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purplerain36

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  1. Innanzitutto grazie a tutti per le risposte, sono tutte molto gradite. I miei pensieri derivano principalmente dall'atteggiamento dei miei genitori, che premetto non mi hanno fatto mai mancare niente di "materiale", ma che in realta' sono sempre stati molto oppressivi da un lato e molto menefreghisti dall'altro, anche se i termini probabilmente non sono giusti. Mi spiego meglio: da quando ero piccolo, e lo hanno sempre fatto anche con mia sorella, per esempio, hanno sempre fatto in modo di sapere dove ci trovavamo e con chi eravamo, al punto di chiamare anche se nel giro di 1 ora non si avevano notizie di noi, o se alle 4 del mattino non eravamo ancora rientrati; ma non si sono mai interessati di problemi che potevamo avere. Nel mio caso non mi hanno mai chiesto chiesto perche' fossi rimasto a casa degli anni interi senza amicizie e come mai avevo deciso di perdere peso (e fino a quel punto sono solo stato schernito anche davanti ai parenti), per quale motivo avevo cominciato a ri-vivere e perchè avevo cumulato quasi 40 libri che parlavano di psicologia. Niente. Solo critiche e niente altro. Sicchè col tempo sempre piu' ho cominciato ad isolarmi e non dire niente di quello che faccio, non sanno nemmeno con chi esco il sabato e dove vado, il weekend esco di casa ma non dico dove vado, figurarsi se vado a dire che ho la ragazza. E d'altronde non è cambiato nulla. Sono caduto e mi sono rialzato senza che battessero ciglio. E' frustrante vivere così ma al momento non ci posso fare niente. Per quanto riguarda i pilastri è verissimo, ed è altrettanto vero che lotto giornalmente con le mie paure. Ho un discreto giro di amicizie, una buona parte delle quali sviluppate in questi ultimi 2 anni, tutti dicono che sono molto simpatico e che non sono per niente timido, che ci metto un attimo a fare amicizia (e di riscontri ne ho avuti molti) eppure la mia paura principale è quella di rimanere da solo. E purtroppo influisce molto su quello che faccio. Ho avuto modo di conoscere persone, ma ogni volta sembra un caso clinico, sembra, come ho scritto all'inizio, che le persone che conosco cerchino il salvatore della patria, e io sono stanco di dovermi sobbarcare problemi per stare con le persone. Sono stato sempre sfortunato a trovare persone negative, mentre vorrei trovare almeno 1 e dico una persona positiva. Con questo non voglio dire che non voglio accontentarmi di quello che ho ma che anch'io ho dei periodi difficili e in quei momenti di smarrimento nessuno mi aiuta. Come adesso che mi sento in difficolta'. Pensare con la propria testa è ovviamente la migliore cosa, ma spesso parlare aiuta di piu'. Non è che non amo la mia ragazza, ma sono cresciuto anche con la diffidenza stampata in fronte. 10 anni fa ho avuto l'unica altra ragazza con cui sono stato, e sto facendo gli stessi identici passi, per questo sono così dubbioso. Sono rimasto a cena a casa sua 2 volte, praticamente costretto entrambe le volte. Dopo 5 mesi già parlare di vivere insieme. I dubbi li ho, associata anche alla paura, lo ammetto. Ma mi sembra tutto molto affrettato. E soprattutto troppo uguale alla mia storia precedente, chiusa violentemente dopo aver anche fissato la data del matrimonio e dopo essere stato cacciato da casa sua perchè a loro modo di vedere avevo usato la figlia a mio modo e piacimento. Ovviamente ne ho parlato con lei, mi dice che è contentissima di stare con me, per questo le piace pensare di poter vivere insieme e di cercare di farmi entrare in sintonia con i suoi, anche se io ho gia' spiegato che non è una mia priorita' e che la storia la voglio vivere molto liberamente, senza troppi pensieri e senza persone che influenzino. Sembra tutto inutile. Mi faccio forza su quello che ho creato in questi anni ma ogni tanto mi serve un supporto e qualcuno che mi aiuti a riordinare tutto, soprattutto le idee.
  2. Ciao tex, grazie per avermi risposto. Forse hai ragione, ma forse non è così semplice. Io ovviamente ho fatto un sunto ma bisogna tenere conto di diverse cose. Non è con il VOSTRO stipendio, ma con il TUO (ossia mio) stipendio visto che lei è fuori casa e quello che le pagano non copre nemmeno il fitto, ovviamente al momento. Oltretutto una che conosci da 6 mesi e che da subito vi siete messi insieme, ti rappresenta appena puo' (almeno 1 volta al giorno) che vorrebbe vivere insieme a te, che sia convivenza o matrimonio poco importa, forse qualche dubbio te lo mette. Magari è solo tutta paura, magari no. Io cerco qualcuno con cui ne possa parlare, tutto qui. Ho rappresentato che non ho persone con cui parlare, per questo cercavo conforto in un eventuale psicologo. Per cercare di capire questo e molto altro, per cercare un equilibrio che al momento non ho. E' vero la felicita' è un'utopia ma io non mi sono mai sentito felice.
  3. Salve a tutti. Sono un ragazzo di 36 anni e mi trovo in difficolta', avrei bisogno di un consiglio che spero qualcuno mi possa dare. Spiegandomi molto in breve sono un ragazzo che dopo un lungo periodo di "buio" durato circa 10 anni ha trovato la forza di risollevarsi dal punto morale e fisico. Morale perche' dopo diversi anni passati a casa praticamente senza amicizie ha avuto la forza di rimettersi in gioco e rovesciare le cose passando dal taciturno pieno al sociale. Fisico perche' con una forza di volonta' piuttosto elevata in 1 anno ha perso 20 kg e adesso è di nuovo "decente". Questa è la parte buona del discorso. La parte "cattiva" è quella che in realta' trovando beneficio da questa forza di volonta' e cambiando molto della mia vita, mi è rimasta fuori la parte piu' importante, quella che cerco da una vita: la felicita'. Nel momento in cui scrivo, cioè adesso, ho un lavoro già da diversi anni che mi garantisce stipendio e tranquillita' e ho una ragazza da pochi mesi (la precedente era datata 10 anni fa) che si dice pienamente innamorata di me e che lavora da precaria a circa 700 km da me con cui sono a tel almeno 5 ore al giorno (quando sono a lavoro, i festivi molto di più); non ho un buon rapporto con i genitori, con cui pero' ancora vivo da figlio unico avendo una sorella sposata, a cui non dico praticamente niente della mia vita (e conseguentemente anche della ragazza). Ormai sono anni (anche se sarebbe meglio dire decenni) che non sono veramente felice e anche il nuovo rapporto creatosi con la ragazza non da' quella felicita' piena, forse anche perche' sembra ancora una volta essere uno di quei rapporti con quelle persone che cercano "il salvatore della patria"... Riassumendo quindi vivo in una casa dove non mi trovo bene con i coinquilini e ho una vita esterna praticamente da single ma cmq non libero... Non posso andare a vivere da solo anche perchè la ragazza già spinge almeno per la convivenza (ha 31 anni). Non ho nessuno con cui parlarne (gli amici veri con cui potrei sono imbavagliati da altri problemi più grandi), per cui vorrei rivolgermi ad uno psicologo ma non so a quale "ramo" rivolgermi. Mi potete consigliare qualcosa? Ogni consiglio è accettato (non solo sullo psicologo),grazie
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