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  1. Mi sembra strano parlare dei miei problemi su un forum ma non c'è più nessuno che mi ascolti ormai. Giusto per farvi capire la mia situazione vi faccio un piccolo riassunto della mia situazione socio-economica e come sono arrivato a scrivere questo post. Sono un ragazzo romeno di 17 anni. Da piccolo abitavo con mio padre e mia madre in un condominio insieme a due coinquilini. Ero felice e la gente del condominio mi regalava libri da colorare e un vicino di scala mi faceva giocare qualche volta sul suo PC. L'appartamento era grande e potevo giocare tutto il giorno. Succedeva che i miei litigavano ma la cosa iniziò ad andare sempre peggio. Ormai litigavano ogni volta che si vedevano, tranne la sera/notte per non svegliare i coinquilini. Un giorno mentre guardavo la TV mio padre salutò mamma e vidi che lei stava piangendo. Guardai papà e lo vidi con un borsone da viaggio...anche se piccolo capii che doveva andarsene per un lungo periodo, pensavo fosse una vacanza e quindi mi aggrappai alla sua gamba dicendogli di portarci anche a me e a mamma in vacanza, dicendo anche che ho fatto il bravo ma nulla. Andammo quindi ad abitare dai miei nonni di parte di mamma e crescendo scoprii che si erano ormai lasciati con tanto di documenti. Tuttavia continuavo a piangere ininterrottamente per far chiamare papà e parlare con lui. Una sera mia nonna litigò con mamma e quest'ultima fece i bagagli. Ce ne andammo per una seconda volta dopo circa 1 anno. Mi ritrovai il giorno dopo in un nuovo paesino a casa di un tizio paffuto ma apparentemente simpatico. Dopo un anno le cose iniziarono a degenerare anche per me oltre che per mia madre: mi facevano lavorare nella mini fattoria che possedevano, mi picchiavano per xxxxxxx, mi minacciavano... L'unica cosa che mi "salvava" era lo studio e la chiesa (la domenica). A scuola prendevo sempre il massimo insieme alla ragazza che mi piaceva. A molti il fatto che la gente del paesino mi conoscesse come un ragazzo educato e che fossi il cocco del prete e dei prof. non andava molto giù e mi bulizzavano ma per fortuna avevo alcuni amici che mi aiutavano. Per non lavorare studiavo tutto il giorno e scrivevo poesie oltre che a leggere i libri che il prete mi regalava. Ero un ragazzo religioso e non avevo il coraggio di chiedere soldi a mia madre ma per fortuna c'erano alcune vecchiette che me li davano dicendo di andarmi a comprare un gelato. Poi arrivò anche un fratellino e le frustate raddoppiarono, ma davvero frustate, intendo con la frusta, me le ricordo ancora e xxxx se facevano male. Un giorno piegai per sbaglio il muretto di metallo in un angolino e il tizio (che al tempo mi chiamava padre) mi vide. Così eccomi qui, è venuto papà a prendermi perché nel frattempo si era fatto una famiglia qui in Italia. A 11 anni scesi al aeroporto di Bari. Iniziai ad andare a scuola e a farmi nuovi amici, falsi perché come forse sapete c'è tanto razzismo verso i romeni, gli albanesi molte altre etnie. Imparai l'italiano base in 2-3 mesi e a scuola andavo bene. Poi però fui messo da parte, e molti si prendevano gioco di me. Ogni cosa sbagliata che facevo veniva derisa per giorni, ogni vestito che indossavo, ogni pacca che prendevo. Finii per perdere tutti gli amici e chiudermi dentro casa. Mi appassionai al calcio ma lasciai dopo nemmeno una settimana perché venivo deriso tantissimo. Andava sempre peggio. Anche a scuola iniziai ad andare sempre peggio ed iniziai a vestirmi ribelle e a non rispettare le regole per adattarmi a loro. Quando iniziai la seconda media mi misi insieme alla figlia di un'amica di mamma ma non mi piaceva molto e la lasciai. Così una sera mi ritrovai sotto casa un gruppo di ragazze che mi chiese un autografo perché avevo un canale YouTube dove giocavo e stava andando abbastanza bene. Così iniziai ad innamorarmi di una delle ragazze, iniziamo ad uscire e a fare video insieme. Dopo qualche giorno abbiamo capito entrambi che tra noi c'era qualcosa e ci siamo baciati per un obbligo o verità. Dopo un anno abbiamo iniziato a litigare per colpa di un ragazzo che la abbracciava e la baciava come fosse la sua ragazza. Ma poi è sparito, ha iniziato a uscire con altri amici. È passato ancora del tempo ed eccomi qui. In pratica c'è questo ragazzo che si potrebbe troppa confidenza. Lei cerca di difendersi e difenderlo facendomi capire che non si metterebbero mai insieme. Io però ho comunque paura perché ho perso un dente con la bici e devo aspettare settembre per "ripararlo", e ciò mi rende bruttissimo. E sono anche povero, non potrei mai essere come lui, e poi lui ha gli amici e io no, e sono triste praticamente sempre e non riesco neanche a farla ridere come da lui. La faccio solo star male perché litighiamo. Lei dice che non è come le altre ma ci sono cosiddette altre che hanno detto la stessa cosa. Ora sto praticamente tutto il giorno dentro casa tranne sabato e domenica. Guardo Anime, disegno, suono il piano la chitarra, programmo sul PC, studio roba riguardante la teoria quantistica e simili, gioco ai videogiochi, mi deprimo... Ho provato anche a suonare in una band e ho trovato un gruppo folk, con il quale faccio anche spettacoli grossi, ma quando finisce la musica finisce anche la mia voglia di resistere e di esistere. Sto sempre peggio e sono rimasto con voti scarsi, tagli, ferite sulle nocche perché tiro pugni ai muri e a qualsiasi altra cosa mi trovo davanti, e i morsi di lei sul collo. Le uniche cose che mi restano sono queste... Vorrei solo qualcuno che mi stesse vicino ma mi deriderebbero. Anche la mia ragazza che ne ha passate di peggio. Vi dico solo che ha una sorella con handicap e che non può andare a scuola. Perfavore cosa devo fare... Sul web mi sento più sicuro di chiederlo perché è tutto più anonimo.
  2. Premetto dicendo che sono un sedicenne nato a dicembre del 2000, che frequenta un Liceo Scientifico. Inzio. Ma da dove inizio? Il punto è che non so nemmeno definire come mi sento. Non ho voglia di fare niente, non ho voglia di andare avanti. Il mio unico obbiettivo è quello di arrivare a casa mia per navigare su internet, tutte le altre cose le faccio per sopravvivere. Sto smettendo di praticare il mio sport agonistico, studio solo per evitare di prendere brutti voti e per evitare che gli altri pensino male di me, e mi nascondo dietro ogni cosa che possa trasfigurare quello che veramente sono: uno svogliato, senza hobbies o interessi, che non ha mai varcato o sfidato le proprie paure (e qui non si parla di limiti, perché so che il potenziale ce l'avrei), e che, appunto, ha sempre avuto il timore di uscire nel mondo reale per fare quello che fanno tutti gli altri. Questo ha comportato un profondo sviluppo dell'ansia e della paura, che escono in ogni tipo di situazione. Inoltre, assieme all'ansia, quando sono solo, inizio a pensare a tutto quello che non ho fatto e a tutte le possibilità che ho perso, essendo fatto così. Tutto ciò genera insonnia e attacchi. Do troppa pesantezza a tutti i miei problemi, e vedo solo quelli. Credo di non avere più amici veri. Forse non ce ne ho mai avuti. E probabilmente non ho mai capito il valore dell'amicizia vera, perché sono troppo timido per cercarne altri. Non riesco a vedere nessun lato positivo di me stesso e non faccio altro che discreditarmi e abbattere la mia autostima. Voglio tornare a vivere. Voglio vivere. Voglio rinascere. Voglio essere quello che vorrei essere. Mi faccio schifo e non faccio niente per migliorare. Ovviamente tutta questa sensazione generale di perdizione morale è stata causata da una serie infinita di miei errori causati dalla personalità super-timida e introversa. Per esempio io ho pochissimi amici, e proprio adesso so che anche gli amici più vicini che avevo si stanno allontanando da me. Questo perché sono sempre stati gli altri a coinvolgermi nei gruppi, perché se non fosse per loro, io sarei una persona anti sociale, che tenderebbe a starsene sola tutto il tempo, fantasticando con la sua testa... Quando fantastico, sogno di avere una vita bella, in cui sono forte e riesco a prendere decisioni senza farmi influenzare dagli altri. Sogno di avere una vita in cui sono intelligente e creativo. Senza paura. Disinvolto. Tranquillo. Amichevole. Sportivo. Attraente. Tutto l'opposto di quello che sono nella realtà. In generale sono sempre stato svogliato e disinteressato nei confronti della scuola e dello studio (e ho sempre di conseguenza studiato poco), ma nonostante questo me la sono sempre cavata. Ora però sto cadendo a pezzi e non riesco proprio a fare più niente. Anche le azioni più semplici mi sembrano una sofferenza. Ovviamente ora, data la mia crisi, sto iniziando ad andare male ovunque. Gli altri tra poco inizieranno a chiedersi cosa ci sia veramente dietro di me e nel mio passato. Ma ho sempre avuto così poca rilevanza per le altre persone oltre a mia madre che probabilmente non se ne fregherebbero nemmeno della mia perdita. Un altro enorme problema per me è che non ho fatto esperienze! Non ho esperienza. In niente. Dato che non ho gli amici, e di relazioni vere e strette non ce ne ho mai avute, non ho mai fatto niente di quello che gli altri hanno fatto. E non sto parlando di fumare una canna (di cui conosco i rischi causati dalla dipendenza), ma sto parlando semplicemente di stare insieme e andare dove pare. Per esempio non ho mai fatto una vacanza da solo coi miei amici... Ma perché? Perché non ce li ho! Cavolo! A parlare solo con me stesso per tutto questo tempo sono diventato pazzo! Chi parla con se stesso e non si sfoga all'esterno impazzisce! È logico! Ora mi chiedo: è giusto che la maggior parte delle persone sia felice e che solo poche non lo siano? Ma soprattutto: perché siamo tutti così di versi? Perché non posso suicidarmi e farla finita con questa sofferenza durata 16 anni? Aiuto. Mi sto sfogando qui perché ho paura. Ho bisogno di relazioni sociali! E guarda te! Le vado a cercare proprio su un forum online. La mia vita é finta, è formata da una concomitanza di cose schifose che mi rendono conto e schifoso. Inutile. Sembrerò a chi legge uno stupido adolescente in crisi, che per attirare attenzioni scrive disperatamente su dei forum, ma per me l'aiuto da parte di qualcuno conta. Grazie per avermi ascoltato. Sono un maschio sedicenne, e da come scrivo, sembro una ragazzina che ha perso il suo ragazzo. Sono una persona ultra-sensibile, e probabilmente devo ancora chiarire il mio orientamento sessuale.... Ma purtroppo sono quasi sicuro di essere gay e questa è la prima volta che lo scrivo a "qualcuno".
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