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emix69

PADRE SEPARATO CERCA CONSIGLIO

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Ho tre figli. Un bambino di quasi 6 anni e due gemellini di 2 e lo scorso marzo, non senza dispiacere ma certo di aver preso la decisione più giusta, ho deciso di porre fine al mio matrimonio.

Dopo oltre 20 anni, tra fidanzamento e matrimonio infatti, mi sono reso conto che il mio rapporto con lei era finito e, pur volendole immensamente bene, l’amore era terminato. Stare insieme sarebbe stato solo di facciata e, avendo sempre avuto di lei un gran rispetto, mi sembrava svilente prenderla in giro. Ne abbiamo parlato, con dolore, ma civilmente, le ho parlato dei miei sentimenti, le ho raccontato per filo e per segno quello che provavo. Alla fine abbiamo deciso che l’unica strada percorribile era quella della separazione.

Ovviamente, punto fondamentale per entrambi, era ed è, il benessere dei nostri bambini.

Io ho preso una nuova casa in prossimità di quella dove vivono loro.

Per tutto il periodo della scuola la mattina sono andato da loro prima che si svegliassero e, mentre la mia ex moglie si recava al lavoro, io mi occupavo (come prima della separazione), di prepararli e di portarli a scuola. E la sera, dopo il lavoro, andavo a cena da loro e restavo lì fino a quando non andavano a dormire. Fine settimana tutti e 5 insieme come ai vecchi tempi. Il desiderio di stare con i bimbi era tanto così come la paura di farli stare male per cui, anche se a volte mi è pesato per tanti motivi, l’ho sempre fatto molto volentieri.

Finita la scuola abbiamo affrontato il discorso con il più grande.

Gli abbiamo detto che mamma e papà gli vogliono molto bene, tanto a lui quanto ai fratellini, che ci sono e ci saranno sempre, che però, per motivi che lui ora non è in grado di capire, pur volendosi bene, non vanno più d’accordo e non stanno più insieme come marito e moglie e che ora hanno due case, una della mamma ed una del papà.

Da quel momento abbiamo deciso di cominciare a dare un’impronta diversa al rapporto. Io vado da loro due volte alla settimana ed una volta nel we li prendo per tutta la giornata.

I piccolini sembrano sereni. Forse sono troppo piccoli per rendersi conto.

Il più grande a volte sembra tranquillo altre, invece, sembra non capire.

Domenica siamo stati insieme tutto il giorno. Erano euforici. Per la prima volta sono stati a casa mia. Quando siamo rientrati il grande ha detto alla mamma che la casa del papà è bellissima, che è più bella di quella della mamma (tra l’altro non vero…però…) ed ora, sapendo che staremo insieme tutto il giorno il prossimo sabato, ogni volta che ci vediamo o ci sentiamo (li chiamo tutte le sere) mi ricorda quanti giorni mancano a sabato.

Questa mattina ho parlato con la mia ex moglie che mi dice di vederlo strano. A volte arrabbiato, soprattutto con lei. Ieri le ha chiesto quando tornerò a casa loro.

Io non vorrei che, il fatto di vederli due volte alla settimana andando a cena a casa della mia ex moglie possa destabilizzarlo o illuderlo.

Vorrei far capire a mio figlio che la nostra famiglia è cambiata. Che papà e mamma non vivono e non vivranno più insieme ma che, lui ed i fratellini sono il nostro amore più grande e che nei loro confronti non è cambiato e non cambierà mai nulla. Vorrei che prendesse atto della situazione.

Chiedo, a qualcuno di voi che ha vissuto la mia stessa esperienza, un consiglio sul modo migliore di comportarmi.

Il tempo che passo con i miei figli deve essere solo con loro? Se li frequento nella casa della mia ex moglie posso crear loro false aspettative? Come pormi?

Grazie a tutti.

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Ciao emix, io non sono nella tua situazione e non sono figlia di separati, però ho tanti amici figli di separati e, da piccola, ho vissuto con loro questa esperienza perchè si confidavano, quindi posso provare a dirti come si sentivano i miei amici quando, da bambini, si sono trovati nella situazione dei tuoi.

Ricordo in molti la rabbia verso un genitore o entrambi, indipendetemente dal loro comportamento, sfogando in questo modo la rabbia verso la vita (a questa considerazione ci sono ovviamente arrivata dopo). E ricordo anche i sensi di colpa, ma non tanto perchè loro avessero fatto qualcosa, quanto perchè non erano riusciti a farsi amare abbastanza da tenere insieme i genitori.

Questo stesso discorso, tra l'altro, me l'ha fatto mesi fa un amichetto di mio figlio (che ha 7 anni) i cui genitori si sono separati: ha detto che il papà non gli vuole bene ed è per questo che se n'è andato. Conosco quella famiglia e so per certo che i genitori stanno facendo di tutto per non far soffrire i loro figli, proprio come te e tua moglie, ma un bambino vive le cose a modo suo e non è facile per lui razionalizzare simili situazioni.

Tutto questo per dirti che, secondo me, state affrontando bene la situazione e fate bene a cercare di modificare il meno possibile la quotidianità dei vostri bambini, perchè per loro è già uno stravolgimento il fatto che tu te ne sia andato.

E' normale comunque, nonostante il vostro impegno, che ci siano reazioni di rabbia e tristezza, perchè anche se cerchi di essere presente il più possibile, per loro la famiglia è comunque spezzata, loro vivono il fatto che tu non dormi più lì, non mangi più lì e hanno giorni programmati per vederti. Per un bambino non è facile.

Questa è comunque la mia opinione di comune mortale che tra l'altro ha solo vissuto indirettamente queste esperienze, perchè non provi a chiedere a qualche psicologo infantile? Sicuramente saprà aiutarti meglio.

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Ciao Impa,

ti ringrazio per la tua risposta.

Prima di parlare con nostro figlio, la mia ex moglie ed io, siamo stati da uno psicologo per capire come comunicarglielo.

Ci ha detto di scrivere una favola dove i personaggi eravamo noi e di leggerla ai tre bambini. Ci ha detto che i bambini si abituano, che devono capire che qualcosa è cambiato...non ci è piaciuto molto. Alla fine abbiamo parlato direttamente con il più grande utilizzando solo il cuore. I piccolini hanno appena compiuto 2 anni, si rendono conto relativamente.

Io lo so che non è facile da digerire. Il mio solo dubbio è che, comportandoci come se nulla fosse o quasi, continuando a vederci sempre tutti insieme, loro possano pensare che nulla è cambiato.

Così non è.

Io li adoro.

La mamma li adora.

Ma io non ho intenzione di tornare con lei. Non la amo e farlo sarebbe prenderla in giro.

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Per come la penso io, fate bene a comportarvi come nulla fosse, perchè per loro è già uno stravolgimento enorme il fatto che tu non viva più nella loro quotidianità.

Non possono pensare che nulla è cambiato, perchè lo vedono tutti i giorni che non è così, i bambini sono più svegli di quanto pensiamo e sono delle spugne emotive, quindi percepiscono benissimo anche le nostre emozioni.

Voi siete stati sinceri e, cosa fondamentale, non vi siete contraddetti poi nei fatti, perchè anche se continuate a vedervi spesso e insieme, di fatto non condividi più la casa con loro e questo non passa inosservato, fidati.

Il fatto che continui a vederli assiduamente e insieme anche alla loro mamma può solo renderli felici e fargli digerire meglio la cosa, ma non penso gli confonda le idee, perchè li vedi due volte alla settimana e a casa tua, quindi la situazione è chiara.

Devi solo dargli tempo, sono bambini, non possono metabolizzare tutto così in fretta.

Pensa a quanto tempo ci avete messo tu e tua moglie ad arrivare a questa decisione e a digerirla. Loro in fondo l'hanno saputo da poco e sono piccoli, hanno meno strumenti di voi per capirla e necessitano per forza di cose di maggior tempo.

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ciao emix, sino ad adesso il tuo divorzio sembra un post matrimonio idilliaco.

vorrei porti una domanda : se tra nn molto la tua ex s'innamora e si sposa con un'altro

e poi costui ti toglie le tante liberta' che adesso godi....come ti comporteresti?

e sopratutto hai considerato un probabile danno psicologico dei tuoi ragazzi?

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La mia situazione personale è molto simile...

Quello che mi sento di dirti è solo questo: credo che l'unica cosa che possa essere nociva ai tuoi figli - indipendentemente dalla età - è la mancanza di chiarezza, spazi vuoti della comprensione che possono essere riempiti da paure o da desideri.

Entrambi non sono la realtà.

La realtà può anche essere dolorosa, a volte, ma col tempo si cresce e si impara a viverci.

Se si vive nella paura o nei sogni, invece, ci si troverà sempre a soffrire. Perchè si costruisce sofferenza dove non c'è, o perchè la realtà ci costringe sempre a fare i conti con lei.

Non c'è evento, per quanto drammatico, che un bambino anche piccolo non possa superare.

Hai fatto una scelta difficile, non annacquarla con comportamenti poco chiari.

Abbi fiducia nella loro capacità di comprendere e di elaborare. Sii loro affianco. Non temere di rispondere alle loro domande, né di vederli soffrire perchè prendono atto di una cosa reale: soffri con loro, ma non gli negare la possibilità di crescere :)

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