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trudon

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  1. Mio figlio ha 10 anni e frequenta la 5° elementare. In prima e seconda mia moglie ha lottato tutte le mattine per farlo entrare a scuola perchè piangeva. Non siamo riusciti a trovare una spiegazione a questo comportamento che è durato per due anni. Le insegnanti però ci tranquillizavano dicendoci che poi, una volta entrato in classe, il bambino era tranquillo e socialmente attivo con i compagni. Il suo rendimento a scuola non è mai stato dei migliori, però fino alla 3° elementare non aveva particolari problemi, anche se io e mia moglie dovevamo seguirlo molto a casa per svolgere i compiti e per studiare. Durante il secondo quadrimestre della classe 4° elementare è molto peggiorato, anche se a casa continuava a fare i compiti e studiare come sempre, sotto la nostra vigilanza. Il problema, già da allora, era che durante le lezioni, a detta delle insegnanti, si distraeva molto, infatti i voti delle verifiche non erano molto belli (quasi tutti 6 e 7). Durante questo primo periodo della classe 5° è peggiorato ancora. In varie verifiche ha ottenuto anche dei 5. Eppure a casa i compiti li fa e gli sentiamo regolarmente le lezioni orali. Certo è che spesso fa molte storie per studiare, ma poi alla fine secondo noi gli argomenti li sa. Quest'anno inoltre i compiti scritti a casa li fa per la maggior parte da solo. Il problema è in classe. Le insegnanti dicono che lui è sempre attento a tutto quello che succede dentro l'aula, ma non è attento a quello che spiega la maestra. Dicono che non è un bambino maleducato. Una insegnante mi ha detto che secondo lei non ha difficoltà di apprendimento, perchè ad esempio dopo una verifica andata male lo ha interrogato oralmente e lui ha saputo gli argomenti. Anche io e mio moglie pensiamo che non abbia problemi di apprendimento, però lo vediamo molto distratto, al punto che se ad esempio gli domando qual'è il fiume che passa dentro Roma mi dice il Tevere, poi elencandomi i fiumi del Lazio mi dice frettolosamente che il più importante è il Po, e dopo un attimo, vedendo la mia faccia, si corregge e quasi si scusa. E queste cose capitano anche con le altre materie!! lo vediamo frettoloso e sembra che per la testa ha sempre qualcos'altro. Quindi ci siamo resi conto che non è aumentando il tempo che passa sui libri che migliorerà il suo rendimento, ma stando più attento a scuola, soprattutto durante le verifiche. Ma come possiamo fare a farlo migliorare in questo senza stressarlo? Un consiglio per favore, e scusate la mia lungaggine, ma questo "problema" ci sta rendendo la vita difficile in famiglia, anche perchè il bambino si innervosisce sempre di più!!
  2. E io ho paura proprio di non saper riconoscere se c'è veramente un disagio e da che cosa è causato. Quando io e mia moglie ci imponiamo lui ci mette veramente a dura prova, magari continuando a piangere e dando a vedere una sofferenza che ci mette in crisi. Cerchiamo di parlarci, di tranquillizzarlo, ma è dura la cosa.
  3. Il mio secondo figlio ha 7 anni ed ha frequentato la 1° elementare. A differenza del primo, che ha 12 anni, lui è molto più "agitato". Non vuole proprio digerire le regole, figuriamoci quelle legate alla scuola. Ogni mattina, per tutto l'anno scolastico, mia moglie ha dovuto inventarsi di tutto per fargli varcare la porta della scuola; una volta entrato poi, a detta delle maestre, gli passa tutto e, anzi, fa anche il birbantello. Non riusciamo a capire se il problema riguarda il distacco dalla famiglia oppure il fatto che lui non accetta le regole in generale, e quindi anche quelle scolastiche. Ora, per esempio, lo abbiamo inscritto ad un gruppo di giochi estivo nel nostro paese, con tanto di animatori, ma dopo due giorni ha cominciato a fare le solite storie. Costringerlo ad andare può essere controproducente? Come facciamo a capire se il problema nasce dalla paura di essere abbandonato, oppure dal fatto di non voler rispettare le regole? A volte assume anche un atteggiamento minaccioso. Dobbiamo ignorarlo o punirlo? Un aiuto per favore, questo bimbo vuole fare solo quello che gli pare, e io e mia moglie siamo stremati e non riusciamo a metterci d'accordo su cosa fare. Scusi la lungaggine.
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