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giova89

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  1. ..son tornato ad essere così,silenzioso in tutto...ascolto,dico qualche battuta ogni tanto ma poi scende il silenzio e io odio quando è così,m sento a disagio e soprattutto io dentro vorrei dire un sacco d cose ma sul momento nn m viene in mente niente,nulla...il vuoto. sei riuscito ad uscirne te..?

  2. Ciao...leggendo il tuo post d qualche anno fa m son ritrovato moltissimo in te,anzi...ti comprendo perfettamente! Io ero riuscito ad uscirne,non so come,ma stavo bene diciamo...ora è ritornato sto problema e non so come fare,ho cambiato gruppo di amici perchè pensavo fossero loro il problema e infatti con quest'altro gruppo m trovavo benissimo poi bum,nn so cosa sia successo e...

  3. giova89

    C'è qualche avvocato?

    è un problema alquanto stupido, ma in caso ci fosse qualcuno...
  4. non so bene se il tuo ragazzo è esattamente come me...ma se è come me anche minimamente (e da come ho percepito almeno un po' lo è) il motivo è che davvero non è solo una sensazione...oltre che scherzare (o viceversa se si deve dibattere su problemi seri e prendere una posizione forte) c'è davvero quasi un vuoto... cioè...se mi vieni a dire "hai visto oggi lo show dei records che c'era quello con il braccio più lungo dell'universo?"...ecco se me lo chiedi posso rispondere anche con un "si...ho visto...ma faceva pure senso l'altro con la lingua lunga 20 cm". Diversamente proprio non mi pass
  5. Il mio problema è questo...non nè nè fobia vera e propria, nè evitamento, nè altro...anzi diciamo che l'evitamento e il disagio che provo direi che deriva proprio da questo... Non parlo nemmeno con mio fratello...anzi con mio fratello mi trovo più a disagio che con un estraneo o una vicina... prendo il piatto da mangiare e vado nell'altra camera proprio eprchè dopo il "ciao" e un "hai visto la partita" (1 volta al mese) non si apre la bocca x altro... A lezione? a lezione anche se mi son sempre fatto rispettare sin dai primi anni di liceo mi estraneo, mi isolo...magari ho sempre fatto un
  6. giova89

    argomenti x parlare=

    mi piacerebbe qualcosa riguardo filosofia (ho già visitato un paio di facoltà) o psicologia (anche pensando poi ad un futuro lavorativo). E' da qualche anno (direi di pari passo a questa mia involuzione/evoluzione caratteriale) che mi affascinano molto queste discipline e soprattutto mi affascina il fatto che sono discipline che sotto il profilo umano possono rivelarsi utilissime per il quotidiano, in quanto ti aiutato a comprendere meglio te stesso, gli altri e la relazione con il mondo stesso. Sempre ricollegandomi all'altra discussione: credo davvero che non sia solo una questione d'asc
  7. giova89

    argomenti x parlare=

    certo.....ma.....scusa non ho ascoltato....che hai detto? :P si diciamo che ascolto...il problema vero che ascolto "passivamente"... cioè i contenuti li recepisco, ma non ho più quel dinamismo mentale di una volta e quindi non mi viene spesso spontaneo dare una risposta concreta, ma mantengo solo un'idea astratta della mia opinione dentro di me (senza nemmeno più di tanto fare lo sforzo di elabormela almeno nella mente....mi basta percepire l'idea annebbiata e mi fermo lì, senza finire di elaborarla)
  8. giova89

    argomenti x parlare=

    in collegamento all'altro mio thread http://www.psiconline.it/forum/index.php?s...view=getnewpost inutile avere il coraggio di dire le cose, se poi non sai mai di che parlare e stai sempre zitto come 'na mummia... una volta rotto il ghiaccio (e lì basta poco...giusto il coraggio di dire "ohi non t'avevo proprio vista stasera")....che si dice? 'naggia....tutti i discorsoni lunghi ore e ore di una volta mi sembrano solo un vago sogno annebbiato... che dici ad una persona? qualche complimento, una battuta....fino a lì so arrivarci...ma x dialogare con essa e farsi venire in mente argome
  9. figurati... ho letto sempre con piacere i tuoi post da spettatore :) comunque io non sono un tipo che si lascia influenzare...anzi tutto il contrario...solitamente sono quello che fa le scelte sempre contro corrente e quasi sempre in maniera anticonformista...non mi piace molto il ragionamento di massa e mi piace proprio essere uno spirito libero. E' che forse, sembra strano, ma sto iniziando ad andarmi stretto da solo... sono consapevole di essere cambiato con il mio vissuto, ma sento la mancanza di una parte di ciò che ero... vorrei giusto riconquistare un po' di quella gioia nell'ap
  10. il problema è che un po' mi spiace....me lo ricordo anch'io quel fiume di parole...ma appunto me lo ricordo come un fiume...senza riuscire a distinguerne il fondo (cioè senza ricordarmi di cosa parlavo per riuscire a parlare ore e ore senza mai stancarmi e anzi trovare sempre decine di cose nuove da dire)... e mi spiace perchè mi ricordo che gli altri seguivano i miei discorsi (che erano sempre spiritosi, intriganti e interessanti) con davvero molto interessi ed erano molto partecipi e mi "ammiravano" davvero tanto (mi ricordo che in ogni momento di silenzio, di noia ero la persona a cui ci
  11. filotea sono contento che mi abbia risposto proprio tu . Comunque come immaginabile dall' 89 ho 19 anni... la cosa mi desta un problema solamente perchè fino a qualche anno fa ero completamente diverso (avevo sempre il bisogno di parlare e avevo sempre qualcosa da dire)... poi le situazioni, le persone e la vita mi hanno portato a modificare la mia persona (anche crescendo....magari diventando anche più sensibile e un buon osservatore), ma di fatto questo mio aspetto caratteriale si è così amplificato che sono rimasto spiazzato io stesso. Credo che forse tendo un po' troppo a "riposare
  12. riporto un messaggio che avevo scritto in un altro forum... ...oggi ne ho avuto la conferma...avevo detto che avrei interagito con una persona singolarmente x 1 giornata...beh l'ho fatto e....e....alla fin fine ho ciarlato, ho scherzato, ho riso... il problema è stato sempre lo stesso però...ci siamo riuniti al gruppo è immediatamente mi sono eclissato (tutto quel ciarlare sopra agli altri....troppo caotico...e ho preferito rimettermi in disparte). Ma poi anche all'interno del gruppo ho iniziato a fare qualche abttuta e a parlare di qualche azzata...il tutto bilanciato con minuti di sile
  13. ribadisco...io non sto parlando di incesto tra genitore e bimbo...sto parlando di incesto tra genitore e figlio di 17-18anni ormai (o addirittura più vecchio)...poi che ne dica lo psicologo mi interessa relativamente...per me se non è forzato da una delle due parti non è anormale (e anche in italia accadono casi consenzienti)
  14. stavo leggendo in giro che qualcuno considera il pensare eccessivamente sia una malattia. Lo definiscono un' "ossessione" o disturbi simili. E allora vi chiedo: possibile che pensare troppo sia una malattia? Io penso più che altro che ci facciamo influenzare da una società frenetica che "pretenderebbe" che noi pensassimo il meno possibile. Personalmente penso 24h su 24...molte sere vado sul letto a mezzanotte e alle 3 di notte sono ancora lì sveglio che mi faccio mille viaggi, che penso a mille cose differenti tutte insieme; che guardo il cielo e le stelle, che penso alla mia infanzia, ad
  15. punti di vista....per me è molto peggio una famiglia in cui sei educato a fior di botte e in modo animalesco. La tua visione e la visione di questa società è dovuta ad una società/morale alquanto perbenista (soprattutto l'incesto è diventato un vero tabù con l'arrivo del Cristianesimo, così d'altro canto come l'omosessualità e tanto altro...esempio l'eutanasia). Dal mio punto di vista se la madre ha certe attenzioni sul figlio di 10 anni è un problema. Se la madre lo ha su un figlio di 18-20 anni (o addirittura più grande è un altro). Ci sono tanti casi di incesti (consenzienti) tra fratel
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