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Trovato 16 risultati

  1. Ho davvero bisogno di consigli su come trovare una ragazza da conoscere per poi eventualmente intraprendere una relazione sentimentale. Non ho mai avuto una relazione seria, solo relazioni online dalle quali ho deciso tempo fa di stare alla larga perchè sono veramente sbagliate, a prescindere dalla buona fede che può avere una persona. Avrei bisogno di frequentare una ragazza di persona, conoscerla, e poi se ci sono i presupposti avviare una relazione. Ma come trovarla? Io non ho amici semplicemente perchè sono un tipo che si annoia facilmente, e non ho voglia di frequentare qualcuno solo per uscire o stare in compagnia. Devo trovarmi bene con una persona e qui casca l'asino, perchè se già faccio fatica a trovarmi bene con un mio coetaneo figuriamoci quanto sia difficile che io possa trovarmi bene con una donna. Faccio molta fatica a fidarmi, questo è il mio problema principale. Ho ricevuto fregature e delusioni da tutti, perfino dai miei genitori, quindi come biasimarmi. Comunque sento da tempo un forte bisogno di avere una donna accanto. Mi piacerebbe baciare, accarezzare una donna, dormirci insieme. Ho provato a pagamento dato che non trovavo nessuna, e per qualche istante sono riuscito a trovare quella passione che cerco da tempo, ma durava troppo poco. Se manca la fiducia non può durare tanto. Infatti quella passione che si era creata era dovuta ad un bisogno di amore da entrambe le parti ma mancando la fiducia non poteva durare più di qualche istante. Non so dove cercare una donna da conoscere che abbia le mie stesse esigenze. Perchè c'è anche da dire che molte donne avviano frequentazioni superficiali basate su un interesse superficiale iniziale che svanisce una volta finiti a letto. Io invece vorrei conoscere una donna che come me sente il bisogno di avere una persona accanto. Ho bisogno di consigli su come trovarla. Dove cercare? Ho frequentato palestre, corsi di formazione, ma non si va mai oltre una piacevole conversazione. Magari c'è chi è fidanzata o sposata, e c'è chi magari è single ma non sente il bisogno di avere una persona accanto. Per favore datemi una mano perchè questa situazione sta diventando insostenibile, non riesco più a stare solo. Io sono un ragazzo di 29 anni, di aspetto normale, e vivo in provincia di Varese. Mi piacerebbe conoscere una donna dai 20 ai 35 anni che come è in cerca di una relazione seria. Conoscenza senza impegno, se qualcuno di voi conosce qualcuna che vive tra Varese e Milano ci metta in contatto per favore. Grazie mille
  2. Salve, sono un ragazzo di diciotto anni e da quattro vivo uno strano rapporto con un mio coetaneo, compagno di classe, che chiamerò G. Da qualche tempo ho accettato il fatto di essere attratto sia da ragazze che ragazzi, pur non avendolo detto a nessuno, né amici né parenti, i quali avendomi visto coinvolto in sole relazioni con ragazze negli anni mi considerano etero. Al primo anno di liceo, conosco questo ragazzo e in poco tempo si costruisce un rapporto che appunto definirei strano per infinite ragioni, come presupposto a quello che sto per scrivere ammetto di non aver mai avuto relazioni d'amicizia solide e durature con persone del mio stesso sesso, non ho mai avuto, insomma, un "migliore amico", di conseguenza all'inizio di questa relazione, il me stesso tredicenne era impreparato, insicuro e temendo di rovinare quello che credevo potesse essere il mio primo rapporto di solida amicizia con un maschio, ero disposto ad accettare passivamente quasi tutto ciò che ora, riflettendo, reputo strano. Lui è entrato al liceo dalle medie con quello che potrebbe definirsi il suo migliore amico, con entrambi ed un'altra ragazza di classe, nei primi due anni di liceo si crea una sorta di comitiva, usciamo tutti i weekend ecc. ma io vedevo in lui più di un amico, com'erano gli altri due, e volevo che la nostra relazione d'amicizia non dipendesse da quella comitiva, così inizio ad invitare solo lui a casa, la cosa diventa frequente, usciamo da soli, viene a dormire da me, tutto senza considerare gli altri due e in più tenendoli all'oscuro per non suscitare gelosie, litigi ecc. In effetti in questi primi due anni la gelosia mi perseguitava, ero super geloso del suo rapporto con quell'altro amico, e quando capitava di trovarci ad uscire solo noi tre, si creava una situazione di imbarazzo e loro finivano con l'isolarmi e la cosa ovviamente mi faceva stare male e stupidamente incolpare solo l'altro nostro amico, quando la colpa era palesemente di entrambi. Con gli anni ho scoperto che la gelosia non appartiene solo a me, anzi i miei comportamenti da fidanzatina isterica non erano niente in confronto a quelli che l'altro nostro amico ha con G tuttora. Bisogna dire che G ha un carattere particolare, doppia faccia, egoista, menefreghista, egli stesso afferma di tenere davvero a poche persone e tutto il resto, maggior parte di compagni di classe compresi gli sono completamente indifferenti o antipatici, cosa per me inconcepibile, in quanto io tendo a stringere legami forti con persone che vedo quotidianamente ormai da quattro anni. G disprezza i rapporti morbosi, le relazioni d'amicizia che limitano la persona, la gelosia, in pratica disprezza il nostro rapporto nei periodi del biennio, ora completamente diverso, ma non me lo ha mai fatto notare più di tanto, anzi delle volte sembrava apprezzare la gelosia che nutrivo per lui e giocarci sopra per farmi arrabbiare e stare male, prima cosa strana. Le prime volte che l'ho invitato a casa per studiare finivamo a vedere film, durante i quali c'erano contatti fisici che io, sempre inesperto in amicizie con maschi, reputavo inusuali, abbracci,distanze perennemente inesistenti sul mio divano di 6 posti, il contatto fisico era una costante, qualche volta ci sono state richieste di baci da parte sua, richieste che mi spiazzavano e finivamo col liquidare con battutine e risate. La prima vera cosa che mi ha fatto riflettere è stata la prima volta che è venuto a dormire: prima di addormentarci mi afferra il braccio e se lo stringe attorno, poi si addormenta mentre io rimango sveglio, sconvolto, ma anche felice della cosa, lì iniziai a capire che provavo qualcosa più dell'amicizia per lui. In ogni caso nei giorni seguenti sempre scherzando con quelle battutine omofobe che si fanno nei primi periodi dell'adolescenza, cioè tu dai del gay a me, io a te e così via, gli rinfacciai quell'abbraccio e la cosa sembrò infastidirlo molto, dopo ciò i miei inviti a casa iniziarono ad essere rifiutati sempre più spesso ed i nostri incontri senza la comitiva si ridussero a zero. Nonostante la distanza che si era creata al terzo anno decidiamo di ricominciare il rapporto e diventiamo compagni di banco, entrambi siamo maturati molto, entrambi ci fidanziamo con delle ragazze, entrambi perdiamo la verginità con queste ragazze, quando l'altro parla delle proprie esperienze e relazioni con altre ragazze si crea un clima opprimente, almeno da parte mia è così ma tendo a nasconderlo, quell'anno passa così, la nostra comitiva si era sciolta, entrambi ci facciamo anche nuovi gruppi di amici, di conseguenza non ci nascondiamo più e ci invitiamo reciprocamente a casa dell'altro com'è normale per due amici. prima dell'estate la sua ragazza lo molla e io ricevo una chiamata a mezzanotte di lui palesemente ferito dalla cosa, mi offro di consolarlo e il giorno dopo mariniamo la scuola e lo porto in giro per distrarlo, ma non sembra funzionare e il fatto che eravamo da soli lo rende nervoso e l'uscita termina velocemente, tempo dopo mi rendo conto che il dolore che provava per la rottura non dipendeva dalla rottura in sé ma dal fatto che era lui ad essere stato lasciato, cosa a quanto pare mai successa prima e che gli assestava un duro colpo in quel momento della sua vita, in quell'anno in cui si rende conto di avere fama tra le ragazze, in cui per la prima volta tendeva a vantarsi delle sue esperienze sessuali e ad andare a caccia di incontri occasionali, omologandosi alla maggior parte dei nostri coetanei da cui fino a quel momento ci eravamo distaccati e io tuttora continuo a distaccarmi. In ogni caso G riprende il suo stile di vita basato su baci e rapporti occasionali e quando me lo racconta io sto male, arriva l'estate ci separiamo di nuovo, durante giugno lascio la mia ragazza, dalla quale non ero preso come lei era presa da me. Ad agosto G i fidanza di nuovo con una ragazza straniera, con cui è tuttora fidanzato, dopo mesi di silenzio mi chiama per dirmi aver conosciuto questa ragazza, mi invia una foto per farmela vedere, io rimango interdetto, mesi di niente, nemmeno un messaggio e all'improvviso ci tiene a farmi sapere di aver incontrato un'altra, bene, non do' molto peso alla cosa e vado avanti con la mia vita. All'inizio del quarto anno il nostro rapporto è praticamente inesistente e lui più e più volte mi rinfaccia la cosa, dicendo che è colpa mia, che mi sono allontanato, mi chiede il perché, mi chiede di uscire, gli manco ecc. Ovviamente io avevo alzato un muro per proteggermi, allontanarlo era come dimenticarlo e non cadere di nuovo in quello strano rapporto, non lasciarmi ingannare da quella che io ritenevo ora una cotta e lui probabilmente solo un'amicizia. Mantengo le distanze e rimango freddo, ma con le sue richieste insistenti riniziamo a parlare più spesso, io reprimendo i miei sentimenti e lui facendo finta di niente, non potevano passare due giorni senza sentirci che mi cercava, ritornano le dimostrazioni di affetto, anche in classe ora, abbracci perlopiù ma anche baci sulla guancia che ormai nessuno dei due si nega di dare all'altro. Per anni ci eravamo sentiti dire, soprattutto io, dai nostri compagni di classe che eravamo carini insieme, che secondo loro almeno uno dei due provava qualcosa per l'altro, evidentemente anche gli altri si erano accorti della stranezza della relazione, in ogni caso ora con queste dimostrazioni d'affetto pubbliche sembravamo non fare altro che confermare che il nostro rapporto fosse nient'altro che amicizia e la cosa mi turbava, poiché sempre ho conservato e tuttora conservo (per questo sto scrivendo questo romanzo interminabile) una piccola convinzione che effettivamente ci sia qualcosa di più e che anche lui provi qualcosa per me. E' estate, io ho una casa al mare dove vado spesso durante la settimana da solo e mentre sono lì mi manda messaggi, foto di lui in mutande, ci può stare tra amici per scherzare, ma poi altri messaggi inviati di notte e che io leggo al risveglio: "dimmi che mi ami", "io ti amo" a cui io rispondevo cambiando argomento, per paura di essere ferito, che scherzasse o non lo so. In questi anni ho imparato che il peso che do' io alle parole, molti miei coetanei non lo danno, mentre io in quasi un anno di relazione non ho mai detto "ti amo" perché non lo sentivo, i miei amici lo usano così come intercalare e G stesso lo fa, con me spessissimo, ma durante una conversazione, tra una battutina e l'altra, tra lo strano flirtare che ogni tanto facciamo, ma non così dal nulla, dopo giorni di silenzio un ti amo, che mi ha lasciato di sasso, in ogni caso lascio correre, lui mi chiede se può venire a farsi un bagno e io rispondo di si ma non viene, e non ci si sente più fino alla fine di giugno. Dall'inizio della relazione lui s'incontra con la ragazza una volta al mese a metà strada, il caso vuole che si debba incontrare con lei nella settimana del compleanno dell'altro amico, la sua assenza sarebbe ovviamente inaccettabile e di conseguenza viene alla festa con la ragazza, inoltre il caso vuole che inspiegabilmente prima di venire alla festa e farla conoscere a me, al festeggiato e a tutta la classe, la ragazza di cui non smette di parlare da un anno con chiunque, prof, persone appena conosciute, la ragazza di cui si vanta e ostenta in continuazione, il caso vuole che poco prima di conoscerla, lui, senza alcun motivo apparente, per messaggi, mi provoca, mi risponde male, e s'incazza, così senza motivo; questa cosa del litigare l'ho omessa ma in effetti è un altro dettaglio importante il fatto che da quando ci frequentiamo i litigi sono frequentissimi, peggio di una vera coppia sposata e tra l'altro durano anche molto, fino a che o entrambi ci si stanca o uno dei due ammette le proprie colpe, forse sono proprio questi litigi ad aver suscitato le domande dei nostri compagni di classe, anche perché quando litighiamo non tendiamo o almeno io non tendo a nasconderlo. Comunque durante la festa io mi presento lo stesso, imbarazzatissimo alla ragazza e per quasi tutta la serata ci evitiamo, ci scambiamo sguardi e sorrisetti, lui non sembra essere più arrabbiato ma non mi rivolge la parola se non per fare battutine davanti alla sua ragazza e per prendermi in giro, millesima cosa assurda e strana, io manco la conosco, però ok, alla fine della serata se ne vanno e seppur la ragazza non abbia parlato molto non so se per timidezza o per altro, chi, ovviamente non io, ha scambiato qualche parola con lei la saluta abbracciandola e io in disparte vengo richiamato da G, il quale mi spinge nell'abbraccio, poi ci salutiamo e lui mi da un bacio sulla guancia. E' luglio, non ci sentivamo da un po', la classe fa diverse uscite insieme a cui lui non partecipa e io sì, inizia una nuova cosa, le chiamate notturne, per quasi una settimana tutti i giorni mi chiama verso l'una e parliamo a telefono un'oretta di argomenti a caso, io, debole come sono, gli chiedo di rivenire alla casa al mare, ma lui cambia argomento e non mi da risposte, nei giorni seguenti sentendomi freddo mi chiede quando l'avrei invitato al mare e io come l'idiota che sono ci casco e lo reinvito; questa è un'altra cosa che G fa, tende a volere ciò che gli sfugge, nel senso che se vede che uno gli si attacca lo evita, ma se vede che gli rispondo in modo freddo, la cosa sembra come una sfida per lui e subito cerca di parlarmi come se mi volesse tenere legato a lui in questo rapporto di dipendenza. Partiamo insieme col presupposto che lui resti una notte e vada via mentre io quattro giorni. Lui odia il mare, eppure è voluto venire, odia il sole e l'estate eppure era lì, nonostante fosse restio ad andare in spiaggia ci viene e il resto della giornata lo passiamo a vedere film. Quì si scatena nuovamente l'attrazione che ho per lui, contatti fisici del tutto fuori luogo, senza senso, sul divano, sul letto, nonostante la casa abbia molti letti, mi chiede di dormire con lui. Mentre vediamo i film si stende e si appoggia su di me o in qualunque caso qualche parte del nostro corpo si tocca: la testa sulla mia spalla, le mani sulle, mie gambe. Durane la notte io dormo poco, in attesa di altri contatti, ma almeno mentre sono sveglio ce ne sono pochi, qualche sfioramento ma niente di più, il giorno dopo dice di voler partire ma lo convinco a restare un'altra notte. Durante il secondo giorno esibizionismo puro per casa, richieste strane sempre liquidate in battutine, ma allo stesso tempo durante la giornata due volte scende di casa per parlare a telefono con la fidanzata e la cosa mi infastidisce non poco, scherzando sempre quella mattina gli avevo chiesto di baciarmi, cosa non strana tra di noi perché ce lo diciamo spesso, ovviamente io ci speravo ma sempre nulla e dopo un po' la cosa ha iniziato ad infastidirlo, credo, perché inizia a chiedermi di uscire di casa, che si sta annoiando, come se il fatto che stessimo solo noi due lo opprimesse. L'ultima sera sempre sul divano, film drammatico/romantico, siamo seduti uno accanto all'altro e le nostre guance sono praticamente incollate l'una all'altra, vedo che ogni tanto mi fissa con la coda dell'occhio ma non succede nient'altro. Prima di dormire faccio un altro tentativo chiedendo il bacio della buonanotte ma lui ride e si addormenta o almeno io così credo, durante la note più e più volte mi tocca la schiena, con le mani o con la propria, ad un certo punto poggia anche la sua testa sulle mie spalle, io ero convinto dormisse e lui convinto io dormissi, ma il giorno dopo alzandosi prestissimo, dicendo di non sentirsi bene mi sveglia dicendo che se ne va, io lo accompagno alla fermata e durante il tragitto mi dice di non aver chiuso occhio durane la notte, quindi tutti quei contatti? Alla fermata, io triste andasse via e lui che dice di non stare bene e che mi liquida così fanno si che chi lasciamo in modo freddo, come spesso accade dopo che stiamo da soli per molto tempo, ci lasciamo in modo freddo, come se tutto ciò che era accaduto precedentemente al saluto non esistesse, come se entrambi fossimo delusi da qualcosa, io sicuramente da qualcosa che non c'era stato. Ieri sera ci rincontriamo ad un altro compleanno, freddi e distaccati per quasi tutta la serata, le poche volte che mi rivolge la parola, perché io di certo non gli vado appresso, almeno non stavolta, finisce col parlare della fidanzata, prima chiedendomi se gli potessi prestare la casa al mare così lui può portarcela, poi scherzando, dicendo che posso andare con loro ma sarebbe strano. Poi quando il dj mette una canzone romantica, io scherzando la dedico ad una mia amica e lui praticamente urla ad un'altra nostra amica che intende cantare quella stessa canzone alla sua ragazza al suo prossimo compleanno, accertandosi poi con lo sguardo che io stessi sentendo e guardandomi negli occhi, ma io ho fatto finta di niente. Sono paranoico o questi ultimi avvenimenti sembrano un tentativo da parte sua di rendermi geloso, come ai vecchi tempi, usando la ragazza? Di provocarmi? Sono completamente fuori di testa e mi faccio i filmini o effettivamente qualcosa potrebbe esserci anche da parte sua? Io mi sento intrappolato in un limbo, ho paura di mettere le cose in chiaro con lui ma allo stesso tempo non so quanto possa continuare così, anche se d'altronde si tratta solo dii un altro anno poi le nostre strade potrebbero separarsi per sempre e finalmente riuscirei a togliermelo dalla testa. Chiedo scusa per aver scritto così tanto, ma avevo bisogno di parlare di questa situazione con qualcuno, di sfogarmi, perché la cosa sta andando avanti da troppo con i suoi alti e bassi e anche se ci sono periodi di apparente serenità. più quelli in cui non ci parliamo proprio che quelli in cui ci comportiamo come semplici amici, alla fine ritorniamo sempre allo stesso punto in cui mi chiedo se sia il caso di fare io la prima mossa, dato che nessuno dei due si propone. Grazie del tempo che avete dedicato a questa lettura e spero di leggere presto pareri e consigli.
  3. Ospite

    Odissea D'amore

    Ciao a tutti, Vi spiego la mia tragica situazione con una ragazza che chiamiamo "Alessia" (Non nome reale). Per seguire i miei sogni mi sono traferito in una nuova città per studiare Ingegneria informatica e durante il corso ho conosciuto Alessia e una sua amica "Giulia" (della mia stessa città di provenienza, non nome reale). Sia con Alessia che con Giulia ho stretto tantissimo come non mai finora e per tutto il corso siamo stati sempre insieme. Alessia è una ragazza molto introversa che per i primi giorni abbiamo definito una tipa asociale, in quanto rifiutava tutte le persone che cercavano di avere un discorso con lei, però, non so come e non so il perchè, i ragazzi (incluso il sottoscritto) rimangono incantati dal suo strano fascino... Durante il corso dell'anno non ho mai fatto caso ad Alessia e l'ho vista sempre come una grande amica, anzi addirittura ero io a presentargli i ragazzi che gli piacevano... Tutto iniziò verso fine Aprile, quando stavamo io, Alessia e Giulia a una festa con alcuni amici; devo dire la verità, avevamo alzato un pò il gomito con la birra, ma è stata pur sempre una bella serata passata in compagnia, comunque sia, all'uscita del locale vidi che lei si avvicinò verso di me e mi abbracciò forte come non ha mai fatto da quando la conosco e,andando da un locale all'altro, notai che camminava sempre vicino a me e che mi teneva stretto per un braccio. Finita la serata le accompagno a casa e me ne vado a dormire tranquillo, mi ricordo ancora cosa mi sognai quella notte, io e Alessia che danziammo inisieme e che alla fine ci baciammo in modo passionale... e da qui ha inizio la mia odissea d'amore. Il giorno dopo mi svegliai di sobbalso perchè ciò che stavo facendo in un certo modo mi ha spaventato come se ero coscente che tutto ciò fosse un sogno e che non sarebbe stato mai reale e ciò mi capita ogni mattina da quel momento con un leggero e fatidioso dolore di pancia, in poche parole mi sono innamorato di Alessia. In vita mia non mi sono mai innamorato di nessuna più di tanto, ho avuto delle piccole cotte, ma erano passeggiere, con Alessia invece è una cosa completamente diversa, come se so che lei è la persona perfetta per me, non sono attratto da lei dal punto di vista fisico, ma sentimentale: voglio sempre stare con lei, far parte della sua vita, ascoltarla, risolverle i problemi e, cosa più importante, voglio che lei sia sempre felice giorno dopo giorno. Comunque finisco il racconto. Passano i giorni e mi accorgo che ogni volta che la vedo ho una fitta al cuore, ne parlo con Giulia e con un mio amico "Carlo" di tutto questo, e prendo la decisione che in nome dell'amiciza cerco di mascherare i miei sentimenti per lei e per circa 2 settimane funziona, fino a un fatidico venerdì in cui siamo andati tutti assieme in un locale vicino a dove abito dove c'era un gioco apertitivo dove in pratica tu dovevi conoscere nuove persone per ottenere punti; dopo un paglio di orette noto che Alessia si alza e un'amica gli presenta alcuni suoi amici e si allontana dal gruppo, passato un pò di tempo iniziai a domandarmi dove fosse finita, anche perchè, incoraggiato a Carlo volevo dirle ciò che provavo in quel preciso momento, ma qualcosa non va per il verso giusto: dopo aver salito le scale del locale vedo Alessia che stava parlando da sola con un tizio che non conoscevo e ho deciso di non fare niente perchè la vedevo sorridere e scherzare con lui, e in quel preciso momeno volevo scendere le scale e ritornarmene da Carlo, ma non so come e non so il perchè, mi sono ritrovato a guardarli e a pensare a lei, ma ad un certo punto vedo che questo tizio le sfiora con le mani la guancia e in quel preciso momento vengo preso da una forte rabbia, io sono sempre stato quel tipo di ragazzo sempre all'avventura e molto sociale con tutti e tranquillo, non mi sono arrabbiato mai con nessuno per qualsiasi cosa neanche per la più grave, però quella volta invece qualcosa cambiò completamente e andai e la portai via da lui con una scusa banale, l'ultima cosa che mi ricordo è che ero felice e l'abbracciai con tutto me stesso e per poco stavo per piangere dalla gioia. La serata finì qui... Pochi giorni dopo, mentre stavamo camminando insieme da soli lungo la via di casa, non ce la facevo più a tenere sotto freno le mie emozioni, e le dissi che mi ero innamorato di lei senza aspettative e senza un perchè, che l'amavo punto. Lei è rimasta un pò scossa quella volta tanto che non sapeva cosa dirmi in quanto non se l’aspettava e in effetti è rimasta un po' così, però io volevo qualcosa di più e le ho chiesto di uscire una sera da soli per vedere e lei mi ha risposto “ti prego, non puoi farmi questo”; dopo questa frase sono rimasto lì fermo, non me l’aspettavo, anzi mi aspettavo una frase del tipo: io ti considero come un amico, oppure, tu sei come un fratello per me; ma entrambe queste frasi non le ho sentite pronunciare dalla sua bocca quella volta, anzi mi ha fatto piacere che è stata molto comprensiva dicendomi “capisco quello che provi, e mi dispiace come ti senti, ma io ti voglio tanto bene anche se non te lo dico”. Il giorno dopo siamo usciti per farci una passeggiata e una lunga chiacchierata e abbiamo deciso di rimanere amici e le ho promesso che io ci sarò sempre per lei in qualunque situazione e il tutto è terminato con un grande abbraccio da parte mia e con un grande sorriso e alcune pacche sulla mia scheda da parte sua. I giorni passano e vedo sempre di più un distacco da parte sua nei miei confronti tanto che molte volte, quando ci sediamo insieme noto che lei prova un po' di vergogna nei miei confronti e io nei suoi però cerco in qualsiasi modo di buttargli una battuta anche per fare due chiacchiere e per spaccare il ghiaccio, ma ottengo solo un piccolo sorriso e qualche piccola frase. Tutto qui. Nell’ultimo mese lei non si è seduta più vicino a me, anche se gli ho sempre tenuto il posto, ma vicino a Carlo che a sua volta stava alla mia sinistra; e ho visto un atteggiamento diverso nei suoi confronti, come se mi avesse sostituito con Carlo in quanto con lui scherza e si parla di più rispetto a prima; come se tutto ciò che vedeva in me ora lo vede in lui. Io sono ancora innamorato dei lei, così tanto che me la sogno la notte e il giorno dopo mi sveglio malamente in quanto so che tra lei e me non può mai funzionare e ciò mi fa soffrire un sacco, però sono ancora innamorato di lei, come se il mio inconscio crede ancora che io possa avere qualche speranza con lei e di stare con lei, e di perderla. Voglio stare accanto a lei per sempre perché io sento che è speciale e sento che lei è la ragazza che fa per me, anche se non abbiamo molti gusti in comune ma ci completiamo avvicenda, però ultimamente la vendo molto più vicina a Carlo rispetto a quanto stia con me, inoltre l’anno è finito e il prossimo staremo in corsi differenti e ciò mi crea tanta tristezza perché so che si allontanerà di più rispetto a quanto si è allontanata adesso. Sto cercando di ricucire i rapporti con lei in tutti i modi perché io non voglio perderla. Cosa ne pensate di questa Odissea d’amore? Che dovrei fare secondo voi? Di arrendermi non se ne parla
  4. Angelac

    Amore

    Ho bisogno di chiarirmi su una questione di relazione chi mi da una mano?
  5. Buonasera! Sono un ragazzo di 16 anni e soffro di disturbo ossessivo compulsivo da 6 mesi. Ne avevo ancora 15, di anni. Ne ho sofferto davvero in una miriade di quantità, ma in questo periodo mi son fissato col doc sa relazione. Non è il più brutto che abbia avuto, ma dato che coinvolge un'altra persona mi fa soffrire molto. È da quando avevo appena iniziato ad avere il doc che ho conosciuto una ragazza, e ricordo di essermene innamorato al primo sguardo. Dopo circa un mese mi son reso conto che questo sentimento fosse ricambiato, ma a causa della mia inesperienza (a fronte del fatto che lei abbia già avuto un ragazzo e io mai una ragazza. Nemmeno baciata) e soprattutto della mia timidezza non ho mai concluso nulla. Non la vedo spesso, una volta ogni due settimane se sono fortunato. Lei ormai sa che mi piaccia, e sa che io sappia di piacerle. In questi ultimi tre mesi però ho sviluppato il doc da relazione, dopo essere riuscito ad uscire almeno momentaneamente dagli scorsi doc. Io passo le giornate a riflettere se sia adatta a me, se mi piaccia, monitoro continuamente le mie emozioni e mi concentro a trovare tutti i suoi difetti... questo ovviamente per colpa del Doc. Se non lo conoscete, non rispondete, per favore. Tagliando corto, io ci sto male e tengo a lei, ma non riesco nemmeno a mandarle un messaggio. Lei non sa del doc, non mi capisce, ci sta male e si sta allontanando da me. Oltre la sofferenza del doc, devo pure subire allontanamenti dalle persone a cui voglio bene. Che faccio? Mi sento totalmente impotente
  6. Il mio ragazzo mi ha lasciata 1 mese fa perché diceva di non amarmi piu e di non provare piu i sentimenti di prima e che con me stava male ma non sapeva il motivo e che senza di me stava bene, ma che comunque gli rimane l'attrazione fisica per me e che comunque potevamo rimanere in buoni rapporti, uscire e sentirci. Un mese prima di lasciarmi gli erano venuti dei dubbi su ciò che provava per me a causa mia, parlai con una mia amica della mia relazione con lui e mi disse che eravamo incompatibili con poco dialogo, la sera stessa ne parlai con lui e mi disse che a lui non creava nessun problema ste cose, poi però il giorno dopo ci siamo visti sono andata a casa sua e non l'ho calcolato per l'intera giornata stando al telefono perché ero arrabbiata con lui, e nel frattempo lui mi accarezzava, poi la sera mi scrisse che forse la mia amica aveva ragione e non era più sicuro di amarmi perché non si era mai innamorato prima d'ora. Da quel momento in poi mi sono chiusa in me stessa perché ci stavo molto male, ci vedevamo solo 1 volta alla settimana a causa del lavoro, e solo per 2/3 ore dove andavo sempre a casa sua e facevamo sempre le stesse cose, facevamo sesso e poi mi riportava a casa. In chat era diventato più freddo e distaccato, pure di persona non si comportava piu come prima, allora gli ho chiesto il motivo e mi disse che era un periodo giù per lui per vari motivi e che il nuovo lavoro lo stressava ma non voleva assolutamente lasciarmi perché stava bene con me, dopo qualche giorno gliel'ho richiesto e mi disse che io non c'entravo nulla e che si sarebbe impegnato a uscirne, poi gliel'ho richiesto un'altra volta e mi disse che ora non sta né bene né male con me, e che quando staremo male ci lasceremo. Nell'ultimo mese inoltre lui era un po' giu di morale perché sua madre si era appena operata ma non poteva andarla a trovarla perché abita in un'altra città, il lavoro lo stressava, e io al posto di stargli vicino lo pressavo un po' sul fatto che fosse freddo e non fosse abbastanza, perché provavo un po' di rancore perché non era romantico, perché ultimamente non mi accompagnava a casa la sera, e tipo gli dicevo sempre che era freddo e la prima volta mi disse che non gli era così perché era giù di morale per sua madre e il lavoro, la seconda volta mi disse che non c'entravo nulla e che era s'impegnava per far passare sto periodo, la terza mi disse che non sa più se sta bene o male con me perché non riusciva nemmeno più a porsi domande per quanto stesse male per i fatti suoi, e che finché stiamo bene stiamo insieme, e se stiamo male ci lasciamo perché tanto prima o poi ci lasceremo, poi la quarta volta gli mandai uno screen della disillusione amorosa e lui mi rispose con "basta se la pensi cosi finiamola qui perché anch'io sto iniziando a stare male, mi fai sentire non abbastanza e inferiore" però poi abbiamo fatto pace. Poi dopo 2 settimane mi ha lasciata e subito dopo avermi lasciata mi ha baciata e abbiamo avuto un rapporto sessuale. La sera che mi ha lasciata abbiamo litigato perché gli ho detto che ha fatto bene a lasciarmi dato che volevo farlo io e che volevo rimpiazzarlo con qualcuno in discoteca per dimenticarmi di lui dato che la nostra relazione era ormai morta. Lui mi ha risposto dicendo che non voleva avere una donna che troieggiava in discoteca. Poi il giorno dopo gli ho scritto di quanto stessi male ecc ma lui diceva che non mi credeva, e l'ho assillato per una settimana intera, gli chiedevo di vederci ma mi evitava dicendo che non sapeva quando poteva, allora gli ho detto che dovevo parlargli urgentemente e volevo andare sotto casa sua, mi ha chiesto il motivo di tanta fretta ma io gli ho detto che non lo so, allora mi ha risposto in modo scazzato dicendo che non voleva perdere tempo e di dirgli il motivo, gli ho detto che volevo parlare e ha accettato di vedermi in un posto. Quando ci siamo visti era tutto freddo e io mi sono messa a piangere parlandogli di quanto stessi male di tornare con me ecc lui non ne voleva sapere e molto spesso sbuffava perché non sapeva cosa dire, e mi disse che senza di me stava bene. Poi mi ha detto che potevamo continuare ad uscire per vedere come andava, e nel frattempo mi abbracciava e poi siamo tornati in metro mano nella mano, ho provato a dargli un bacio a stampo sulla bocca ma si è subito girato, poi ho provato di nuovo, sono riuscita ma lui è rimasto impassibile. In chat gli ho chiesto di vederci il weekend successivo e mi ha detto che non c'erano problemi, qualche giorno dopo ho chiesto la riconferma e mi ha detto che non era sicuro al 100% che poteva, allora ho iniziato ad assillarlo dicendo che potevo accompgnarlo dove voleva che non volevo più trascurarlo, e lui mi djsse che dovevo capire che non stavamo più insieme e che sta situazione era ridicola e che stava iniziando a stressarlo. Poi gli dissi che venerdì sera ero uscita con uno ma che pensavo sempre a lui e lui mi fece una scenata dicendomi "boh mi fai tutti sti pipponi su quanto stai male e ti dispiaccia e poi dopo una settimana e mezzo giá esci con un altro io non so cosa pensare" gli ho chiesto nuovamente di tornare con me ma ha detto di no e che non potevo chiedergli di essere infelice. Qualche giorno dopo mi conferma per vederci domenica, però poi si è ammalato, allora gli ho chiesto di vederci il weekend successivo, ma lui mi ha proposto di vederci in settimana (cosa che non ha mai proposto nemmeno quando stavamo insieme perché va a lavoro alle 6 e ritorna alle 21 a casa quindi è come se fosse un sacrificio), e da lì ho incominciato un po' a distaccarmi, nel senso che non lo assillavo più nel tornare insieme e non gli parlavo più di noi due, nella settimana aveva ancoea la febbre allora gli ho detto che se preferiva potevamo rimandare, ma lui non ha voluto rimandare, ma alla fine non ci siamo visti perché tornava troppo tardi, allora mi ha chiesto di vederci Sabato 25. Il giorno prima di vederci per la prima volta mi desse lui il buongiorno, poi mi tenne aggiornata anche di quando era uscito da lavoro, poi gli scrissj che c'era un ragazzo che ci aveva provato con me, lui si era incuriosito chiedendomi cosa volesse da me ecc, glielo spiegai e gli dissj che avevo intenzione di dargli appuntamento e poi non presentarmi, e al posto di ridere come avrebbe solitamente fatto mi ha detto "che cosa matura" gli ho detto che scherzavo ma poi non mi ha più risposto, poi gli ho chiesto aggiornamenti per il giorno dopo che dovevamo vederci ma non rispondeva, poi gli ho scritto il giorno dopo e mi ha detto l'orario per vederci. Quando ci siamo visti inizialmente era freddo, Poi ci siamo seduti e abbiamo iniziato a parlare, si è aperto e abbiamo riso e scherzato, poi ad un certo punto così dal nulla mi accarezza la guancia, e poi ci siamo alzati e mi ha teso la mano e gliel'ho data e abbiamo fatto un tratto mano nella mano, poi mi ha preso la mano e si è messo ad accarezzarmi l'unghia dicendo "che liscio" e poi si è messo le mani in tasca per il freddo, e allora abbiamo camminato a bracetto, poi arrivati in metro per salutarci ci siamo guardati un attimo negli occhi e abbiamo riso dandoci un bacio sulla guancia, poi ci siamo riguardati negli occhi e ho provato a dargli un bacio a stampo e ha ricambiato non rifiutando e mi ha sorriso, poi ce lo siamo dati per una seconda volta e mi ha sorriso, e infine mi ha detto sorridendo "ci vediamo settimana prossima?" Poi però in chat era ancora freddo. 3 Settimane fa gli chiesi quando potevamo vederci e mi ha detto che in quel weekend che avevamo programmato di vederci non poteva più perché doveva traslocare nella nuova casa a Monza (prima abitava a Milano e pure io) allora gli ho detto se potevo portargli la cena a casa dopo lavoro ma si è inventato una scusa, allora gli ho chiesto del weekend successivo ma mi ha detto che parte, poi ho chiesto dj quello successivi ancora e mi ha detto che se trovava un buco potevamo vederci questo weekend, gli ho chiesto per due volte che se non voleva vedermi poteva dirmelo, ma non rispondeva a quella domanda o cambiava discorso. Qualche giorno dopo gli ho chiesto se sabato era stato bene con me ma non ha risposto, il giorno successivo gli ho detto che so che vuole stare da solo e che non pretendo nulla e che vorrei solo che ci continuassimo a frequentare per vedere come vanno le cose tra me e lui e lui ha accettato. Qualche giorno dopo mi disse che in vacanza non si portava il telefono allora gli ho chiesto come faceva in caso di urgenza e mi ha risposto dicendo che se muore sa morire da solo, e gli ho risposto "allora buona fortuna e condoglianze" non mi ha più risposto gli ho scritto altri messaggi ma non ha risposto. Allora gli ho scritto 3 giorni dopo e mi ha risposto. 2 giorni fa gli ho scritto se volesse questo weekend andare ad una mostra ma visualizzava e non rispondeva, ho dovuto inviargli un altro messaggio e mi ha risposto con "non lo so, non ho molta voglia", allora gli ho proposto di andarci a fare solo un giro a Monza e che cosi mi faceva vedere la nuova casa (perché gli chiesi tempo fa se potevo vederla e ha detto di si) ha visualizzato ma non ha risposto, gli scrivo il giorno successivo dicendogli che non volevo insistere e se voleva vedermi o no, e mi ha detto "mi pareva di avertelo già detto che non ne ho molta voglia". Gli ho scritto che pensavo si riferisse alla mostra e che non capivo perché mi avesse chiesto di rivederci se poi non ne aveva voglia, ha visualizzato e non ha risposto. Io non so più che fare, non capisco perché si comporti cosi, mi dice che gli va bene continuare a vederci e poi mi dice che non ne ha molta voglia, avevo intenzione di scrivergli in mezzo a questa settimana per chiedergli se potevo visitare la sua nuova casa il 23 ma non so se vada bene come cosa. Il fatto è che lui il 24 dicembre parte per la sua città natale e ritorna il 7 gennaio, quindi se non lo vedo in sti due weekend non lo vedo fino al 7, e sono praticamente 2 mesi che non ci vediamo, e ho paura che si allontani sempre di più
  7. Buongiorno, ci tengo a premettere che molti anni fa, quando avevo solo 20 anni, cominciai a soffrire di ansia, insonnia e attacchi di panico, per due anni sono stata seguita da una psicoterapeuta e questo percorso mi ha cambiato la vita. Dopo circa un mese dalla fine della terapia ho conosciuto quello che sarebbe diventato il mio compagno, ad oggi stiamo insieme da 10 anni, io adesso ho 30 anni lui 31. Negli anni Mauro ha cominciato a soffrire di una strana dipendenza dal suo nucleo familiare (madre soprattutto, padre e fratello adolescente) tutti hanno bisogno di lui e lui ha bisogno di loro, sempre, in qualsiasi momento del giorno e della settimana, specie la domenica e nelle festività che non possiamo mai passare da soli come coppia. Ciò che mi ha fatto innamorare di lui, dieci anni fa, é stato l'amore che ha saputo darmi ed il suo modo di dimostrarmi giornalmente, per anni ed anni, di essere la sua compagna e non una qualsiasi persona, ed essendo io cresciuta con cinque fra fratelli e sorelle non avevo mai provato questa sensazione di "esclusività", non mi ero mai sentita importante ed amata per ciò che sono, messa al primo posto in quanto la più importante fra tante altre persone, come mi ha fatto sentire lui per anni. Dopo una crisi familiare di qualche anno fa tutto é cambiato e precipitato sempre più. Mauro ha lasciato il lavoro per stare vicino alla famiglia mentre quando avevo bisogno io non prendeva nemmeno mezza giornata di permesso, negli ultimi tempi. Un anno fa, vedendo che non riuscivamo a permetterci nemmeno una pizza fuori con solo il mio stipendio da part time e che non poteva comprarsi nemmeno una maglia nuova Mauro ha trovato un nuovo lavoro, non ben pagato come il primo ma col quale si può campare assieme al mio. Ho lasciato passare qualche mese e gli ho espresso il mio desiderio di vivere insieme a lui, rassicurandolo sui suoi dubbi riguardo i nostri stipendi. Lui é stato d'accordo e quando mi ha detto di essere troppo impegnato col nuovo lavoro gli ho assicurato che mi sarei occupata io di cercare la giusta casa. Ma non ne andava mai bene una! Il nostro budget é limitato eppure lui continua a cercare in ogni casa il riflesso della casa in cui é nato, grande, spaziosa, perfettamente arredata. Ogni volta trovava il più piccolo difetto, fino alla casa perfetta, trovata con mio grande sforzo e contrattando fino all'ultimo col padrone di casa, in questa situazione é venuto fuori il problema della sua incertezza per il futuro, e ha tirato fuori quella che per me dopo tanti mesi ad accampare scuse é l'ennesima di queste: l'ansia. Adesso Mauro sostiene di non riuscire nemmeno ad uscire di casa senza avere ansie e riconosce che una delle cause é la sua famiglia, quando allora gli ho chiesto perché non riesce ad allontanarsene, a smettere di essere in simbiosi coi suoi membri familiari ha detto quella che é la frase più brutta che io mi sia mai sentita dire in vita mia, io vi amo tutti. Come se io non avessi un'identità, come se io fossi una carta nel mazzo, come se la compagna o il compagno di vita non fosse poi così speciale da diversificarlo dalla propria famiglia di origine. Io amo la mia famiglia, ma prima di ricevere questo pugno allo stomaco avrei detto che amavo lui di più in quanto l'uomo che volevo accanto d'ora in avanti. Adesso sono riuscita a convincerlo, dopo mesi di pressioni e richieste disperate a farlo seguire da uno psicologo. Ma quello che vorrei chiedere a voi della comunità é, che cosa significa tutto questo? Io ho sofferto d'ansia, e a volte in periodi bui torno a soffrirne, so quanto sia invalidante e che richiede il sostegno di chi ci é vicino, ma io non posso essere una spalla su cui piangere fine a se stessa, non posso essere la sua insegnante di sostegno, e ho una paura matta che é questo che sono diventata. E dopo dieci anni di relazione, a 30 anni, non posso accettarlo. Vi chiedo perciò un consiglio, che sia rassicurante o meno, perché davvero ormai stento a capire questa situazione. Grazie a chi mi risponderà.
  8. Ospite

    Ansia Notturna

    Scrivo perché da un paio di mesi ho notato di avere problemi ad addormentarmi. Appena fa buio il cuore comincia a battermi più forte e ho l'angoscia perché so che andare a dormire senza piangere sarà un'impresa. Mia mamma ha dormito con me fino ai miei 14 anni, poi ho sempre dormito in camera da sola. Dopo il liceo mi sono trasferita a Pisa e ogni notte da sola stavo male perché non avevo stretto amicizia con i coinquilini. L'unico modo per stare tranquilla era dormire col mio ragazzo, con il quale poi sono andata a vivere. Adesso lui è partito per 2 mesi e nelle ultime due notti ho avuto delle crisi di umore. Non so se il motivo sia che mi sono attaccata troppo a lui, ma anche il giorno lo penso spesso e non sono mai completamente rilassata quando sono da sola. Sto bene solo se sono impegnata ma poi prima di andare a letto mi sale l'ansia. Non capisco il motivo. Inoltre non trovo niente che mi distragga veramente e sono molto irritabile. Ho smesso di fare palestra a Giugno e a Settembre devo ricominciare, quindi non ho neanche un'attività che mi possa stancare. Insomma, quando non sono con lui sto male di sera.. Durante il giorno sto male solo se penso al perché non sono tranquilla la sera. In particolare penso che starei bene se fossi con lui e, visto che non è possibile, comincio a intristirmi. È l'amore? Ho un problema a dormire da sola? Non so gestire il malumore? Vorrei solo capire cosa ho e perché non riesco ad autocalmarmi. Sono consapevole di dipendere da qualcun altro forse, solo che non vedo una soluzione. Magari il problema è un altro..
  9. Ospite

    Relazione tossica

    Vi racconto brevemente la mia storia dato che vorrei un parere su questa situazione . Sto con un ragazzo da nove mesi ma questa relazione mi sta ormai stretta e ho notato cose strane in lui. Premetto che ho subito numerosi traumi nella mia vita, attualmente faccio psicoterapia e spesso gli ho chiesto di andarci piano su certi argomenti, ma lui prima sembrava essere la persona più dolce del mondo e poi metteva il dito nella piaga trattando e facendomi pesare determinate cose. La prima stranezza l'ho notata circa due settimane dopo l'inizio della mia relazione, ad ottobre, quando dopo avergli rivelato che andavo da una psicologa lui mi ha rimproverata e ha minacciato di lasciarmi perché non glielo avevo detto prima, il tutto condito da un mix di aggressività e voglia di prevalere. da questo litigio in poi, ho continuato ad abbassare la testa e dargliela vinta pur di smettere di litigare dato che ogni litigio si protraeva per ore intere, molto spesso di notte quindi è diventato molto frequente per me non dormire. Dopo questa prime lite molto destabilizzante le cose sono andate sempre peggio e psicologicamente mi ha distrutto rendendomi insicura al punto da dover chiedere a lui prima di fare qualsiasi cosa. Dicembre. Le sue richieste di attenzioni e di cambiamenti che dovevo effettuare su di me(ero, sono e sarò sempre io che dovrò cambiare per lui) si fanno sempre più oppressive, io gli dico che io non sono la persona che vuole se vuole cambiare così tante cose di me, ma lui si arrabbia solo peggio continuando ad offendermi. Gli dico di fermarsi perché la cosa stava diventando troppo ingestibile per me e spinta dal dolore e dalla disperazione compio un gesto da autolesionista, cosa che successivamente lo porterà a dire di volermi lasciare. Nonostante le sue minacce è rimasto con me. La cosa strana è questa, ovvero, lui si è sempre lamentato di me, era sempre ad un passo dal lasciarmi e poi non l'ho ha mai fatto come per dire ecco vedi, tu sei miserabile ma io ti perdono e quindi mi devi tutto. (cosa che mi ha detto "tu hai fatto questo ma io sono rimasto con te" Da questo momento in poi le cose precipitano. Ha fatto in modo di isolarmi da tutti i miei amici, dovevo avere attenzioni solo per lui, dovevo parlare solo con lui, ogni volta che andavo in bagno lui era dietro la mia porta per sentire cosa facevo (cosa che ho scoperto ora grazie ai miei parenti) , ogni cosa doveva prima essere approvata da lui, voleva obbligarmi a scegliere una facoltà che odio, i suoi parenti mi trattavano davvero male al punto da farmi piangere e lui non è mai intervenuto, il suo cane mi ha morsa e mi ha detto che non era vero, se non gli rispondevo subito dopo che mi inviava un messaggio era il finimondo, litigavamo per nottate intere e ne uscivo distrutta dato che oltre tutto ho già problemi col sonno. Tutto il mio tempo doveva essere speso solo coccolando. In nove mesi di relazione non abbiamo mai avuto rapporti sessuali ma voleva fare sexting per ore chiedendomi foto e video. Qualche giorno fa stava per aggredire una ragazza solo perché mi aveva sfiorato le gambe e ieri è diventato violento solo perché l'ho contraddetto. Senza che me ne accorgessi ha fatto in modo che io dipendessi da lui affettivamente, psicologicamente ed economicamente. Ieri finalmente ho trovato il coraggio di reagire e prendermi una pausa ma lui non la rispetta e continua a scrivermi tante cose dolci e io non voglio ricascarci ma mi piange il cuore a sapere che sta male perché nonostante tutto l'ho amato davvero. Non so cosa fare.
  10. antonio7102

    Angosciato dal suo ritorno

    Ciao a tutti, nel 2015 in estate ho conosciuto una ragazza straniera che per le vacanze abita in una cittadina vicino il mio paese, dopo un primo periodo di chat abbiamo avviato una breve frequentazione, interrotta dalla sua partenza. Durante l'inverno, e fino al suo ritorno qui in italia ci siamo sentiti via skype e via chat, per un anno intero quindi, ed al suo ritorno qui in italia a giugno dell'anno scorso, abbiamo proseguito la frequentazione, vedendoci quindi di persona. Sono iniziati affetti, carezze, baci. Non vi sto a spiegare i dettagli ma è finita da un giorno all'altro prima ancora che ripartisse alla fine dell'estate del 2016. E' da settembre 2016 che ho continuato a scriverle, ma niente. Ora, e veniamo al punto della situazione, so che lei con molta probabilità sarà qui tra un mese, e sono ANGOSCIATO da questa cosa, profondamente angosciato, dal fatto che lei sarà di nuovo qui e che non ci vedremo, anche perchè abita a due passi da casa mia e potrebbe esserci la possibilità di incontrarla qualche volta. Ora si, lo so che forse è meglio evitare di incontrarla...sono qui per chiedere COME uscire da questo stato di angoscia che ho. come fare per rasserenarmi...perchè in questo periodo che il clima si sta facendo pi mite e sembra già estate sto già in angoscia, figuriamoci quando lei sarà di nuovo qui. Grazie e scusate per il discorso sconnesso...ho una confusione ed un angoscia disarmanti
  11. Sono un'adolescente di 15 anni ed ho bisogno di un aiuto. Con i miei genitori non ho mai avuto un forte dialogo, sopratutto con mia madre. Ci sono frequenti episodi che mi fanno riflettere: episodio in cui cerco di capire le cause profonde di alcuni determinati comportamenti sia miei, che dei miei genitori, che dia mia sorella maggiore. Ma ci sono altri episodi in cui io stessa quando provo a capire perché io ho un determinato comportamento con i miei genitori e viceversa, che scoppio a piangere (solo ed esclusivamente in camera mia senza farmi vedere) perché non voglio affrontare realmente la causa del comportamento. Ma oggi sto scrivendo questo perché ho neccesitá di chiedere a mia madre di uscire con le mie amiche, ma non ci riesco. Ho provato a parlarci ma prima ancora di aprire bocca, la richiudevo e non so il motivo (questo lo chiedo a voi). Poi ho provato a chiederglielo per iscritto, ma mi sono messa a piangere perché ho pensato che mia madre potesse rimanerci troppo male nel sapere che sua figlia non riesce a chiederle neanche di uscire. Mi sono detta che non potevo farle questo. (vorrei sapere proprio perché non riesco a comunicare) Spero di essere stata chiara, ma se avete delle domande riguardanti la mia infanzia e adolescenza non esitatr a farmele. Grazie mille.
  12. Sto facendo delle ricerche ma evidentemente non uso le parole giuste ed oltre ai bellissimi studi di Lowen non trovo altro. Non pretendo di avere la risposta alla mia domanda ma spero anche in qualche indicazione, pertanto mi rivolgo principalmente agli esperti. Mi chiedevo se tutti i pensieri stimolano o sono legati ad una azione o solo alcuni. Io credo che non siano tutti ma vorrei comunque capire come avviene il passaggio dal pensiero all'azione. Partendo da un desiderio di base, come ad esempio la sete, tra il pensiero della sete e l'azione di andare a cercare qualcosa da bere cosa accade? Non sempre l'azione è immediata. Spesso avviene un'inibizione dovuta a diversi fattori, ad esempio si posticipa per terminare un lavoro. Successivamente arriva il pensiero che, se ne abbiamo la possibilità, decide cosa bere, come, se freddo o caldo ecc... Successivamente quanto bere ed in che modo, dalla bottiglia, dal bicchiere ecc... Dove, se cogliere l'occasione per per prendersi una pausa e così via. Da un semplice pensiero come il desiderio o la necessità di bere scaturiscono una moltitudine di pensieri ed azioni, quasi un torrente. Da questo posso immaginare quante azioni inibiamo ogni istante per mancanza di possibilità, per scelta, per responsabilità, per dovere, per imposizione ecc... Molto sinteticamente, tutte queste azioni inibite portano ad un doppio impulso, uno che vorrebbe fare e l'altro che non vuole. Freud direbbe che sono impulsi dell'es e del superio e poi interviene l'io che decide. Ora, immagino che una somatizzazione di un dolore possa essere causata solo da un'inibizione di una o più azioni mentre non immagino che ci possa essere una somatizzazione nel dare sfogo alle pulsioni, ai desideri o comunque alle azioni. Ma da una parte è giusto inibire altrimenti vivremmo peggio degli animali considerando anche che abbiamo pensieri molto più complessi pertanto avremmo anche azioni molto più complesse e spesso distruttive. Il mio intento finale è quello di risalire dal dolore o comunque da un blocco fisiologico per arrivare al pensiero che lo inibisce, che è quello che di base si propone la bioenergetica. Ma ho riscontrato molte lacune e sopratutto più che trovare miglioramenti non trovo soluzioni definitive in quanto io credo che i pensieri considerati come un turbine o un torrente che cresce portano inevitabilmente a dovere inibire qualcosa. E credo anche che in questo modo si possono affrontare solo le difficoltà maggiori al fine di migliorare la propria vita che indubbiamente avviene ma non una totale liberazione da questo meccanismo. Se teoricamente imparassimo a sciogliere quei legami che ci sono tra pensiero ed azione e lasciassimo libero il corpo di muoversi in armonia con il pensiero potremmo vedere tutta la nostra follia in azione. Posso immaginare (e forse anche oltre l'immaginazione) che solo una profonda meditazione che riesca a portare un perfetto silenzio interiore, possa portare ad un completo e perfetto scioglimento di qualunque tensione corporea in quanto l'assenza di pensiero porterebbe all'assenza di inibizione dell'azione. Ma i blocchi cronicizzati forniscono non pochi ostacoli. Ma immagino anche un tale stato come passeggero. Riesco a immaginare (e di nuovo non solo immaginazione ma esperienza) che potendo provare una tale esperienza, ciò che può emergere è un grande unico e costante desiderio di riprovare quella esperienza. Da qui la ricerca della meditazione, del silenzio, di tutte le tecniche che possono portare di nuovo a quello stato. Inibire il pensiero per inibire l'azione. Ma spesso si cercano posture che inibiscono l'azione ma il pensiero continua a vagare e l'azione di inibizione dell'azione (che è un paradosso) diventa costante. Sembra un po' come se per allentare la tensione di una corda, anzichè scioglierne i nodi decidessimo di tirarla sempre più fino a spezzarla. Mentre tutti noi (se non abbiamo seri problemi psicologici) siamo in grado di inibire l'azione per un periodo più o meno prolungato in maniera soggettiva, pare che ci siano persone in grado di fare altrettanto con il pensiero ed inibirlo a comando. Leggenda o realtà? Vorrei poterlo spiegare scientificamente per poi metterlo in pratica. Sto studiando molto ma ancora non ho trovato ricerche specifiche in merito. Qualcuno ha qualche suggerimento? O dovrò fare il pioniere? Grazie. L'argomento è complesso e sintetizzarlo così tanto può dare luogo a fraintendimenti pertanto mi scuso se posso aver offeso chi ha studiato tanto e si trova concetti semplificati in questo modo.
  13. Ciao a tutti,vi scrivo per un disagio che mi attanaglia per tutto o quasi il tempo in cui rimango sveglio.Ho avuto in passato problemi con l'ansia e la depressione non diagnosticati da nessuno comunque ansia sicuro attacchi di panico. Ho avuto una storia che mi ha segnato profondamente. Ad oggi ho una storia con una ragazza straniera. Inizialmente mi facevo sempre domande se fossi innamorato o meno. Un giorno poi e partita per la sua terra e successe una cosa per cui tutto il sentimento usci fuori in una botta avevo paura di perderla e senti tutto l'amore che avevo per lei. Passati i mesi, siamo stati un po' lontani ci siamo visti durante le vacanze natalizie e di nascosto un altro mese per 3 giorni perchè i miei partivano per l'estero e potevamo stare da soli. Ma ahime è stato l'inizio della catastrofe. Sono stato con lei in macchina finchè i miei partivano e non volevo altro che stare con lei. Quando poi i miei se ne sono andati e sono rimasto solo con lei dubbi fisse paura che non fosse la ragazza giusta, e verso l'ultimo giorno anche nausea. Ho pensato pure meglio che mi trovo una italiana come me meno problemi ecc ecc. Da allora ne ho parlato anche con lei, lei un angelo che mi sopporta, il mio io non vuole lasciarla un'altra parte invece mi fa stare male. Nausea, paura di sentirla al telefono preferisco infatti massaggiare su whatsapp. E ho visto in lei tanti difetti che all'inizio non ho proprio visto anzi io vi dirò all'inizio non pensavo mai che una ragazza così bella potesse stare con me invece ora la vedo bruttina. Ma che cavolo? MI sento veramente una schifezza vorrei soltanto cancellare quell'esperienza ad oggi quasi non sento nulla ma ad esempio quando l'altra volta ero sul punto di interrompere la relazione non volevo proprio non riesco a lasciarla non perchè ho paura ma non voglio. Come già detto vorrei amarla come prima di quel mese.Cosa ho? COsa mi è preso? Perchè questa cosa non mi lascia in pace?
  14. Salve ragazzi. Sono nuovo qui e anche molto giovane. Ho 20 anni, e vi ringrazio anticipatamente per la lettura qui di seguito. La mia passata storia, durata due anni, si è interrotta il 14 Giugno 2014, pochi giorni prima del mio inizio esame di maturità, data che ha cambiato l'esito e il morale, su varie situazioni avvenire. Faccio continuamente sogni durante la notte, sogno la ragazza, a volte la sua famiglia, c'è dispiacere generale. Spesso il sogno è accompagnato e seguito da un incubo, come qualcuno che vuole uccidermi nella mi stanza, chiusa a chiave. Vi racconto questi ultimo episodio, poiché l'ho sognato questa notte. Vi garantisco che ho avuto durante questo periodo altre donne, storie brevi e poco importanti. La ragazza posso dire di non averla mai dimenticata. Ci sono spesso ricaduto col pensiero. L'ho rincontrata in alcune cene di classe, e all'ultima ci siamo parlati, da amici ovviamente. Ne risento molto, e purtroppo devo dire che il mio sano equilibrio mentale, con rammarico, si è danneggiato. So che ricontattarla puo' solamente farmi male, ma nei sogni a volte, non sogno altro che ciò possa avvenire o avvenga. Sono molto sottotono per questo, vorrei una vita più semplice, dato che questo problema attanaglia la mia mente già da parecchio. Un saluto. Domenico
  15. Mi chiamo Fabio, ho 17 anni, ho sempre passato un'esistenza difficile tra vari problemi e purtroppo non so a chi rivolergmi. La mia ragazza, con cui sono fidanzato da 2 anni e qualche mese, numero piccolo ma relativamente grande, almeno per me, si è confessata con me dicendomi che non ami ama più, e questa cosa mi ha distrutto del tutto. Prima di conoscerla la mia voglia di vivere si era spenta, solo con lei si era riaccesa, e ora si è spenta di nuovo. Abbiamo sempre avuto una relazione sincera e seria, fiducia massima senza tradimenti o cose del genere, nessun eccesso, una vita sessuale sana e tantissimo amore reciproco. Andava tutto perfettamente, ovviamente essendo giovani avevamo in testa mille progetti e mille sogni, i quali stavano cominciando a prender forma piano piano, ma da un giorno all'altro è crollato tutto. Il motivo? Il mio amore per lei era ossessivo, lei era ed è tutt'oggi tutta la mia vita, girava tutto attorno a lei, ne ero totalmente dipendente, e mi rendo conto che sia sbagliato. Vorrei sfogarmi con qualcuno, ma non so con chi. Tutti mi dicono le solite quattro cose che la vita va avanti, ci sono molti amori e che bisogna passarci per diventare forti bla bla bla, ma nessuno sa come io mi senta, tutti credono che sia un ragazzino dato che ho solo 17 anni, quando invece quelli che mi conoscono sanno benissimo che ho la mentalità già da "adulto", e forse è qui che nasce il problema. Io so che lei è la mia donna, lo sa anche lei, ma è confusa, non si rende conto che dalle parole che usa e da come si comporta con me mi ama, non lo vuole vedere, non ci crede. Vorrei parlarne con qualcuno che mi capisca
  16. Ciao a tutti. Questo é il mio primo intervento, mi sono fatto forza e dopo molto tempo ho deciso che avevo bisogno di "aiuto" più sostanziale e più oggettivo di quello che possono darmi le persone vicine. Mi presento, sono Nicola, un ingegnere milanese con una volta un brillante futuro davanti. Si perché dopo gli eventi che sto per raccontarmi la mia vita é crollata pezzo dopo pezzo. Sono stato in una relazione molto importante, forse la più, per ben 2 anni e mezzo con una ragazza fantastica, dico sul serio, la più splendida che mi sia mai capitata. Bellissima ed intelligentissima, Americana qualche anno più grande di me. Mi amava alla follia, ha fatto cose che nessun altra aveva mai fatto per me, ed è stata la prima a parlarmi di matrimonio e di bambini con me, questo credo possa farvi capire quanto serie le cose erano tra noi. Il punto è che io non le ho mai dato le attenzioni che meritava, e questo lei lo vedeva, le sue continue richieste di "più amore" hanno iniziato a renderla quasi insopportabile davanti ai miei occhi portando a comportarmi da perfetto xxxxx. Ogni litigio ne approfittavo per ferirla nei punti che sapevo potevano farle del male e lei ci stava malissimo. Il rifiuto verso di lei é sfociato in piu di un tradimento eppure ogni volta che tardivo sapevo che io ero innamorato di lei è che comunque non riuscivo ad immaginare il mio futuro con un altra donna se non lei. Tutto questo é andato avanti sino a quando stanco delle sue lamentele e della mia vergogna per il comportamento fedifrago l'ho lasciata e lei é ritornata in america. Sono sparito per un mese e lei avuto la forza di non contattarmi in questo periodo, dopo un mese esatto l'ho contattata per dire che volevo riprovarci e lei per tutta risposta mi ha detto che era uscita con e baciato un altro uomo ma che comunque voleva stare con me e che se l'aveva fatto era solo perché le sue amiche le avevano detto di farlo e che voleva dimenticarmi. Io invece di capire tutto questo mi sono scatenato ad una rabbia incontrollata e l'ho insultata nella maniera peggiore e mandato una mail con il nome e link di Facebook di tutte le donne con cui l'avevo tradita tanto questa cosa aveva toccato il mio orgoglio. Dopo questa cosa lei è completamente sparita nel nulla, volatilizzata , come morta, mi ha bloccato da Facebook , le principali app per iPhone di messaggistica, le mail e persino il mio numero di telefono in modo non potessi chiamarla. Da allora ormai sono passati ormai 5 mesi, ed io nei primi 3 mesi ho provato a cercarla in tutti i modi possibili, usando altre schede con messaggi ma mai sfociando in pratiche non consone alla mia persona come stalking, lei comunque non ha mai risposto ai miei messaggi o cercato un contatto. La cosa peggiore che ho fatto è stata entrare in possesso della suo account Facebook per veder se si sentiva con un altro uomo, scoprendo di no. Tuttavia dopo questo episodio lei ha detto ad un mio amico che la dovevo smettere altrimenti mi avrebbe denunciato, quindi ormai sono 2 mesi che io me ne sto buono buono. Il punto è che io non faccio altro che pensare a lei, e questa cosa mi ha distrutto, tanto da farmi perdere il mio lavoro, poiché la notte non riuscivo più a dormire regolarmente. Sono inoltre diventato del tutto indifferente a pensiero della morte e prego quando vado a dormire di non svegliarmi più la mattina dopo, e qualche volta lo confesso ho avuto istinti non troppo belli.... Ora quello che vi chiedo è questo, se questa ragazza ora mi odia così tanto, c'è qualcosa che io potrei fare per farle cambiare idea? Forse non sono riuscito a esprimere la nostra storia ma il nostro era davvero un grande amore tanto da superare anche la distanza di migliaia di Km cm tra l'Italia e l'America. Io avevo pensato di andare davanti casa sua con un mazzo di fiori e chiedere scusa per tutto quello che avevo fatto... Secondo voi é una buona idea? In più posso aspettarmi che chiami la polizia da una persona che dopo avermi amato più di ogni altra cosa dice di volermi denunciare? Non dico che aspetto che lei cada alle mie braccia ma dopo tanto odio e 2 mesi di assoluta mia non presenza può questa cosa ricreare un contatto? Oppure mi consigliate di aspettare di più? E le la mia vita cosa mi consigliate di fare? Vi prego di aiutarmi perché io non so più cosa fare se non stare ad aspettare e soffrire come un cane....
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