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Trovato 18 risultati

  1. Buongiorno, vorrei sfogarmi su una situazione che mi fa soffrire da molto tempo. Sono un disagiato sociale di 23 anni con cronici problemi di comunicazione in famiglia, e del resto le cose sono collegate. Loro sono schivi, senza viziarmi non mi hanno fatto mancare nulla da piccolo, nemmeno rabbiose botte se per educarmi. Ne ho prese davvero tante, anche ingiustamente. Non mi hanno trasmesso l’importanza di coltivare amicizie perché loro stessi non ne avevano: mio padre ha un po’ rimediato negli ultimi anni, mamma no. All’alba dei 60 sta sempre sola, lavora per colmare i suoi vuoti e non pensa ad altro. Sono certo non si senta pienamente valorizzata, le dico di non sacrificare le sue passioni ma non mi ascolta, ha paura di mettersi in gioco e preferisce “sopravvivere”. Io sono solo, e fino ai 27-28 anni credono non dovrei uscire con amici, ragazze manco a parlarne…quelle sono sempre state vietate. Del resto, anche a loro faccio schifo. Credo di essere timido il giusto, a 13 anni ho subito bullismo dal mio allenatore per un’intera stagione e reagivo colpevolizzandomi di nascosto. Spesso ho praticato autolesionismo. Da anni soffro di solitudine e me la merito: più volte mi sono sfogato con i miei ma non li tocca, e mi manca il coraggio di contraddirli definitivamente perché temo di perderli. Poco dialogo, sempre e solo orientato al lavoro (sono precario al momento) e non capiscono la mia sofferenza. Soffro per me e per loro, vedo che non godiamo del tempo passato insieme e penso ne avrò per sempre il rimorso. I pensieri di morte mi perseguitano, anche se non ho mai pensato al suicidio perché amo la vita. Vorrei farmi aiutare da un dottore ma non ho abbastanza soldi; servirebbe anche a loro se non fossero così orgogliosi. Gli anni passano, sogno di riprendermi tutto ma è una svolta che non arriva mai. Grazie di aver letto il mio sfogo, vi sarei grato se aveste consigli.
  2. Salve, Sono una ragazza di 27 anni e lavoro all'estero. Sono fidanzata ormai da 3 anni con un ragazzo di un'altra cultura conosciuto a lavoro, la nostra relazione non è molto semplice probabilmente a causa delle culture diverse, uomini di oltreoceano sono abbastanza diversi in diversi aspetti dagli uomini italiani! L'anno scorso in particolare il mio ragazzo mi chiese di separarci perché non riusciva a sopportare lo stress del lavoro, che sarebbe la fine del dottorato di ricerca, e prendersi cura 'come dice lui' di me....queste e altre motivazioni ci fanno litigare molto spesso. Però ultimamente lui è più rilassato a lavoro e di conseguenza anche il nostro rapporto sembra andare abbastanza bene, ormai sono 3 mesi che non discutiamo e si va d'amore e d'accordo. Non viviamo insieme ma lavoriamo nello stesso settore e quindi ci vediamo tutti i giorni per pranzo o break e poi stiamo insieme giusto la sera nel weekend. Questa è la mia relazione. Dall'altro lato qualcosa sta succedendo con un altro ragazzo conosciuto un anno fa. Questo ragazzo è entrato a far parte della mia vita come un collega con cui ho condiviso l'ufficio per qualche mese, giusto per precisare sono ricercatrice quindi lavoro in ambito accademico in particolare sto concludendo un dottorato di ricerca, così anche il ragazzo di cui vi sto parlando e il mio attuale fidanzato, siamo tutti nello stesso dipartimento e settore. Questo ragazzo anche non è italiano, sempre perchè lavoro all'estero quindi ci sono pochi italiani e tanta multicultura. Premetto, questo ragazzo molto affascinante e un bel ragazzo, molto sensibile, timido tantissimo e dolce. All'inizio quando lo vidi sentii una piccola attrazione ma mi dissi che sarebbe stata solo a pelle dato che mi trovavo quel bel pezzo di ragazzo davanti...il problema è che col tempo questa attrazione che sto cercando di negare e nascondere si sta facendo sentire sempre di più. Alcuni esempi, vado a letto la sera pensando a lui e mi sveglio la mattina piena di energia e voglia di incrociarlo a lavoro, perché ora non siamo più in ufficio insieme. Nel weekend cerco scuse per inviargli messaggi e chiedergli cosa sta facendo in genere o magari riportare in ballo qualche discussione fatta durante qualche break, poi ci vediamo durante la settimana per break in genere dopo pranzo non più di una volta a settimana e semplicemente ci prendiamo un caffe e chiacchieriamo un'oretta parlando di noi hobby tipo palestra viaggi a volte lavoro ma giusto accennato. Lui mi contatta anche per chiedermi come sto o per chiedermi break durante le ore di lavoro, ma il più delle volte sono io a fare il primo passo e lui non si tira mai indietro e anzi quando si chatta mi risponde sempre e chiede come va cosa faccio, manda tantissime emotions, è sempre molto carino con me, una volta mi chiese di fare una prova nella sua palestra per poter andare in palestra insieme perché gli sarebbe piaciuto poter condividere quel tempo con me, ma io feci la gnorri perchè mi sentii un po' troppo oltre amica in quel momento e cambia discorso. Penso proprio che quell'attrazione si stia trasformando in qualcosa di più profondo da parte mia, ma prima di fare passi falsi e buttare all'aria una storia di 3 anni, mi piacerebbe essere sicura che sia lo stesso per lui, è solo che ho l'impressione che lui si nasconda e mi nasconda quello che prova forse a causa della presenza del mio ragazzo o forse perchè non prova niente e si sente in imbarazzo percependo che a me lui piace!? Però c'è ancora da dire questo, chattiamo spesso, almeno ogni weekend e in settimana quasi tutti i giorni, quando siamo soli si parla e sembra che non ci si voglia staccare più e il tempo non sia mai abbastanza, MA quando siamo in gruppo con altre persone, quasi sempre c'è anche il mio ragazzo nei dintorni in tal caso, lui non mi parla è molto distaccato ma mi sorride e c'è una sorta di incrocio di sguardi. Sto uscendo pazza, questo ragazzo mi piace e mi sta facendo mettere in dubbio tutta la mia relazione, a volte mi dico di cercare di non pensarlo e non scrivergli più e pensare che sono felice così con il mio ragazzo attuale, ma poi non resisto è un tormento voglio sentirlo voglio a tutti costi sentirlo. Fin ora non abbiamo mai passato del tempo insieme al di fuori del lavoro e dei soliti break, io non gli ho mai chiesto di prenderci una cosa da bere dopo lavoro o di andare a correre come lui una volta fece e io mi inventai una scusa per dire di no :\. Vorrei tanto capire se gli piaccio. Ultimamente poi in occasione del mio compleanno mi mandò baci su chat cosa che da quando lo conosco non ha mai fatto e tra l'altro è anche stato il primo a mandarmi gli auguri di notte perché la serata prima stavamo già chattando, ma poi la chat era chiusa diciamo verso cena quindi io non mi aspettavo di sentirlo dopo 4 ore alle 00.00 con auguri e baci e frasi affettuose con poi la buona notte, ovviamente io non l'ho ricambiato con baci ma semplicemente un grazie e sorriso. Vorrei tanto che tutto questo smettesse di essere virtuale e che lui uscisse fuori e mi facesse capire se c'è qualcosa o no o sono io che sono diventata ossessionata, diamine perchè allora non mi tratta come le altre amiche quando siamo in gruppo con altre persone! Aiuto, aiutatemi a capire cosa dovrei fare, come dovrei comportarmi, come scacciare da me questa voglia di sentirlo e vederlo e parlarci e condividere momenti insieme. Please! Thanks
  3. ian_07

    Relazione tossica

    Salve, sono un ragazzo di diciotto anni e da quattro vivo uno strano rapporto con un mio coetaneo, compagno di classe, che chiamerò G. Da qualche tempo ho accettato il fatto di essere attratto sia da ragazze che ragazzi, pur non avendolo detto a nessuno, né amici né parenti, i quali avendomi visto coinvolto in sole relazioni con ragazze negli anni mi considerano etero. Al primo anno di liceo, conosco questo ragazzo e in poco tempo si costruisce un rapporto che appunto definirei strano per infinite ragioni, come presupposto a quello che sto per scrivere ammetto di non aver mai avuto relazioni d'amicizia solide e durature con persone del mio stesso sesso, non ho mai avuto, insomma, un "migliore amico", di conseguenza all'inizio di questa relazione, il me stesso tredicenne era impreparato, insicuro e temendo di rovinare quello che credevo potesse essere il mio primo rapporto di solida amicizia con un maschio, ero disposto ad accettare passivamente quasi tutto ciò che ora, riflettendo, reputo strano. Lui è entrato al liceo dalle medie con quello che potrebbe definirsi il suo migliore amico, con entrambi ed un'altra ragazza di classe, nei primi due anni di liceo si crea una sorta di comitiva, usciamo tutti i weekend ecc. ma io vedevo in lui più di un amico, com'erano gli altri due, e volevo che la nostra relazione d'amicizia non dipendesse da quella comitiva, così inizio ad invitare solo lui a casa, la cosa diventa frequente, usciamo da soli, viene a dormire da me, tutto senza considerare gli altri due e in più tenendoli all'oscuro per non suscitare gelosie, litigi ecc. In effetti in questi primi due anni la gelosia mi perseguitava, ero super geloso del suo rapporto con quell'altro amico, e quando capitava di trovarci ad uscire solo noi tre, si creava una situazione di imbarazzo e loro finivano con l'isolarmi e la cosa ovviamente mi faceva stare male e stupidamente incolpare solo l'altro nostro amico, quando la colpa era palesemente di entrambi. Con gli anni ho scoperto che la gelosia non appartiene solo a me, anzi i miei comportamenti da fidanzatina isterica non erano niente in confronto a quelli che l'altro nostro amico ha con G tuttora. Bisogna dire che G ha un carattere particolare, doppia faccia, egoista, menefreghista, egli stesso afferma di tenere davvero a poche persone e tutto il resto, maggior parte di compagni di classe compresi gli sono completamente indifferenti o antipatici, cosa per me inconcepibile, in quanto io tendo a stringere legami forti con persone che vedo quotidianamente ormai da quattro anni. G disprezza i rapporti morbosi, le relazioni d'amicizia che limitano la persona, la gelosia, in pratica disprezza il nostro rapporto nei periodi del biennio, ora completamente diverso, ma non me lo ha mai fatto notare più di tanto, anzi delle volte sembrava apprezzare la gelosia che nutrivo per lui e giocarci sopra per farmi arrabbiare e stare male, prima cosa strana. Le prime volte che l'ho invitato a casa per studiare finivamo a vedere film, durante i quali c'erano contatti fisici che io, sempre inesperto in amicizie con maschi, reputavo inusuali, abbracci,distanze perennemente inesistenti sul mio divano di 6 posti, il contatto fisico era una costante, qualche volta ci sono state richieste di baci da parte sua, richieste che mi spiazzavano e finivamo col liquidare con battutine e risate. La prima vera cosa che mi ha fatto riflettere è stata la prima volta che è venuto a dormire: prima di addormentarci mi afferra il braccio e se lo stringe attorno, poi si addormenta mentre io rimango sveglio, sconvolto, ma anche felice della cosa, lì iniziai a capire che provavo qualcosa più dell'amicizia per lui. In ogni caso nei giorni seguenti sempre scherzando con quelle battutine omofobe che si fanno nei primi periodi dell'adolescenza, cioè tu dai del gay a me, io a te e così via, gli rinfacciai quell'abbraccio e la cosa sembrò infastidirlo molto, dopo ciò i miei inviti a casa iniziarono ad essere rifiutati sempre più spesso ed i nostri incontri senza la comitiva si ridussero a zero. Nonostante la distanza che si era creata al terzo anno decidiamo di ricominciare il rapporto e diventiamo compagni di banco, entrambi siamo maturati molto, entrambi ci fidanziamo con delle ragazze, entrambi perdiamo la verginità con queste ragazze, quando l'altro parla delle proprie esperienze e relazioni con altre ragazze si crea un clima opprimente, almeno da parte mia è così ma tendo a nasconderlo, quell'anno passa così, la nostra comitiva si era sciolta, entrambi ci facciamo anche nuovi gruppi di amici, di conseguenza non ci nascondiamo più e ci invitiamo reciprocamente a casa dell'altro com'è normale per due amici. prima dell'estate la sua ragazza lo molla e io ricevo una chiamata a mezzanotte di lui palesemente ferito dalla cosa, mi offro di consolarlo e il giorno dopo mariniamo la scuola e lo porto in giro per distrarlo, ma non sembra funzionare e il fatto che eravamo da soli lo rende nervoso e l'uscita termina velocemente, tempo dopo mi rendo conto che il dolore che provava per la rottura non dipendeva dalla rottura in sé ma dal fatto che era lui ad essere stato lasciato, cosa a quanto pare mai successa prima e che gli assestava un duro colpo in quel momento della sua vita, in quell'anno in cui si rende conto di avere fama tra le ragazze, in cui per la prima volta tendeva a vantarsi delle sue esperienze sessuali e ad andare a caccia di incontri occasionali, omologandosi alla maggior parte dei nostri coetanei da cui fino a quel momento ci eravamo distaccati e io tuttora continuo a distaccarmi. In ogni caso G riprende il suo stile di vita basato su baci e rapporti occasionali e quando me lo racconta io sto male, arriva l'estate ci separiamo di nuovo, durante giugno lascio la mia ragazza, dalla quale non ero preso come lei era presa da me. Ad agosto G i fidanza di nuovo con una ragazza straniera, con cui è tuttora fidanzato, dopo mesi di silenzio mi chiama per dirmi aver conosciuto questa ragazza, mi invia una foto per farmela vedere, io rimango interdetto, mesi di niente, nemmeno un messaggio e all'improvviso ci tiene a farmi sapere di aver incontrato un'altra, bene, non do' molto peso alla cosa e vado avanti con la mia vita. All'inizio del quarto anno il nostro rapporto è praticamente inesistente e lui più e più volte mi rinfaccia la cosa, dicendo che è colpa mia, che mi sono allontanato, mi chiede il perché, mi chiede di uscire, gli manco ecc. Ovviamente io avevo alzato un muro per proteggermi, allontanarlo era come dimenticarlo e non cadere di nuovo in quello strano rapporto, non lasciarmi ingannare da quella che io ritenevo ora una cotta e lui probabilmente solo un'amicizia. Mantengo le distanze e rimango freddo, ma con le sue richieste insistenti riniziamo a parlare più spesso, io reprimendo i miei sentimenti e lui facendo finta di niente, non potevano passare due giorni senza sentirci che mi cercava, ritornano le dimostrazioni di affetto, anche in classe ora, abbracci perlopiù ma anche baci sulla guancia che ormai nessuno dei due si nega di dare all'altro. Per anni ci eravamo sentiti dire, soprattutto io, dai nostri compagni di classe che eravamo carini insieme, che secondo loro almeno uno dei due provava qualcosa per l'altro, evidentemente anche gli altri si erano accorti della stranezza della relazione, in ogni caso ora con queste dimostrazioni d'affetto pubbliche sembravamo non fare altro che confermare che il nostro rapporto fosse nient'altro che amicizia e la cosa mi turbava, poiché sempre ho conservato e tuttora conservo (per questo sto scrivendo questo romanzo interminabile) una piccola convinzione che effettivamente ci sia qualcosa di più e che anche lui provi qualcosa per me. E' estate, io ho una casa al mare dove vado spesso durante la settimana da solo e mentre sono lì mi manda messaggi, foto di lui in mutande, ci può stare tra amici per scherzare, ma poi altri messaggi inviati di notte e che io leggo al risveglio: "dimmi che mi ami", "io ti amo" a cui io rispondevo cambiando argomento, per paura di essere ferito, che scherzasse o non lo so. In questi anni ho imparato che il peso che do' io alle parole, molti miei coetanei non lo danno, mentre io in quasi un anno di relazione non ho mai detto "ti amo" perché non lo sentivo, i miei amici lo usano così come intercalare e G stesso lo fa, con me spessissimo, ma durante una conversazione, tra una battutina e l'altra, tra lo strano flirtare che ogni tanto facciamo, ma non così dal nulla, dopo giorni di silenzio un ti amo, che mi ha lasciato di sasso, in ogni caso lascio correre, lui mi chiede se può venire a farsi un bagno e io rispondo di si ma non viene, e non ci si sente più fino alla fine di giugno. Dall'inizio della relazione lui s'incontra con la ragazza una volta al mese a metà strada, il caso vuole che si debba incontrare con lei nella settimana del compleanno dell'altro amico, la sua assenza sarebbe ovviamente inaccettabile e di conseguenza viene alla festa con la ragazza, inoltre il caso vuole che inspiegabilmente prima di venire alla festa e farla conoscere a me, al festeggiato e a tutta la classe, la ragazza di cui non smette di parlare da un anno con chiunque, prof, persone appena conosciute, la ragazza di cui si vanta e ostenta in continuazione, il caso vuole che poco prima di conoscerla, lui, senza alcun motivo apparente, per messaggi, mi provoca, mi risponde male, e s'incazza, così senza motivo; questa cosa del litigare l'ho omessa ma in effetti è un altro dettaglio importante il fatto che da quando ci frequentiamo i litigi sono frequentissimi, peggio di una vera coppia sposata e tra l'altro durano anche molto, fino a che o entrambi ci si stanca o uno dei due ammette le proprie colpe, forse sono proprio questi litigi ad aver suscitato le domande dei nostri compagni di classe, anche perché quando litighiamo non tendiamo o almeno io non tendo a nasconderlo. Comunque durante la festa io mi presento lo stesso, imbarazzatissimo alla ragazza e per quasi tutta la serata ci evitiamo, ci scambiamo sguardi e sorrisetti, lui non sembra essere più arrabbiato ma non mi rivolge la parola se non per fare battutine davanti alla sua ragazza e per prendermi in giro, millesima cosa assurda e strana, io manco la conosco, però ok, alla fine della serata se ne vanno e seppur la ragazza non abbia parlato molto non so se per timidezza o per altro, chi, ovviamente non io, ha scambiato qualche parola con lei la saluta abbracciandola e io in disparte vengo richiamato da G, il quale mi spinge nell'abbraccio, poi ci salutiamo e lui mi da un bacio sulla guancia. E' luglio, non ci sentivamo da un po', la classe fa diverse uscite insieme a cui lui non partecipa e io sì, inizia una nuova cosa, le chiamate notturne, per quasi una settimana tutti i giorni mi chiama verso l'una e parliamo a telefono un'oretta di argomenti a caso, io, debole come sono, gli chiedo di rivenire alla casa al mare, ma lui cambia argomento e non mi da risposte, nei giorni seguenti sentendomi freddo mi chiede quando l'avrei invitato al mare e io come l'idiota che sono ci casco e lo reinvito; questa è un'altra cosa che G fa, tende a volere ciò che gli sfugge, nel senso che se vede che uno gli si attacca lo evita, ma se vede che gli rispondo in modo freddo, la cosa sembra come una sfida per lui e subito cerca di parlarmi come se mi volesse tenere legato a lui in questo rapporto di dipendenza. Partiamo insieme col presupposto che lui resti una notte e vada via mentre io quattro giorni. Lui odia il mare, eppure è voluto venire, odia il sole e l'estate eppure era lì, nonostante fosse restio ad andare in spiaggia ci viene e il resto della giornata lo passiamo a vedere film. Quì si scatena nuovamente l'attrazione che ho per lui, contatti fisici del tutto fuori luogo, senza senso, sul divano, sul letto, nonostante la casa abbia molti letti, mi chiede di dormire con lui. Mentre vediamo i film si stende e si appoggia su di me o in qualunque caso qualche parte del nostro corpo si tocca: la testa sulla mia spalla, le mani sulle, mie gambe. Durane la notte io dormo poco, in attesa di altri contatti, ma almeno mentre sono sveglio ce ne sono pochi, qualche sfioramento ma niente di più, il giorno dopo dice di voler partire ma lo convinco a restare un'altra notte. Durante il secondo giorno esibizionismo puro per casa, richieste strane sempre liquidate in battutine, ma allo stesso tempo durante la giornata due volte scende di casa per parlare a telefono con la fidanzata e la cosa mi infastidisce non poco, scherzando sempre quella mattina gli avevo chiesto di baciarmi, cosa non strana tra di noi perché ce lo diciamo spesso, ovviamente io ci speravo ma sempre nulla e dopo un po' la cosa ha iniziato ad infastidirlo, credo, perché inizia a chiedermi di uscire di casa, che si sta annoiando, come se il fatto che stessimo solo noi due lo opprimesse. L'ultima sera sempre sul divano, film drammatico/romantico, siamo seduti uno accanto all'altro e le nostre guance sono praticamente incollate l'una all'altra, vedo che ogni tanto mi fissa con la coda dell'occhio ma non succede nient'altro. Prima di dormire faccio un altro tentativo chiedendo il bacio della buonanotte ma lui ride e si addormenta o almeno io così credo, durante la note più e più volte mi tocca la schiena, con le mani o con la propria, ad un certo punto poggia anche la sua testa sulle mie spalle, io ero convinto dormisse e lui convinto io dormissi, ma il giorno dopo alzandosi prestissimo, dicendo di non sentirsi bene mi sveglia dicendo che se ne va, io lo accompagno alla fermata e durante il tragitto mi dice di non aver chiuso occhio durane la notte, quindi tutti quei contatti? Alla fermata, io triste andasse via e lui che dice di non stare bene e che mi liquida così fanno si che chi lasciamo in modo freddo, come spesso accade dopo che stiamo da soli per molto tempo, ci lasciamo in modo freddo, come se tutto ciò che era accaduto precedentemente al saluto non esistesse, come se entrambi fossimo delusi da qualcosa, io sicuramente da qualcosa che non c'era stato. Ieri sera ci rincontriamo ad un altro compleanno, freddi e distaccati per quasi tutta la serata, le poche volte che mi rivolge la parola, perché io di certo non gli vado appresso, almeno non stavolta, finisce col parlare della fidanzata, prima chiedendomi se gli potessi prestare la casa al mare così lui può portarcela, poi scherzando, dicendo che posso andare con loro ma sarebbe strano. Poi quando il dj mette una canzone romantica, io scherzando la dedico ad una mia amica e lui praticamente urla ad un'altra nostra amica che intende cantare quella stessa canzone alla sua ragazza al suo prossimo compleanno, accertandosi poi con lo sguardo che io stessi sentendo e guardandomi negli occhi, ma io ho fatto finta di niente. Sono paranoico o questi ultimi avvenimenti sembrano un tentativo da parte sua di rendermi geloso, come ai vecchi tempi, usando la ragazza? Di provocarmi? Sono completamente fuori di testa e mi faccio i filmini o effettivamente qualcosa potrebbe esserci anche da parte sua? Io mi sento intrappolato in un limbo, ho paura di mettere le cose in chiaro con lui ma allo stesso tempo non so quanto possa continuare così, anche se d'altronde si tratta solo dii un altro anno poi le nostre strade potrebbero separarsi per sempre e finalmente riuscirei a togliermelo dalla testa. Chiedo scusa per aver scritto così tanto, ma avevo bisogno di parlare di questa situazione con qualcuno, di sfogarmi, perché la cosa sta andando avanti da troppo con i suoi alti e bassi e anche se ci sono periodi di apparente serenità. più quelli in cui non ci parliamo proprio che quelli in cui ci comportiamo come semplici amici, alla fine ritorniamo sempre allo stesso punto in cui mi chiedo se sia il caso di fare io la prima mossa, dato che nessuno dei due si propone. Grazie del tempo che avete dedicato a questa lettura e spero di leggere presto pareri e consigli.
  4. Salve, sono un ragazzo di diciotto anni e da quattro vivo uno strano rapporto con un mio coetaneo, compagno di classe, che chiamerò G. Da qualche tempo ho accettato il fatto di essere attratto sia da ragazze che ragazzi, pur non avendolo detto a nessuno, né amici né parenti, i quali avendomi visto coinvolto in sole relazioni con ragazze negli anni mi considerano etero. Al primo anno di liceo, conosco questo ragazzo e in poco tempo si costruisce un rapporto che appunto definirei strano per infinite ragioni, come presupposto a quello che sto per scrivere ammetto di non aver mai avuto relazioni d'amicizia solide e durature con persone del mio stesso sesso, non ho mai avuto, insomma, un "migliore amico", di conseguenza all'inizio di questa relazione, il me stesso tredicenne era impreparato, insicuro e temendo di rovinare quello che credevo potesse essere il mio primo rapporto di solida amicizia con un maschio, ero disposto ad accettare passivamente quasi tutto ciò che ora, riflettendo, reputo strano. Lui è entrato al liceo dalle medie con quello che potrebbe definirsi il suo migliore amico, con entrambi ed un'altra ragazza di classe, nei primi due anni di liceo si crea una sorta di comitiva, usciamo tutti i weekend ecc. ma io vedevo in lui più di un amico, com'erano gli altri due, e volevo che la nostra relazione d'amicizia non dipendesse da quella comitiva, così inizio ad invitare solo lui a casa, la cosa diventa frequente, usciamo da soli, viene a dormire da me, tutto senza considerare gli altri due e in più tenendoli all'oscuro per non suscitare gelosie, litigi ecc. In effetti in questi primi due anni la gelosia mi perseguitava, ero super geloso del suo rapporto con quell'altro amico, e quando capitava di trovarci ad uscire solo noi tre, si creava una situazione di imbarazzo e loro finivano con l'isolarmi e la cosa ovviamente mi faceva stare male e stupidamente incolpare solo l'altro nostro amico, quando la colpa era palesemente di entrambi. Con gli anni ho scoperto che la gelosia non appartiene solo a me, anzi i miei comportamenti da fidanzatina isterica non erano niente in confronto a quelli che l'altro nostro amico ha con G tuttora. Bisogna dire che G ha un carattere particolare, doppia faccia, egoista, menefreghista, egli stesso afferma di tenere davvero a poche persone e tutto il resto, maggior parte di compagni di classe compresi gli sono completamente indifferenti o antipatici, cosa per me inconcepibile, in quanto io tendo a stringere legami forti con persone che vedo quotidianamente ormai da quattro anni. G disprezza i rapporti morbosi, le relazioni d'amicizia che limitano la persona, la gelosia, in pratica disprezza il nostro rapporto nei periodi del biennio, ora completamente diverso, ma non me lo ha mai fatto notare più di tanto, anzi delle volte sembrava apprezzare la gelosia che nutrivo per lui e giocarci sopra per farmi arrabbiare e stare male, prima cosa strana. Le prime volte che l'ho invitato a casa per studiare finivamo a vedere film, durante i quali c'erano contatti fisici che io, sempre inesperto in amicizie con maschi, reputavo inusuali, abbracci,distanze perennemente inesistenti sul mio divano di 6 posti, il contatto fisico era una costante, qualche volta ci sono state richieste di baci da parte sua, richieste che mi spiazzavano e finivamo col liquidare con battutine e risate. La prima vera cosa che mi ha fatto riflettere è stata la prima volta che è venuto a dormire: prima di addormentarci mi afferra il braccio e se lo stringe attorno, poi si addormenta mentre io rimango sveglio, sconvolto, ma anche felice della cosa, lì iniziai a capire che provavo qualcosa più dell'amicizia per lui. In ogni caso nei giorni seguenti sempre scherzando con quelle battutine omofobe che si fanno nei primi periodi dell'adolescenza, cioè tu dai del gay a me, io a te e così via, gli rinfacciai quell'abbraccio e la cosa sembrò infastidirlo molto, dopo ciò i miei inviti a casa iniziarono ad essere rifiutati sempre più spesso ed i nostri incontri senza la comitiva si ridussero a zero. Nonostante la distanza che si era creata al terzo anno decidiamo di ricominciare il rapporto e diventiamo compagni di banco, entrambi siamo maturati molto, entrambi ci fidanziamo con delle ragazze, entrambi perdiamo la verginità con queste ragazze, quando l'altro parla delle proprie esperienze e relazioni con altre ragazze si crea un clima opprimente, almeno da parte mia è così ma tendo a nasconderlo, quell'anno passa così, la nostra comitiva si era sciolta, entrambi ci facciamo anche nuovi gruppi di amici, di conseguenza non ci nascondiamo più e ci invitiamo reciprocamente a casa dell'altro com'è normale per due amici. prima dell'estate la sua ragazza lo molla e io ricevo una chiamata a mezzanotte di lui palesemente ferito dalla cosa, mi offro di consolarlo e il giorno dopo mariniamo la scuola e lo porto in giro per distrarlo, ma non sembra funzionare e il fatto che eravamo da soli lo rende nervoso e l'uscita termina velocemente, tempo dopo mi rendo conto che il dolore che provava per la rottura non dipendeva dalla rottura in sé ma dal fatto che era lui ad essere stato lasciato, cosa a quanto pare mai successa prima e che gli assestava un duro colpo in quel momento della sua vita, in quell'anno in cui si rende conto di avere fama tra le ragazze, in cui per la prima volta tendeva a vantarsi delle sue esperienze sessuali e ad andare a caccia di incontri occasionali, omologandosi alla maggior parte dei nostri coetanei da cui fino a quel momento ci eravamo distaccati e io tuttora continuo a distaccarmi. In ogni caso G riprende il suo stile di vita basato su baci e rapporti occasionali e quando me lo racconta io sto male, arriva l'estate ci separiamo di nuovo, durante giugno lascio la mia ragazza, dalla quale non ero preso come lei era presa da me. Ad agosto G i fidanza di nuovo con una ragazza straniera, con cui è tuttora fidanzato, dopo mesi di silenzio mi chiama per dirmi aver conosciuto questa ragazza, mi invia una foto per farmela vedere, io rimango interdetto, mesi di niente, nemmeno un messaggio e all'improvviso ci tiene a farmi sapere di aver incontrato un'altra, bene, non do' molto peso alla cosa e vado avanti con la mia vita. All'inizio del quarto anno il nostro rapporto è praticamente inesistente e lui più e più volte mi rinfaccia la cosa, dicendo che è colpa mia, che mi sono allontanato, mi chiede il perché, mi chiede di uscire, gli manco ecc. Ovviamente io avevo alzato un muro per proteggermi, allontanarlo era come dimenticarlo e non cadere di nuovo in quello strano rapporto, non lasciarmi ingannare da quella che io ritenevo ora una cotta e lui probabilmente solo un'amicizia. Mantengo le distanze e rimango freddo, ma con le sue richieste insistenti riniziamo a parlare più spesso, io reprimendo i miei sentimenti e lui facendo finta di niente, non potevano passare due giorni senza sentirci che mi cercava, ritornano le dimostrazioni di affetto, anche in classe ora, abbracci perlopiù ma anche baci sulla guancia che ormai nessuno dei due si nega di dare all'altro. Per anni ci eravamo sentiti dire, soprattutto io, dai nostri compagni di classe che eravamo carini insieme, che secondo loro almeno uno dei due provava qualcosa per l'altro, evidentemente anche gli altri si erano accorti della stranezza della relazione, in ogni caso ora con queste dimostrazioni d'affetto pubbliche sembravamo non fare altro che confermare che il nostro rapporto fosse nient'altro che amicizia e la cosa mi turbava, poiché sempre ho conservato e tuttora conservo (per questo sto scrivendo questo romanzo interminabile) una piccola convinzione che effettivamente ci sia qualcosa di più e che anche lui provi qualcosa per me. E' estate, io ho una casa al mare dove vado spesso durante la settimana da solo e mentre sono lì mi manda messaggi, foto di lui in mutande, ci può stare tra amici per scherzare, ma poi altri messaggi inviati di notte e che io leggo al risveglio: "dimmi che mi ami", "io ti amo" a cui io rispondevo cambiando argomento, per paura di essere ferito, che scherzasse o non lo so. In questi anni ho imparato che il peso che do' io alle parole, molti miei coetanei non lo danno, mentre io in quasi un anno di relazione non ho mai detto "ti amo" perché non lo sentivo, i miei amici lo usano così come intercalare e G stesso lo fa, con me spessissimo, ma durante una conversazione, tra una battutina e l'altra, tra lo strano flirtare che ogni tanto facciamo, ma non così dal nulla, dopo giorni di silenzio un ti amo, che mi ha lasciato di sasso, in ogni caso lascio correre, lui mi chiede se può venire a farsi un bagno e io rispondo di si ma non viene, e non ci si sente più fino alla fine di giugno. Dall'inizio della relazione lui s'incontra con la ragazza una volta al mese a metà strada, il caso vuole che si debba incontrare con lei nella settimana del compleanno dell'altro amico, la sua assenza sarebbe ovviamente inaccettabile e di conseguenza viene alla festa con la ragazza, inoltre il caso vuole che inspiegabilmente prima di venire alla festa e farla conoscere a me, al festeggiato e a tutta la classe, la ragazza di cui non smette di parlare da un anno con chiunque, prof, persone appena conosciute, la ragazza di cui si vanta e ostenta in continuazione, il caso vuole che poco prima di conoscerla, lui, senza alcun motivo apparente, per messaggi, mi provoca, mi risponde male, e s'incazza, così senza motivo; questa cosa del litigare l'ho omessa ma in effetti è un altro dettaglio importante il fatto che da quando ci frequentiamo i litigi sono frequentissimi, peggio di una vera coppia sposata e tra l'altro durano anche molto, fino a che o entrambi ci si stanca o uno dei due ammette le proprie colpe, forse sono proprio questi litigi ad aver suscitato le domande dei nostri compagni di classe, anche perché quando litighiamo non tendiamo o almeno io non tendo a nasconderlo. Comunque durante la festa io mi presento lo stesso, imbarazzatissimo alla ragazza e per quasi tutta la serata ci evitiamo, ci scambiamo sguardi e sorrisetti, lui non sembra essere più arrabbiato ma non mi rivolge la parola se non per fare battutine davanti alla sua ragazza e per prendermi in giro, millesima cosa assurda e strana, io manco la conosco, però ok, alla fine della serata se ne vanno e seppur la ragazza non abbia parlato molto non so se per timidezza o per altro, chi, ovviamente non io, ha scambiato qualche parola con lei la saluta abbracciandola e io in disparte vengo richiamato da G, il quale mi spinge nell'abbraccio, poi ci salutiamo e lui mi da un bacio sulla guancia. E' luglio, non ci sentivamo da un po', la classe fa diverse uscite insieme a cui lui non partecipa e io sì, inizia una nuova cosa, le chiamate notturne, per quasi una settimana tutti i giorni mi chiama verso l'una e parliamo a telefono un'oretta di argomenti a caso, io, debole come sono, gli chiedo di rivenire alla casa al mare, ma lui cambia argomento e non mi da risposte, nei giorni seguenti sentendomi freddo mi chiede quando l'avrei invitato al mare e io come l'idiota che sono ci casco e lo reinvito; questa è un'altra cosa che G fa, tende a volere ciò che gli sfugge, nel senso che se vede che uno gli si attacca lo evita, ma se vede che gli rispondo in modo freddo, la cosa sembra come una sfida per lui e subito cerca di parlarmi come se mi volesse tenere legato a lui in questo rapporto di dipendenza. Partiamo insieme col presupposto che lui resti una notte e vada via mentre io quattro giorni. Lui odia il mare, eppure è voluto venire, odia il sole e l'estate eppure era lì, nonostante fosse restio ad andare in spiaggia ci viene e il resto della giornata lo passiamo a vedere film. Quì si scatena nuovamente l'attrazione che ho per lui, contatti fisici del tutto fuori luogo, senza senso, sul divano, sul letto, nonostante la casa abbia molti letti, mi chiede di dormire con lui. Mentre vediamo i film si stende e si appoggia su di me o in qualunque caso qualche parte del nostro corpo si tocca: la testa sulla mia spalla, le mani sulle, mie gambe. Durane la notte io dormo poco, in attesa di altri contatti, ma almeno mentre sono sveglio ce ne sono pochi, qualche sfioramento ma niente di più, il giorno dopo dice di voler partire ma lo convinco a restare un'altra notte. Durante il secondo giorno esibizionismo puro per casa, richieste strane sempre liquidate in battutine, ma allo stesso tempo durante la giornata due volte scende di casa per parlare a telefono con la fidanzata e la cosa mi infastidisce non poco, scherzando sempre quella mattina gli avevo chiesto di baciarmi, cosa non strana tra di noi perché ce lo diciamo spesso, ovviamente io ci speravo ma sempre nulla e dopo un po' la cosa ha iniziato ad infastidirlo, credo, perché inizia a chiedermi di uscire di casa, che si sta annoiando, come se il fatto che stessimo solo noi due lo opprimesse. L'ultima sera sempre sul divano, film drammatico/romantico, siamo seduti uno accanto all'altro e le nostre guance sono praticamente incollate l'una all'altra, vedo che ogni tanto mi fissa con la coda dell'occhio ma non succede nient'altro. Prima di dormire faccio un altro tentativo chiedendo il bacio della buonanotte ma lui ride e si addormenta o almeno io così credo, durante la note più e più volte mi tocca la schiena, con le mani o con la propria, ad un certo punto poggia anche la sua testa sulle mie spalle, io ero convinto dormisse e lui convinto io dormissi, ma il giorno dopo alzandosi prestissimo, dicendo di non sentirsi bene mi sveglia dicendo che se ne va, io lo accompagno alla fermata e durante il tragitto mi dice di non aver chiuso occhio durane la notte, quindi tutti quei contatti? Alla fermata, io triste andasse via e lui che dice di non stare bene e che mi liquida così fanno si che chi lasciamo in modo freddo, come spesso accade dopo che stiamo da soli per molto tempo, ci lasciamo in modo freddo, come se tutto ciò che era accaduto precedentemente al saluto non esistesse, come se entrambi fossimo delusi da qualcosa, io sicuramente da qualcosa che non c'era stato. Ieri sera ci rincontriamo ad un altro compleanno, freddi e distaccati per quasi tutta la serata, le poche volte che mi rivolge la parola, perché io di certo non gli vado appresso, almeno non stavolta, finisce col parlare della fidanzata, prima chiedendomi se gli potessi prestare la casa al mare così lui può portarcela, poi scherzando, dicendo che posso andare con loro ma sarebbe strano. Poi quando il dj mette una canzone romantica, io scherzando la dedico ad una mia amica e lui praticamente urla ad un'altra nostra amica che intende cantare quella stessa canzone alla sua ragazza al suo prossimo compleanno, accertandosi poi con lo sguardo che io stessi sentendo e guardandomi negli occhi, ma io ho fatto finta di niente. Sono paranoico o questi ultimi avvenimenti sembrano un tentativo da parte sua di rendermi geloso, come ai vecchi tempi, usando la ragazza? Di provocarmi? Sono completamente fuori di testa e mi faccio i filmini o effettivamente qualcosa potrebbe esserci anche da parte sua? Io mi sento intrappolato in un limbo, ho paura di mettere le cose in chiaro con lui ma allo stesso tempo non so quanto possa continuare così, anche se d'altronde si tratta solo dii un altro anno poi le nostre strade potrebbero separarsi per sempre e finalmente riuscirei a togliermelo dalla testa. Chiedo scusa per aver scritto così tanto, ma avevo bisogno di parlare di questa situazione con qualcuno, di sfogarmi, perché la cosa sta andando avanti da troppo con i suoi alti e bassi e anche se ci sono periodi di apparente serenità. più quelli in cui non ci parliamo proprio che quelli in cui ci comportiamo come semplici amici, alla fine ritorniamo sempre allo stesso punto in cui mi chiedo se sia il caso di fare io la prima mossa, dato che nessuno dei due si propone. Grazie del tempo che avete dedicato a questa lettura e spero di leggere presto pareri e consigli.
  5. Ciao a tutti, vorrei un parere su una situazione che non mi fa dormire la notte!Ho una situazione strana con un mio amico con cui da sempre ho un feeling e una intesa mentale non indifferenti.Premetto che a me lui piace molto e che entrambi siamo oltre i 30 quindi non parlo di situazioni adolescenziali.Da un po’ di tempo noto sguardi, avvicinamenti e premure che prima non c’erano, fino a circa un mese fa quando mi ha proprio preso la mano più volte durante la stessa sera; era una situazione affollata ma io non parlo di mani che si sfiorano, l’ha proprio presa! Sono abituata allasfiga quindi mi chiedo, può essere una cosa casuale secondo voi?? Se non lo è, adesso io cosa dovrei fare per fargli capire che voglio andare avanti? Parlargli apertamente è fuori discussione! Io ero nel pallone non so se ho mollato io la presa, non ho capito niente per questioni di lavoro è uscito poche volte dopo questo episodio ma quelle poche volte mi è sembrato sempre uguale con i suoi sguardi ecc.
  6. Salve a tutti, vorrei un parere su una situazione che non mi fa dormire la notte!Ho una situazione strana con un mio amico con cui da sempre ho un feeling e una intesa mentale non indifferenti.Premetto che a me lui piace molto e che entrambi siamo oltre i 30 quindi non parlo di situazioni adolescenziali.Da un po’ di tempo noto sguardi, avvicinamenti e premure che prima non c’erano, fino a circa un mese fa quando mi ha proprio preso la mano più volte durante la stessa sera; era una situazione affollata ma io non parlo di mani che si sfiorano, l’ha proprio presa! Sono abituata allasfiga quindi mi chiedo, può essere una cosa casuale secondo voi?? Se non lo è, adesso io cosa dovrei fare per fargli capire che voglio andare avanti? Parlargli apertamente è fuori discussione! Io ero nel pallone non so se ho mollato io la presa, non ho capito niente per questioni di lavoro è uscito poche volte dopo questo episodio ma quelle poche volte mi è sembrato sempre uguale con i suoi sguardi ecc.
  7. Mi chiedevo se è normale non aver avuto un'amica del cuore. Mi spiego meglio: Mi definisco una ragazza estroversa, forte. Eppure da quando sono piccola ho avuto un'amichetta del cuore all'asilo che poi è andata dissolvendosi (percorsi e scuole diverse, e qualche delusione) e poi basta; dalle elementari in poi ho avuto al massimo una singola persona accanto, che vedevo tutti i giorni, e con cui avevo la tendenza di vivere in simbiosi. Se la cosa non era ricambiata soffrivo moltissimo, come quasi un rapporto di coppia portato all'esasperazione. C'è da dire che mio padre è sempre stato assente e più o meno da quando ho 4/5 anni (quando è nato mio fratello) mia madre ha smesso di abbracciarmi o dimostrarmi alcunché di affettuoso. Avevo problemi di violenza domestica in famiglia (riguardava i miei genitori). Con gli altri compagni di classe avevo un rapporto sempre distaccato, non so per quale motivo. Con alcuni avevo una specie di rigetto spontaneo, con altri legavo ma in modo eccessivo, al punto che se non ricevevo la telefonata quotidiana non sapevo che fare della mia giornata. E a un certo punto mi sono resa conto di essere davvero tanto sola. L'apice è giunto quando alle medie ho iniziato pallavolo ed ero davvero appassionata, tanto che l'allenatore mi ha spostato nelle squadre più grandi (under 16). Mi sentivo però fortemente inadeguata a livello sociale (un ambito che mi è sempre stato caro: mi dicevo che loro erano più grandi e non avrei potuto mai essere davvero una loro amica), e un giorno durante l'allenamento non ho capito un esercizio e ho pianto, suscitando l'apprensione di tutte. Nonostante questo fosse un errore umano e perfettamente normale, mi sono talmente vergognata che ho deciso di non tornare più in palestra. Dopo aver realizzato l'opportunità persa e lo spreco di potenzialità che mi ero inflitta, ho fatto un lungo lavoro su me stessa, ma c'è sempre qualcosa che non torna. Con le amicizie ho provato di tutto, quasi come fossero esperimenti (facevo attenzione alle cause e conseguenze delle azioni, ma chiaramente ero anche davvero tanto affezionata): le amicizie maschili sono sempre finite con l'interesse di lui nei miei confronti, io ci cascavo, ci finivo pure a letto e me ne vergognavo, e in ogni caso loro sparivano. I pensieri erano del tipo "sono davvero solo un pezzo di carne?". Le amicizie femminili non sono andate diversamente perché ho scoperto con l'adolescenza che ero attratta anche dalle ragazze, quindi finivo per innamorarmene e anche se me lo tenevo per me, l'amicizia inevitabilmente non era più piacevole, pura e semplice. Non ho avuto problemi nel trovare partner, ne ho avuti molti/e e ho sempre frequentato le loro amicizie, che poi ho inevitabilmente perso quando le relazioni sono terminate - rimanendoci sempre molto male. I pensieri erano del tipo "sono davvero soltanto la ragazza di...., dopo tutte le uscite e le risate e le avventure, resto sempre una esterna?", "non hanno trovato nulla di interessante in me?". Sono sempre rimasta una "nomade sociale" fin quando non ho conosciuto una ragazza all'università con cui ho legato molto, e da cui non sono attratta sentimentalmente né sessualmente. Ma prende sistematicamente le distanze, un po' perché è anaffettiva, un po' per motivi che in effetti mi dice schiettamente, per cui abbiamo trovato la nostra dimensione: io chiedo scusa o faccio valere le mie opinioni, stessa cosa fa lei, e ci vogliamo bene a prescindere. Però non mi sento lo stesso al sicuro. Non la stimo. Come dire, so che non c'è quando ho davvero bisogno di lei. Ascoltando opinioni e storie di persone vicino a me, una volta mi è capitato di sentire "con la mia migliore amica è così, sappiamo entrambe che qualsiasi percorso prenderemo, noi finiremo da vecchie sedute a un tavolo insieme a giocare a carte". Ecco, io non ho un'amicizia così, e non ne ho in generale neanche di particolarmente durature o significative: quando sono in giro, in un posto bello che vorrei condividere, non c'è l'amica a cui penso e dico: wow, mi manchi. Attualmente non mi sento "la compagnia preferita" di nessuno. Ma la cosa che mi fa paura è che sento di averne bisogno, nonostante non abbia problemi a passare del tempo da sola. Ho letto che un problema diventa tale quando potrebbe influenzare la nostra vita quotidiana: Adesso sono reduce di un trasferimento in una nuova città (periferia), e instaurare nuove amicizie mi è davvero molto difficile nonostante i miei continui tentativi di parlare con qualcuno, anche a caso. Non vanno mai oltre quella domanda che ho posto o quell'osservazione che ho fatto. Sono domande che mi sono posta solo io? Sono dubbi inutili, paranoie, c'è qualcosa che posso fare? Ogni consiglio è ben accetto.
  8. Ho da diverso tempo rotto con la mia migliore e carissima amica.O meglio è lei che non vuole più sentirmi o vedermi,Da molto tempo era la persona a cui confidavo qualunque cosa con la massima sincerità.Poi purtroppo questo mio confidarmi p stato nel temo centrato sul chiedere aiuto psicologico sui miei problemi in maniera egoistica e con forti crisi di panico,sia di persona che con altre persone.Questo ha provocato in lei la reazione di spaventarsi per me,di vergognarsi quando ero in pubblico,ma soprattutto io ho così mancato di rispetto a lei.Ma nei momenti in cui ero a posto,cioè non depresso,stavo bene,c era un rapporto bellissimo fatto di reciproca comprensione e stima,un amicizia profonda e fraterna di decenni.Come fare ora per recuperare quello che c'era?E se nel sapere che adesso mi manca molto,ne sento l'abbandono,che a volte piango e a volte soffro d'ansia,anche se il passato che mi faceva soffrire l ho superato,non è che peggioro?Dovrei provare ad aspettare tanto tempo,tipo un anno o piu,in modo che lei veda che io ce la faccio ad affrontare il peso del vuoto che mi ha lasciato il suo abbandono?Posso ancora dirle che le voglio un bene dell'anima?Sto male senza lei ma ho anche tanta paura.Si si immaginerà conoscendomi in profondità che sto male cosi,ma io so che devo rispettare la sua libertà.L'amicizia è di due persone,non si sceglie da soli.Lo capisco.Io sento la colpa del mio comportamento.Ma posso riuscire ad eliminarla,a non sentire piu l affetto?e lei potrebbe sentire la mancanza anche se solo di un affetto fraterno?siamo entrambi figli unici e ci siamo un pò fatti da fratello e sorella fin da piccoli.Ma ora mi chiedo se il legame che c era cosi forte possa nel tempo essere più forte del dispiacere che io ho arrecato,della ferita che lei ha subito per colpa mia.Vorrei parlarle di persona,almeno con un messaggio..ridirle almeno che io la porta del mio cuore la terro sempre aperta?Ma come fare...ho amicizie comuni con lei..ma quanto la possono convincere a darmi una nuova possibilità?Una ricorrenza famigliare,tipo il natale,che ci faceva sentire piu legati,può essere una bella occasione per ricucire il rapporto?Ora come ora ho ripreso solo tramite amici in comune a farle e ricevere gli auguri di un compleanno o di una festa tipo ferragosto,ma oltre quello nulla.E così a me non rimane nulla,mi sembra come se parlassi a un collega di una questione di lavoro,,non mi da nulla,non mi toglie il vuoto,la sofferenza che sento.Il dispiacere c è.Ho anche provato a dire fai uno sforzo e cancella qualunque ricordo a lei legato,ma non ci riesco.Preferisco tenere accesa quella flebile speranza che mi perdoni,che si torni a parlare ogni tanto e vedersi ogni tanto solo per parlare di cose positive.non voglio più sprecare il mio tempo di affetto con lei a parlare di cose negative,di possibili tentti suicidi che poi non ho mai fatto,del mio malessere.a me manca quando ero di buon umore,e sentivo che questo faceva bene a entrambi,sorridere alla vita.mi manca quel condividere,quel sentire un interesse sincero,gentile,disinteressato,fraterno che c'era.Per assurdo ho dimenticato quando m aiutava a venirne fuori dai malesseri,Era tutto tempo sprecato.Oggi che non sono più io quello,ho stima di me stesso,vorrei tanto mi capisse come prima,si fidasse.Sono una persona nuova,ho altre priorità adesso,non sono piu cosi infelice.Il passato l ho annullato.Rimane però il dispiacere per la sua mancanza.è solo un'amicizia,ma era la piu grande che avevo,mi fa star male,..non posso dire colmo questo vuoto con un'altra persona.Dopo decenni di comprensione e affetto fraterno come posso?Una lettera dove sinceramente espongo i miei pensieri può aiutare?Grazie per l attenzione.Preferirei incontrarla di persona m fino a che non vuole nego il suo diritto alla libertà..però di persona magari s annulla la recente incomprensione,ci si vede e magari solo una battuta sul niente fa rinascere l'amicizia che c'era,non si pu fingere,a me verrebbe un pò di commozione..ma anche chiedere scusa,piangersi addosso non so se servirebbe,anche rimanere distaccati sarebbe per me difficile.almeno dirle se vuoi sono cambiato,decidi tu..Se poi nei tentativi mi ridice con te ho chiuso,forse riesco a cancellalra.ma il dispiacere quello no,forse si affievolisce.
  9. Salve a tutti, ho aperto questa discussione perchè pochi minuti fa ho assistito ad un episodio a dir poco seccante...,. Riassumendo, tra due settimane un amico, che conosco da circa 4 anni e con cui sono sempre andato d'accordo, (che chiamerò L.), festeggerà i 18 anni, con un altro suo amico che non conosco. Ho un buon legame con L. anche perchè condividiamo una passione, quella delle moto, infatti da ormai un paio d'anni andiamo spesso a farci vari giri (anche abbastanza lunghi), e lo considero così un compagno di viaggio. A questo compleanno sono stati invitati altri membri del gruppo di ragazzi, e una ragazza, con cui usciamo in moto, ma con cui anche abbiamo un buon rapporto. Così ebbi l'idea di fare un regalo di gruppo, per poter raggiungere una somma tale da regalargli qualcosa di utile, che gli sarebbe sicuramente piaciuto, e che avrebbe usato spesso: un bel paio di stivali da moto. Subito pensai che sicuramente anche agli altri miei amici sarebbe andata l'idea di un regalo del genere (con "banale" spesa di €10 circa ciascuno), anche perchè conoscendo bene L., gli sarebbe piaciuto fin troppo. Inizialmente ne parlai coi miei, e secondo loro era una buona idea; ne parlai soprattutto con mio padre, ex-motociclista ma ancora appassionato pure lui, e approvò l'idea, addirittura mi disse di rivolgersi a lui per qualche consiglio. In un secondo momento ne parlai anche con un amico, M., e sembrò essere contento dell'idea. Mi arrabbiai quando provai a chiedere ad un altro amico, R., che conosciamo io e L. dalla prima superiore e abbiamo sempre avuto un buon rapporto, e la sua risposta quale fu?? "No mi dispiace, non faccio il regalo"... e oltretutto non parteciperà neanche alla festa, giustificandosi con "Mi dispiace ma sarò ad un altro compleanno"... sisi a ubriacarti.. Ecco, la cosa che ritengo irritante non è che non possa venire, ma il fatto che non voglia dimostrare un segno verso un amico che conosce da un sacco, e neanche chiese quanti soldi doveva spendere per il regalo, direttamente un NO (e sono sicuro che non è un problema di soldi... per comprarsi un telefono da 350 euro e le scarpe da 150 li ha. Addirittura l'altro mio amico, M., che conosco da solo un anno, ma con cui ho instaurato un buonissimo rapporto, mi ha detto (senza che glielo chiedessi) "Non posso venire al compleanno perchè ho la festa della 5 superiore, e ormai mi ero preso questo impegno, ma se vuoi do comunque i soldi per il regalo". A parte questo fatto questo amico lo ritengo veramente una persona onesta e sincera, che non parla dietro alle spalle e che non pensa solo a se stesso. Sono infine sicuro che quando chiederò ad una nostra amica anche lei dirà di no... ma i soldi per comprarsi la moto nuova li ha si... Certa gente non la capisco proprio, io mi faccio in 4 per cercare una cosa che vada bene a tutti, per rendere felice un amico, senza regalare una cosa che non userà mai, e poi mi ritrovo certe persone... Cosa ne pensate? Grazie per la pazienza
  10. Salve a tutti, vi scrivo per la prima volta di un mio amico, che é un bugiardo cronico. Su wikipedia ho trovato la voce pseudologia fantastica, e in effetti il tipo di storie che inventa rispecchiano a pieno la descrizione di quella patologia: mente sul suo lavoro, sui suoi rapporti con l'altro sesso, sul suo passato, sul suo stato di salute ecc. Risulta spesso vago se gli fai una domanda sul suo passato, della quale nessuno sa nulla. Ha ammesso di vivere in una situazione familiare difficile, di esser scappato da casa giovane, e di aver vissuto lontano per molti anni, ma sempre con una certa inverosimiglianza, molto poco credibile da tutti noi amici suoi (non vi parlo di una mia singola impressione). Per noi é diventato facile coglierlo in fallo, dato che risulta spesso incoerente, o conosciamo terzi che sono implicati nelle sue storie, smentendolo sempre (a sua insaputa). Se lo si mette alle strette sulla sua storia, aggiunge dettagli che rendono il tutto ancora più dubbioso. Sulla base di questo, noi cerchiamo di accettarlo per quel che é, lo prendiamo persino in giro su questo suo modo di fare (e lui la prende a ridere, per questo lo facciamo), ma francamente mi piacerebbe essere un minimo risolutivo nei confronti di questa situazione, se possibile. Non accetta di mentire, anche se lo si mette innanzi alla realtà, porta prove che non dimostrano neanche il fatto in se, ma altri piccoli dettagli poco rilevanti. Come possiamo aiutarlo? Serve costringerlo ad ammettere di mentire, anche a rischio di farlo arrabbiare? Non accettandolo, non credo sia possibile manco farlo visitare da chi di dovere, per questo mi rivolgo a voi. Rimango a disposizione per ulteriori dettagli Grazie, spero di non aver sbagliato posto!
  11. Aime

    morendo dentro..

    sono arrivata a un punto in cui non sento più niente. non provo più niente. non ho più sogni e ambizioni. non provo più amore, non sento tristezza nè gioia... apatia quasi totale. questo già dalla fine della scuola. poi ci sono state salite, ricadute e risalite.. ora mi sembra solo di scendere. credo di essere una pessima e brutta persona.. lunatica e senza cuore... ho fatto una cosa bruttissima e non c'è modo di rimediare e di perdonarmi. dovevo partire con un mio amico in spagna, aveva bisogno di andare per riprendersi e curarsi. l'aveva chiesto a me. all'inizio volevo andare. poi in pochi giorni è salita l'angoscia. e all'ultimo gli ho dato pacco... non ci sono parole. solo immaturità ed egoismo. ora mi odia e non vuole più saperne di me, anche perhcè purtoppo non è la prima volta che mi comporto così... giuro che non lo faccio per prendere in giro. non potrei mai!.. ero innamorata di lui, fino all'anno scorso almeno.. però siamo sempre in un certo senso "stati insieme" e non parlo solo di rapporti sessuali. abbiamo fatto diverse cose assieme. ma ora non più. me ne dispiace, ma non del tutto anche perchè lui non lo è mai stato di me. credo sia anche per quello che "ho smesso". però c'è sempre stato l'affetto di base. La cosa peggiore è che in tutto questo non provo nulla! quando mi ha scritto che non voleva più saperne di me mi è venuto da piangere e sono stata male.. ora idifferenza, come se non mi riguardasse, come se mi fossi tolta un peso. mi sento una merda. e ora sono qui.. vuota. non ho voglia di cercare lavoro, e non so nemmeno cosa. non ho voglia di vedere persone, ma nemmeno di stare a casa. è terribile stare a casa coi genitori. sono brave persone ma non ce la faccio più. più mi dicono di reagire meno ho voglia di fare cose. vorrei starmene nel letto a far niente ma non posso, non c'è privacy. anche se dopo un po' mi romperei. passo le giornate al computer, a fare niente. ogni tanto mando il cv a qualche annuncio. sono morta o sto morendo dentro. non voglio più avere a che fare con ragazzi o uomini, temo di non essere proprio portata per le relazioni.. una vita a cercare e sognare l'amore e ora non me ne frega nulla. voglio stare da sola..
  12. Buonasera, in realtà non scrivo per me...o meglio, per me, ma per un rapporto nei confronti di un'altra persona. Innanzitutto mi presento. Ho 27 anni e, per quanto riguarda il tema del messaggio la cosa importante è che, se mi devo definire sessualmente, sono bisessuale. Lo sono con grande serenità (ovviamente come per tutti non è stato semplice accettare certi interessi, ma insomma ognuno è ciò che è), sono dichiarato con amici e famiglia, ho avuto storie sia con ragazze che con ragazzi. Questo per quanto riguarda me...ma questa estate è successa una cosa "strana". Ho avuto un rapporto sessuale con un mio amico. Fin qui, vabbè. Il fatto è che questo era un mio compagno di classe al liceo con il quale avevo "sperimentato" qualche volta nel corso dell'ultimo anno di studi. Ora, la cosa strana è che, all'epoca, avevo deciso di parlarne con lui e a causa della nostra incapacità di accettare la cosa non ci siamo più rivisti, non per un mese, ma per 10 anni. Dall'estate scorsa, ha ricominciato a uscire con il gruppo di amici in comune. D'apprima si è creata una atmosfera di flirt tra noi due (anche di carezzine, abbracci) e poi è successo quello che è successo. Ora...io ammetto che mi piace, ma lui di nuovo dà la colpa all'alcool (ahimè quella sera eravamo ubriachi), dice che l'avrebbe fatto con chiunque (un po' mi offende)...onestamente non so se credergli, abbiamo quasi 28 anni, non più 17. Confrontandomi con amici mi è parso evidente - a loro dire - che un eterosessuale non l'avrebbe fatto; anche bevendo....La domanda è: poichè lui non sembra incline a rivedermi, come posso aiutarlo a capire chi è o quantomeno a farsi un po' più domande? (si, lui si dice etero, va in discoteca a "limonare" ragazze tutti i week-end e narra di esperienze fantasmagoriche, e io, stupido me, me ne sto pure zitto quando lo fa). Grazie per l'interesse...
  13. Pace e bene a tutti! Dato che mi piacerebbe farlo anche nella realtà, vorrei capire che razza di messaggio mi sta mandando il mio inconscio. Io ogni tanto sogno di mettere le mie mani nelle tasche della felpa di una ragazza e di toccarle la zip. Io il fatto di mettere le mani nelle tasche della felpa di una ragazza lo interpreto come un segno di fiducia (infatti apro questo topic proprio per confrontarmi con voi); invece il fatto di toccarle la zip io lo interpreto come un segno di protezione.
  14. Benni

    Sesso o anche sentimento?

    Salve, stavo vagando sul sito e leggendo anche le storie di altri utenti e perciò ho deciso di condividere anche la mia. Ho 20 anni e da circa 6 mesi mi "frequento" con un ragazzo, sempre della mia stessa età. Sono 5 anni che ci conosciamo, essendo anche stati compagni di classe alle superiori, e sono anche 5 anni che siamo attratti l'uno dall'altro. Questa attrazione però non ha mai avuto una conclusione pratica fino a quest'anno. Sono 6 mesi che ormai che ci ritroviamo insieme occasionalmente e tutte le volte sembra che diventi qualcosa di più rispetto all'inizio. Purtroppo però non riesco a capire bene come comportarmi, dato che il nostro "frequentarsi" non è proprio tale. Non ci scriviamo e non ci cerchiamo sempre, facciamo trascorrere settimane prima di risentirci. Lui in particolare, dopo la cosiddetta avventura, si allontana e cerca di evitarmi ma poi nel giro di poco tempo mi ricerca. Ormai sono 6 mesi che va avanti così e tutte le volte siamo sempre più intimi tra di noi, peccato che questa cosa non si propaghi anche nella nostra quotidianità. Allo stesso tempo però, io non desidero da lui un rapporto solido ma semplicemente vorrei che ci frequentassimo veramente e magari vedere come potrebbe andare se iniziassimo a considerarci un po' di più. Tutte le volte che uno dei due fa un passo in avanti, l'altro retrocede. Non parliamo tra noi di questa situazione per puro orgoglio, io non me la sento di affrontare un discorso del genere con lui per poi sentirmi dire magari che ho capito male e che è solo un modo per passare il tempo. È una situazione al quanto complicata, o almeno per me, data la nostra forte amicizia e la nostra ottima complicità. Sarebbe un peccato perderla o anche solo non consolidarla
  15. Franzu

    Non riesco a fare amicizia

    Ciao a tutti sono un nuovo membro del forum, mi presento mi chiamo Francesco. Ho 17 anni, sono un ragazzo timido, insicuro e molto chiuso in me stesso. La mia difficoltà è legarmi in generale con altri ragazzi, insomma non riesco ad avere un mio circolo sociale dove conoscere gente e riuscire ad avere amici da frequentare. I pochi amici che ho sono molto piu introversi di me, ci vediamo giusto cosi ma niente di particolare, poi se voglio invitarli a fare qualcosa di sfizioso tipo andare in piscina in estate loro si rifiutano oppure hanno sempre qualche imprevisto(tipo il passaggio) ecc.Il problema non è manco questo, perchè quando mi trovo con loro mi sento a disagio, dato che mi trasmettono quell'insicurezza che già comunque tengo, per esempio quando esco con loro, i miei amici vogliono fare quello che vogliono, nel senso che per loro uscire è solo andare a giocare a biliardino oppure andare in pizzeria dove magari non ci sono altri ragazzi, oppure in quei posti dove non c'è mai nessuno, io credo che uscire sia fatto per divertirsi con i propri amici, ma bisogna anche incontrare gente, acchiappare ragazze non è cosi? Invece con i miei amici non è cosi, perciò ora sto alla"ricerca" di nuovi amici per stare insieme e avere nuove occasioni, ma con il mio carattere chiuso non riesco proprio a combinare niente, neanche a far attirare l'attenzione su di me. Secondo voi dov'è che sbaglio? Perchè gli altri non mi considerano? Che cosa devo fare per essere piu sicuro di me stesso? Spero di essere stato chiaro. Se c'è qualcosa che non è chiaro ditemelo cosi vi toglierò il dubbio.
  16. Salve a tutti... Per la seconda volta mi accingo a scrivere su questo forum per chiedere aiuto e consigli a tutti voi. Il problema è complesso e, pur dilungandomi, forse non mi sarà possibile esporlo con sufficiente chiarezza. Ad ogni modo, iniziamo. Io conosco questa ragazza da tre anni... E da tre anni ho capito che era speciale. Frequentiamo l'ultimo anno di liceo... Lei è molto timida e di buon cuore... Ho maturato con lei un ottimo rapporto di amicizia, che l'ha fatta diventare la mia migliore amica e la persona più importante della mia vita. Lo stesso vale per lei. Negli ultimi mesi, però, siamo stati soggetti ad un profondo cambiamento. Lei era diventata indispensabile per la mia giornata, ed io per la sua. Non siamo più riusciti a fare a meno dell'altro, ed è subentrato il contatto fisico. Per più di un mese siamo andati avanti a coccole, carezze e bacetti... Ma continuavamo a definirci migliori amici. Era logico che l'amicizia fosse stata superata da un pezzo, eppure lei è sempre sembrata per niente propensa ad ammetterlo. Una settimana fa ho voluto fare il grande passo e piano piano, con dolcezza, l'ho baciata. Era ok, eravamo ufficiosamente insieme ora. Ma dopo 3 giorni di apparente felicitá, lei ammette di essere distrutta dalla cosa. Dice, in primo luogo, che la sua vita, cosi come l'aveva programma lei, avrebbe dovuto essere priva di rapporti sentimentali... Poiché ha scelto un mestiere ( hostess ) che non le permetterà di concedere a se stessa un tale lusso. Io ci sono rimasto male, talmente male che non ho mangiato per tutto il giorno... Abbiamo discusso, ho provato a farle cambiare idea, ma niente. Ho meditato un bel po, solo, lontano dal resto del mondo... Ed ho capito di amare questa ragazza. Si, amare. Allora l'ho detto a lei... Lei ha detto ( e continua a sostenere ) di essere "incapace di amare"... È stata parecchio male per come mi aveva fatto sentire... Non sono mai stato cosi male in vita mia. Ha pianto molto, ed ho pianto anche io... Cosa che non facevo da molto tempo, e mai ho fatto per questo motivo. Lei continuava a dirsi non pronta per intraprendere un rapporto di questo tipo. Oggi, dopo che ho fatto notare a lei che non sarebbe stato possibile tornare come prima, amici, si è buttata a tappeto completamente. Io sono la persona più importante della sua vita e non vuole perdermi. Ma io la amo... E questo suo rifiuto ha generato in me una sensazione di odio-amore nei suoi confronti; Più la amo, più la odio perchè il mio amore non è corrisposto... Più la odio, più odio me stesso perchè faccio stare male la persona che amo. La situazione sembrava essere totalmente in stallo... Ma forse ecco la svolta. Abbiamo optato per una terza via: provare a impegnarci insieme per restare uniti... E per innamorarci. Ma lei non mi promette nulla. Cosa dovrei fare? Ogni consiglio, cosi come ogni qualsivoglia tipo di considerazione sulla faccenda è preziosa! Sto male... sto male come non sono mai stato. "Misere Amantis".
  17. qualcuno sa indicarmi un testo scientifico sull'amicizia? Un testo universitario preferibilmente. GRAZIE
  18. Salve, circa un anno fà ho lasciato il fidanzato storico, per sue insicurezze, che dopo 10 anni per me non erano più scusabili. Cosa dovrei fare???? Grazie mille
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