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  1. ciao a tutti, scrivo qui perchè i miei problemi sono cominciati da quando ho avuto a che fare con una ragazza e un suo amico decisamente disturbati...ho letto molto in questi anni su narcisisimo disturbo borderline eccetera e molte cose coincidono. il mio problema è che da quando li ho conosciuti sono cambiato e sto male...nel poco tempo che sono stto con loro mi sono sentito una vera merda, nel senso che mi ci hanno trattato...ho subito ingiustizie e umiliazioni senza riuscire a dire basta...e poi passano loro per le vittime della situazione e mi colpevolizzavano per ogni cosa...e alla fine mi hanno buttato via come uno straccio. a parte starci male per un largo periodo ho avuto idee suicide, e alla fine anche se non l'ho fatto materialmente...e come se mi fossi ucciso dentro. sono un mort che cammina ormai...non capisco perchè mi abbiano trattato così male e non capisco cosa avessi di così terribile...non so davvero cosa fare. ho abbandonato gi studi e non ho un mestiere, ho rovinato i rapporti con la mia famiglia ho perso amici e voglia di ridere e di vivere, non ho praticamente più desideri... come un morto che cammina. e col tempo i problemi irrisolti si accumulano. gli psicologi a cui mi sono rivolto mi hanno detto che è tempo di pensare al presente ma il fatto è che non mi riesce più niente nel presente, anche le cose più semplici e che prima sapevo fare benissimo, tipo trovarmi nuovi amici. non so come fare, vorrei solo tornare com'ero prima...una persona sana e normale...adesso invece mi comporto come chi mi ha fatto del male
  2. ciao a tutti, qualcuno usa mai la chat di psiconline? lo chiedo perchè non ci trovo mai nessuno...
  3. ciao a tutti, un bel po' di tempo fa tramite la chat di questo sito avevo conosciuto molte persone simpatiche: Rei, Giuliet, fffra, Mho ed altri, ed eravamo diventati amici, solo che è da un po' non si connettono più e non so come fare a ricontattarli! qualcuno li conosce? ragazzi ci siete?? se sì battete un colpo!! grazie a tutti ciao
  4. ciao diamanda, grazie per la risposta. forse sono un po' entrambe le cose...anche se, se il desiderio di assomigliargli c'era, doveva essere molto inconscio perchè in realtà, nella vita quotidiana, c'erano molti litigi e ricevevo continui rimproveri e provocazioni. però il brutto è che mi sono accorto di essere diventato ciò che prima odiavo... forse è un po' come un popolo che perde una guerra e assume usi e costumi dei conquistatori
  5. ciao Lis, grazie per aver risposto. quello che dici è vero, infatti ho chiesto scusa ma mi sono sentito dire che se un piatto si rompe chiedere scusa non lo rimetterà insieme, e non mi è stata data la pèossibilità di rimediare..o almeno di provarci. insomma una porta in faccia
  6. ciao a tutti, forse questo non c'entra con l'amore e la dipendenza (almeno non direttamente) quindi se ho sbagliato sezione mi scuso in anticipo e magari scrivo da un'altra parte. fatta questa premessa, la mia domanda è breve: quando un lampo ti attraversa il cervello e ti rendi conto di essere diventato uguale (in termini di atteggiamenti valori, espressione del viso, battute, modo di socializzare e relazionarsi con gli altri, modo di affrontare i problemi) a delle persone che ormai non fanno pù parte della tua vita, ma che anni addietro ti hanno fatto soffrire molto, e non capisci come e quando ti sei perso...cosa si può fare? cioè, cosa posso fare? come possa fare per tornare quello che ero prima di conoscerli e lasciarmi plagiare o ditruggere così?? perchè mi sono accorto che in questi anni ho fatto soffrire altre persone come anni fa ho sofferto io, e senza averne controllo...e adesso come posso rimediare? vorrei tornare indietro, ma non si può. però mi chiedo lo stesso come posso fare per tornare me stesso...anche se ammetto tristemente (o disperatamente) di non ricordare nemmeno più tanto bene come ero ero prima e cosa significhi ora "tornare me stesso"...sono davvero in crisi. c'è un modo? posso fare qualcosa? grazie mille a tutti in anticipo
  7. ciao ray, grazie per la risposta. mi rendo conto di essere stato un po' egoista perchè tu,come altri su questo forum, probabilmente avevi scritto per essere consolato o ricervere rassicurazioni o cmq sentirti dire qualcosa di utile, mentre io ti ho posto solo un sacco di domande (ma d'altronde in queste condizioni mi chiedo chi potrei aiutare). in realtà non avendo nessuno con cui parlare di questa cosa e del mio passato (soprattutto perchè mi vergogno e ho paura di non essere capito) ho "approfittato" del tuo post. la sensazione di "stanchezza" e sfinimento di cui parli in realtà la sento sempre più spesso da qualche mese a questa parte...solo ho un po' di timore a guarire da solo per paura di ricaderci in futuro e di metterci ancora tanto tempo. anzi il timore più grande è quello di non tornare mai ad essere una persona "normale" e riprendere una vita normale. e la sensazione di inferiorità rispetto agli altri, di essere come un pesce fuor d'acqua, "un vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro" che sanno come funzionano le cose che hanno fatto tante esperienze ecc..è sempre forte. cmq, forse adesso dico una cosa troppo banale, ma mi ricordo che quando ero sano non davo molto peso al passato delle persone, ma a come erano nel presente in cui avevo a che fare con loro, quindi...secondo me hai buone possibilità di trovare una ragazza che guardi a come sei adesso e che magari apprezzi il fatto che sei stato forte e alla fine ce l'hai fatta a venirne fuori. non disperare e non mollare prima di augurarti anch'io buona fortuna volevo solo farti un'ultima domanda :) per cosa sta AD? anti depressivi? ciao
  8. uhm...non capisco bene come si possa essere entrambi... non so, io ricordo che ogni volta che mi andava bene qualcosa sentivo o domande scocciate (del tipo: uff ma pensi solo a quello?non ti stufi mai?) o battutine acide o fastidio per quanto fosse ingiusto il mondo, dipende da quanto fossero grandi le mie "vittorie". e poi il brutto era vedere che la mia ragazza, anzichè "essere dalla mia parte", sembrava appoggiare i miei detrattori, quelli che si lamentavano di me o delle mie piccole manie (perchè dovevano aggrapparsi a qualcosa). è una cosa davvero brutta...in fondo io l'avevo sempre difesa da mia madre ad esempio, cosa di cui non si è nemmeno accorta forse. insomma il brutto è quando ho visto tradita la mia fiducia e le mie speranze...in fondo io non facevo del male a nessuno, volevo solo fare del bene a me non far sentire inferiore qualcuno. e speravo che i miei affetti fossero una specie di protezione nei confronti di quelle situazioni che mettevano in crisi la mia autostima, invece ne diventarono la fonte. e io sono stato decisdamente poco forte. "quelli che ti si affidano"...cercano di tenerti nella tristezza, nella mediocrità, nell'insoddisfazione e nell'odio per paura che diventi troppo meglio e più felice di loro, per paura che cresci e segui la tua strada lasciandoli soli nel loro brodo...almeno credo, poi ovviamente io non sono nella testa di nessuno; ho potuto avvertire quello che mi succedeva ma non ne posso sapere il perchè. e questa è stata la mia esperienza...e aggiungo che anche l'amore in fondo (quello che ho conosciuto) è solo una scusa per incatenare le persone e fargli fare ciò che vuoi...fino a quando l'altro non dice "chissenefrega!" e se ne va, libero di tornare a vivere la sua vita. quello che non sono riuscito a fare io, perchè volevo essere "buono" o perhè avevo paura della solitudine o del fallimento o di passare per il cattivo della situazione...adesso non voglio divagare, perciò mi fermo grazie per la risposta ciao
  9. Buongiorno e benvenuto. Lei è mai stato invidioso? Ha mai provato il sentimento dell'invidia verso un amico, un fratello, un genitore.. eccetera? innanzitutto chiedo scusa se rispondo solo ora ma l'influenza mi ha tenute una settimana a letto. sì, certo mi è capitato
  10. ciao, mi sento un po' in imbarazzo a dire una cosa simile a un uomo ma se hai un fisico statuario e una faccia da modello il problema della solitudine lo risolvi in fretta, basta che passi dalle donne sposate a quelle single e dovrebbe venirti tutto più facile. riguardo al resto, non so se il tuo messaggio sia vero o uno scherzo, ma anche io...ho mi sono ammalato dello stessa cosa dall'età di 18 anni e adesso ne ho 26, con brutti effetti sul corpo e sulla salute. successe "tutto" per colpa di una ragazza e del sul migliore "amico"...che mi mandarono in crisi totale. ma vabbè il punto del messaggio è che aver letto che ne sei uscito ha riaccesso la speranza che avevo perso da quando ho smesso di andare dagli psicologi. quindi... se ne esce? e gli psicofarmaci (che mi sono sempre rifiutato di prendere) servono a qualcosa? la guarigione è solo una questione di tempo oppure è successo qualcosa o hai fatto qualcosa di particolare? non fraintendere non voglio sapere cose personali o avere pareri psicologici, solo da ciò che scrivi sembra che ti sia rimesso in piedi bene e vorrei riuscirci anche io. perchè anche io vedo di aver totalmente perso questi anni (i migliori,già) e non riesco a fare a meno di sentirmi inferiore agli altri (che invece hanno fatto esperienze), patetico e incapace ogni volta che faccio qualcosa: dal come saluto le persone al giudare la macchina per esempio...e non ne vedo la fine. per questo se hai voglia di parlarne ti ho fatto tutte quelle domande, e in ogni caso ti auguro buona fortuna fortuna per tutto
  11. Premetto che non so se questa sia la sezione giusta per questo post (al limite lo tolgo), ma visto che ha a che fare con una (quasi) recente storia d'amore e di amicizia finite male, e un po' anche con i conflittuali rapporti con i miei genitori, ho pensato di postarlo qui. mi sono iscritto da poco in questo forum ma digitando alcune parole chiave ho letto alcune discussioni sull'invidia e una cosa che ho visto molto spesso (o cmq il senso che ne ho colto) è questa: poveri invidiosi perché non si godono la vita, poveri quelli che non si amano, che cercano di cambiare la gente perché si perdono la parte migliore della vita,ecc.. Forse quello che sto per dire è patetico, ma sembra che nessuno pensi a quelli che si sono visti la vita rovinata da delle persone nevrotiche e invidiose, che ti dicono di avere bisogno di te, ti fanno credere di essere importante e dopo averti logorato e distrutto moralmente, si dileguano con il loro solito fare da vittime della situazione e magari poi fanno anche finta di non conoscerti. Persone che si dichiarano tue amiche ma poi se le cose ti vanno bene o sei felice si intristiscono e ti evitano, oppure che con la scusa che si preoccupano per te e vogliono solo il tuo bene giustificano e i loro piccoli o grandi sabotaggi ai tuoi danni (spesso velati, così ti fanno pure passare per pazzo). O magari che da un giorno all'altro, senza motivazioni apparenti, cercano di cambiarti per farti assomigliare a qualcunaltro (magari a qualcuno che gli piace di più), o che ti riversano addosso le loro insoddisfazioni, le loro paure, i loro problemi familiari per poi lamentarsi che non capisci, che sei una delusione e che non riesci a renderle felici come credevano. Insomma facevano tutto da soli e poi se la prendevano con me con la loro famiglia o con il mondo intero...e con la convinzione che quelli che soffrono e che hanno dei sentimenti sono solo loro, si sentono giustificati a maltrattarti e lamentarsi come gli pare...ma tu non gli puoi dire niente. Che poi, un'altra cosa che non ho mai capito è perché cercare di cambiare una persona? se proprio ti non piace la sua mentalità o il suo modo di vivere o di essere, non è meglio lasciarla anziché torturarla e farle venire complessi di inferiorità e sensi di colpa? oppure per quale motivo cercare di far piacere\temere\disprezzare all'altro (in questo caso me) ciò che piace\fa paura\fa schifo a sé stessi? salvo poi accusare l'altro di essere grezzo, sbagliato, insensibile (di nuovo)...cioè delle esigenze,dei sogni e delle paure le hanno tutti non solo chi "soffre" (e fa soffrire). non ho ancora capito cosa stessi facendo di male a vivere la mia esistenza, mi comportavo con loro come facevo con tutti gli altri, ma non gli bastava volevano che a loro riservassi una specie di trattamento di favore, alla fine mi hanno trasformato quasi in un mostro, sembrava che fossi io la fonte dei loro problemi!...di sicuro c'è che alla fine mi sono trasformato in un nevrotico e infantile come loro. Ed è brutto quando ti senti dire dagli amici "...perché ti comporti come quello lì? ...dici le stesse cose che diceva quella"...insomma quando ti rendi conto che sei diventato senza accorgertene come le persone che ti hanno distrutto. Ma vabbè, il punto del messaggio non era questo; io non vedo affatto gli invidiosi come vittime di se stessi, ma anzi, vestiti da vittime molto spesso sono i carnefici di chi commette l'errore di fidarsi di loro e di dargli ascolto e importanza. e i carnefici alla fine vincono sempre, altro che poverini.
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