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Egocentrum

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  1. E' naturale che gli incontri possano pure avvenire casualmente, ma cosi come al più o meno casuale scontro di due palline che si trovano a ruzzolare giù per le scale sottostanno le leggi della gravità e della fisica, anche alle relazioni affettive sottostanno quelle che sono le regole di funzionamento umano attualmente conosciute Beh, probabilmente nelle guide non cè scritto per lo stesso motivo per cui nelle etichette delle bottiglie di alcolici cè scritto "bevi con moderazione" (a dire il vero non lo so se cè scritto cosi) Anche io sono libero di mangiare tutta la cioccolata che voglio (mmmmh...) ogniqualvolta mi sento il languorino, per dire in altro modo, ma se poi mi viene la pansa e il colesterolo alto... hehe
  2. Beh, penso che ormai, se volete, potete anche fare "outing", ti pare? Noi del forum non possiamo che esserne contenti, se ora siete felici insieme!
  3. per preparare un esame, tempo addietro, lessi su un articolo dove si cercava di rispondere anche a queste domande, partendo dalla "scoperta" di un gene che si trova sul cromosoma X e che risultava essere nettamente presente in soggetti omosessuali (mi sembra il genere era Xq24). In pratica, con uno studio incrociato, avevano avanzato l'ipotesi che, siccome quando sto gene si trova nelle femmine, ne aumenta enormemente la fertilità (nel senso che avevano molti più figli ste donne), il fatto che casualmente finisca anche in alcuni uomini, rendendoli (forse!) omosessuali, sia semplicemente un effetto collaterale che la specie umana paghi per aumentare le sue chance di sopravvivenza. La cosa fica, è che si erano pure divertiti a correlare la presenza di questo gene con la cultura, e la tolleranza che questa aveva nei confronti omosessuali (ma ora non ricordo che Hp ne era risultata), ma sembrava affascinante (che non significa "vera", naturalmente)
  4. Se nasciamo tutti bisessuali non lo so (l'orientamento sessuale, alla fine, come è stato anche già detto, può essere variabile ed influenzabile anche da ciò che l'ambiente mette a disposizione), ma quel che è certo, è che nasciamo tutti come donne. La base organica da cui si sviluppa l'essere umano, è la stessa per tutti, e comprende entrambi i genitali. Quello che fa la differenza, è un misero gene che si trova sul cromosoma Y. Questo gene (TDF si chiama), se presente e funzionante (perchè ci sono anomalie genetiche dove individui geneticamente maschi, fenotipicamente sono femmine ), è responsabile del rilascio di testosterone nell'organismo, il quale fa si che gli organi sessuali (ma anche il cervello!) si sviluppino in modo maschile. Tale botta ormonale dura per tutta la gravidanza ed il primo periodo di vita, per poi riprendere in modo altrettanto intenso durante l'adolescenza, dove oltre ai genitali ed al cervello, anche il corpo viene "plasmato a sua immagine e somiglianza". Chiaramente, i propri genitali e le forme del proprio corpo influenzano le reazioni dell'ambiente che ci circonda (le persone, vedendoci maschi, ci tratteranno da maschi), ma è altrettanto vero, che il nostro cervello, essendosi strutturato in un modo, tende ad organizzare gli stimoli per come è stato creato a fare, e spesso, quest'ultimo ha il sopravvento su tutto il resto (come nei casi di disforia di genere ad es.). Ma ripeto, queste sono considerazioni che riguardano più che altro la propria identità sessuale, che l'orientamento
  5. diciamo che è una reazione circolare (tra psiche e corpo); indubbiamente il suo organismo "ripete" altre situazioni vissute in passato, d'altronde è programmato per quello Alla fine considera che non esseri umani, non sempre abbiamo scelto e corteggiato il nostro partner a suon di mazzolin di rose e di viole, per cui comportamenti di guardia, ansia, tensione, reattività ecc, che possono essere messi in atto anche grazie al rilascio di quella sostanza detta prima (che naturalmente li causa pure), non solo sono normali, ma anche necessari. Senza contare che bisogna(va) pure stare attenti che una volta scelto, il partner, non finiva per essere ingravidato/ingravidare qualcun'altro, per cui ancora giù con altre ulteriori dosi di ansia (da controllo), senza la quale altro che cornuti e mazziati, ma saremmo addirittura estinti, direi . Tutto dipende dal livello che si raggiunge e dalla nostra interpretazione cognitiva che ne diamo (e qui sicuramente giocano un ruolo le esperienze passate nella nostra vita, e non solo in quella degli antenati), ma la reazione in se, non ha niente di sbagliato (e men che meno il/la partner che ce la causa), sebbene entrambe queste cose siano influenzabili a vicenda (ma proprio per questo vi si può intervenire anche senza farmaci o simili)
  6. e non potresti scegliere un momento in particolare, e raccontare che cosa hai ottenuto, in base al merito (a proposito, chi è che lo stabilirebbe questo?), l'impegno e la fortuna...? Se vuoi eh!
  7. bè, ma a me tra i due, quello ad essere più da "insegnante" mi sembra proprio il secondo tipo di comportamento, mentre l'altro, che puta caso riconosci essere anche come potenzialmente più efficace, è più sul "livello dei pari"
  8. Se potessi mettere un tuo compagno di scuola in particolare al posto di Kevin nel sogno, chi ci metteresti?
  9. Tensione muscolare, respiro affannoso, palpitazioni, vuoti nello stomaco, a volte anche confusione, sono "sintomi" tipici della fase di innamoramento. Il nostro organismo scarica grandi quantità di noradrenalina, per permetterci di riuscire a selezionare ed identificare (nonchè sedurre/corteggiare) al meglio il nostro partner sostanzialmente, cosi da creare le basi per quello che potrebbe essere un legame futuro. Purtroppo o per fortuna, tale sostanza e tali sintomi, a livello fisico/fisiologico, sono gli stessi che riguardano gli attacchi d'ansia, ma la differenza sostanziale sta nell'interpretazione cognitiva che noi diamo a tali segnali; dunque se tutto ciò ti crea problemi, o meglio, più problemi del dovuto (al punto da inbire o sfuggire l'azione), è a questo livello che dovresti lavorare, soprattutto se in passato ti sono capitati episodi di suscettibilità in situazioni del genere poi (cioè se sei sempre stato un pò troppo ansioso di tuo)
  10. oppure non potrebbe essere, tanto per mettere un alternativa, che il fatto che le ragazze non interagiscano in un certo modo con te, non dipenda dall'aspetto fisico ma da altro?
  11. Non è il dirselo, ma il crederlo. Tali credenze, il più delle volte, non sono formate da semplici pensieri o parole, ma anche da esperienze, situazioni vissute, episodi significativi ecc, messe insieme dalle emozioni che si provano in tali casi. La cosa buffa, che è quella che "frega", è che una volta innescato il meccanismo, tali esperienze vengono vissute ed influenzate in modo tale che la nostra credenza si rafforzi, ignorando pure tutte le altre che invece la smentiscono se necessario, e non se ne esce più.
  12. embè, ma non sempre gli altri fanno esattamente quello che gli diciamo ma poi che mi rappresenta, che chiedi di cancellare un post che poteva pure essere passato inosservato ai più, riquotandolo?
  13. me l'aspettavo che ci avresti fatto un'altra battuta cmq non saprei, se girando la manopola all'indietro la motoretta va avanti, deve essere sicuramente contraria sta forza, ma uguale non direi proprio
  14. anche a me è capitato, per punire qualcuno ( ), di mettergli le braccia dietro la schiena... ma poi non l'ho fatto certo camminare cmq, secondo te dove lo avresti potuto portare il ragazzino, facendolo camminare in quel modo? cioè dove stavate andando?
  15. Nessuno è mai stato una mia cavia; siamo tutti stati semplicemete degli utenti di un forum che si scambiavano esperienze (Dio però che palle, quando sarò sotto il dominio dell'Ordine dovrò iniziare a scrivere in modo "deontologicamente correct" () anche qui sopra... quasi quasi cambio nick )
  16. E finalmente, dopo un altra estate passata a preparare esami, per l'ennesima volta assolutamente inutili dal punto di vista didattico (ma non certo da quello delle tasse da pagare ), ho finito anche la quarta ed ultima prova per l'abilitazione, per cui da ora sono ufficialmente uno Psicologo Il tempo di farmi dare il certificato, pagare le tasse (strano vero?) per l'iscrizione all'albo, aprirmi la partita IVA, e poi anche io potrò essere considerato dallo Stato (e dai sondaggi di Ballarò), come un giovane lavoratore senza stipendio
  17. Cioè, che tipo di prova hai fatto? Quella di plasmare i desideri in base alle risorse disponibili dici? E poi, in tal caso, sei sicura che lo hai fatto solo per 1 settimana? Perchè a me sembra (mia sensazione!) che tu lo faccia da molto più tempo invece...
  18. Ma sei sicuro che trai due, qui, quello che stava a dottoreggiare ero io? Indipendentemente da che cosa voglia dire il principio di newton o quello che hai citato, te con quale intenzione lo hai voluto tirare in ballo?
  19. ma quella mica è una colpa daje, anzi, a volte potrebbe essere una condizione necessaria e sufficente per stabilire u contatto coi ragazzi, a far si che la relazione diventi piu solida, la lezione più stimolante ecc. A dare solo nozioni ci pensano le enciclopedie (e le slide dei prof universitari quando si presentano alle lezioni), ma il mestiere dell'insegnamento non si riduce solo a questo, soprattutto quando i ragazzi sono giovani poi certo, dipende da che tipo di minchiate hai fatto... ma cmq, non ti sembra di stare abusando un pò troppo dei tuoi genitori?
  20. beh, effettivamente noi umani, cosi come tutti gli altri esseri viventi che non si riproducono per clonazione, un pò lo siamo, tantè che quando il nostro "programma" al riguardo non può essere eseguito, subentrano disagi vari ed eventuali...
  21. ma infatti non è una questione di comportamenti "tipici", ma solo di comportamenti coerenti con le proprie credenze, che naturalmente, cosi facendo, si auto-rinforzano.
  22. Dal punto di vista evoluzionistico, l'amore è uno degli strumenti che la nostra specie ha sviluppato per aumentare le probabilità di concepimento e sopravvivenza dei nostri figli, e queindi dei nostri geni. Dal punto di vista neurofisiologico invece, l'amore corrisponde ad un incremento dei recettori dopaminergici nell'area cerebrale del nucleo accumbens (puta caso, stessi recettori, stesso neurotrasmettitore, e stessa area cerebrale coinvolti nell'instaurarsi e nel mantenimento delle tossicodipendenze, tanto per dirne una). D'altronde, le atroci sofferenze derivanti dalla fine di un amore infatti, sono dovute proprio al fatto di avere sviluppato cosi tanti recettori, ma non potendo più disporre della "dose" che scatenava il rilascio oltremisura della sostanza in questione, scatena delle vere e proprie crisi di astinenza, i cui sintomi sono facilmente sovrapponibili a quelli da abuso da sostanze. L'unica differenza, e che le "crisi d'amore" sono reversibili, mentre quelle indotte da sostanze, superato il limite, non più. Per quanto riguarda il legame di attaccamento che si sviluppa con il proprio partner, è dovuto anch'esso ad un incremento di recettori per l'ossitocina questa volta (puta caso, la stessa sostanza che ha un "esplosione atomica" nell'organismo femminile durante il parto e nei mesi successivi). Purtroppo non ci sono abbastanza studi sull'uomo per poter approfondire meglio questo aspetto, ma in riferimento agli animali, anche qui, affinchè il legame si instauri, sti recettori devono "svilupparsi" nel nucleo accumbens, sennò, pure se hai alti livelli di ossitocina nel sangue, non fa effetto. Nella fase dell'innamoramento invece, sono coinvolte sostanze come la noradrenalina, responsabile di palpitazioni, vuoti -altrimenti dette farfalle- nello stomaco, tremori e via dicendo (pura caso, n'artra volta, stessi sintomi e sostanze coinvolte negli stati ansiosi o sintomi di attacco di panico), e la serotonina, che durante questa fase raggiunge livelli simili a quelli presenti in pazienti con disturbo ossessivo compulsivo, il che la renderebbe responsabile, probabilmente, dei pensieri persistenti e a volte anche intrusivi riguardanti il partner ed il restringimento dei propri interessi (focalizzati quasi esclusivamente su di lui e sulla propria relazione) che ne deriva. Tali sostanze, ritornano a livelli "normali", entro i 9-12 mesi dall'inizio del rapporto. Il tutto, naturalmente, è finalizzato ad un unico scopo, ovvero quello di cui ho parlato all'inizio Fine della lezione
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