Vai al contenuto

oscar

Membri
  • Numero di messaggi

    2129
  • Registrato dal

  • Ultima visita

messaggi di oscar

  1. Oscar, se le considerassero qualità non le rinfaccerebbero ad altri, non trovi?

    Prendi l'ultima, quella del vittimismo a suon di potere mass-mediatico...

    Un "amante" non vede il foruncolo sul naso del suo amato, o lo vede come pregio, o lo accetta.

    Vederlo sul naso di un altro e disprezzarlo... è diverso...

    Faccio un pò di esempi. Se prendiamo il dispotismo, è considerato difetto ma anche grande fiducia in sè, energia e motivazione (per chi lo ama). Sarebbe senza spina dorsale uno incapace di urlare contro chi lo osteggia. Se prendiamo il vittimismo-difetto, è considerato dimostrazione di accanimento, giusto sentimento e dimostrazione di saperci fare "nonostante tutto". Di ogni cosa si può inventare il contrario di tutto. Se prendiamo la mala fede, diventa capacità di farsi valere e pure di recitare sapendo far emozionare, nonostante tutto, perchè chi solo sa farlo bene e raggiungere i suoi obiettivi, riuscirà a raggiungerli anche per il paese. Se è scorretto, disonesto ma ricco, diventa uno capace di "essere" disonesto e arricchirsi facendola franca, casomai alle spese dei gruppi corporativi a me ostici o alle spese di paesi esteri. Meglio affidarsi ad un ladro capace che ad un falso buono incapace. Ciò che si sa essere un difetto negli altri, è un "valore" se chi lo incarna difende i miei interessi egoistici ed individualisti. E si potrebbe continuare all'infinito.

    In un paese debole, con istituzioni deboli, con politica debole e meschina, chi può salvare l'Italia può essere solo un uomo forte e potente, proprio quella forza e potenza che spaventa gli avversari. Semplificazione rozza, che come ogni generalizzazione contiene una parte di verità (che dall'altro lato ci si ostina a non vedere) ma è diffusa oltre ciò che non si creda, anche fra profondi intellettuali che non lo ammettono.

    Anche la deontologia diventa "un laccio e lacciuolo" di cui liberarsi, pur non potendolo dire ancora apertamente.

  2. Sì, però se il mio schema è idealizzazione-->delusione-->fuga

    Mi spiace ma se il terapeuta mi delude a si "comporta male" con me io non stò lì a discuterne più di tanto perchè finisco di mettere in atto il mio schema, come da programma ^_^

    Questo se lui non riesce ad impedirmi di metterlo in atto con lui, altrimenti può farmelo riconoscere in base ad altre relazioni ed allora è lì che posso elaborarlo, non con il terapeuta stesso come altro protagonista..non so se mi sono spiegata.

    Non mi psicanalizzare sai, cervellò, potrai solo sull'isola deserta :cray:

    Ci sarebbe tanto da scrivere su queste tue righe che direbbero tanto di più se rilette a freddo.

    Solo una nota: lo schema potrebbe essere molto parziale (è solo un pezzettino) in quanto manca un tornaconto della fuga e tanto altro ancora. Il suo effetto potrebbe essere una causa :air_kiss:

    Purtroppo non potremo approfondirlo :air_kiss:

    Ma nel frattempo beccati quest' :49: e questo :Thinking: ! mica fuggi pure da questi... o no?

  3. non è, a mio parere, affatto scontato che lei lo abbia fatto anche con il terapeuta perchè in generale lo fa, visto che il terapeuta non è l'amico, il compagno od il conoscente, quindi l'atteggiamento che noi abbiamo nei suoi confronti non credo debba essere tale.

    Per questo, sempre a mio parere, il suo terapeuta avrebbe dovuto assumere un diverso atteggiamento nei suoi confronti.

    La questione non è sapere se è lo schema a ripresentarsi in terapia e confermarlo, come Arley stessa ha scritto, o l'opposto. Quel che è utile è affondare nelle emozioni dello schema vissuto mentre si sviluppa e ridiscuterne insieme al terapeuta mentre accade. Rielaborare, fare l'esperienza diversa del cambio dello schema stesso... Sentire cosa accade rielaborare ancora e così via. Vedere la crisi come un'opportunità è il segreto di pulcinella, tanto ovvio quanto ignorato.

    io me ne sarei andata ma perchè io per come sono fatta non sarei stata in grado di recuperare il rapporto

    questo è un dato interessante ed utile da approfondire...

  4. Nella vita, chissà perchè.., hai però sempre trovato persone che ti hanno lasciato "avere la meglio", appunto come hai detto tu molti post prima..Alla fine devi essere sempre tu quella che hai in mano il controllo (non erano queste le parole ma il senso sì, giusto?).

    Questa rigidità è un punto importante della terapia. Si immagina si sia discusso a lungo del perchè-per-come, se conviene continuare a essere "velati" nel chiedere aiuto e blabla... Se no, che ci andava a fare lì?

    Tornando al tuo terapeuta posso dirti che io al tuo posto già lo avrei mandato a quel paese come ho fatto in passato con altri,

    questo serve proprio a confermare lo schema "ghe pensi mi", cosa che continuando la terapia, sembra non stia facendo (ancora?) Arley, sia pur tra tante perplessità.

    A volte troviamo tutte le scuse per abbandonare un percorso in realtà difficile e duro. Può essere utile invece, ripensare abbastanza a quanto avvenuto in seduta (lo facciamo in fondo qui) e soprattutto a ciò che si è "sentito". Ma occorre lavorarci con calma anche da soli e portare il frutto delle elaborazioni personali la volta successiva, per dare fondamenta più solide ad ogni seduta stessa.

    Anche con il terapeuta, al di là del suo sbaglio tu ti sei messa sempre in un atteggiamento di sfida da ciò che racconti, e non di aiuto.

    Per certi versi è stato proprio facendo leva su questo suo stile di pensiero che ha trovato la forza di fare ciò che non credeva fino a poco prima.

    Lui ha gestito sicuramente male alcune cose, ma forse se tu ti fossi davvero lasciata andare ed affidata a lui a prescindere, tutto questo probabilmente non sarebbe accaduto.

    Difese che fanno parte del problema, in attesa, come dici, della prossima "tana t'ho ribeccato". Occorre lavorare sulla loro relazione, come esempio paradigmatico di schemi replicati altrove. Per questo le ha dato un'occasione da non perdere, come diceva pure Ilaria.

    Rispetto invece alla professionalità e confidenza, in generale un certo distacco occorre, ma non c'è un manuale che imponga "sempre" il "lei" o un piedistallo sul quale porre "il modello figo da seguire" (sebbene il modeling sia efficace). Dipende da caso a caso, soprattutto con i pazienti che fanno un pò di confusione. La confidenza va gestita molto bene, sebbene in alcuni casi può aiutare ad aprirsi.

    Volevo chiedere a oscar del copione. Che vuol dire?

    Schemi di comportamento del canovaccio della tua vita, e che tendi a ripetere, o un "piano di vita" per dirla alla Berne. Prova anche a googlare su "analisi del copione"

    tu pensa anche a quanto tu hai voluto più o meno razionalmente che la situazione finisse così, come sempre ti succede a quanto dici.

    Si. Uno schema è proprio questo. Ne abbiamo già parlato.

    L'esigenza di perfezione di sè (che non si raggiungerà mai), e la richiesta di perfezione in chi stimiamo è proprio una delle trappole dalla quale uscire per poter chiedere aiuto e abbandonarci al piacere delle nostre debolezze. In modo equilibrato.

    aò a ragà... ma sto topic è un tornado... 58.gif e damose na calmata... sù... 60.gif

  5. vorrebbe dire ammettere la mia attrazione. come discorso generale...ci stiamo arrivando.

    Se si parte da lì, la strada è in discesa, è come "mettere in mezzo l'argomento"... Che mi pare sia nemmeno tanto secondario...

    Cosa intendi per "in tempo"?

    Nel senso dell'accorgersi che un'emozione crea problemi quando non "è già troppo tardi". O il fidarsi dei propri microsegnali emotivi rispetto a qualcosa che non va.

    è come sei io mi fossi scollegata dalle mie emozioni. Per paura. perché erano troppo dolorose da gestire, per paura di perdere il controllo, per mantenere il mio equilibrio mentale...E' una cosa di cui mi sto rendendo conto solo ora. Sono molto scollegata dalle mie emozioni.

    Ecco! Il posto in realtà non è adatto (giusto!), ma la traccia di lavoro è questa. Arrabbiarsi occorre! anche con lo psi. E sebbene si sia coscienti di un problema, finchè non "passa" per vissuti emotivi, (innaffiando fazzoletti di lacrime, picchiando lo psi, scavando nei propri scheletri toccando la morte, o come è più congeniale a sè), sarà solo cinico resoconto di sè.

    E' difficile che alzi la voce che quelli che stimo. E' per quello che mi risulta difficile arrabbiarmi con lo psi, anche se mi provoca...E' altrettanto difficile che qualcuno mi offenda nei sentimenti... a parte le persone più intime (si contano sulle dita di mezza mano...)mostro davvero poco dei miei sentimenti agli altri!

    Altra traccia di lavoro...

    Si è veramente liberi quando "non ci si fa problemi nell'esternarle", anzi, nemmeno ci si pone il problema. Se ci sono, negarle intrappola solo chi se le nega.

    Comunque anche se non mi fido delle mie emozioni...mi fido del fatto che tu mi emozioni con le tue risposte. E mi fai riflettere, che no ho un gran bisogno visto la confusione in cui verso

    Non ti ringrazierò mai abbastanza!

    ohhh grazie...^_^ mumble... :Thinking::49: e ora come la manifesto quest'emozione? :air_kiss:

  6. Si, si... questa del fare la vittima a suon di potere mass-mediatico elimina qualsiasi dubbio. :D:

    Senti, se posso approfittare della tua disponibilità per togliermi una curiosità, visto che non sei

    l'unica persona affetta da questo strano fenomeno... ne approfitterei (se non ti dispiace!): è sempre

    stato così o c'è stato un momento della storia nel quale l'hai odiato nel profondo, il nano?

    ste, è amato per gli stessi motivi per cui è odiato... solo che per gli "amanti", quelle sono qualità

  7. a volte penso che forse ci sto per comodità, per paura dell'ignoto...mentre in altri momenti penso che il nostro rapporto sia davvero speciale rispetto a quello di tanti che conosco che si avranno avuto le farfalle...ma ora non hanno più niente da dirsi...I miei sentimenti ondeggiano da un estremo all'altro, non so più nemmeno io ciò che provo :abbr:

    Questo è interessante per la tua "non" conoscenza emotiva. Tu ti metteresti insieme ad uno che non conosci? Compreresti una macchina usata da lui? Ti "fideresti"? Ti fidi delle tue emozioni?

    E se qualcuno ti offende nei tuoi sentimenti, alzi la voce di più con quel tipo, o lo fai più facilmente con quelli che stimi?

    visto che siamo in due nella stessa situazione...boh mi viene da pensare che magari anche per le altre coppie è così! Noi li vediamo da fuori, pensiamo che suonino le campane, volino le farfalle,che la passione sia sempre ai massimi livelli...E magari invece hanno anche loro i nostri stessi dubbi, le stesse paure...Chissà!

    soltanto gioiendo a fondo di sè si può gioire appieno degli altri. Anche S. Francesco ci sembrerà "difettoso" se non avremo un cuore aperto e fiducioso con noi. Come mai poter andare verso l'agape (una sorta di amore incondizionato da pretese di ricambi) di cui parla filotea, altrimenti?

    Non ti preoccupare...anch'io ho perso il filo...e contando che una buona percentuale dei messaggi sono miei...ho detto tutto :10:

    Comunque l'implosa sarei io, che invece di sfanculare lo psi (come a volte meriterebbe) o di fargli una dichiarazione d'amore (come effettivemente meriterebbe) mi riscopro adolescente cessa senza autostima che si tiene tutto dentro per paura del rifiuto... Poi io e Giusy abbiamo un po' disquisito della nostra vita sentimentale...io sono una sfigata che in tarda età s'è beccata ciò che passava il convento (e mi è andata pure bene,perché è una persona speciale) lei ha un bravissimo marito ma si chiede come mai non ha sentito quella molla scattare, oppure se l'ha scordato... Entrambe temiamo che la terapia ci mandi ancora di più in confusione...

    Va bene come riassunto?

    aò a judì... e se sapevo che eri così brava a riassumere... mica mi smazzavo e leggere tutto e a rispondere?!??? :ola::10::abbr: Ufff

    Si accettano scommesse 17.gif

    Per me vinci tu!

    :yahoo:

    Devo cancellare qualcosa? :ola:

    A questa domanda solo uno può rispondere: subr7.gif

    Oscaaaar

    o mamma... e di che responsabilità mi investi... :D: In realtà tutti noi possiamo buttar li qualche ipotesi, come faccio io ora.

    A dir la verità vi vedo tutte e tre diverse, con storie e problemi diversi, anche se come tutti, con alcuni punti in comune, come molti che fanno psicoterapia o che si ritrovano in un gruppo di autoaiuto. Le cose non accadono mai a caso, e già il sito, il forum e il titolo del topic "attira" una certa tipologia di persone, anche se non tutte per lo stesso esatto motivo.

    In secondo luogo credo che juditta, si sottovaluti un pò (ma vah? ^_^ ) e sia in grado tranquillamente di aiutare tante persone e dare tante risposte.

    Piuttosto, nel corso di questa discussione si è creato "un gruppo" che vede nel nemico comune :flowers2: "il disagio psicologico", uno psico-figo, una rigidità caratteriale, un copione, o qualsiasialtracosa", un qualcosa da sconfiggere. Ciò accomuna i membri del gruppo e fa percepire più "grandi" i punti in comune. Capita a tutti questi gruppi che hanno un obiettivo comune, ci si sente confortati e meno soli, accettati per il "pari grado", e si accettano più facilmente i suggerimenti pratici dalle "compagne di sventura", specie da quelle che stanno "un passo avanti". Sono "alcuni" dei principi base dei gruppi di autoaiuto.

    La voglia di condivisione spesso ci fa vedere alcuni pezzi di storie degli altri come le nostre, (- ma sì..., sai che sembra proprio quello che ho vissuto io? Sai che "mi leggi nel pensiero", era quello che volevo dire io - sono le frasi tipo) e di lì a poco si generano dei meccanismi virtuosi (e proiezioni virtuose) che fanno il successo di gruppi del genere.

  8. Anch'io sono totalmente vittima della coazione a ripetere.

    prima di farsi autodiagnosi... danger, calma...

    la situazione che rivivo con lo psi è questa: lui è un uomo che stimo e trovo davvero attraente. Ergo, ...bla bla... (lo cancello io) ....[cut] .... Questo mi ha sempre portato a ritrarmi di fronte agli uomini/ragazzi ...[cut]...

    Io davanti a lui mi ritraggo: è questo il mio modo di reagire, non so come evitarlo...

    Possibile che queste tre righe cancellate non gliele hai mai poste in questo modo?

    La mia dinamica è tutto un tormento interiore con io che mi ritraggo, che tenderei addirittura alla fuga... e cerco disperatamente di non far trapelare nulla per non umiliarmi ancora di più...

    Come faccio ad uscirne?

    Non potete capire quanto soffro per questa situazione :D:

    Non so che approccio tu stai seguendo, analitico? Cognitivo-Comportamentale? che per metodo fa riferimento solo al pensiero

    cosciente, o razionale? Quest'approccio lavora e guarda le emozioni (ES o sue parti) per renderle cognite, indagabili, in altre parole: auto osservandosi per rendersi coscienti. Cercando di far spiegare, l'associazione tra la cosa cognita e un'emozione associata. Il meccanismo, nel nostro caso.

    Se invece usasse una terapia razionale emotiva? partendo dalla modificazione delle emozioni per poi retroattivamente "far riferimento" ai pensieri associati?

    Come la giri o la si volti, per un problema d'autostima non penso serva a un gran che essere edotti sui meccanismi, quanto lavorare sui sostegni che la determinano. Dare possibilità di scelte nuove che consentano di vedere diversamente il passato o di sperimentarsi nel successo (ma poi che facciamo, torniamo dai comportamentisti?). Ciò però ti obbligherebbe a "fare prove" con potenziali partner che potrebbero seriamente mettere in discussione la tua attuale relazione. E' un rischio di cui tenere conto e di cui ha parlato pure la psi di Giusy, quando le ha accennato ai rischi di una psicoterapia.

    Juditta, riconosci le tue emozioni "in tempo", e soprattutto, ti fidi di loro? Se ci fossero ombre in questi aspetti la razionalizzazione di tutto non sempre giova... anzi!

×
×
  • Crea nuovo/a...

Informazione importante

Navigando questo sito accetti le nostre politiche di Politica sulla Privacy.