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andromeda

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  1. andromeda

    depressione

    Ciao Roberta.. cerco di spiegarmi meglio^ eheh.. pensa che quando io ho cambiato scuola mi son iscritta proprio al liceo classico! Quindi si,puo' capitare che il latino ed il greco piacciano. A volte le passioni sono nascoste dentro di noi,bisogna solo che le scopriamo e che,soprattutto,le riconosciamo. Be',alla luce di quel che hai ammesso,ossia che non ti piace cio' che studi,io son sempre convinta che questo malumore nei confronti della quotidianita' (perche' tutti i giorni devi studiare) influisca e non poco sulla tua depressione. Insomma,se non ti piace cio' che fai,se non ti piace cio' che ti ritrovi a fare ogni giorno,come pretendi che le cose dentro te possano cambiare? Io ti consiglio di capire bene cio' che vuoi e di fare delle scelte per migliorare la tua persona. Altrimenti,sei comunque all'ultimo anno,un po' di sacrificio ancora.. magari all'universita' scegli meglio. Oh no! Assolutamente non e' la mia intenzione,anzi! Gli altri hanno ragione,non conosco la tua storia,ho solamente espresso un parere sulla base di questo post. Sei stata sfortunata,intendevo,in senso generico,perche' capisco quanto sia doloroso dover interrompere una trapia,con una persona ormai di fiducia,a causa di fattori non propriamente dipendenti dalla tua persona. Con il termine "chiusure" invece,stavo a consigliarti di non chiuderti in te stessa con il nuovo analista; e' una persona che non conosci ancora e che sta li' per aiutarti,forniscigli tutti gli elementi con tranquillita' e cerca di non fare paragoni di sorta,ogni medico e' a se'. Insomma,non sarebbe consigliabile che tu,sull'onda dell'ultima delusione,non ti fidassi a priori di lui. Perche',come ha ben interpretato qualcuno,si chiude una porta e si apre un portone!! ...e se questo non succede si puo' sempre cambiare,cercando di trovare il famoso "portone" altrove. Quindi vai tranquilla! Ti auguro il meglio,ovviamente! Coraggio!
  2. andromeda

    depressione

    Ciao Roberta.. esprimo il mio pensiero in quanto anche a me e' capitata una situazione simile quando andavo al liceo. Mi iscrissi inizialmente in un istituto che non rispondeva propriamente alle mie inclinazioni e mi resi conto di questa mia insofferenza solamente al secondo anno. Cambiai indirizzo scolastico e l'apatia,la noia e l'insoddisfazione parvero scomparire. Quindi ti chiedo,a te piacciono gli studi che fai? Io rifletterei molto su questo semplice aspetto,non e' detto che nella vita sia tutto complicato; talvolta nelle risposte piu' scontate ci sono soluzioni valide. Poi,non aver paura di cambiare analista. Hai avuto una grande sfortuna nel dover lasciare il percorso intrapreso con una persona con la quale ti sentivi a tuo agio,questo e' vero,pero' non escludere che possa esistere anche qualcun'altro che sia,se non migliore,per lo meno paritario a quest'ultima. o che per lo meno sia capace,col dovuto tempo,di raggiungere gli standard del suo predecessore. Le chiusure in tal senso non ci fanno mai bene. Su,un po' di fiducia! ;)
  3. oggi assolutamente blu. purtroppo.
  4. Ti dico la mia a riguardo.. secondo me e' possibilissimo che l'inconscio sia influenzabile,ma non in questi casi. Nonostante abbia visto i video da te postati,compresi i test,devo precisare che,sempre a mio avviso,l'intelligenza della mente conscia,rispetto a quella inconscia,trovo che risulti sempre e comunque superiore. Dunque,se da un lato abbiamo questo lato che facilmente si trova a subire il fascino ammaliatore di determinati messaggi,dall'altro siamo dotati di questa forza razionale che ci permette di distinguere,e quindi di dare il giusto nome,a cio' che veramente desideriamo. Influenzabili si,ma veri e propri robot no. Altro discorso avviene quando siamo coinvolti emozionalmente in qualcosa. Ed e' qui secondo me che puo' subentrare la vera sudditanza (o influenzabilita') inconscia.
  5. andromeda

    il tunnel

    Ciao Senzapadroni,dunque.. Ti diro' la verita',potro' sembrarti arida,ma sinceramente non avverto tutto questo desiderio di amore materno. Ho parlato della mia famiglia un po' per spiegare da dove salto fuori,un po' anche per giustificare,forse,questa mancanza di affettivita' che mi ha sempre accompagnata. Conosco persone che,sole,si sentono perse; soffrono la solitudine in maniera quasi ossessiva,ricercando nel compagno di vita,appunto,quella sensazione che anche a te manca. Sono talmente abituata ad essere indipendente che non avverto piu' questa necessita'. Magari non me ne rendo conto,puo' darsi. E' anche vero che mai mi sono sentita protetta,e veramente amata,da qualsivoglia essere che sia stato altro da me. Non lo so guarda.. credo che il punto detrminante della mia faccenda non risieda in questo aspetto. L'amore puo' sicuramente fornire energia,ma non puo' essere risolutivo. Sta sempre all'individualita' della persona l'andare avanti. Almeno questo e' il mio pensiero.. A volte lo penso anch'io. Perche' mi sento talmente plagiata dalla dipendenza,proprio a livello psicologico,che non riesco a concepire una via d'uscita,un minimo senso di liberta'. Ovviamente ci sto piu' che attenta,mi affaccio alle nuove esperienze con estrema cautela,che siano nuovi interessi o nuove conoscenze. La mia paura piu' grande,lo ammetto,sarebbe proprio quella di potermi innamorare di qualcuno e,cosi' facendo,riversare su costui questi miei sentimenti malati. Mi reprimo parecchio,lo so. Ho adottato questa sorta di chiusura a scopo preventivo. Per il momento sono molto sola,non ho amici ne' tanto meno un compagno,pero' credo che vada bene cosi'. Piuttosto che non esser compresa ne' accettata per quella che sono e che sono stata,sto semplicemente temporeggiando. Cercando di concentrarmi su me stessa correggendomi il piu' possibile. chissa' se la mia sia solamente paura..
  6. grazie mille per l'accoglienza!
  7. Lady anche secondo me dovresti ampliare i tuoi orizzonti. Piuttosto che concentrarti su cosa gli altri pensino di te,prova a riflettere un po' sui tuoi obiettivi,le piccole e grandi cose che vorresti un giorno realizzare,i traguardi che gradiresti raggiungere.. insomma,concentrati sulla tua di vita,in generale. Oltre a stare meglio,vedrai,col tempo riuscirai a realizzare anche qualcosina di appagante. Se sei brava brava anche piu' di qualcosina eh.. In bocca al lupo. ;)
  8. Ciao.. mi permetto di risponderti sulla base dell'esperienza,dato che fino a pochi mesi fa vivevo una storia simile. Devi capire che quando una persona possiede brutte abitudini del genere,quali quelle di bere o drogarsi, (e nel tuo caso mi sembrano presenti entrambe fra l'altro) non si possiedono le capacita' mentali ed emozionali di un individuo completamente lucido e sano sotto quel punto di vista. Purtroppo lui vive appannaggio della dipendenza che diventa il punto centrale e focale della vita,che lo voglia ammettere o meno. Magari lui non se ne rende conto,magari semplicemente nell'inconscio rigetta l'idea di trovarsi in questa condizione e quindi le domande che ti poni e che gli poni,circa il cambiamento,divengono inutili difronte alla non consapevolezza dei propri errori. Ora,cio' che posso dirti e' che,mentre lui puo' trovarsi perso in questa nebulosa circostanza,tu piuttosto possiedi tutti gli strumenti per capire e valutare,in modo lucido e sano,la situazione generale; se senti di amarlo in modo vero,sincero,potresti aiutarlo ad aiutarsi (perdona il gioco di parole),perche' ti dico che la salvezza puo' trovarla solamente partendo da se stesso. nel caso in cui,anche solo per un momento,avvertissi che infondo non ne valga poi tanto la pena,be',il consiglio e' quello di lasciar perdere in toto,perche',effettivamente,l'amore non e' sacrificio. L'amore e' anche liberta'. Un grosso in bocca al lupo per tutto comunque.
  9. Nella vita cerco quanto piu' possibile di essere me stessa,ma purtroppo questa cosa non dipende solo dalla mia volonta' e quindi no,spesso non lo sono. Bisogna adeguarsi alla personalita' della gente che ci circonda,dal datore di lavoro al compagno della della vita,quindi molte volte capita di dover soffocare alcune nostre peculiarita'; talvolta per una sorta di compromesso,talvolta per una sorta di tacito accordo con noi stessi. Il tutto credo che avvenga automaticamente,quasi come se la nostra natura fosse stata educata all'adeguatezza. E' un processo inconsapevole,inconscio. Il giorno in cui mi sentiro' pienamente me stessa nella vita,e non solo fra me e me,credo che potro' anche impazzire.
  10. andromeda

    un saluto a tutti^

    un saluto a tutti da Andromeda. mi sono appena iscritta e sono quasi emozionata come al primo giorno di scuola.. ahah.. ciao ciao!
  11. andromeda

    il tunnel

    Un saluto a tutti. Ho deciso di scrivere qui la mia discussione dopo aver vagliato tutte le altre sezioni di questo interessantissimo forum. purtroppo non ne ho trovata un'altra sufficientemente adatta ma,nel caso avessi sbagliato,dico ai moderatori di poter spostare tranquillamente questo scritto ovunque lo trovino maggiormente opportuno. Ho ventisei anni,ma avevo solamente cinque anni quando gia' ascoltavo esterrefatta,in casa,nascosta in un angolino,i violenti litigi di quelli che erano i miei genitori. non posseggo nella mia memoria alcun ricordo felice,o per lo meno sereno,di loro due insieme. solo urla e furibonde liti; quando vi era una tregua regnava un clima di placida indifferenza. Ho una sorella ed un fratello,entrambi piu' grandi di me di almeno dieci anni,con i quali non ho mai avuto nessun particolare tipo di rapporto; quando ero solamente una bambina,infatti,loro erano gia' piu' che adolescenti e quindi quando io entravo appena nell'eta' dell'adolescenza loro erano presi dalle problematiche dell'eta' adulta. Ovviamente ora la mia "famiglia" e' praticamente ed ulteriormente tutta divisa; i miei fratelli son andati via di casa appena hanno potuto ed i miei "genitori" hanno trovato l'accordo di ignorarsi in maniera totale. Io sono cresciuta vivendo tra l'odio e la sofferenza,fra le urla e la paura delle botte ed infine fra la mancanza di attenzioni e l'indifferenza generale. Ma io non sono un derivato di tutto questo. Resto comunque un essere a se',individuale,tutti lo siamo,e compio delle scelte; in qualisvoglia tunnel mi sia incamminata durante il corso degli anni,ritengo che le responsabilita' delle mie azioni e dei miei pensieri siano attribuibili alla sola mia persona. ho raccontato brevemente un po' del mio background non per giustificarmi,solamente piuttosto per potermi sfogare,dato che non sono per niente abituata a farlo,anzi,molto spesso rifuggo proprio dall'idea del solo pensare al mio passato,a tutto quel che e' stato ed alle conseguenze che inevitabilmente mi hanno colpito. Esprimo con forza questo concetto perche',e qui vengo al punto,per sei anni della mia esistenza son stata tossicodipendente. no,non e' facile parlare di questo,perche' non c'e' stato solo questo,chi poco poco conosce l'argomento sa a cosa mi riferisco. In breve pero',per me drogarmi non ha mai costituito un divertimento; la dipendenza non e' nata per via di questo futile motivo,non si e' evolta senza un perche' apparente e mai e poi mai ho vissuto questo stato dell'essere (o del non-essere,a seconda) in modo spensierato. certo e' che quando mi drogavo non avvertivo piu' nulla ne' dentro ne' fuori,ed assicuro che per una persona la quale conservi un bel mucchio di problematiche da dover affrontare,od anche solo da dover portare dentro se' accumulate nel e dal tempo,lo stato del limbo,grigio,nebuloso,indefinito,silenzioso,arido,sterile,risulta essere molto molto confortante,al limite della piacevolezza. inutile che mi dilunghi,questo stato di cose non dura tanto,ed alla fine si capisce che drogandosi,alterando quindi la propria esistenza,piuttosto che sottrarre problemi si procede con l'addizionarli,se non del tutto con il moltiplicarli. Questa e' stata la mia piu' grossa sventura,il mio errore piu' grande,la mia debolezza piu' acuta. Non so se un giorno potro' mai sentirmi altro da tutto cio'; non so se un giorno potro' mai asserire di essere definitivamente uscita da questo tunnel,cio' che posso dire con certezza ora e' che a me non manca la sostanza in se',non manca la sensazione fittizia che mi regalava,no.. a me manca la sua compagnia in un certo senso,mi manca il colmare quel vuoto che mi ha lasciato sia intimamente che esternamente,mi manca inoltre quella sicurezza di poter contare su di un qualcosa nei momenti cruciali,e non importa cosa,e' il ruolo che ha avuto ad avere un certo peso. Infine mi manca la consapevolezza di non essere sola. Puo' sembrare tutto paradossale,me ne rendo conto,ma dentro di me non vi e' alcuna voglia ne' intenzione di tornare a questa vecchia abitudine,la quale non ha fatto altro che aggravare la mia condizione,indebolendomi a tal punto da farmi riflettere spesso persino sulla sanita' o meno delle mie facolta' emozionali e mentali. Sono impaurita? Sono confusa? Sono stupida? Non lo so... Non riesco a trovare la via d'uscita,i miei sentimenti variano variano vorticosi senza sosta. Mi chiedo sempre se possa mai esistere una via d'uscita dal nulla assoluto. Non lo so.. secondo voi?
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