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Depressione

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La depressione non è sintomo di debolezza, ma di spiccata sensibilità ed emotività. Nella mia breve vita ho avuto il piacere di conoscere molte persone che soffrono di depressione, e dico piacere perchè sono le persone più profonde ed intelligenti che ho incontrato. Scavare nella loro interiorità è paragonabile al viaggiare... hai modo di crescere e conoscere... e ragionare. Spesso la mente pensa troppo e a volte in modo errato. Ma mi domando: è meglio non pensare? Certo sarebbe tutto molto più semplice, ma i passi sarebbero pochi... mentre è bello vedere dietro di sè le innumerevoli orme lasciate lungo il cammino. L'unico consiglio che mi sento di dare però, è che spesso il troppo pensare, la razionalità, non lasciano spazio all'istinto, che inevitabilmente viene represso. Ecco qual è il problema reale, il non lasciarsi andare per paura di... ma la paura è solo un freno, e spostando il piede un pò più in là c'è l'acceleratore... sono due posizioni parallele che non si incontreranno mai... ma che guarda caso sono meccanicamente gestite da un solo piede... quindi!!

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Vorrei vederla come te, dato che con un depresso ci vivo, e invece di fronte ai suoi crolli e continui piangersi addosso ho avuto reazioni anche di insofferenza e rabbia, perchè io tutto quel "male" non lo vedevo.

Ora sta passando, ma in passato per me la situazione è stata logorante.

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Vorrei vederla come te, dato che con un depresso ci vivo, e invece di fronte ai suoi crolli e continui piangersi addosso ho avuto reazioni anche di insofferenza e rabbia, perchè io tutto quel "male" non lo vedevo.

Ora sta passando, ma in passato per me la situazione è stata logorante.

purtroppo è logorante... vivere accanto a chi soffre di questo disturbo non è assolutamente facile... e lo so bene... tant'è che mi sono ammalata anch'io... o forse sono proprio nata così... non lo capisco ancora...

ma poi mi faccio forza e dico che tutto andrà esattamente come deve andare... e non parlo solo in positivo...

io nonostante tutto sono felice ora di aver attraversato tanti problemi e tanta sofferenza, perchè mi hanno permesso di essere la persona che sono... certo non vado orgogliosa di me... ma credo nei miei buoni principi... e questo mi da modo di tenere sempre alta la testa e andare avanti...

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nn so......io la mia depressione la vivo come una sconfitta .....io sono sempre stata una persona forte e determinta....nn mi posso pensare fragile e insicura.....nn mi accetto per quello che sono diventata , una persona che si distrugge nel cercare di vivere una vita nn sua :icon_confused:

forse siamo troppo sensibili per vivere in questo mondo ....

ciao

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nn so......io la mia depressione la vivo come una sconfitta .....io sono sempre stata una persona forte e determinta....nn mi posso pensare fragile e insicura.....nn mi accetto per quello che sono diventata , una persona che si distrugge nel cercare di vivere una vita nn sua :icon_confused:

forse siamo troppo sensibili per vivere in questo mondo ....

ciao

Beethoven era depresso, Leopardi pure. La differenza tra loro e noi comuni mortali depressi è che loro hanno saputo dare una forma creativa alla loro sofferenza, noi siamo solo difficili da sopportare :im Not Worthy:

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Beethoven era depresso, Leopardi pure. La differenza tra loro e noi comuni mortali depressi è che loro hanno saputo dare una forma creativa alla loro sofferenza, noi siamo solo difficili da sopportare :im Not Worthy:

si infatti , a me nn mi sopporta nessuno -_- ma il problema è che nn mi sopporto neppure io :(:

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si infatti , a me nn mi sopporta nessuno -_- ma il problema è che nn mi sopporto neppure io :(:

Consolati pensando che forse, se ci mettessimo a poetare o a strimpellare il piano, ci sopporterebbero ancora meno :Talk to the Hand:

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idem con patate... nemmeno io mi sopporto... e molto probabilmente nemmeno gli altri... ma boh... la gente è pazza e continua a far affidamento su di me... vai a capire...

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forse siamo troppo sensibili per vivere in questo mondo ....

Spero di non essere fraintesa, perchè mi rendo perfettamente conto della sofferenza che provoca questo disturbo, ma io non credo sia una questione di sensibilità. La sensibilità è una condizione che ci rende recettivi verso ciò che ci circonda e ci permette di esserne partecipi, quindi comprende una varia gamma di emozioni che possono scaturire da qualcosa o qualcuno: tristezza, dolore, ma anche gioia, tenerezza, affetto, stupore.

Per quello che è la mia esperienza indiretta (mio marito), invece, il depresso non coglie i lati belli della vita. La vita è fatta di cose belle e cose brutte, di positivo e negativo, ma sembra che il depresso colga solo il lato negativo. Mio marito, ad esempio, diceva che, se ci pensava razionalmente, si rendeva perfettamente conto di essere fortunato, di avere mille motivi per essere felice, ma non ci riusciva, perchè queste cose, pur vedendole, non gli davano felicità: lui coglieva solo il brutto di ciò che lo circondava.

Beethoven era depresso, Leopardi pure. La differenza tra loro e noi comuni mortali depressi è che loro hanno saputo dare una forma creativa alla loro sofferenza, noi siamo solo difficili da sopportare :im Not Worthy:

:D:

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Per quello che è la mia esperienza indiretta (mio marito), invece, il depresso non coglie i lati belli della vita. La vita è fatta di cose belle e cose brutte, di positivo e negativo, ma sembra che il depresso colga solo il lato negativo. Mio marito, ad esempio, diceva che, se ci pensava razionalmente, si rendeva perfettamente conto di essere fortunato, di avere mille motivi per essere felice, ma non ci riusciva, perchè queste cose, pur vedendole, non gli davano felicità: lui coglieva solo il brutto di ciò che lo circondava.

E' esattamente così: la depressione sfugge alla razionalità. E' uno stato patologico proprio perché non si è capaci di reagire agli eventi nella maniera appropriata. Spesso ci sentiamo in colpa proprio perché sappiamo di non avere alcun motivo valido per soffrire e tuttavia continuiamo a sguazzare nella sofferenza, non senza senso di colpa. La sertralina con me ha fatto miracoli, e una volta compiuto quel primo passo ho trovato anche l'energia per passare alla psicoterapia.

Secondo la mia esperienza, è una questione di ipersensibilità egocentrica. Quando stavo male ero completamente accartocciata nel mio dolore e non riuscivo ad essere empatica con gli altri: penso sia questo, tra l'altro, che ci rende poco digeribili a chi ci sta vicino.

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idem con patate... nemmeno io mi sopporto... e molto probabilmente nemmeno gli altri... ma boh... la gente è pazza e continua a far affidamento su di me... vai a capire...

Evidentemente non sei così sgradevole :flowers2: Dai, coraggio!

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Secondo la mia esperienza, è una questione di ipersensibilità egocentrica. Quando stavo male ero completamente accartocciata nel mio dolore e non riuscivo ad essere empatica con gli altri: penso sia questo, tra l'altro, che ci rende poco digeribili a chi ci sta vicino.

E' più o meno quello che diceva mio marito, era troppo sensibile sulle questioni che lo riguardavano, ma io ero e continuo ad essere scettica su questo punto: l'egocentrismo eslcude per definizione la sensibilità, ed infatti lui era concentrato solo sul suo dolore, senza preoccuparsi di quello che recava a chi gli stava intorno, in particolare a me e ai suoi figli, in barba alla sua grande sensibilità. Io penso che si tratti soprattutto di una percezione distorta della realtà, all'epoca pensavo anche che ci fosse di mezzo una grossa insensibilità, che portava a preoccuparsi solo di se stessi e non degli altri, ma forse era la rabbia e la frustrazione che stavo vivendo che mi portavano questi pensieri. Oggi, infatti, che ne sono emotivamente più distaccata, credo che sensibilità o insensibilità c'entrino poco e che sia più una questione di non saper cogliere ciò che di bello abbiamo intorno. Il dolore, poi, porta a concentrarsi su se stessi, ma non per un eccesso o carenza di sensibilità, quanto perchè è il nostro tentativo di superarlo, che però purtroppo è spesso fallimentare.

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E' più o meno quello che diceva mio marito, era troppo sensibile sulle questioni che lo riguardavano, ma io ero e continuo ad essere scettica su questo punto: l'egocentrismo eslcude per definizione la sensibilità, ed infatti lui era concentrato solo sul suo dolore, senza preoccuparsi di quello che recava a chi gli stava intorno, in particolare a me e ai suoi figli, in barba alla sua grande sensibilità. Io penso che si tratti soprattutto di una percezione distorta della realtà, all'epoca pensavo anche che ci fosse di mezzo una grossa insensibilità, che portava a preoccuparsi solo di se stessi e non degli altri, ma forse era la rabbia e la frustrazione che stavo vivendo che mi portavano questi pensieri. Oggi, infatti, che ne sono emotivamente più distaccata, credo che sensibilità o insensibilità c'entrino poco e che sia più una questione di non saper cogliere ciò che di bello abbiamo intorno. Il dolore, poi, porta a concentrarsi su se stessi, ma non per un eccesso o carenza di sensibilità, quanto perchè è il nostro tentativo di superarlo, che però purtroppo è spesso fallimentare.

Impa, io mi rendo conto di quanto debba essere stato difficile per i miei famigliari vivere con me: i miei genitori, che non avevano idea di cosa fosse la depressione, hanno sempre pensato che fossi egoista a farli preoccupare inutilmente, aggravando il mio senso di colpa e il mio malessere. Mio marito per fortuna - o piuttosto per sfortuna sua - aveva già esperienza di disagio psichico in famiglia e, pur nella difficoltà che una tale situazione comporta, ha capito che si tratta di una malattia e non di mancanza di volontà o egoismo da parte mia: hai ragione, ci vuole distacco. Ma, scusa se te lo chiedo, tuo marito si cura? Una terapia farmacologica centrata, in primo luogo, cambia davvero la vita sua e dei suoi famigliari.

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NOn sono del tutto d'accordo Impa..

io per sensibilità intendo dire che purtroppo ( o per fortuna) chi soffre di depressione spesso riesce a cogliere cose che molto altri non vedono proprio. Che poi queste cose vengano elaborate in modo sbagliato o giusto non lo so.. spesso si analizza tutto in modo negativo, quasi con un'inevitabile ripercussione su se stessi ("ho sbagliato, è colpa mia"). Esempio: mi è capitato di vivere le stesse situazioni con persone depresse, una cena fuori per dirne una. Quando mi sono ritrovata sola con questa persona, dopo che tutti fossero andati via, mi ha chiesto se anch'io avevo avuto la sensazione che per tutta la sera tutti gli altri non avevano fatto altro che prenderla in giro. Ci son rimasta un pò così... perchè nessuno dei presenti aveva mai fatto un riferimento diretto o indiretto... quindi ho cercato di tranquillizzarla e a capire perchè credesse che tutti ce l'avevano con lei... e ne è uscito fuori che in realtà è una sua paura... purtroppo vedere cose che non ci sono, o prendersela perchè magari uno dice una parola, e sembra che si riferisca a noi, quando invece così non è... beh succede anche questo... è forse è una delle cose che ti lasciano sguazzare nel circolo vizioso...

è un pensiero abbastanza confuso....

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Ma, scusa se te lo chiedo, tuo marito si cura? Una terapia farmacologica centrata, in primo luogo, cambia davvero la vita sua e dei suoi famigliari.

Si, si sta curando da tempo e la situazione è nettamente migliorata, infatti quando racconto di quel periodo ne parlo al passato, per fortuna! :;):

NOn sono del tutto d'accordo Impa..

io per sensibilità intendo dire che purtroppo ( o per fortuna) chi soffre di depressione spesso riesce a cogliere cose che molto altri non vedono proprio.

Io invece ho sempre creduto il contrario: ho sempre pensato che il depresso si perdesse il mondo, si perdesse la vita, proprio perchè riusciva a cogliere solo una parte di essa, e cioè quella negativa.

Però ammetto che sono pensieri che facevo quando ero "arrabbiata" con la depressione, so che è assurdo, ma in quel periodo detestavo questo disturbo, pur comprendendo che si trattava di una malattia e quindi non ne facevo una colpa a mio marito. Però, di fatto, questa malattia mi stava rovinando la vita e forse per questo la vedevo solo come un limite, come una debolezza e non riuscivo a vederci niente di positivo. Ma il mio è il punto di vista di una persona che ha sofferto indirettamente a causa della depressione, quindi sicuramente non è obiettivo. Dovrei in effetti rifletterci un po' su, ora che ne siamo usciti e riesco a pensarci in modo decisamente più sereno.

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impa infatti di solito le dinamiche son odiverse da chi soffre direttamente di questa malattia, da chi invece la vive indirettamente... io purtroppo ho vissuto tutti e due gli aspetti... e si, so bene come ci si sente quando ti senti inerme di fronte ad una persona i quali occhi non riescono più ad esprimere nulla... lo so bene, ma grazie anche alla mia di depressione sono riuscita a modificare entrambi i comportamenti, e da spettatore e da protagonista.

Non è mai facile ovviamente, altrimenti non si tratterebbe di una malattia... la cosa ideale sarebbe che anche tu venissi seguita da uno psicolo... ora forse non più perchè tuo marito sta meglio, a quanto ho potuto capire...

io ricordo che i miei andarono da uno specialista, essendo disperati e non sapendo più che fare con me... ma me lo confessarono solo dopo che inizai la terapia... che poi per il primo anno fu familiare... quindi come puoi intuire ho attraversato vari percorsi prima di arrivare a questa consapevolezza... che non è mai del tutto definita, sarebbe un male se fosse così, perchè significherebbe l'arrivo... invece la vita è tutto un tragitto di cui solo la morte costituisce la fine ... ma nemmeno questo è poi tanto certo!!

come al solito mi son persa tra i miei pensieri...

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Si, si sta curando da tempo e la situazione è nettamente migliorata, infatti quando racconto di quel periodo ne parlo al passato, per fortuna! :;):

Io invece ho sempre creduto il contrario: ho sempre pensato che il depresso si perdesse il mondo, si perdesse la vita, proprio perchè riusciva a cogliere solo una parte di essa, e cioè quella negativa.

Però ammetto che sono pensieri che facevo quando ero "arrabbiata" con la depressione, so che è assurdo, ma in quel periodo detestavo questo disturbo, pur comprendendo che si trattava di una malattia e quindi non ne facevo una colpa a mio marito. Però, di fatto, questa malattia mi stava rovinando la vita e forse per questo la vedevo solo come un limite, come una debolezza e non riuscivo a vederci niente di positivo. Ma il mio è il punto di vista di una persona che ha sofferto indirettamente a causa della depressione, quindi sicuramente non è obiettivo. Dovrei in effetti rifletterci un po' su, ora che ne siamo usciti e riesco a pensarci in modo decisamente più sereno.

il depresso si perde il mondo, ma è in una situazione di nn scelta , cioè nn si riesce a essere diversi anche sapendo di essere di peso agli altri !

tu parli di "egoismo" ma nn è così si cerca solo di sopavvivere all'enesima giornata , si è solo concentrati nella lotta alla vita

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il depresso si perde il mondo, ma è in una situazione di nn scelta , cioè nn si riesce a essere diversi anche sapendo di essere di peso agli altri !

tu parli di "egoismo" ma nn è così si cerca solo di sopavvivere all'enesima giornata , si è solo concentrati nella lotta alla vita

Troppo spesso vorrei chiudermi in casa, non vedere nessuno..starmene in silenzio. Troppo spesso mi sento a disagio perchè ho sempre l'impressione di non avere niente da dire..di non avere una vita. E invece ce l'ho ma non me la riconosco..e mi sento in colpa.

Tremo ogni sera prima di dormire per la paura di rimanere sola.

Non riesco a prendermi cura di me.

Mentre faccio qualsiasi cosa..penso che non mi dispiacerebbe morire, andarmene proprio in quel momento lì.. senza rumore ...addormentarmi per sempre.

Ho paura. E' una malattia la depressione?..Io non lo so, non ne sono così sicura. Più che malattia la vivo e la vedo come una condizione.....se reagisco o non reagisco in un certo modo o come si aspetta da me la società, sono io che non vado bene? sono io la malata? Se non mi adeguo ai canoni che dettano sono io in difetto? una persona depressa non è da aggiustare..da risolvere, da trasformare a tutti i costi.

Io sono anche questo lato ombroso, se me lo togli del tutto non sarò più io, ma qualcosa che costruiscono gli altri.

Ho paura perchè non so convivere bene con questa parte di me..ho paura di perderla del tutto e di esserne completamente inglobata. Paura di perdere l'autenticità...vorrei solo imparare a convivere con me, quanti professionisti ti aiutano davvero a farlo?

Dobbiamo essere tutti contenti, sorridenti, a modo, efficienti, fare mille cose, avere mille amici, non avere ombre....è questo un essere umano?

Non mi sento malata, mi sento presa in giro.

Facciamo paura...come i portatori di handicap fanno paura ai "normali", perchè sentono e vivono in un modo diverso. Non c'è meglio o peggio, ci sono condizioni....modi d'esistere in base alle proprie capacità, che possono essere affinate, non sostituite.

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infatti ladani... non bisogna essere felici e sorridenti per forza... sai che palle!

ma a me sembra che tu parli più di carattere... quello è innato... siamo usciti dal pancione di mammà proprio così... io dico sempre che di natura sono una persona solare, ma le circostanze mi hanno portato ad essere una falsa "solare"...

anche per me vale il tuo stesso discorso, se mi togli il lato ombroso non sono più joker... ma una finta joker... e io voglio essere autentica, non falsa...

purtroppo molti si spavantano... altri scappano del tutto.. altri invece restano... si forse saranno pochi... pochi ma buoni.. almeno me lo auguro...

purtroppo io sono anche quel lato...

io che ho soffro di disturbi alimentari mi sento anche disturbo alimentare... io sono ANCHE quello... purtroppo chi ha a che fare con me, inevitabilmente ha a che fare anche col mio disturbo.. ed io non posso farci molto.. prendere o lasciare... indubbiamente i miei disturbi mi hanno "modificata"... e ciò che sono diventata è il risultato di molte componenti... che dire... chi mi ama mi segua... del resto francamente non so che farmene...

ma spesso ciò non viene capito e allora fanculo oh!

Gli psicologi non cambiano le persone, ma cercano di far uscire il vero lato di esse.. se il tuo (non so se sei in cura) pensa di cambiarti, beh allora è meglio che lui/lei cambi mestiere...

le persone non cambiano, si modificano al più... ma lo stampo è quello!

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x chiquitalaenlavent

anche a me la sertralina ha cambiato la vita.

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il depresso si perde il mondo, ma è in una situazione di nn scelta , cioè nn si riesce a essere diversi anche sapendo di essere di peso agli altri !

tu parli di "egoismo" ma nn è così si cerca solo di sopavvivere all'enesima giornata , si è solo concentrati nella lotta alla vita

Non lo so, io ho visto che mio marito era così finché gli "andava bene" essere così. Voglio dire, stava male, malissimo, ma non faceva neanche niente per cambiare le cose. Si lamentava e basta. Poi, ad un certo punto, ha deciso di cambiare. Ha deciso di curarsi, di uscirne e ha lottato, si è impegnato, quindi penso che abbia scelto: ha scelto di reagire e di non lasciar vincere la malattia. Non posso dire che ne sia uscito completamente, perchè ha ancora diversi problemi, ma sicuramente è un altro uomo e la vita con lui è tornata bella.

Io però posso basarmi solo sulla mia esperienza, che ovviamente è limitata, è una malattia talmente personale che immagino possa avere tante sfumature quante sono le persone che ne soffrono.

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x chiquitalaenlavent

anche a me la sertralina ha cambiato la vita.

Tex, non ho capito bene se devo prenderti alla lettera o se sei ironico :Thinking:

A scanso equivoci, non sono una fan assoluta degli psicofarmaci. Trovo anzi che siano solo un palliativo ma che in circostanze particolari possano aiutare a trovare quella scintilla d'energia necessaria ad allontanare dal tubo del gas. Prima della cura farmacologica non credevo che fosse possibile un'altra vita, dopodiché la psicoterapia sta facendo il resto. Ma senza la pasticca non mi sarei manco alzata dal letto :Four Leaf Clover:

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Tex, non ho capito bene se devo prenderti alla lettera o se sei ironico :Thinking:

A scanso equivoci, non sono una fan assoluta degli psicofarmaci. Trovo anzi che siano solo un palliativo ma che in circostanze particolari possano aiutare a trovare quella scintilla d'energia necessaria ad allontanare dal tubo del gas. Prima della cura farmacologica non credevo che fosse possibile un'altra vita, dopodiché la psicoterapia sta facendo il resto. Ma senza la pasticca non mi sarei manco alzata dal letto :Four Leaf Clover:

concordo .

io senza farmaci sarei già morta ....sono un piccolo aiuto per cercare di rialzarsi

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X joker: Non sono ancora in cura..sono anni che mi riprometto di iniziare..poi trovo sempre scuse stupide per rimandare, il punto è che mi intimorisce e allo stesso tempo mi eccita l'idea di cominciare a prendermi cura di me...strano, vero? Ho anche a che fare in casa con una depressa "vera", mia mamma. Sono convinta del fatto che alcuni miei atteggiamenti sono miei e basta, nel senso che sono caratteriali, e credo di riuscire a individuarli, a vederli. Ma a volte ho degli atteggiamenti...che ho paura provengano dallo stare in casa con mia mamma, come ad esempio crisi di pianto, sbalzi d'umore particolarmente repentini, perenne senso di colpa....ecco, spesso non riesco a distinguermi da lei e ho bisogno di un aiuto, di qualcuno che insieme a me metta insieme la mia storia..perchè ho paura di perdermi.

La chiamo depressa "vera" prchè purtroppo è evidente la sua estrema chiusura verso tutto e tutti, ogni giorno, in ogni momento...niente per lei è piacevole e meritevole di essere vissuto.

Dove finisce lei? Dove inizio io?...da sola non riesco a vedermi sempre..

Anch'io sono dell'idea che è meglio stare in compagnia di pochi ma buoni!! Non mi posso lamentare ho intorno delle persone che mi vogliono bene davvero, nel senso che di me si prendono tutto il pacchetto vacanza, i lati belli e quelli meno. Mi ritengo fortunata nel conoscerle...e non ne vorrei altre, però il mio orologio biologico ultimamente mi ricorda che io non ho mai avuto una storia vera con nessuno, e sento che mi manca non aver fatto un'esperienza del genere.

Mi sto fissando da parecchio tempo su sta cosa...e fissarsi non è mai la cosa migliore...

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x muchacael

nn schezo su certe cose.

per il resto, la medicina in generale e palliativa

ma nn credo che uno psicologo possa essere in grado

di capovolgere una patologia.

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