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marisol79

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  1. Ste, hai perfettamente ragione, me ne rendo tragicamente conto ora che la situazione sta peggiorando e vedo la mia aguzzina seguire esattamente i passi come da copione.... e rimetto in discussione quanto detto sul ruolo della dirigenza e dei colleghi.... mi sono accorta che il loro ruolo è determinante, eccome. Siccome mi sembra un po' assurdo pensare che questi abbiano assunto una persona al solo scopo di martoriarla (anche se davvero non dovrei stupirmi più di niente), sto iniziando a credere che i capi (o almeno quello della mia area) siano dei pupazzi nelle mani della pazza e che la fiancheggino e sostengano attivamente nelle sue follie. Mi sento molto debole, questa scoperta mi ha dato una botta fortissima perchè mi sono accorta che non c'è via d'uscita. Mi chiedo se e quanto si può resistere a questa congiura. Lo scopo è chiaro: se non me ne vado io arriveranno a cacciarmi loro. Cerco di concentrarmi sul pensiero che non me ne frega nulla, che mi diano lo stipendio e vada come vada. Ma è sempre più difficile, gli attacchi sono sempre più subdoli, ormai siamo alla fase degli agguati e della maldicenza, mi nasconde il lavoro e le mail indirizzate a me, e poi sono io a essere rimproverata.... A proposito di link, questo sito mi è stato davvero utile in questi giorni: http://www.stopmobbing.org/ ciao
  2. Ahaha!!! risata amara.... è tristemente inutile fare questi discorsi nel paese delle raccomandazioni e dei 'parenti di' e 'amici di'. Se c'è una cosa che non conta affatto purtroppo è quello che si è studiato... si mette sempre sotto accusa la scuola e l'università; certo, ci sono tante cose da cambiare, ma con discorsi costruttivi e non sparando nel mucchio. A me sembra solo un modo della società per sviare dagli argomenti più seri, cioè il sistema di reclutamento e avanzamento.
  3. I colleghi non apriranno mai bocca. Hanno trovato la loro soluzione alla stronza semplicemente facendo buon viso a cattivo gioco. E, con tutto il bene che possano volere ad una collega appena assunta con cui vanno d'accordo, non avranno mai alcuna intenzione di rischiare di essere etichettati o emarginati solo per difendere me. Non li biasimo, ognuno fa quello che può per resistere, anche se più di una volta gli ho fatto notare che il loro atteggiamento di non reazione rinforza i prevaricatori, che così non sono mai osteggiati da nessuno e hanno sempre il campo libero. Sinceramente ho sempre più dubbi sull'azienda e sulle capacità dei suoi dirigenti.... in un posto serio che punto al rendimento certi meccanismi non dovrebbero essere permessi, e i capi non starebbero rinchiusi nelle loro stanze.
  4. Ti dico, quello che penso è la tortura che sto subendo non è decisa dall'alto, ma è solo frutto della pazzia di una persona ed è alimentata dall'indifferenza che c'è tra i capi, frutto a sua volta di una pessima gestione aziendale e del personale. La persona prima di me era corsa a lamentarsi con l'amministrazione, e aveva ricevuto in risposta l'indifferenza più totale. Quindi non posso negare che ci siano atteggiamenti in azienda che favoriscano il mobbing, ma di fatto sono certa che la mia tortura non sia decisa e voluta dall'alto. Poi certo, è risaputo che quelli che si lamentano o che ricorrono all'aiuto altrui per risolvere questioni 'personali' sorte in ufficio sono in genere considerati dei rompiballe e i capi non hanno alcuna voglia di chiedersi quanto siano legittime le loro lamentele, un po' per indifferenza, un po' perchè il capro espiatorio fa sempre comodo a lavoro. Credo piuttosto che non ne sappiano nulla della mia situazione, o se ne sanno qualcosa, di certo ne ignorano l'entità. Ti dico questo perchè ho notato che la tizia teme il giudizio di chi sta più su di lei e quando deve farmi del male non lo fa apertamente, ma sempre fingendo davanti a loro. Qualche giorno fa mi ha minacciata di parlare coi responsabili della mia presunta incompetenza. Ma vedo che non l'ha fatto, e dubito che lo farà, perchè in questa sua azione distruttiva non è in combutta con loro, e sa benissimo che andando a parlare male di me non farà altro che mettersi in cattiva luce. ltrimenti ci sarebbero state mille altre occasioni per essere distrutta dall'alto, ma non è mai successo nulla, e questo mi fa pensare che lei giochi fondamentalmente da sola (aiutata certamente dal clima di noncuranza). Per quanto riguarda le strade che proponi, in che senso devo intendere la prima? voglio dire, non è mica facile passare da una parte all'altra del gioco! Adeguarsi è una cosa che mi viene molto in salita considerando che l'unica vittima sono io!!! Ho dei colleghi che stanno dalla mia parte e che hanno capito tutto, altri che stanno in uffici più distanti e non vedono sempre tutto. Quindi l'ambiente non gioca interamente sporco, e io non sono tipa da mobbizzare gli altri per scaricare le mie tensioni. Oltretutto non ne vedo i vantaggi, nè ai miei occhi, nè a quelli dell'ambiente.... La seconda e terza strada le escluderei. Parto dal presupposto che questa situazione sia momentanea, poi cambierò zona, quindi come ho sempre detto per me si tratta di trovare un modo per resistere.
  5. Ciao, mi ha raccontato qualcosa di simile la mamma di una ragzzina a cui ho fatto ripetizioni l'anno scorso. Solo che nel suo caso le maldicenze e la cattiveria arrivavano dai compagni di classe. Ha 'risolto' facendole cambiare liceo. Adesso sta decisamente meglio.
  6. ciao, intendo dire questo punto debole e anche tutti gli altri che dovessero mostrarsi. E' chiaro che la tipa fa molti passi falsi, come tutti quelli che giocano sporco. Quindi vorrei solo capire in che modo approfittare di queste cose. Ragazzi, io sto scoppiando.... cerco di mantenere la calma per non fare il suo gioco, ma questa maledetta mi sta davvero rovinando l'esistenza...
  7. sto adottando questa tattica: dato che se le rispondo secondo logica finisco solo per fare il suo gioco e passare io per polemica o addirittura per una che attacca gli altri, ho deciso di risponderle sempre ostentando serenità, senza intestardirmi là dove dovrei. Questo atteggiamento la fa imbufalire, e ogni giorno se ne studia una peggio del giorno prima, tanto che la tensione è davvero tangibile... e mi sento male al pensiero che questa cosa andrà solo in crescendo.... Se le dovessi fare la guerra so già che io soccomberei per prima; lei in queste cose ci sguazza, mentre io preferisco la serenità e la collaborazione. Quindi mi mordo la lingua, le lancio 100 vaffa con la mente e ostento tutta la calma che riesco a racimolare in quel momento. Il rischio di questa mia tattica è che ho paura che agli occhi dei colleghi e soprattutto dell'amministrazione io sembri sempre quella che si becca le urla perchè ha lavorato male. Poi non so quanto devo sembrare remissiva agli altri. Anche perchè le mie risposte suonano sempre come delle giustificazioni.... e mi fa uscire di testa che questa infame mi porti a dovermi giustificare davanti a lei per cose che non ho fatto o per rispondere ad accuse gratuite!!!!!!! tu che mi dici?
  8. Hai centrato il punto! per il mio scopo mi serve solo sapere questo: come sfruttare i suoi punti deboli? E' di questo che vorrei parlare!
  9. Nessuna diffamazione da parte dei colleghi. Loro hanno solo un concetto molto professionale della tipa, e per questo deduco che sia molto difficile che si accorgano che invece è un'incompetente prevaricatrice. Poi magari tra sè e sè possono pure pensare che qualche volta esageri, ma non centrano il problema, anche perchè lei è tanto più stronza con me quando più è simpatica e gentile con gli altri. Di sicuro non si sono accorti di nulla con l'ultima mobbizzata, se sono arrivati a definirla polemica. L'amministrazione non fa la finta tonta: non vede proprio, è rinchiusa nei suoi uffici. E usa come orecchie quelle della tipa e di pochi altri. Che questo sia un atteggiamento che favorisce i casi di mobbing, questo è ovvio. Ma a me non interessa sanare l'azienda, nè dimostrare che lei è una pazza, mi interessa solo finire la mia presunta formazione senza ammalarmi prima!!! Poi ognuno per la sua strada!
  10. Beh, la direzione la chiama 'formazione', in realtà si tratta di un affiancamento. Ma poi.... c'è un modo per dimostrare che quello che lei (non) mi spiega non mi e stato spiegato davvero, e che non è vero che sono io che non lo capisco? perchè è chiaro che è questo che lei andrà a dire ai capi (mentre in realtà non mi spiega le cose, o le spiega sbagliate, e alla prima occasione grida nella sala, in modo che i colleghi sentano: 'è la centesima volta che te lo spiegooo! Non capisci nienteeee'). Poi volevo chiedervi: secondo voi è più giusto tacere questa situazione di mobbing nell'ambiente di lavoro o magari iniziare a dirlo a qualche collega in più, in modo che anche gli altri inizino a interrogarsi? ho paura che se parlo mi si etichetti come polemica, e se non parlo finisca x fare solo il gioco di quella pazza... In genere vedo che la pazza è temuta nell'ambiente, la si considera molto competente e brava...
  11. Ok, è vero che il mobbing è una disfunsione degli ambienti di lavoro. Ma prendi il mio caso: si tratta di una sola persona (e non dell'amministrazione) che fa mobbing verso di me, a insaputa dei suoi superiori, i quali se ne stanno rinchiusi nelle loro stanze e usano il parere poche persone (tra cui lei) per farsi un'idea su come proceda nei vari reparti. Da quello che vedo in questo caso si tratta solo del problema psicologico del mio mobber, che si scarica su di me perchè mi teme, mi invidia, mi odia, ecc. In fondo è risaputo che il mobber sceglie la sua vittima anche per ragioni di ordine psicologico, quindi di psicologia stiamo parlando, non di sociologia! almeno nel mio caso. In ogni caso, sapete cosa si dice a lavoro della sua ex vittima? nessuno (tranne una sua collega-amica) si è accorto che è stata mobbizzata, tutti dicono che era una persona polemica e pesante, che si lamentava, aveva spesso scontri con la tizia e metteva i puntini sulle i!!! e questo perchè LEI è riuscita a farla percepire così da tutti, rovesciando la realtà! Quello che dico è: i miei sforzi di reazione nascono anche dall'osservazione di questo precedente. So che il giorno che scoppierò e le risponderò come la gente normale fa verso una persona bugiarda, allora gliel'avrò data vinta, perchè il terreno dello scontro è il suo terreno, quello in cui domina. E nel giro di 2 settimane sarò io la polemica, la precisina, la pedante! In definitiva: avere a disposizione di mouse dei consigli di carattere psicologico su come gestire l'emergenza diretta può o no essere d'aiuto in casi come il mio??? La mia risposta è che certo, non risolverà tutti i casi di mobbing, perchè il mobbing è qualcosa di molto complesso, ma se non altro darà degli strumenti alla gente per essere più consapevole ed evitare di cadere troppo facilmente nella trappola di questi maledetti.
  12. ..... grazie ragazzi per il tentativo di darmi una mano. Purtroppo devo constatare tristemente che il web potrebbe fare molto di più per questi temi. Invece tutto quello che si trova è una generico 'bisogna rivolgersi a uno psicologo'. Gli psicologi on line sono molto poveri di consigli gratuiti.... ed è un vero peccato, perchè spesso basta avere gli strumenti psicologici a portata di mano per imparare a reagire ed evitare di finire per qualche decennio in cura da uno psichiatra. Io mi ritengo fortunata per aver riconosciuto subito cosa sta succedendo e per avere la capacità di elaborare una strategia di reazione, sfiancante quanto quella della mia aguzzina. E chissà quanto resisterò... Ma quella là ha già fatto delle vittime, l'ultima è una ragazza che è arrivata a dimettersi, non trova altro lavoro e tuttora è in cura dallo psichiatra. Non sarebbe male se la categoria riflettesse un pochino su questo. Grazie e ciao a tutti
  13. Esatto, cambierà posizione, quindi si tratta di pochi mesi, spero. E' per questo che nel mio caso non ha senso raccogliere materiale x una causa legale, conto di liberarmene prima e adesso si tratta solo di trovare il modo giusto per resistere alla persecuzione senza che la mia salute mentale ne risenta. E poi non voglio rovinarmi l'ambiente di lavoro, questa incompetente sta già spargendo cattivi giudizi su di me, e il peggio è che in tanti sono portati a crederle perchè pensano 'Chi la conosce meglio di lei, dato che ce l'ha a fianco tutto il giorno?'
  14. Niente di folle, sono neoassunta e giustamente mi si mette in affiancamento per imparare la mansione specifica che dovrò svolgere in azienda, dato che ogni azienda ha le sue procedure. Io ho una buona formazione teorica, ma la pratica è cmq da imparare. La tipa invece è lì da qualche anno, quindi nonostante non abbia il mio cv ha un ruolo consolidato. Detto questo.... consigli?
  15. Purtroppo la mia posizione all'interno dell'azienda mi rende più soggetta al mobbing. E sono l'unica in quella posizione, per cui osservare i colleghi può essere d'aiuto solo parzialmente. Nel senso che sono entrata da poco e sono stata messa in formazione accanto alla persona che sostituisco (che è stata promossa a un livello più alto, e non entro nel merito delle strategie che ha usato....), che è la mia mobber ed è l'unica a potermi formare, essendo l'unica che ricopriva quella posizione per cui sono stata assunta. Siccome ho una formazione più alta della sua (sono laureata, ho master e perfezionamenti, ho anni di lavoro alle spalle in ambienti prestigiosi nel settore), questa persona teme visibilmente che io possa superarla, e, anzichè insegnarmi ad essere autosufficiente nel lavoro, mi boicotta in continuazione, insegnandomi procedure sbagliate, sbraitando in continuazione, rimproverarmi per errori che mi ha indotto a fare, dandomi la copa dei suoi errori. Un vero strazio, insomma. Tengo duro e cerco di non rendergli mai facile il gioco di farmi perdere le staffe o di farmi sentire in colpa. La mia reazione la sta portando ad un'escalation di rabbia, però, perchè vede che non ottiene mai soddisfazione dalle mie reazioni. Da un lato me la rido per il male che fa al suo stomaco; dall'altra però la situazione sta visibilmente degenerando, e la tipa ha la possibilità di influenzare la dirigenza (grazie alla sua fervida attività di leccac..ismo). Ti ringrazio per il consiglio!
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