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Luciano Peirone

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  1. E' una descrizione assai centrata, con dettagli significativi messi nella giusta evidenza (cosa che spesso non viene fatta). Una precisazione, di ordine generale: se alla bulimia si accompagna il vomito, il peso di solito non sale, per cui il senso "palla di lardo" può non esserci. Se invece esiste questa sensazione soggettiva, ed è oggettivamente confermata dalla bilancia, siamo nell'area del sovrappeso (senza vomito) più che nell'area della bulimia. Luciano Peirone
  2. In effetti, siamo di fronte ad una somatizzazione: esagerata ed esasperata. La "psicosomatica" ce lo ha insegnato ormai da tempo: la psiche stressata o addirittura angosciata agisce "negando e rimuovendo" la verità, per lasciare spazio (sic!) ad un corpo che subisce l'impatto del Male. Luciano Peirone & Elena Gerardi
  3. Controllo, controllo, controllo... sino allo sfinimento. Giusto: cercare, illusoriamente, di controllare ciò che non è controllabile. Ecco il senso della ripetitività compulsivo-ossessiva. Ecco il senso del disagio, del malessere, della malattia. In effetti, tutta questa ridondante ritualità blocca il pensiero, lo fa andare su un "binario morto". Non pensi, per cui pensi di stare bene! Luciano Peirone
  4. Ovviamente, gli esperti non spariscono... lavorano! Dopo aver scritto sul forum, tornano ai pazienti, fanno supervisione, insegnano, fanno formazione, scrivono altri libri, scrivono altri articoli, partecipano ai convegni scientifici (portando contributi e/o aggiornandosi), fanno diagnosi e terapia, etc. etc. Non sono onnipotenti... Fanno quello che possono! Per le risposte bisogna avere pazienza... Luciano Peirone & Elena Gerardi
  5. Certamente. La persona depressa perde vitalità ed interessi. In questa direzione può sviluppare una tendenza anoressica: umore nero, perdita di appetito. Al contrario, quale risposta sovracompensativa (cioè eccessiva), al fine di combattere (illusoriamente) la depressione, può sviluppare tendenze sia alla bulimia, sia al sovrappeso, sia all'obesità vera e propria. L'uso degli antidepressivi può curare ovviamente la depressione e, indirettamente, il disturbo alimentare. Il tutto però in stretta connessione con un supporto psicoterapeutico, e soprattutto sotto stretto controllo specialistico: il "fai da te" non solo è sconsigliato ma è da bocciare, anche perché i dosaggi farmacologici sono in funzione della diagnosi, che solo un esperto può formulare in modo corretto. Luciano Peirone
  6. Quando supera certi livelli. Che possono essere soggettivi (mi sento male perché mangio troppo, mi sento male perché mangio troppo poco, quando vomito intenzionalmente ecc). Oppure oggettivi (il peso corporeo è eccessivo oppure scarso, l'indice di massa corporea è superiore oppure inferiore alla norma statistica, quando non si hanno più le mestruazioni, quando l'appetito è assente oppure esagerato ecc.) Luciano Peirone & Elena Gerardi
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