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  1. Salve sono un ragazzo di 20 anni e mi sono da poco lasciato con la mia ragazza di 17. Lei mi piaceva tanto ma da un mese a questa parte ha iniziato a dirmi di non provare più nulla e che le serviva una pausa. Cercando spiegazioni mi ha detto che alla sua età vuole essere libera e che non vuole avere relazioni per il momento... Che cosa devo fare? ora abbiamo litigato e sono quasi una settimana che non le invio nessun messaggio...che devo fare?
  2. Ospite

    È finita?

    Ho 18 anni e un anno fa sono stata per 3 mesi con il ragazzo che da qualche mese mi piaceva. È stata una scintilla, nonostante lo conoscessi già di vista un giorno l'ho incrociato è come per magia mi sono innamorata. Dopo alcuni mesi di sguardi reciproci e la consapevolezza di lui di questo mio interesse mi ha scritto e dopo poco ci siamo messi insieme. Nonostante la mia giovane età quello è stato il periodo più bello della mia vita. Ero felice. Come non lo sono mai stata. ero sicura che fosse Lui, era quello giusto, lo sapevo, e questo spesso mi ha portata a sottovalutare alcune cose, convinta che tutto sarebbe andato bene e che avessimo tantissimo tempo davanti. Mi sentivo una persona migliore, nonostante il mio carattere abbastanza forte e impulsivo, con lui stavo davvero bene, e lui mi ripeteva sempre che adorava il mio essere deciso e che gli piacevo sempre di più, che sembravo tutto quello che aveva sempre voluto e che sperava fossi io quella giusta. È un ragazzo molto sinceroe bravo, sono certa che provasse tutto sul serio, si sentiva. Poco dopo però mi ha lasciata, dopo una litigata abbastanza stupida a causa mia, ci abbiamo riprovato ma dopo alcuni giorni mi ha confessato di non provare più gli stessi sentimenti. Inoltre mi ha parlato di progetti futuri (anche quando stavamo ancora insieme) per i quali sarebbe stato meglio lasciarci subito. Il mondo mi è crollato addosso, piangevo di continuo, il più grande sogno che avevo era svanito. Dopo insistenze da parte mia non ho concluso niente, ho pregato di darmi un'altra possibilità, ma non ha voluto e anzi, forse ho peggiorato tutto. Ma io non potevo crederci, ero sicura che saremmo tornati insieme, per mesi ho sperato, gli ho anche regalato due biglietti per una partita della sua squadra preferita da andare a vedere insieme, era la mia ultima speranza, ma ha rifiutato anche quelli. Dopo giornate a piangere ho cercato di mettere la parola fine. Ho conosciuto altri ragazzi, sembrava tutto passato anche se speravo sempre di vederlo e spesso la sera pensavo a quanto stavo bene con lui, lui era perfetto, e in fondo, ho sempre sperato tornasse. Dopo alcuni mesi ci sono ricaduta del tutto. Sono persa, di nuovo, lui sta finendo il liceo e probabilmente non lo vedrò più ma io sono ancora convinta che lui sia quello giusto. Gli ho scritto. Per salutarlo, per scusarmi di tutto, dicendogli che non voglio che mi ricordi per quello che è successo e per dirgli che comunque lui rimarrà una parte di me e lo amerò per sempre, ma che va bene così e gli ho fatto gli auguri per tutto. La sua risposta è stata abbastanza fredda, mi ha detto di stare tranquilla, mi ha scusata e quando pensa a me pensa anche ai bei momenti, che dispiace anche a lui per come sia andata ma che pensa che ci abbia fatto crescere. E poi ha ricambiato gli auguri. Adesso dovrei smetterla. È finita, non mi vuole, ma io proprio non ce la faccio, io spero ancora che torni, lui è lui, non sono mai stata più certa di qualcosa. Qualcosa mi legherà a lui per sempre, ma non riesco a pensare che sia finita per sempre
  3. Buongiorno a tutti, vi scrivo per avere pareri riguardo agli eventi che ho vissuto e che stanno manifestandosi nella mia vita ed in quella della mia compagna. Sono un ragazzo di 33 anni, molto estroverso e sicuro di se. Ho diverse aziende ed ho iniziato a lavorare ed a creare imprese quando avevo solo 23 anni. Provengo da una famiglia inizialmente benestante e decaduta economicamente negli anni, fino a situazioni economiche molto complesse ( padre senza lavoro, vita con la sola pensione della madre etc. proprio quando la mia ex mi aveva lasciato ed io non avevo ne lavoro ne soldi). Ho avuto volontà e coraggio ed anche contro i dettami della famiglia sono riuscito a creare un mio piccolo impero. Oggi posso definirmi un uomo arrivato e completo sotto il profilo personale e professionale, adoro gli animali e sono molto empatico con la maggior parte delle persone, tuttavia ho anche dei difetti importanti, come un discreto egoismo ( di cui spesso faccio fatica ad accorgermi ) ed un elevata considerazione di me, nonostante questo ed al di la del mezzo con cui vi sto comunicando che può decisamente fuorviare, non sono quasi mai considerato arrogante, saccente o spocchioso, al contrario tutti mi considerano troppo buono. Come precedentemente accennato, in passato ho avuto una relazione per me molto importante terminata contro la mia volontà per cessato amore della mia ex ragazza ( 2004 ) Ad oggi mi trovo in una situazione complessa, circa 10 anni fa una ragazza allora poco più che ventenne amica di amici , provò ad approcciarsi ed a proporsi a me come mia possibile compagna, ma io la rifiutai poiché ritenevo di essere ancora innamorato della mia ex e non vedendo o provavo per lei quelle sensazioni che hanno sempre accompagnato la mia vita amorosa, ( anche con altre ragazze precedenti alla mia ex, ho avuto numerose storielle e storie antecedenti fin dalle scuole medie). Con quella che chiamerò la mia “attuale compagna” Dopo un anno di frequentazioni come “amici” senza alcuno scambio di effusioni o affetto amoroso, mi trovai a lei molto affezionato e forse per non voler farla soffrire e per dare sollievo anche a me, provato da anni di fatiche per un amore ormai non più corrisposto, accettai di fidanzarmici. La verità è che con lei non provavo grande attrazione fisica ( al contrario lei per me ne provava molta ) ma io con lei stavo bene, avevo un senso di serenità e pace interiore molto ampio ed accogliente, la vedevo come la compagna sicura e sempre presente, che mai mi avrebbe abbandonato. Era la fine del 2007, ed io per un motivo o per l’altro mi iniziai ad affezionare a questa ragazza, per lei ero il primo ragazzo, un amore grande, per cui piangeva sempre, si disperava e mi cercava in continuazione, io ero il suo mondo . Dalla mia parte io spesso tentavo di mettere fine alla relazione che non pensavo potesse essere corretta per me, per via di provenienze sociali diverse e visioni distanti, la sua famiglia è di tipo “contadino” mentre la mia fortemente “cittadina”. Gli anni passarono ma io non mi sentivo innamorato di questa persona ed in diverse occasioni, anche per la mia bramosia sessuale, la tradivo sessualmente ( senza farlo sapere a lei o a conoscenti per non ferirla ) e cosi ho continuato per anni, fino ad oggi. Devo dire che quello che per la società è definito “tradimento” per me lo era semplicemente a livello sessuale e da uomo, sono certo di non aver mai avuto alcun coinvolgimento emotivo con le persone a cui mi accompagnavo per le attività sessuali. Provavo semplicemente piacere a stare con loro, ad uscirci a divertimi a letto con loro, ma mai avrei pensato di lasciare lei per una delle mie avventure occasionali. Le cose sono proseguite con bellissimi momenti e momenti più o meno bui ( soprattutto per me che non mi sentivo soddisfatto dalla mia compagna ) fino al mese di Aprile del 2012. Nel mese di Febbraio dello stesso anno , decisi che era il momento di realizzare uno dei miei più grandi sogni ; avere un cane tutto per me. Cercai quindi un allevamento e per pura casualità e propensione alla tenerezza di quella razza, scelsi un Labrador cioccolato, chiamai emozionato la mia lei e le dissi che c’erano dei cuccioli appena nati in un allevamento non lontano dalle nostre abitazioni, il pomeriggio stesso andammo a vederli. Io mi innamorai subito del cucciolino di appena 2 giorni, le mi seguiva nell’allevamento ma non era entusiasta quanto me, anche se era contenta. Decisi di prenderlo, al ritorno fantasticavamo insieme e cercavamo un nome da dare a questo cucciolo, il nome me lo consiglio lei e quello gli venne dato. Dopo qualche mese arrivò il cane e come sapevo divenne un impegno importante e in certi casi limitante, poiché era strettamente dipendente da me ( ai tempi vivevo in famiglia ed i miei genitori erano contrari ad avere animali, mia madre aveva anche paura ) Dovetti quindi provvedere io al cucciolo in tutto e per tutto, dal portarlo fuori al pulire deiezioni alle 6 del mattino. Per lui ho rinunciato a molte uscite, ho chiesto ad amici di posticipare cene, ho evitato gite fuori porta per non lasciarlo solo, insomma è stato un grosso impegno, per me completamente ripagato dall’amore incondizionato e da un legale speciale, la mia lei al contrario iniziava a rabbuiarsi pesantemente. Nel mese di Novembre del 2012 dopo aver parlato con la mia attuale compagna decidemmo di andare a convivere ( con cane al seguito ) , io quale mente attiva e trascinante della coppia, cercai e trovai una casa adatta a noi, vicina ai suoi genitori e dai miei ( i miei genitori gestiscono il cane dalla mattina alla sera quando sono al lavoro e con il tempo si sono rianimati e sono diventate due persone migliori grazie a questo cane). Noi avevamo il cane solo nel weekend ed a volte nemmeno quello l'unica cosa è che la sera dormiva con noi. Lei prese visione della casa e disse che andava bene, era contenta e insieme ai suoi genitori si prodigo per la sua sistemazione ( con me ovviamente ) dopo poco la casa era pronta e noi entrammo. Lei tentava di imporsi con scelte sue ed io stupidamente per via del mio carattere fortemente dominante non le permettevo sempre di compiere le sue scelte, anche banali poiché volevo sempre che lei si elevasse socialmente ed “esteticamente”. Quindi le tarpai un po’ le ali, lei dal canto suo non accettava il cane in alcun modo, spalleggiata dalla madre ( che aveva un cane legato alla catena fuori casa da oltre 15 anni ) diceva con arroganza e prepotenza che i cani devono stare in giardino, la cosa non mi andò giù poiché ormai per me “il cane era come un figlio”. Meno di una settimana dopo l’inizio della convivenza lei si fece venire un attacco isterico/asmatico poiché diceva che il cane puzzava e non doveva dormire con noi in stanza ( il cane aveva la sua cuccia e non saliva assolutamente sul letto ) stava a debita distanza da lei perché capiva che lei non lo voleva. A seguito di questo evento io decisi di interrompere la convivenza e le chiesi se non fosse in grado di gestire la cosa di allontanarsi dalla casa e da me. Lei il giorno dopo con i genitori al seguito e senza parlare con me prese tutte le sue cose in mia assenza e se ne andò a casa da mamma e papà. Io rimasi a vivere in quella casa solo ( con il mio cane ) per quasi 4 anni, non smettemmo di stare insieme e frequentarci ma qualcosa era cambiato. Passarono quasi 4 anni “normalmente” stavamo insieme, vacanze insieme, ci sentivamo poco in settimana , messaggini e una chiamata la sera etc. Nel frattempo l’azienda per cui lavorava ( e per cui non era contenta di lavorare ) la lascio a casa, io le offrii diversi lavori ma lei non volle poiché per raggiungerli avrebbe dovuto usare il treno ( lei è laureata con il massimo dei voti ed ha una preparazione accademica veramente ottima ) cerco per pochi mesi e non trovando nessun lavoro “dietro casa” decise di prendere la disoccupazione ( a 27 anni ) ed attendere tempi migliori. Resto quindi a casa per 1 anno e mezzo, senza mai voler riprovare a convivere con me ma stando a contatto con i genitori 7/7 24h giorno conducendo una vita da 70 enne ( età dei suoi ). Non era comunque completamente scontenta ne di noi ne della sua vita, ma io vedevo che iniziava piano piano come a spegnersi ed ad essere sempre più chiusa in se stessa. Fino all’inizio dello scorso anno quando sulla scia della sua volontà decise che voleva provare a fare l’imprenditrice anche lei. Anche se inizialmente titubante poiché conoscevo ( o pensavo di conoscere ) il suo carattere accettai di aiutarla nell’inizio dell attività senza però farla io per lei , poiché questa era la sua richiesta. Dopo pochi mesi inizio a rabbuiarsi sempre più, aveva messo in piedi un ottima macchina da business ma non riusciva a spingerla e si fermava ad ogni ostacolo senza nemmeno tentare di superarlo ( solo con la mia presenza o la delega a qualche mio dipendente c’erano segnali di vita aziendale ) altrimenti stava a fissarsi su particolari irrilevanti adducendo a volontà di perfezione che non la facevano andare da nessuna parte. Nel mese di agosto del 2015 mi confesso di non riuscire a dare un senso alla sua vita ( mi senti un deficiente, uno che non era riuscito ad aiutare la sua donna ) le dissi che c’ero io… che le sarei sempre stato accanto e che qualsiasi fosse stata la sua scelta io l’avrei supportata, anche se avesse voluto chiudere e provare a cercare di nuovo un lavoro dipendente. Durante l’anno scorso per farla svagare e per tirarla su di morare arrivai a farle fare 8 viaggi vacanza, due crociere , grandi hotel , volli che provasse cose nuove , che aprisse la mente e crescesse accettando il mondo ed il diverso, volevo fare tutto quello che potesse farla stare meglio, non ebbi successo mi sbagliavo. Per riuscire a tirarla su di morale, pensando si trattasse anche del lavoro che non aveva, decisi di farle fare un part time in una delle mie aziende e la portavo personalmente in auto da casa all’ufficio, era bravissima, veramente professionale e preparata, se gli veniva detto cosa fare lo faceva benissimo. Solo che le dissi anche che non avrei voluto sempre che restasse a lavorare da me perché per la sua indipendenza ( anche economica e personale ) sarebbe stato meglio se avesse considerato il lavoro che le offrivo io come un tampone bello ma a scadenza di quando avrebbe trovato un lavoro suo. Inutile dire che non cerco nulla per tutti e 4 i mesi che la feci stare nell’azienda, veniva 3 giorni a settimana come da accordi e gli altri due giorni andava in palestra e poi tornava a casa dai suoi Lei continuava la sua discesa e io non capivo come aiutarla, le dissi di affrontare il discorso con uno specialista per non arrivare a condizioni depressive più gravi ma lei non mi prese in considerazione. Le chiesi allora di riprovare a vivere con me. Lei accetto e piano piano ( veniva qualche giorno alla settimana con uno zainetto con dentro le sue cose e non si lavava mai li ) la cosa andò avanti fino a novembre quando inizio a manifestare stati di irrequietudine , voleva uscire con amiche e cercando distrazioni fuori dalla coppia, ed iniziando ad addurre il suo malessere a scarsa autostima ( vero probabilmente ) ma cercandola grazie alle potenziali attenzioni ricevute da altri uomini ( questo trascinata da un “amica “ molto ballerina con il marito ) Alla fine di dicembre scoppio e disse che lei non riusciva a vivere in quella casa che era troppo legata ai ricordi negativi etc. Io sentendomi in colpa e capendo di poterla perdere, iniziai a cercare la un'altra casa e questa volta la feci scegliere a lei. Trovo una casa meravigliosa , un bellissimo appartamento milionario con terrazze sospese e cucine ( la sua grande passione ) bellissime. In quella casa il cane promisi non sarebbe mai entrato nei bagni ne avrebbe bevuto dal bidè ( suo grande piacere ) ne sarebbe stato a dormire nella nostra camera matrimoniale. Mi impegnai inoltre , nonostante io lavorassi molto ad aiutarla in casa ed a fare la spesa con lei insomma a fare tutto ( naturalmente lei economicamente non aveva alcun peso, sceglieva e tutto veniva saldato da me , dalla spesa alle bollette , ogni cosa ). Dopo aver arredato ed attrezzato la casa insieme, condividendo, lasciando a lei la scelta e la decisione, riuscì a stare in quella casa per 1 mese e qualche giorno, alla fine della scorsa settimana dopo un cinema. Notavo che nonostante i suoi sforzi ( coadiuvati sempre dai genitori che era sempre presenti, hanno fatto più lavori loro di lei ) non portava i vestiti nella casa e non si lavava li, preferiva tornare sempre a casa dai suoi. Quando la chiamavo la sentivo sempre in quella casa e mai nella nostra, mai a sistemare qualcosa o a pensare e progettare qualcosa per noi, la cosa mi rattristava pesantemente ed avvertivo un profondo senso d’ansia nel pensare di tornare a casa la sera e vederla sul divano con una coperta sulle spalle a giocare al solitario. Sapevo che quando sarei entrato non avrebbe quasi salutato, non avrebbe nemmeno guardato mio cane e avrebbe comunicato solo se “interrogata”. Vedevo inoltre che non voleva essere abbracciata, che a letto ormai non c’erano più rapporti di alcun tipo e che non cercava mai un bacio una carezza. Voleva solo non fare nulla, stare li in un suo limbo. La scorsa settimana siamo stati al cinema, durante il tragitto non ho resistito e dopo la millesima volta in cui tentavo di tirarla su e lei rispondeva a monosillabi, sono sbottato e le ho detto che la prima ad aiutarsi deve essere lei perché nessuno può dare la volontà alle persone ( nemmeno io nella sua visione di me come quasi onnipotente ) lei si mise come sempre a piangere, io le dissi che mi dispiaceva e che anche io a volte cedo, ma pochi secondi dopo mi sentivo già in colpa e le tentai di prendere la mano… Inutile dire che non volle , guardammo il film, tornammo a casa e come sempre la vidi iniziare a mettere le sue poche cosi portate nella nostra casa in dei sacchetti, mando un sms alla madre con scritto che tornava, io non volevo le chiesi di resistere di vincere e di vincersi, ma lei piangeva e diceva che se restava li sarebbe impazzita ed avrebbe ucciso il mio cane…. Io non sapevo più che fare la vedevo stare male, stavo male anche io non riuscivo a risolvere ma le chiesi comunque di restare , le ho detto che tutto può essere risolto ( questa è la mia visione ovviamente ) lei non ascolto ragioni mi diede un forte abbraccio un bacio sulla guancia, io ero pietrificato non ci credevo che un'altra volta dopo tutto quello che avevo fatto e che avevamo fatto lei se ne andasse cosi…. e invece, se ne andò nel cuore della notte. Da allora sono passati 6 giorni, il giorno dopo le scrissi per sapere se stava bene e parlai con i genitori per dirgli di stargli vicino ( ma non troppo ) di non preparare sempre la cena, di non rifare il letto, di spiegargli che la vita è dura e che nonostante lei non abbia mai avuto un problema reale fino ad ora… prima o poi bisognerà crescere ed affrontare le avversità. Lei mi ha mandato un solo sms con scritto che sta bene , le spiace farmi soffrire ma vuole stare da sola per qualche giorno. Io da allora non le ho più scritto, sono di umore ballerino ma vado avanti come sempre, come devo per me e per chi mi sta intorno. A volte mi scopro sollevato , però poi la penso senza di me nel mondo e mi preoccupo, mi dispiaccio mi deprimo e sento un nodo allo stomaco. Non so se concepisco l’amore come gli altri, so che per me c’è un'unica certezza e io ci sono sempre in qualsiasi condizione, questo per me è amore. Io non cedo mai. Solo che questa volta la decisione l’ha presa lei, e non posso farla tornare per poi farle ripatire tutto e stare male anche io, credo che debba affrontare un percorso personale per stare bene con se stessa, e forse aimè in quel percorso io non ci sono. Non so se tornerà, so che se lo farà dovrà essere piu adulta, ma credo anche che cambiare a 30 anni non sia cosi immediato e facile. Grazie per chi avrà avuto la pazienza di leggere fin qui, chiedo scusa per gli errori e la confusione, ma non voglio ricorreggere questo documento volutamente per dar meglio la prova di come sono ora.
  4. Ciao a tutti,vi scrivo per un disagio che mi attanaglia per tutto o quasi il tempo in cui rimango sveglio.Ho avuto in passato problemi con l'ansia e la depressione non diagnosticati da nessuno comunque ansia sicuro attacchi di panico. Ho avuto una storia che mi ha segnato profondamente. Ad oggi ho una storia con una ragazza straniera. Inizialmente mi facevo sempre domande se fossi innamorato o meno. Un giorno poi e partita per la sua terra e successe una cosa per cui tutto il sentimento usci fuori in una botta avevo paura di perderla e senti tutto l'amore che avevo per lei. Passati i mesi, siamo stati un po' lontani ci siamo visti durante le vacanze natalizie e di nascosto un altro mese per 3 giorni perchè i miei partivano per l'estero e potevamo stare da soli. Ma ahime è stato l'inizio della catastrofe. Sono stato con lei in macchina finchè i miei partivano e non volevo altro che stare con lei. Quando poi i miei se ne sono andati e sono rimasto solo con lei dubbi fisse paura che non fosse la ragazza giusta, e verso l'ultimo giorno anche nausea. Ho pensato pure meglio che mi trovo una italiana come me meno problemi ecc ecc. Da allora ne ho parlato anche con lei, lei un angelo che mi sopporta, il mio io non vuole lasciarla un'altra parte invece mi fa stare male. Nausea, paura di sentirla al telefono preferisco infatti massaggiare su whatsapp. E ho visto in lei tanti difetti che all'inizio non ho proprio visto anzi io vi dirò all'inizio non pensavo mai che una ragazza così bella potesse stare con me invece ora la vedo bruttina. Ma che cavolo? MI sento veramente una schifezza vorrei soltanto cancellare quell'esperienza ad oggi quasi non sento nulla ma ad esempio quando l'altra volta ero sul punto di interrompere la relazione non volevo proprio non riesco a lasciarla non perchè ho paura ma non voglio. Come già detto vorrei amarla come prima di quel mese.Cosa ho? COsa mi è preso? Perchè questa cosa non mi lascia in pace?
  5. Salve a tutti, Sono Carola. Da qualche mese sono una strana 'relazione' a cui non riesco a dare soluzione e ho bisogno di un consiglio esterno, da persone non preoccupate di dirmi come stanno le cose. Vivo a Milano in questo appartamento dove per una serie di cose ci conosciamo un po' tutti e abbiamo la stessa eta' (dai 25 ai 32). Siamo quindi tutti amici e molti uniti tra noi, uscendo spesso insieme e organizzando cene in casa. Vivo li' da un anno e mezzo e dopo qualche mese si e' trasferito un ragazzo: V. con cui ho legato molto, ma solo in termini di amicizia. Siamo simili tra noi, in termini di ambizioni, amicizie e abbiamo trovato subito cose di cui parlare. Lui usciva nel frattempo con una mia amica e spesso eravamo insieme. Il loro rapporto oscillava di continuo per numerose litigate e gelosia di lei nei suoi confronti. Mentre stavano insieme, una sera ha cercato di baciarmi e io l'ho allontanato perche' non ferirei i sentimenti di un'amica e sinceramente non ero neanche attratta da lui. Nel frattempo stavo iniziando una storia con il suo amico e quella notte siamo stati insieme. Una storia finita dell'arco di un paio di mesi perche' non c'era nessun sentimento da entrambe le parti. Senza rimorsi o arrabbiature. Siamo ancora in buoni rapporti. Ad aprile anche lui si lascia definitivamente con la mia amica, ma non conosco le cause (entrambi non ne hanno voluto parlare e mi hanno parlato solo dei continui litigi). Ogni tanto da ubriaco cercava di provarci con me ma lo rifiutavo sempre. Una sera dovevamo uscire con degli amici a bere ma alla fine tutti si sono tirati indietro e siamo stati solo noi due. Siamo usciti, ci siamo divertiti e tornando a casa in taxi mi abbracciava ma nulla piu'. Nel frattempo continuava a prendermi in giro per la storia con il suo amico e continuava a dire che lo amavo chiamandolo il mio ragazzo anche dopo la rottura. Il nostro rapporto in termini di amicizia e' andato avanti fino a settembre senza problemi. Anzi mi dava sempre un consigli, mi spronava a cercare lavoro e aveva sempre una parola per me. Diciamo che e' la persona che aiuta sempre gli altri in difficolta' (ma non e' un santo per niente anzi). A settembre, dopo un serata tra amici ci siamo avvicinati (avevamo anche bevuto un po') e restati soli ci siamo trovati a letto insieme ma non abbiamo dormito insieme perche' sono tornata al mio appartamento. Non sara' stato un gesto carino ma pensavo fosse la storia di una notte. Dopo 2 giorni mi chiede come e' stato e se mi era capitato di fare sesso con amici prima. Io metto le cose in chiaro dicendo che comunque nulla cambiava ed eravamo amici, che questo non doveva compromettere il rapporto tra noi. Lui era in imbarazzo, rideva ma mi dava ragione. Dopo una settimana prova a scrivermi mentre era con un amico in giro e non gli rispondo. Dopo qualche giorno mi chiede arrabbiato perche' non avevo risposto ma lascia cadere la cosa velocemente. Nelle settimane successive pero' continuiamo ad avere degli 'episodi a letto'. Nel frattempo conosciamo nuove persone, nuovi amici. In particolare un ragazzo tedesco che si e' trasferito da poco. Il tedesco e' una persona timida ma di cuore. Si e' preso una cotta per me (a detta di tutti perche' e' alquanto palese la cosa) ma non ha mai avuto un approccio diretto. E' una delle persone che vediamo piu' spesso insieme e talvolta V e' infastidito dalla sua presenza. Ovviamente ha anche iniziato a chiamare il tedesco mio ragazzo come l'altro amico. Ho in prevalenza amici maschi a cui sono molto legata e con cui ho un rapporto molto bello e senza ambiguita' da entrambi i lati e periodicamente tutti loro diventano i miei ragazzi stando a V. Un giorno mentre eravamo insieme mi accorgo di provare qualche cosa e la cosa mi spaventa come non mai. Ho avuto un paio di brutte esperienze nel passato e ho problemi a fidarmi delle persone. Molti dicono che sono come un gatto che prima scruta da lontano in maniera fredda e poi cambia atteggiamento per diventare molto piu' socievole. Non che sia distaccata con le persone, anzi mi lego molto ai miei amici ma ho bisogno di tempo e difficilmente lascio trapelare le mie emozioni anche dopo aver instaurato un rapporto di amicizia solido. Spesso indosso una maschera per nascondere cosa mi passa per la testa. Capisco di provare qualche sentimento ma sono decisa a non volere nulla da lui. E' 3 anni piu' giovane di me, abbiamo troppi amici in comune. Ma quello che mi terrorizza di piu' e' che ha un carattere piu' forte del mio sotto certi aspetti. Ed e' l'unica persona al mondo di cui non riesco ad avere un quadro completo e mai soo davvero riuscita a capirlo. Questo accadeva a Ottobre, quando io inizio a scendere un po' in depressione per problemi sul lavoro (che intanto cercavo di cambiare) e altre cose. Mille volte lui cercava di chiedermi cosa avevo, ma io non rispondevo mai un po' perche' non riuscivo a esprimere le mie emozioni, un po' perche' non volevo lasciarmi andare con lui. Cercava intanto anche di coinvolgermi in attivita' con altre persone per farmi uscire di casa. Malgrado cio', nello stesso periodo, intreccia una relazione con un'amica del tedesco che era in visita per due settimane. Stavano sempre insieme, dormivano insieme e lui aveva cura di sbattermi la relazione in faccia. Un giorno eravamo a bere in giardino con degli amici e, mentre lo ignoravo, lui cercava di attirare la mia attenzione co battute varie e un'espressione da schiaffi in faccia che alla fine anche la ragazza se ne era accorta e mi inziava a fissare in cagnesco. Lei alla fine se ne torna a Berlino, lui l'accompagna in aereoporto, si sentono per alcuni giorni e alla fine lui mi dice che anche se era preso gli era passata subito. Nel frattempo io cambio lavoro e apro una societa' di servizi informatici con altre persone. E lui ne era orgoglioso e felice (vuole anche lui aprire qualche cosa di suo in futuro anche se e' ancora nelle prime fasi della sue carriera e, anche se molto ambizioso e studioso spesso si sente stretto nella sua funzione). Una sera mi addormento sul tavolo della cucina (capita spesso... lo trovo cosi' comodo) e V. entra in casa per portare delle cose alla mia coinqulina. Mi vede e mi accarezza la testa per svegliarmi dicendo di andare a dormire. Io li dico che il giorno dopo avrei dato il preavviso per licenziarmi dal mio precedente lavoro e lui orgolioso, con davvero un sorriso commosso mi dice che e' felicissimo per me. Dopo qualche tempo riprendono i nostri episodi... Questa volta sembra che ogni notte oscilliamo tra dolcezza e combattimento. Con blocchi nello stare insieme, scherzi, momenti di dolcezza e nulla piu'. Nessuno sospetta di questa nostra relazione e cerchiamo di mantenerla segreta. Nel frattempo il nostro rapporto cambia. Siamo sempre amici con momenti di vicinanza ma spesso mi prende in giro e scherza con lo scopo di farmi innervosire. Sminuisce il mio lavoro e la compagnia, altre volte mi prende in giro per i locali che frequento dicendo che sono troppo fighetti (ma sa bene che giro un po' ovunque, che sia un mega locale o la bettola sotto casa), mi prende in giro perche' sono vestita alla moda ecc. Allo stesso tempo fa apprezzamenti sulle stesse cose: i miei vestiti, il lavoro, i locali dove vado. Una sera succede un fattaccio. Eravamo a una festa con tutti gli amici in giardino. Io arrivo e lo vedo parlare con il migliore amici che e' come un fratello per me, il ragazzo con cui sono stata e la sua ragazza. Io ero con il tedesco nel frattempo. Sento che dice al primo migliore amico che lo facevo innervosire, poi ha avuto una scenata di gelosia mente parlavo con lui e l'ha fatto entrare in casa. Uscendo ho sentito che V gli urlava e' complicato. Il suo migliore amico e' come un fratello minore per me ma non abbiamo mai parlato del rapporto con V. perche' so che non tradirebbe la sua fiducia. Quella sera mezzi ubriachi, ci troviamo a letto insieme. Lui inizia a fare discorsi deliranti dicendo che indossa una maschera per non fare vedere le sue emozione e dicendo che molti pensano che sia un donnaiolo senza sapere che puo' essere peggio. Dopo lo facciamo e poco dopo abbiamo una litigata. Ha un attacco di panico e inzia a camminare per la stanza, a dire cose senza senso, a dire che sono sempre gentile come per prendermi in giro. Io lo caccio e lui per tutta risposta mi manda a quel paese. Il giorno dopo lo scopro che mi guarda dalla finestra con aria colpevole. Non ci parliamo per una settimana e quanto rispendiamo il discorso lui dice di non ricordare, che non mi guardava perche' si sentiva in colpa ma perche' lui mi controlla sempre. Nei giorni successivi vedevo che cercava di riprendere la mia fiducia, guardandomi con occhi dolci, cercando di trovare spazio solo per noi per parlare del piu' e del meno ed era infastitido da altre persone che si intromettevano. Non succede nulla fino al giorno che dobbiamo portare il migliore amico in ospedale perche' si era fatto male e lui era contento che li accompagnavo con la macchina e che stavo con loro li'. Era davvero riconoscente. Passiamo la notte insieme (managgia a me). Da quel momento cambia il modo di atteggiarsi nei miei confronti. Spesso mi diceva di amarmi (scherzando) e non rispondeva alle miei battute quando gli dicevo che e' falso o che non si scherza sull'amore, davanti alle altre persone dice che quando prende in giro una ragazza e' perche' ci tiene, dice che parla di me a sua madre ecc. A dicembre io lascio l'appartamento per un mese per viaggi di lavoro e per tornare a casa dei miei a Venezia. La sera che stavo per partire era nervoso e a bassa voce, perche' c'era altra gente, mi chiede di comportarmi bene. Durante la mia assenza ci sentiamo per messaggi e quando torno era davvero felice di vedermi almeno pensavo. La sera dopo usciamo per andare in un pub e continuava a dire che sarebbe uscito solo se c'ero io, si complimentava con me, era affettuoso anche davanti alle altre persone (ripeto: loro non sanno nulla). La sera torniamo a casa con la mia coinquilina e il suo ragazzo e lui mi abbraccia davanti a loro. Dopo che vanno via, mi chiede se lo ho tradito mente ero via. Io gli rispondo che non siamo una coppia quindi non conta cosa sia successo (nulla in realta'... perche' durante la lontanaza io mi sono accorta di tenerci molto a lui), che non litighiamo mai e che anche se vediamo altre persone noi torniamo insieme sempre. In realta' abbiamo avuto tutti e 2 appuntamenti prima del riavvicinamento prima della partenza(da parte mia non hanno portato a nulla, erano solo uscite senza un bacio o altro, da parte sua non so) e il fatto e' che non so come ma sembrava sempre capire se uscivo per un appuntamento o solo con amici. Senza che dicessi nulla in giro. Quella sera mi ha baciato e si lamentava che non lo bacio mai io. Passiamo una notte insieme stupenda, il giorno dopo andiamo a fare commissioni insieme e tutto sembra perfetto. La sera pero' cerca di farmi ingelosire facendomi vedere un messaggio che la ex (la mia amica) le ha scritto. So che tra i due non c'e' nulla e lei frequenta un altro ragazzo, ma sembra che volesse solo farmi arrabbiare. Nei giorni successivi mi sorrideva sempre, mi faceva gli occhi dolci tutto il tempo, se stavamo con gli altri amici si metteva vicino a un tavolo solitamente appoggiando una gamba contro la mia per avere il contatto fisico con me. Mi paragonava sempre alla madre che e' il suo punto di riferimento, scherzando diceva di amarmi, che siamo una coppia ma io non lo so, che andremo a vivere insieme ecc.. Io rispondevo con battute perche' ho la tendenza a non fidarmi e poi non faceva altro. Non mi portava fuori, non veniva a cercarmi per guardare un film insieme o altro. Una sera provo a baciarlo e lui si ritira. Gli chiedo perche', se c'e' un'altra e lui risponde togliendo lo sguardo e ridendo in un modo amaro come sembrare a dire ma che dici. Quando gli chiedo cosa succedeva e se era un mio errore pensare che ci stavamo avvicinando lui, con fatica per le mie domande, mi dice che e' fatto cosi' e non vuole essere dipendente dalle persone, inclusi gli amici. Poi mi chiede di non essere arrabbiata e andando via mi prende per il braccio chiedendomi una cosa su una storia che mi preoccupava. Io mi sono sentita morire. Nel frattempo, dopo qualche giorno di distacco, lui si avvicina, mi fa battute sull'amore ecc come prima, mi aiuta con delle cose che gli avevo chiesto tempo fa, ha un grosso colloquio e ne ha voluto parlare prima con me che con gli altri per avere una mia opinione ecc.. Un giorno entro in casa e lui parlava con la mia coinqulina. Si erano salutati ed era gia' sulla porta, ma quando mi ha visto sulla porta, ha cercato di passare del tempo con me, di tenermi a parlare, mi ha chiesto cosa facevo il venerdi' e quando ho detto che andavo da mia madre ci era rimasto male. Poi si avvicina di scatto, come per baciarmi, ma toglie lo sguardo dicendo no, cambia tono di voce e va via. Una sera, mentre eravano a una cena, rimaniamo soli. Scherzavamo normalmente ma appena entrano i miei amici che erano usciti a prendere la pizza lui si prende la testa tra le mani e sussurra che e' difficile stare vicino a me. I miei amici sono subito entrati, impedendomi di ribattere alla battuta. Sabato scorso lo abbiamo fatto di nuovo. Io ero infuriata con me perche' ancora una volta ero caduta nella trappola. La mattina dopo viene invitato a pranzo dalla mia coinquilina, con cui sono molto amici e tendono a mangiare insieme la domenica, e sembrava felice di passare tempo con me a parlare, giocare ecc. Poi la mia coinqulina chiede se vogliamo fare qualche cosa la sera e poi si corregge chiedendo se lui avrebbe visto quella ragazza di cui parlava. Io muoio. Aveva un appuntamento. Si accorge che sono arrabbiata e mi segue quando vado in camera. Mi prende in giro su alcune cose, sui regali del mio ragazzo ossia il tedesco, mi blocca la strada e cos' via dicendo. Io lo ignoro completamente e gli rispondo per versi. Anzi ha detto che lui non mi ha fatto cosi' tanti regali ma mi ha dato il cuore. Falso come Giuda no? Ieri ha visto che fumavo. Avevo smesso ma ero troppo nervosa. Lui sa che fumo solo quando sono nervosa o triste e la prima cosa che mi ha chiesto e' se ho ripreso a fumare e perche'. Cercava di parlarmi del piu' e del meno, mi faceva vedere cose sul telefono e sembrava nervoso. Gli chiedo "allora come e' andato l'appuntamento" e lui bene ma non ha voluto dire nulla. Quando gli ho detto che 2 ragazze in meno di 24 ore era troppo schifoso anche per lui ha detto non e' come pensi (cosa dovrei pensare?) e cercava di evitare il discorso. Io me ne sono andata. Detto cio' stamattina era a colazione con la mia coinqulina (sta ragazza adora fare pranzi e colazioni con lui sembra!). Lei dice che potremmo prendere un appratemento piu' grande e bello insieme visto che siamo molto amici. Gli chiede se quando gli scade il contratto ha intenzione di andarsene, e lui dice "non so magari potrei... Lascia stare stavo per dire una cosa stupida". Come per lasciare intendere che puo' andare con lei. Non so se lo ha fatto per farmi innervosire (sa come usare le parole) ma pua' davvero progettare la vita con una che ha visto 2 volte? Avevo bisogno di sfogarmi perche' non ho molte persone a cui raccontare questa storia, avendo troppi amici in comune. Posso essermi illusa che il suo fosse solo un gioco? Che non ci fosse nulla e quelle frasi fossero false? La sua puo' essere una paura di impegnarsi con me perche' troppo simile a a lui, alla madre, piu' affermata sul lavoro? E poi perche' dirmi quelle cose dolci se fosse solo per portarmi a letto se era gia' riuscito a sedurmi? Perche' ora come ora mi sento presa in giro e trattata come un oggetto. Grazie del vostro aiuto.
  6. Salve, sono un ragazzo di 28 anni, ho una relazione che dura da nove anni, con una ragazza di 25 anni; Abbiamo iniziato questa relazione, quando eravamo troppo giovani, quindi i sentimenti che provavamo, l'uno per l'altra, erano "diversi", chiamiamoli immaturi... A Maggio di quest'anno, però, lei ha iniziato ad avere dei dubbi ed anche io, non lo nego, sul reale sentimento che provassimo, ovvero se fosse Amore o abitudine... Io a questa nostra perplessità, già mi diedi una risposta: L'amore negli anni cambia aspetto, ossia durante un percorso abbastanza lungo, è normale che entra in gioco l'abitudine, esso è un sentimento che è legato all'Amore, perché non può esserci abitudine, se non c'è un sentimento positivo e di tranquillità che ci circonda. Lei continua a dire che senza di me non sta bene, è felice solo se è accanto a me... Però ha questo pensiero che la ostacola: Amore o Abitudine???? Grazie per la Vostra eventuale, sincera e professionale risposta.
  7. Salve ragazzi. Sono nuovo qui e anche molto giovane. Ho 20 anni, e vi ringrazio anticipatamente per la lettura qui di seguito. La mia passata storia, durata due anni, si è interrotta il 14 Giugno 2014, pochi giorni prima del mio inizio esame di maturità, data che ha cambiato l'esito e il morale, su varie situazioni avvenire. Faccio continuamente sogni durante la notte, sogno la ragazza, a volte la sua famiglia, c'è dispiacere generale. Spesso il sogno è accompagnato e seguito da un incubo, come qualcuno che vuole uccidermi nella mi stanza, chiusa a chiave. Vi racconto questi ultimo episodio, poiché l'ho sognato questa notte. Vi garantisco che ho avuto durante questo periodo altre donne, storie brevi e poco importanti. La ragazza posso dire di non averla mai dimenticata. Ci sono spesso ricaduto col pensiero. L'ho rincontrata in alcune cene di classe, e all'ultima ci siamo parlati, da amici ovviamente. Ne risento molto, e purtroppo devo dire che il mio sano equilibrio mentale, con rammarico, si è danneggiato. So che ricontattarla puo' solamente farmi male, ma nei sogni a volte, non sogno altro che ciò possa avvenire o avvenga. Sono molto sottotono per questo, vorrei una vita più semplice, dato che questo problema attanaglia la mia mente già da parecchio. Un saluto. Domenico
  8. Seppur relegata in secondo piano rispetto a quella materna, la figura del padre assume un'importanza fondamentale nella crescita dei figli e, in particolare, delle femmine. Sul rapporto col <a href="http://www.faredelbene.net/public/news/articolo/2761/il-primo-vero-amore-di-una-donna-il-padre.html">padre</a> é fondata buona parte dell'autostima che la figlia avrà verso sé stessa nella vita.
  9. Non riesco a capire che cosa e'. Cosa e' questo sentimento, questa relazione, e tutte le conseguenze che ne derivano nel mio vivere. Sono cosciente del fatto che non tutto abbia una definizione, che non si possa dare a tutto un nome. Anzi, sono convinta in realta' che neanche gli aggettivi abbiamo tanto senso quando si tratta di persone, e di affetti, Perche tutto e' un po tutto e nulla allo stesso tempo. Perche tutto e' sempre un po di qualche aggettivo ma un po anche del contrario. Ma nonostante la consapevolezza che ho, del non poter spiegare ne a parole ne nella mia testa quello che io e il mio migliore amico siamo, ho iniziato a soffrire, ora, a 30 anni, dopo quasi 20 di amicizia. Un amicizia che qualcuno potrebbe definire morbosa. Non io, considerato il fatto che vivo fuori dalla mia citta ormai da ann mentre lui e' comunque rimasto sempre li. Si, torno spesso, qualche giorno, qualche weekend, e si, li si che siamo morbosi, o forse mi rendo conto solo adesso che in realta ero io quella morbosa. Basavo sempre il mio poco tempo a disposizione su di lui, su quello che faceva e aveva in programma, siamo nella stessa compagnia di amici, che sono importantissimi per me, ma e' sempre lui a cui sto dietro. Certo, anche lui ha passato gli anni organizzandomi i giorni i cui tornavo a casa sempre un sacco di cose da fare. Diciamo che insomma, morbosita o no, abbiam sempre cercato di vederci il piu possibile, a casa, in altre citta, viaggi, weekend fuori, qualsiasi scusa era buona. Lui era/e' la persona piu importante della mia vita, e per lui io ero/sono lo stesso. Tutti i nostri amici, o quasi, non hanno mai creduto che non ci fosse dell'altro tra di noi. E non c'era, o almeno credo, perche ora non lo so piu. Premetto che in tutto questo io sono fidanzata da un paio di anni. Mi costa ammetterlo ma non mi viene da scrivere che questo ragazzo e' l'amore della mia vita, nonostante sempre quando sto con lui e lo guardo negli occhi, mi senta perdutamente innamorata. Ho sempre pensato che quella mancanza di totale certezza fosse causata piu che altro dal fatto che veniamo da due paesi diversi, viviamo in una citta che non e' la nostra .. in sostanza, che lui nn fa parte di quella che definirei la mia vita. Ma quale e' la mia vita? Non capisco neanche perche continuo a pensare alla mia vita come quella che e' a casa. Ma sono anni che io stessa non ne faccio parte! Tutte le volte che torno per qualche giorno poi e' un trauma riandarmene, mi sento come un albero strappato via dalle proprie radici. Forse si sentono cosi tutte le persone che lavorano all'estero o comunque fuori da casa. Ma nell ultimo anno tutto e' peggiorato. Torno a casa e non mi sento piu parte di niente. Per carita. sono piena di amici che non vedono l ora che io scenda qualche giorno e di passare tempo con me. Ma quale e' il mio posto? Vivo a Londra ormai da 5 anni, e questa non e' la mia casa. Nonostante sia diventata un po la mia seconda di casa, non per altro, ma per gli affetti che mi sono creata. Gli amici, le persone, e' su di loro che si basa il mio vivere, il mio sentire. Ultimamente penso che vorrei tornare a casa, ma non saprei bene come. E' una realta' cosi piccola, gia lavorativamente farei solo dei grandissimi passi indietro ma anche mentalmente .. per quanto ami i miei amici, non so quanto reggerei. Genova non e' un paesino di campagna, ma e' comunque una citta' chiusa, provinciale, con pochi stimoli e quasi nessuna motivazione. Come potrei tornare a vivere li? Dove troverei la mia linfa vitale? Sono mesi che mi sento angosciata per questi motivi. Credo che questo doppio vivere, un po qui e un po li sia con i piedi che con la testa abbia creato in me delle insicurezze, forse inconsce, e credo di aver iniziate a riversarle completamente sul mio migliore amico e la nostra relazione. Come se lui rappresentasse quella vita a cui guardo con tanta nostalgia, e che mi distrugge il cuore a volte per questo volerla e desiderarla cosi tanto ma in una forma che chissa non e' la sua. Forse la idealizzo. Forse ho idealizzato lui. A gennaio gli ho regalato per il compleanno un weekend fuori, io e lui come al solito. A tavola mi ha detto 'Ti amo'. Mi ha sempre detto ti amo, ma quella volta era diverso. O l'ho sentito io diverso. Fatto sta che tra il troppo vino e il gomitolo irrisolvibile di emozioni che ho dentro, dopo qualche ora ho provato a baciarlo, lui mi ha rifiutato, si e' arrabbiato, mi ha insultato, dicendo che ero fidanzata e non posso comportarmi cosi/ A quanto pare gli ho detto 'Ma sei tu quello che vogliooo' (a quanto pare, perche io non me lo ricordo). Cosa e' successo? Non lo so ancora adesso. Dopo quell episodio il nostro rapporto non si e' assolutamente incrinato, ma .. non parlando ne risolvendo bene la questione, si e' un po rallentato. E io ne ho sofferto tantissimo. lo sentivo lontano e piu lo sentivo lontano e piu stavo male e lui si allontanava. Pensavo che mi evitasse quando tornavo a casa, ho iniziato a diventare ossessionata. Malata. Una pazza. Anche se lui in compagnia si comportava come al solito, abbiam continuato a fare weekend con altre persone, uscite a casa quando tornavo (ma mai da soli) lo vedevo che esteriormente non era cambiato niente, ma dentro, dentro c'era qualcosa che mi divorava. Quando poi ne abbiam parlato (piu d 5 mesi dopo) lui m ha detto che nn era vero, che non era cambiato niente, che non mi evitava. Ma non so cosa pensare. L'esplosione della mia ossessione e' scattata il giorno del mio trentesimo compleanno. Lui e una mia amica si sono conosciuti e si sono piaciuti. Me lo sentivo, me lo sentivo dentro e quando sono rientrata a Londra qualche giorno dopo, sono impazzita. Lei e' mia amica da poco tempo, non sa tante cose, non le avevo mai parlato di lui e di quello che e' per me. Ho dovuto raccontarle tutto, perche continuava a chiamarmi per dirmi quanto era felice di aver conosciuto lui e di uscirci e io dentro mi sentivo morire. Con lui ho perso la testa, chiamate da isterica, messaggi minatori, una disperata insomma. Sapete quando si perde completamente la testa?? Ho passato 3 settimane a piangere, a urlare, a sentirmi persa. Senza neanche capire bene perche. E tutt'ora non lo capisco. Ora stanno insieme. Io sono contenta per loro da un lato, ma dall'altro non riesco a vederli. Lui si e' allontanato da me perche probabilmente non sopportava piu le mie uscite di senno, perche probabilmente per una volta che e' sereno e ha trovato una ragazza che gli piace non ha voglia di rotture di xxxxxxx. E quindi mi ha semplicemente, momentaneamente, cancellato dalla sua vita. Ma cosa e' questo rapporto che mi fa cosi male? Perche questa persona e' il centro del mio mondo? Quando sono con lui non me ne frega nulla del resto, mi sento in pace con me stessa e con il mondo, mi sento realizzata, mi sento come vorrei sentirmi sempre. Ovunque, dovunque, se sono con lui io sono felice e piena. Ma, se penso razionalmente, intanto esteicamente non mi piace, ma soprattutto, mentalmente, di testa, non e' un ragazzo che mi suscita un incredibile interesse, di quelli che quasi guardi un po dal basso in alto, di quelli da cui impari qualcosa sempre, di quelli con molti interessi e passioni e con sempre pensieri brillanti per il cervello. Non sto dicendo che sia stupido ahah per carita! Pero, razionalmente, non so come potrebbe mai farmi felice. Pero', tante', se mi chiedesse di scappare da tutto, e andare chissa dove, io con lui andrei ovunque. E' un po come se mi completasse, come se la mia anima vicina alla sua formassero un qualcosa di unico. La serenita, la pace. Non riesco a capire cosa sia tutto questo. Non riesco a capire perche in questi ultimi mesi ho perso la testa cosi tanto, al punto da allontanarlo da me. Purtroppo, non potevo fare altrimenti. Ma ho bisogno di aiuto, per chiarirmi. Perche non sto capendo nulla. E intanto lui non ce', ed e' con lei, e io sono qui, lontana, impotente. E so che in questo momento bisogna stare cosi. Perche neanche io posso stare vicino a lui adesso.
  10. Salve sono un nuovo iscritto e sono qui per parlarvi del mio problema che non crea tanta felicità nella mia relazione. Comincio col dire subito che io e la mia partner siamo molto giovani, io ho 16 anni mentre lei 14 e stiamo insieme da circa 3 mesi, il che ovviamente non è molto. Il fatto è che da poche settimane sento un grande bisogno di stare soltanto con lei, cosa normale direste voi, ma, io e lei la percepiamo invece come ossessione o possessività. Questo perchè ovviamente dobbiamo avere del tempo libero anche per noi, solo che a me non importa un fico secco di stare con i miei amici o con qualcun altro, voglio dire, mi annoio se non c'è lei! E il problema nasce proprio da questo fatto, lei dice che io non la posso considerare come l'unica persona sulla Terra, che devo tenermi occupato anche con i miei amici e questo è proprio ciò che fa lei, dice che vuole stare con le sue amiche, che vuole godersi l'estate anche con loro. La cosa a dir la verità mi secca molto, ma riconosco che ha ragione. Nei primi due mesi non è stato proprio così, io e lei trascorrevamo la maggior parte del tempo insieme, concedendone una piccola per gli amici. Adesso invece diciamo che abbiamo dato più tempo a loro e di conseguenza il nostro si è dimezzato. Da questo fatto io sono diventato un po' paranoico e un pochino triste, soprattutto quando sto con gli amici e non la vedo, ho provato a seguire dei consigli sul alcuni blog e devo dire che alcuni come l'autocontrollo dei propri pensieri hanno funzionato bene, ma ho paura che lei prima o poi si stanchi del mio comportamento. Vi faccio un esempio di quello che mi passa per la testa quando lei non c'è: io sto in giro con gli amici, oppure sto da solo e lei con le amiche, mi contatta sui Social network e iniziamo a parlare, solo che per delle piccole cose come una foto oppure dei messaggi poco significanti ( "Ok", "Si va bene", ect.) io mi innervosisco e non sentendomi tanto considerato rispondo in modo poco appropriato in una relazione (non intendo quel modo, ma poco cortese rispetto a come ci si scrive di solito). Il vero problema però di questa cosa è che questi pensieri negativi mi arrivano senza che io me ne accorga, e annebbiato, non riesco ad accorgermi di quello che faccio oppure di quello che dico. Vorrei precisare che prima di lei, ho avuto una relazione in cui ero davvero molto geloso, però ora non lo sono più, questo vuol dire che ho fatto dei grandi passi, ma a volte mi si manifesta una sottospecie di gelosia con la mia nuova compagna e anche questo non mi piace. Comunque voglio dire che il mio problema in poche parole è che non riesco a controllarmi, vorrei far felice la mia ragazza, farla rilassare senza la mia eccessiva presenza. Ne abbiamo discusso molte volte di questo mio problema e lei mi ha consigliato di sfogarmi scrivendo queste parole che ora voi state leggendo e magari di chiedervi qualche consiglio su come stare tranquillo e su come calmarsi in anticipo prima di combinare un guaio. Detto questo, grazie in anticipo per le risposte e per i consigli.
  11. Buonasera a tutti... Volevo portare alla vostra attenzione il mio problema, con la speranza di trovare dei validi consigli o qualche aiuto. Parto parlando del problema principale, ovvero il fatto che da bambina ho aimè subito ripetuti abusi sessuali dall'età di 8 anni fino ai 10 da mio nonno (ora ne parlo con disinvoltura ma non è così facile affrontare la cosa). Come potrete immaginare questo fatto è stato devastante per me, soprattutto il non riuscire a parlarne con nessuno, il sentirmi sporca, colpevole e non compresa. Anche a distanza di anni, quando ho tentato di parlarne con dei parenti (mia sorella in particolare), sono stata trattata come fossi io la carnefice e lui la vittima, perchè "era fatto così, un pò pervertito" (premetto che non ho mai raccontato i particolari). Purtroppo la mia famiglia non è stata d'aiuto a priori, perchè sono cresciuta in un contesto in cui il sesso era un tabù, un "peccato". Inoltre mio padre è sempre stato molto maschilista ed ha sempre chiamato le donne "cagne in calore" (comprese noi figlie) ed attribuendo altri aggettivi sempre inerenti alla "facilità ormonale" delle donne (es. "le donne ragionano con l'utero", "le donne sono tutte pu***ne" etc.). Questo mio passato disastroso ha portato le sue conseguenze sgradevoli nella mia vita. Oltre ad aver avuto periodi intensi di bulimia e/o di depressione (di cui tuttora soffro), naturalmente anche le relazioni con gli uomini sono state molto complicate. Ho sempre creduto che l'unico interesse per gli uomini con cui stavo fosse il mio corpo (seppur io lo trovi orribile) ed ho sempre cercato di "accontentarli" facendo sesso con loro, pur non provando io stessa quasi niente nel rapporto (il primo orgasmo l'ho avuto all'età di 20 anni, dopo anni di ripetuti rapporti sessuali, dai 16 anni in poi, ed anche dopo quello non sono stati mai molto frequenti) ed ogni volta, al termine di un rapporto sessuale, piangevo di nascosto. Solo negli ultimi anni (ora ne ho 28) ho cominciato a provare piacere e a non piangere, trovando compagni in grado di farmi capire che di me apprezzavano qualità che andavano oltre il corpo. Ultimamente però il trauma si è risvegliato tutto insieme per un brutto episodio (che per tutti voi sembrerà probabilmente banale o "normale") scaturito dal mio attuale compagno. Faccio una breve descrizione del mio ragazzo; io sono la sua prima donna (è più piccolo di me, ha 22 anni attualmente e stiamo insieme da un anno e mezzo) e con me ha fatto tutte le sue prime esperienze. Questa cosa naturalmente mi ha attirata verso di lui, sicuramente perchè in questa sua inesperienza ci rivedevo la "purezza" che io purtroppo avevo perso troppo presto. Inoltre a detta di tutti i nostri amici comuni, lui non si era mai interessato alle donne e anzi diceva di poterne fare a meno (infatti mi chiedono come io abbia fatto a fargli cambiare idea), ed in effetti questa cosa l'avevo notata da me, soprattutto perchè a differenza di molti "maschi" che conosco, quando una bella ragazza passava lui non si voltava a guardare, anzi, a volte distoglieva anche lo sguardo (è molto timido, soprattutto con le donne). Quando poi ci siamo messi insieme, il suo ammettere di non aver mai avuto una donna perchè "non ne aveva avuto occasione" (quindi non per scelta) e lo scoprire che anche lui aveva guardato film pornografici o simili, non dico distrusse l'immagine santa che io avevo di lui, ma mi ci fece restare molto male. Sapevo e so che la pornografia per un uomo è una cosa normale, ma mi disgusta, soprattutto quando si parla di pornografia violenta o volgare. Parlandone con lui questa cosa uscì fuori (ovvero il fatto che la trovo una cosa piuttosto ripugnante), quindi in sua difesa mentì, dicendomi che da quando stava con me non faceva più uso di queste cose (copione che poi ho visto essere piuttosto comune in queste situazioni) ed io come un'ingenua, non so nemmeno io come in verità, ci credetti. Volevo che restasse più puro che mai ai miei occhi. Fu un errore madornale. Dopo un anno e tre mesi di relazione è successo il patatrac. Ero a casa sua per aiutarlo a studiare e lui, come suo solito, mi stava lasciando utilizzare il suo computer per scaricare delle slide sull'argomento (un'altra cosa che mi ha sempre fatto fidare di lui è proprio il fatto che mi facesse tranquillamente vedere tutto se volevo, cellulare, messaggi, computer... cosa che io non facevo perchè non ne sentivo il bisogno fidandomi ciecamente. Per la prima volta nella mia vita fidandomi così tanto, tralaltro...). Scaricate le slide sono andata a guardare nella cartella "download" per prelevarle (nel frattempo lui era li presente con me) e lì ho visto ciò che non avrei mai voluto vedere; due foto erotiche. Specifico l'aspetto "erotiche", che lo ha salvato da una parte, perchè come poi mi ha confermato anche lui, mi ha fatto comprendere che la violenza dei porno e la volgarità non lo attiravano, ma preferiva una foto che fosse bella anche a livello di fotografia stessa, e questo sicuramente non lo ha reso un santo ma sicuramente più accettabile ai miei occhi di persona che ha subito una violenza sessuale e che trova schifosa la violenza di quel genere. All'inizio non mi sono nemmeno resa conto, nel senso che era una cosa talmente inaspettata per me che nemmeno la concepivo come quello che era in realtà. Solo dopo qualche minuto ho capito che erano foto che lui aveva utilizzato per masturbarsi. Il mondo mi è totalmente crollato addosso. E' stato come vedere di fronte a me un angelo trasformarsi in un mostro deforme. Lui ovviamente ha cominciato a tartagliare scuse, del tipo "sono quelle cose che si scaricano da sole" (che effettivamente era anche vero perchè lui non si era reso conto si fossero scaricate, altrimenti il pc non me lo avrebbe nemmeno fatto usare) e altre cose del genere, ma si vedeva benissimo che stava mentendo. Il suo volto bianco non poteva mentire più di tanto. Non sto a raccontare tutto quello che è successo in quella serata terribile, ma la delusione ed il dolore per me sono stati fortissimi al punto che inizialmente mi faceva ribrezzo anche che mi sfiorasse. Mi disse che da quando stava con me era veramente accaduto di rado, e che era accaduto in momenti in cui io stavo male o ero troppo stanca per avere rapporti (li abbiamo quasi tutti i giorni perchè praticamente conviviamo), ma la cosa non mi fece comunque cambiare atteggiamento. Il fatto che avesse usato altre donne, tralaltro così lontane in canoni di bellezza da come sono fatta io (che poi, come ho già detto, mi reputo bruttissima, anche se comunque sembro piacere abbastanza dato che ho sempre avuto dei "pretendenti"), mi faceva (e mi fa) sentire malissimo. Ho comunque continuato ad andare avanti con lui come nulla fosse successo, fra momenti di crisi, attacchi di rabbia, momenti di autolesionismo, nausea e vomito ed altre cose, e questa "sopportazione" è durata fino a qualche giorno fa, in cui ho deciso, non facendocela più, di prendermi una pausa con lui. Io amo moltissimo questo ragazzo e non voglio perderlo per un problema che è fondamentalmente mio. Si, lui ha sbagliato a mentirmi e sbaglia nel suo modo di nascondersi al mondo, ed anche a me, facendo credere a chiunque che lui sia esente da impulsi sessuali comuni, ma io so benissimo che la mia reazione, il dolore forte che ancora provo nonostante siano passati più di due mesi da questo avvenimento, sono legati soprattutto alle brutte esperienze del mio passato e alla mia poca autostima, scaturita in parte anche da quelle esperienze. Gli ho chiesto questa pausa perchè ho bisogno di affrontare FINALMENTE (dopo anni in cui sono fuggita dal problema) questo mio disagio e di tornare da lui più consapevole di me stessa e in uno stato in cui io possa accettare quello che ha fatto (e che sicuramente rifarà essendo uomo, anche se lui mi ha promesso il contrario, ma ormai non mi fido più e in ogni caso NON VOGLIO che trattenga qualcosa che gli serve per stare bene e che è naturale per lui come per tutti). Il problema ora è che non so da dove partire. Vado già da una psicologa con cui da poco ho tirato fuori questo mio trauma, ma io ho bisogno di una vera e propria terapia, non solo di parlare. Qualsiasi consiglio in questo momento è prezioso per me. La lontananza da lui mi fa stare molto male (come so per certo anche a lui), ma allo stesso tempo credo sia necessaria. I momenti in cui lo aggredivo erano diminuiti molto rispetto al primo mese, ma continuavano ad esserci. Non c'è un giorno in cui non ho una crisi di pianto per quanto è successo. Non voglio tornare precocemente a vederlo senza aver risolto questo problema perchè so che questo mio male manderebbe tutto in frantumi come già aveva cominciato a fare. Spero possiate aiutarmi, grazie.
  12. Buongiorno a tutti. Vorrei un consiglio se ne avete le esperienze e da un punto di vista esterno. Vi spiego la situazione. Sto con una ragazza da più di 2 anni. Siamo sempre stati insieme nel risolvere i problemi e abbiamo sempre parlato apertamente nonostante certi litigi che abbiamo fatto e ogni volta che succedevano litigate, i giorni successivi ci bombardavamo d'amore. Adesso da 5, 6 mesi lei ha iniziato a lavorare in un posto dove ha 10, 15 minuti di pausa in 9 ore di lavoro (non sempre ha queste pause), e quando arriva a casa è molto stanca e io non voglio stancarla ancor di più andando a visitarla e stare con lei. Così ci vediamo solo quando lavora le mattine (ci vediamo di pomeriggio) o durante i suoi giorni liberi. Inoltre io sono ancora uno studente. Qualche settimana fa abbiamo litigato per una cavolata. E lei il giorno dopo ha detto che ha dei dubbi e la testa in totale confusione e che inoltre abbiamo stili di vita diversi dicendo che se qualche mese fa si immaginava un futuro per noi, oggi le è difficile. Poi c'è un'altro ragazzo al suo lavoro che le va dietro quindi mi ha chiesto di fare una pausa nella nostra relazione. Per me è stato uno shock. Ho cominciato a parlarle che non penso che ci sia il bisogno della pausa perché a parer mio se ce amore i problemi si dovrebbero risolvere insieme come lo facevamo sempre. E lei sa che io la amo, anch'io so che lei mi ama. Il giorno dopo abbiamo fatto pace siamo stati bene entrambi ecc. Siamo stati bene finché lei la sera ha iniziato a messaggiare costantemente col ragazzo del suo lavoro. Allora il giorno dopo io le ho detto che ho paura di perderla. E lei ha ricominciato il discorso della sua confusione e sui dubbi. Poi le ho chiesto: è per il ragazzo del lavoro? Lei rispose che non lo sa. Dopo qualche ora che abbiamo parlato e lacrimato siamo giunti alla conclusione di prenderci una pausa. Il giorno dopo le ho chiesto quanto tempo le serve e lei rispose: non so. Io insistendo (ero sotto emozioni) ho chiesto di nuovo: quanto? una settimana, un mese, un anno? Lei rispose di nuovo: non so, non so niente e non capisco più niente. Dopo essermi calmato le ho scritto dicendo: "va bene, prenditi tutto il tempo che ti serve, dobbiamo farci una pausa, serve anche a me. Però questa pausa non vuoldire essere liberi, single e fare tutto quello che si vuole (continuare con il ragazzo che le va dietro)" chiedendole anche scusa che l'ho trattenuta alla prima tentazione di fare una pausa. Adesso io sto letteralmente da schifo, non ce la faccio più senza di lei, mi manca un botto. Ed è passato solo un giorno dalla pausa. Le domande di preciso che volevo fare sono: Cosa devo fare e cosa devo non fare per migliorare la situazione? Secondo voi mi lascerà per il ragazzo dal suo lavoro? Parlando con i genitori, loro mi hanno detto di interrompere tutti i contatti con lei per un periodo di tempo perché lei è persa e ha iniziato ha sognare una nuova vita quindi deve bruciarsi le mani per capire. Voi cosa ne pensate? Ho delle possibilità nel riparare la relazione o la pausa è solo una scusa per mollare tutto? Scusate in ... abbia sbagliato categoria della discussione. Grazie in anticipo.
  13. FAIRYMOON

    Depressione

    Ciao a tutti sono nuova del forum o meglio è il primo forum a cui mi iscrivo in tutta la mia vita...mi sento con l'acqua alla gola e spero che ci siano persone che possano darmi un buon consiglio per uscire da questa situazione. Circa un anno e mezzo fa mi sono lasciata con il mio fidanzato dopo una faticosa convivenza di 4 anni. dico faticosa perchè subito appena trasferiti mi ha tradito con un'altra. Non sto a soffermarmi molto sul perchè e come...ne abbiamo ampiamente discusso fra di noi e le cose non si sono pià aggiustate...dal momento della rottura mi è stata diagnosticata una depressione reattiva e da allora sono in cura dalla psicologa e mi hanno prescitto gli antidepressivi. Ad agosto causa malore (non dipeso dai farmaci) ho smesso gli antidepressivi e non voglio più prenderli perchè mi sembra che a oggi non facciano altro che peggiorare la situazione. Il problema è che spesso mi sento agitata e in ansia comincio a fare cose impulsive, l'ultima ieri non ce la facevo più a stare in casa e ho preso e sono uscita a fare spese, oppure inizio a toccarmi viso e fronte come se avessi la febbre camminando su e giù per casa oppure mi strofino le braccia come se dovessi levarmi di dosso qualcosa (dello sporco ,un insetto) e finisco magari a farmi una doccia per togliere questa sensazione. Di notte fatico a dormire, non riesco a prendere sonno, a volte ho il sonno agitato e quando finalmente mi addormento poco dopo suona la sveglia e appena apro gli occhi subito mi riaddormento e quando mi sveglio sono in ritardo e di conseguenza arrivo in ritardo anche al lavoro...quando sono al lavoro sono distratta e penso (come se fosse automatico) alla mia situazione perchè influenza l'andamento della mia giornata, sono spesso distratta faccio mille cose che lascio tutte a metà e mi sento così affaticata da arrivare a dire "non ce la faccio più" ...poi mi rimbocco le maniche perchè mi rendo conto che la mia vita oggettivamente non è poi così faticosa come quella di una mamma con 2 figli che si deve destreggiare tra lavoro, marito, casa e gestione figli appunto con compiti da fare e tutto il resto. A qualcuno è mai capitato una situazione simile? Come posso uscirne? Ringrazio anticipatamente tutti quelli che vorranno rispondermi.
  14. Benni

    Sesso o anche sentimento?

    Salve, stavo vagando sul sito e leggendo anche le storie di altri utenti e perciò ho deciso di condividere anche la mia. Ho 20 anni e da circa 6 mesi mi "frequento" con un ragazzo, sempre della mia stessa età. Sono 5 anni che ci conosciamo, essendo anche stati compagni di classe alle superiori, e sono anche 5 anni che siamo attratti l'uno dall'altro. Questa attrazione però non ha mai avuto una conclusione pratica fino a quest'anno. Sono 6 mesi che ormai che ci ritroviamo insieme occasionalmente e tutte le volte sembra che diventi qualcosa di più rispetto all'inizio. Purtroppo però non riesco a capire bene come comportarmi, dato che il nostro "frequentarsi" non è proprio tale. Non ci scriviamo e non ci cerchiamo sempre, facciamo trascorrere settimane prima di risentirci. Lui in particolare, dopo la cosiddetta avventura, si allontana e cerca di evitarmi ma poi nel giro di poco tempo mi ricerca. Ormai sono 6 mesi che va avanti così e tutte le volte siamo sempre più intimi tra di noi, peccato che questa cosa non si propaghi anche nella nostra quotidianità. Allo stesso tempo però, io non desidero da lui un rapporto solido ma semplicemente vorrei che ci frequentassimo veramente e magari vedere come potrebbe andare se iniziassimo a considerarci un po' di più. Tutte le volte che uno dei due fa un passo in avanti, l'altro retrocede. Non parliamo tra noi di questa situazione per puro orgoglio, io non me la sento di affrontare un discorso del genere con lui per poi sentirmi dire magari che ho capito male e che è solo un modo per passare il tempo. È una situazione al quanto complicata, o almeno per me, data la nostra forte amicizia e la nostra ottima complicità. Sarebbe un peccato perderla o anche solo non consolidarla
  15. Salve, Buon pomeriggio a tuttii :) Sono nuova in questo forum e non so ancora bene come muovermi...scrivendo in questo forum mi rivolgo ad una figura specializzata ma anche a tutti coloro che hanno voglia di darmi una mano Mi chiamo Sara , ho 20 anni e da 4 sono fidanzata con un ragazzo che si chiama Lorenzo lui è 2 anni più grande. Tra di noi non ci sono mai stati grandi problemi o comunque siamo sempre riusciti a risolverli.Ora viviamo un relazione a distanza ,da un anno io mi sono trasferita per studiare a 700km da casa. Non è un periodo facilissimo abbiamo orari diversi lui è impegnatissimo per la laurea studia molto e di conseguenza è molto stanco, ma nonostante ciò ho tantissima voglia di vederlo. Ma voglio parlarvi di suo fratello Alessio più grande di lui di qualche anno. Sono molto simili (spesso la gente si confonde) Alessio è un po più alto e ha un naso piu carino a mio parere ...ma se dovessi riscegliere senza dubbio sceglierei ancora una volta Lorenzo che reputo nel complesso molto più bello, ma non posso assolutamente negare che Alessio è altrettanto bello e attraente. Sono qui perché spesso sogno Alessio, lo sognato anche sta notte. 1°sogno: eravamo in camera da letto dei miei genitori io Alessio e Lorenzo, difronte allo specchio io al centro. entrami avevano le mani intorno alla mia schiena ma ad altezze diverse tanto che non si accorgevano che mi stavano abbracciando entrambi. Alessio mi sussurrava : <<E' vero che vuoi piu bene a me??>>. 2°sogno: ero seduta in braccio a lui, davanti alla sua famiglia meno che Lorenzo, ci toccavamo le mani e parlavamo in maniera molto sensuale. Tra l'altro ho sognato alcuni baci. Tra me e Alessio nn c'è nessun tipo di rapporto o meglio parliamo poco ci cambiamo gli auguri a natale pasqua e comlpeanno. Spesso mi sembra che mi guardi e poi distolga lo sgardo ma magari è solo un mia impressione. Cerca di evitami e quasi mai mi tiene in considerazione. Spesso ci incontriamo sono sicura che mi vede ma nn mi saluta , tranne se lo faccio io per prima. Per esempio al suo compleanno gli ho inviato gli auguri su fb con un giorno di ritardo e quindi ho preferito inviargli un messaggio privato, lui nn mi rispondeva se pur in linea poi si e disconnesso e dopo poco anch'io mi sono messa off-line, appena sono off-line mi risponde: ...nessun problema Graziee. In somma mi evita...non so se è vergogna (ma nn credo essendo lui piu grande e molto sicuro di se) se magari mio odia oppure boooh nn so darmi altre spiegazioni ... QUINDI CHIEDO A VOIIII cosa ne pensate?? P.s: Alessio è fidanzato con una ragazza che vive nella mia stessa città con lei si è stretto un rapporto superficiale ma cmq piu profondo di quello che c'è tra me e lui. Lei infatti tempo fa mi parlo di una crisi che stavano attraversando per colpa della lontanaza e qualche distrazione da parte di Alessio. Come avrete capito voglio sapere se sono attratta da lui o se lui lo è da me.....magari a livello inconscio o se c'è qualche altra motivazione che mi sfugge....anche perché questi sogni e questi pensieri mi fanno sentire in colpa nei confronti del mio ragazzo ... GRAZIE IN ANTICIPO
  16. Salve, Buon pomeriggio a tuttii :) Sono nuova in questo forum e non so ancora bene come muovermi...scrivendo in questo forum mi rivolgo ad una figura specializzata ma anche a tutti coloro che hanno voglia di darmi una mano Mi chiamo Sara , ho 20 anni e da 4 sono fidanzata con un ragazzo che si chiama Lorenzo lui è 2 anni più grande. Tra di noi non ci sono mai stati grandi problemi o comunque siamo sempre riusciti a risolverli.Ora viviamo un relazione a distanza ,da un anno io mi sono trasferita per studiare a 700km da casa. Non è un periodo facilissimo abbiamo orari diversi lui è impegnatissimo per la laurea studia molto e di conseguenza è molto stanco, ma nonostante ciò ho tantissima voglia di vederlo. Ma voglio parlarvi di suo fratello Alessio più grande di lui di qualche anno. Sono molto simili (spesso la gente si confonde) Alessio è un po più alto e ha un naso piu carino a mio parere ...ma se dovessi riscegliere senza dubbio sceglierei ancora una volta Lorenzo che reputo nel complesso molto più bello, ma non posso assolutamente negare che Alessio è altrettanto bello e attraente. Sono qui perché spesso sogno Alessio, lo sognato anche sta notte. 1°sogno: eravamo in camera da letto dei miei genitori io Alessio e Lorenzo, difronte allo specchio io al centro. entrami avevano le mani intorno alla mia schiena ma ad altezze diverse tanto che non si accorgevano che mi stavano abbracciando entrambi. Alessio mi sussurrava : <<E' vero che vuoi piu bene a me??>>. 2°sogno: ero seduta in braccio a lui, davanti alla sua famiglia meno che Lorenzo, ci toccavamo le mani e parlavamo in maniera molto sensuale. Tra l'altro ho sognato alcuni baci. Tra me e Alessio nn c'è nessun tipo di rapporto o meglio parliamo poco ci cambiamo gli auguri a natale pasqua e comlpeanno. Spesso mi sembra che mi guardi e poi distolga lo sgardo ma magari è solo un mia impressione. Cerca di evitami e quasi mai mi tiene in considerazione. Spesso ci incontriamo sono sicura che mi vede ma nn mi saluta , tranne se lo faccio io per prima. Per esempio al suo compleanno gli ho inviato gli auguri su fb con un giorno di ritardo e quindi ho preferito inviargli un messaggio privato, lui nn mi rispondeva se pur in linea poi si e disconnesso e dopo poco anch'io mi sono messa off-line, appena sono off-line mi risponde: ...nessun problema Graziee. In somma mi evita...non so se è vergogna (ma nn credo essendo lui piu grande e molto sicuro di se) se magari mio odia oppure boooh nn so darmi altre spiegazioni ... QUINDI CHIEDO A VOIIII cosa ne pensate?? P.s: Alessio è fidanzato con una ragazza che vive nella mia stessa città con lei si è stretto un rapporto superficiale ma cmq piu profondo di quello che c'è tra me e lui. Lei infatti tempo fa mi parlo di una crisi che stavano attraversando per colpa della lontanaza e qualche distrazione da parte di Alessio. Come avrete capito voglio sapere se sono attratta da lui o se lui lo è da me.....magari a livello inconscio o se c'è qualche altra motivazione che mi sfugge....anche perché questi sogni e questi pensieri mi fanno sentire in colpa nei confronti del mio ragazzo ... GRAZIE IN ANTICIPO
  17. Salve, Buon pomeriggio a tuttii :) Sono nuova in questo forum e non so ancora bene come muovermi...scrivendo in questo forum mi rivolgo ad una figura specializzata ma anche a tutti coloro che hanno voglia di darmi una mano Mi chiamo Sara , ho 20 anni e da 4 sono fidanzata con un ragazzo che si chiama Lorenzo lui è 2 anni più grande. Tra di noi non ci sono mai stati grandi problemi o comunque siamo sempre riusciti a risolverli.Ora viviamo un relazione a distanza ,da un anno io mi sono trasferita per studiare a 700km da casa. Non è un periodo facilissimo abbiamo orari diversi lui è impegnatissimo per la laurea studia molto e di conseguenza è molto stanco, ma nonostante ciò ho tantissima voglia di vederlo. Ma voglio parlarvi di suo fratello Alessio più grande di lui di qualche anno. Sono molto simili (spesso la gente si confonde) Alessio è un po più alto e ha un naso piu carino a mio parere ...ma se dovessi riscegliere senza dubbio sceglierei ancora una volta Lorenzo che reputo nel complesso molto più bello, ma non posso assolutamente negare che Alessio è altrettanto bello e attraente. Sono qui perché spesso sogno Alessio, lo sognato anche sta notte. 1°sogno: eravamo in camera da letto dei miei genitori io Alessio e Lorenzo, difronte allo specchio io al centro. entrami avevano le mani intorno alla mia schiena ma ad altezze diverse tanto che non si accorgevano che mi stavano abbracciando entrambi. Alessio mi sussurrava : <<E' vero che vuoi piu bene a me??>>. 2°sogno: ero seduta in braccio a lui, davanti alla sua famiglia meno che Lorenzo, ci toccavamo le mani e parlavamo in maniera molto sensuale. Tra l'altro ho sognato alcuni baci. Tra me e Alessio nn c'è nessun tipo di rapporto o meglio parliamo poco ci cambiamo gli auguri a natale pasqua e comlpeanno. Spesso mi sembra che mi guardi e poi distolga lo sgardo ma magari è solo un mia impressione. Cerca di evitami e quasi mai mi tiene in considerazione. Spesso ci incontriamo sono sicura che mi vede ma nn mi saluta , tranne se lo faccio io per prima. Per esempio al suo compleanno gli ho inviato gli auguri su fb con un giorno di ritardo e quindi ho preferito inviargli un messaggio privato, lui nn mi rispondeva se pur in linea poi si e disconnesso e dopo poco anch'io mi sono messa off-line, appena sono off-line mi risponde: ...nessun problema Graziee. In somma mi evita...non so se è vergogna (ma nn credo essendo lui piu grande e molto sicuro di se) se magari mio odia oppure boooh nn so darmi altre spiegazioni ... QUINDI CHIEDO A VOIIII cosa ne pensate?? P.s: Alessio è fidanzato con una ragazza che vive nella mia stessa città con lei si è stretto un rapporto superficiale ma cmq piu profondo di quello che c'è tra me e lui. Lei infatti tempo fa mi parlo di una crisi che stavano attraversando per colpa della lontanaza e qualche distrazione da parte di Alessio. Come avrete capito voglio sapere se sono attratta da lui o se lui lo è da me.....magari a livello inconscio o se c'è qualche altra motivazione che mi sfugge....anche perché questi sogni e questi pensieri mi fanno sentire in colpa nei confronti del mio ragazzo ... GRAZIE IN ANTICIPO
  18. Sono fidanzato da 5 anni e ho un problema. In pratica negli ultimi mesi sento la necessità di una pausa (non so quanto lunga) e di fare nuove esperienze. Quella con cui sto è la mia prima e unica fidanzata e purtroppo, a 28 anni, sta riaffiorando la voglia di fare le esperienze che non ho mai fatto da adolescente, causa una troppa timidezza e insicurezza. Adesso a distanza di anni è come se mi fossi "svegliato xxxxxxxxxxx" forse per la maturità dovuta dall'età, forse per una minima esperienza acquisita con questa ragazza che ho adesso. E come se mi dicessi "guarda che puoi avere tutte quelle che vuoi". I rapporti con lei sono buoni, ma comunque ci sono dei problemi qua e la. Lei è una ragazza diciamo un po' particolare, e nonostante le voglia un bene dell'anima sento che manca qualcosa. Ad esempio il sesso ormai è diventato raro e se ogni tanto provo a farle anche solo una carezza o bacio lei si ritrae, quasi infastidita. Insomma c'è dell'affetto ma, almeno da parte mia, sta quasi diventando un affetto fraterno, mi viene più da proteggerla e curarla come fosse mia figlia piuttosto che fare altro. Ultimamente sto chattando con un paio di ragazze con cui abbiamo pure scambiato delle foto e mi hanno anche chiesto più o meno esplicitamente di uscire. Adesso non so cosa fare, se uscire o meno e soprattutto se e cosa dire alla mia ragazza. Ora, prima di tirare fuori tutti i soliti perbenismi (gli stessi che ultimamente alimentano la mia rabbia interiore) voglio dire che anche lei non è mai stata una santa. Ha avuto molti ex, si sente con degli amici su skype e anche quando stava con me ha avuto qualche piccola "svista". Una volta per vendicarsi di me perché avevamo litigato e si era sentita insultata aveva avuto apposta una mini storia con un ragazzo, poi un'altra volta ad un corso c'era stato un bacio a stampo con un compagno. Lei è stata la baciata e non viceversa.. però… Detto questo c'è da dire che lei mi ha sempre detto tutto, non so se mi ha tenuto nascosto qualcosa di queste "storielle" o meno, non lo saprò mai e sicuramente non voglio indagare adesso. Il problema è che io devo essere sempre il passivo e per natura sono abbastanza calmo, quindi lei non ha paura a dirmi nulla e io alla fine ci sono sempre sorvolato sopra. Il discorso cambia se sono io a tirare fuori qualcosa, so già che mi appenderebbe al muro.. Per la serie: lei può fare tutto io neanche guardarmi intorno. Delle volte lei mi dice quasi serenamente che potrebbe aspettarsi un mio ripensamento, altre volte invece fa delle scenate di gelosia che mi mettono quasi paura. Ormai anche in famiglia mi conoscono tutti e davvero non so cosa potrebbe accadere se la lasciassi.. e questa è la cosa peggiore. Lei si è attaccata a me molto più di quello che era con i suoi ex, e un mio allontanamento non so come potrebbe essere preso. Anche perché so che lei sotto sotto è molto insicura e non so veramente cos'aspettarmi. Io però non la abbandonerei mai e comunque se avesse bisogno di me io ci sarò sempre. Ora, però, non so cosa fare. Sento questa rabbia e irrequietezza che mi spinge a fare qualcosa magari di moralmente non molto corretto, ma non ci posso fare nulla. Magari poi mi prendo solo delle bastonate, ma va bene.. Voglio solo fare esperienze positive o negative che siano. Magari invece capisco che lei è quella giusta. Cosa mi consigliate di fare? Di sicuro non voglio portarmi a letto un'altra a sua insaputa, questo non lo farei mai. Però anche dirle che esco con una della chat, so che non lo accetterebbe mai. O le dico che esco con una mia amica, l'unica che ho che non vedo però quasi mai e lei non conosce, magari è una mezza verità che può funzionare. La cosa più sensata sarebbe lasciarla subito e poi fare queste cose.. ma non vorrei pentirmi e poi ritrovarmi con un pugno di mosche in mano. E' come se prima volessi testare la situazione con qualche uscita "amichevole" e capire se il mio è solo un fuoco di paglia o c'è un malumore serio, patologico sotto. Ho anche un senso di oppressione, perché entrambi andiamo verso i 30 e ormai non si può scherzare più. Ma la volta che si va a convivere è un casino se lei non è quella giusta. Io non riesco, non trovo la forza, di costruire qualcosa che potrebbe non stare in piedi. Delle volte vedo dei fidanzati e mi dico guarda che bel rapporto.. poi vedo io e lei mi vengono in mente tutti i difetti possibili. Cosa posso fare? Con queste due ragazze esco? Cosa dico inizialmente a lei? So che a lungo andare nei fidanzamenti si scende poi a compromessi, quindi magari sono normale e non me ne rendo conto. Oppure, e la cosa mi spaventa, la mia irrequietezza e fondata e dovrei dare uno scossone, che sicuramente non sarà indolore.
  19. mi sono accorta di amare solo le persone che odio. so costruire solo rapporti ambivalenti, fondati sulla sfiducia, la rabbia e il rancore. solo questi mi fanno provare dei sentimenti. tutti gli altri sono ovattati...mi fanno sentire morta. sono amante di lei da due anni. lei mente alla sua ragazza, la persona più dedita della terra.. anche molto bella. non mi fiderò mai e la vedrò sempre come un mostro. un orribile mostro viziato, capriccioso, egoista . la rabbia che provo nei suoi confronti espolde sempre più spesso. con parole di odio che rubano energia vitale a entrambe. eppure non riesco a farne a meno..eppure rinuncio alle mie cose per lei...per i suoi capricci.......come se ne esce, è una condanna? perché mi sembra di provare emozioni forti solo quando provo rabbia e paura? sarà per sempre così. non riesco a farne a meno..sono come le farfalle con le lampadine..si scottano ma continuano a volarci intorno. e soprattutto..perché con tutti gli altri mi sento vuota...e apatica?
  20. Dopo 10 anni lei se ne è andata. E' successo circa 2 mesi fa. Come al solito di fronte al dolore reagisco con un un comportamento autodistruttivo; ieri sono arrivato a fare qualcosa che non credevo sarei mai stato capace. Mi rendo conto che più in basso di così non posso sprofondare. Ho fatto questo video, che spiega meglio delle mie parole il mio stato d'animo: Posso combattere l'abbandono della mia compagna con gli amici, la famiglia, il lavoro. Ma come posso combattere me stesso? Se qualcuno ha avuto un'esperienza simile, vi prego, ditemi come ne siete usciti. Grazie Leo
  21. Salve a tutti... Per la seconda volta mi accingo a scrivere su questo forum per chiedere aiuto e consigli a tutti voi. Il problema è complesso e, pur dilungandomi, forse non mi sarà possibile esporlo con sufficiente chiarezza. Ad ogni modo, iniziamo. Io conosco questa ragazza da tre anni... E da tre anni ho capito che era speciale. Frequentiamo l'ultimo anno di liceo... Lei è molto timida e di buon cuore... Ho maturato con lei un ottimo rapporto di amicizia, che l'ha fatta diventare la mia migliore amica e la persona più importante della mia vita. Lo stesso vale per lei. Negli ultimi mesi, però, siamo stati soggetti ad un profondo cambiamento. Lei era diventata indispensabile per la mia giornata, ed io per la sua. Non siamo più riusciti a fare a meno dell'altro, ed è subentrato il contatto fisico. Per più di un mese siamo andati avanti a coccole, carezze e bacetti... Ma continuavamo a definirci migliori amici. Era logico che l'amicizia fosse stata superata da un pezzo, eppure lei è sempre sembrata per niente propensa ad ammetterlo. Una settimana fa ho voluto fare il grande passo e piano piano, con dolcezza, l'ho baciata. Era ok, eravamo ufficiosamente insieme ora. Ma dopo 3 giorni di apparente felicitá, lei ammette di essere distrutta dalla cosa. Dice, in primo luogo, che la sua vita, cosi come l'aveva programma lei, avrebbe dovuto essere priva di rapporti sentimentali... Poiché ha scelto un mestiere ( hostess ) che non le permetterà di concedere a se stessa un tale lusso. Io ci sono rimasto male, talmente male che non ho mangiato per tutto il giorno... Abbiamo discusso, ho provato a farle cambiare idea, ma niente. Ho meditato un bel po, solo, lontano dal resto del mondo... Ed ho capito di amare questa ragazza. Si, amare. Allora l'ho detto a lei... Lei ha detto ( e continua a sostenere ) di essere "incapace di amare"... È stata parecchio male per come mi aveva fatto sentire... Non sono mai stato cosi male in vita mia. Ha pianto molto, ed ho pianto anche io... Cosa che non facevo da molto tempo, e mai ho fatto per questo motivo. Lei continuava a dirsi non pronta per intraprendere un rapporto di questo tipo. Oggi, dopo che ho fatto notare a lei che non sarebbe stato possibile tornare come prima, amici, si è buttata a tappeto completamente. Io sono la persona più importante della sua vita e non vuole perdermi. Ma io la amo... E questo suo rifiuto ha generato in me una sensazione di odio-amore nei suoi confronti; Più la amo, più la odio perchè il mio amore non è corrisposto... Più la odio, più odio me stesso perchè faccio stare male la persona che amo. La situazione sembrava essere totalmente in stallo... Ma forse ecco la svolta. Abbiamo optato per una terza via: provare a impegnarci insieme per restare uniti... E per innamorarci. Ma lei non mi promette nulla. Cosa dovrei fare? Ogni consiglio, cosi come ogni qualsivoglia tipo di considerazione sulla faccenda è preziosa! Sto male... sto male come non sono mai stato. "Misere Amantis".
  22. Buongiorno a tutti, sono nuova. Vi scrivo perché ho bisogno di parlare. Vi scrivo di un mio problema che io sento oramai come “importante” che non riesco più a gestire e a volte mi sembra di impazzire. Nove anni fa mi INNAMORAI per la prima volta veramente, provai sentimenti fortissimi, io ero FELICE con lui, troppo felice. Anche lui ricambiava pienamente i miei sentimenti, molto di più.Ci incontrammo per caso, nessuno cercava nulla. Lui però era sposato e per una serie di circostanze che non sto qui a raccontare (mia educazione, il suo rapporto con la moglie, eventi esterni che si sono verificati, mancanza di coraggio da parte di entrambi per non far male a chi ci stava intorno) è andata da sé che abbiamo dovuto allontanarci. Io ho sofferto tantissimo, lui non so.Era sempre lui che una volta o due all’anno veniva a cercarmi e mi faceva cmq sentire la sua vicinanza col pensiero. Io, in questi anni ho cercato con tutta me stessa di dimenticarlo, di vivere la mia vita, ma purtroppo non ci sono riuscita. Ho trascorso anni drammatici, in cui stavo veramente male, come pure sono seguiti anni sereni (un periodo ricco di semplici, ma sane amicizie), ma tutto ciò che avevo attorno mi è servito solo a distogliere l’attenzione dal mio problema, il mio problema non lo ho risolto mai. Ora è da un po’ di mesi che sono ritornata a star male, perché ho meno distrazioni attorno e perché mi sono accorta che lui non è più presente come prima (sarà il lavoro, problemi famigliari,..). Sono diventata gelosissima, continuo a pensarlo, mi sembra di impazzire, vorrei poter avere una bacchetta magica per ritornare ai primi mesi, sono gelosa di chi può anche solo vederlo per strada, al lavoro, godere della sua compagnia semplicemente come conoscente, amico collega, penso che, loro possono ed io no. Ora io vorrei raccontargli quanto sto male, vorrei chiedergli aiuto, ma non so proprio come potrebbe aiutarmi. Lui mi ha sempre assicurato che mi vuole bene e per me ci sarà sempre. In questi anni ho conosciuto tanta gente, non sono stata molto disposta nel cuore ad innamorarmi, però ho cercato di uscire con altre persone (dalle quali dopo una sera sono scappata) e sono stata pure molto affasciata , quasi innamorata, di una persona, che ben presto però si è rivelato poco interessato e diverso da come voleva mostrarsi. Ho coltivato hobby sportivi, che mi hanno fatta star bene, ma che alla fine non mi anno cmq riempito la vita. Ho superato altri dispiaceri, del tipo il desiderio di un figlio, o di una famiglia, prima ne soffrivo tantissimo, ora ho accettato il fatto che per me la vita è così e posso star bene anche senza, ma il ricordo della gioia e felicità che lui mi ha donato è sempre presente in me e a me lui manca tantissssssimo. A me non interessa rifarmi una vita, alla fine sto bene anche sola, ho il mio lavoro che non disprezzo e mi permette di vivere, ho una casa in cui stare tranquilla, ho delle amicizie che comunque mi sono vicine, ho salute e un buon aspetto, ho qualche interesse e passatempo, ma non ho più la forza di tenere i pugni chiusi e dire “vai avanti, resisti, resisti, un giorno passerà”. Ho voglia di dirgli che sto male, sto male per lui.(ma anche se glileo dicessi, che cosa cambierebbe?) Ho sempre pensato che questo mio dolore passerà quando incontrerò un amore più grande, ma più passa il tempo, più sono sfiduciata e più il dolore aumenta. Nei momenti più brutti vorrei spegnermi, andare in un mondo lontano, in cui non ho più alcun ricordo di questa vita, un posto in cui ho dimenticato tutto. Poi ritorno alla realtà, mi faccio forza e vado avanti.
  23. Ciao a tutti. Questo é il mio primo intervento, mi sono fatto forza e dopo molto tempo ho deciso che avevo bisogno di "aiuto" più sostanziale e più oggettivo di quello che possono darmi le persone vicine. Mi presento, sono Nicola, un ingegnere milanese con una volta un brillante futuro davanti. Si perché dopo gli eventi che sto per raccontarmi la mia vita é crollata pezzo dopo pezzo. Sono stato in una relazione molto importante, forse la più, per ben 2 anni e mezzo con una ragazza fantastica, dico sul serio, la più splendida che mi sia mai capitata. Bellissima ed intelligentissima, Americana qualche anno più grande di me. Mi amava alla follia, ha fatto cose che nessun altra aveva mai fatto per me, ed è stata la prima a parlarmi di matrimonio e di bambini con me, questo credo possa farvi capire quanto serie le cose erano tra noi. Il punto è che io non le ho mai dato le attenzioni che meritava, e questo lei lo vedeva, le sue continue richieste di "più amore" hanno iniziato a renderla quasi insopportabile davanti ai miei occhi portando a comportarmi da perfetto xxxxx. Ogni litigio ne approfittavo per ferirla nei punti che sapevo potevano farle del male e lei ci stava malissimo. Il rifiuto verso di lei é sfociato in piu di un tradimento eppure ogni volta che tardivo sapevo che io ero innamorato di lei è che comunque non riuscivo ad immaginare il mio futuro con un altra donna se non lei. Tutto questo é andato avanti sino a quando stanco delle sue lamentele e della mia vergogna per il comportamento fedifrago l'ho lasciata e lei é ritornata in america. Sono sparito per un mese e lei avuto la forza di non contattarmi in questo periodo, dopo un mese esatto l'ho contattata per dire che volevo riprovarci e lei per tutta risposta mi ha detto che era uscita con e baciato un altro uomo ma che comunque voleva stare con me e che se l'aveva fatto era solo perché le sue amiche le avevano detto di farlo e che voleva dimenticarmi. Io invece di capire tutto questo mi sono scatenato ad una rabbia incontrollata e l'ho insultata nella maniera peggiore e mandato una mail con il nome e link di Facebook di tutte le donne con cui l'avevo tradita tanto questa cosa aveva toccato il mio orgoglio. Dopo questa cosa lei è completamente sparita nel nulla, volatilizzata , come morta, mi ha bloccato da Facebook , le principali app per iPhone di messaggistica, le mail e persino il mio numero di telefono in modo non potessi chiamarla. Da allora ormai sono passati ormai 5 mesi, ed io nei primi 3 mesi ho provato a cercarla in tutti i modi possibili, usando altre schede con messaggi ma mai sfociando in pratiche non consone alla mia persona come stalking, lei comunque non ha mai risposto ai miei messaggi o cercato un contatto. La cosa peggiore che ho fatto è stata entrare in possesso della suo account Facebook per veder se si sentiva con un altro uomo, scoprendo di no. Tuttavia dopo questo episodio lei ha detto ad un mio amico che la dovevo smettere altrimenti mi avrebbe denunciato, quindi ormai sono 2 mesi che io me ne sto buono buono. Il punto è che io non faccio altro che pensare a lei, e questa cosa mi ha distrutto, tanto da farmi perdere il mio lavoro, poiché la notte non riuscivo più a dormire regolarmente. Sono inoltre diventato del tutto indifferente a pensiero della morte e prego quando vado a dormire di non svegliarmi più la mattina dopo, e qualche volta lo confesso ho avuto istinti non troppo belli.... Ora quello che vi chiedo è questo, se questa ragazza ora mi odia così tanto, c'è qualcosa che io potrei fare per farle cambiare idea? Forse non sono riuscito a esprimere la nostra storia ma il nostro era davvero un grande amore tanto da superare anche la distanza di migliaia di Km cm tra l'Italia e l'America. Io avevo pensato di andare davanti casa sua con un mazzo di fiori e chiedere scusa per tutto quello che avevo fatto... Secondo voi é una buona idea? In più posso aspettarmi che chiami la polizia da una persona che dopo avermi amato più di ogni altra cosa dice di volermi denunciare? Non dico che aspetto che lei cada alle mie braccia ma dopo tanto odio e 2 mesi di assoluta mia non presenza può questa cosa ricreare un contatto? Oppure mi consigliate di aspettare di più? E le la mia vita cosa mi consigliate di fare? Vi prego di aiutarmi perché io non so più cosa fare se non stare ad aspettare e soffrire come un cane....
  24. Salve, circa un anno fà ho lasciato il fidanzato storico, per sue insicurezze, che dopo 10 anni per me non erano più scusabili. Cosa dovrei fare???? Grazie mille
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