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Silencio

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  1. Silencio

    Solitudine insopportabile

    Grazie per il consiglio nikiland...ma avrei qualche problema a chiedere cose del genere a persone con cui non ho molta confidenza reciproca , essendo solo conoscenti. Parlare così francamente e di cose così intime con certe persone mi farebbe sembrare ancora più strano e a disagio. Io cmq un'idea su quello che funziona e che non funziona ce l'ho, ed è anche abbastanza ovvia: piaccio di più se sono allegro oppure se mostro entusiasmo verso le cose che interessano a loro. Quando sono di buon'umore riesco anche ad esserlo, è normale. Ma purtroppo non lo sono quasi mai, e spesso sembro apatico o incavolato,annoiato o triste, e questo sicuramente mi fa sembrare noioso. Purtroppo non riesco a fingere per troppo tempo, anche perché mi sembra di non essere sincero. Vorrei piacere agli altri per quello che sono e non per gli atteggiamenti che ho...io odio gli atteggiamenti! E forse è questo che mi manca...in società servono. In ogni caso adesso è sempre più difficile anche trovare semplici conoscenti con cui stare, più si va avanti e più sembra difficile trovare occasioni... Ogni tanto mi rassegno alla mia vita e mi dico che c'è tempo, magari mi butto sul lavoro o altre cose...ma quando ci penso e mi rendo conto che in tutti questi anni non è cambiato mai niente cado nella disperazione...
  2. Silencio

    Solitudine insopportabile

    Ciao, grazie per la risposta... cosa intendi per alleati? I tuoi amici non sono allo stesso tempo anche degli alleati? Al lavoro posso capirlo... Per quanto riguarda la tua domanda... io cerco relazioni normalissime, quelle che hanno tutti. Qualcuno con cui uscire e fare le cose normali che fanno i ragazzi della mia età. Purtroppo non riesco a trovare persone che condividono i miei interessi nell'ambiente in cui vivo, ma non importa, mi basterebbe avere qualcuno con cui uscire il sabato sera dopo una settimana di lavoro. Ovviamente non mi accontento di chiunque, ci sono persone che mi stanno simpatiche e persone che non sopporto, ma non credo che il mio problema sia di essere troppo esigente, infatti trovo piacevoli molte persone. Però un problema in effetti c'è...e non riesco a capire se sia colpa mia o degli altri. Inizialmente il mio approccio con gli altri è normalissimo, ma dopo un po' la persona fa qualcosa che mi delude, qualcosa che mi fa perdere fiducia in me stesso, una cosa che io reputo un'ingiustizia nei miei confronti ( forse sono troppo permaloso? ). Se la relazione è iniziata da poco, o non si è mai dimostrata promettente, allora inevitabilmente divento freddo a poco a poco. Ma non nel senso che divento scortese, piuttosto perdo di entusiasmo, a volte neanche se ne accorgono...e non posso farci niente, è più forte di me! Se invece si tratta di una persona per la quale ho molta stima e conosco da più tempo, ci sto più male , mi allontano, ma può capitare che io me ne dimentichi prima o poi... Ultimamente ho cercato di essere più propositivo, di invitare la gente ad uscire, ma mi arrendo subito perché vedo che non c'è interesse, dato che hanno tutti già il loro gruppo e la loro vita. Magari dicono sì e poi se ne dimenticano, e io mi trattengo dal ricordare perché ho paura di essere troppo insistente perché non voglio che accettino per pietà o per sfinimento. A maggior ragione nella situazione in cui sono adesso, sono in un ambiente completamente nuovo, in una nuova città, in mezzo a gente che non conoscevo, penso che dovrebbero essere loro a propormi qualcosa per farmi sentire più a mio agio, sbaglio??? Quindi è logico pensare che io non piaccia alle persone, o almeno sia indifferente. Questo è tutto quello che mi passa per la testa quando cerco di relazionarmi con le persone...
  3. Silencio

    Solitudine insopportabile

    CIao a tutti... sono un ragazzo di 27 anni e ho un problema che mi affligge fin dall'adolescenza ( non ricordo di preciso da quando, forse l'ho sempre avuto). Non riesco ad avere amici. Con amico intendo una persona con cui uscire la sera, ma soprattutto con cui parlare, confidarsi e condividere le cose. Di conseguenza non riesco a trovare una ragazza, essendo completamente isolato dalla vita sociale delle altre persone. Non voglio dire che non ho rapporti con le altre persone, o che non ci parlo. Non sono timido ( una volta lo ero), ma non riesco a superare una certa distanza che mi separa dalle persone... Negli anni passati ho dato la colpa di tutto questo al fatto che avevo interessi completamente diversi rispetto alla gente che mi circondava, e riuscivo a trovare pochissima gente simile a me che li condividesse. Poi ho cominciato a stare male...è stato un periodo bruttissimo, di 3-4 anni, in cui un male fisico mi ha fatto isolare ancora di più. Non voglio entrare nei dettagli, perché non è questo il problema, ma per riassumere : avevo forti mal di pancia spessissimo, questa cosa mi ha fatto venire l'ansia di uscire: Poi l'ansia ha peggiorato il problema diventando sia causa che conseguenza, e nel frattempo ero sempre più depresso e isolato. Inizialmente pensavo fosse un problema fisico, ma alla fine sono andato da un neurologo che mi ha dato un antidepressivo che mi ha "salvato la vita", è passato tutto miracolosamente. Lo prendo da 1 anno e da un anno sto bene, in concomitanza ho trovato un lavoro che sta per diventare stabile. Ma rimane un problema. Sono completamente solo. Non ho un amico con cui parlare, con cui semplicemente uscire il fine settimana come fanno tutti i ragazzi della mia età. A causa di questo non ho la possibilità neanche di trovare una ragazza... Inoltre nessuno sa del mio problema, di quello che ho passato, del fatto che prendo antidepressivi...non ho nessuno a cui potrei confidarlo. E non riesco a capire perchè!! All'inizio pensavo fosse colpa degli altri, che non trovavo le persone giuste, ma adesso sto cominciando a pensare di essere io il problema. Non piaccio alla gente? Forse sono troppo noioso, troppo chiuso, troppo strano...non so. Inoltre è ancora più difficile perché per lavoro mi sono dovuto trasferire in un altro posto dove non conosco nessuno a parte i miei colleghi, con i quali parlo a lavoro, ma finisce lì. Con alcuni sono uscito un paio di volte, ma in 1 anno è troppo poco...devo avere qualcosa che non va. A peggiorare le cose c'è il fatto che a Dicembre dovrei finire la cura con l'antidepressivo, e credo che le cose possano solo andare a peggiorare, infatti, se la mia vita sociale fa così schifo adesso che ho l'aiuto del farmaco, figuriamoci che succederà dopo.... Il mio peggior incubo è di svegliarmi un giorno vecchio e ancora solo. Non è mai cambiato niente e ho paura che non cambierà mai... D'altra parte mi sento anche in colpa perché mi lamento e soffro. Anche voi penserete :"Ha un lavoro e sta bene fisicamente, che cosa si lamenta a fare? Perché non pensa a tutti quelli che sono meno fortunati di lui e hanno mille problemi più seri.". E avreste ragione...io ci penso, e me ne vergogno pure... Scusate per il poema, ho scritto troppo, ma non potevo farne a meno per cercare di farvi capire, e poi è anche uno sfogo... Grazie
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