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pensiero ingombrante

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Ciao a tutti,

vorrei esporvi il mio problema per sapere la vostra opinione in merito.

Qualche anno fa, in un periodo particolarmente stressato per studio/esami, sono stato colto da un pensiero, o meglio da un ragionamento. Provo a spiegarlo: tipicamente la mente, il pensiero, va per i fatti suoi, ossia uno non si mette li' e decide ora penso questo, ora penso questo ecc...e soprattutto è "difficile" smettere di pensare a qualcosa, nel senso che non è come spingere un bottone. Dunque sono stato colto dalla paura di avere la mente bloccata su un solo pensiero, senza più riuscire a toglierlo dalla testa. Il pensiero in questione non è specifico, ma si tratta di tutta questa faccenda, ossia quando mi veniva in mente questa faccenda, mi veniva l'ansia di scacciarla e non ci riuscivo. Mi bloccavo, non riuscivo a leggere, a guardare film..o meglio, si' ci riuscivo, ma bloccandomi spesso con l'ansia di questo pensiero incombente.

Poi, con i mesi, mi passo'. Mi è sempre rimasta come un'ombra dentro, come una paura latente di questa cosa..ma, appunto, latente.

Qualche giorno fa mi è ritornato in mente tutto, e sono nella stessa identica situazione. La mia paura vera è di non riuscire più a fare nulla, di non riuscire a concentrarmi su nient'altro che non sia questo.

Ora sono all'estero per lavoro, ma penso proprio che quando tornero' in Italia mi rivolgero' ad un terapeuta..dopo tutto io ci sto parecchio male.

Che ne dite?? ho guardato un po' su internet, forse si tratta di un disturbo ossessivo...ma in realtà non mi sembra del tutto. Il punto centrale è che se questa cosa non mi facesse paura allora cadrebbe immediatamente...è l'averne paura che la determina. Sono sempre stato un po' ipocondriaco (non so se è la parola giusta), ma per cose fisiche, e mi pare che questa sia una forma psicologica della mia ipocondria.

Grazie per tutto quello che vorrete dirmi.

Ciao

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Ciao a tutti,

vorrei esporvi il mio problema per sapere la vostra opinione in merito.

Qualche anno fa, in un periodo particolarmente stressato per studio/esami, sono stato colto da un pensiero, o meglio da un ragionamento. Provo a spiegarlo: tipicamente la mente, il pensiero, va per i fatti suoi, ossia uno non si mette li' e decide ora penso questo, ora penso questo ecc...e soprattutto è "difficile" smettere di pensare a qualcosa, nel senso che non è come spingere un bottone. Dunque sono stato colto dalla paura di avere la mente bloccata su un solo pensiero, senza più riuscire a toglierlo dalla testa. Il pensiero in questione non è specifico, ma si tratta di tutta questa faccenda, ossia quando mi veniva in mente questa faccenda, mi veniva l'ansia di scacciarla e non ci riuscivo. Mi bloccavo, non riuscivo a leggere, a guardare film..o meglio, si' ci riuscivo, ma bloccandomi spesso con l'ansia di questo pensiero incombente.

Poi, con i mesi, mi passo'. Mi è sempre rimasta come un'ombra dentro, come una paura latente di questa cosa..ma, appunto, latente.

Qualche giorno fa mi è ritornato in mente tutto, e sono nella stessa identica situazione. La mia paura vera è di non riuscire più a fare nulla, di non riuscire a concentrarmi su nient'altro che non sia questo.

Ora sono all'estero per lavoro, ma penso proprio che quando tornero' in Italia mi rivolgero' ad un terapeuta..dopo tutto io ci sto parecchio male.

Che ne dite?? ho guardato un po' su internet, forse si tratta di un disturbo ossessivo...ma in realtà non mi sembra del tutto. Il punto centrale è che se questa cosa non mi facesse paura allora cadrebbe immediatamente...è l'averne paura che la determina. Sono sempre stato un po' ipocondriaco (non so se è la parola giusta), ma per cose fisiche, e mi pare che questa sia una forma psicologica della mia ipocondria.

Grazie per tutto quello che vorrete dirmi.

Ciao

Oooh fantastico! nel senso che mi dispiace molto per te, ma sono quasi sicura di poterti aiutare, almeno un pò, ti confido il mio problema di p.o. (pensieri ossessivi) se ti ci ritrovi molto bene perché io li sto sconfiggendo, altrimenti scarti l'ipotesi e può essere che magari hai una preoccupazione che sfocia nell'ipocondria (con sfumature legate alla fisicità e alla mortalità) ma credo che comunque sempre proccupazioni eccessive siano, quindi vanno interpretate e prima ancora vanno osservate. I p.o. assomigliano a dei codici, delle password, é una richiesta di aiuto. Io son qui per ascoltarti. Puoi indicarmi come si presente il pensiero nella tua mente in quei momenti?

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Buonasera. Non ti voglio mettere confusione, ma sono sicura che ci possiamo confrontare perché come pensieri assomigliano un pò ai miei quando non sto bene. Non importa il termine esatto: io magari non ho pensieri ossessivi, ma ultimamente ho solo il dubbio se farlo o meno il pensiero ossessivo, che io preferisco chiamare preoccupazione. Capisci quello che voglio dirti? Da quello che mi racconti si possono definire alla fine come preoccupazioni con un loro significato. O questa cosa ha una reale motivazione? magari fai fatica in questo momento a rappresentarti la realtà. Aiutami tu a capirti, cos'é che pensi? proprio letteralmente.

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Va bene, confrontiamoci.

Però continuo a non capire bene quel che mi dici.

Quello che penso, letteralmente è difficile da dire. Non ho un pensiero specifico, non ho la testa ingombrata da una ragazza che mi ha lasciato o che, ho solo paura (o preoccupazione come dici tu) di non levarmi dalla testa questa stessa paura...lo so, fa un po' ridere detta così, ma tant'è.

Quindi non saprei dirti quello a cui penso, mi viene solo paura che tutta questa faccenda mi rimanga in testa e non mi permetta di ragionare...che non mi lasci più insomma...ma, ripeto, non saprei dirti esattamente a cosa penso

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mi sa' che il tuo pensiero sia diventato un circo vizioso

molto probabilmente dovuta all'ansia.....allo stress!!

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Va bene, confrontiamoci.

Però continuo a non capire bene quel che mi dici.

Quello che penso, letteralmente è difficile da dire. Non ho un pensiero specifico, non ho la testa ingombrata da una ragazza che mi ha lasciato o che, ho solo paura (o preoccupazione come dici tu) di non levarmi dalla testa questa stessa paura...lo so, fa un po' ridere detta così, ma tant'è.

Quindi non saprei dirti quello a cui penso, mi viene solo paura che tutta questa faccenda mi rimanga in testa e non mi permetta di ragionare...che non mi lasci più insomma...ma, ripeto, non saprei dirti esattamente a cosa penso

Esatto, hai una forte paura. Non é contradditoria, non mi fa ridere al massimo sorridere perché credo di ritrovarmici, ma forse mi sbaglio. Può essere che questo pensiero abbia una sua funzione di difesa. Da come ho capito ne sei assorto e ti blocca moltissimo, tanto che lo svago nel vedere un film ti riesce meno delle altre cose. Prova a immaginare: in questa matassa confusa dove non si vede nemmeno qual'é il pensiero, hai delle sensazioni predominanti? tipo sensazione di dover tener qualcosa sotto controllo? o magari di non sentirti capito? per paradosso a volte può capitare che più ci si sente soli e incompresi più ci si chiude in un mondo con leggi sue, che per quanto strane sono nostra peculiarità. So che fatichi a parlarne da una parte, ma hai lanciato un help, io non posso ignorarlo. Se eventualmente ti confondo solo le idee ti consiglio di andare da un terapeuta, senz'altro può solo aiutarti. Secondo me ti passerà presto, lo so per esperienza.

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mi sa' che il tuo pensiero sia diventato un circo vizioso

molto probabilmente dovuta all'ansia.....allo stress!!

Sì anche secondo me. In questo periodo é accaduto qualcosa per cui tu hai sentito in un certo senso l'esigenza di ritirarti in un tuo spazio? Può essere anche solo una forte stanchezza, ma son convinta che quando si attivano queste modalità di pensiero, molti pensieri di paura siano rimasti bloccati nell'inconscio, come un groppone non vanno né su né giù, forse perché il raziocinio non li ritiene degni di nota. Dici che sei confuso, però sei riuscito a dirmi che questa paura é legata all'ipocondria o qualcosa di simile: in che senso? porta pazienza ma ci devi molto aiutare, così ti aiutiamo, altrimenti il tuo help verrà ignorato purtroppo, mentre son sicura che anche solo parlarne farebbe il 60% del guarirne. Dài! :;):

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Dal momento che più tenti di scacciare il pensiero, più questo ti assilla, perchè non provi a non scacciarlo e lasciarlo fluire liberamente? Potrebbe durare anche un po' di tempo, ma forse, continuando a pensare, arriverai a capire cosa realmente ti spaventa e, una volta capito, probabilmente ti spaventerà meno, perchè generalmente le paure più grandi si hanno verso qualcosa che non si conosce.

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Ciao a tutti,

purtroppo ora non ho molto tempo per rispondere come si deve, e..visto che devo andare a letto tra non molto, ho anche un po' paura che mettemi a scriverne ora mi faccia venire ansia e perdere il sonno.

Per cui vi prometto di risponere domani come si deve.

Intanto colgo l'occasione per ringraziare tutti quelli che sono intervenuti, vi posso garantire che anche le poche cose dette sono state di aiuto!

a presto

ciao

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Allora, vediamo se riesco a spiegarmi.

Sono sempre stato soggetto a questa tipologia di paura, che io ho sempre chiamato ipocondria anche se non so se è il termine esatto.

Quando era più piccolo, ad esempio, ho avuto per un (lungo) periodo (o meglio per vari periodi, ad alternanza) paura di avere un infarto. Parto da piccole motivazioni (il fatto di avere un'aritmia - questa ce l'ho davvero) per crearmi castelli di paure per così dire. Quindi c'erano periodi in cui non dormivo la notte, perché ascoltavo il mio cuore (non dal polso ovviamente, lo sentivo e basta, nel silenzio della notte..e questo era appunto la fonte del problema): bastava una leggera accelerazione del battito (che c'era sempre quando ero in questo stato d'animo già pronto all'ansia e alla paura) che scattava in me la paura e questa paura faceva aumentare ulteriormente il battito in un circolo vizioso. La paura di base era, dunque, che la paura stessa potesse farmi accelerare talemnte il battito da farmi venire un infarto. Se ci penso assomiglia molto a quello che ho ora...cioè si tratta in sostanza di avere paura di avere paura...ma se uno ha paura di avere paura di qualcosa, automaticamente ha già quella paura.

Questo, ripeto, lo avevo solo per brevi periodi, anche se nell'arco di un lungo periodo...e soprattutto era una paura quasi solo notturna.

Questa paura mi passsò definitivamente quando mi decisi a fare un'ecografia toracica e un ecg sotto sforzo. Il responso fu che non avevo nulla al cuore. Da allora mi calmai completamente su questo aspetto (anche questo mi fa dire che si tratta di ipocondria).

Questa è stata la paura più "seria" che ho avuto (prima dell'attuale)..ma ne ho avvute anche altre, sempre legate a piccoli sintomi fisici che ingigantivo e autoalimentavo.

La paura che ho adesso è ancora più subdola, perché non mi da modo di avere "riposo". Col fatto del cuore durante il giorno non c'era problema, semplicemente perché non lo sentivo.

Ora invece si tratta di avere paura di pensare sempre e solo a un qualcosa. Questo non ha riposo. Solo poche volte nella giornata mi capita che per qualche minuto riesco a distrarmi e quindi non ho in mente questa paura, ma quando mi torna in mente mi crolla il mondo addosso, perché allora penso che non riuscirò più a ridistrarmi.

Non so è come se ci fossero due giocatori, uno che mi mette i bastoni tra le ruote, che dice "guarda ora che ti è venuto in mente questo pensiero voglio vedere come fai a toglierlo!" e l'altro che cerca a tutti i costi di toglierlo. Quasi fosse una sfida con me stesso.

E il punto sta nel fatto che non è facile togliersi dalla mente un pensiero se ci si accanisce a volerlo togliere e se si ha paura di non riuscire a farlo!

Provate a pensare a qualsiasi cosa, al computer che avete davanti, pensateci per bene e fatevene una sua immagine nella mente...bene, ora non pensateci più. Ce la fate? Forse sì, forse avrete pensato a cosa avete fatto oggi ecc..e in poco tempo siete riusciti a *distrarvi*, ma se voi voleste a tutti i costi togliervi dalla testa il computer, perché avete paura che se pensate al computer allora non riuscirete a pensare al divano, a al film che volete vedere ecc..beh, allora la cosa diventa più complicata. Il computer diventa solo un pretesto, la sfida è con se stessi, con il controllo del proprio pensiero.

E partendo dall'assunto che il pensiero non si comanda, non del tutto (qui forse sta uno degli sbagli, il credere che il pensiero non sia sotto il mio controllo), allora la paura credo sia legittima, per quanto masochista.

Va bene, per ora ho scritto anche troppo..spero di avervi dato qualche elemento in più per capire quel che mi passa per la testa.

Se vi sembrano discorsi preoccupanti, del tipo "questo sta diventando matto bisogna che si faccia vedere da qualcuno", ditemelo pure...perché se è questo che serve, meglio saperlo piuttosto che andare incontro al pericolo più o meno ignari.

Ciao a tutti e grazie mille ancora

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premetto che non ho letto attentamente, so che i pensieri ossessivi magari associati anche ad atti compulsivi compromettono la capacità di concentrazione, la memorizzazione e creano disagio e in taluni casi pericoli.............ora tu riguardo alla cosa che ti ossessiona hai qualche dubbio? qualcosa che vorresti che ti venisse chiarito e non hai il coraggio di cheidere? se fosse cosi' una volta che ti venissero chiarite le idee il pensiero ossessivo potrebbe andrsene.......... se è qualche cosa invece che no so come quei pensieri che si avvicinano alla superstizione, tipo se non tocco li o se non penso a questa cosa mi succede qualcosa, sai che è superstizione ma la compulsione conseguente al pensiero ossessivo si attiva lo stesso ed è inutile cercare di cacciarla, ti dici lo faccio per l'ultima volta ma è inutile attivi la coazione a ripetere.........in questo caso ci sono delle tecniche in psicoterapia e dei farmaci specifici per quel problema..se non ce la fai da solo.........poi sai dei pensieri fissi e assillanti vengono un po a tutti , in questo caso snocciolalo fino alla fine e piano piano quando trovi qualcosa di piu' forte che attragga la tua attenzione vedi che se n va, prova con la musica di solito aiuta a trasportare il pensiero oltre oppure ti da un sottofondo meno ossessivo( dipende anche dalla musica :-) io celgo quella ossessiva) quallche tisana...........se pensi di stare per impazzire e magari ti fisciano pure le orecchie tranquillizati dopo una situazione di forte stress puo' capitare.....i film guardali al cinema, la sala favorisce di piu' l'immersione nella finzione ,poi il tragitto per andarci , ritornare, qualche cornetto preso per strada ti stanchi e cosi ti addormenti

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Ciao. Secondo me e come mi sembri confermare tu, c'é una necessità di ipercontrollo, e il pensiero, senza disturbare i medici, lo vedi da te che é ossessivo. Quel che dici riguardo il non doverci pensare a una cosa a tutti i costi e poi contemporaneamente l'atteggiamento di sfida da un lato, mi fa spontaneamente fare un confronto con certi miei pensieri. Sembrerebbe una cosa del tipo "penso a questa cosa ma non posso, non voglio". Cerca di capire cosa attualmente ti fa sentire franare la terra sotto i piedi, non sei matto ma molto sofferente e può capitare di aver bisogno di un qualche minimo appiglio interiore (che ora sembri aver perso) così tanto da indurci in pensieri apparentemente masochisti. Puoi provare, non dico a farlo, ma a immaginare una cosa tipo: e se ci pensassi? se mi lasciassi andare, che succederebbe? Forse puoi mettere alla prova ciò che temi, in questo senso. Scrivici ancora!

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ciao roby..ma durante la giornata..mentre lavori e fai concretamente delle cose, ti capita? cioè, questo pensiero fisso ti viene solo quando sei rilassato e non hai niente da fare?

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ciao roby..ma durante la giornata..mentre lavori e fai concretamente delle cose, ti capita? cioè, questo pensiero fisso ti viene solo quando sei rilassato e non hai niente da fare?

E' per me la domanda?

Comunque sì, mi capita costantemente, tutto il giorno..e mentre lavoro è evidentemente uno dei momenti più fastidiosi, anche perché faccio un lavoro di ragionamento e quindi puoi ben capire che fastidio mi possa dare! Diciamo che durante la giornata un 90% del tempo ho bene o male in testa questa cosa...almeno i primi giorni..ora la paura sta già un po' passando, ma non voglio dirlo troppo forte ;)

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Ciao a tutti,

scusate se riapprofitto di questo spazio.

Pensavo che mi sarebbe passata. Ho avuto una settimana abbastanza impegnata e notavo che ero sempre meno preoccupato di questa cosa. Ci pensavo lo stesso ovviamente, ed ogni volta era come una pugnalata, ma meno spesso e più serenamente diciamo. Oggi invece ho avuto una "ricaduta". Anzi a cominciare da ieri a dire il vero, quando mi sono detto Va beh, basta, devo affrontare le paure, non posso semplicemente cercare di nasconderle sotto il tappeto. Allora ho provato a pensarci "volontariamente" diciamo. Non ho trovato un appiglio. Pensandoci non ho trovato un punto debole, non riesco a convincermi che questa cosa non fa paura...io ho paura di non riuscire più a concentrarmi su nulla, perché ho sempre in testa questa "sfida"...ogni volta che provo a concentrarmi su qualcosa c'è questa paura di non farcela che scatta, percui io non riesco a concentrarmi.

E' contorto...in realtà faccio fatica a spiegarlo....

Comunque sia questa sera mi è tornata l'ansia dei primi giorni e sono qui a cercare di distrarmi in mille modi senza riuscirci e meno ci riesco più mi sale l'ansia e la paura...

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è la paura che bisogna imparare a gestire ..così si toglie ogni potere all'ansia e ai suoi sintomi!

io ora riesco a gestire gli attacchi di panico....ma a nn evitarli :icon_confused:

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E partendo dall'assunto che il pensiero non si comanda, non del tutto (qui forse sta uno degli sbagli, il credere che il pensiero non sia sotto il mio controllo), allora la paura credo sia legittima, per quanto masochista.

forse invece lo sbaglio sta propio nel pensare che i pensieri debbano essere controllati... se li lasciassi scorrere liberamente, cosa succederebbe?

ad esempio, se lasci l'immagine del computer nella tua testa, senza sostituirla, che effetti produrrebbe? a livello emotivo (emozioni), pratico (conseguenze sulla tua vita pratica), sensazioni (anche fisiche)?

prova a descrivere una giornata col computer in testa...

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Allora, vediamo

mi sveglio già con il pensiero in testa (parentsi: ho detto il computer per dire, non c'è un pensiero specifico, è solo tutta questa idea che mi ingombra la mente..a volte sono anche pensieri più o meno specifici, ma non uno solo e non è comunque una cosa che mi fa particolarmente paura..è tutta la questione a farmi paura) o meglio già consapevole che c'è quest'ombra, questa paura. Direi che dal momento del risveglio questa paura non mi abbandona praticamente mai. Vado al lavoro, al mattino di solito sono abbastanza motivato e "combattivo", il pensiero c'è, è lì in agguato, ma non mi spaventa così tanto.

Poi ho alti e bassi...mentre lavoro i bassi sono che mi ritrovo a volermi concentrare su qualcosa e non ci riesco, perché diventa una sfida con me stesso: "non riuscirò a concnetrarmi perché ho questa paura in testa". Quindi la mia giornata passa a cercare di distrarmi da questa paura, a volte riesco, a volte no..e il peggio è quando riesco ma ad un certo punto mi viene in mente..beh allora scatta il meccanismo "e ora come faccio a ridistrarmi??"

Alla sera è peggio, mi sale l'ansia, inizo ad essere agitato, tachicardia..paura di non prendere sonno...il che puntualmente capita...mi addormento solo molto tardi e dormo male..e mi sveglio già agitato.

spero di essermi spiegato..

grazie

ciao ciao

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Perdonami ma non ho capito.. ad esempio mentre lavori, quali e come si susseguono i pensieri in te? Esempio il computer: visualizzi costantemente l'immagine e non riesci a staccartene? Cioè cosa fanno, come si evolvono questi pensieri?

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Allora, vediamo

mi sveglio già con il pensiero in testa (parentsi: ho detto il computer per dire, non c'è un pensiero specifico, è solo tutta questa idea che mi ingombra la mente..a volte sono anche pensieri più o meno specifici, ma non uno solo e non è comunque una cosa che mi fa particolarmente paura..è tutta la questione a farmi paura) o meglio già consapevole che c'è quest'ombra, questa paura. Direi che dal momento del risveglio questa paura non mi abbandona praticamente mai. Vado al lavoro, al mattino di solito sono abbastanza motivato e "combattivo", il pensiero c'è, è lì in agguato, ma non mi spaventa così tanto.

Poi ho alti e bassi...mentre lavoro i bassi sono che mi ritrovo a volermi concentrare su qualcosa e non ci riesco, perché diventa una sfida con me stesso: "non riuscirò a concnetrarmi perché ho questa paura in testa". Quindi la mia giornata passa a cercare di distrarmi da questa paura, a volte riesco, a volte no..e il peggio è quando riesco ma ad un certo punto mi viene in mente..beh allora scatta il meccanismo "e ora come faccio a ridistrarmi??"

Alla sera è peggio, mi sale l'ansia, inizo ad essere agitato, tachicardia..paura di non prendere sonno...il che puntualmente capita...mi addormento solo molto tardi e dormo male..e mi sveglio già agitato.

spero di essermi spiegato..

grazie

ciao ciao

no no, non mi sono spieato...

tu ora hai raccontato di una giornata dove hai il pensiero del computer (o qualsiasi cosa) e provi a contrastarlo; io invece ti avevo chiesto una giornata in cui tu lasci fluire questo pensiero liberamente per come viene. che succederebbe?

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no no, non mi sono spieato...

tu ora hai raccontato di una giornata dove hai il pensiero del computer (o qualsiasi cosa) e provi a contrastarlo; io invece ti avevo chiesto una giornata in cui tu lasci fluire questo pensiero liberamente per come viene. che succederebbe?

Ah, ok...no,non avevo capito allora.

Uno di questi giorni vado con l' "esperimento" poi ve lo racconto.

ciao ciao

d.

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Il 14/6/2010 alle 12:09 , outout ha scritto:

Ah, ok...no,non avevo capito allora.

Uno di questi giorni vado con l' "esperimento" poi ve lo racconto.

ciao ciao

d.

Ho il tuo stesso problema. Come ti chiami? Magari possiamo parlarne insieme.

Fede

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