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  1. come dice il mio nickname sono confusa. Il mio partner attuale, l'avvocato, la psicologa e anche uno psichiatra esperto in devianze sessuali, dicono tutti che sono stata vittima di manipolazione e violenza psicologica sessuale. Io faccio fatica ad accettarlo. Forse perché mi sono sempre ritenuta intelligente e con personalità. Comunque si tratta del mio ex marito. Ci siamo conosciuti da ragazzini, io ero ancora vergine e anche inesperta dal punto di vista sessuale. Ho sempre pensato che lui mi amasse meno di quanto lo amassi io. Era gentile e mi trattava in maniera carina, ma non aveva passione e non sembrava troppo desideroso di stare con me. Era molto chiuso e io lo attribuivo a timidezza, ma era molto difficile parlare di cose personali con lui perché si chiudeva e, se insistevo, si irritava molto. La relazione andava bene se mi comportavo in modo da non irritarlo: non lo cercavo troppo, niente coccole o abbracci, non dicevo niente sulla sua famiglia, parlavo solo di cose leggere e divertenti, non lo criticavo su niente, non stavamo con i miei amici o la mia famiglia. Altrimenti non litigavamo (non ha mai alzato la voce) ma non mi parlava, mi cercava anche meno o mi ignorava. Io mi rendevo conto che la cosa non andava benissimo, ma ero al primo amore e mi facevo andare bene la situazione. D'altronde ero giovane e passare il tempo in modo leggero e spensierato mi andava bene. Dal punto di vista sessuale c'è sempre stato qualcosa di stonato. Io non ero eccitata da lui. Pensavo fosse colpa mia, che fosse perché ero particolarmente poco sensibile, ma poi ho scoperto che non era così (dopo che la nostra relazione è finita). Ma volevo essere perfetta per lui e sembrava che la parte sessuale fosse molto importante per lui, perciò facevo di tutto per renderlo felice a letto. Cercavo di diventare "brava" per accontentarlo. Ho anche letto libri, gli ho chiesto di guardare insieme dei porno che gli piacessero, ecc... Ho capito subito che aveva fantasie un po' particolari, ma pensavo di dover essere aperta a tutto e ero contenta che, almeno su quello, si aprisse con me e mi raccontasse qualcosa di intimo. Siamo stati insieme per ANNI. Ci siamo poi sposati. Le sue fantasie sono diventate giorno dopo giorno sempre più presenti e più strane. Lo intrigava la fantasia del sesso a tre, dello scambio di coppia, mi ha chiesto di provare cose che a me non piacevano, come la golden shower, sex toys (che a me non provocano piacere, anzi, li trovo fastidiosi) sesso anale ecc.. Però mi dava attenzioni. In quei momenti mi faceva complimenti, mi diceva che ero sexy. Io ero un po' restia a crederci, perché non mi sono mai sentita sexy e lui cominciò a dirmi che avrebbe voluto provarmelo. Cominciò a farmi delle foto, per farmelo vedere. Poi piano piano passò oltre. Mi disse che frequentava dei siti di foto amatoriali di scambisti e di persone che mettevano foto delle proprie compagne. Mi chiese se poteva postare alcune mie foto in internet, senza il viso. Mi disse che voleva farlo per me, per farmi capire quanti uomini mi avrebbero considerata sexy. Io dissi di no. Ma lui continuò a tirar fuori la cosa sempre più spesso. Contemporaneamente cominciò ad avere sempre più fantasie di fare scambio di coppia. Provò a portarmi in un parcheggio di scambisti dicendomi che era solo una fantasia, che non sapeva se voleva che accadesse davvero, ma appena arrivati gli dissi che mi sentivo a disagio e volevo andarmene. Ce ne andammo ma era visibilmente deluso. Cominciò a raccontarmi le fantasie che aveva sul fare scambio di coppia con una coppia di suoi amici. Me ne parlava tutte le volte che facevamo sesso, di continuo, gli piaceva che gli descrivessi io le situazioni, e alla fine io cominciai a farlo spesso, anche perché non sembrava che raggiungesse l'orgasmo se non lo facevo. Cominciò a dirmi che sognava di allungare le mani su di lei quando eravamo insieme e a chiedermi di fare lo stesso con lui per eccitarlo, di vestirmi provocante quando ci vedevamo. Iniziò per gioco, con il chiedermi di vestirmi in modo più carino, poi aumentò le richieste. Io, non so nemmeno come, mi ritrovai a fare quello che mi chiedeva. Ma mi sentivo in colpa e sporca. Dopo qualche tempo gli dissi che non me la sentivo, che per me non era un gioco eccitante, che mi sentivo a disagio. Volevo parlarne, ma lui non volle e mi disse solo che non lo avremmo più fatto e di smetterla di volerne parlare. Non parlavamo MAI di sesso al di fuori dell'atto sessuale. Mai. tutte le volte che provavo a sollevare l'argomento si irritava moltissimo e poi andava a finire che non mi parlava. Pensavo che la situazione dello scambio di coppia fosse finita, ma si ripresentava puntualmente ogni poco. Come le richieste di mettere le mie foto sul sito. Alla fine, nonostante non fosse una cosa che mi eccitava, gli dissi di sì. Che però volevo scegliere io le foto e non volevo nessun nudo. Solo foto magari provocanti, con una camicetta sbottonata, niente di più. Lo fece ed era eccitatissimo. Aprì un account del quale io non avevo la password, ma che gestiva solo lui, su un sito di scambisti, dove postò delle foto. Ogni tanto mi faceva leggere dei commenti, ma poi la cosa si calmò e pensai che fosse finita lì. Invece mi capitò di essere da sola nel suo ufficio un pomeriggio e vidi che era loggato sul sito e scoprii che poteva avere conversazioni private con altri utenti. E ne aveva sia con uomini che con donne. Non volli leggere perché non volevo sapere, ma rimasi piuttosto turbata. Non gliene parlai, per paura che si irritasse e mi convinsi che era come se fosse del porno. Nel frattempo erano usciti anche dei desideri esibizionisti. L'unico vero motivo per cui sembrava di essere felice di andare in vacanza con me era perchè mi chiedeva di farmi foto porno all'aperto. Diceva che lo eccitavano. Io mi sentivo terribilmente in imbarazzo. Provai a dirglielo diverse volte, ma, come sempre, quando accadeva, smetteva di parlarmi, si ritirava in se stesso per un po' e poi tornava a chiedermelo. E alla fine cedevo, per vederlo contento e attratto da me e dallo stare insieme a me. Non so cosa ne facesse delle foto. Il sospetto è che le inviasse in privato a qualcuno che gli mandava in cambio le foto della propria compagna o le proprie, visto che so che aveva chat con queste persone. Nel frattempo mi ammalai. Un cancro. Ebbi un grosso intervento e le cose cominciarono a precipitare. Già al rientro dall'ospedale, nonostante gli dicessi che non stavo bene, volle fare sesso dopo pochi giorni. Io ebbi una forte complicanza quasi subito dopo e dovetti rientrare in ospedale. Fra terapie e ospedale, passarono circa 6 mesi. Quando mi sentii meglio, lui era molto più freddo, distante. Vedevo che usciva più spesso, che mi trattava in modo insofferente, che curava di più il suo aspetto prima di uscire. Sospettai che avesse una cotta per qualcuno. Ma mi sentivo in colpa per quello che aveva dovuto passare a causa del mio cancro. E decisi di aspettare e di cercare di riconquistarlo senza pressarlo. Infatti nel giro di qualche mese tornò a uscire di meno, a passare più tempo con me e a desiderare di fare sesso con me di nuovo. Ovviamente tornarono i suoi desideri di esibizionismo, scambio di coppia con i suoi amici, con estranei, ecc... Inizialmente non mi opposi per niente. Ero felice che avesse ritrovato interesse nei miei confronti e cercavo di fare di tutto per accontentarlo. Credo che si sia reso conto di questa mia disponibilità. Cominciò infatti a dirmi, prima vagamente, poi decisamente, che sentiva diverse persone, scambisti e uomini singoli, su messanger. Cominciò anche ad avere desideri non solo di scambio, ma proprio di vedermi fare sesso con altri uomini. Premetto che non era mai stato dolce e tenero a letto, anzi, sembrava trasformarsi. Da persona molto gentile ed educata, diventava strano, con una voce quasi da maniaco, mi raccontava le più sordide fantasie e voleva che io ne raccontassi a lui (di quelle che piacevano a lui però), non mi ha mai detto "ti amo" o chiamata "amore" o detto parole dolce. Però a questo punto le cose peggiorarono drasticamente. Cominciò a chiamarmi troia e puttana, con violenza, "fingeva" di arrabbiarsi e di eccitarsi al pensiero che io fossi stata a letto con altri uomini, mi ripeteva di quanto avrebbe voluto vedermi scopata da altri, che poi costringessero lui a fare loro una fellatio magari. Mi trattava anche con brutalità, mi faceva male a volte. Quando, dopo, gli dicevo che era stato troppo, mi diceva che erano solo fantasie, non voleva parlarne e non sarebbe successo di nuovo. Ma poi succedeva di nuovo. A volte mi chiedeva di fare sesso a luci spente, in modo che lui potesse immaginare di essere con la moglie del suo amico. Voleva che io lo chiamassi con il nome del suo amico, ma io mi sentivo in difficoltà. In particolare una notte qualcosa si spezzò dentro di me. Me lo aveva chiesto, avevamo la luce spenta e mi chiamava con il nome di questa donna. E, a differenza di come aveva sempre fatto sesso con me, in modo brutale, trattandomi senza rispetto, era dolce, gentile, delicato. Scoppiai a piangere. Ovviamente lui non capì perchè piangevo. E io non riuscivo a spiegarglielo. Provai a dirgli della differenza che avevo percepito, ma si chiuse in se stesso, disse che facevo un dramma del niente. Gli chiesi scusa. Come sempre. Cominciò a chiedermi di continuo di incontrare in videochat coppie o singoli. Di solito rifiutavo, gli dicevo che non me la sentivo, ma alla fine mi convinse a fare un paio di chat e in una di queste un ragazzo si masturbò mentre mio marito gli mostrava quanto io fossi sexy (loro erano entrambi vestiti, io no). Mi sentii così sporca e umiliata che mi veniva da piangere. Ma non riuscivo, non capivo perchè, a dire a mio marito che non mi piaceva. Provai a dirglielo più tardi, ma, al solito, non volle parlarne. Io stavo perdendo la ragione. Non capivo cosa mi succedeva. Perdevo i nervi e piangevo per un nonnulla. Ero depressa, non mangiavo e non dormivo. Trovavo scuse per andare a letto dopo di lui. Non che a lui interessasse troppo. Quando avevamo un rapporto era sempre brutale, pieno di offese nei miei confronti, di fantasie sue di uomini che mi scopassero e poi lui veniva quando pensava di fare loro un pompino. Io ero talmente assuefatta che mi chiedevo dove stessi sbagliando io. Perchè lui mi vedesse come una puttana, mentre pensavo che potesse provare altro per altre persone. Fra l'altro mi sentivo pazza, perché lui continuava ad arrabbiarsi ogni volta che provavo a dirgli qualcosa e continuava a dirmi che facevo storie per niente. Che mi comportavo come tutte le donne quando devono trovare un motivo per rompere. Che ero troppo emotiva e che lo offendevo perchè lo sapevo che quelle erano solo fantasie. Alla fine non ero mai stata con altri uomini, aveva ragione. Ma perchè mi ero sempre rifiutata. Lui aveva provato a organizzare qualcosa. (ah... in tutto questo, io non lo avevo mai tradito, nemmeno un bacio, un flirt, niente, in 18 anni). Lui però continuava a farmi foto, e stavolta mi diceva esplicitamente che le mandava privatamente ad altri uomini. E trovai anche (per caso perchè, ricordo, io non avevo l'account e la password del sito che aveva scelto) che aveva pubblicato anche foto che io gli avevo espressamente chiesto di non mostrare a nessuno, nudi integrali e genitali. Io ero decisamente depressa. Ma tutti pensavano fosse a causa di quello che avevo passato con il cancro. Nella vita di tutti i giorni, di fronte alla sua famiglia, agli amici, lui sembrava la persona più dolce e gentile del mondo. Nessuno avrebbe mai sospettato niente del genere. Forse avrebbero potuto avere più pensieri su di me, che ero inizialmente di carattere più aperto e solare. Ma negli anni mi ero spenta. Avevo smesso di vedere i miei amici (che a lui non piaceva avere intorno), di passare tempo con la mia famiglia (che capivo lo irritava), di dedicarmi alle cose che mi piacevano. Vivevo sempre in ansia di disturbarlo, di irritarlo. Non che si arrabbiasse mai, ma quando lo irritavo mi trattava ancora con più distacco. Sempre gentilmente, ma in modo freddo. E se provavo a farglielo notare, al massimo, ottenevo un "sei tu che vedi tutto storto" o "hai le mestruazioni?" Io dimagrivo, non dormivo, facevo incubi orrendi dove lui portava a casa uomini disgustosi che mi violentano... Cominciai a vedere uno psicologo e lentamente cominciai a capire che non c'era più amore nella nostra relazione. Che da parte sua forse non c'era mai stato e che da lungo tempo era finito anche da parte mia. L'ho lasciato 3 anni fa, ma con dei sensi di colpa lancinanti. L'avvocato con cui avevo parlato mi aveva consigliato di fargli causa civile e penale. Mi diceva che c'erano tutti i presupposti per togliergli qualsiasi cosa (lui era di famiglia benestante, io no), ma io non ho voluto nemmeno che mi rendesse i regali del matrimonio. Divorzio consensuale senza nessuna richiesta di mantenimento. L'avvocato era talmente esasperata che mi chiese di vedere una psicologa specializzata in traumi. Ma mi ci sono voluti 3 anni e uno psichiatra (che però non mi prescrive nessun medicinale) esperto di perversioni sessuali maschili, per cominciare a smettere di piangere, a riprendere a mangiare, a non sentirmi più così sporca e perversa e a perdere il senso di colpa che ho provato nel lasciarlo. Lui non voleva il divorzio, non voleva che lo lasciassi. Anche se non lo amavo più, voleva che rimassimo insieme, per la sua famiglia molto tradizionalista, per la facciata, per tutto. Io non ho mai detto a nessuno dei suoi familiari o amici o conoscenti il motivo della separazione. E sì che mi hanno telefonato in tanti per sapere. Perché lui non ha mai dato una spiegazione. Conoscendolo sapevo che il suo più grande terrore sarebbe stato che si venissero a sapere le sue perversioni, i suoi tentativi di sedurre le coppie dei suoi amici, i suoi desideri omosessuali o bisessuali ecc... Io ero talmente invischiata che ho cominciato a realizzare solo ora, dopo tre anni, che devo lasciare andare il senso di colpa nei suoi confronti, ma, nonostante tutto quello che mi viene detto, faccio ancora fatica a categorizzare il suo comportamento come abuso psicologico. Sono su questo forum per capire cosa ne pensano altri e se potete darmi un'opinione Giusto per farvelo sapere, adesso ho un compagno dolcissimo, che conosce tutta la mia storia e che ha avuto anche lui una situazione problematica del quale è stato vittima nel passato. E' stato difficile fidarsi di nuovo, ma con lui è stata la prima volta che ho fatto l'amore, prima avevo fatto solo e sempre sesso, e ho capito la differenza solo allora.
  2. Vi racconto brevemente la mia storia dato che vorrei un parere su questa situazione . Sto con un ragazzo da nove mesi ma questa relazione mi sta ormai stretta e ho notato cose strane in lui. Premetto che ho subito numerosi traumi nella mia vita, attualmente faccio psicoterapia e spesso gli ho chiesto di andarci piano su certi argomenti, ma lui prima sembrava essere la persona più dolce del mondo e poi metteva il dito nella piaga trattando e facendomi pesare determinate cose. La prima stranezza l'ho notata circa due settimane dopo l'inizio della mia relazione, ad ottobre, quando dopo avergli rivelato che andavo da una psicologa lui mi ha rimproverata e ha minacciato di lasciarmi perché non glielo avevo detto prima, il tutto condito da un mix di aggressività e voglia di prevalere. da questo litigio in poi, ho continuato ad abbassare la testa e dargliela vinta pur di smettere di litigare dato che ogni litigio si protraeva per ore intere, molto spesso di notte quindi è diventato molto frequente per me non dormire. Dopo questa prime lite molto destabilizzante le cose sono andate sempre peggio e psicologicamente mi ha distrutto rendendomi insicura al punto da dover chiedere a lui prima di fare qualsiasi cosa. Dicembre. Le sue richieste di attenzioni e di cambiamenti che dovevo effettuare su di me(ero, sono e sarò sempre io che dovrò cambiare per lui) si fanno sempre più oppressive, io gli dico che io non sono la persona che vuole se vuole cambiare così tante cose di me, ma lui si arrabbia solo peggio continuando ad offendermi. Gli dico di fermarsi perché la cosa stava diventando troppo ingestibile per me e spinta dal dolore e dalla disperazione compio un gesto da autolesionista, cosa che successivamente lo porterà a dire di volermi lasciare. Nonostante le sue minacce è rimasto con me. La cosa strana è questa, ovvero, lui si è sempre lamentato di me, era sempre ad un passo dal lasciarmi e poi non l'ho ha mai fatto come per dire ecco vedi, tu sei miserabile ma io ti perdono e quindi mi devi tutto. (cosa che mi ha detto "tu hai fatto questo ma io sono rimasto con te" Da questo momento in poi le cose precipitano. Ha fatto in modo di isolarmi da tutti i miei amici, dovevo avere attenzioni solo per lui, dovevo parlare solo con lui, ogni volta che andavo in bagno lui era dietro la mia porta per sentire cosa facevo (cosa che ho scoperto ora grazie ai miei parenti) , ogni cosa doveva prima essere approvata da lui, voleva obbligarmi a scegliere una facoltà che odio, i suoi parenti mi trattavano davvero male al punto da farmi piangere e lui non è mai intervenuto, il suo cane mi ha morsa e mi ha detto che non era vero, se non gli rispondevo subito dopo che mi inviava un messaggio era il finimondo, litigavamo per nottate intere e ne uscivo distrutta dato che oltre tutto ho già problemi col sonno. Tutto il mio tempo doveva essere speso solo coccolando. In nove mesi di relazione non abbiamo mai avuto rapporti sessuali ma voleva fare sexting per ore chiedendomi foto e video. Qualche giorno fa stava per aggredire una ragazza solo perché mi aveva sfiorato le gambe e ieri è diventato violento solo perché l'ho contraddetto. Senza che me ne accorgessi ha fatto in modo che io dipendessi da lui affettivamente, psicologicamente ed economicamente. Ieri finalmente ho trovato il coraggio di reagire e prendermi una pausa ma lui non la rispetta e continua a scrivermi tante cose dolci e io non voglio ricascarci ma mi piange il cuore a sapere che sta male perché nonostante tutto l'ho amato davvero. Non so cosa fare.
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