Vai al contenuto

turbociclo

Membri
  • Numero di messaggi

    3790
  • Registrato dal

  • Ultima visita

Contenuti inseriti da turbociclo

  1. Ne sono sinceramente contento. Sono anche convinto che l'analisi debba rivolgersi parecchio alla pratica, i bei discorsi e rivangare il passato lasciano un po' il tempo che trovano. Quando parlo di pratica parlo di strategie da adottare nelle difficoltà, forzare DOLCEMENTE se stessi per fare quei passetti graduali che aiutano a vivere e non a sopravvivere. Cosa fare concretamente, insomma. Perché lo sforzo crea l'abitudine, l'abitudine diventa il tuo destino. In questo dovrebbe essere di aiuto l'analista, secondo me, ormai è fuori moda...far rivivere i traumi passati. Io purtroppo non ho ancora superato la mia angoscia di morte, e purtroppo mi ci avvicino per motivi di età. Oggi a scuola ho così scritto questa poesia: MORS Presente sei nel flusso inconsapevole della strada percorsa Nel vano parlare che cela eternamente un sottile disagio Così, indaffarati senza nulla da fare ci lasciamo inseguire con finta indifferenza con la mondana fretta di chi ha perso il riposo Ed alla fine occhi sbarrati sul comune prodigio su quel nero miracolo che sembra -sì- perderci ma forse -chi lo sa- ci farà ritrovare.
  2. Infatti sono l'attaccamento e il desiderio le cause principali del nostro star male, non occorre ricorrere al buddismo per notarlo. L'attaccamento al terapeuta è solo un logico corollario alla tendenza in sé per la dipendenza affettiva. Ma riguardo queste cose qui si sono scritte migliaia di pagine, io cosa mai potrei aggiungere? Il potere del terapeuta è paragonabile a quello del guru in una setta, quando la persona è troppo debole o l'analista non è onesto. L'analisi a volte rischia di aggravare il male per cui a lei ci si era AF-fidati. In tanti anni di analisi personalmente ho corso il pericolo opposto: quello cioè di praticarla troppo sfiduciato e spesso demotivato, per cui gli effetti non erano mai quelli sperati. Adesso, nel mio piccolo consiglierei quel tipo di analisi che presuppongono anche una parte pratica di sblocco, in primis la bioenergetica, che praticai per tre anni negli anni '80.
  3. Non si esce mai del tutto fuori dalla dipendenza, meglio accettare dentro se stessi questa cosa cercando le opportune strategie per migliorarsi e rendersi più indipendenti. Io sto peggio quando mi dispero, ad esempio, di non riuscire a dormire da solo. Sostengo che occorra assolutamente FIDARSI del proprio analista, altrimenti si è scettici su qualsiasi cosa ti proponga. La differenza fra FIDARSI e AFFIDARSI sapete dove sta? Se il mio analista mi propone certe cose, io mi fido e provo a fare come dice. Se i risultati sono negativi, dico all'analista che forse occorre provare con qualcosa di diverso. Ma se io invece di FIDARMI mi AFFIDO, allora il risultato è che mi colpevolizzo per non aver ottenuto buoni risultati, mi sento in colpa verso l'analista, mi percepisco più incapace di prima e anche l'analisi va a farsi fott... Mai AFFIDARSI.
  4. Un bravo terapeuta ti insegna le strategie per AFFIDARTI a te stesso, in effetti. E' un lavoro sul filo del rasoio, nel quale si corre ogni momento il rischio della dipendenza. Personalmente, dopo 15 anni di terapie diverse, capii che il mio problema dovevo affrontarlo in modo ben diverso che con terapie che agiscono solo sulla mente.
  5. Assolutamente no (secondo me). Occorre assolutamente affidarsi a se stessi e comunque fidarsi di qualcuno. Nessuna delega per la nostra vita! La fiducia è quella che si ripone in un amico, se tradisce questa fiducia ci starai male ma continui a vivere, proprio perché non sei arrivato al punto di "affidarti".
  6. Una cosa è fidarsi, una cosa è AFfidarsi.
  7. Io non so cosa voglia dire "forza di volontà". A volte c'è una parvenza lontanissima di luce nel buio più profondo, il sentore di un possibile cambiamento, la sensazione che in fondo siamo NOI, solo NOI a poter uscire dalla merda. Solo questa luce, seppur lontanissima, intravvista quasi per caso, può prenderti per mano e tirarti fuori. Noi costruiamo il nostro destino, la nostra vita, perché costruirla così male? Tanto è sempre tutto un'illusione, allora meglio un'illusione carina che una cupa e terribile. E poi, l'unica cosa che mi ha tirato un minimo fuori è stata l'acquisita sensazione della nostra CONTINUITA'.
  8. la forza di volontà è come il coraggio: se uno non ce l'ha non se la può dare. Una cosa si può fare: non caricare la propria depressione mettendoci pure i sensi di colpa.
  9. turbociclo

    come...

    Il futuro non c'è ancora, non esiste. Sarebbe bello imparare a costruire l'attimo presente, anche se non è facile...Come ci insegna IL GOMITOLO DELLA VITA... http://azucena.altervista.org/BLU/RACCONTI/gomitolo.htm
  10. Perfettamente vero. Però penserei ad una "morte" metaforica...
  11. Ad ogni buon conto, eccolo un rimedio sicuro contro la depressione... due volte al giorno, la mattina appena svegli e la sera prima di andare a dormire... http://www.youtube.com/watch?v=cQo41goOylA&feature=results_video&playnext=1&list=PL1052F63FBF8A7FB2
  12. La mia paura più grande è quella di poter restare invalido, immobilizzato a letto senza speranza di potermi rimettere in piedi. MAMMAMIAAAAA!!!!
  13. Signore...ogni tanto posso ricordarmi di me?

  14. Difficile trovare il giusto equilibrio. Si dovrebbe essere realisti, non duri. Soprattutto imparare a conoscere meglio se stessi e gli altri, in questo modo non si subiscono delusioni (lo dico a me stesso). Capire cosa ci si può aspettare in bene o in male da ognuno. E contare in primo luogo su se stessi. Hai detto un prospero, dicono a Roma! ^ _ ^
  15. Io penso che l'idea che ti fai della vita ti condizioni terribilmente, un trauma ti segna il futuro...E in un panorama fatto di grigio e di blu tu fai caso solo al grigio. Incontri per strada un gobbo e noti solo la gobba, ti sfugge il fatto che quell'uomo ha due meravigliosi occhi verdi. A scuola c'è un professore che non sa spiegare la sua materia e ti dà antipatia, per cui non puoi intuire la sua sensibilità d'animo. E via dicendo. Si diventa incapaci di vedere le cose nella loro completezza e complessità. Si diventa prevenuti, si predetermina il futuro senza accorgersene, magari incontri una persona simpatica ma ti viene da pensare "non mi si filerà più". Naturalmente questo accadrà, perché NOI lo abbiamo voluto e predeterminato. Non sei mai stata felice anche da sola? Io sì, da piccolo mi inventavo giochi solitari e volavo con la fantasia...
  16. Il fatto che tu ti senta sola pensi sia dovuto al semplice caso o a qualche fattore ben preciso? A volte ci formiamo un'idea della vita che ci condiziona ad ogni passo, e ce ne vuole per smontarla, io ancora non ci sono ben riuscito...
  17. Naturalmente il suicidio non può essere un atto d'amore verso la vita. E' il frutto di una personale interpretazione della vita stessa, in questo caso interpretazione del tutto negativa dovuta a traumi subiti. Esso si attua quando è morta anche la speranza dentro di sé. Ci si uccide necessariamente quando si è già morti dentro.
  18. sono ancora come un bambino di fronte all'autorità

    1. Ste

      Ste

      sarà perché ti abbassi al suo livello

  19. Ho 60 anni ed ho perso entrambi i genitori, la mia cara mamma sei anni fa. Ho nostalgia di loro, perfino di mio padre del quale avevo a volte il terrore. Mantengo la speranza di incontrarli di nuovo, quando sarò io a lasciare questa valle di lacrime. Ma bisogna pur capire che -secondo me- siamo esseri eterni, con una continuità temporale, abbiamo incontrato ed incontreremo un'infinità di persone come madri, padri, figli, fratelli, cugini ecc.. Quello che conta è l'amore che si porta alle persone ed alla vita in generale....
  20. turbociclo

    di chi vi fidate?

    Per potersi fidare di qualcuno bisogna conoscere bene le persone. Per conoscere bene le persone bisogna prima conoscere bene se stessi. Per conoscere bene se stessi occorre non aver paura di mettersi in discussione. Per non avere paura di mettersi in discussione bisogna conoscere bene le persone. Per conoscere bene le persone... (Ripetere il mantra all'infinito ogni volta che si alza e cala il Sole)...
  21. turbociclo

    di chi vi fidate?

    Ma è anche un ottimo modo per imparare, per fare esperienza. Per apprendere che alla fine si può restare delusi solo da se stessi, una volta che si termina di proiettare i propri bisogni all'esterno. Non che sia facile, certo, ma per me la strada è quella. Ed è a questo che uno psicologo dovrebbe accompagnare le persone. Ad essere autosufficienti...e allora la delusione per i comportamenti degli altri resta ma dura poco. Puoi dire: "mi ero sbagliato sul conto di Tizio". Ma ad esserti sbagliato sei stato tu, non Tizio...
  22. turbociclo

    di chi vi fidate?

    Si rischia solo quando si lascia la macchina in sosta vietata. Se ci si accorge di esserci confidati con la persona sbagliata, e lui fraintende, ma sti ca...(passato remoto del verbo "masticare" ^ _ ^) a me non toglie nulla, caso mai è lui, poverino, che ha perso l'occasione di potermi conoscere...
  23. turbociclo

    di chi vi fidate?

    Se non ti fidi di te stessa, come fai a fidarti di quella te stessa che si fida degli altri? ^ _ ^
×
×
  • Crea nuovo/a...

Informazione importante

Navigando questo sito accetti le nostre politiche di Politica sulla Privacy.