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turbociclo

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messaggi di turbociclo

  1. vai a vedere i neurotrasmettitori e gli ormoni che vengono rilasciati durante un qualsiasi pensiero, e poi vedi come queste sostanze influenzano le reazioni del nostro organismo, a livello fisiologico (interno) e comportamentale (esterno), e, anche senza volerne considerare gli effetti, vedi un pò se davvero un pensiero esiste o meno :Batting Eyelashes:

    E' ovvio che il pensiero esiste, anzi, cattivi pensieri, preoccupazioni, possono a poco a poco erodere il fisico portando malattie anche gravi. E' la realtà OGGETTIVA su cui sembrano focalizzarsi tanti pensieri a non esistere. Io di ciò sono purtroppo un esempio vivente.

  2. L'eccessiva severità verso se stessa potrebbe essere proprio la causa degli attacchi di panico.

    Dovrebbe ''allentare la presa'' e cercare di vivere la sua vita con più "leggerezza".

    Recentemente ho letto un articolo scritto da un noto psicologo che recita più o meno così:

    << chi si abbandona al naturale sviluppo della vita ,non solo vive meglio e evita l'ansia,

    ma predispone l'anima all'apertura, all'evoluzione e alla sua naturale autenticità.>>

    In altre parole chi lascia che la vita VIVA ,approderà alla sua naturale espressione di essere:

    "Sia quel che sia..."

    e il resto verrà da se.

    Questo è verissimo. Accade, a volte, e non l'hai neanche cercato. Come quando, giorni fa, uscendo da scuola (faccio l'insegnante) in un periodo assai nero per me, percorrendo a piedi la strada che mi separava dalla fermata dell'autobus, percepii nell'aria come un profumo di primavera in anticipo...i miei passi divennero leggeri, ero tutto calato in quei momenti di pace ed armonia, non mi chiedevo più nulla del futuro e FINALMENTE me ne fregavo del passato. E' durato poco, purtroppo. E più mi chiedo come "farlo" tornare più mi vado impelagando nella solita ansia-depressione.

  3. E perchè non puoi fare a meno di farti queste domande? Pensi cambieresti il tuo modo di affrontare la vita se trovassi le risposte?

    Non c'è alcun dubbio. Sono le eterne domande dell'uomo, che in questa vita purtroppo non trovano risposta, a meno che tu non sia un "uomo di fede". Ed io non lo sono mai stato.

  4. Difficile rispondere, sono un altro appanicato...qualche utile consiglio lo trovai su un altro sito, peccato non credo si faccia a citare...

    1) Amplificazione del sintomo.

    Quando si presentano i sintomi, questi non vanno combattuti per poterli fare andare via, ma vanno conosciuti, cercando di farne, invece, aumentare l'intensità. Così per esempio, se il dap è tale da procurare un capogiro, si deve trovare la forza di cominciare a girare su se stessi, per alcuni minuti; in questo modo il sintomo tende ad aumentare. Durante questo lasso di tempo, bisognerà fare attenzione a tutte quelle che sono le sensazioni fisiche, emotive e quali pensieri percepiamo.Subito dopo bisognerà prendere appunti di tutto quello che abbiamo percepito ai vari livelli fisico/emotivo/mentale.

    La cosa può, ovviamente, risultare non agevole le prime volte, ma con un po' di allenamento, diventerà più semplice farlo.

    2) Anticipazione del sintomo.

    Durante il periodo che abbiamo scelto per affrontare il lavoro sul dap, è molto utile non aspettare che il dap si faccia vivo da solo, ma dovremo cercare di far si che siamo noi a cercarlo, a provocare la sua comparsa. Questo si ottiene attraverso la consapevolizzazione della sensazione fisica che prevale ed affiora durante il dap e la sua riproduzione in un momento successivo. Si dovrà quindi imparare a riconoscere quali risvolti fisici nel nostro caso ha il dap e attraverso tale conoscenza attivarsi per provocare noi quella data sensazione. Ad esempio se il dap mi procura il tremolio del braccio destro dovrò cominciare da solo a tremare col braccio destro . Quindi il dap può essere anticipato inducendo nel corpo una data sensazione che per chi ne soffre induce il disturbo: ad esempio, se è il caldo a procurare il dap, si può immaginare di produrre piano piano le sensazioni di calore interno e spingersi fino alla soglia di sopportazione , se se si tratta di vertigini si cercherà di riprodurre il giramento di testa girando in tondo e così via discorrendo.

    E' chiaro che durante lo svolgimento di tali attività, ci si metterà nelle condizioni di sicurezza , adottando le dovute cautele, affinché non si abbia un danno fisico dalle stesse.

    L'anticipazione è molto utile perché ci da la possibilità di avere più prove a disposizione per la percezione delle nostre sensazioni, e dall'altro induce una sorta di dialogo col dap, nel quale esso mano mano non è più nostro padrone, ma ci rendiamo conto che siamo in condizione di stabilire con lui un diverso rapporto, un rapporto cioè positivo e costruttivo.

    3) Analisi dei risultati

    Una volta effettuate tecniche di consapevolezza di cui sopra, dovremo cercare di analizzare gli appunti che abbiamo preso durante i momenti in cui abbiamo percepito, amplificato ed anticipato il sintomo dap.

    Sicuramente ci si accorgerà che immediatamente prima della comparsa del dap, e durante, per la nostra mente è passato un pensiero, che abbiamo subito cercato di cancellare, che tende a ripetersi uguale/simile in tutti i momenti in cui il dap è presente. Così altrettanto accade a livello emotivo e fisico. Cioè faremo caso a delle sensazioni fisiche particolari, che avvertiamo nel nostro specifico caso e ad una emozione tra le altre che si fa più presente, e che normalmente tendiamo a reprimere. Il nostro racconto sugli appunti conterrà a questo riguardo, per ognuno di noi, maggiori dettagli che andranno valutati di caso in caso.

    E' da tener presente che laddove non si riuscisse a fare esercizi di amplificazione e/o anticipazione del sintomo, resta in ogni caso utile e sufficiente consapevolizzare e aumentare via via il temp di esposizione percettiva alle sensazioni che avvertiamo durante una manifestazione del dap.

    4) Contenuto della analisi dei risultati..

    La sensazione negativa che ci procura il Dap indica che l'azione che stiamo compiendo in quel momento in realtà non desideriamo farla.

    . Faccio degli esempi: se per caso recandomi al lavoro vengo colto da un attacco fobico è perchè non ci voglio andare, poiché in realtà desidero inconsciamente mandare all'aria quel lavoro , compreso il mandare a quel paese il mio partner che non voglio più sopportare sapendo ulteriormente che la perdita dell'impiego potrebbe essere causa della rottura del legame . Altro esempio una donna che accompagna sempre il figlio a scuola è presa da dap. Quella donna non vuole accompagnare il figlio a scuola perché magari sente troppo il peso della conduzione familiare sulle sue spalle, visto che non è supportata dal marito nel disbrigo delle faccende domestiche, il quale marito, dopo aver fatto le sue otto ore di lavoro, si disinteressa ampiamente del menage familiare…Situazioni di questo tipo sono molto più diffuse di quanto non si creda come origine del dap. Ancora: l'esempio della fobia dell'aereo; ci si potrebbe chiedere in quel caso in realtà perché inconsciamente non desideriamo andare nel luogo dove l'aereo ci condurrà.

  5. Siamo esseri perituri e destinati soltanto ad un'effimera vita, per cui, abbandonati al caso, possiamo nascere nell'Africa più povera per morire presto di fame oppure figli di Berlusconi? O invece il caso non esiste, e ci portiamo dietro un bagaglio inconscio di esperienze e -soprattutto- risposte individuali a tali esperienze che condizionano il nostro cammino? Che lo rendono acasuale? Viviamo solo un attimo di luce fra infinito buio prima ed infinito buio dopo? E, guarda caso, proprio adesso stiamo discutendo in questo brevissimo attimo che non avrà mai un seguito? Dovremmo affidare la ricerca spirituale (se vogliamo intraprenderla) solo alle religioni precostituite ed interessate in primo luogo a perpetuare il loro potere? Abbiamo mai vissuto un attimo di serena gioia che ci ha dato, in qualche modo, una intuizione di Luce, di Assoluto? Quante domande, troppe, ma non posso fare a meno di farmele e farvele...

  6. ...ma in qualche momento della tua vita l'hai già "sentita" questa cosa che ora hai difficoltà a "sentire"?

    Difficile dire. Ho testimonianze di amici che hanno visto "pezzetti" di vite passate, personalmente ho vissuto (specialmente da bambino) stati di grande serenità in cui vivevo solo l'attimo, senza preoccuparmi del futuro o pensare al passato. Poi ci sono stati grandi traumi che mi hanno tolto questo bello stato di abbandono.

  7. hoila' mauri . secondo me le angosce , le fobie , il panico.e le tante diramazioni dell'ansia

    son altro che il circolo vizioso che si manifestano per nn aver gestito (volutamente e nn)

    la situazione nel modo corretto.....sai a cosa mi riferisco.....buondi'.

  8. Cos'è la continuità dell'essere umano?

    Il sentire che l'essere umano è eterno, non legato ad un solo attimo di vita che dura 80 anni, con infinito tempo prima ed infinito dopo...beh, dovrei finire parecchio OT... :icon_razz:

  9. Sono stanco di vivere di paure irrazionali, come quella di dormire da solo, degli attacchi di panico (paura della paura), di ammalarmi gravemente, di perdere la vista (restai traumatizzato da bambino quando all'improvviso o quasi non vedevo più la lavagna), di perdere le persone a me vicine...

    Se non risolvo fino in fondo il problema della CONTINUITA' dell'essere umano e della coscienza, se non riesco a sentire 'sta cosa veramente sono problemi...

  10. Se alcune situazioni ti creano emozioni negative ingestibili, tali da costringerti a farti del male per soffocarle, meglio evitarle! (Le situazioni, intendo, eh!)

    (Comunque, l'espressione si riferiva a Roberta, la quale diceva che doveva bere per sopportare i parenti durante le feste natalizie...)

    Per fortuna durante gli stravizi natalizi, veri e propri supplizi, bere è obbligatorio. Purtroppo a volte ci sono situazioni negative che non si possono evitare. Che fare? Io metto la coda fra le gambe e cerco di pensare ad altro, ma è difficile. Occorre convincersi che tutto passa e va, fra qualche anno avremo dimenticato il problema che oggi ci appare così terribile...

  11. Benissimo! Mi fanno piacere le tue parole, ami i bambini, io sono un bambino di 60 anni che invece trova molte difficoltà con i bambini veri. Siamo troppo simili per andare d'accordo e non li sopporto. Benvenuta tra noi! Maurizio

  12. Il fattore principale, secondo me, a parte i vari metodi esistenti e le diverse specializzazioni, è il rapporto di empatia che si crea o non si crea fra analista e analizzato. Questo è impossibile saperlo prima, si cercherà di informarsi in qualche modo. Riguardo le varie tecniche si può tentare di avere un'infarinatura scegliendo poi un po' di istinto, tante volte è la cosa migliore.

  13. scusami turbociclo ma così metti paura a me

    io non ho vissuto morti violente, credo però che lei mi abbia fatta regredire alla dipendenza totale dall analista....

    la cosa che faceva anche winniccot, il maternage..

    boh, non ci sto capendo più niente neanche io .

    Maternage :boink: Sono andato a cercarmi il significato...eccolo...

    loc. francese. L'insieme delle cure affettuose, premurose e continue, caratteristiche dell'atteggiamento materno. Il termine è utilizzato per descrivere una particolare tecnica psicoterapeutica applicata nelle situazioni psicotiche e in particolare nella schizofrenia. Tale tecnica si basa sull'ipotesi teorica che la psicosi sia la conseguenza della frustrazione dei bisogni di base del bambino a causa di carenze nel primissimo rapporto con la madre. Il terapista si pone in chiave riparativa avvicinandosi al paziente in modo caloroso e dosando la risposta ai bisogni affettivi di base.

    Non rientra fra le 517 tecniche analitiche che ho seguito nel corso della mia vita travagliata. Ad occhio e croce mi sembrerebbe un po' rischioso, potrebbe creare certo una possibile dipendenza difficile poi da superare. Probabilmente le tecniche di regressione vengono usate non necessariamente per arrivare alle vite passate, ma anche solo alla propria infanzia, per andare a rivivere in traumi vissuti in QUESTA vita e cercare di mettersi d'accordo con il proprio inconscio, es, super-io e cavoli vari. Sull'ipnosi regressiva, anche se siamo completamente OT: http://www.psicocitta.it/articoli-psicologi/134-la-rievocazione-di-ricordi-di-eventi-passati-con-l-ipnosi-regressiva.php

  14. ci ho messo un pò, ma dopo averne parlato anche con un mio amico esperto, ho capito

    che la ex psi mi aveva fatto l ipnosi regressiva !!

    qualcuno di voi l ha mai fatta ?

    Molte volte in passato ho pensato di farla, perché credo che esista la reincarnazione e penso sia utile rintracciare traumi vissuti in vite passate. L'argomento è affascinante, anche se molti scoppieranno a ridere. Non l'ho fatto per almeno due motivi:

    1) So per certo (è capitato ad alcuni miei amici) che assai di frequente si rivivono morti violente o improvvise del passato, ho paura.gif;

    2)Costa veramente troppo.

  15. Va beh, prima troviamo il nesso sesso/ rabbia, altrimenti bisogna aprire un thread "anorgasmia, questa sconosciuta: cause e conseguenze, annessi e connessi"

    Il nesso sesso-rabbia? Facilissimo! Sono andato avanti per una trentina di anni a cercare un po' di sesso senza doverlo pagare, e niente da fare, solo seghe! MI E' VENUTA UNA RABBIA, MA UNA RABBIA... :girl_devil::Frustrated:

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