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Trovato 6 risultati

  1. Sto male e mi manca il respiro. Ho solo bisogno di una spiegazione razionale, purtroppo il mio carattere me lo impone, lo so che lo devo lasciar andare e devo dimenticarmelo, mi rovinerei la vita con un uomo così. 7 mesi di un amore intenso come non l'avevo mai provato, neanche in anni di convivenze. In breve: io sono un attrice di cinema emergente che sta avendo abbastanza "successo", sono popolare, carina, di buona famiglia, ho studiato molto e so fare tante cose. Lui arriva dalla povertà e fa un lavoro normale nonostante sia ben pagato (molto più di me), e vive per fare soldi e sempre più soldi. Non ama uscire di casa ed è un tipo molto solitario. Io invece vivo soprattutto per la mia passione. Lui si innamora di me con un colpo di fulmine ma inizia subito ad andare in sofferenza perchè "do corda alle persone che mi scrivono o che mi fermano per strada" (in realtà, anche per questioni di lavoro, sono solo educata e sempre distaccata, non do mai l'impressione di flirtare ). Non viene mai agli eventi per me importanti (in cui sono praticamente la protagonista), cerca scuse. Ad un certo punto, dopo due mesi, addirittura si ammala, il suo corpo si riempie di bolle. La causa? probabilmente lo stress. Tra di noi c'era tantissima passione, fino all'ultimo giorno e pure tanta attrazione. Poi scopro alcune sue marachelle, alcuni messaggi (inviati da terze ragazze, ma tutte irraggiungibili anche perchè veramente lontane). Lui si giustifica dicendo che "anche io flirto" e lo ha fatto come difesa psicologica. Peccato che io non flirti e risponda semplicemente ai messaggi in maniera educata. Lui controlla di nascosto i messaggi e si incazza per niente (nulla di compromettente). Ultimamente lui è sempre più insofferente e nervoso (anche per la malattia), io inizio a soffrirne e glielo faccio notare. Ad un certo punto mi molla e non riesce a darmi una spiegazione vera, semplicemente che non sta bene, che si sente sotto pressione con me. Passano 7 mesi nel frattempo in cui all'inizio ci siamo visti un paio di volte finendo a letto, lui ha pure pianto anche se non voleva farsi vedere, poi ha sempre trovato scuse per contattaremi in qualche modo e poi ha iniziato a farmi dispetti (ad esempio scrivere alle mie amiche per provarci in modo che me lo venissero a dire, ammesso lui stesso). Non è mai riuscito a dire che di me non gliene frega più niente, nonostante gliel'abbia chiesto io e nonostante gliel'abbiano chiesto altre persone. Mi parla sempre con rabbia e parla con rabbia di me con gli altri. Lui ora si è trasferito, ha proprio cambiato lavoro, lontano. Sta di fatto che io sto malissimo perchè ora continua a dire che mi ha mollato perchè "io rispondevo a tutti i messaggi e non lo facevo sentire unico", quando cavolo, io per lui ho fatto davvero tutto, compreso andare in giro per ospedali e medici da sola per aiutarlo e giuro che mai ho flirtato nè pensato di tradirlo. Era davvero tutto per me e soffro per il fatto che non l'abbia capito o finga di non capirlo. E mai ha accettato di darmi una reale seconda possibilità. Ah, non ha interesse verso nessun altra ragazza, nemmeno avventure (ne sono sicura al 100% ma il motivo per cui lo so è lungo da spiegare). Vorrei una spiegazione di tipo psicologico del suo comportamento. Detto questo, lo so che me lo devo dimenticare! Grazie a chi mi risponderà.
  2. Carissimi, vorrei chiedervi se per voi è normale che il mio compagno (stiamo insieme solo da qualche mese), appena iscrittosi su Facebook, sta chiedendo l'amicizia alle sue ex (anche ex di moltissimi anni fa), lui non ci vede niente di male a me sembra un'offesa. Sono troppo insicura io o lui? Ho commentato questo con lui e si è arrabbiato smisuratamente, ma io non credo di aver poi così torto. Lui ha più di 40 anni e la sua attività nel social non mi piace per niente; oltre alle ex tra gli amici condivide sempre frasi che fanno capire che ce l'ha con tutti e tutto, non so, che persona è? Grazie anticipatamente per le vostre risposte
  3. FAIRYMOON

    Depressione

    Ciao a tutti sono nuova del forum o meglio è il primo forum a cui mi iscrivo in tutta la mia vita...mi sento con l'acqua alla gola e spero che ci siano persone che possano darmi un buon consiglio per uscire da questa situazione. Circa un anno e mezzo fa mi sono lasciata con il mio fidanzato dopo una faticosa convivenza di 4 anni. dico faticosa perchè subito appena trasferiti mi ha tradito con un'altra. Non sto a soffermarmi molto sul perchè e come...ne abbiamo ampiamente discusso fra di noi e le cose non si sono pià aggiustate...dal momento della rottura mi è stata diagnosticata una depressione reattiva e da allora sono in cura dalla psicologa e mi hanno prescitto gli antidepressivi. Ad agosto causa malore (non dipeso dai farmaci) ho smesso gli antidepressivi e non voglio più prenderli perchè mi sembra che a oggi non facciano altro che peggiorare la situazione. Il problema è che spesso mi sento agitata e in ansia comincio a fare cose impulsive, l'ultima ieri non ce la facevo più a stare in casa e ho preso e sono uscita a fare spese, oppure inizio a toccarmi viso e fronte come se avessi la febbre camminando su e giù per casa oppure mi strofino le braccia come se dovessi levarmi di dosso qualcosa (dello sporco ,un insetto) e finisco magari a farmi una doccia per togliere questa sensazione. Di notte fatico a dormire, non riesco a prendere sonno, a volte ho il sonno agitato e quando finalmente mi addormento poco dopo suona la sveglia e appena apro gli occhi subito mi riaddormento e quando mi sveglio sono in ritardo e di conseguenza arrivo in ritardo anche al lavoro...quando sono al lavoro sono distratta e penso (come se fosse automatico) alla mia situazione perchè influenza l'andamento della mia giornata, sono spesso distratta faccio mille cose che lascio tutte a metà e mi sento così affaticata da arrivare a dire "non ce la faccio più" ...poi mi rimbocco le maniche perchè mi rendo conto che la mia vita oggettivamente non è poi così faticosa come quella di una mamma con 2 figli che si deve destreggiare tra lavoro, marito, casa e gestione figli appunto con compiti da fare e tutto il resto. A qualcuno è mai capitato una situazione simile? Come posso uscirne? Ringrazio anticipatamente tutti quelli che vorranno rispondermi.
  4. Quello che riporto sotto é quanto é venuto fuori da un test sulla paura che ho svolto in rete (sul sito di riza.it) e il risultato rispecchia quello che sono i miei pensieri di fondo, spessissimo quando sono a lavoro, meno quando sono fuori da esso e per nulla con persone che mi sono molto familiari. Ti nascondi per timore del mondo Il tuo incubo sono tutte quelle situazioni che ti mettono in gioco, al centro dell'attenzione, che ti espongono al giudizio altrui e ti costringono ad assumerti responsabilità. Le tue paure nascono da un'insicurezza di fondo, che ti fa sentire sempre sotto esame, inadeguato. Hai perciò bisogno di continue rassicurazioni e raramente sai dartele da solo. Più che dal confronto con gli altri le tue paure nascono dal confronto con un'immagine di te ideale e irraggiungibile, tutta all'insegna del successo e della perfezione. Il giudice più severo sei tu e più lo segui più ti sentirai fragile e impaurito, e a rischio depressione. Dovendo ora cambiare lavoro, queste idee di fondo si sono fatte più acute e so che se non avessi tutte queste insicurezze vivrei meglio il cambiamento. Andró a lavorare in pronto soccorso e pertanto ogni giorno ne vedró delle belle e avró a che fare con mille persone diverse al mese e proprio in quest'ultima situazione"mi" sottopongo a stress e mi giudico come se un intera giuria mi stesse giudicando. Come fare peró per avere una vocina di sottofondo più benevola e sicura? Io non ne ho idea proposte e suggerimenti?... Grazie
  5. Ciao a tutti! sono nuova,sono capitata per caso sul vostro sito mentre cercavo info sul mio "problema" :) Il fatto è che sto attraversando un periodo orribile.Sto cercando di essere forte,ma ogni volta che va leggermente meglio succede qualcosa ancora peggiore.Adesso va tutto male.Davvero,non saprei a cosa pensare di bello e positivo e il "è solo un periodo,poi passa" non funziona piu.Ora c'è di mezzo anche un lutto prossimo in famiglia di cui non riesco nemmeno a parlare e sono definitivamente crollata,l'ansia sta vincendo.Vivo con una sensazione di "peso" sul petto e ogni momento è buono per avere crisi di pianto,mi sembra di impazzire e il momento piu brutto ancora non è arrivato. Sto cercando qualche consiglio per "riprendermi" un po,per quanto possibile.A volte desidero semplicemente spegnere il cervello o dormire per qualche secolo..sarebbe bello,eh? :D Non so,voi come fate quando siete in queste situazioni?O cosa avete fatto quando avete passato un periodo davvero brutto? -
  6. Salve a tutti, sono Domenico, ho 21 anni e studio Filosofia. Volevo porvi all'attenzione il problema del fratello di una mia carissima amica (mia coetanea). Questo ragazzo, a breve sedicenne, è un tipo molto particolare. Non esce mai di casa, è schivo e chiuso e a volte sembra con la testa tra le nuvole. Almeno così me lo descrive la sorella, con la quale non ha mai avuto un bel rapporto: litigano di continuo, soprattutto dopo che la sorella aveva messo in atto un "piano" per fare uscire il fratello da casa (ha convinto il cugino di una sua amica). Ultimamente sono spesso a casa loro e ho notato come, dandogli un po' di confidenza, non è quel ragazzo un po' ritardato che mi aspettavo, ma una persona intelligente, che fa battute intelligenti, ma dalla grande sensibilità. Approfondendo l'argomento con la sorella, mi ha raccontato che una sera lo ha chiuso in una stanza per un paio d'ore e lo ha "costretto" ad aprirsi. Questo ragazzo ha raccontato come era maltrattato ed escluso dal gruppo con cui usciva e, soprattutto, ha raccontato dell'inutilità di farsi una vita, di uscire e divertirsi perché teme la morte, cosa ci sarà dopo, se esiste un Paradiso e se ci andrà. La sorella gli ha consigliato di viverla la vita e non vederla trascorrere e alla domanda "Pensa alla festa del tuo 18esimo compleanno. Chi ci sarà?" e lui cominciò a singhiozzare. In più, gli confidò che gli unici amici che ha li ha conosciuti su internet, perché "loro sono molto più avanti e intelligenti dei ragazzi che ci sono qui". Adesso che questo ragazzo ha cominciato a entrare in confidenza con me, so che posso dargli una mano a sbloccarsi, in quanto anch'io alla sua età facevo simili considerazioni ed ero asociale e chiuso. Ho notato come, ad esempio, cerca un dialogo con me. Una sera, ad esempio, mi trovavo a casa sua a studiare con la sorella e, prima che andasse a letto, si è seduto sul tavolo con noi a parlare del più e del meno per un'ora circa. Per questo vorrei qualche consiglio su come posso aiutarlo nella maniera più produttiva e rapida. Volevo sottolineare che vive in un piccolo paesino (dall'ovvia mentalità "particolare"), i genitori sono molto all'antica e spesso il padre inveisce contro di lui dicendogli che è una delusione, che è un "malato" e che è inutile. Accuse a cui lui non risponde, ma che lo fanno singhiozzare la notte. Inoltre ha sempre vissuto in un contesto in cui il padre, con cui non ha dialogo, lavora dalla mattina preso alla sera, e in cui ha come riferimenti la madre (con cui non ha dialogo), la sorella maggiore (la mia amica) e la sorella minore (la cocca dei genitori di 10 anni). Ho pensato che la sua esclusione derivi da una forte esigenza di essere ascoltato e capito, dalla mancanza di una figura che potesse apprezzarlo per quello che è, e non vederlo come la discarica delle proprie frustrazioni e dei proprio sogni infranti. Ho anche pensato che la sua "paura della morte" derivi dalla condizione di salute del padre che, 3 anni fa, ha rischiato la vita per un infarto. Cosa posso fare per aiutarlo? PS: la sorella mi ha detto che, da quando il ragazzo scambia quattro chiacchiere con me, ha cambiato in positivo il rapporto tra loro due (fino al mese scorso, lui non la salutava neanche). PPS: non ditemi di portarlo dallo psicologo, tentativo già fallito. Vi ringrazio anticipatamente.
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