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Mochi

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  1. Mochi

    Uno, nessuno, centomila

    Ciao, sai, a tratti mi riconosco in pieno in quello che hai scritto! Provo a risponderti per quello che posso. Per me è uguale. Un po' peggio in realtà, perché non sono riuscito ad instaurare buoni rapporti con molti dei miei familiari, e ho perso i contatti con quasi tutti gli amici di vecchia data. Ma capisco perfettamente cosa intendi. Anch'io non davo peso alla situazione, dando la colpa alla mia timidezza e altre cose. Finché, a un certo punto, ne ho preso coscienza all'improvviso. E la solidutine forzata non è facile da sopportare. Anche qui ti capisco alla grande. Io non ho ness
  2. Mochi

    Troppo 'calmo'?

    Ciao Xtent, molti anni fa avevo anch'io un po' questo problema. E' uno di quelli che, in parte, sono riuscito a superare, quindi forse posso darti una mano. Premetto che essere tranquilli e non portati all'aggressività è, secondo me, un enorme pregio, anche se è eccessivo. Ad esempio, non sopporto chi durante una conversazione, per farsi sentire alza la voce, anche se ha ragione. Con questo voglio dirti che il "problema" non è la tranquillità, ma piuttosto la mancanza di fiducia su questa stessa tranquillità. L'insicurezza spesso deriva dal non conoscere se stessi e quello che si vuole nell
  3. Mochi

    Fobia sociale.

    Potresti provare a spiegare un po' meglio cos'è che ti spaventa, nell'interagire con le altre persone?
  4. Mochi

    Fobia sociale.

    Ciao miamissy, non saprei aiutarti riguardo ai tuoi disturbi di alimentazione, ma per la fobia sociale se vuoi possiamo parlarne. Anch'io potrei quotare la tua frase dicendo che sono un ragazzo "che vorrebbe stare in compagnia,uscire,fare tutto quello che fanno le altre persone ed invece non riesco". La mia fobia, probabilmente, non è profonda come la tua, perché nel mio caso si tratta più che altro di una forte ansia che in determinare circostanze riesco anche a superare. Non posso negare, comunque, che anche se supero i miei blocchi, ho come una barriera che mi impedisce quasi sempre di
  5. Mochi

    Auto-analisi dell'ansia

    Cari amici, oggi vorrei condividere una auto-analisi che riguarda uno dei miei vari problemi: l'ansia. Non è tra i miei problemi più gravi, ma proprio perché credo di aver capito abbastanza bene le sue dinamiche, forse vale la pena tentare di risolverlo col vostro aiuto. Io mi sento ansioso praticamente sempre quando devo interagire con persone che non conosco. In particolare, più il tipo di rapporto che si dovrà instaurare è di tipo personale, più cresce l'ansia. Questo significa che se devo incontrare qualcuno per motivi di lavoro o per qualche scopo preciso (ad esempio, devo andare in un
  6. Ciao, grazie per la risposta. Sai, non sono certo di capirti completamente, ma in molte tue parole ritrovo alcune delle mie esperienze, quindi forse abbiamo qualche "problema" in comune :) A volte, la "confusione", come quella che tu dici di provare, potrebbe essere in realtà l'esatto opposto, e cioè l'inizio di una presa di coscienza profonda. Naturalmente ci sarà un periodo in cui ti crollerà un mondo e ne nascerà un altro, e in questo periodo la confusione è bella forte. A me, proprio negli ultimi tempi dell'università, è capitato esattamente questo. Mi sono reso conto piano piano di ave
  7. Cara amica, perché non ci racconti un po' di più? Anch'io, per esempio, ho capito di avere bisogno di uno specialista, ma sono uno che anche per andare dal dottore quando sta male aspetta di essere con un piede nella fossa, quindi sto rimandando... Potresti approfondire un po' il tuo problema?
  8. Ciao kouga, ti posso assicurare che per quanto possa sembrare inverosimile, a noi (almeno a me) fa piacere sinceramente risponderti. Non è certo per pietà, ma perché quando si soffre in prima persona, si riesce a capire almeno in parte anche la sofferenza altrui, e una delle poche gioie che ci rimangono è quella di aiutarci l'un l'altro. Se vuoi provare a rispondere al mio invito virtuale di prendere una birra possiamo provare a farti capire meglio dov'è il tuo problema. Per esperienza personale, ti posso dire che narrando e descrivendo le proprie problematiche, ci si avvicina sempre di più
  9. Caro kouga, vorrei anche dirti che non sei il solo a valutare il suicidio. Ma, per esperienza personale, posso dirti questo: se dici di non averne "il coraggio", è perché in realtà non vuoi affatto morire, è solo che ti pesa troppo la vita che stai facendo. Posso capirti perché anch'io sono nella tua situazione. Vivere con una continua sofferenza emotiva, senza nemmeno un attimo di vera gioia, escluso da qualsiasi scambio di emozioni fra le persone, e senza una reale speranza che questo possa cambiare... ti riconosci un po'? Proprio pochi minuti fa ho ricevuto una notizia che rischia di far
  10. Davvero un bel discorso orion78! E allora mi unisco anch'io al coro. Io molto spesso mi chiudo nel mio mondo a guardare le stesse cose che guardate voi. Telefilm, anime ecc. E sapete perché? Perché almeno posso vivere da spettatore certe emozioni, che ormai ho rinunciato a trovare nel mondo reale. Almeno posso sognare un po'. E posso dimenticare un po' la rabbia che mi fa questo mondo, dove chi come noi vorrebbe offrire sinceramente sé stesso agli altri si trova isolato, mentre la gente egoista la fa da padrone. Scusate la banalizzazione, ma è un piccolo sfogo :) Kuga, proviamo a fare una si
  11. Ciao kouga, hai fatto molto bene a scrivere. Io in passato ho avuto un po' di paura nello stare in mezzo alla gente (e un po' continuo ad avercela...). Probabilmente non con la tua intensità, però alcuni sintomi sono simili, ad esempio quando dici: "ho paura di stare con molta gente o che magari mi si chieda qualcosa". Nel mio caso era dovuto alla grande confusione che avevo dentro di me. Essendo così sconosciuto a me stesso, non sapevo con che criterio mostrarmi agli altri. Adesso mi conosco molto meglio, anche se questo è ben lontano dall'aver capito il mio posto nel mondo. Secondo me do
  12. Ciao Laraa, certo che mi ricordo. :) Grazie ancora per l'incoraggiamento! Il mio essere "fuori dal mondo" era un po' separato dal mio discorso sentimentale, ma certamente fa tutto parte della mia vita. Naturalmente ci sono persone in situazioni simili alla mia (anche se, proprio come la mia, ancora non ne ho trovate), e anche in situazioni ben peggiori della mia. A volte mi vergogno di lamentarmi visto che c'è chi sta tanto peggio di me. Il mio percorso non pretendo che mi porti alla serenità, ma almeno vorrei evitare di cadere in depressione e limitare un po' la tristezza. Il segreto è acc
  13. Ho capito, è differente dal mio stato attuale, ma naturalmente ci sono passato e, in fondo, anch'io continuo sempre un po' a sperare e a chiedermi le stesse cose. Quello che NON ti dirò assolutamente è "vedrai che prima o poi ecc. ecc." perché è semplicemente falso. Ma, d'altra parte, se tu non hai barriere personali che ti impediscono di legarti sentimentalmente a qualcuno, e ne hai la volontà, sicuramente c'è speranza. Però, se l'attesa è troppo pesante (e può durare chissà quanto tempo), devi in qualche modo usare dei trucchi mentali. Ti propongo dunque due percorsi paralleli: il primo è
  14. Cara please, in buona parte mi riconosco nella tua descrizione, e siccome sto piano piano riuscendo a superare almeno una parte dei problemi, vorrei provare ad aiutarti. Adesso io ho 28 anni (ragazzo), e proprio come te, ho aspettato per tanto tempo di trovare la persona a cui dedicarmi. Un anno fa circa è successo quello che aspettavo, e mi sono innamorato di questa donna che però non mi ricambia. Da due mesi circa ho "ufficialmente" chiuso ogni speranza, anche se in realtà sapevo già da ben prima di non averne. Ma so bene che i miei sentimenti non cambieranno per anni. Ma torniamo a te. H
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