffrendo quello che ci sarà da soffrire...ma non sarà schiacciata dai problemi economici, potrà concentrarsi sui problemi psicologici...

    Ma io come tante persone devo sopravvivere...come faccio ad affrontare serenamente questo percorso, se mi devo privare di tutto, se non mi posso neanche permettere di fare gli esami del sangue, perché non mi tornano i conti a fine mese (e già non tornano...)

    Io mi rendo conto che avrei bisogno di un percorso di psicolanalisi...ma è impensabile. La verità è che certi percorsi sono riservati alle classi economiche privilegiate... è inutile che ci raccontiamo storie!

    Il problema di bilancio così come lo descrivi tu è già oltre il limite di ciò che è produttivo per una psicoterapia efficace. Arrivare a doversi privare delle cure del dentista per un colloquio con lo psi, DEVE essere discusso in terapia. E se lui fa spallucce, non vedo altre soluzioni a terapie brevi alternative, o con altri approcci, o rivolgendosi al pubblico.

    Non è un problema di democraticità e di squilibrio ma di efficacia (si va apposta da uno dove si imposta un rapporto altrove considerato squilibrato). Pagarsi non la psicoterapia, ma qualche ora di benessere (è bello, bravo, simpatico, bla bla e pago per questo) lo può fare chi può permetterselo.

    Ripeto ancora una volta: la psicanalisi pura è una pratica etica, aiuta a capire, ma capire non equivale a cambiare. C'è l'azione di mezzo.

  2. Con tutti i cassonetti che hanno incendiato hanno inquinato come dieci inceneritori per duecento anni.

    Io se ho capito bene agli inceneritori si è opposto il ministro dell'ambiente Pecoraro Scanio, napoletano, mentre la camorra avrebbe sabotato più volte la costruzione di alcuni inceneritori mentre la regione capitanata dal prode Bassolino se volesse potrebbe garantire la sicurezza. Ho anche capito che durante l'emergenza rifiuti gli abitanti nelle vicinanze delle poche discariche insufficienti che già c'erano hanno bloccato l'afflusso dei camion pieni di rifiuti peggiorando l'emergenza. Sono quattro - cinque anni che costruiscono inceneritori e non li hanno finiti, mentre a Venezia o a Trento ne hanno costruito uno in meno di un anno.

    Veramente Pecoraro Scanio non si è opposto agli inceneritori, ma ad un particolare modo di costruirli, ed insieme a lui, c'era Alemanno e mezza attuale opposizione. Infatti, a quel tempo non considerarono i protestanti, e oggi ci ritroviamo con le gare deserte per mancanza di partecipanti ai lavori di completamento dell'inceneritore di Acerra. Non conviene.

    Rispetto alla garanzia che qualcuno dovrebbe garantire, ti invito a venire qua in Campania. C'erano candidati camorristi ovunque. Se ci riesci, sei il benvenuto.

    Ogni tanto qualche isola felice riesce a far funzionare le cose (per es. Mercato san Severino, di destra e Salerno, di sinistra). Ma la norma è l'intreccio di veti incrociati.

  3. Forse è utile mai dire mai...

    mi piacerebbe capire cosa ha alimentato la sensazione di avvicinarti a "quel momento". Un cenno o una parola di qualcuno? un certo tipo di reazioni? E se si tratta solo di una "tua sensibilità che potresti non saper ben descrivere", perchè non ci doni parte di questa tua dote, dicendoci cosa la alimenta? In altre parole, quali micro-segnali insignificanti ai più hai notato?

  4. Facciamo un altro esempio: (è il classico esempio di scuola)

    una madre comunica a parole il proprio amore per il figlio mentre a livello analogico (non-verbale) trasmette alcuni segnali di rifiuto, ansia, paura. A quel punto il bambino potrebbe riconoscere il messaggio di rifiuto, ma tale interpretazione lo porterebbe a pensare qualcosa di profondamente doloroso: "mia madre è cattiva", "mia madre non mi vuole bene". Poiché il bambino dipende per la propria sopravvivenza dal sostegno fisico e psichico dei propri genitori, non può far altro che accettare ciò che la madre dice a parole, e ritenere di essere lui il "cattivo", per aver avvertito questa incongruenza e per aver dubitato dell'amore della propria madre

    Mia madre non sbaglia, sono io il cattivo ad aver capito male - Ma anche se avesse preso per buone le manifestazioni d'affetto della madre, e non avesse tenuto conto dei suoi messaggi di rifiuto non verbali, il figlio avrebbe comunque "perso", poiché lei si sarebbe tirata indietro.

    E se in seguito il figlio si fosse ritratto a sua volta - per rispettare la risposta della madre - avrebbe ricevuto una punizione del tipo "Ma come, non mi vuoi più bene?".

    Se invece avesse cercato di commentare la situazione sarebbe stato squalificato con risposte del tipo "non è assolutamente vero..." oppure "come puoi pensare cose così brutte sulla tua mamma?".

    Qualsiasi cosa facesse il figlio, era comunque sconfitto e legato, era in trappola!

    Pertanto, non è sufficiente, per porre l'interlocutore in una situazione di doppio legame, la sola incongruenza tra i messaggi.

  5. fin quando gli alberi si arrabbiarono di essere presi a botte dall'orsetto e si misero dei parabordi, come quelli delle barche. I parabordi si arrabbiarono anche loro di essere presi a botte e ritornarono a mare a gareggiare con i piedi tonnati, dal sapore vagamente marino... tra un vitello con le idee confuse circa la sua identità e qualche tetto che si credeva di essere una barca

×
×
  • Crea nuovo/a...

Informazione importante

Navigando questo sito accetti le nostre politiche di Politica sulla Privacy.