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Salamandra Mannara

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Che riguarda Salamandra Mannara

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  • Compleanno 11/05/1911

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  1. *** Non è una scelta volontaria, sono costretto a vivere in solitudine *** ma allora non hai scelto nulla. stai solo subendo una condizione che probabilmente ti sta chiudendo giorno per giorno verso la possibilità di fare un'esperienza. i sentimenti li puoi chiudere anche dentro una camera blindata, se devono crescere crescono.
  2. ma nonera sposato con una figlia di 20 anni?
  3. o magari è solo il tuo modo di manifestare il disagio e non è che ti manchi il coraggio, semplicemente magari NON è quello che vuoi fare.
  4. allora, per chi legge: la mia terapia si è interrotta definitivamente. la cosa che doveva essere istantane asi è prolungata per mesi e specialmente ultimamente quando avevo "deciso" ci ho messo 4 sedute. ad ogni modo è stato meglio organizzare la chiusura piuttosto che andar via e basta. io non ho nulla contro la mia terapeuta durante la seduta, i problemi insorgevano nei sei giorni che separavano la seduta, nella rielaborazione del tutto. come ho scritto non mi piaceva più andarci, troppo stressante, troppi dubbi. nel tempo ho fatto delle buone sedute, e devo dire che l'ultima è stata una di queste. @ amestante, ti scriverò con più calma in questi giorni. comunque grazie per le parole che hai usato qui.
  5. purtroppo ho scoperto solo girando in internet, confrontandomi con altre persone, e vedendo filmati di vari psicologi che si trovano in rete che *di solito* (ma non è uno standard evidentemente, anche se ora che so che molti fan così mi sembra il minimo da richiedere) si parla appunto degli obiettivi, ci si da un tempo etc. poi possono insorgere altre problematiche OK, però appunto all'inizio io ho solo espresso il mio disagio, non mi aveva detto nulla di come si svolgevano i colloqui, ho scoperto dopo un anno che la seduta durava 50 miuti e non 60 perchè ogni volta sforavo... magari anche solo essere più puntuali, più rigore... ora a posteriori per me è facile analizzare tutto ciò che non è andato, ma per me durante era una continua attesa che succedesse quacosa che cambiasse la situazione. sui sogni ti dirò: a me non fa ne caldo ne freddo sebbee c'è chi par che viva di sogni per fare una terapia, ad ogni modo è lei che già un anno fa manifestando io dei dubbi e un punt di stasi ha detto che c'erano varei cose da valutare, tra cui i sogni... se un terapeuta mi dice così, penso che li valuti i maniera un po' più approfondita di quel che possa fare io... il tutto era basato, immagino si dica così, sulle libere associazioni, io parlavo e se mi fermavo era difficile che dicesse una parola... fattole presente questo, mi ha detto che io non l'ho lasciata parlare e che ero "travolgente" nei miei racconti, avevo bisogno di liberarmi... io le ho detto senza problemi che, dal mio punto di vista, non è stato così, è stato anche "frustrante" non sentire mai una sua ripresa su qualcuno dei mie racconti, un sogno, un particolare, un'emozione... come hai ben scritto la mia vita è comletamente ferma. in senso molto lato io avevo bisogno di capire se ero in grado di fare una cosa, se ne avevo voglia, se ne avevo le risorse, oppure di guardarmi dentro e trovare le energie per fare altro. e pur non avendone parlato (nel senso stretto del termine, dialogato, rapportato con lei) su questa cosa, io nei miei "monologhi" l'ho detto più volte, ma non c'è mai stata una risposta a questi quesiti, nemmeno detto "beh non è una cosa che si possa rispondere così facilmente" o come nei film "c'è ancora tanto su cui lavorare". nulla. per carità: con un tempo infinito a disposizione probabilmente riuscirei a guardarmi dentro, chi lo sa... ma non erano questi i miei obiettivi che appunto, anche se fatti presenti, non sono mai stati discussi. una breve scossa qualhe settimana fa quando le ho detto che in questi due anni avevo in qualche modo accettto la lentezza dell'evoluzione del mio progresso, ma che dal momento in cui andare in terapia mi creava disagio pensandoci tutto il giorno e purtroppo anche la notte rimanendo sveglio a pensare a come uscirne, io non accetavo più questa condizione. perchè, non ricordo se l'ho scritto sopra, in terapia ci sono andato volentieri, a volte ne ho sentito la necessità, dei periodi ne uscivo e stavo bene e caricato almeno per un paio di giorni, poi è passato il tempo e vedevo che nulla cambiava e siamo arrivati al "mal di pacia" e ho detto basta. (mi vien da dire forse, spero sia così...). la prima volta che le ho esposto questo disagio è rimasta colpita e un po' imbarazzata mi ha detto: "cosa è successo? sembra non le vada bene nulla di se". allora (io a maggio faccio 38 anni... lei avrà più o meno la mia età. più verso il meno che il più) le ho fatto un breve riassunto di come sto vivendo, le ho chiesto se c'è qualcosa in quello che faccio che a lei piacerebbe, se il mio è solo pessimismo immotivato o se mi sono semplicemente cacciato con le mie mani nel vischio... con un giro di parole ha cambiato discorso. perchè per me adesso è facile pensare che già al momento avrei potuto salutarla, girare i tacchi e chiudere così. ma io mi faccio mille problemi, ho voluto darle fiducia ed ascoltarla. ora quello ch emi dice mi entra per un orecchio... e ritona fuori di rimbalzo senza nemmeno entrare... si, ci sono N terapeuti e centri da me, diciamo che avevo "diritto" ad accedere a questo servizio e ne ho "approffitato" (21 euro a seduta + viaggio, diciamo una 30ina di euro a seduta): e così 2000 euruzzi se ne sono andati ma soprattutto il tempo che non ho deciso che fare, e ora sto abbandonando quello che era il mio progetto ma non convinto, solo per logorio. comunque si, non so se nell'immediato riprendo con una terapia diversa, ma sentivo parlare delle terapia brevi e stavo raccogliendo informazioni su queste.
  6. ciao. la mia è una terapia di indirizzo psicodinamico. che non so cosa voglia dire, perchè dal primo gioro mi sono seduto e mi ha chiesto di dirle che c'era che non va. la seduta inizia con il saluto, mi si siede davanti e io parlo. spesso mi sono sforzato di aprlare, pensavo di trovar sempre la cosa che ritenesse interessante, che mi chiedesse un approfondimento, che la seduta dopo riprendesse un mio discoro un sogno, un collegamento... ad un certo punto, seduta dopo seduta, dopo un anno avevo perso fiducia, ma sentivo di dover andare ancora. alla fine non le raccontavo più i sogni: tralascianod che non li ricordo quasi mai, ma se faccio un sogno inquietante mi diceva: "si vede una certa inquietudine". comunque ne ho parlato a lungo anche perchè c'è stata tutta una evoluzione in questi mesi sul mio percepire la terapia, e martedì fiisco. non so come siano le terapie, so che questa terapeuta parla poco o niente, io parlo, racconto... siccuramente sarà un percorso lungo ma io *non ho tempo* e questo lo sapeva bene il team al quale questa dottoressa fa parte. ho parlato anche di questo. capisco che detta così si capisca poco, ma dovrei altrimenti raccontarti tutta la storia e la faccenda si allunga. probabilmente ci sono state troppe pause, questi giorni stavo proprio pensando che nei momenti più fragili c'erano pause di uno-due mesi... o forse troppo distante: 50 km andare e 50 tornare o in corriera, o in treno, a volte in auto... a volte (per recuperi) ho fatto due sedute settimanale, mi aveva proposto di fare sempre due, ma proprio non ce l'ho fatta. non mi sento un fallito, ma fino ad ora ho fallito i miei progetti e mi sento senza voglie e stimoli. una cosa che sento è che quest aterapia deve concludersi. sicuramente come diceva la dottoressa sarebbe stato meglio appunto decidere di concluderla invece di lasciare il giorno che le ho detto. e così ho fatto altre 4 sedute, e la settimana prossima dovrebbe terminare. dico dovrebbe perchè fino adesso la seduta doveva essere l'ultima. però ormai è da troppo tempo che non trovo più interesse and andare, voglia, a volte mi sono divertito, a volte ci andavo a cuor leggero, a volte lo aleggerivo dopo la seduta... ora passo 7 giorni alla settimana a pensare a concludere, a come non andar più. tranne questa ultima settimana, dove abbiamo deciso di fare l'ultima seduta. nel male del nulla, mi sembra già un piccolo progetto pure questo.
  7. anche a me la mia terapista psicodinamica mi ha dato la stretta di mano la prima volta, ma io non continuo, la saluto qundo la vedo e quando vado via. nessun contatto. ma perchè sono fattop io così, non abbraccio nemmeno mia sorella o amici. tutti sono sotto transfert, dipende che ci vedono. dicono che l'uomo nella terapista ci vede la madre. ecco forse spiegato perchè non mi ma proprio di darle la mano (figurarsi abbracciarla) e non voglio continuare.
  8. qui non succede nulla. non soo ancora riuscito a mollare. anzi: ho detto che non andavo per tutta febbraio e invece ci vado anche la settimana prossima. non sta accadendo niente, o meglio: tra poco ci sarà il baratro perchè non ho risolto i mie problemi e questo ha portato a un stato scandaloso la mia situazione. per ora sto bene, o meglio: sto così e così... forse perchè non me ne rendo conto? mi ha detto che ci sono stati tanti cambiamenti in me, che io aspettavo il miracolo (non è vero, ma sono stato zitto)... l'unico cambiamento è che non è cambiato nulla, e quidni se prima la emme era fino al collo, ora è alla gola. cacchio: ma perchè ho iniziato la "terapia"???
  9. dovresti andare a farti visitare dal ginecologo milanese pure tu.
  10. Salamandra Mannara

    UN AIUTO MORALE

    salvo le alcune differenze, vivo una condizione molto simile. ho provato anche con una terapia che va avanti da un anno e mezzo, ma mi rendo conto che nulla è cambiato. al di la del mio desiderio di avere una relazione, di avere una vita quotidiana, mi rendo conto che non c'è scritto da nessuna parte che si deva avere un compagno\a, essendo ateo non credo nel destino e quindi non escludo che un giorno (come è già successo) possa incontrare una persona a me congeniale, ma penso che ognuno deva per forza passare per una fase di consapevolezza che alla fine c'è chi deve fare i conti solo con se stesso e su se stesso. d'altra parte ci sono persone che con facilità trovano un partner dopo l'altro. ma quidni vuol dire che con facilità pure lo lasciano. alla fine il concetto non cambia: si deve cercare un equilibrio con il proprio essere. e io tutto sommato, se riuscissi a trovare una stabilità lavorativa, a portare un fine alla mia vita, sinceramente starei anche da solo. anche se è pur vero che è nei momenti migliori che siamo disposti a relazionarci con gli altri. io so i avere una via di fuga: sistemare la mia situazione "sociale", solo che è facile a dirlo a parole e mi ritrovo a fare come il cane che si morde la coda, ruotando intorno alla mia capacità di prendere decisioni e quindi di prendere qualunque direzione.
  11. Salamandra Mannara

    Donne

    *** Io per esempio ho una figlia di 20 anni *** :icon_frown:poverina...
  12. qui di psicologi non ne trovi. qui trovi solo persone con vari disagi. forse qualche studente, ma non penso in questa sessione. prova a riproporre il quesito in qualche sezione più generale, dove appunto si parla di psicologia.
  13. forse ha paura che tu e la tua Comunità Cristiana possiate spiarla dal buco della serratura.
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