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oscar

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messaggi di oscar

  1. :blush: aspettavo proprio te, oscar! Sei quello più competente per rispondere a quel commento.

    Grazie! :;):Oggi è proprio giornata di complimenti... :air_kiss:

    In ogni caso ci sono Ilaria, S. e altri user che dimostrano tante belle e maggiori competenze... ricordiamoceli...

    Comunque anche il mio psicologo a volte mi ha parlato di % di successo, di ricerche sulla soddisfazione dei pazienti etc...

    Confermato. Infatti...! ^_^

  2. ...Oscar carissimo.... :;): ..ti ringrazio immensamente.

    Anche perchè è andata esattamente come mi avevi detto che sarebbe dovuta andare già dalla prima risposta che mi hai dato 2 mesi fa....percio' beccati anche tu parecchi e parecchi complimenti da parte mia.

    Ti ringrazio moltissimo x la carica spettacolare che mi hai dato e x tutte le volte che hai voluto leggermi e rispondermi....e mi raccomando continua a leggere....che qua non si sa mai eh....!!! :air_kiss: ....e magari prima o poi riesco davvero a dargliele due sberle....

    Ciaoooooooooo Oscaaaaaaaaaaaaaar!!!!!!

    Grazie grazie grazie a te! :blush:^_^

    Ogni tanto un pò di bel riconoscimento ce vò, e me lo becco volentieri anch'io! ^_^^_^

  3. forse è così...ho grossi problemi anche a concentrarmi e a mettere nero su bianco un ragionamento, anche in questo preciso istante faccio fatica, mi devo concentrare.

    a volte quando parlo di qualcosa, lo psicologo mi chiede: "ma cosa provi pensando a questo?" E io non lo so. Ci devo pensare. Mi devo proprio sforzare....Infatti anche lui ha riconsciuto il mio naturale "talento" nel rimuovere qualsiasi pensiero scomodo...

    Questo mi fa pensare che un approccio psicoterapico dove il "verbale" sia l'unico mezzo, per te potrebbe non essere congeniale...

    Un approccio bioenergetico, di integrazione psicocorporea per esempio, potrebbe farti capire e cambiare ... a volte senza dire alcunchè... ma prima di fare passi del genere, è bene approfondire le questioni.

  4. si, carica come sono, può anche darsi che io esploda

    Però sono sicura che quando succederà non farò dei discorsi belli tondi e ragionevoli (un premio a chi indovina la citazione) come i tuoi...ma sarà un cosa molto emotiva, con pianti e quant'altro :p: . ..forse è anche questo che mi frena :ph34r:

    mmm... ^_^ Juditta, ma per caso hai difficoltà a "verbalizzare" le tue emozioni?

    Qualsiasi mezzo è buono, discorsi, pianti, asce in testa al terapeuta, ognuno con i suoi tempi, ma sempre con l'obiettivo di comunicarglielo. All'inizio si comincia così, poi si impara a dirlo diversamente.

  5. ieri sera ho COMPLETATO la mia confessione..!!! Inutile dire che oggi mi sento ancora un leone. Sono soddisfatta di me in un modo che non ci si crede. Mai, e dico proprio MAI MAI MAI avrei pensato di avere un coraggio ed una forza cosi' grandi. Davvero. Sono sbalordita da me stessa. E questo mi fa immensamente piacere. Anche perchè vuol dire che evidentemente ho fatto dei progressi. E questo, ad oggi, mi rende una donna felice.

    ....

    Ora mi sento davvero bene. Mi sento nel giusto. E sento di aver fatto la cosa più sensata che potessi fare.

    ^_^:ph34r::p::fireworks::fireworks:

    :fireworks::fireworks::fireworks::fireworks::fireworks:

    WwwwwwwoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooWWWWWWWWWWWW!!!!!!!

    Non immagini quanto siamo felici per teeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!

    Ora sei l'esempio vivente che è possibile superarsi! Non sai nemmeno quanto bene hai fatto a chi ti legge!

  6. Va inoltre considerato che esistono varie scuole in psicoanalisi (permettetemi di usarla come sinonimo di psicologia in questo contesto), alcune delle quali si fondano su principi (ma avrei potuto usare la parola dogmi senza incorrere in un grave errore) molto diversi fra loro. Chi ha allora ragione e come valutare la reale validità di tali teorie? Non è facile, questo è sicuro, ma secondo me, e qui mi sbilancio, molte di esse sono poco più che una fede.

    Ha ragione chi studia con metodi scientifici la % di successi di psicoterapie intraprese, confrontando scuole e operatori diversi.

    Inoltre, la psicanalisi (che è una pratica etica che porta a maggiore consapevolezza e conoscenza), non ha come suo obiettivo la terapia e guarigione dei suoi praticanti , semmai, ce l'ha la psicoterapia ad orientamento psicoanalitico.

  7. La conoscenza mi serve per costruire un ponte o un aereo, ma non per provare amore, e solo l'amore può risolvere questi problemi.....

    la conoscenza insegna, ma l'amore si può forse insegnare?

    Dipende da cosa si intende per amore...

    Datango ha parlato di apprendimento emozionale, e qualcuno può farlo rientrare lì, e forse qui si.

    Ma se inteso come dono non condizionato da qualunque tipo di ricompensa, emozionale o d'altra natura che sia, allora il discorso cambia, forse teoricamente si, in pratica forse no.

    Se inteso come "arte della convivenza" (spesso si rimprovera: "tu non sai amare") una certa forma d'apprendimento è possibile, come ogni abilità.

    Se inteso come "vuoto", nel senso di "è" in sè, forse no, in quanto non è un abilità, ma realtà.

    E ce ne sono tanti altri tipi ancora, non facciamo notte.

  8. Stò provando la sensazione di aver già vissuto questa esperienza...ma è solo una sensazione?...e poi chi l'ha vissuta...io o un'altra parte di me che l'ha tenuto nascosto a me stessa?...ma soprattutto è la mia mente o la mia coscienza a ricordarlo?...e poi ricordare cosa se io non l'ho mai vissuto?...ma allora come faccio a percepire la ripetitività di questo evento?

    P.S. tranquilli...sono sobria...ho solo scritto i miei pensieri così come mi venivano...e voi sapete dare un'interpretazione ai vostri déjà vu?

    E' facile confondersi e credere di aver vissuto già eventi in passato che si vivono ora: spesso non riesce a ricollegare il momento esatto in cui l'evento è accaduto (che in realtà non è vero sia passato). Spesso si tratta di un ricordo incompleto o di un "rimosso" che riemerge in parte alla coscienza.

    Il fenomeno è stato studiato scientificamente e riguarda tutti i sensi, non solo la vista.

    Presso il solito MIT (Massachusetts Institute of Technology) il biologo neuroscienziato S. Tonegawa, Nobel in medicina, modificò geneticamente il cervello di alcuni topi (l'ippocampo, che serve per memorizzare episodi) privandoli del gene responsabile. I topi messi in due gabbie quasi uguali venivano colpiti da una scossa, mentre nell'altra non accadeva. I topi, indipendentemente dalla gabbia dov'erano si irrigidivano, confondendole. I topi normali del gruppo di controllo, invece, si irrigidivano solo nella gabbia dove veniva data la scossa.

    L'ippocampo serve a categorizzare e memorizzare le esperienze per poterne far buon uso in seguito. Ciò ci permette di organizzare le informazioni rendendole usabili per il futuro.

    Se 2 esperienze si somigliano moltissimo, spesso crediamo di aver vissuto dei deja-vu, confondendoci, specie quando arriviamo ai nostri limiti esperienziali (sempre secondo il ricercatore). Da qui poi sono seguiti una serie di studi per le malattie degenerative, (Alzheimer e demenza senile, finora limitate con l'acetilcolina)

  9. OSCAR,io imparo non ho nessuna intenzione di apparire.E anche vero ci sono varie testimonianze di affetto,chi li manifesta in un modo ,chi in un altro modo.

    Pardon... ^_^

    non ho capito cosa intendi dire... me la spieghi diversamente?

    - Qual'è la relazione tra il non voler apparire ed imparare?

    - E quella tra queste due cose e la testimonianza di affetto? ^_^<_<

  10. Adesso mi fate incazzare! ^_^

    Il mondo fa schifo anche per colpa di chi, avendone le possibilità (sensibilità emotiva), per pigrizia mentale si adegua alla norma (afasia emotiva) ^_^ .

    Accettare il fatto che qualcuno dice che sei una persona speciale, senza doppi fini, ma solo per dire quello che realmente si pensa, è qualcosa che è bello concedersi.

    Perchè un messaggio negativo è più credibile di uno positivo... <_< Oscarrrrrrrrrrr

    Dire o chiedere "perchè" accade qualcosa, equivale a dare per scontato che una cosa accada sul serio, che sia vera sempre, e via dicendo.

    Non è affatto vero infatti, che i messaggi negativi siano più credibili, come una regola. La credibilità è legata a quante volte puoi verificare positivamente in %, che quanto si afferma sia stato vero (o di percezione di ciò che si credono siano i risultati).

    Rispetto all'adeguamento alla norma, rimando a quanto scritto qui proprio poco fa (sembra fatto apposta...)

    Rispetto al concedersi a complimenti, supercondivido in pieno! :search:

    Però.... devo dire che ultimamente il forum è davvero attivo! Faccio una fatica immane a seguire i vari topic...

  11. Antò, che fai, perchè provochi? Cosa serbi? Se per non apparire protagonista e superiore decidi di non aprire topic, e poi fai così come in questo, qualcosa stai covando. Sembra che sia un'atteggiamento incoerente, ma non credo. Tu non me la conti giusta... :angry:

  12. Se potessi tornare indietro..............

    .......mi iscriverei all'università e mi laurerei, in ke cosa nn lo so ora, sicuramente in qualcosa ke mi avrebbe dato soddisfazione.

    .......penserei di più con la mia testa per far felice me senza preoccuparmi di quello ke direbbero gli altri.

    .......mi sposerei con la stessa persona, forse un pò più tardi però.

    .......non abiterei così vicino a mia madre, vorrei una casetta solo per noi, lontano dai parenti.

    A chi abbiamo ascoltato davvero, in passato?

    Questo mi fa ricordare il dualismo tra libertà di ascoltarsi e repressioni che derivano da conformismo o emulazione "esterna" a se, per la ricerca di quel consenso, derivante da norme condivise (etiche, morali, sociali, ecc.).

    Il disagio derivante da questi contrasti, se è stato sufficientemente introiettato, fa si che siano le stesse persone (noi) a farsene garanti, senza alcuna autorità esterna che ci spinga (ci autocensuriamo). Questa repressione addizionale non lavora direttamente sul comportamento o sull'intenzione di metterlo in atto, ma sul modo in cui crediamo sia fatto il mondo. Se per es. si crede che sia bene compiacere le aspettative degli altri, siamo già fritti. Se poi alcune esperienze confermano che "conviene" far così, siamo superfritti.

    Il semplice fatto di "accorgersi" che c'è qualcosa non va, è importantissimo, perchè un conformismo acritico (compreso anche il conformismo dell'anticonformismo) fa capire quante cose occorre ancora cambiare!

    Se da un lato Freud vedeva la psiche relativamente autonoma da troppi aspetti sociali e storici, Jung riteneva l'inconscio portatore di questi mutamenti, con annessi cambiamenti dell'inconscio stesso.

    Dico questo (che sembra non c'entri niente) perchè è proprio l'inconscio che può essere visto come quello di Edipo, ma anche come quello che ha bisogno di poter capire l'evoluzione del mondo, con i suoi obiettivi socialmente desiderabili, in continuo mutamento. Da qui, il "se potessi... farei" per ottenere "xyz desideri". E da qui anche il mio precedente rifiuto di pormi la domanda posta in questo modo. In altre parole, persone condizionate (relativamente) nelle loro scelte soggettive... dove l'inconscio garantisca repressioni di pulsioni simili ad una specie di "coscienza sociale" collettiva, frutto di introiezioni di ciò che ci impedisce di vivere, di essere liberi, felici ecc.

    Il lavoro dell'ascolto di sè è pertanto fondamentale, più che ascoltare le pressioni altrui. MA OCCORRE FARLO IN TEMPO! Occorre prima sfoltire le repressioni inconsce provenienti da fuori, ma senza cadere nemmeno nel conformismo dell'anticonformismo cui accennavo prima (infrango per lo sfizio di farlo, uffa!). Ma per potersi davvero vedere soggettivamente ed autonomamente consci, occorre non far dipendere la propria soggettività da automatismi, introiezioni di aspettative "non nostre".

    Lavoraccio... mai del tutto realizzabile, ma è possibile continuare sempre il lavoro.

    Auguri! :Whistle:

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