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vito.iacono

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  1. E' giusto che delle persone debbano essere schiave, o addirittura delinquere, per sopravvivere? Ciao Vito
  2. Amici, si tratta di un concetto molto semplice. Non tutti sanno di avere enorme energia inutilizzata, perché bloccata, congelata. E' l'energia interiore, che spesso si manifesta confusamente come rabbia, dolore, contraddizione, tensione, frustrazione, aggressività ecc. ecc. Infatti, mancando le condizioni opportune, essa è come compressa e non può manifestarsi allo stato libero. Pensiamo per un attimo a che cosa potremmo fare con tutta questa energia, se solo potessimo liberarla e incanalarla ciascuno per i propri obiettivi, invece di tenerla bloccata o di metterla al servizio dei "padron
  3. Premesso che ciascuno ha una propria idea di ingiustizia, in generale non è molto difficile intendersi nella maggior parte dei casi; di solito basta volerlo. Una cosa veramente interessante è che di fronte alle ingiustizie si possono verificare due tipi di sofferenza: 1) si soffre se si subiscono ingiustizie, specialmente quando sono insopportabili 2) si può soffrire quando si è costretti a farle Il secondo caso non è di tutti, ma solo relativo ad alcune persone. In molti casi, perciò, l'individuo soffre due volte: per l'ingiustizia che è costretto a subire e per l'ingiustizia c
  4. Mi riferisco soprattutto all'individuo. Conoscere le forze che agiscono dentro di noi e farle agire in modo equlibrato conduce ad una certa armonia. Il risultato può essere sorprendente. Purtroppo spesso sono anche le forze esterne ad impedire questo tipo di operazione interna. Ribellarsi può richiedere grande energia, che non tutti posseggono. Vogliamo cambiare in meglio il mondo? Una buona strada potrebbe essere quella di aiutare l'individuo a conoscere ed essere se stesso. Aiutiamolo a vivere secondo la propria identità. Aiutiamolo a liberarsi dalle forze che lo tengono schiavo. S
  5. Prendiamo come esempio il modello economico seguente, e riflettiamo: Grazie al potere del quale dispone, il 5% della popolazione mondiale è padrona, e quindi dispone come vuole, del 25% delle risorse mondiali. Se dovessimo applicare la stessa proporzione al resto (100%) della popolazione mondiale dovremmo avere a disposizione il 500% delle risorse esistenti. Vuol semplicemente dire che avremmo nel mondo solo un quinto di quanto servirebbe. Possiamo accettare un modello sociale ed economico di questo tipo? E' un po' come dire che, mediamente, per mantenere 1 persona nel lusso dovremmo
  6. Chi ha il potere fa ciò che vuole. Chi non ha il potere subisce la volontà e le scelte di chi lo ha. E' un fatto puramente tecnico, niente di moralistico. La nostra organizzazione sociale è fatta in modo che per garantire il superfluo ad alcuni si impedisce ad altri di avere il necessario. Possiamo considerare civile tutto ciò, ma vale la pena di rifletterci sopra! Ciao Vito
  7. Non c'è vera ricerca che non includa queste due domande: 1) dove nasce l'insoddisfazione 2) che cosa serve per essere soddisfatti Non c'è vero pensatore al mondo, passato, presente o futuro che non si ponga questa domanda. Molti hanno cercato di rispondere, ma spesso si cerca fuori ciò che è dentro. La conoscenza non si crea accumulando dati e informazioni, ma facendo un preciso lavoro interiore. Potremmo insegnare ad una ghianda come diventare quercia? Certo no! Al massimo possiamo crearle le condizioni favorevoli. Allo stesso modo nessun Maestro può trasmettere la sua Con
  8. La violenza del mondo, che si manifesta in varie forme, travolge l'individuo e gli impedisce di ascoltarsi, conoscersi ed evolversi. Tagliamo le radici ad una pianta o le braccia ad un bambino, e poi chiediamoci a quale tipo di vita porta questa mutilazione. Lo stesso effetto possiamo produrlo ficcando a forza in un cervello cose False come se fossero Vere. Ciao Vito
  9. Molti hanno paura di essere, e ancor più di apparire, banali, poiché questo attira di solito, per cause culturali, il disprezzo altrui. Purtroppo, le cose che si definiscono banali spesso contengono "alimenti" per la nostra intelligenza. Il risultato inevitabile diventa che per non apparire banali si perdono innumerevoli occasioni per applicare le proprie risorse e sviluppare la propria intelligenza. Fantastico! Per non apparire banali si preferisce bloccare la propria evoluzione. E questo dovrebbe procurarci l'ammirazione degli altri, invece del loro disprezzo? Ciao Vito
  10. Se studiamo a fondo e con dedizione una pulce diventiamo specialisti della pulce. Se studiamo a fondo e con dedizione noi stessi diventiamo specialisti di noi stessi. E meglio essere specialisti della pulce o essere specialisti di noi stessi? In molti casi dipende da noi, il modo di impiegare le nostre risorse. Ciao Vito
  11. Qualcuno le chiama banali, ma spesso si tratta solo di cose semplici. Prendiamo l'esempio di un mattone: estremamente semplice, eppure spesso è l'elemento principale usato per costruire meravigliosi castelli. Le cose semplici, quindi, possiamo vederle come elementi indispensabili per costruire anche cose molto complesse. Che cosa fa un cercatore d'oro? Scava e poi setaccia i detriti per estrarre l'oro. A casa porterà, se non è un deficiente, solo l'oro. Non credo che una persona sana di mente porterebbe a casa i detriti. Allo stesso modo, di fronte a tutto quello che il mondo ci offr
  12. Due domande che fanno riflettere. 1) Chiedete ad uno schiavo: perché prendi le frustate? La risposta è: perché me le danno e non lo posso evitare. 2) Chiedete ad uno che beve: perché bevi? La risposta è: perché ho sete. Tutte le nostre azioni avvengono per uno dei due motivi: o perché lo desideriamo o perché siamo costretti. E' cosa molto salutare e utile distinguere le une dalle altre, perchè ci aiuta a fare ordine interiore, liberando grande energia. Ciao Vito
  13. Riflessioni di carattere vario Si può essere d'accordo o no su quanto gli altri pensano ma spesso è utile conoscere il loro pensiero L'azione di ogni individuo è strettamente legata, in un modo o nell'altro, a quanto egli pensa e la realtà del mondo è legata, in un modo o nell'altro, alle azioni dell'individuo La percezione di ciò che è (considerato Vero) e di ciò che non è (considerato Falso) è valida per ogni individuo ed è alla base dei suoi comportamenti. Inoltre, un individuo Vero riconosce ciò che vede, un individuo Falso nega ciò che vede. Veri e Falsi convivono nell
  14. Amici, una volta scriveva qui un certo Pincopallino5. Non so se si potrebbe considerare più o meno anonimo di un Pincopallino10 o di un Pincopallino20, ma mi chiedo una cosa molto semplice: 1) non scrive più, perché magari si è illuminato? 2) o scrive ancora, ma si nasconde sotto un altro nome? Qualcuno di voi ne ha notizie? Se si fosse illuminato, nel senso che avesse sviluppato nuova coscienza, ovviamente ne sarei felice. Non importa quanto tempo ci vuole a raggiungere la meta, la cosa più importante è essere sul cammino giusto. Ciao Vito
  15. Caro Pincopallino5, passando di qui vedo che il tuo tentativo di trovare un complice è fallito. Peccato! Vero? D'altra parte, che tipo di rapporto vi può essere fra una persona che si chiama Angelo Crucitti e una che si chiama Pincopallino5? Forse ti credi ben nascosto, ma come te ce ne son tanti, in giro. E poi, ancora più importante, la tua coscienza ti scova quando vuole. Ad essa non potrai mai nasconderti, pena torture indicibili. Per non ascoltarla ti puoi giocare l'intera vita. Mentire a te stesso è la cosa peggiore che potresti fare; saresti infatti il primo a farti violenza.
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