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Mochi

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  1. Ciao, sai, a tratti mi riconosco in pieno in quello che hai scritto! Provo a risponderti per quello che posso. Per me è uguale. Un po' peggio in realtà, perché non sono riuscito ad instaurare buoni rapporti con molti dei miei familiari, e ho perso i contatti con quasi tutti gli amici di vecchia data. Ma capisco perfettamente cosa intendi. Anch'io non davo peso alla situazione, dando la colpa alla mia timidezza e altre cose. Finché, a un certo punto, ne ho preso coscienza all'improvviso. E la solidutine forzata non è facile da sopportare. Anche qui ti capisco alla grande. Io non ho nessun problema a uscire con gente nuova, anzi cerco di cogliere le occasioni nell'illusione di poter socializzare un po'. Ma, come succede per te, oltre a due o tre persone al massimo, non c'è nessuno con cui ho un vero rapporto di amicizia. wow, qui davvero mi sembra di leggere me stesso! Per me è la stessa cosa. E, mi dispiace, ma ancora non ci ho capito nulla. Sai quante volte mi sono chiesto dove sbaglio, cosa ho di così diverso da tutti gli altri... boh! Ho provato e provato ad andare incontro a quello che la società chiede, forzandomi in comportamenti superficiali, cercando di essere allegro nonostante le sofferenze interne, correggendo i miei difetti che riconosco, ecc. E non è servito a molto. Un po' sì, ma sempre e solo per risultati superficiali. Inoltre, come dici tu, io sono sicuro di apparire molto diverso da come sono. Nessuno mi ascolta quando parlo, tutti mi giudicano per delle stupidaggini quando basterebbe parlare con me in modo un po' più serio per capire che genere di persona sono. Il risultato è che l'unico che mi capisce, sono io stesso. E non poi così tanto :) Su questo invece siamo diversi quindi evito di dileguarmi. Anche a me non dispiace la solitudine, ma nel mio caso, la quasi totale mancanza di rapporti umani e il fatto che nessuno abbia un reale bisogno di me, in pratica mi ha costretto a cambiare totalmente atteggiamento verso la vita. La cosa che veramente mi irrita, è che gente come dici tu più stupida e banale ottiene tutto dalla vita. Gente a cui non frega nulla dei sentimenti, li ottiene e spesso causa sofferenze alla persona che invece dovrebbe amare. Ora che abbiamo capito le nostre similitudini, se ti va possiamo discuterne. Ti avverto però che io non ho trovato soluzione, e dato che (soprattutto per cause sentimentali) ero giunto al limite della sopportazione, ho dovuto rinunciare praticamente a ogni aspettativa e oramai vivo in isolamento psicologico. Perché se c'è una cosa peggiore della solitudine, è il vedere cosa potresti avere e sapere che non lo avrai mai. A questo punto è molto meglio mettersi l'anima in pace e far passare il tempo, senza aspirare a nulla.
  2. Mochi

    Troppo 'calmo'?

    Ciao Xtent, molti anni fa avevo anch'io un po' questo problema. E' uno di quelli che, in parte, sono riuscito a superare, quindi forse posso darti una mano. Premetto che essere tranquilli e non portati all'aggressività è, secondo me, un enorme pregio, anche se è eccessivo. Ad esempio, non sopporto chi durante una conversazione, per farsi sentire alza la voce, anche se ha ragione. Con questo voglio dirti che il "problema" non è la tranquillità, ma piuttosto la mancanza di fiducia su questa stessa tranquillità. L'insicurezza spesso deriva dal non conoscere se stessi e quello che si vuole nella vita, ma dipende da caso a caso. Perché non mi fai qualche esempio pratico, così ne parliamo?
  3. Potresti provare a spiegare un po' meglio cos'è che ti spaventa, nell'interagire con le altre persone?
  4. Ciao miamissy, non saprei aiutarti riguardo ai tuoi disturbi di alimentazione, ma per la fobia sociale se vuoi possiamo parlarne. Anch'io potrei quotare la tua frase dicendo che sono un ragazzo "che vorrebbe stare in compagnia,uscire,fare tutto quello che fanno le altre persone ed invece non riesco". La mia fobia, probabilmente, non è profonda come la tua, perché nel mio caso si tratta più che altro di una forte ansia che in determinare circostanze riesco anche a superare. Non posso negare, comunque, che anche se supero i miei blocchi, ho come una barriera che mi impedisce quasi sempre di aprirmi e attirare gli altri. Ne ho parlato meglio in un thread, aperto qualche giorno fa. Hai mai provato a chiederti il perché di questa paura? Io l'ho fatto, e devo dire che alcune risposte le ho trovate. Non che abbia risolto nulla (capire un problema e risolverlo sono due cose diverse), ma è sicuramente un primo, importante passo.
  5. Cari amici, oggi vorrei condividere una auto-analisi che riguarda uno dei miei vari problemi: l'ansia. Non è tra i miei problemi più gravi, ma proprio perché credo di aver capito abbastanza bene le sue dinamiche, forse vale la pena tentare di risolverlo col vostro aiuto. Io mi sento ansioso praticamente sempre quando devo interagire con persone che non conosco. In particolare, più il tipo di rapporto che si dovrà instaurare è di tipo personale, più cresce l'ansia. Questo significa che se devo incontrare qualcuno per motivi di lavoro o per qualche scopo preciso (ad esempio, devo andare in un negozio a chiedere un oggetto preciso), non ci sono assolutamente problemi. Invece, quando c'è necessità di instaurare un tipo di rapporto più personale, ecco che mi riempio di insicurezze e di agitazione. Un'altra cosa da notare, è che se in queste occasioni sono con un amico che conosco bene, l'ansia si riduce in modo drastico. La parte interessante del discorso, è che io ho capito piuttosto bene il perché di questo. Cerco di spiegarlo con un esempio. Supponiamo che un forum tematico dove sono iscritto, decida di organizzare un ritrovo una domenica. L'idea mi piace e confermo la mia presenza. Al momento di presentarmi, però, tutti i miei problemi mentali vengono alla luce. Cerco di fare un elenco per non essere troppo dispersivo: - Non ho mai approfondito molto nessun argomento (so poco di varie cose, piuttosto che molto di poche cose), perciò ho sempre timore di non avere nessun argomento di discussione e non poter approfondire nessun discorso. Vedo spesso persone che parlano per ore di uno stesso argomento, scambiando opinioni ed esperienze. Io non potrei mai farlo. - Non avendo mai ottenuto nessun particolare risultato nella vita, e non avendo un vero scopo, mi manca una colonna portante su cui basare le mie sicurezze. Per questo, su tante cose spesso non ho posizioni personali, non ho risposte o opinioni. Appaio come una persona vuota, in quanto... beh, lo sono. Questo si vede benissimo quando magari mi trovo da solo con un'altra persona, e vorrei fare un po' di conversazione. Penso a cosa potrei dire, ma io non ho un punto di partenza, se non delle banalità non correlate a me stesso. Se mi chiedessero "parlami di te", ci metterei 2 minuti a dire tutto. - E' un dato di fatto che il 90% delle persone che conosco sono più allegre di me. So di essere una presenza poco gratificante, anche se ho le mie ragioni. Sapere di apparire cupo e sgradevole mi spinge ancora di più a chiudermi in me stesso. Posso sorridere e rilassarmi, ma non posso cancellare la tristezza anche se volessi, e questo traspare all'esterno. Questo l'ho notato e mi è stato fatto notare, non è una mia paranoia. - Infine, forse la cosa più importante: dato che nessuno in vita mia ha mai mostrato un reale interesse per me come persona, ho una estrema insicurezza dal punto di vista della mia personalità. Per questo, ho molta paura di trovarmi in situazioni dove devo mettere allo scoperto me stesso, perché in quei casi non so mai se sto facendo cose stupide o no, se sto dicendo assurdità o cose sensate, se mi sto comportando normalmente o come un sociopatico. In questi casi, se sono con un amico che conosco bene, sono più tranquillo perché so che in casi di panico, posso staccare e parlare con lui. Ma mi rendo conto che è una vigliaccheria e non risolve nessun problema. Se avete qualche consiglio, ve ne sarò immensamente grato! Grazie!
  6. Ciao, grazie per la risposta. Sai, non sono certo di capirti completamente, ma in molte tue parole ritrovo alcune delle mie esperienze, quindi forse abbiamo qualche "problema" in comune :) A volte, la "confusione", come quella che tu dici di provare, potrebbe essere in realtà l'esatto opposto, e cioè l'inizio di una presa di coscienza profonda. Naturalmente ci sarà un periodo in cui ti crollerà un mondo e ne nascerà un altro, e in questo periodo la confusione è bella forte. A me, proprio negli ultimi tempi dell'università, è capitato esattamente questo. Mi sono reso conto piano piano di avere sbagliato tutto nella vita. Io spero dal profondo del cuore che non sia il tuo caso, ma se provi tanta fatica a studiare o a dedicarti alla vita universitaria, prova a essere sincera con te stessa e a chiederti se davvero è quello che vuoi fare. Procedere in una direzione che non si sente come propria, richiede una quantità di energie enorme. Tu dici che "mi ritrovo a non sapere neppure se continuare l'università perchè sia mente che corpo rigettano quel posto", perché secondo te è così? Hai qualche idea? Per capire l'origine di un problema, a volte un buon metodo è escludere cosa di sicuro NON è l'origine. Perciò, iniziamo con questa domanda: sei sicura che la direzione e gli studi che hai scelto siano quelli giusti per te? Riguardo i problemi sociali, con me vai sul sicuro :) Io mi riconosco tre grossi problemi, e il non riuscire a legare con gli altri è uno di questi. Perciò se vuoi spiegarmi meglio, forse posso capirti un po'. Buona serata!
  7. Cara amica, perché non ci racconti un po' di più? Anch'io, per esempio, ho capito di avere bisogno di uno specialista, ma sono uno che anche per andare dal dottore quando sta male aspetta di essere con un piede nella fossa, quindi sto rimandando... Potresti approfondire un po' il tuo problema?
  8. Ciao kouga, ti posso assicurare che per quanto possa sembrare inverosimile, a noi (almeno a me) fa piacere sinceramente risponderti. Non è certo per pietà, ma perché quando si soffre in prima persona, si riesce a capire almeno in parte anche la sofferenza altrui, e una delle poche gioie che ci rimangono è quella di aiutarci l'un l'altro. Se vuoi provare a rispondere al mio invito virtuale di prendere una birra possiamo provare a farti capire meglio dov'è il tuo problema. Per esperienza personale, ti posso dire che narrando e descrivendo le proprie problematiche, ci si avvicina sempre di più al fulcro del problema stesso, il che non è poco. Nel frattempo ti posso dire che ti capisco eccome, quando dici che ti manca ridere. Sapessi anche a me quanto manca... Ma soprattutto ti capisco quando dici di sentirti solo. Io ho ancora speranza di risolvere i miei problemi sociali, e fortunatamente ho qualche amico con cui posso distrarmi, ma ho rinunciato in modo definitivo ad avere legami emotivi con qualcuno. E viene da chiedersi che si vive a fare... Rimaniamo comunque in attesa della tua risposta!
  9. Caro kouga, vorrei anche dirti che non sei il solo a valutare il suicidio. Ma, per esperienza personale, posso dirti questo: se dici di non averne "il coraggio", è perché in realtà non vuoi affatto morire, è solo che ti pesa troppo la vita che stai facendo. Posso capirti perché anch'io sono nella tua situazione. Vivere con una continua sofferenza emotiva, senza nemmeno un attimo di vera gioia, escluso da qualsiasi scambio di emozioni fra le persone, e senza una reale speranza che questo possa cambiare... ti riconosci un po'? Proprio pochi minuti fa ho ricevuto una notizia che rischia di far crollare l'ultimo mio appoggio. Eppure, ci sono delle scappatoie meno drastiche del suicidio. Io ne sto provando alcune. Difficili, e probabilmente non funzioneranno, ma... direi che vale la pena di provarle tutte prima di arrendersi, no? Quelli come noi non odiano la vita, ma al contrario vorrebbero prenderne il meglio. Il suicidio non fa per noi, anche se sono il primo ad ammettere che ogni santa sera spero che nella notte finisca tutto.
  10. Davvero un bel discorso orion78! E allora mi unisco anch'io al coro. Io molto spesso mi chiudo nel mio mondo a guardare le stesse cose che guardate voi. Telefilm, anime ecc. E sapete perché? Perché almeno posso vivere da spettatore certe emozioni, che ormai ho rinunciato a trovare nel mondo reale. Almeno posso sognare un po'. E posso dimenticare un po' la rabbia che mi fa questo mondo, dove chi come noi vorrebbe offrire sinceramente sé stesso agli altri si trova isolato, mentre la gente egoista la fa da padrone. Scusate la banalizzazione, ma è un piccolo sfogo :) Kuga, proviamo a fare una simulazione (serve anche a me!). Ti telefono: "pronto? sono quel malato di mente del forum, ti va di uscire a prendere una birra?" Cosa rispondi? Non prenderla sottogamba perché è una cosa molto utile per capire dove stanno le tue paure.
  11. Ciao kouga, hai fatto molto bene a scrivere. Io in passato ho avuto un po' di paura nello stare in mezzo alla gente (e un po' continuo ad avercela...). Probabilmente non con la tua intensità, però alcuni sintomi sono simili, ad esempio quando dici: "ho paura di stare con molta gente o che magari mi si chieda qualcosa". Nel mio caso era dovuto alla grande confusione che avevo dentro di me. Essendo così sconosciuto a me stesso, non sapevo con che criterio mostrarmi agli altri. Adesso mi conosco molto meglio, anche se questo è ben lontano dall'aver capito il mio posto nel mondo. Secondo me dovresti partire dal cercare di capire bene chi sei.
  12. Ciao Laraa, certo che mi ricordo. :) Grazie ancora per l'incoraggiamento! Il mio essere "fuori dal mondo" era un po' separato dal mio discorso sentimentale, ma certamente fa tutto parte della mia vita. Naturalmente ci sono persone in situazioni simili alla mia (anche se, proprio come la mia, ancora non ne ho trovate), e anche in situazioni ben peggiori della mia. A volte mi vergogno di lamentarmi visto che c'è chi sta tanto peggio di me. Il mio percorso non pretendo che mi porti alla serenità, ma almeno vorrei evitare di cadere in depressione e limitare un po' la tristezza. Il segreto è accontentarsi di quello che si può avere, e di non fare l'errore di vivere sempre nella speranza di cose che non arriveranno mai. La parola chiave è "rinuncia", che non ha solo il carattere negativo che salta subito agli occhi. Non vorrei rubare altro spazio al thread di please... anche se questo mio discorso sarà il punto di arrivo del percorso che le sto mostrando.
  13. Ho capito, è differente dal mio stato attuale, ma naturalmente ci sono passato e, in fondo, anch'io continuo sempre un po' a sperare e a chiedermi le stesse cose. Quello che NON ti dirò assolutamente è "vedrai che prima o poi ecc. ecc." perché è semplicemente falso. Ma, d'altra parte, se tu non hai barriere personali che ti impediscono di legarti sentimentalmente a qualcuno, e ne hai la volontà, sicuramente c'è speranza. Però, se l'attesa è troppo pesante (e può durare chissà quanto tempo), devi in qualche modo usare dei trucchi mentali. Ti propongo dunque due percorsi paralleli: il primo è cercare di capire se ci sono degli impedimenti di tipo sociale o altro, che ti impediscono di conoscere altre persone o di legarci; il secondo è di rendere l'attesa meno difficile. Sul primo punto, tu credi che ci sia qualcosa che possa ostacolare la tua ricerca di una persona con cui legare? Io ne ho tante di cose in effetti, e ancora non sono riuscito a superarle per bene (e magari qui ci possiamo aiutare a vicenda...) Sul secondo... ti posso dire quello che ho fatto io. Il primo passo è vedere con distacco il tuo bisogno di emozioni. "Con distacco" vuol dire che devi separare il resto della tua mente da quella sensazione, quel dolore. Questa è forse la parte più dura, perché è il primo passo. Per quanto possa essere duro e benché sia con te 24 ore su 24, devi vederlo non come un qualcosa di coincidente col tuo spirito, ma come un qualcosa che ti sta avvolgendo. È sempre lì, e tocca ogni parte della tua vita, ma l'importante è capire che non è la tua vita. Non è facile da spiegare ma ti assicuro che se riuscirai a fare questo passo, avrai già fatto molto. Chiedimi qualsiasi cosa se hai dei dubbi, e quando sarai pronta potremo continuare. Ciao!
  14. Cara please, in buona parte mi riconosco nella tua descrizione, e siccome sto piano piano riuscendo a superare almeno una parte dei problemi, vorrei provare ad aiutarti. Adesso io ho 28 anni (ragazzo), e proprio come te, ho aspettato per tanto tempo di trovare la persona a cui dedicarmi. Un anno fa circa è successo quello che aspettavo, e mi sono innamorato di questa donna che però non mi ricambia. Da due mesi circa ho "ufficialmente" chiuso ogni speranza, anche se in realtà sapevo già da ben prima di non averne. Ma so bene che i miei sentimenti non cambieranno per anni. Ma torniamo a te. Ho passato e passo tutt'ora momenti di crisi, simili ai tuoi. La tristezza, soprattutto. Perché non c'è solo il dolore per l'amore non corrisposto, ma anche la consapevolezza che per tantissimi anni, o forse per sempre, non sarò in grado di amare nessun'altra, perciò devo rassegnarmi a una vita da solo. C'è anche rabbia in tutto questo, perché io ho molti difetti ma so di essere una persona capace di amare in modo sincero, eppure sembra che siano proprio gli uomini peggiori quelli che trovano la felicità. Ma questo è il meno e sto divagando. Come te, anch'io ogni sera mi chiedo cosa vivrò a fare un altro giorno. Come te, cerco di uscire con amici ma, per citarti, "non mi accade mai niente la mia vita rimane monotona, vuota e senza soddisfazioni." E sai quante volte penso a quello che tu hai scritto: "ho bisogno di un'amore, di un vero amore da condividere, da vivere, per star bene ed essere felice... è da troppo, troppo che lo aspetto e non arriva... " Dunque, abbiamo alcune cose in comune. Però abbiamo anche dei punti molto diversi. Le mie soluzioni in parte possono tornarti utili, ma è facile che io mi sbagli nel comprendere il tuo stato d'animo. Perciò, prima di approfondire il mio percorso che sto intraprendendo per migliorare il mio stato emotivo, vorrei capire meglio cos'è che ti pesa tanto. Nel mio caso, ci sono due cose: la prima è la sofferenza e il dolore per la solitudine e la lontananza emotiva dalla persona amata. La seconda cosa, è la forte tristezza e mancanza di motivazione per la consapevolezza che per molti anni (o peggio...) non potrò amare nessun'altra, e sarò dunque solo. Ti riconosci un po' in questa situazione, o nel tuo caso è diverso?
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