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ilaria

post muto e attonito

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Oggi giorno d'angoscia pieno...oltre alle mie paturnie c'è stato un fatto sconcertante...è morta a soli 6 anni una mia alunna...l'ho conosciuta poco perchè era in prima e ha frequentato solo 15/20 giorni tra settembre e ottobre...poi la sua malattia, che si è manifestata la scorsa estate, ha preso a precipitare...come in un libro scritto male è morta il giorno di Natale, e oggi i funerali...

vedere una bambina in una bara è innaturale..la cosa che più mi ha colpito è stata la lucentezza vitale dei capelli castani.. le lunghe ciglia...

la mamma le stava incollata accanto

anzichè celebrare la messa nella chiesa, all'ultimo l'hanno celebrata nella camera ardente..anzichè portare la piccola al cimitero, dopo la funzione ..all'ultimo hanno deciso di rimanere lì ..insieme alla bambina e ci rimarranno tutta la notte fino a domani mattina.

come non capire la difficoltà di "lasciarla andare", di separarsene...e quanta paura avrà avuto quella bimba nel sentirsi morire, e quanta ne avrà avuta nell'immaginarsi la propria morte...come non capire che una mamma non voglia lasciarla sola...è innaturale che una bimba si separi dalla propria mamma perchè deve essere rinchiusa in un loculo di un cimitero...come non opporsi a tutto questo...

stranamente mi sono apparse consolatorie le parole del prete che ha celebrato una messa asciutta, composta e sussurrata...qual è il senso di una vita così breve...forse nel ricordo d'amore che avrà seminato attorno a sè e tra le persone a lei legate... che se ci pensi è l'unica cosa che conta...campare amando e lasciandosi amare..l'antica faccenda della corrispondenza d'amorosi sensi

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E' difficile dire qualcosa, 6 anni li ha mio figlio!!! L'idea di una cosa così mi sconvolge, non so se io sarei in gradi di allontanarmi da quel corpocino al posto dei genitori....però hai ragione alla fine le parole del prete sono le uniche valide in queste occasioni, non consolanti ma veritiere...

A volte la vita ci mette davvero a dura prova!!!!

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come non capire la difficoltà di "lasciarla andare", di separarsene...e quanta paura avrà avuto quella bimba nel sentirsi morire, e quanta ne avrà avuta nell'immaginarsi la propria morte...come non capire che una mamma non voglia lasciarla sola...è innaturale che una bimba si separi dalla propria mamma perchè deve essere rinchiusa in un loculo di un cimitero...come non opporsi a tutto questo...

ne ho parlato con la mia analista che mi ha ridimensionato l'affermazione fatta e in effetti a pensarci bene è proprio vero: i bambini così piccoli non hanno maturato le forme di pensiero astratto, la simbolizzazione...quindi hanno difficoltà a riflettere su un tema così astratto come "la mia morte"... filosofie sulla morte e sulla propria morte son capaci di farle solo le menti adulte...inoltre il giovane si sente onnipotente, non ci pensa alla fine, solo l'anziano ci pensa, per raggiunti limiti d'età, gli tocca farci amicizia...

le ho detto però che secondo me i bambini possono provare un sentimento di paura per il fatto di sentirsi male ..oppure possono impressionarsi a vedere tutte le robe mediche e ospedaliere e magari le proprie personali menomazioni...

e questo sì, ma per lei vale molto l'atmosfera che hanno intorno, il fatto di respirare l'umor nero dei genitori o dei nonni...lei dice che se un bambino (come anche un adulto) potesse rimanere abbracciato a qualcuno che è tranquillo verrebbe aiutato ad affrontare tranquillamente il passaggio...si rasserenerebbe egli stessi..

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si lo credo anche io , no sono una psicologa ma ho un figlio, pensa che una volta parlando della morte mi disse "mamma tanto si muore solo se ci sparano"....e io non sapendo che fare gli ho spiegato che in realtà non si muore solo per quello, che si muore anche quando si diventa vecchi, e mio figlio m'ha chiesto cosa intendessi per vecchio....e io gli ho detto "con la pelle raggrinzita e i capelli bianchi".....la domenica successiva ha detto alla nonna di mio marito "ma tu quando muori che sei vecchia"???!!!!! :Praying:

Questo per dirti che non èfacile per loro capire certe cose....a votle si dice che ai bambini bisogna dire semrpe la verità però spesso è difficile, diciamo che bisogna spiegare le cose in modo semplice ma quanto più veritiero possibile....affinchè possano percepire certe cose!

Ma l'esperienza mi dice anche che quando i bambini hanno paura, o stanno male, l'unica cosa che li fa sentire meglio è avere i propri genitori al loro fianco sicuri e sereni...lì dove è pssibile io lo faccio, però non credo riucirei a trasmettere molta serenità nel caso che hai riportato tu....ma ci proverei....a volte i genitori per i propri figli riescono a fare cose che mai avrebbero immaginato...

Queste esperienze segnano delle cicatrici indelebili....

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si lo credo anche io , no sono una psicologa ma ho un figlio, pensa che una volta parlando della morte mi disse "mamma tanto si muore solo se ci sparano"....e io non sapendo che fare gli ho spiegato che in realtà non si muore solo per quello, che si muore anche quando si diventa vecchi, e mio figlio m'ha chiesto cosa intendessi per vecchio....e io gli ho detto "con la pelle raggrinzita e i capelli bianchi".....la domenica successiva ha detto alla nonna di mio marito "ma tu quando muori che sei vecchia"???!!!!! :Praying:

Questo per dirti che non èfacile per loro capire certe cose....a votle si dice che ai bambini bisogna dire semrpe la verità però spesso è difficile, diciamo che bisogna spiegare le cose in modo semplice ma quanto più veritiero possibile....affinchè possano percepire certe cose!

Ma l'esperienza mi dice anche che quando i bambini hanno paura, o stanno male, l'unica cosa che li fa sentire meglio è avere i propri genitori al loro fianco sicuri e sereni...lì dove è pssibile io lo faccio, però non credo riucirei a trasmettere molta serenità nel caso che hai riportato tu....ma ci proverei....a volte i genitori per i propri figli riescono a fare cose che mai avrebbero immaginato...

Queste esperienze segnano delle cicatrici indelebili....

ahahh..." ma tu quando muori che sei vecchia!!"

però io ho dei ricordi personali di miei pensieri sulla morte di quando ero bambina...

intanto ricordo che una sera io e mia sorella eravamo a letto e io ero davvero piccola roba tipo quattro anni , cinque al massimo...mia sorella 10 circa e mi fece una bella descrizione della vita..."ora siamo piccole, poi diventiamo adulte come mamma e papà, poi invecchieremo, ci verranno i capelli bianchi ci ammaleremo e moriremo...una roba del genere detto con un tono talmente lugubre che io balzai sul letto e mi misi a piangere disperata alchè si precipitarono in camera mamma e papà, io tra urli e lacrime dissi "perchè lei ha detto che io morirò" e i miei sgridarono mia sorella così pesantemente che scoppiò a piangere pure lei ....insomma ne venne fuori un dramma...

poi, se andavo al cimitero mi mettevo a leggere le date di nascita e di morte di tutte le lapidi di bambini e la cosa mi faceva davvero stizzire ...un mio zio mi ha raccontato che una volta di fronte a una di quelle lapidi esclamai indispettita "ma che ci combina che ci buttano qua come ciabatte"

insomma io credo che in un qualche modo il pensiero della morte agita già l'animo dei bambini ..e a ripensarci non so se sono d'accordo con la mia dott... che i bimbi si sono fatti una loro idea personalissima su un sacco di robe importanti della vita

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Mamma mia, Ilaria, che brutta storia... e purtroppo non è l'unica...

Comunque, sono d'accordo con te: anch'io ho dei ricordi della mia consapevolezza della morte di quando ero bambina, in particolare ricordo due incubi che feci quando ero all'asilo e ricordo ancora oggi il terrore che provai al risveglio proprio perchè sapevo benissimo cosa significava morire, inoltre ricordo che una volta, sempre all'asilo, guardai un film tipo su Gesù e piansi a dirotto durante la strage degli innocenti, ricordo il dolore che provai a vedere quei bambini strappati dalle madri e uccisi, ero piccola e quindi il fatto che fosse solo un film non mi consolava.

Quindi penso che i bambini abbiano la consapevolezza di cosa sia la morte, poi sicuramente non si fanno relazioni filosofiche su cosa c'è dopo, sul suo senso, ecc. ecc., queste cose penso arrivino con l'adolescenza, come dice la tua psicologa, ma questo non toglie che abbiano ben chiaro cosa significhi morire e che siano terrorizzati da questo.

Condivido invece il fatto che avere accanto un genitore sereno aiuti enormemente, dalla situazione più sciocca come una caduta alla più tragica come quella accaduta alla tua alunna, ma mi chiedo come possa un genitore rimanere sereno mentre vive una tragedia simile...

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Mamma mia, Ilaria, che brutta storia... e purtroppo non è l'unica...

Comunque, sono d'accordo con te: anch'io ho dei ricordi della mia consapevolezza della morte di quando ero bambina, in particolare ricordo due incubi che feci quando ero all'asilo e ricordo ancora oggi il terrore che provai al risveglio proprio perchè sapevo benissimo cosa significava morire, inoltre ricordo che una volta, sempre all'asilo, guardai un film tipo su Gesù e piansi a dirotto durante la strage degli innocenti, ricordo il dolore che provai a vedere quei bambini strappati dalle madri e uccisi, ero piccola e quindi il fatto che fosse solo un film non mi consolava.

Quindi penso che i bambini abbiano la consapevolezza di cosa sia la morte, poi sicuramente non si fanno relazioni filosofiche su cosa c'è dopo, sul suo senso, ecc. ecc., queste cose penso arrivino con l'adolescenza, come dice la tua psicologa, ma questo non toglie che abbiano ben chiaro cosa significhi morire e che siano terrorizzati da questo.

Condivido invece il fatto che avere accanto un genitore sereno aiuti enormemente, dalla situazione più sciocca come una caduta alla più tragica come quella accaduta alla tua alunna, ma mi chiedo come possa un genitore rimanere sereno mentre vive una tragedia simile...

ecco, forse hanno personali idee sulla morte, ma non riescono a pensare alla propria...e la paura connessa all'idea di morte forse si correla a mostri, immagini spaventose..l'assassino...o l'abbandono...ma forse l'onnipotenza infantile impedisce un sentimento così precoce della propria morte...e forse è una difesa comprensibile poichè l'io del bimbo è troppo fragile per sopportare l'idea della propria morte...se ci pensiamo bene pure noi evitiamo di prendere in considerazione l'idea della nostra morte, se parliamo di morte parliamo di una morte "proiettata" sugli altri...ecco perchè, nei posti di lavoro tanto ci si dà da fare a disquisire sulla malattia di una collega assente: serve per poter parlare, in modo camuffato, della paura della nostra malattia e morte....

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Io credo invece che possano pensare alla propria, solo che hanno meno strumenti di un adulto per gestire un pensiero simile. Mi spiego: quando da piccola pensavo alla morte, anche la mia, mi prendeva un terrore incontenibile, era un pensiero che mi angosciava, probabilmente perchè avevo capito che con la morte finiva tutto, però non ci avevo pensato su come ho poi fatto negli anni a seguire, era come pensare ad una cosa sconosciuta, sapevo le conseguenze, ma rimaneva comunque un mistero.

Ora, non che la conosca, dato che per fortuna sono ancora qui, però ho riflettutto a lungo sulla morte, come credo tutti quanti, sono giunta a delle conclusioni ed il pensiero di morire mi spaventa molto meno di quando ero piccola. Diciamo che lo so gestire, mentre un bambino non ha avuto il tempo, le esperienze, la maturità per sviluppare personali idee sulla morte, quindi sa solo che è una cosa terribile.

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Quindi penso che i bambini abbiano la consapevolezza di cosa sia la morte, poi sicuramente non si fanno relazioni filosofiche su cosa c'è dopo, sul suo senso, ecc. ecc., queste cose penso arrivino con l'adolescenza,

Devo contraddirmi: ero convinta di quello che avevo scritto, ma ieri sera mio figlio, 7 anni, mi ha fatto spontaneamente un discorso che mi ha lasciata spiazzata. Prima mi ha chiesto, all'improvviso, se credo in Dio, gli ho detto di no, così mi ha chiesto perchè e gli ho spiegato le mie motivazioni in modo abbastanza semplice e cioè che per me noi siamo il nostro cervello, tutti i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri sentimenti, si spiegano col funzionamento del cervello, per cui quando si spegne quello, ci spegniamo anche noi. E lui ha iniziato a controbattere: "Ma non può essere che quando moriamo, noi torniamo a vivere dentro un altro bimbo? Magari andiamo nella pancia di un'altra ragazza innamorata e nasciamo di nuovo come suo figlio... per me succede proprio così!". Il discorso è stato in realtà molto più lungo ma qui ovviamente non lo riporto tutto. Comunque gli ho detto che non lo so, spero proprio di si, sarei felicissima di sbagliarmi e che avesse ragione lui, ma in realtà nessuno è mai tornato indietro a raccontarlo, per cui non possiamo saperlo. Io penso una cosa e sono molto felice che lui ne pensi un'altra, è bello che abbia le sue idee. Gli ho chiesto con chi ne aveva parlato, mi ha risposto che non ne ha parlato con nessuno, ha iniziato a pensarci da solo. Tra l'altro, lui non va neanche a catechismo perchè non è stato battezzato, per cui i discorsi mistici e religiosi non sono frequenti negli ambienti che frequenta, che sono poi la casa, la scuola e la piscina. Gli faccio fare giusto religione a scuola perchè voglio che abbia un altro punto di vista, ma escludo che l'insegnante di religione cattolica parli di reincarnazione quindi è stata proprio farina del suo sacco.

A quanto pare, anche bimbi così piccoli si fanno le loro idee di cosa c'è dopo la morte, forse ce le siamo fatte anche noi, ma non ce ne ricordiamo. Io, in effetti, ricordo che alla sua età avevo ben chiaro cosa fosse la morte, ma non mi sembra di aver fatto pensieri così articolati sul dopo, ma può essere che me ne sia semplicemente dimenticata.

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